ore 16:10
Quanti siti truccati da blog
Che senso ha chiamare blog dei siti belli e buoni che per di più il sabato e la domenica chiudono come tutti gli uffici?
Il Gambero Rosso ha un sito, ma il Papero giallo è un blog e non un sottosito del Gambero anche se le identità sono molte .
Perchè dovremmo considerare blog, dei siti fatti da un service e gestiti da tecnici?
La domanda, guarda caso, la pongo la domenica pomeriggio alle 16,11 quando mi possono rispondere solo dei blogger puri. Gli altri aspettano la riapertura del service per mettere in rete le loro risposte.
Di questo, ma non solo di questo io vorrei parlare giovedì 9 giugno alle 18 alla Città del gusto di Roma nell'ambito del convegno-dibattito: Il Blog si mangia?
A proposito della domanda iniziale: forse i siti gestiti da un service si truccano da blog perchè attualmente è più trendy così.
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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in questa domenica da mare o da cantine aperte siamo in pochi ma fa piacere non essere soli
direttore...trendy.
totalmente daccordo sui finti blog, però rivendico la 'purezza' di blogger (in fieri) anche se la domenica non mi aggiorno.
Ma, insomma, non è la prima volta che evoca l'argomento... A parte che non vedo qual'è il problema se uno per due giorni a settimana lascia il pc, va al mare, al mercato, cucina, parla con gli amici, beve, respira, va in giro, insomma, si applica a vivere la vita reale con i suoi sapori reali... (per poi magari parlarne nel suo blog). Personalmente, sono ben contenta che anche i blogger siano umani. I ritmi d'ufficio del resto fanno parte integrante del blog fenomeno... E cosa dire invece di quei blog che accusano gli altri mentre chi li controlla quotidianamente rimane deluso perché, appunto, per tanti giorni di seguito (altro che weekend), non ci viene postato proprio ni-ente??... :-))
Mi piacciono i blog che comunicano e condividono, non quelli che vendono. Ma ce ne sono e sempre più ce ne saranno, è inevitabile. Non me ne farei però un gran problema dal momento che basta non frequentarli.
E che ognuno posti quando vuole.
Saluti e ci vediamo il 9.
Che strano, chissà come mai la cara Sigrid è sempre così acidina e aggressiva. Chi ha mai detto che non si deve vivere la vita reale? Io ho scritto, ero stato in giro tra gli umani, a sentire il maestro Chung, a comperare libri, ad ascoltare musica con amici, al bar.
Poi io e voi abbiamo comunicato, non abbiamo aspettato che riaprisse il service. Per me questo è il blog, il resto è furbizia. E lo dice chi, onestamente, di strumenti di comunicazione ne avrebbe a disposizione non pochi.
Per Bonilli.
Perchè ha organizzato un incontro tra Blogger "presumo veri" proprio il giovedì che per i dilettanti del web è giornata di lavoro da dedicare alla reale attività professionale?
E poi, quali sarebbero questi siti enogastronomici camuffati da blog?
Nomi Please.
Mucca
D'accordo con Mucca.
Fuori i nomi, caro Bonilli.
E un pò più di cortesia verso le signore...
Giampiero alias Aristide
E' corretto dire che un blog non dovrebbe avere orari (ed infatti è sempre aperto ai commenti), ma mi fanno un pò paura quei blogger che, anche in spiaggia e magari con il telefonino, postano qualche scatto fatto in riva al mare ... un pò di "stacco" è necessario :)
Ps. con firefox vedo la prima pagina di questo blog un pò confusa con il calendario che va sopra altre scritte.
La finzione non è poi così difficile da scoprire, questo naturalmente se uno conosce la verità relativa a quello di cui stiamo trattando.
Tutti possono avere un blog, tutti possono essere bloggers, questa è la rivoluzione del mezzo che ha avvicinato all'informazione molti che ne erano staccati, molti principianti, molti neofiti, molti che non avevano possibilità di esprimere i loro pareri e le loro critiche.
Esiste poi una differenzazione fra i vari bloggers del wine-food, alcuni partecipano attivamente alle discussioni sugli altri blogs, alcuni altri invece per mancanza di tempo o per scelta partecipano alle discussioni solo sul loro blog. Alcuni blogs poi, forse quelli più artigianali, descrivono gli eventi e le cose a loro vicini: ad esmpio la ricetta del panino con la cicoria e il cacio la poteva solo dare arma che è romana, o ancora la "disperazione" di un cuoco sottovalutato la poteva dare solo kitchenstories...questi sono per me blogs veri, e non sono i soli. In ultima analisi io sono favorevole anche ai blogs finti, purchè blogs che permettono comunque una discussione...questa è libertà.
Ma, sinceramente non capisco nemmeno io l'uscita del caro Stefano. Acidina non credo, forse il mio difetto è quello di criticare ciò che mi da fastidio, mentre, nel caso, non vedo bene lo scopo di postare l'ennesimo messaggio di solidarietà quando il direttore - giustamente - si lamente di essere - ingiustamente - aggredito (cfr er saloon). Comunque alla fin fine, altro che acidità, direi che tutto quanto si possa ridurre a uno scontro generazionale e di opinioni. Niente di personale quindi.
Come ho già detto, i ritmi dei blog penso che vadano veramento di paro passo con quelli degli uffici (se vuole le spedisco i report settimanali del mio sitemeter: sabato e domanico c'è un terzo di visitatori rispetto ai giorni della settimana). Perché? Perché la gente non va in ufficio, non gira per internet, fa altro e fa benissimo. E anch'io sono ben contenta di riservarmi uno spazio non virtuali lontano dal pc. E non vedo cosa ci sia di aggressivo. Se del resto vogliamo parlare di falsi blog, direi sinceramente che tra quelli food, italiani, in questo momento non ce ne siano proprio, a parte forse uno o due, ma comunque veramente benigni. Un caro abbracio al direttore, Sigrid.
Io leggo i giornali tutti i giorni e il sabato e la domenica di più. Uso il computer in ufficio e il sabato e la domenica a casa. Usare il computer è un'operazione normale, non è quello che leggo, cioè stare ore e ore davanti allo schermo, è come fare una telefonata. Ecco allora che il blogger che scrive cose interessanti, può, se ne ha voglia, farlo anche il sabato e, incredibile, anche la domenica. E' così difficile da capire? Dobbiamo farci su questo po' po' di dibattito?
E a chi chiede: i nomi, fuori i nomi dei siti truccati da blog io chiedo: ma perchè voi non navigate come me? Non percepite la differenza tra blog e finto blog? Io sto dicendo una verità nascosta? E' un'accusa infamante forse?
Io questo blog me lo faccio da solo, è abbastanza modesto quanto ad aspetto ma ha una sua forza quanto a contenuti. E' un blog personale, vero, immediato, dove scrivo di getto in qualunque giorno e a qualunque ora. Così lo concepisco il blog, di questo parlerò il 9 giugno al convegno "Il Blog si mangia?" Ammetterete che è quanto meno patetico fare un blog e metterci le donnine nude, tanto per fare un esempio, perchè si vogliono incrementare i visitatori. Poi ognuno fa come gli pare ma io posso dire sull'argomento quel che mi pare.
Quello che penso è che molti non hanno capito l'uso che io sto facendo di questo strumento. Per farmi capire chiedo a voi: conoscete molti editori che in prima persona fanno un blog, scrivono un blog, si espongono in un blog? Io non ne conosco nessuno e se mi segnalate dei nomi mi fate un piacere perchè mi affretto subito a scrivere per uno scambio di opinioni sull'esperienza vissuta.
La domanda ha implicita la risposta: penso di dover cambiare il ruolo dell' editore che sta nascosto e "parla attraverso i suoi libri". E' un ruolo vecchio, oggi bisogna scendere in campo ogni giorno, anche se a volte è faticoso, e confrontarsi-scontrarsi con i lettori.
A me l'esperienza risulta utile, non so a chi mi legge.
Eppure la donnina nuda in salsa dolce o piccante, non sarebbe così disdicevole. Come l'uomo peperone e quello carciofo(tanto per essere politicamente corretti).
Non sia così sessuofobico editor/direttore...
Io non conosco altri editori che si espongono in prima persona con un blog, almeno in Italia, ma spero che questo suo atteggiamento curioso e flessibile nei confronti di un nuovo mezzo di comunicazione sia presto seguito da altri. Io per cominciare consiglierei anche ad altri valorosi del Gambero di creare un blog in cui poter continuare e sviluppare il dialogo con i lettori. Penso che il Gambero potrebbe diventare uno dei futuri "tramite" fra i consumatori, gli appassionati, i blogs , la gente e i produttori di vino troppo spesso ingessati o nascosti dietro le loro belle pagine di pubblicità; quanto i produttori, a volte trincerati nei loro castelli, conoscono dei loro potenziali consumatori o dei futuri mezzi di informazione?
E il limite per non essere sessuofobici qual è? Due che fanno l'amore vanno bene? No? Solo il nudo? E nudo di donna o anche di uomo? E se facciamo vedere uomini nudi come ci comportiamo, li facciamo vedere anche con un'erezione? E chi decide il limite del buon gusto?
Naturalmente tutto questo non ha nulla a che vedere con la furbizia per aumentare i contati, vero?
Il militare a Cuneo o altrove l'abbiamo fatto tutti...
Il buon gusto dovrebbe avere a che fare- se non sbaglio - con il senso del bello, dell'arte e del piacere.
Quali i confini? i confini spaziano a seconda della cultura e della Sua cara "interpretazione".
Argomenti questi che hanno molto a che fare anche con l'enogastronomia...
Francamente cara mucca devi avere un ego ipertrofico se pensi che qualcuno possa pensare di tapparti la bocca. Perchè? Ti pensi così eversivo?
Quel che dice Mucca non sara' eversivo, ma e' alquanto sottoscrivibile. Mucca, considerami esposto.
Caro Bonilli,
se avessi voluto soddisfare il mio ego ipertrofico all’interno del suo blog mi sarebbe bastato scrivere: Ppppprrrrrrr, ed esclamare: “Ops, mi è scappata una puzzetta!!!”
La frase incriminata in cui sembrerebbe che mi esalti da solo credo che sia stata fraintesa nel contesto del discorso. Chiarirò il concetto in maniera rustica ma chiara: “ Dopo che lei ha detto che i suoi post hanno forza di contenuti mi son permesso di affermare che nel mondo della Blog sfera ciò che si recepisce alla lettura è l’esatto contrario, ma nessuno aveva il coraggio di dirglielo nel momento in cui è sempre li ad auto esaltarsi. Ora, se ciò non fosse stato vero mi sarei aspettato una schiera di post dei Bonilli boys che dicevano, “tappandomi” la bocca: “ Mucca ma che dici? I post di Bonilli sono interessantissimi”. Oppure, “Mucca sei un riluttante, Bonilli è l’unico che prende una posizione facendo sempre i nomi ed assumendosi le responsabilità” E via dicendo di questo passo….
Se invece non fosse intervenuto nessuno a “tapparmi” la bocca sarebbe valso il silenzio assenzo.
Non credo di essere eversivo, sono semplicemente me stesso dicendo quello che penso sempre e comunque non preoccupandomi di riverire l’esperto o il potente al quale mi sto rivolgendo anche se potrebbe forse convenirmi, se questo per lei vuol dire esser ribelle, allora si, le sembrerò un rivoluzionario anche se in realtà non penso di esserlo.
Mucca
Una volta ho sentito Bonilli ripetere, in quel famigerato reportage di Report, che alla fine stiamo solo parlando di vino e di cibo. Vale a dire di non prendersi troppo sul serio.
Lungi da me il desiderio di difendere chi ha già le spalle ben coperte, ma il fatto che delle persone, che sicuramente hanno in questo campo meno interessi del Nostro, si presentino in termini così seriosi, lo trovo veramente eccessivo.
"Robertì siente a me... tu te ne devi fujì da ccà dinto" (Massimo Troisi "Ricomincio da tre" 1981)
Scusate per il ritardo (dopo tutto, questa settimana sono in giro per la puglia... non si vede dal mio blog???:-)))). Insomma, giusto due cose:
1) no, non dobbiamo cominciare a discutere di questo po'po', solo che è il direttore ad averlo messo in mezzo (così come la pornografia e i falsi siti. Allora: Quid??), insinuando varie volte che, in qualche modo, un blog che abbia certi ritmi - simili a ritmi di ufficio - non è un blog. Piuttosto, perché non lo chiediamo a Granieri? E, dopotutto, così come un illustro qualcun'altro mi ha giustamente scritto in privato (spero mi perdonarà la citazione): "ma che cavolo se ne frega di bloggare la domenica o, comunque, quando vuole
lui, uno blogga quando ne ha voglia senza dovere rendere conto a lui
uffa". Non avrei potuto dirlo meglio, anzì sottoscrivo in pieno, specialmente l'"uffa" finale...
2) Evocando siti - foodsiti - che pubblicano foto erotizzanti per fare 'audience' (ma come sarebbe, scusate? ci si sparge la voce sul web che su tale foodblog, www.xxx.info diciamo, si trovano anche donne poco vestite per cui di colpo aumentano le visite??? ... personalmente dubito), direi che ci vorrebbe il coraggio di dire a chi si pensa e perché. Comunque, ecco, tante le allusioni, tante le accuse, pochi dati concreti, ancora meno le grandi verità, come mai??