ore 11:02
Un dibattito originale: le guide sono affidabili?
La Michelin ha fatto autogol in Benelux tanto da ritirare la guida già stampata e sulla Rete è rimbalzato il dibattito sulle guide e la loro affidabilità. In realtà esiste ormai una tendenza diffusa tra gli appassionati più smaliziati a farsi una guida personale utilizzando letture incrociate delle migliori guide in commercio più letture dei forum internettiani più telefonate ad amici fidati.
Poi ci sono gli ideologizzati che alzano la bandiera "mai le guide, abbasso le guide".
Infine ci sono i normali, la gente che è distratta dalla vita di tutti i giorni e che usa la/le guide come finestra aperta su un mondo che piace ma che non si riesce a seguire con continuità.
Ultimi, ma primi nel nostro cuore, mettiamo gli aficionados che seguono la guida dalla nascita, scrivono per dare consigli, criticano e usano la guida come bussola.
Le ultime due categorie sono quelle che un buon editore non dovrebbe mai deludere, gli altri sono degli scettici più o meno motivati con i quali il dialogo si apre e chiude a intermittenza.
Già lo abbiamo notato, ma va detto che vanno considerate guide anche le indicazioni di ristoranti che appaiono su internet, su IDR, Winenews, il mangione, su questo stesso forum e qua e là nella babele mediatica e in alcune riviste nazionali. E in generale sono peggio, ma molto peggio della carta stampata per l'ovvietà in alcuni casi e la casualità in altri. Basti dire che io non ho mai trovato sulla rete un luogo del mangiare che non fosse già segnalato da una guida o rivista.Per concludere: le guide sono affidabili?
Lo sono nella misura nella quale lo sono gli uomini e donne che la fanno. Il resto è pettegolezzo.
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Mah, non so... A parte le esultazioni autocelebrative per quanto riguarda questo autogol della concorrenza, credo che, come sempre, vanno indicate alcune sfumature...
1) che la direzione michelin abbia deciso di ritirare questi 50.000 guide dal mercato mi sembra un gesto forte, coraggiose, che per tale quasi quasi andrebbe anche laudato. Se ricordo bene anche l'Espresso segnalava l'anno scorso un ritorante che aveva chiuso da tempo e nessuno disse niente.
2) Il direttore non lo fa ma credo che andrebbe ricordato che la ragione per la quale l'Ostend Queen - il ristorante stellato prima ancora di aver aperto le porte, nel quale gli ispettori quindi non hanno mai mangiato - è stato in parte progettato (carta e menu) dallo chef Pierre Wynants (3 meritatissime stelle michelin riconosciute ben oltre i confini del belgio). Insomma, è un po' come se Pierangelini dovesse far da consulente al nuovi ristorante - che so io - del casino di Venezio, credo che nessuno si aspetterebbe che faccia schifo, giustamente...
3) e anche evidente che questo ristorante è stato segnalato per via di buono rapporti di amicizia, con un cuoco d'eccellenza però, e credo possa costituire un attenuante. Comunque sia, e senza voler insinuare niente, per carità, vale sempre il vecchio 'chi è senza peccati...'
Io la vedo così: le guide "filtrano" i locali italiani; quelli che passano, cioè quelli segnalati sulle guide, vengono presi in considerazione dai gourmet; i gourmet, poi, dicono quali tra i locali segnalati sulle guide sono veramente buoni e quali non lo sono.
Insomma, le guide scremano, tolgono il grosso, e in questo modo dispensano i gourmet dal provare locali di basso profilo.
Quindi le guide sono utili per fornire i nomi di quei 100-200 locali che possono essere presi in considerazione dai gourmet come "canditati".
Poi i gourmet selezionano ulteriormente, precisano, mettono i punti sulle "i", e diranno che la cucina di Perbellini che ha 52 vale molto di più di quella della Torre del Saracino che ha 54, diranno che la Pergola dell'Hilton non vale il 19 dell'Espresso, diranno che non si può dare lo stesso punteggio (16) all'Oasis di Vallesaccarda e all'Ambasciata di Quistello, eccetera eccetera eccetera.
"io non ho mai trovato sulla rete un luogo del mangiare che non fosse già segnalato da una guida o rivista".
Tra gli altri me ne viene in mente giusto uno la cui rece avete indicato tra le migliori del forum GR: il Neoclassico di Bologna, mi pare sia stato segnalato da muccapazza sul forum prima che se ne leggesse qualche recensione nelle guide. E altri ce ne sarebbero.
ciao
Marcello-miogo
Quando posso, leggo con piacere il tuo blog. Trovo che ci siano spunti mai banali. Non mi aspettavo, quindi, una caduta di tono (non di stile, mi raccomando) come questa. Evidentemente, per te la Guida è un figlio e proprio, con la prole, non si riesce ad essere oggettivi.
Il tuo intervento, infatti, mi pare davvero banale e ricco (pur nella sua sintesi) di luoghi comuni fuorvianti.
In primo luogo, mi parrebbe tutto fuorchè strano che le Guide non indicassero tutti i ristoranti di un certo rilievo (cosa, peraltro, non così vera: l'anno scorso, sulla Vostra Guida, mancava, per es., Carletto a Bordighera, che quest'anno ha due forchette...). Non credo, però, che l'obiettivo di una Guida debba essere quello di segnalare "tanti" ristoranti (sennò potrei obiettare, seguendo il tuo metro, che non ho mai visto nessuna Guida o Rivista segnalare luoghi del mangiare che non fossero già indicati sulle guide del telefono o sulle Pagine Gialle...), ma di segnalarli "bene". In questo, devo darti atto che quest'anno avete fatto un grande lavoro. Avete diminuito il numero di locali recensiti (bravi!), avete migliorato la qualità delle recensioni (bravissimi!) ed avete perfino fatto un tentativo di omogeneizzare la qualità delle segnalazioni. Quella è la strada giusta, a mio parere, non quella di "non avere buchi".
In secondo luogo, l'osservazione sull'attendibilità delle Guide mi pare davvero banale. Esiste qualsiasi prodotto editoriale per il quale non valga lo stesso discorso? Qualsiasi cosa è attendibile quanto lo è il suo autore... il punto (e, come sai, questo è attualmente il limite maggiore delle Guide), è che su qualsiasi giornale, in qualsiasi rivista, in qualsiasi format televisivo o notiziario, i "pezzi" sono firmati: sulle Guide no. Questo, spero ne converrai, non aiuta a farsi un'idea sull'attendibilità di chi scrive, dato che la domanda che ci si continua a porre, leggendo una scheda è: "chi l'ha scritta"?
Saluti,
JFSebastian