ore 18:11
L'inflazione dei supplementi ricette
Stanno per finire le uscite il giovedì delle ricette del Corriere della sera, 15 o 16 libretti raggruppati per argomento, e subito parte il Giornale con La Grande Cucina Italiana.
Non si capisce se questa sovra esposizione della tematica cibo&vino porti benefici o non invece una saturazione.
E la gente impara o prende i fascicoli per metterli bene in fila nella libreria di casa?
D'altronde chi ha un po' di annetti si ricorderà i Jolly della buona cucina, Fratelli Fabbri Editori, una collana diretta da Luigi Carnacina, 1974 e 1500 lire prezzo di copertina.
Nulla di nuovo sotto il sole ma corsi e ricorsi storici.
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
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Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Veramente non finisce la serie del corriere perché, 'a grande richiesta', ora partiranno con altri 15 volumetti sulla cucina etnica e il vino...
Ieri mi ha detto un amico - negato in cucina - che aveva fatto 'le focaccine al rosmarino' letto appunto sul libro 'Pane' del corriere, e che li era piaciuto un mondo. Voglio dire, se questa profusione di editoria - quando è fatta bene naturalmente - porta i neofiti a mettere le mani nella farina e, di conseguenza, a guardare la solita pagnotta del GS con un occhio diverso, mi sembra francamente un gran bene per la civiltà...
Ho l'impressione che la sovraesposizione televisiva sia molto più rischiosa di quella cartacea. Dalla banalizzazione (prova del cuoco) al trash (ristorante & co.), passando per innumerevoli programmi per pseudo-appassionati, l'unico effetto benefico sembra essere quello narcotico. Peccato che in Rai i programmi enogastronomici non li mettano in terza serata: sarebbero più utili. Le mode passano, gli insonni restano. Con l'attuale qualità di programmi, meglio puntare sui secondi. La saturazione è assicurata, a mio avviso, nel giro di poco tempo.
Molto differente la situazione della carta. In questo caso la passione uno se la può "costruire", se il prodotto è fatto bene. E gli inserti del Corriere mi hanno francamente sorpreso. A parte la veste grafica, alcuni sono realizzati con intelligenza e cognizione di causa.
Non ho idea di come saranno quelli del Giornale, ma se la falsariga è quella, potrebbero andare bene.
è in corso da alcuni anni una sovraesposizione di cibo, non puoi accedere la tv o sfogliare una rivista che si parla di cibo. Basta andare in una qualsiasi libreria che i libri di cucina ti cascano addosso, sono comparsi maghi, esperti, superesperti, cuochi e supercuochi, superchef e non ultimi gli allegati al Corriere ora anche a il giornale, il cui prezzo non è male!
Corriere incluso 9,10 euro! Solo che attualmente anche anche il mio prestinaio pensa di fare un libro di ricette! Da una parte mi fa piacere che si parli di cibo e cucina e che questo sia utile ad alimentarsi correttamente e qualitativamente bene dall'altro, mi sembra che predomini molta confusione. Tanto che nella mia città predominano i prodotti industriali già pronti, non solo nei bar a mezzogiorno ma anche nella ristorazione! Quando vai mangiare fuori la sera predomina il fusion o il pesce crudo (e la cucina italiana?). Non parlo a livello di scelte personali ma generali! Ma tutto questo gran parlare di cibo e cucina ci fa veramente mangiare meglio? o acqustiamo libri e riviste per il complesso di colpa di avere mangiato male? In pratica perchè impariamo o meglio leggiamo tutto sul risotto alla milanese, scelta ingredienti, tempi di cottura, modalità ma poi andiamo a mangiare il risotto già pronto industriale?