26
Set 2004
ore 16:59

Da Report - stenografico

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VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
Sandro Sangiorgi è stato per anni curatore della guida del Gambero rosso slowfood. Ma poi se ne è andato perché, lui dice, sulla guida ha trovato pubblicato un vino che lui stesso aveva bocciato.

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Cioè non è l'unica pressione che ho ricevuto.

AUTORE
Cioè un vino che faceva pubblicità nella guida….

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Faceva pubblicità all'interno del Gambero Rosso come rivista e all'interno delle riviste di Slowfood e Arcigola, e naturalmente tutti e due gli editori volevano che entrasse a tutti i costi in guida con una scheda intera.

AUTORE
Cioè il vino non era buono?

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Il vino era un vino insufficiente per partecipare a quella guida.

AUTORE
Ho capito. E questo lei lo aveva certificato?

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Lo avevo certificato più volte nei colloqui con queste persone, c'erano dei testimoni.

AUTORE
E invece nella guida come è uscito?

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
E' uscito con una scheda, direi sufficientemente buona.

AUTORE
Dopodiché lei ha dato le dimissioni.

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Sì io sono andato via.

DANIELE CERNILLI - condirettore Gambero rosso
Ah, dunque Sangiorgi…

AUTORE
Dice che aveva bocciato un vino poi è stato trovato che facevate pubblicità a quel vino…

DANIELE CERNILLI - condirettore Gambero rosso
Beh, se lui questo lo afferma pubblicamente io lo querelo.

AUTORE
Non è vera questa cosa?

DANIELE CERNILLI - condirettore Gambero rosso
Non solo non è vero, ma se lui avesse affermato questa cosa pubblicamente probabilmente andremo per vie legali.

AUTORE
Lei lo smentisce?

DANIELE CERNILLI - condirettore Gambero rosso
Non solo lo smentisco, ma io le dico che se lo avesse detto una cosa del genere io preannuncio azioni legali nei suoi confronti.

AUTORE
Senta Cernilli ha detto che la querela.

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
Lo faccia.

AUTORE
Lei non ha problemi?

SANDRO SANGIORGI - direttore di Porthos
No ci mancherebbe, ci sono testimoni rispetto a quello che ho dichiarato.

commenti 3

Più di una volta ho chiesto a giornalisti di settore, perché non si aveva il coraggio di parlare male nelle guide-quando necessario- delle bottiglie o dei ristoranti.
Mi si rispose che il principio di molte guide è quello dell’omissione. Vale a dire se di una cosa se ne deve parlare male meglio non parlarne affatto.
Inizialmente trovai quella risposta esaustiva in quanto era corredata da una retorica di responsabile sensibilità.
Il discorso infatti verteva sulla necessità di non infierire su di un settore in cui una stroncatura poteva implacabilmente tradursi in posti di lavoro in meno e screditamento di un settore che necessitava invece di crescere.
Insomma come se il settore enogastronomico soffrisse più di altri di ripercussioni umane tali da necessitare la creazione di una sorta di riserva indiana.

Anche nello speciale di report di venerdì scorso del resto emergeva che in termini di fatturato complessivo, l’industria del vino in Italia non alza certo volumi da brivido (il fatturato annuo dell’intero comparto produttivo non è nemmeno la metà di quello dei un’azienda energetica).

Questa constatazione dovrebbe in qualche modo giustificare scelte come quella che vi ho presentato.

E invece il reato attribuibile a questo tipo di giornalismo che va nell’ambito concettuale dell’“omissione”offre a lungo termine una prospettiva di “nanismo” culturale che la trasmissione incriminata non ha fatto altro che evidenziare.
Al di là delle accuse specifiche al Gambero Rosso, non certo argomento focale del servizio, nella puntata sul vino di Report veniva fuori quello che è assolutamente una evidente e palpabile realtà.
Vale a dire che dove non c’è conoscenza c’è speculazione.

Un settore che dovrebbe essere ricco di significati e di problematiche si riduce ad una arena in cui si evidenziano agonismi da eruditi e privilegiati, una nicchia rancorosa e ostile, in cui trovano poco spazio inchieste, denunce e approfondimenti.

A cosa serve discutere sulla attendibilità delle parole del direttore di Porthos, o della solitudine di Veronelli, o dei guadagni dell’AIS, o ancora sull’inaffidabilità di Maroni rispetto alla giuda ai vini del Gambero Rosso?

L’ignoranza che coinvolge la gran parte dei consumatori, per la maggior parte incapaci di leggere un etichetta di un vino o di un prodotto, è diretta conseguenza di questa miopia professionale.

Eppure la forza di questo settore dovrebbe essere che, a differenza di altri, è di interesse comune.

Posso vivere senza andare a cinema, fregandomene della critica e dei critici cinematografici, ma non posso vivere senza mangiare e forse se fossero più coraggiosi i giornalisti enogastronomici raccoglierebbero un numero di lettori e di interessi infinitamente più ampio di quello di oggi.
L’analisi del rapporto prezzo/qualità nelle guide è solo un primo passo verso l’apertura a nuovi lettori e nuove realtà imprenditoriale. Il resto è tutto da inventare…
Auguri

27 Set 2004 | ore 11:02

Incredibile Pachino!
Caro Direttore, io non conosco questo signore che si firma Pachino ma sono profondamente colpito dal suo modo di scrivere, narrare, criticare etc. Colgo in lui un senso critico stupefacente, una preparazione altissima e mirata nel settore enogastronomico!!! Se non fosse stato per i suoi spunti polemici, reazionari, avrei pensato che eravamo in presenza di un professionista (sempre che Pachino non lo sia nella realtà).
Un consiglio Direttore: lo faccia diventare il caporedattore della sua rivista, sempre che questo signore non abbia già un "buon posto" magari da un editore suo concorrente! In questo caso sarebbe davvero un peccato.............(un peccato per il mitico gambero rosso si intende).

27 Set 2004 | ore 17:18

TIMEO DANAOS ET DONA FERENTES. Non scrivo così bene e non sono interessato a proposte e a poltrone bollenti. Lasciamo il crostaceo a chi lo ha creato e a chi se merita. Poltrone del genere in Italia non si conquistano, si contrattano o si ereditano. E poi come ho scritto attraverso Rucola “Non c’è niente di peggio di un sogno che si realizza”.

27 Set 2004 | ore 17:46
marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli

Pollo_coniglio.jpg
Torte_crostate.jpg
in libreria e on-line

* VOLUMI GIA' PUBBLICATI
NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


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