ore 18:23
Arriba Espana?
E' finita la kermesse di San Sebastian dove i cuochi spagnoli hanno fatto vedere quanto sono bravi anzi, i più bravi.
L'evento è interessante e stucchevole perchè in pochi anni gli spagnoli sono riusciti a fare quello che i francesi hanno impiegato cent'anni: rendersi antipatici.Ormai sembra che la cucina di livello passi solo per Barcellona, il grande Ferran Adrià è diventato quello che neppure i francesi Bocuse e Ducasse sono riusciti ad essere a livello mediatico globale, e gli imitatori dello stile spagnolo stanno invadendo il mondo.
Poichè la colpa non è degli spagnoli ma di chi li spia, li invidia e poi copia la sola reazione possibile è quella di ritrovare la propria identità che, tanto per chiarirsi, non è sifone contro tagliatella, ma professionalità, design, finanziamenti massicci e un progetto di lungo periodo ( parliamo degli spagnoli) contrapposto a un procedere in ordine sparso, senza un progetto, senza finanziamenti, con molto provincialismo e spesso poca professionalità e tanta superbia ( parliamo di noi italiani, dei cuochi, giornalisti e operatore del settore).
PS
Nel 1998 il Gambero Rosso ha fatto la copertina su Adrià con il titolo Il cuoco del XXI secolo. Quella copertina la rifarei, Adrià è sempre grandissimo, noi invece abbiamo perso la bussola
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Immancabilmente è arrivato...as usual...come Porta a Porta. E' bravo direttore. Il pezzo sulla Sposagna proprio non poteva mancare.
Ha mai pensato al "Calendario del Gambero", con foto del crostaceo in tutte le posizioni più osè, nudo o con la carapace. Con tutti i suoi inteventi da calendario e con qualche zuccherina o tannina in costume da odalisca.
Egregio Direttore,
ho già espresso ripetutamente e prolissamente la mia opinione al riguardo.
Eviterò dunque di aggiungere altro, primo perchè non è bello ripetersi, secondo perchè rischierei di essere definito un lacchè per la seconda volta nel giro di tre giorni e già sarei a posto così.
L'unica cosa che mi sento di dire è che, continuando a parlarsi addosso senza agire, rischieremo tra non molto di assistere inebetiti ed impotenti al boom di volta in volta della cucina tedesca, inglese, portoghese, greca ecc..
Certo, per lei ogni volta sarà una buona occasione per lanciare l'ennesimo grido di dolore da questo spazio, ma non mi sembra che ci sia granchè da rallegrarsene.
Invece di aprire thread a raffica sullo stesso argomento, perchè non comincia a pensare seriamente a cosa fare di concreto come Gambero Rosso?
Cordiali saluti,
G.P.
"Alla cucina italiana tutti prima o poi debbono fare ritorno,dopo ogni sconsigliata,dopo ogni sciagurata incursione sia tra i divoratori di cavallette,sia tra i degustatori di quintessenze"( Alberto Savinio )
Parlare di "stile spagnolo" nella cucina è una banalizzazione, come lo sarebbe parlare di "stile" francese o italiano.
Se è vero che esiste una attitudine al dialogo, a fare squadra tra cuochi, che è una sanissima, peculiarità, poi le personalità sono diversissime.
Tra esse alcuni dei più grandi cuochi di oggi (sfido qualsiasi appassionato vero ad andare da Andoni Luis Aduriz e a non tornare entusiasta. E così dai Roca o dalla Ruscalleda).
La nuova cucina spagnola è una realtà solida, eterogenea, in continua crescita, che si inserisce all'interno di una società decisamente più vivace e curiosa culturalmente della nostra attuale.
Poi, se per consolarci vogliamo dire che c'è solo Adrià più alcuni epigoni e che finito di mangiare cavallette torneremo alle polpette, facciamolo pure. Anche in questo non saremo i primi (ci precedono i francesi e i loro grandissimi hanno tutti 50 anni...)
Non toccate Bocuse! Al confronto, il 'grandissimo' Adrià è solo un pelacarote, e chi gli fa tutta 'sta pubblicità ha una grave forma di alterazione del gusto, che in medicina viene definita 'ageusia'