27
Mar 2005
ore 14:14
ore 14:14
Blog in & out
Ma se non citi Luca Sofri e il suo blog Wittgestein sei out?
ps
e magari voi che leggete questo bloggino vi chiedete: ma di cosa parla?
Aristocrazia bloggara....
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Parla d'altro, quindi direi che non c'e' problema. E comunque la citazione c'e' stata, siamo a posto.
Scherzi a parte, pensavo che questo blog fosse insensibile a certe questioni.
Un vecchio indimenticabile post di Sofri:
"Insomma, con il culto della gastronomia e un lavoro certosino per la sua legittimazione culturale e sociale che ha rimosso ogni possibile obiezione sui suoi prezzi e sul fatto che poi se la possano permettere in pochi, la sinistra ha trovato la sua moda. Ha eletto gli chefs (smettendo di chiamarli cuochi) alle copertine e alle feste come la destra del disimpegno aveva fatto con gli stilisti (smettendo di chiamarli sarti). E allora a sinistra si storcevano un sacco di nasi. Poi i valori si sono estesi, e in generale voler mangiar bene è corretto, voler vestirsi bene no (a meno di non farlo con un gusto ruspante, da osteria in senso buono, à la Bertinotti, che comunque ne viene anche molto deriso: vedi le battute sulla sinistra di cachemire)." da www.ilfoglio.it/wittgenstein
Sarà questo che La spinge a dichiararsi out Direttore?
Ho fatto alcuni dibattiti con il giovane Sofri, che è un tuttologo. Ha fatto affermazioni così banali sul cibo, i cuochi e le mode che se le avessi fatte io parlando di politica mi avrebbero tolto la parola e cacciato dagli studi.
Per me lui è l'esempio di una certa sinistra, allora di Lc e oggi global e biodinamica che non cessa di impressionarmi per schematismo, settarismo e, ultimo ismo, esibizionismo.
Tuttologo è generalmente una espressione offensiva attribuita ad un personaggio pubblico che sconfina in discorsi che non sono di sua competenza. Ma è una deformazione. Distinguerei infatti il :
1) Nullologo quello cioè costretto a migrare da un argomento all'altro riempiendolo di vuoto. Che ripropone in ogni situazione solo la sua strabordante immagine. (Lei, nel suo piccolo) spesso nella sua televisione ne ha invitato un discreto campionario)
2)Tuttologo nell'accezione positiva. Vale a dire quella persona a volte armata di quel tanto di ironia e curiosità (vedi ad esempio Michele Serra e le sue incursioni nel linguaggio dell'enologia)per i fenomeni socio-culurali, che a volte si parropria di argomenti generalmente dominati da gerghi e necchie.
Questi ultimi, spesso intercettabili e anonimi sui blog, mi sembrano non così facilmente liquidabili. Anzi una categoria da difendere contro lo svilupparsi immotivato, a volte, di special-ismi caro Direttore
Chiariamo subito che non ce l'ho con Sofri-figlio ma quando ho avuto il piacere di dibattere con lui, la sufficienza, il senso di sè che il nostro cercava di trasmettere, magari solo la sua presunzione lo rendevano un protagonista ridicolo senza saperlo, uno che a un dibattito sull'alta cucina può affermare tranquillamente di non sapere chi è Annie Feolde.
Io se partecipo a un dibattito politico (è un'ipotesi per ragionare) non posso dire soavemente di non sapere chi è Arturo Parisi o il professor Pasquino.
Ecco, quello che mi ha sempre -indignato con il sorriso- è che gli intellettuali, possibilmente di sinistra, possono dire la loro su tutto, dall'I-Pod a Vissani.
Essando di volta in volta ridicoli agli occhi dell'esperto non tuttologo.