ore 10:44
Luigi Veronelli
E' morto colui che cinquanta anni fa ha fondato una scuola, un linguaggio e ha rifondato il vino italiano.
Adesso che è il momento delle lodi tutti ne parleranno bene ma in verità Gino Veronelli è stato il papà di tutti negando e negandosi però questo ruolo, specialmente nell'ultimo periodo.
Io sono uno dei tanti che ha iniziato a conoscere e amare il vino leggendo il primo Catalogo Bolaffi dei vini d'Italia.
Poi ho conosciuto Gino di persona, poi ho discusso con lui, litigato, fatto pace e ancora litigato.
Ma lui era sempre il migliore, quello dal quale imparare.
Due anni fa abbiamo fatto una lunga intervista per Gambero Rosso Channel nella sua casa di Bergamo. Due giorni di full immersion, di lavoro e di divagazioni, di mangiare e bere insieme, di puro piacere intellettuale.
Che bel ricordo, tutto mio, di una persona unica, insostituibile, rara.
Questo è il mio piccolo contributo a Gino Veronelli che ci ha lasciato.
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Mi unisco, da semplice appassionato, al dolore per la scomparsa del "più grande".
Il ricordo delle sue trasmissioni con Ave Ninchi o, primo cuoco ad apparire in televisione se non sbaglio, assieme al sempre poco ricordato Angelo Paracucchi, accomunati dall'essere precursori nel loro rispettivo campo, non portà mai essere cancellato.
Spero che Lei Direttore possa quantomento far replicare la bellissima intervista che ha citato nel post e che io, avendola registrata, mi andrò senza dubbio a ri vedere in memoria di Luigi Veronelli.
Mi associo alla richiesta di replica dell'intervista. Chissà se alla rai, magari su qualche canale satellitare, penseranno di riproporre i programmi condotti dal giovane Gino.
ho imparato a conoscere e apprezzre il vino da bambino in una trasmissione televisiva in bianco e nero da lui condotta insieme ad ave ninchi!
da allora l'ho sempre seguito, apprezzato e stimato. sempre di più! meriterebbe una maggiore attenzione la sua scomparsa!
Non ho ricordi televisivi di Veronelli, vista la mia età, ma ho conosciuto da poco le sue idee, le più recenti intendo e credo che rappresentino una delle poche vie percorribili per il futuro dell'enogastronomia.
Un pensiero affettuoso per un anarchico in un mondo di leccapiedi.
il modo migliore per onorare la memoria di Veronelli è ricordarsi di ciò che faceva ma soprattutto di ciò che diceva.
la scomparsa di una persona come Veronelli, anche per chi lo ha conosciuto solo attraverso i suoi scitti, lascia una senso di vuoto che va necessariamente colmato con il ricordo dell'uomo e della sua schiettezza. Grazie.