24
Giu 2005
ore 11:42

Scherzi del mercato?

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"Che cosa pensi della descrizione di Dudley sullo Chardonnay 2003 di Planeta?
Mi è sembrata la disastrosa eiaculazione precoce di un coatto di Torvaianica".

Ho letto questa incredibile revolverata verbale nel forum di Porthos e ne sono rimasto colpito per la violenza e il disprezzo che vi leggo nei confronti di chi la pensa in modo diverso dall'autore.
La diversità è un valore, la violenza e il disprezzo per chi è su posizioni diverse porta a un integralismo che, parlando noi di vino, sembra cosa ridicola.
E invece si va affermando una corrente di pensiero che ha due filoni: l'uno politico e riassumibile nel manifesto teorico di Critical Wine sul quale si può discutere, assentire o dissentire ma che ha il pregio di essere espresso compiutamente.
L'altro filone è quello moralista-integralista, non è identificabile con qualcuno in particolare ma è un nuovo humus e ha bisogno, per dar forza ai propri giudizi, di demonizzare "l'altro" e quindi la lettura della realtà, in questo caso, passa attraverso la lettura di interessi nascosti che sono alla base dei giudizi scaturiti dalle degustazioni dell'ALTRO.
Nel caso della guida Vini d'Italia che, oggettivamente, è la più diffusa guida italiana del settore (il fatto può dare fastidio?), due sono i soggetti in campo, il Gambero rosso e Slow Food, e due sono le squadre che dal 1988 fanno sul campo la guida e le migliaia di degustazioni.
Dal primo giorno di pubblicazione noi abbiamo deciso la linea, chiamiamola così, anglicana: i preti si sposano e quando parlano di sesso sono credibili.
Fuor di metafora, accettiamo la pubblicità e non ce ne facciamo condizionare.
La preferisco alla linea cattolica: i preti non si sposano, dicono ai fedeli ciò che è bene e ciò che è male in fatto di sesso e poi, come dimostra la crisi della chiesa americana, peccano e non poco.
Cioè, niente pubblicità/sesso perchè corrompe.
Fuor di metafora non sono d'accordo con coloro che affermano: chi ha pubblicità è compromesso e non credibile.
E guardo con diffidenza chi deve continuamente dire "io sono immacolato, io sono credibile. Loro sono corrotti".
Detto questo capisco anche che ci sono dei naturali tentativi di trovare un posto al sole.
E' il mercato, bellezza, direbbe il nostro eroe...
Ma a che prezzi (e non si parla di listini, sia chiaro)

commenti 25

Io la frase da Lei riportata la trovo di una durezza linguistica quantomeno creativa e moderna.
Molto più di certe, a volte melliflue, troppo spesso ripetitive recensioni della Guida da voi pubblicata. Il problema della lingua del vino, in apparenza marginale ma invece centrale in questo discorso caro Direttore l'ho sentito affrontato nel suo "L'insalata era nell'orto" di qualche tempo fa.

La chiave di lettura della favola è forse che la ripetitività linguistica del mondo del vino è un segnale e una conseguenza della compromissione "commerciale" degli esperti che si organizzano in una gelosa e potente lobby di professionisti.
Forse parlare male di qualche vino aiuterebbe i suoi curatori ed editorialisti ad ampliare il ventaglio linguistico attualmente molto ripetitivo.
Tornando alla sua metafora: ma se Lei deve parlare di sesso con qualcuno lo farebbe proprio con un prete? Anglicano o cattolico che sia...

24 Giu 2005 | ore 15:45

No, è il prete che parla di sesso e dice cosa io, fedele, devo o non devo fare, è la chiesa che entra nell'utero della donna (con Ferrara) e dice cosa è bene e cosa è male.
Io pratico la pubblicità/sesso perchè fa parte della natura/mercato e non credo a quelli che fanno voto di castità/non pubblicità.
In questo sono anglicano, cioè so cosa è la pubblicità, non ne parlo solo per sentito dire.
Si potrebbe anche dire che i non amanti della pubblicità mi ricordano la favola della volpe e l'uva.
Anche perchè ci sono i bilanci, le copie vendute, i costi e ricavi, i compromessi...
E' bello immaginarsi praterie verdi e cavalli bianchi al galoppo ma poi la vera coerenza è dire no a uno che crede tu sia in vendita perchè da un'altra parte accetti pubblicità.
E' un po' come i redazionali, si fanno ma non si dice (torna il prete e il voto di castità, vedi?)
Io invece penso si debba dire quello che si fa, essere pragmatici.
Questa è secondo me la vera moralità.

24 Giu 2005 | ore 16:06

Scusi, può spiagrmi meglio la metafora del prete - chiesa - utero - Ferrara - bene/male - pubblicità/sesso - natura/mercato - prati verdi -cavalli bianchi? Oppure faccia un disegnino: forse capisco!

24 Giu 2005 | ore 16:17

come disse un moralista francese qualche secolo fa: i difetti che ci danno più fastidio negli altri sono quelli che abitano in noi stessi e che noi o non vediamo oppure non ammettiamo.

24 Giu 2005 | ore 17:10

mi permetto di ripostare qui quanto postato su altro forum...

"per riportare un elemento di oggettività nella discussione avviata da Colonna: Dudley è un privato cittadino consumatore di vino che non ha nulla a che fare con la rivista Porthos; egli semplicemente partecipa al forum telematico presente sul sito web della suddetta rivista - aperto a tutti - postando ciò che più gli aggrada di questo o quel vino che degusta, rappresentando null'altro che se stesso e le proprie idee.

non che io debba fare l'avvocato difensore di Porthos o altra rivista, ma dalle parole di Colonna sembrerebbe che Dudley faccia parte della redazione del sito o della rivista. Che io sappia, non è così.

non essendo il signor Dudley un giornalista, né avendo mai pubblicato un articolo su qualsivoglia rivista del vino, tanto meno Porthos, mi sembra leggermente improprio prendere spunto da uno sfogo personale - per quanto eccessivo o biasimevole - per una tirata derisoria contro la supposta "nuova critica enologica".

se poi sulla rivista Porthos, o altra rivista rappresentativa della cosiddetta-da-Colonna "nuova critica enologica" si dovesse mai leggere una stroncatura del tipo "sembra l'eiaculazione precoce di un coatto di Torvaianica", allora ritornerò a partecipare volentieri al presente dibattito, avvicinandomi molto al pensiero già espresso dal Colonna.
(pensiero che, per ora, mi sembra più che altro impegnato ad esprimere un certo disagio da accerchiamento o senso di persecuzione)."

24 Giu 2005 | ore 19:35

Visto che riporti tu, e che di là non mi hai risposto, riporto anche io pure di qua... che bello giocare a rimpiattino per tutto il cyberspazio... :-)))

"Indipendentemente dal fatto che Dudley sia o non sia un professionista, rimane il fatto che quello che ha scritto rappresenta un punto di svolta. Tanto che ci sono persone, numerose, che si occupano di vino e hanno facoltà di esprimersi sui vari media, in maniera sia professionale sia dilettantesca, che hanno preso posizione a favore di quel modo di esprimersi. La qual cosa mi dà molto da pensare, come ho già espresso sul forum di Porthos.

Le regole della comunicazione cambiano, non eri tu che dicevi che ormai internet rende obsolete le guide e le testate "ufficiali", e chi ha cartucce le spara on line, e il resto sono residuati del passato guttemberghiano?

Stante il diritto di Dudley di esprimersi come gli pare, credo che si faccia bene a considerare che significato abbia una simile maniera di esprimere il proprio maggiore o minore gradimento o meno di un dato vino, senza aspettare che certe enormità debbano prima varcare le porte di una redazione di settore."

24 Giu 2005 | ore 20:33

Questo modo di esprimersi non mi pare cosi' nuovo; i toni poco formali (eufemismo) di certi giudizi mi pare si sentano da un bel po', frequentando assaggiatori e/o addetti ai lavori in varie manifestazioni. Le dichiarazioni roboanti, certo, avvengono in camera caritatis, e non a mezzo stampa, e questa e' la differenza sostanziale.
Personalmente trovo che le espressioni irrituali, comunque, qualificano in primo luogo chi le usa, a rischio per screditare l'argomento che si vorrebbe sostenere.
Per me resta chiaro che questi sono i toni di (certi) forumisti e non di Porthos; la metafora Gambero/anglicani-Porthos/cattolici (e pure bacchettoni) e' divertente ma forzata.

25 Giu 2005 | ore 11:26

cito:
"Visto che riporti tu, e che di là non mi hai risposto, riporto anche io pure di qua... che bello giocare a rimpiattino per tutto il cyberspazio... :-)))"

Rossano, ma chi ti dà il diritto di "pretendere" delle risposte ai tuoi illeggibili messaggi?
E' la prima volta nella mia storia di frequentazione di Forum - qualsiasi tema - che un forumista posta i suoi messaggi e pretende che tutti gli interessati gli rispondano. Non ti sfiora il dubbio che qualcuno possa non trovare nulla di intelligente o saliente nei tuoi ragionamenti sì da non sentire il bisogno di rispondere?

comunque, visto che per l'ennesima volta mi tiri per la giacchetta, eccomi qui come al solito.

cito:
"Indipendentemente dal fatto che Dudley sia o non sia un professionista, rimane il fatto che quello che ha scritto rappresenta un punto di svolta."

questo è un giudizio di valore che poni tu ad uso argomentativo tuo proprio. Io non ci vedo nulla di "discriminante" e "epoch-making" nel post incriminato di Dudley. Già qui le nostre strade si dipartono irrimediabilmente.

cito:
"Tanto che ci sono persone, numerose, che si occupano di vino e hanno facoltà di esprimersi sui vari media, in maniera sia professionale sia dilettantesca, che hanno preso posizione a favore di quel modo di esprimersi. La qual cosa mi dà molto da pensare, come ho già espresso sul forum di Porthos."

pensa... pensa... pensatore mio.

cito:
"Le regole della comunicazione cambiano, non eri tu che dicevi che ormai internet rende obsolete le guide e le testate "ufficiali", e chi ha cartucce le spara on line, e il resto sono residuati del passato guttemberghiano?"

e questo che c'entra? E' vero ci sono membri di diversi forum che esibiscono conoscenze notevoli di aree e vini particolari, ma qui si tratta del contrario, cioè di una identificazione impropria di un privato con una testata.
come se quello che scrive Pinco Pallino sul forum del Gabmero, venisse stigmatizzato dal curatore di Porthos o Bibenda come "ecco! la vecchia critica enologica!".

cito:
"Stante il diritto di Dudley di esprimersi come gli pare, credo che si faccia bene a considerare che significato abbia una simile maniera di esprimere il proprio maggiore o minore gradimento o meno di un dato vino, senza aspettare che certe enormità debbano prima varcare le porte di una redazione di settore."

su questo sono d'accordo.

p.s. - auguri per le tue vendite... ih ih ih...

25 Giu 2005 | ore 11:44

Ma no, scusate, scusate e ancora scusate.
Forse sbaglio io a intromettermi in casa altrui. Che ognuno si esprima come sente, vuole o deve e finiamola lì.
Credevo di dire cose ovvie e non vorrei certo passare per un pierino bacchettone. Solo che le cose (il clima, i rapporti, le frequentazioni) prima erano diverse (senza nostalgie da reduci) e oggi tutto è più forte, hard, tosto ecc...
Perchè tutto è più commerciale e i puri o i compromessi, i riflessivi o i dudleysti razzolano in un modo o nell'altro nello stesso orto: per passione, per interesse, per curiosità.
E l'orto è diventato piccolo, la crisi ha segmentato la borghesia e se dici che ti è piaciuto un vino da 100 euro trovi quello che si straccia le vesti perchè c'è chi al supermercato... se poi sei un personaggio pubblico, di questi tempi hai chiuso.
Moralismo e crisi sono un cocktail esplosivo.
Quindi che il nuovo linguaggio e la nuova critica enologica prosperino e si diffondano.
Chi se ne frega se tizio è un privato cittadino o un critico-giornalista-esperto o cos'altro tanto il genere è in ribasso.
Che sarà mai scrivere dell'eiaculazione di un coatto.
Prendiamo esempio dal calcio che rivela i veri comportamenti di massa.
Come gridano nelle curve dei vari stadi all'avversario?
"De-vi mori-ree".
Un modo di dire.
Noo?

25 Giu 2005 | ore 18:03

cito:
"Rossano, ma chi ti dà il diritto di "pretendere" delle risposte ai tuoi illeggibili messaggi?
E' la prima volta nella mia storia di frequentazione di Forum - qualsiasi tema - che un forumista posta i suoi messaggi e pretende che tutti gli interessati gli rispondano. Non ti sfiora il dubbio che qualcuno possa non trovare nulla di intelligente o saliente nei tuoi ragionamenti sì da non sentire il bisogno di rispondere?"

E chi pretende nulla? Tu riporti, e io riporto. Se non ti va di rispondere di là non rispondi, se non ti va di rispondere nemmeno di qua non rispondi nemmeno di qua. Io infatti ho parlato di rimpiattino, mica della pretesa di avere una risposta.

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cito:
"questo è un giudizio di valore che poni tu ad uso argomentativo tuo proprio. Io non ci vedo nulla di "discriminante" e "epoch-making" nel post incriminato di Dudley. Già qui le nostre strade si dipartono irrimediabilmente."

Questo è esattamente l'argomento della discussione. C'è chi dice che la nota di Dudley è una cosa normale, e chi no. Avere opinioni diverse su questo punto che è la premessa del discorso non significa non avere più nulla da dire, significa esattamente avere cose da dire: se si è della stessa opinione discussioni non se ne fanno. Che poi nonostante visioni diverse non si abbia voglia di affrontare certe discussioni, questo può avere tanti significati. Ad esempio i tifosi delle opposte curve dentro uno stadio non discutono, si mandano a quel paese e basta. Anzi, si esprimono in un certo modo proprio per evitare che la dialettica sul calcio possa decollare. Deve rimanere al "devi morire" perché a volte allo stadio non si va per vedere la partita ma per fare il tifo, e in quel caso si ha bisogno di nemici, e basta.

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cito:
"e questo che c'entra? E' vero ci sono membri di diversi forum che esibiscono conoscenze notevoli di aree e vini particolari, ma qui si tratta del contrario, cioè di una identificazione impropria di un privato con una testata.
come se quello che scrive Pinco Pallino sul forum del Gabmero, venisse stigmatizzato dal curatore di Porthos o Bibenda come "ecco! la vecchia critica enologica!". "

Ho riletto tutti gli interventi di Bonilli in merito, qui e su ToD. Rimango sorpreso, perché non trovo nessun passaggio in cui Bonilli attribuisca a Porthos (Porthos rivista ovvero editore) o alla sua redazione o ai suoi collaboratori la paternità o anche solo la responsabilità della nota di Dudley.
Ripercorrendo:
Su questo blog, i luoghi in cui le parole di Bonilli vanno più vicino a Porthos sono questi:
- "Ho letto questa incredibile revolverata verbale nel forum di Porthos"
Io leggo: "nel forum di Porthos", non: "su Porthos", o: "da quelli di Porthos" o altre notazioni più o meno ambigue.
- "L'altro filone è quello moralista-integralista, non è identificabile con qualcuno in particolare ma è un nuovo humus e ha bisogno, per dar forza ai propri giudizi, di demonizzare "l'altro" "
Qui si parla di "filoni" generali, diffusi nel mondo del vino. Se da una parte si fa esplicito riferimento a Critical Wine, riguardo al "filone" rappresentato dalla nota di Dudley si dice appunto che "non è identificabile con qualcuno in particolare ma è un nuovo humus". Credo che sia una formulazione abbastanza chiara, inequivoca.

Sul forum di ToD:
- "Prendete esempio dal moschettiere."
Si sa benissimo che "moschettiere" è sinonimo di forumista di Porthos, e non di collaboratore di Porthos. Moschettiere è sempre stato chiamato anche grandebozzo, e Athos, e altri, che non hanno mai avuto rapporti con la redazione, ma nondimeno hanno incarnato appieno lo spirito del forum di Porthos, che come ben sai a sua volta è affatto distinto dalla rivista e dall'editore.
- "Ho riportato le due righe che fanno parte dell'humus dei moschettieri"
Vedi sopra. Rafforzato dall'espressione "humus dei -". L'humus è la condizione ambientale, non il soggetto considerato. Analogamente i lettori della rivista mensile del Gambero potrebbero essere l'humus della Guida del Gambero come redazione, etcetera.
- "Mi scuso se ho turbato la felice armonia di questo sito riportandovi uno scorcio della vita reale che nel frattempo c'è nelle redazioni, nelle cantine e nei forum."
Nelle redazioni, nelle cantine, nei forum. Plurali, ed elencate; nessuna relazione evidenziata o anche solo sottesa. Non mi risulta che vi sia identità né delle redazioni né dei forum con le cantine. Si tratta quindi evidentemente di una espressione che vale come: "il mondo del vino".
- "C'è forse qualcuno in giro che ci dà dei corrotti, magari in televisione?" Esplicito riferimento alla denuncia di Sangiorgi nella trasmissione "Report" di Rai Tre. Ma giunge a puntuale risposta alla tua accusa di soffrire di "un certo disagio da accerchiamento o senso di persecuzione". Non ha alcuna relazione con la nota di Dudley.

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cito:
"cito:
"Stante il diritto di Dudley di esprimersi come gli pare, credo che si faccia bene a considerare che significato abbia una simile maniera di esprimere il proprio maggiore o minore gradimento o meno di un dato vino, senza aspettare che certe enormità debbano prima varcare le porte di una redazione di settore."

su questo sono d'accordo. "

Cos'altro c'è da dire, allora? Mi pare che non solo i miei interventi, ma anche quelli di Bonilli, alla luce dell'analisi appena affrontata, abbiano esattamente questa logica e questo focus. La tua idea che, prendo ancora da ToD: "dalle parole di Colonna [alias Bonilli] sembrerebbe che Dudley faccia parte della redazione del sito o della rivista", risulta ai miei occhi del tutto gratuita.

Ancora, visto che Bonilli non ha mai parlato di "critica enologica professionale, o giornalistica", ma semplicemente di "critica enologica", questa tua affermazione:
"non essendo il signor Dudley un giornalista, né avendo mai pubblicato un articolo su qualsivoglia rivista del vino, mi sembra leggermente improprio prendere un suo sfogo personale come esempio di "nuova critica enologica"
mi sembra anch'essa arbitraria e mal impostata, visto che non è certo necessario che il primo esempio di una ipotetica "nuova critica enologica" debba nascere o svilupparsi o affermarsi per forza sulle testate specialistiche, o per bocca o per penna o per tastiera dei relativi professionisti.

Una volta tanto, quello in imprevedibile carenza di lucidità e che mette le parole in bocca agli altri mi pare che sia tu.

P.S. : ho cercato di rendere più leggibile la mia illeggibile prosa. Spero che lo sforzo sia stato fruttuoso.

26 Giu 2005 | ore 12:48

Mi sembra insomma che ci si attacchi ad un rilievo formale del tutto minore (e secondo il mio modo di vedere formalmente scorretto, surrettiziamente introdotto nel discorso) per non affrontare il tema centrale: che cosa rappresenta una nota di degustazione come quella di Dudley, e l'apprezzamento che da più parti, variamente qualificate, essa suscita?

Tema importante per tutti, peraltro, perché le risposte a questa domanda spiegano molte cose non solo della "nuova critica enologica", ma anche di quella "vecchia". Come ho detto altrove, a me la nota di Dudley piace tanto quanto lo Chardonnay di Planeta a cui è dedicata.

26 Giu 2005 | ore 12:58

cito:
"Cos'altro c'è da dire, allora? Mi pare che non solo i miei interventi, ma anche quelli di Bonilli, alla luce dell'analisi appena affrontata, abbiano esattamente questa logica e questo focus. La tua idea che, prendo ancora da ToD: "dalle parole di Colonna [alias Bonilli] sembrerebbe che Dudley faccia parte della redazione del sito o della rivista", risulta ai miei occhi del tutto gratuita."

Rossano,

potrei rispondere punto su punto alle tue osservazioni, credo che tu non abbia dubbio al riguardo, ma proprio non ne sento nessun bisogno né voglia. Però il punzecchiamento telematico, dove più gentile dove più tafanico, che operi ai miei danni da un po' di tempo, richiede - per un minimo di amor proprio - almeno la precisazione dei miei pensieri stravolti dalle tue citazioni.
Dopodiché, sei libero di lanciarti nel tema prediletto della sociologia e netiquette del wine-talk nell'era di internet.

allora, con sommo dispiacere, devo occupare ancora qualche riga per precisare:
Bonilli, alias Colonna, avvia un thread sul forum di ToD intitolato "La nuova critica enologica" (ripeto "LA NUOVA CRITICA ENOLOGICA", e non "INCREDIBILE MESSAGGIO DEL SIG. DUDLEY") e tutto ciò a partire da un giudizio pubblicato da un privato cittadino, appunto il Dudley, sullo Chardonnay 2003 de La Planeta, sul forum della rivista Porthos.
L'utilizzo del termine "moschettiere" è un segnale chiarissimo - almeno ai miei occhi - dell'improprio tentativo di identificazione del messaggio inviato dal privato Dudley - libero ospite di un libero forum - con l'intera ciurma di Porthos e sua linea editoriale.
Ma c'è qui Bonilli, chiediamo a lui se la nuova critica enologica è rappresentata dal solo Dudley, oppure se con quel "moschettiere" lui intendesse altri obiettivi polemici.

Di interventi duri e derisori contro questo o quel vino se ne sono letti a centinaia negli ultimi anni sui vari forum del vino. Il mondo del vino e del giornalismo enogastronomico cambieranno radicalmente dopo l'intervento di Dudley e il kulturkampf del Rossano Ferrazzano? chiedo scusa a entrambe preventivamente, ma io penso proprio di no.
(il che non significa che il commento di Dudley debba considerarsi "normale", ma tu ora cambi i termini della discussione a seconda di come si sviluppa, passando nella tua ultima risposta dal problema della "normalità" di quel giudizio, rispetto al precedente tuo assunto che esso rappresenti un "punto di svolta").
Punto di svolta? va bè va.

scusa ma non ho né tempo né voglia di seguirti nei tuoi ragionamenti in questa materia.

p.s. - Rossano, segui il consiglio di Bonilli... vista una certa situazione, professati anche tu l'Anglicano, conviene, hi hi hi.

26 Giu 2005 | ore 19:28

cito:
"L'utilizzo del termine "moschettiere" è un segnale chiarissimo - almeno ai miei occhi - dell'improprio tentativo di identificazione del messaggio inviato dal privato Dudley - libero ospite di un libero forum - con l'intera ciurma di Porthos e sua linea editoriale."

Mah... io ho argomentato del perché e del percome ai miei occhi è chiaro che questo termine non abbia la valenza che tu dici. Tu invece decidi in proprio, e sulla base di tue impressioni - o di tue necessità polemiche?- attribuisci intenzioni ad altri, senza argomentare altro. A questo punto aspettiamo l'interpretazione autentica. Rimane il fatto che cominciamo quanto meno a porre un punto: che c'è bisogno dell'interpretazione autentica, perché non esiste assolutamente un inequivoco appoggio testuale alla tua tesi.
Anzi, di punto ne mattiamo anche un secondo: l'argomento è laterale. Centrale è la valenza ambientale di quel messaggio, l' "humus", come è stato chiamato, che quel messaggio rivela.

Punto di svolta, manifestazione anormale, chiamiamola come vuoi; se vuoi dire che non è un evento epocale, sono d'accordo. Nondimeno, per me rimane qualcosa su cui riflettere, e molto. E' indubbiamente una cartina di tornasole quantomai significativa. Come vada letta, di questo si può anche discutere.

Intanto noto che hai lasciato cadere nel più assoluto silenzio il mio passaggio sulla "vecchia critica enologica", e sul mio scarso gradimento dello Chardonnay di Planeta. Invece io lo ritengo un passaggio centrale, e mi sorprende che tu non ne colga o non ne voglia raccogliere la rilevanza.

26 Giu 2005 | ore 21:12

Un'ultima cosa, a proposito del punzecchiamento telematico: non è intenzionale, è semplicemente che in questo momento pensiamo in una maniera assolutamente antipodica, pare su tutto, praticamente. A volte mi sorprende enormemente, come nel caso discusso altrove del film della Sgrena.
Può consolarti in parte il fatto che in questo periodo mi ingaggio in lunghe discussioni più o meno polemiche anche con altri, molti altri. Insomma, non ce l'ho con te in particolare.

26 Giu 2005 | ore 21:31

cito:
"Mah... io ho argomentato del perché e del percome ai miei occhi è chiaro che questo termine non abbia la valenza che tu dici. Tu invece decidi in proprio, e sulla base di tue impressioni - o di tue necessità polemiche?- attribuisci intenzioni ad altri, senza argomentare altro."

Rossano. Porthos - da cui il nome della rivista di Sangiorgi - chi era?

- un pompiere?
- uno spazzino?
- un moschettiere?

il termine moschettiere è invalso sul forum di Porthos e in altri forum per designare tutte le persone, o almeno alcune (Grandebozzo, Aramis) che erano/sono in stretti legami con la pubblicazione di Sangiorgi, e che hanno collaborato alla detta rivista.
Anche tu sei un moschettiere, dunque, grazie al tuo articolo sul Barbacarlo di Lino Maga! Forse Bonilli si riferiva anche a te con quel "prendete esempio dal moschettiere"? forse, se si considera la figura del moschettiere come significante un generico tipo di giornalista gravitante - come collaboratore saltuario o redattore - della rivista "P-O-R-T-H-O-S" (dal romanzo di Dumas, ma non debbo star qui a spiegarti da dove venga il nome Porthos, nome di moschettiere).

cito:
"se vuoi dire che non è un evento epocale, sono d'accordo. Nondimeno, per me rimane qualcosa su cui riflettere, e molto."

oh, questa è un prospettiva che mi pare meglio posizionata, rispetto a quella irrealistica del "punto di svolta".

cito:
"Intanto noto che hai lasciato cadere nel più assoluto silenzio il mio passaggio sulla "vecchia critica enologica", e sul mio scarso gradimento dello Chardonnay di Planeta. Invece io lo ritengo un passaggio centrale, e mi sorprende che tu non ne colga o non ne voglia raccogliere la rilevanza"

scusa se sono tardo, ma cosa dovrei cogliere o raccogliere nelle tue parole su questo vino o sulla "vecchia critica enologica"? e perché dovrei?
per ora non ho speso una singola parola sullo Chardonnay 2003 de La Planeta (non ho ancora avuto la possibilità di assaggiarlo).
Fino a questo momento gli argomenti di discussione sono stati:

- il valore o disvalore del giudizio di Dudley sullo Chardonnay 2003 di Planeta, e relativo impatto critico e "di svolta" sul mondo del giornalismo italiano del vino (o sul mondo della critica dilettantistica del vino che passa su Internet)
- il significato del titolo scelto dal Sig. Bonilli per il suo j'accuse su ToD contro i modi nuovi di esprimere critiche a vini che sono considerati non meritevoli dei punteggi che prendono ("La nuova critica enologica")
- l'esistenza di una impropria identificazione di Porthos e dei moschettieri (giornalisti e non) che attorno a questa rivista gravitano, con il messaggio postato da Dudley.

se vuoi discutere dello Chardonnay 2003 di Planeta e del tuo giudizio su questo vino, facciamolo.

26 Giu 2005 | ore 22:04

cito:
"Un'ultima cosa, a proposito del punzecchiamento telematico: non è intenzionale, è semplicemente che in questo momento pensiamo in una maniera assolutamente antipodica, pare su tutto, praticamente. A volte mi sorprende enormemente, come nel caso discusso altrove del film della Sgrena.
Può consolarti in parte il fatto che in questo periodo mi ingaggio in lunghe discussioni più o meno polemiche anche con altri, molti altri. Insomma, non ce l'ho con te in particolare."

tanto meglio.
idem per me.

26 Giu 2005 | ore 22:05

cito:
"Ancora, visto che Bonilli non ha mai parlato di "critica enologica professionale, o giornalistica", ma semplicemente di "critica enologica", questa tua affermazione:
"non essendo il signor Dudley un giornalista, né avendo mai pubblicato un articolo su qualsivoglia rivista del vino, mi sembra leggermente improprio prendere un suo sfogo personale come esempio di "nuova critica enologica"
mi sembra anch'essa arbitraria e mal impostata, visto che non è certo necessario che il primo esempio di una ipotetica "nuova critica enologica" debba nascere o svilupparsi o affermarsi per forza sulle testate specialistiche, o per bocca o per penna o per tastiera dei relativi professionisti."

e di che "nuova critica enologica" parlava dunque il Sig. Bonilli nel suo messaggio su ToD? si riferiva solo ai messaggi che i privati consumatori si scambiano sui forum dove postano? egli non aveva assolutissimamente in mente di tirare in ballo Porthos o altre riviste della critica professionista?
allora è solo tutto un dibattito sulla netiquette da seguire sui forum del vino, e nulla c'entra la critica professionista che pubblica in cartaceo. Così devo capire?
ma se le cose stanno così, perché allora utilizzare il termine moschettiere, che tutti sappiamo alludere immediatamente ad una precisa rivista dal non equivocabile nome "Porthos"?
e perché non includere nella geremiade contro la "nuova critica enologica", così biasimevole, anche i vari giudizi impietosi e carichi di vilipendio che si sono letti o possono leggere sul forum del Gambero o su altri forum?

26 Giu 2005 | ore 22:16

Interrompo il ping pong tra La Mothe e Rossano per dare l'interpretazione autentica.
Ho parlato di humus e il mio intervento voleva far notare che nell'ambito porthosiano -che c'entra la redazione? quella la immagino piccola - il linguaggio nei confronti degli "altri" spesso era violentissimo. Tra l'altro ho preso spunto per il mio intervento da un attacco di Dudley a Bibenda che non mi sembra esattamente terreno gambero, anzi.

27 Giu 2005 | ore 09:42

scusi, ma cosa intende per "ambito porthosiano"?
se intende solo i privati consumatori che su quel forum scrivono, perché intitolare il suo albero di discussione su ToD "La nuova critica enologica"?

27 Giu 2005 | ore 11:00

"...il termine moschettiere è invalso sul forum di Porthos e in altri forum per designare tutte le persone, o almeno alcune (Grandebozzo, Aramis) che erano/sono in stretti legami con la pubblicazione di Sangiorgi, e che hanno collaborato alla detta rivista."

"...il termine moschettiere, che tutti sappiamo alludere immediatamente ad una precisa rivista dal non equivocabile nome "Porthos"... "

Contesto fermamente. Il termine moschettiere è stato ed è usato correntemente [b]quantomeno[/b] sia per chi ha avuto contatti con la redazione, sia per chi ha semplicemente frequentato il forum. Vedi Athos, che per spirito e anche per via del nickname scelto è un moschettiere per eccellenza, ma non mi risulta abbia mai avuto rapporti con la redazione. Ancora, quando cortomaltese, che pure non ha mai avuto contatti con la redazione, ha abbandonato il forum di Porthos (dico il forum) per passare a quello di Ryan, si è riferito a quello come ai "moschettieri". Porthos, P-O-R-T-H-O-S, è il nome sia della rivista sia del forum; di conseguenza "moschettieri" sono sia i redattori e i collaboratori, sia i puri e semplici forumisti -anzi soprattutto loro, specie quando si scrive su internet, per quanto mi riguarda. Che poi ci sia vistosa intersezione fra le due accezioni di "moschettiere", questo parla di come oggi la linea di separazione fra critica professionista a stampa e critica su internet di natura dilettantistica, o addirittura "diportistica", privata, sia labile e sfumata. Da internet alla stampa ormai il passo può essere assai breve.

Anche ma non solo per questo motivo, non è assolutamente necessario, oggi, che le "nuove critiche enologiche" passino per le testate ufficiali. L'informazione, anche quella di massimo profilo, non funziona più solo in [i]broadcasting[/i], ma anche e soprattutto in [i]networking[/i]... non più solo [i]push[/i], ma anche e soprattutto [i]pull[/i]. Occuparsi e preoccuparsi solo della critica a stampa, e/o trattare fenomeni diffusi e significativi, resi manifesti dall'eccessività estremistica della nota di Dudley, come se fossero pure e semplici attività private di privati in privata sede, come se fosse solo questione di netiquette, è ignorare la realtà della attuale comunicazione specializzata, è pretendere di chiudersi in una dimensione guttemberghiana che sicuramente non è la tua. Men che mai è la tua. Sono io quello che fa [i]armchair antropology[/i], mi pare; tu sei stato anche in America, queste cose le respiri molto più di me.
Pertaltro, quando questi termini passano per la tastiera di Bonilli, che da tempo sottolinea proprio da questo spazio l'importanza dei blog e della simile comunicazione destrutturata in rete, il loro significato è evidentemente lato. Pensieri che anche tu hai espresso più volte, sia su Porthos sia sul Gambero.

Infine abbiamo l'interpretazione autentica.

Insomma, tua percezione, come a me era parso evidente sin dal principio; forse particolarmente utile per ripercorrere e rinfacciare nuovamente il già usato luogo della sindrome da accerchiamento, ma mal fondata.

Quanto al riferimento alla "vecchia critica enologica", in quanto vecchia evidentemente non è rappresentata dalle note allo Chardonnay 2003, ma dalle note e dai premi assegnati alle annate precedenti. Il vino più o meno sempre quello è, da diversi anni. Mi sembra strano che tu non colga il punto, ma il discorso evidentemente non ti sfagiola, in questo momento e in questi termini. Strano...

27 Giu 2005 | ore 11:36

cito:
"Infine abbiamo l'interpretazione autentica"

esatto, e tanto mi basta per erigere un argine definitivo al tuo poligrafismo.
Sono contento e soddisfatto di apprendere direttamente dal sig. Bonilli che egli nel suo attacco alla "nuova critica enologica" si riferisce a tutto tranne che alla stimata rivista "Porthos"; egli si riferisce invece ad un non ben definito "ambito porthosiano" di forumiti simpatizzanti della detta rivista (ma per nulla collegati o collegabili ad essa), il cui unico chiaro rappresentante sarebbe il Dudley.

Rimane per me di dubbia pertinenza la definizione di "critica enologica" (nuova o vecchia che sia) per un tal "ambito" di privati che nulla hanno/avrebbero a che fare con il mondo del giornalismo professionistico; ovvero personaggi come il Dudley, che postano note di degustazione a livello puramente hobbistico e non porfessionale sui vari forum del vino on-line.

27 Giu 2005 | ore 12:29

Dire che il sig. La Mothe Le Vayer sia uno che spacca il capello, è dire poco.
Per me professionista, nel senso di facente parte dell'ordine dei giornalisti, una persona che faccia critica enologica a un certo livello (di continuità e di conoscenza) è un critico.
Oppure si deve intendere che i professionisti sono solo coloro che vivono del lavoro che considerano primario, almeno idealmente?
Molte sono le professioni dove i professionisti devono fare un'altra professione per campare, ciò non toglie che siano professionisti.
Ma tutto questo mi sa tanto di capzioso in quanto con i nuovi strumenti è critico enologico o gastronomico anche chi ha un blog autorevole.
Perchè no?
Comunque tutto era partito dalla eiaculazione di un coatto e non dalla distinzione tra professionista o meno.
E per me, che l'ho aperta, la questione è chiusa.

27 Giu 2005 | ore 18:44

Sig. Bonilli, come avrà chiaramente capito, non ce l'ho affatto con lei. Anzi, nella sostanza solidarizzo integralmente con il contenuto del suo messaggio. Ma qualcuno non perde occasione di spaccare il capello (certo, solo io), e dunque...
Seguendo questa linea di comportamento, permetterà di Cheersare un po' anche a me

cito:
"Per me professionista, nel senso di facente parte dell'ordine dei giornalisti, una persona che faccia critica enologica a un certo livello (di continuità e di conoscenza) è un critico."

dunque devo dedurre che lei non riterrebbe improprio di essere messo sulla stesso piano professionale e deontologico di privati cittadini che nella veste di forumiti postano continue recensioni di ristoranti e gastronomie sul forum del Gambero o altri forum, giusto? E che di conseguenza, il valore oppure la gravità di un suo editoriale pubblicato su "Gambero Rosso" sono perfettamente equipollenti a quelle che può esprimere il messaggio pubblicato su un qualsiasi forum da un pubblicista privato che si occupa abitudinariamente di cibo e ristorazione, giusto?

cito:
"Oppure si deve intendere che i professionisti sono solo coloro che vivono del lavoro che considerano primario, almeno idealmente?"

io proprio questo credevo...

saluti a lei. Anche per me la questione è chiusa, e lo sarebbe stato fin dall'inizio, se non ci fosse qualche fastidioso tafano telematico che mi rincorre di forum in forum...

27 Giu 2005 | ore 19:37

Ma la mothe le vayer non ha nulla da fare tutto il giorno???
Di logorroici così non ne ho mai incontrati!
scrive...scrive...scrive..........!!!!!!!!!!!!!!!e basta per favore!!!!

lux

30 Giu 2005 | ore 13:02

... minchia , vuoi vedere che quel c****ne del Direttore si riferiva a me , quando parlava di "moschettiere"? ( PS , oltre 1000 interventi sul forum di Porthos)... stia in guardia , messere!!!

08 Lug 2005 | ore 08:58

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