ore 17:34
Quando andavamo al Vinitaly
Il 7 aprile si apre il Vinitaly 2005. E' un appuntamento ormai burocratico e per nulla gioioso.
Io vado a Verona dal 1987 e, salvo un paio di volte nelle quali mi sono dato, fanno diciotto anni di fiera del vino.
Ma una volta l'appuntamento era bello e emozionante, era ancora il tempo delle scoperte e degli entusiasmi, erano gli anni delle novità, dei nuovi produttori ma anche di un diverso modo di stare insieme, un po' "Amici miei", un po' gita scolastica. La sera poi si facevano chilometri per trovarsi a cena al Volto sul lago d'Iseo o ai Quattro Venti a Curtatone per non dire delle grandi cene al Pescatore, all'Ambasciata o al Desco.
Leggendo il libro di Colonna c'è il racconto del primo viaggio al Vinitaly "Eravamo in quattro: Rizzi, Sandro Sangiorgi, Daniele Cernilli e io (cioè Colonna)".
C'è il racconto dell'emozione di conoscere i vari Gaja, Bologna, Boscaini, De Gresy, Walter Filipputti, Bepi Mongiardino, gli appuntamenti per le visite in cantina, l'inizio di una strada di ricerche, prove, e formazione delle cantine.
Oggi tutto è scontato, c'è una grande ripetitività, tutto è cambiato, è meno spontaneo. Veronelli non c'è più, Maroni è lì con la sua piccola setta, Slow Food occupa il solito spazio sterminato ma sembra tanto una multinazionale dei buoni propositi, i piemontesi che erano "i nuovi", hanno fatto i miliardi, si sono montati la testa e i prezzi e oggi hanno le cantine piene.
Probabilmente pioverà, Cazzola che doveva fare a Roma il contro Vinitaly ha già passato la mano.
Noi abbiamo il solito stand, qualche libro in più ma anche qualche anno in più e molto meno entusiasmo.
Chissà che non sia l'anno che si fanno belli incontri, facce nuove, qualche vino giusto. Chissà.
commenti 11
scrivi un commento
notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
ultimi commenti
- Giovanni - Chi è , a Roma, il sindaco ? Quello...
- pier luigi roscioli - Grande Cristiana!!!!...
- Il Feltri di Bergamo - Tipico di Ziliani è scappare a gambe levate quando...
- Cristiana Lauro - No Zakk, le escort sono lavoratrici autonome e autogestite...
- zakk - Premesso che per me i produttori possono fottere e...
- vincenz - Lauro:"Dobbiamo scoperchiare la pentola o stai bene così?" Bonilli:"Anche...
ultimi post
|
17 Apr |
A Roma la differenziata è un bluff, tutta la spazzatura negli stessi camion - Noi facciamo la raccolta differenziata della spazzatura,... |
|
13 Apr |
Vino, mignotte e coca al Vinitaly - Riassunto delle puntate precedenti.Il Signor 25... |
|
08 Apr |
Vinitaly 1988, mi ricordo che... - ... lo stand al Vinitaly del 1988... |
|
05 Apr |
Cosa si legge in tempi di grande crisi - Avevo scritto un post simile nel lontano,... |
|
02 Apr |
Wagyu, non Chianina - Wagyu e sai quel che mangi?L'altro... |
|
29 Mar |
Hotel Rex, albergo con carbonara incorporata - Non si vive di sola carbonaraMa se... |
|
27 Mar |
Roma tra teppismo e casta - La notizia era di quelle che... |
|
22 Mar |
Vade retro Nestlè - Vade retro me Nestlè Vade retro... |
Sei un giovane cuoco e guardi con invidia e orgoglio questa foto.Potrebbe essere un grande...
tag principali
- Adrià
- Alajmo
- Amazon
- Andrea Petrini
- Annalisa Barbagli
- Apple
- blog
- Blumenthal
- Bottura
- Bulli
- Campo dei Fiori
- Cook it Raw
- Cracco
- Cucinare insieme
- cuochi
- Eataly
- Eataly Roma
- Espresso
- Ferran Adrià
- Gambero Rosso
- Gazzetta Gastronomica
- Gennaro Esposito
- Gino Sorbillo
- Giunti
- iPad
- Kindle
- Lopriore
- Marchesi
- Massimo Bottura
- Michelin
- Natale
- New York Times
- Open Colonna
- Papero Giallo
- Pierangelini
- pizza
- Redzepi
- Renè Redzepi
- Repubblica
- ricette
- Roma
- Roscioli
- Scabin
- Slow Food
- Stefania Barzini
- Sydney
- tortellini
- Vico Equense
- vino
- Vizzari
Categorie
- Agenda di un papero gourmet
- Alberghi d'Italia
- Birre Artigianali
- Community
- Cucinare Insieme
- Cultura
- Cuochi d'Italia
- Domande
- Fare la spesa
- Food TV
- Gazzetta Gastronomica
- Guide e guidaroli
- Hi -Tech dreams
- Informazione
- International Chefs
- La Memoria
- La mediateca del gourmet
- La pizza
- Le nostre ricette
- Letture
- Moda & Mode
- Notizie in breve
- Pane al pane
- Progetti nazionali e internazionali
- Schede ristoranti
- Soste gourmand
- Turismo
- Vino & Vini
- Voci dalla carta
ultime letture
Ho ripreso in mano La pacciada, il...
Io fossi in voi sfuggirei le strenne, i...
Mi ricordo quando andavo a New York...





chissa'......
chissa'......
condivido quando dice sul vinitaly, ho avuto la fortuna di lavorare per un associazione di produttori di vino e vissuto le edizioni del vinitaly dal 1995 fino al 2001. Ho vissuto l'attesa della presentazione per la fiera, l'emozione della presentazione dei nuovi vini, la possibilita di parlare con altri colleghi, parlare con gli enologi, c'era un aria non so che di particolare, un momento d'incontro, un punto di riferimento per tutto il settore. Sono momenti che ricordo con grande emozione, tutti erano molto disponibili e cordiali. Mi trovavo a Verona lo scorso anno e ho provato a tornarci. Ho scoperto un nuovo vinitaly aperto più al pubblico che agli operatori, molti produttori magari anche piccoli ma di ottima qualità che conoscevo non erano presenti e quanti intenditori di vino! Mi dava tutta l'idea un po' del circo barnum, tanta gente che una volta neanche ci si poteva aspettare,ho trovato un nuovo mondo e obiettivamente mi auguro che tutto questo aiuta a incrementare le vendite di vino. Unico mio dubbio, ma parlo oramai da persona al di fuori del settore, per collegarmi al ritiro di Cazzola, sono fiorite tante fiere sul vino a torino, milano ecc ecc, aiutano il settore? oggi la scoperta di nuovi prodotti passa solo attraverso il vinitaly come avveniva un tempo o si sono moltiplicate le possibilità? i piccoli produttori ma di qualità vi trovano spazio? o è solo per le grandi aziende?
... Vinitaly? No grazie ...
Credo che il vero nemico del vinitaly sia la confusione. Troppa gente assembrata in spazi ampi ma comunque non suffcienti. Come è possibile assaggiare un vino quando al naso arrivano sempre prima il sudore o i deodoranti dei visitatori? Come è possibile stringere la mano a quel produttore che quando capisce che sei un semplice appassionato e non un enotecaro ti volta le spalle?
Non conosco le ragioni che abbiano portato alla rinuncia al contro-vinitaly, nè quali sarebbero state le caratteristiche di tale manifestazione. Credo però che se invece di esserci un'unica manifestazione annuale ce ne fossero due o tre - magari anche al centro a al meridione - le cose andrebbero diversamente.
Per chi andrà, comunque, ricordo che negli stessi spazi si svolge anche il sol - salone dell'olio. Lì di produttori che ti fanno assaggiare le loro cose controvoglia non ne ho mai visti.
Caro Bonilli, ci sarebbe un modo di trovare ancora qualcosa da scoprire, qualcosa di cui scrivere, da assaggiare. Qualcosa per cui emozionarsi e , magari, combattere ancora qualche piccola "battaglia".
Venga da noi, figli di un dio minore.
Venga al Sol (lo so che è triste, vero) però venga a provare gli oli.(sapesse quanto c'è da fare...)
Lo sà? Noi abbiamo ancora tanto da raccontare e nessuno che voglia ascoltare.
Certo non potremo offrirle un bicchiere di olio, però , forse...
Venga, Bonilli, non serve lo smoking da noi.
Magari si faccia accompagnare dall'amico Stefano Polacchi che è sempre venuto a ficcare il naso da noi (e si è sempre emozionato, mi creda).
Io l'aspetto volentieri.
Lorenzo Piccione di Pianogrillo
(Pino, bravo vieni da noi)
Caro Lorenzo, verrò sicuramente a visitare Sol anche se è una tristezza mortale e il modo con cui siete marginalizzati. Sol, lo sappiamo tutti, si fa per intercettare contributi europei, e va bene, ma dal momento che lo si fa bisognerebbe farlo bene.
Ma, si sa, il Vinitaly non brilla per inventiva.
quest'anno sarò al mio ventiseiesimo vinitaly e chiaramente l'entusiasmo non sarà più quello dei primi anni eroici(nel 1975 avevamo un'osteria in via del pratello)! mi dispiace solo di non poter visitare quei piccoli produttori che cercano di trovare vie nuove per la produzione( vedi eiswine in lombardia),perchè non si possono permettere lo stand,visti i costi. sarebbe bello creare un fondo di supporto a chi,realmente,prova a dare una scossa a questo mondo,forse un pò troppo condizionato da mode,flussi di pensiero,film e quantaltro. un carissimo saluto da bologna,da parte di chi ha fatto parte di una generazione che tanto ha dato al vino e tanto ne ha goduto,facendolo ancora! Massimo Sturani(socio slow food N.11604)
volevo segnalare per chi eventualmente fosse a parigi allo spazio Espace Champerret - Paris XVIIe. l' 8, 9,10, 11 aprile 10 alle 20 heures il salone dei piccoli produttori di vino, è un esempio di come viene affrontato il Francia il problema dei piccoli produttori di vino, che non possono permettersi le grandi fiere e i grandi spazi. E' un occasione per conoscere i piccoli produttori di qualità! spero che anche in italia si copi l'esempio.
Caro Carmine, ci credo così tanto a quello che dici che penso quando noi, casa editrice alle prime armi, andavamo alla Bookmesse di Francoforte, la più grande fiera del libro del mondo.
Per noi lo stand costava pochissimo perchè eravamo piccoli, più crescevi di dimensione e più pagavi. Grazie alla partecipazione alla fiera abbiamo trovato il nostro editore tedesco per la guida dei vini.
Il Vinitaly aumenta i prezzi ad ogni edizione e probabilmente una fiera per i piccoli e piccolissimi produttori fatta con le logiche della Bookmesse potrebbe avere grande successo. Infatti i francesi la fanno.
Ottimo!