ore 16:31
Sono solo cotolette
Sono solo ricette o, parafrasando anche foneticamente la canzone si può dire, sono solo cotolette. Questo perchè dei cuochi ormai viene detto tutto e il contrario di tutto.
Certo, loro, i cuochi, sono sul limitare della storia e della cultura, maneggiano beni primari e determinano mode, parlano ispirati da una forza interiore e in ogni istante tu puoi pensare che quello di cui parla è pur sempre un purè e non il talmud.
L'equivoco, il cortocircuito, il salto delle valvole lo si ha quando si mescolano ad ascoltare-vedere-mangiare pubblici diversi.
E allora ciò che per gli uni è sublime per gli altri è ridicola prosopopea. E così uno Scabin profeta e innovatore diventa uno sciocco presuntuoso e Vissani rimane quello della Tv, cioè il lato peggiore del nostro.
Riflessione scaturita dalla lettura del Corriere della sera del 28-1-05 pag. 35: Cercando Palladio tra gli chef. Corrado Pellizzari ha seguito Identità golose con l'occhio disincantato.
Si propongono i seguenti ulteriori articoli: Il 4-4-2, geometrie, miliardi e prato verde.
Metti una sera a cena parlando di autori ed editori.
Machiavelli c'entra ancora con la politica: dal Cinquecento ad Al capone rivisitato.
La Chiesa, il preservativo e quelli che "si fa ma non si dice".
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Direttore, penso che sia una provocazione e immagino che per lei "non siano solo cotolette" (altrimenti la immagino in un serio dilemma esistenziale)
E' ovvio che per molti cuochi si tratta di un modo come un altro di portare a casa un salario, riproponendo per anni gli stessi piatti, gli stessi stanchi gesti a clienti che vogliono sfamarsi.
Poi ci sono gli altri, quel 10% di cuochi che ci credono veramente, che fanno il loro lavoro con entusiasmo, curiosità, passione.
E quell'1% di creatori veri, diversissimi tra loro (scientifici o istintivi, egocentrici o generosi). E' naturale che le cose che dicono sentite dal pubblico sbagliato possono apparire ridicole o noiose (come Picasso, o Eisenstein, ha presente Fantozzi), ma per dirla tutta... chissenefrega.
A me di leggere cosa fa Passard per garantirsi che i suoi "legumes" siano sempre il meglio possibile in quel determinato momento interessa eccome. E così capire le tecniche che sta elaborando Roca o la filosofia di Pierangelini che lo porta a lavorare in una mini cucina tutti i giorni dell'anno.
O bisogna per forza allinearsi al basso e ridurre la cucina al "Ristorante" televisivo?