22
Nov 2004
ore 12:45

Ragionare in modo diverso

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Io penso che se si impicca a una frase il proprio interlocutore vuole dire che non si ricerca il confronto.
Sugli OGM io leggo da tempo una campagna estesa che vede Slow Food e la Lega Ambiente, Alemanno, e i Coltivatori Diretti, i Verdi e il Bravo Militante dell'Ulivo schierati contro gli OGM descritti come il Male Assoluto.
Io provo a ragionare, cerco di capire e tutte le volte che sono riuscito a parlare con studiosi rilassati e non schierati mi sono sentito dire che il mondo scientifico è spaccato a metà circa il giudizio sugli OGM.
Questo dovrebbe far riflettere, dovrebbe far capire che vale la pena discutere senza prendere le scorciatoie delle scomuniche.
Da tutte e due le parti, ovviamente.
Ma che passi l'assioma: pro OGM eguale servo sciocco delle multinazionali, mi sembra una grande sciocchezza.
Per questo motivo ho ripreso la posizione di Allan Bay, come contributo e mi piacerebbe vedere sviluppato un discorso più ampio sulla "sinistra" che dice sempre di NO. E' vero? E' giusto? E' una caricatura?

commenti 8

A me, sinceramente, sfuggono i vantaggi delle coltivazioni ogm. I vantaggi per i consumatori, ovviamente.

Se parliamo della parte ricca del mondo, che senso ha produrre ogm? Per mandare alle ortiche quel poco di stagionalità che ancora ci resta? Per pagare di meno senza pensare che i prezzi aumentati non hanno certo gonfiato le tasche dei contadini ma quelle dei distributori e dei rivenditori? Per avere dei prodotti che non siano contaminati da antiparassitari? Solo quest'ultima domanda merita secondo me una risposta: in effetti l'uso di pesticidi è sicuramente dannoso per la salute di chi, involontariamente, li "consuma"; ma se i soldi che si investono per gli ogm venissero spesi per la produzione di sistemi di protezione con minori effetti collaterali non otterremo risultati positivi senza sfidare la natura?

"Gli ogm servono per risolvere il problema della fame nei paesi poveri". Sarà, ma le fragole con il gene del salmone le hanno sperimentate in alaska (ovviamente), non in uganda. E poi, al di là del caso specifico, non sarebbe più semplice utilizzare in maniera più razionale le risorse che già abbiamo. Le arance siciliane che vengono mandate al macero per non farne crollare il prezzo non potrebbero convenientemente essere trasformate in spremute da inviare a chi ha carenza di vitamina c? Il pesce che sul mercato italiano non trova collocazione e viene ributtato in mare non potrebbe essere trasformato in conserve ricche di proteine e omega tre?

Al di là delle ideologie, della sinistra che dice sempre no e della destra che, almeno quella che oggi abbiamo in italia, sarebbe bene che evitasse di fare proposte, credo che il no agli ogm abbia tante ragioni. Se la polenta provioca il cancro, ebbene se ne vieti la produzione. Così come è stato fatto per le sigarette. Ah no, scusate...dimenticavo che non lo si è potuto fare altrimenti lo stato rischiava la bancarotta.

22 Nov 2004 | ore 13:59

A me sembra che si stiano rovesciando i termini della questione.
E' l'intervista del Prof. Veronesi che è stato un forte attacco al "biologico" e a chi non accetta supino le posizioni delle grandi multinazionali.
Quanto al peso delle singole frasi, il mio punto di vista è che c'è una bella differenza se la frase la pronuncia un pincopallo qualsiasi oppure una grande autorità oncologica su uno dei più importanti quotidiani nazionali.
E così pure i suoi colleghi, firmatari del manifesto pro-ogm, che hanno parlato dei pericoli della raccolta delle piantine giovani di basilico.

A me pare che le scomuniche siano arrivate in primo luogo da questi signori. Sulle motivazioni di questi loro attacchi uno poi può sviluppare la dietrologia che ritiene opportuno.

22 Nov 2004 | ore 19:25

Il discorso sugli OGM sta diventando sempre piu' difficile da affrontare, per colpa dell'estremizzarsi delle posizioni da entrambe le parti. Da scienziato appassionato di cibo e in linea di massimo contrario agli OGM devo dire che e' fin troppo facile dare, da parte dei sostenitori del biologico, addosso agli scienziati e chiamarli schiavi delle multinazionali, cosi' come da parte dei sostenitori degli OGM e' sciocco ridicolizzare le paure ed i motivi degli oppositori.

Non che voglia negare che ci siano grossi interessi capaci di spingere persone in primo piano a schierarsi pro OGM. Se devo essere onesto, il mio essere contro e' piu' motivato dal tipo di interessi che esistono dietro agli OGM che da presunti pericoli ambientali. Le multinazionali del cibo hanno ormai gia' in buona parte sconvolto intere economie alimentari e non e' il caso di offrire loroi un'ulteriore freccia al loro arco.

E' vero pero' ci sono altrettanti scienziati onesti che oggi si sentono piu' vicini alle multinazionali che al bio perche' si ritrovano soggetti ad una campagna d'odio nei loro confronti. Chiunque lavori in qualche modo con i geni viene visto come un demonio. Peccato si dimentichi, troppo spesso, che alcuni dei farmaci che oggi permettono di migliorare la vita di certi pazienti (come insulina ed interferone) sono prodotti proprio grazie a questi stessi metodi scientifici.

Allo stesso modo non sopporto i miei colleghi che chiamano chi segue le idee del biologico "tree-huggers", abbraccia alberi. Oggi esistono metodi, spesso vecchie idee leggermente migliorate, a maggiore compatibilita' ambientale per la lotta ai parassiti, per la concimazione (a dire il vero queste sono le stesse da secoli) e cosi' via. C'e' un chiaro interesse economico, da parte di chi vende antiparassitari, anticrittogamici e fertilizzanti chimici, nell'evitare il ritorno di questi nuovi-vecchi metodi. Chi lavora nel campo scientifico non deve cadere nella trappola del chimico-scientifco vs ecologico-pseudo-scientifico, ma deve invece riconoscere questa realta' ed aiutarla ad evolversi.

La cosa triste e', come dice lei direttore, che nessuno oggi, o meglio troppo pochi, sembra volere discutere sul tema ragionandoci sopra, invece di farne una guerra ideologica.

22 Nov 2004 | ore 23:28

Promuovere un discorso sensato e apolitico è sempre cosa buona. Detto questo, ribadisco che io non sono pro-biologico, ma assolutamente anti-OGM. E non ne faccio una questione ideologica. Non si tratta di due alternative. Il paragone con i farmaci è certamente acuto, ma non regge. Nella precedente discussione ho cercato di spiegare il mio punto di vista, e qui lo ripeto. La storia dello "sfamare il terzo mondo" è una boiata pazzesca. La promozione degli OGM non si limita (anche in proiezione) a "non risolvere il problema", ma è un bello stratagemma per mantenere lo status quo (feci l'esempio del Malawi, ma ce ne sarebbero molti altri).

23 Nov 2004 | ore 00:28

Federico,

Che gli OGM servano a mantenere lo status quo e' vero solo per il modo in cui vengono o vogliono essere utilizzati. La politica di molte aziende, Monsanto in testa, e' certamente mirata ad un controllo capillare della produzione agricola su scala globale. Sembra un'affermazione da anti-capitalista paranoico, ma e' solo un dato di fatto, neanche troppo difficile da capire se si legge tra le righe dei comunicati stampa di alcune di queste multinazionali. Produrre sementi che vanno acquistati dalla fonte ogni anno, privando gli agricoltori del diritto storico di produrre i sementi necessari alle prossime raccolte, e' forse l'indizio piu' evidente di quest'attegiamento.

Ci sono pero' casi in cui non riesco a vedere il lato negativo della cosa. Oggi si usano quantita' enormi di antiparassitari in agricoltura. Certo ci sono i metodi biologici, trappole ai feromoni e via di seguito, ma vengono usati, a secondo delle nazioni di cui si parla, massimo sul 15-20% dell'area coltivata. Ci sono diversi motivi per questo: diffidenza verso nuove idee da parte degli agricoltori, la pressione di chi vende prodotti chimici, ma sopratutto il mercato che chiede frutta bella, poco importa se sa di poco, senza graffi, macchie e compagnia cantando. Inoltre molti sono convinti che con il biologico le rese calano e quindi i profitti.

Dico questo non per fare l'ennesima contrapposizione bio/chimica ma per portare un esempio di come un certo tipo di OGM potrebbero essere usati insieme a metodi biologici per creare un aumento di agricoltura a basso impatto ambientale. Molte piante hanno sistemi di difesa propri verso i parassiti, alcune piu' forti di altre. In passato si cercava di stimolare questi meccanismi attraverso incroci e selezioni che altro non sono che una forma di manipolazione genetica lasciata al caso. Oggi si potrebbe prendere il gene che rende una pianta piu' resistente, per esempio a particolari bruchi, e trasferirlo in una pianta in cui questo gene manca o e' meno efficace. Io tale idea non riesco a trovarla sconvolgente: capisco chi si incavola per le fragole col gene di salmone (anche se a dire il vero non sono sicuro esistano, ma sono disponibile a cambiare idea), ma un gene vegetale, spesso di una painta vicina dal punto di vista filogenetico (ossia della classificazione degli organismi) non vedo che problemi possa avere. Una tale pianta non potrebbe essere coltivata senza alcuna forma di lotta parassitaria ma potrebbe essere usata insieme a metodi biologici per aumentarne l'efficacia.

Molto piu' degli OGM mi preoccupa il colonialismo "genetico" delle grosse multinazionali che stanno brevettando sementi tradizionali, soprattutto nei paesi piu' poveri. E' un problema molto piu' grave, e con conseguenze potenzialmente molto serie che viene affronatato troppo poco non toccando i consumatori Europei.

23 Nov 2004 | ore 09:33

Io continuo a non vedere i vantaggi degli ogm. Al di là dei problemi eventualmente legati alla salute dei consumatori, mi domando se gli obiettivi che si vorrebbero raggiungere con gli ogm (minor uso di antiparassitari, ad esempio) non possano essere raggiunti percorrendo altre strade.
Alberto Chinali (Albiston?) dice: "Oggi esistono metodi, spesso vecchie idee leggermente migliorate, a maggiore compatibilita' ambientale per la lotta ai parassiti, per la concimazione (a dire il vero queste sono le stesse da secoli) e cosi' via". Allora perchè investire risorse negli ogm? E' questo che, francamente, non capisco.

23 Nov 2004 | ore 13:49

Pino, (sí sono io Albiston) lo sapevo che avrei fatto megli a chiudere la mia bocaccia... scherzo.

perché non usare i vecchi metodi? perché questi metodi, almeno secondo una buona parte degli agricoltori, danno rese troppo basse. Non so se sia vero o meno, ma se lo fosse capirei il desiderio di provare nuove strade per rendere il biologico ance sostenibile e non solo in Europa ma in paesi dove il problema dei parassiti e' piu' serio. Gatto ha scritto prima che "La storia dello "sfamare il terzo mondo" è una boiata pazzesca." Perché? Io almeno in teoria, ossia disgiunta dal modo in cui le multinazionali utilizzano gli OGM, non la trovo affatto una boiata.

Questa e' la risposta semplice.

Avrei una risposta piu' lunga, che tocca la nostra curiosita' innata come homo sapiens, la tecnologia ed il progresso, ma si entrerebbe nel filosofico.

24 Nov 2004 | ore 10:39

Un punto è chiaro: con la diffusione e l'inevitabile dominio degli OGM, una pratica assolutamente vitale per l'uomo, l'agricoltura, sfuggirebbe completamente alle capacità di controllo autonomo degli operatori del settore, che se in Paesi come quelli ad alta o post-industrializzazione sono pochi e organizzati e informati, nel resto del mondo sono miriadi, senza mezzi e senza né conoscenze né informazione.

Tutti, comunque, nel primo come nel terzo mondo, dipenderebbero dal capriccio dei padroni della inaccessibile conoscenza dei meccanismi della vita vegetale - e anche di quella animale, e persino di quella umana, parliamoci chiaro. Spetterebbe poi alla loro discrezione ed al loro senso di responsabilità (???) verso l'etica e il resto dell'umanità autolimitarsi nell'impiego di questo inimmaginabile potere.

Al di là di qualsiasi pur grave (per me gravissimo) potenziale rischio riguardanti l'incognita che rappresentano gli OGM in quanto ipotetica "bomba biologica" per la salute dell'uomo e delle altre specie viventi, questo rilievo prettamente sociopolitico mi fa guardare al futuro con grandissimi dubbi circa la positività della rivoluzione biogenetica ormai alle porte.

24 Nov 2004 | ore 12:03
Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


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