21
Feb 2005
ore 17:00
ore 17:00
Sideways è ruffiano?
Un certo numero di partecipanti al forum ha visto Sideways e cominciano a formarsi degli schieramenti: ci sono quelli ai quali il film è piaciuto, quelli che lo trovano meno bello di come immaginavano e gli stroncatori.
Ruffiano, furbo, addirittura mediocre, questa è la serie di aggettivi scritti dai nostri forumisti snob e cinefili.
Vorrà dire che apriremo un 3d per sapere i film preferiti: ne vedremo delle belle.
Stefano Bonilli
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Andrò presto a vedere il film.
Mi aspetto:
- un film di valore assoluto medio-mediocre, che se non parlasse di vino non andrei mai e poi mai a vedere, ma io sono un vero cine-snob, tanto che al cinema non vado quasi mai, se non quando ho l'occasione di vedere con qualcuno che ne abbia il gusto un vero capolavoro
- un film che tratta il vino con conoscenza, sapienza e passione di buon livello, tanto da poter essere interessante e piacevole anche per l'appassionato vero, purché costui non cada nell'equivoco di aspettarsi un film sul vino, essendo "solo" un film con il vino. D'altra parte io spero che la vita di ogni appassionato sia una vita con il vino, e non una vita del vino. Le "vite del...", di qualsiasi cosa siano, non mi sono mai sembrate troppo ben spese.
- un evento eccezionale per il (piccolo) mondo del vino, specialmente in considerazione del fatto che esce più o meno in contemporanea a Mondovino. Questa congiuntura mediatica potrebbe essere una buona occasione per dare un ulteriore impulso a quella maturazione lenta e progressiva della vera cultura del vino che mi sembra abbia preso avvio contestualmente con l'esaurirsi del boom del "fenomeno vino" che abbiamo vissuto negli ultimi dieci anni.
In conclusione, un'occasione per molti eno-indifferenti di conoscere meglio cosa può rappresentare il vino per una persona che vive una vita NORMALE, o meglio di riscoprirlo, visto che il vino ha rappresentato un elemento centrale di civiltà fino alla generazione dei miei nonni (sono del 1972), per perdere negli utlimi decenni quasi ogni caratterizzazione culturale di massa.
Per altri, pochi, l'occasione di trovare o ritrovare attraverso il vino più interesse per il cinema, anche se forse da questo punto di vista non è Sideways la pellicola più adatta.
Per tutti gli appassionati di vino, infine, un'occasione come un'altra di continuare a blablablare sul vino, del vino, intorno al vino, dietro al vino, sotto il vino, dentro il vino... forse con un pizzico in più di consapevolezza di quello che rappresenta per ognuno questa passione, grande o piccola che sia. Alla fine, come si dice sempre con gli amici quando si cerca un tema o un'occasione particolarmente interessanti per fissare la prossima degustazione, "ogni scusa è buona..."
Guardare Sideways è stato per me un'esperienza curiosa. Sono stato costretto a guardarlo da diverse angolazioni. Questo deve essere dipeso, almeno in parte, dalla scomodità della poltroncina su cui sedevo. Ma c'è dell'altro. In realtà mi incuriosiva come venisse trattato l'argomento "vino", cercavo di godermi la serata guardando lo schermo in modo fancilullesco e, contemporaneamente, non potevo fare a meno di elaborare alcune considerazioni tecniche riguardanti il "come" il film fosse stato girato (in quanto tempo, con quale budget, quali tipi di macchine fossero stati utilizzate, dove...).
Confesso: non sono un estimatore delle commedie d'Oltreoceano, quindi m'ero preparato al peggio. Ritengo altresì che la godibilità di una commedia dipenda in buona parte dallo stato d'animo di chi la guarda. Quella sera mi sono divertito. Bei dialoghi, bel ritmo, un paio di trovate davvero notevoli (grandiosa la scena del recupero del portafogli). Ruffiano non m'è parso. C'è di (molto) peggio. Non conosco a sufficienza il mondo del vino americano per valutare la portata del presupposto effetto promozionale del film. Tra gli addetti ai lavori (del vino, non del cinema), molti hanno notato che nella pellicola non ci fossero indicazioni fuorvianti, o castronerie. Solo informazioni corrette. Questo è già molto, se si pensa che si tratta di un film destinato a un pubblico molto ampio. In questo senso, il cinema si posiziona a metà tra la TV specializzata e quella generalista. La prima può permettersi di scendere nel dettaglio, la seconda sembra non poter fare a meno di sparare bestialità. Se Sideways avesse contenuto delle indicazioni fuorvianti in fatto enologico, gli appassionati di vino avrebbero certamente storto il naso, ma non è detto che questo avrebbe inficiato il possibile successo del film. Critici, enologi, viticoltori e appassionati non sono che una minima fetta del pubblico a cui è rivolto questo film. Questo non va dimenticato.
Chi si aspetta un capolavoro, è inevitabile che resti deluso. Ma nessun appassionato (di cinema) poteva ragionevolmente aspettarsi il "film dell'anno". E' andata di lusso.