ore 16:35
Il nuovo conformismo
Se leggi Repubblica devi dire che ti piace Michele Serra, Stefano Benni e che Eco è un genio.
Se leggi Giornale o Foglio Camillo Langone lui si che gliele canta chiare agli snob delle guide.
Se sei slow la terra è madre e conta solo la biodiversità, i presidi e le osterie, basta con i ristorantoni e i vinoni. La tv del cibo è tutta spazzatura.
E se non sei?
Delle volte ti piacerà Benni, delle volte no. Il mondo non finisce sulla soglia delle osterie. Un grande ristorante può essere un grande piacere. I grandi vini? why not?
Ma soprattutto, mente sgombra.
E perchè no, tanta voglia di essere dalla parte "sbagliata".
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Sarebbe anche meglio non sentire la necessità di essere di nessuna parte, e fregarsene. Certo è che a volte ti viene proprio di essere "contro" o "pro" per rabbia.
Uno dei mondi più settari è, per quello che vedo, quello dell'enogastronomia. Qui le correnti, o mode, diventano dictat, e spesso sono più infervorati gli appassionati che gli addetti ai lavori. Le loro convinzioni sono incrollabili, fino alla prossima vague, e sono pronti a difenderle a tutti i costi. Sul vino gli esempi sono millanta: dalla pallosissima querelle autoctono/alloctono (inteso come vitigno), all'uso delle barriques/botti medie/botti grandi/cemento/acciaio ecc, fino al biologico/biodinamico/ecc.
"Gli esempi sono millanta" fa molto Veronelli; forse sarà per questo che sono d'accordo con Gianpaolo. E anche con Bonilli, posto però che Umberto Eco E' un genio, o qualcosa del genere. :-)
Mi spiace leggere nell'intervento di Bonilli una bella dose d'invidia: pessimo sentimento.
Quanto alla parte 'sbagliata', abbia finalmente il coraggio di mettercisi una volta per tutte, sempreché abbia capito qual è!
Slow Food forse lo sa, tanto che ha mantenuto negli anni ben maggior coerenza del 'Gambero'.
Certo, un articolo di 'Time' e il successo internazionale del Salone del Gusto (guarda caso, in corso proprio in questi giorni) non fanno primavera... vero Bonilli?
Che poi Serra, Benni ed Eco scrivano infinitamente meglio di lui, beh, non ha alcun rilievo. Ma allora, a che serve citarli?
A quanto pare, Mulligan è supinamente allineato ai vertici di GRH spa: più conformista di così...