29
Ott 2004
ore 15:56

Il futuro è Oldani?

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Nell'ultimo numero di Maccheronica, l'inserto mensile del Foglio, l'adorabilmente insopportabile Camillo Langone fa una recensione-peana del D'O di Davide Oldani, il ristorante di Cornaredo che sta spopolando in quel di Milano e provincia.
Perchè? Per i prezzi, per il menù e soprattutto per la scelta di un grande cuoco di passare dall'alta ristorazione (è stato chef di Marchesi, chef del Giannino, al Vesuvio ecc... per non parlare della Francia) alla trattoria e ai bassi prezzi.
La cipolla caramellata col parmigiano caldo e freddo è diventato un piatto simbolo di questa scelta, così come i pisarei con passata di cicerchi e l' incredibile trancio di trippa fondente con salsa agrodolce.
Il tutto per 30/32 euro la sera ma per 11,50 euro a pranzo.
Trenta coperti e un tutto esaurito da paura.
Un segnale vincente di cui avevamo parlato mesi fa su RaiSat Gambero Rosso Channel contribuendo al tutto esaurito e che pensiamo sia un segnale per chi sta intraprendendo nuove iniziative.
Di solito Langone vuole andare contro corrente ma qui si trova nella corrente più piena.
La ricetta Oldani vale per tutti? Di sicuro vale per chi sta iniziando nuove attività e vale anche per chi pensa di riconvertirsi ma, come per il formato dei giornali o delle riviste, quando si cambia per risparmiare e perchè le cose andavano male di solito poi si chiude. Vincono sempre le idee e la qualità.

commenti 11

La ricetta di Oldani funziona. E ci sono altre formule interessanti e originali, in giro. Come quella di Roscioli, a Roma. Le commodity (e l'assortimento) di un negozio, il look, la cucina e il servizio di un ristorante. E anche lì è ressa. C'è da dire che il D'O si trova in posizione strategica. E' poco distante da Milano. In città c'è cultura del mangiar bene, e data la crisi, c'è voglia di contenere i prezzi. Ma un po' di soldi girano ancora, e Oldani è un nome conosciuto. Non paga affitti siderali, come accade a molti a Roma e Milano, e ha deciso di sfruttare questa situazione per giocare la carta del qualità/prezzo. Un operazione intelligente, certo, che merita il plauso di tutti. L'unico problema è che chi cerca di emularla in zone meno strategiche, perché distante da grandi centri, non sempre ce la fa. C'è chi ci riesce, come i Tinari di Villa Maiella, un luogo bellissimo, dove potersi fermare anche a dormire, e dove si può mangiare più o meno ai prezzi di Oldani. Ma io mi chiedo, a un ristorante come Laite, a Sappada, basterebbe un eccellente rapporto/qualità prezzo per registrare il tutto esaurito? Forse no. Sappada è per (quasi) tutti un viaggio. E un viaggio costa di per sé, a prescindere di quanto si spenda per mangiare. Probabilmente lì, per attirare appassionati e curiosi, serve l'eccellenza. Insomma, bisognerebbe fare una specie di "mappa", e capire dove la ricetta di Oldani possa funzionare. In città, i ristoranti di livello stanno riscoprendo la gestione familiare. Il personale di sala guadagna circa la metà di 10 anni fa. I professionisti sono introvabili. Conosco camerieri bravissimi che lavorano in nero nei circoli privati, per arrivare a prendere 1300 euro al mese, mentre fino a poco tempo fa riuscivano a realizzarne molti di più lavorando in ristoranti di medio-alto livello, o tramite le società di catering. La ricerca di personale di sala qualificato, nel 2000, sta diventando, per i ristoranti di fascia medio-alta, molto più difficile della ricerca di materie prime di qualità elevata. E' un fattore da non sottovalutare.

11 Nov 2004 | ore 12:51

davide Oldani ha avuto una bella idea, se sia il futuro non lo so , ma il buon rapporto qaulità/prezzo e l'elaborazione di ingredienti semplici, connesso con un servizio di alta qualità è una ventata di respiro per la ristorazione italiana, che dovrebbe prendere esempio..... resta sembra da capire perchè uno chef di talento così.... sia dovuto finire in un anonimo e ameno posto fuori milano possibile che nessun ristoratore o imprenditore si fosse accorto di tale talento e proprosta innovativa..
ma a milano solo ristoranti con cattivo rapporto qualità prezzo? quando c'è la qualità! Perche spesso ci rimane solo il prezzo!!!! quando non ci si sente imbarazzati per le strane gestioni di certi luoghi di ristorazione!

23 Nov 2004 | ore 15:36

Da Davide Oldani sono stato diverse volte, anche a pranzo. Ed è un vero illuminante piacere entrare ogni volta dalla porticina del D'O, essere accolti da un bel sorriso cordiale e sedersi per mangiare-degustare piatti buonissimi, semplici in apparenza. Ed è stato davvero curioso ritrovarsi di fronte, in carne ed ossa, la persona che insieme a Gualtiero Marchesi e a Loredana Minoretti nel lontano 1990, con 'Ristorante Italia', prima vera trasmissione televisiva di cucina, ha reso la mia grande passione per la cucina.... una splendida malattia cronica. Ci tornerò, al D'O, eccome ....

27 Nov 2004 | ore 15:32

Il tutto per 30/32 euro la sera ma per 11,50 euro a pranzo...

Ma non diciamo cazzate.
E' il peggior posto dove ho mangiato negli ultimi due anni.
La cipolla è bollita, di caramellato non ha niente...il brodo dei cappelletti lascia molto a desiderare, la tartelletta di carne è pesante come un'incudine, almeno la nonna quando faceva le polpette metteva l'aglio e il prezzemolo per rinfrescarla un po'.
Lista dei vini che dice poco ( meglio dice solo le solite cose)...
Il conto? 142.20 Euro in due a pranzo, ma per favore.

18 Dic 2004 | ore 03:26

Sono stato ieri sera a mangiare da Oldani. Cibo eccellente ed ottimo (se non incredibile, data la vicinanza con Milano) rapporto rapporto qualità/prezzo. Ho trovato la cipolla caramellata ed il riso carnaroli al castelmagno con salsa al vino rosso semplicemente straordinari. Tra i secondi, il guanciale con fondo di liquirizia raggiunge livelli elevatissimi. La Cassoeula l'ho trovata molto buona e leggera ma la quantità di fondo di cottura era a mio gusto eccessiva (mia moglie, per contro, l'ha trovata straordinaria). Il gelato con curry e salsa di cioccolato è buonissimo. La carta dei vini è buona ma i vini che io non conoscevo erano pochi (il barolo che abbiamo bevuto aveva un ottimo rapporto qualità/prezzo). Ho notato che il ricarico sui vini è veramente limitato e questa circostanza rappresenta una riprova della serietà del progetto ma avrei preferito però trovare più vini a me sconosciuti per sperimentare nuove esperienze. Un ultimo commento sul servizio. Personalmente, vado spesso al ristorante (ed in particolare nei ristoranti "due e tre forchette") ma soffro il servizio "affettato" che mi mette un pò a disagio. Da Oldani questo rischio non si corre. Oldani è molto simpatico ed il personale ha veramente dei bei modi. L'unico commento negativo riguarda la gestione delle prenotazioni (è veramente complesso trovare posto ma è ancora più difficile confermare il tavolo). I tempi di attesa per avere un tavolo ricordano più quelli del servizio sanitario nazionale che quelli di un ristorante. Ciononostante, spero che Oldani non tradisca il suo progetto (in particolare vorrei che non aumentasse il numero di coperti). Credo infatti che Oldani funzioni (e bene) anche per la personalizzazione del servizio.
PS: una risposta a Simone - 5 antipasti, cinque primi, cinque secondi, 3 dolci, due bottiglie di vino (18+50 euro) e due bottiglie d'acqua per un totale di 250,50 euro. Data la qualità del cibo, ci sono due possibilità: o non vai mai al ristorante o, se sei abituato a spendere meno e vivi in zono Milano, o sei un cuoco, e quindi ti fanno lo sconto.

21 Gen 2005 | ore 12:24

Mi scuso: ho erroneamente indicato un riferimento sbagliato sul mio post del 21 gennaio: il commento sul conto non era riferito a Simone ma a Bacco (peraltro, quando ho scritto il posti il link era inattivo. Cliccando sul link sembra prorprio che Bacco sia un professionista del settore).

23 Gen 2005 | ore 14:18

davide oldani?
si grazie. L'idea dell'anno ma nessuno nei commenti sembra aver sottolineato la cosa più importante che permette tutta la giostra: il valore aggiunto della persona, Davide.
Potrà emularlo solo un grande della cucina come lui, ma credo che l'umiltà sia una prerogativa poco diffusa tra gkli addetti ai fornelli...
saluti da un colega che viene solo stimolato da tanta fantasia, in bocca al lupo

31 Gen 2005 | ore 20:36

Volevo aggiungere una cosa: come molti lavoro a milano città e, come molti, sono condannato a pranzare nei vari Brek e affini, quando non nel solito baretto sottomano.... se penso che se solo potessi permettermi una pausa pranzo flessibile potrei, tutti i giorni, pranzare al D'O con un primo, un secondo e l'acqua/il vino spendendo la stessa cifra se non meno mi viene male .... Non solo imparagonabile la qualità di ciò che potrei mangiare ma incommensurabile l'ambiente, il piacere di ritagliarsi una sosta in un'oasi non solo culinaria .....
Come già scrissi qualche tempo fa, ci tornerò al D'O, eccome ....

14 Mar 2005 | ore 20:18

Sono francamente imbarazzato. Ho cenato al D'O' all'inizio di Agosto ed ho trovato in Oldani una persona squisita ed interessante ma il menù degustazione di quella serata è stato proprio così, imbarazzante. Il pomodoro ripieno di scarola con anguria brasata (?)prima ancora che cattivo era veramente una stupidaggine. Discreti i testaroli, il pollo alla marengo dava parecchio sul lesso ma la crema fredda con ciliegie è stata un'altra forte delusione.
Per carità, 40 Euro a Milano sono niente però sono molto deluso.

22 Ago 2005 | ore 16:33

Finalmente sono riuscita a visitare il ristorante di Davide Oldani, in compagnia di amici appassionati di cultura culinaria come me e devo dire che siamo stati soddisfatti, abbiamo visto come da ingredienti poveri, sia riuscito a creare piatti interessanti, abbiamo provato un po' di tutto, anche la famosa cipolla caramellata. La mia impressione personale è che tutto ha un prezzo, quindi se vuoi spendere 50 euro mangi per 50 euro, quindi preferisco mangiare la cipolla rossa di Tropea che quella di Rho, le materie prime di qualità hanno un prezzo e un sapore diverso.
Quindi evviva l'Albereta, Aimo e Nadia, Cracco, & company e Oldani lo preferivo prima quando era a quei livelli.

18 Giu 2006 | ore 01:39

Sono stato da Davide Oldani -dopo tanta agognata attesa- e, sinceramente, non sono soddisfatto. Pur essendo una persona gradevole, lungo il corso della serata ho trovato stucchevole il suo modo di presentarsi e di presentare la sua cucina... Ho la sensazione che creda un po' troppo nei suoi mezzi e nella più-che-ribadita stagionalità dei suoi piatti. Molti lo celebrano e lo adorano smodatamente, considerando la sua cucina "un'esperienza dei sensi" (così mi era stato presentato prima di aver varcato la soglia del suo ristorante... rivolto a lui, mi sembra proprio uno di quei commenti New Age che vengono utilizzati per le 'sculture' dei presunti Fidia moderni come "è un'installazione che sublima l'essenza dell'artista" oppure "qui si delinea l'intervento design e stylish dell'autore").
I suoi piatti sono espressione di una buona ricerca della sofisticazione culinaria, ammetto, ma niente di più. Oggigiorno, i piatti vengono presentati con sufficiente accuratezza estetica ovunque sia presente uno chef in cucina, perciò la differenza sta nella capacità di abbinare i sapori e di trovare nuove combinazioni e nuove armonie sensoriali. Durante questi ultimi anni, ho abituato il mio palato a differenti sperimentazioni e a nuovi gusti, ma, a mio avviso, al D'O il risultato degli studi gastronomici è stato ottenuto parzialmente: solo 1 piatto su 3 è ben riuscito. E non è certo un risultato lusinghiero se si sta parlando del tanto declamato primo discepolo dell'immenso Gualtiero Marchesi.
Inoltre, ricevuta alla mano, con 30-32 euro a persona, al D'O ti siedi e prendi un antipasto e un dolce accompagnati da un bicchiere d'acqua! A pranzo sarà pure un affare, ma a cena è un furto bello e buono (neanche tanto buono, appunto) da 65 euro a persona.
Se volete provare la sua cucina, beh, prenotate un tavolo per il 2012 (pensate di trovare posto prima?!), ma ricordatevi di avere un sacco di contanti e di tenerne una parte per la seconda prenotazione che avrete fatto, in seconda serata, per un vero ristorante dove potrete davvero cenare! SOPRAVVALUTATO

10 Mag 2008 | ore 02:54
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