27
Mag 2005
ore 13:04

Bravino, ma potrebbe fare di più...

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Bravino, ma potrebbe fare di più...quante volte lo si sente dire a scuola a proposito di un allievo intelligente ma scansafatiche.
A volte cercare di essere educati e di basso profilo non conviene. Essere bacchettati da Paolo Marchi per avere accusato di ripetitività i vari giornali, settimanali, mensili e i vari giornalisti del settore, includendo per educazione il Gambero Rosso, mi sembra paradossale.
Marchi dice, ma perchè si lamenta? Agisca.
Francamente speravo che leggesse con attenzione il mensile Gambero Rosso perchè noi lì agiamo da sempre e almeno dall'aprile del 2004 abbiamo agito in profondità e se lui non se n'è accorto vuol dire che è distratto. Non è che io sto qui a dire di quanto siamo bravi ecc... ma di quanto poco abbiamo da spartire con le molte riviste in circolazione, questo lo rivendico. Ho qui fra le mani il numero di giugno (in edicola in questi giorni) e francamente sono curioso di vedere chi sarebbe in grado di fare un servizio su Bordeaux senza le solite banalità, i soliti indirizzi, la solita pappa sia per quanto riguarda i ristoranti che per i vini, settore nel quale continuiamo ad assaggiare, testare, scoprire.
Noi non pubblichiamo "i soliti ristoranti" italiani non fosse altro che per il fatto che i nuovi andiamo a scoprirceli. Su Francia e Spagna pubblichiamo non il nuovo ma addirittura le scoperte dei giovani francesi e per quanto riguarda la Spagna, taccio per pudore tali e tante sono state le pagine "nuove" dedicate agli iberici.
Insomma, questo cosa è? Agire? E se noi dovessimo darci una mossa per uscire dalla ripetitività, gli altri cosa dovrebbero fare? Chiudere?
Quanto alle guide e guidine il mondo si divide tra chi le fa, vere, magari non bellissime, e chi mette la firma su guide assemblate, che sono la maggior parte e se volete su questo facciamo una bella discussione, centesima puntata di una discussione sulla quale molti hanno sempre glissato perchè entrare nei particolari sarebbe spinoso: in quanti la fanno, quanti sono i locali visitati, quanti i vini testati, quante persone degustano e via di questo passo.
Della TV non parlo dopo le bacchettate del duo Grasso-Petrini al Salone del Libro, chi è tanto bravo faccia la sua TV.
E di Internet posso solo dire che non pubblicheremo donne nude per aumentare l'audience, come tanti brillanti editori-autori digitali stanno sempre più facendo.
Se poi invece si vuol dire che il lavoro potrebbe ulteriormente migliorare, beh, al meglio non c'è mai fine e terremo conto dello sprone.

commenti 5

Direttore, a me la rivista piace. A volte vorrei leggere di altri argomenti, dare maggior risalto al mondo degli artigiani, trovare qualcosa di più sul mondo dell'olio. Però, soprattutto dopo il restyling grafico, leggo sempre volentieri tutti i servizi. I primi numeri dell'anno sono stati effettivamente sotto tono, molto bello quello di marzo, interessante quello di aprile dove però(a parte le consuete rubriche) non si parlava affatto di ristorazione. Se una parte dei contenuti di marzo l'avessi trovata sul numero di aprile, lo avrei preferito. Anche l'estratto del forum che viene pubblicato potrebbe essere scelto con maggior cura. Piccolezze, comunque.

Molto apprezzabile l'aver messo gratuitamente on line l'archivio della rivista, in un momento in cui quasi tutta l'editoria va in senso contrario.

Infine una richiesta. Perchè non fate una ristampa(o qualcosa di simile) del primo numero?

27 Mag 2005 | ore 15:09

Caro Pino, le tue osservazioni sono giuste, i primi numeri erano debolini ma adesso ci stiamo riprendendo e giugno mi sembra molto ricco.
Vedo con piacere che hai apprezzato la scelta di mettere in rete l'intera rivista gratuitamente.
Quanto alla ristampa del primo numero, credo che la faremo proprio ma il quando per ora non lo dico.

27 Mag 2005 | ore 19:00

Il N. 1 del mensile del Gambero Rosso risale a Febbraio del 1992 in vendita a £ 5.500

In copertina trionfavano gli spaghetti.
E la copertina recitava:
Prova del fuoco per i più amati dagli italiani
Il Test
Spaghetti.

In basso a destra il logo bere bene con in mezzo il Montepulciano.
In basso a sinistra: SPAGNA - VIAGGI -
Ammazza com'era actual il Maestro jedi, se ne andava in Spagna ancora quando non era "actual".

Ma ora è arrivato il momento di leggere l'editoriale di Stefano Bonilli.
Purtroppo non potevo inserire la mucca pazza che gira su se stessa come in Bollito Misto vi dovrete accontentare dello stesso effetto sonoro dolby sourrand: Muuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Eravamo un supplemento e siamo diventati un mensile.
Per chi ci conosce già il discorso è chiaro, il Gambero Rosso è stato per cinque anni supplemento del quotidiano il Manifesto, usciva il primo martedì di ogni mese, si poteva acquistare un solo giorno abbinati al quotidiano e poi spariva, diventava introvabile.
Per i nuovi lettori, invece, è necessario fare le presentazioni: siamo una rivista che si affaccia per la prima volta in edicola, siamo un mensile, ci occupiamo di cibo, vino e turismo.
Entrando più nel dettaglio dobbiamo dire che alle spalle di questa nuova rivista e del supplemento uscito nei cinque anni precedenti c'è una casa editrice che fa guide: una guida dei vini, una guida dei ristoranti, delle guide regionali, guide delle città, il tutto sotto marchio Gambero Rosso .

Dall'inizio del 1992 questa casa editrice è diventata parte del gruppo Editoriale Espresso e alle guide precedenti si sono aggiunte quella dei ristoranti e quella degli alberghi.
Oggi, quindi, noi siamo la più importante casa editrice italiana di guide enogastronomiche e con questo mensile ci proponiamo di offrire ai lettori un servizio completo. Già perchè, se ci pensate bene, noi giriamo tutto l'anno in lungo e largo l'Italia per visitare ristoranti, trattorie, enoteche, aziende vinicole piccole e grandi e nel fare questo scopriamo ogni giorno la provincia italiana, le sue storie e ricchezze umani e materiali.

Nostri compagni di viaggio, fin dall'inizio, sono stati i soci Arcigola Slow Food che lungo strade parallele hanno dato voce e spazio alla vera cultura materiale della nostra penisola, fatta di tradizioni gastronomiche regionali, di un artigiano alimentare sconosciuto e grandissimo, di voglia di scoprire cose semplicie genuine, voglia di ritrovarsi in momenti collettivi.

Il mensile è diviso in tre parti: il cibo, nelle sue mille rappresentazioni, dal test, ogni mese scentifico e puntuale nell'analizzare i prodotti di largo consumo, (e il primo test non poteva che essere dedicato agli spaghetti), alla storia di una famiglia di ristoratori, ovviamente non i soliti noti, famosi, stellati e strarecensiti da guide e riviste, all'inchiesta sul mondo alimentare, iniziando con le abitudini degli italiani negli ultimi dieci anni.

Seconda parte dedicata al vino, narrato a partire dal territorio dove si produce, in questo caso il Nobile di Montepulciano, con tutte le indicazioni per visitare sia i monumenti che le cantine, per comparare i cibi e i vini della zona, per capire cosa c'è dietro a una bella etichetta.

Si chiude con il turismo, nel primo numero trenta pagine dedicate alla Spagna, con mete apparentemente ovvie, madrid, Siviglia e Barcellona, cioè la capitale europea della cultura 1992, l'Esposizione Universale, le Olimpiadi. Sono trenta pagine di storie, indirizzi, mappe e monumenti ai più sconosciuti, tutte da conservare.
Questi siamo noi del Gambero Rosso, ogni mese in edicola a partire da febbraio con il nostro mensile, ogni mese in libreria con le nostre guide. (s.bo.)

FINE EDITORIALE
MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

A me non interessa la ristampa del primo numero del GR. Io VOGLIO (badi bene, non vuol dire desiderare) le ristampe del PAPERO GIALLO. Li voglio, li voglio, li voglio. Tutti i numeri usciti.

Non mi costringa a lanciarmi da un elicottero per irrompere la finestra del suo studio della Città del Gusto con in testa una giarrettiera per non essere riconosciuto e tramortirla a colpi di spray Chanel n.5 per sottrarle le copie del papero giallo.

Dovrebbe pensare anche a un regalo per i clienti più storici del gambero rosso….!

Mucca
Un bovino estremamente annoiato dalle sempre più qualunquiste riviste gastronomiche e leggermente disgustato nel leggere il bang bang di insulti, accuse, calunnie, insinuazioni e via discorrendo che i guru della gastronomia italiana si lanciano come granate molotov via web, tv e carta stampata.
Mi sembrate tutti un po’, come dire, a ecco, si: RILUTTANTI.

28 Mag 2005 | ore 03:22

Cavolicchio direttore, certo che tutti possiamo fare di più, io per primo, ad esempio dimagrire e, soprattutto, concentrarmi su un paio di iniziative editoriali che mi frullano da un paio di anni nella stiva mentale, ma non sono alla testa di un colosso goloson-editoriale come lo sei tu, devo insomma arrangiarmi tantando di farmi in quattro.
Però vorrei segnalarti le risposte che ho dato a Peperosso Bernardi qualche giorno fa:
"4. Il giornale gastronomico che ti porteresti sul Roma Milano? Gambero Rosso.
8. Il cibo in TV, cosa ti piace: i servizi di Bolasco, la disinvoltura di Antonaros e "Bollito Misto" [Gambero Rosso Channel]".
Insomma, sei e siete per me una stella polare, ma se ci rimani male per qualche bacchettata che mi fa sembrare un amante deluso, mollo il colpo. Resto però dell'idea che se un direttore tesse l'elogio della polpetta - e poi nel numero in edicola non ve n'è traccia - per me è sintomo di scarsa coordinazione tra cervello e corpo redazionale. Così come la tua guida ai ristoranti ha la migliore impostazione tra tutte quelle in circolazione (certo, abbasserei l'incidenza della cantina sul voto totale ma è un dettaglio) ma uno sviluppo che a livello top mi sconcerta. mi sembra siate guidati da un bussola impazzita sommando pere e mele. comunque, non sono io il gran capo, strafelice tu che vedi stanchezza ovunque eccetto che nel tuo regno...
insomma ciao e grazie
paolo

28 Mag 2005 | ore 13:35

Eccoci qua ancora una volta fermi davanti alla solito ping pong della critica e della risposta e tutto si ferma lì.
Io ho scritto che per un settimanale nuovo, NEWS, non era un buon inizio avere una rubrica Food un po' vecchiotta. Punto.
La ripetitività che io critico è questa, delle mille rubriche sempre eguali su pubblicazioni anche di successo.
Logico che io mi senta fuori, perchè le rubriche me le vado a costruire sul terreno dal momento che ci sono già come Gambero rosso per fare i vini e i ristoranti.
NON DICO CHE SIAMO I PIU' BRAVI, non l'ho detto.
Solo che non accetto che si parli delle guide, in modo generico. Ci sono guide, tanto per fare un esempio, non hanno nulla a che fare con le guide vere.
NON VUOL DIRE CHE SOLO NOI SAPPIAMO FARE LE GUIDE
Vuol dire che ci sono guide e guide, riviste e riviste, giornalisti e giornalisti.
Noi del Gambero,tanto per fare un esempio, non facciamo gli educational, partiamo, paghiamo e scriviamo.
NON VUOL DIRE CHE SOLO NOI FACCIAMO COSI'
Ma non va neppure che il nostro mondo sembri tutto uguale, non va bene se si è confusi con il groviglio di marchettari che sono comparsi nel settore.Tanto più in periodi nei quali danno a noi dei marchettari.
Ecco, se quando si parla di questo ci si deve sentir rispondere che noi pensiamo di essere i più bravi o cose del genere, con ciò facendoci fare la figura dei cretini, il ping pong si ferma, caro Paolo. Io ho visto che hai citato il Gambero come mensile e mi ha fatto piacere come a un papà a cui dicono che il figlio è bravo e bello.
Detto questo vorrei tanto che il nostro settore trovasse un punto di equilibrio e un'etica e la mia risposta alle tue osservazioni era motivata dal fatto che mi sembrava che ancora una volta tutto fosse uguale a tutto.
Comunque buon lavoro.

28 Mag 2005 | ore 19:34

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