26
Nov 2004
ore 10:06

Una serata a Porta a Porta

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Molti mi hanno scritto criticando l'andata del Gambero Rosso a Porta a Porta a "fare il valletto della Michelin".
Io tra le altre cose sono anche un imprenditore nel ramo dell'editoria e tra le altre cose vorrei vendere i miei prodotti. Il fatto di essere da quattro anni uno dei tre curatori di guide invitato a Porta a Porta per me è importante. Non mi importa di Cogne, non mi importa per chi vota Vespa ( e non si vede perchè mi dovrebbe importare), mi importa andare a reclamizzare in modo intelligente il mio prodotto-guida ristoranti che ritengo fatto bene, intelligente e serio.
Detto questo posso discutere, come ho fatto, dei giudizi della Michelin ma il discorso torna sempre al punto di partenza: se un prodotto non piace basta non comprarlo e questo vale per la Michelin come per il Gambero Rosso.
Quanto al fatto che Vespa faccia una trasmissione che vede al centro la Michelin, bisogna dire che fa solo il suo mestiere perchè registra il fatto che è la più venduta, l'ultima ad essere presentata, che Gambero Rosso ed Espresso vengono subito dopo e con la sua trasmissione crea l'unico spazio giornalistico importante dedicato alle guide, spazio che guardano tutti, ma proprio tutti gli addetti ai lavori.

commenti 16

Come sempre, Direttore, Lei ha centrato il cuore della questione. Voglio vedere cosa ribatteranno i vari "critici".
Vi è poi da dire che la trasmissione l'avete senza dubbio "tirata sù" Lei e Fulvio Pierangelini, taccio sugli altri per amor di patria...

26 Nov 2004 | ore 10:27

Caro Direttore,
i suoi interventi alla puntata annuale di Porta a Porta costituiscono ormai un evento istituzionale. Ogni anno da buon anfitrione Vespa celebra in compagnia dei suoi vati la messa editoriale delle guide.
Detto questo credo che la politica sia tutto e in tutto. Siamo tutti, volenti o spiacenti, homini politici,non nel senso di umonini liberi purtroppo, ma nel senso di pedine, in uno scenario in cui cerchiamo di arraffare nel nostro piccolo quello che riteniamo dovuto...

26 Nov 2004 | ore 10:35

Resta un dubbio...anche se restiamo in termini marchettistici. Ma non varrà sempre la massima di Moretti "Mi si nota di più se vengo o se non vengo"?
Insomma vista la sua ormai istituzionalizzata presenza da Vespa. Non avrebbe ottenuto maggior attenzione rifiutandosi di partecipare?
La sia guida non ne avrebbe tratto un maggior beneficio in termini di immagine?

26 Nov 2004 | ore 11:15

Egregio Direttore,
fossi stato al suo posto sarei andato anch'io alla puntata di "Porta a Porta", ci mancherebbe altro.
Il problema è che, come certamente si sarà accorto da solo, questo genere di trasmissioni non contribuiscono in alcun modo ad avvicinare in modo maturo e consapevole la gente al mondo della ristorazione, e non solo a quella alta.
Insomma, grande visibilità e basta, e mi viene il dubbio se proprio il fatto di arrivare a tutti non renda il messaggio qualunquista e superficiale che ne scaturisce un vero e proprio boomerang per l'intero settore.

Se la trasmissione è stata a tratti imbarazzante la colpa non è certo sua, che era uno degli ospiti e che anzi con i suoi brevi interventi è riuscito a dire le poche cose sensate ascoltate ieri sera.
Resta però che se la Guida Michelin è la più venduta, ciò potrebbe essere imputato ANCHE al fatto che Vespa le dedichi ogni anno una puntata speciale con tanto di stelle assegnate in presa diretta.

Il fenomeno, insomma, è circolare e sarebbe quantomai oppurtuno cercare di invertire la tendenza anzichè appiattirsi supinamente su di essa, altrimenti sarà molto difficile per i nostri tanti bravi cuochi vedersi attribuiti i giusti (in alcuni casi sacrosanti) riconoscimenti in Italia ed all'estero.
Non ce l'ho certo nè con lei nè col Gambero, sto solo dicendo che molto ci sarebbe da fare e poco si fa.

Insomma, il solito discorso dei francesi bravissimi nel formare un blocco granitico volto a perpetuare una supremazia culturale e "politica" che bisognerebbe finalmente cominciare a mettere in discussione perlomeno in casa nostra, anche (ma non solo) per i suoi risvolti economici e commerciali.

Il nostro piacere autolesionistico per la polemica fine a se stessa, invece, crea soltanto divisioni ed incapacità di fare sistema nel promuoversi seriamente, col risultato che la Michelin continuerà ad essere la Guida più venduta (evidentemente perchè ritenuta più attendibile) nonostante il suo addetto stampa, di fronte a qualche milione di spettatori, non si sia ricordato neppure i nomi di alcuni dei ristoranti italiani premiati da fantomatici ispettori stranieri.
Ma le pare possibile?

26 Nov 2004 | ore 12:10

Non sarebbe così sgradevole sapere, a suo giudizio, qual'è la lana e qual'è la seta e che hanno in fondo di diverso i due tessuti visto che sono assolutamente complemantari.

26 Nov 2004 | ore 13:57

Gentile Stefano,
io non mi genufletto, nè lecco, nè mi appiattisco supinamente a nessuno.
Ho espresso il mio pensiero sui temi di volta in volta in discussione solo in quei casi in cui ho ritenuto (a torto o a ragione) di avere qualcosa da dire.

Quando afferma che tutti i miei interventi sono una genuflessione al Direttore significa o che non sa leggere o che non capisce.
Dopo il suo intervento di oggi sinceramente non so per quale ipotesi propendere, e comunque non mi interessa.

Non conosco Bonilli, non ho nulla da spartire con lui e partecipo al blog ed al forum solo per discutere e capire.
Mi piacerebbe, piuttosto, comprendere i motivi per i quali partecipa lei, visto che dai suoi interventi traspare esclusivamente livore ed astio volto ad accendere scompostamente polemiche sterili ed inutili.

Mi stia bene ed accetti un consiglio: non si accalori troppo, non ne vale la pena.
Saluti,
Giampiero Pulcini

26 Nov 2004 | ore 14:16

Simpatico, questo stefano delvecchio!

Torno all'argomento.
Guida del gambero e guida espresso hanno molti punti in comune. Guide vere, fatte di recensioni su esperienze reali. Guide descrittive. Guide affidabili, con giudizi tutto sommato uniformi per quanto riguarda i grossi nomi.
Insomma gambero rosso e espresso sono rivolte allo stesso pubblico. La michelin si rivolge solo in parte a questo bacino d'utenza essendo più orientata su chi viaggia molto, condensando in un unico volume posti dove mangiare e dove dormire senza sprecare troppe parole per descriverli a chi non ha magari neanche il tempo per leggerle.
Se esistesse solo la guida del gambero, o solo quella dell'espresso, venderebbe più copie della michelin?

26 Nov 2004 | ore 14:16

Gentile Stefano
Volevo solo sapere di una sua posizione non attraverso paragoni peraltro un po' confusi perchè non rispecchianti antitesi (se si escludono il Provolino e Corto Maltese).Tacciare di pratiche genuflessorie una persona come Slow Ciccio che, al di la del concordare con lui o meno, espone fatti, circostanze ed idee con razionalità e ricchezza di informazione mi sembra un po' forte. Ma presti sempre orecchio ad un'antica lezione che, in fondo, accomuna due anime opposte quali il fanatico appiattimento sopspettato su Slow con l'invece certa acredine dei suoi post incentrati sul contro a tutti i costi. Che il viscido lecca-lecca dei sempre pro non assomigli tanto ai cacca-cacca dei sempre contro. In ogni caso, a piccolo dissenso con l'amico Slow, è comunque una ricchezza che una voce, anche se sempre contraria, ci aiuti a ragionare: anche, a volte, per comprendere meglio cosa sia il nulla.

26 Nov 2004 | ore 14:46

Caro Piermiga,
io non sto cacciando nessuno dal blog, non ho certo questo potere e se anche per assurdo l'avessi mi guarderei bene dall'esercitarlo.

Sono assolutamente favorevole al confronto dialettico ed è anzi proprio questo il motivo che mi spinge a partecipare alle discussioni.

Questo Stefano, in realtà, sta facendo tutto da solo: prima mi definisce un "lecca lecca" accusandomi di genuflettermi "vergognosamente" al direttore come "un servo della gleba modello anni '80", poi fa improvvisamente marcia indietro autoescludendosi dal blog.
Un atteggiamento vagamente schizofrenico, mi pare.
Non mi stupirei, allora, se di qui a poco ricominciasse a dare addosso a me o a chicchessia coi soliti toni.

Nei miei interventi non mi è parso di essere pro-sistema, dato che il mio intento è stato al contrario proprio quello di individuare idee o strade per cambiarlo (pia illusione), visto che lo ritengo completamente sbagliato.
Non credo che farlo in modi urbani ed argomentando il più possibile le proprie opinioni significhi "appiattirsi fanaticamente": se ti limiti a sbraitare lanciando accuse a casaccio puoi soltanto fare un po' più di casino, ma non avrai mai nessuna possibilità di cambiare le cose.
Che poi lo stesso vale per me, sia chiaro, ma almeno credo (e spero) di non fare figuracce.

Sono convinto fortissimamente anch'io che una voce in più sia sempre una ricchezza quando, esprimendo il proprio dissenso, ci aiuta a ragionare.
Non mi pare, però, che sia stato finora questo il caso di Stefano, che pure rimarrà ovviamente libero (e ci mancherebbe altro!) di continuare a postare i suoi interventi nei modi e nei termini che riterrà più opportuni.

Un caro saluto,
Giampiero

26 Nov 2004 | ore 15:33

Caro Giampiero non hai bisogno di spiegare la tua pacatezza e correttezza che traspaiono molto bene da sole da tutti i tuoi bei post. Io ho inteso ribadire che per me risulta difficile capire come ti si possa tacciare di eccessivo allineamento conservando peraltro una posizione pregiudizialmente sempre contraria e quindi anch'essa allineata solo a tesi opposte ma allineata. Il Sig Stefano ha poi dato una sua spiegazione e fatto una sua ammenda. Ben venga.
Terminato questo chiarimento a tre sarebbe bello sentire ancora qualche parere sulla trasmissione che malauguratamente non sono riuscito a vedere

Saluti cari

26 Nov 2004 | ore 16:46

Caro Piermiga,
non ti sei perso nulla.
Prendi un'ordinaria puntata di "Porta a Porta" con il suo pesante carico di banalità ed eleva il tutto al quadrato.
Un pappone indigeribile dallo sviluppo incomprensibile.

Il tema era: spendendo 25 euro al mercato una famiglia di quattro persone può mettere in piedi un pasto per un giorno di festa?
Incaricati dello svolgimento, Fulvio Pierangelini ed Heinz Beck.

Sullo sfondo, le scelte operate dalle tre Guide (Gambero, Espresso, Michelin) nell'indicare il top della ristorazione italiana.
Momenti di autentico suspense quando l'addetto stampa della Michelin ha annunciato in diretta le stelle assegnate dalla guida rossa.
Nel frattempo, un Ministro della Repubblica, una starlette, un deputato dell'opposizione ed uno scienziato del CNR si sono accapigliati sugli OGM, mentre Vespa dispensava allegramente battute infelici su alcuni dei cuochi presenti, pensando di fare lo spiritoso.

Alla fine, pappatoria collettiva con i piatti preparati in studio da Pierangelini e Beck.
Uno spettacolo.

Sono mancate soltanto le analisi di Crepet sul rapporto cibo-psiche e quelle di Pasini sulle potenzialità rivitalizzanti dell'abbacchio sulla vita di coppia.
Peccato, sarà per la prossima volta.

26 Nov 2004 | ore 18:01

Avevo detto addio al blog ma poi,inevitabilmente, torno per una visitina.Anche io non ho visto la puntata di "Porta a Porta"ma mi incuriosisce cosa hanno cucinato i due cuochi con una spesa di 25 euro.
Ringrazio per la risposta.

27 Nov 2004 | ore 09:16

E nei loro ristoranti i prezzi di quelle pietanze quanto costerebbero?

27 Nov 2004 | ore 09:21

E nei loro ristoranti i "prezzi" di quelle pietanze quanto "costerebbero"?

27 Nov 2004 | ore 09:22

Direttore, comprendo perfettamente che un "imprenditore nel ramo dell'editoria" che "tra le altre cose vorrebbe vendere i suoi prodotti" faccia bene ad occupare ogni spazio possibile di visibilità. Al tuo posto avrei fatto la stessa cosa.

Pero' a noi lettori non addetti ai lavori dei conti e delle vendite del Gambero Rosso Editore non ci interessa nulla. Ma proprio nulla.
Io valuto cio' che leggo e guardo in relazione al mio modo di intendere questa passione. E la trasmissione di Vespa è stata confusa e non educativa dal mio punto di vista. Non per me, certo, che anche grazie a voi ho strumenti critici adeguati, ma per il vasto pubblico di Porta a Porta, al 98% non informato sulla materia. Che tu ne abbia preso parte, seppure distinguendoti, è inevitabile oggetto di discussione per chi ti legge con attenzione. Per chi, come me, non guarda alla tiruatura (della quale, ripeto, mi interessa meno della storia d'amore di Costantino) è ovvio che le domande si orientino sulle conseguenze di certa informazione nel medio lungo periodo.

Oppure, se vuoi che mi appassioni alle tue esigenze di tiratura e di bilancio, regalami qualche azione.
In questo caso, per aumentare le vendite, a Porta a Porta farei anche il maggiordomo che apre la porta a inutili ospiti silicon-maggiorate. :-)

30 Nov 2004 | ore 09:55

Come ogni anno, ci sono cascato. Ho visto Porta a Porta e ho finito con l'incazzarmi, peggio, per deprimermi.
Premesso che, anche in termini di marketing, ho dei dubbi che una trasmissione così impostata incrementi le vendite della guida del Gambero (pochi comprano più di una guida e, vista la deferenza con cui si attendono i verdetti Michelin in quel salotto, credo che sia proprio la rossa quella che trae vantaggi dalla serata), resta lo scoramento nel vedere tutta l'editoria del settore in processione da Vespa (che, nel frattempo, tanto per gradire, dà dell'alta cucina la solita versione caricaturale e maltratta un bravo cuoco approfittando del suo imbarazzo davanti alle telecamere).
Vede Bonilli, anch'io faccio, almeno part-time, l'imprenditore (socio di una libreria) ma Vespa non l'ho mai invitato a fare una presentazione da me; avrei venduto qualche suo libro in più ma avrei anche dovuto condividerne la, per me non così gradevole, compagnia.
Fare l'imprenditore non significa, secondo me, abdicare alla propria libertà di scelta, ma penso sia una posizione personale e anche minoritaria.
Ho visto l'altra sera una sua lunga e, a tratti, commovente intervista a Gino Veronelli. Forse in termini meramente reddituali non un prototipo di imprenditore di successo (quanti sogni inseguiti, quante imprese fallimentari sin dalla concezione in termini economici ma "mitiche" in termini di contenuti), ma un uomo libero e fiero. Forse si può fare gli imprenditori anche così

03 Dic 2004 | ore 22:51
Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


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