27
Lug 2005
ore 17:38

Jam session in cucina

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Le radici della nostra cucina lette attraverso i piatti dei migliori cuochi e cuoche della penisola.
Questo è il tema posto a ognuno di loro.
Lo svolgimento lo vedremo il 10, 11 e 12 ottobre nelle cucine della Città del gusto.
Sono stati lasciati liberi, le cuoche e i cuochi: liberi dalla tirannia di un menù, tanto che la cena del 10 ottobre avrà caratteristiche e menù assolutamente atipici, senza la classica divisione in antipasto, primo, secondo e dessert.
Liberi di creare il piatto che più rappresenta ognuno di loro.
Liberi nell'uso delle materie prime.
Credo che sarà molto interessante la cena: 500 persone che incontreranno una serie di solisti, alcune volte in quartetto, altre volte in jam session.
Le cuoche e i cuochi premiati con le tre forchette sono i protagonisti dei primi due giorni, gli emergenti, le nuove leve, sono i protagonisti della terza giornata.
Con loro proveremo a vedere a che punto sono le cose: le radici della nostra cucina oggi, qui, in un'Italia in recessione, che non ama i suoi ristoratori, che se può spernacchia i nomi famosi.
Un'Italia che disconosce l'alta ristorazione, che contrappone la trattoria al ristorante, come se l'una non fosse l'humus dell'altra.
In quest'Italia un po' cialtrona proveremo a dire cose utili a capire il mestiere del cuoco.
Proveremo a fare una cena secondo un nuovo linguaggio.
Ci riuniremo in 500 per mangiare.
Già, mangiare, verbo assurto a ben altri significati e perciò degradato, corrotto e corrompente.
Mangiare non si dice...e invece si, e invece dopo il fare (dei cuochi) ci sarà il mangiare, dei partecipanti e poi il dire, dei protagonisti.
Ma non sarà un monologo, piuttosto sarà una grande jam session

commenti 18

La Baresani attira...il cuoco ammoscia?

28 Lug 2005 | ore 11:04

Caro Direttore,

con tutto il rispetto per la interessante manifestazione: ammosciano le tariffe applicate per poter partecipare e/o "mangiare".

Se devo "mangiare", trovo più sensata la traiettoria da Lei tracciata nell'argomento trattoria di qualche giorno fa su questo blog.

Cari saluti

28 Lug 2005 | ore 12:03

A proposito di guide e recensori. Avete visitato il mangione? una iperguida ai ristoranti scritta dai clienti. molto interessante. che sia il futuro?

28 Lug 2005 | ore 12:58

Scusate, ho sbagliato topic, volevo inserirlo in un altro. Perdonatemi.

28 Lug 2005 | ore 12:59

Tra l'altro tra blog, rivista e forum sarà almeno la decima volta che il direttore disegna il panegirico della manifestazione
Di cosa dovremmo parlare? Cosa dovremmo commentare? E' solo auto pubblicità di una iniziativa commerciale. Legittima, per carità, ma non è che ci sia molto da discutere

Chi è interessato all'evento, e soprattutto se lo può permettere, visti i costi proibitivi, si iscriverà. Tutti gli altri non possono fare altro che augurare a questi pochi fortunati "buon appetito"

28 Lug 2005 | ore 18:56

Per me, il punto non è il "panegirico". Anzi. E' giusto dare risalto a un'iniziativa culturale (più che mangereccia, a dire il vero).
Come lettore della rivista mi auguravo un'iniziativa significativa dopo i vari commenti degli chef italiani alle mirabilie spagnole. Mirabilie? Ben venga "dire, fare, mangiare". Perbacco!
Il problema nasce da un contrasto di numeri.
Un evento dedicato a 500 persone (non 5 o 50!, quindi con intento più "popular") può associarsi a tariffe così esose? O si è pensato di scremare? O, perdoni Direttore, di dosare la pressione sul sifone?

28 Lug 2005 | ore 19:51

Beh, immagino che dei 500 almeno 300 siano invitati e non paghino niente. Quindi i 200 sfigati devono pagare anche per i privilegiati

In fondo è la storia del mondo:-))

28 Lug 2005 | ore 20:50

Si potrebbe rispondere, non volendo discutere, che alcuni sono dei demagoghi. Punto e basta.
I costi esosi?
Se andate a San Sebastian pagate 470 euro più IVA e se volete la sezione sulla cioccolata ne aggiungete 75 più IVA. Non mangiate nulla ma guardate, ascoltate e prendete appunti.
La cena delle tre forchette costa 165 euro e 135 per gli abbonati speciali.
Perchè continuare con la litania dei prezzi esosi?
Se andrete a Identità Golose pagherete circa 300/350 euro.
Perchè una iniziativa complessa e costosa dovrebbe essere venduta in perdita? E chi l'ha detto che dei 500 partecipanti alla cena 300 non pagheranno?
Non vi sembrano sciocchezze a piede libero? Dette così, per intervenire e far risaltare la propria personalità critica.
I prezzi sono assolutamente calibrati e giusti, per chi è interessato.
Il vero problema è questo: uno che si prende il disturbo di obiettare che io a casa mia continuo a publicizzare una cosa che organizza il Gambero o è provocatore o ci fa. Cosa dovrei fare? Parlare di qualche altro editore? Divulgare iniziative concorrenti?
Questi tre giorni sono dedicati a chi è interessato, a chi ha qualcosa da dire e da sentire.
Gli altri io non li cerco e non si capisce perchè devono intervenire per dire sciocchezze.
Le critiche sono altra cosa, non sono la litania dei prezzi esosi. Esosi rispetto a cosa?
Per tre giorni, se sei un appassionato, ti confronti con i migliori cuochi italiani, non è la cena, l'abbuffata, è un discorso più complesso, si parlava di radici della cucina.
Perchè una ventina di cuochi alloggiati a Roma per tre giorni, che cucinano per 500 persone e che poi intervengono uno per uno dovrebbero essere uno spettacolo gratuito o a 100 euro?
Qual è la scala di valori?
Io chiedo di intervenire a quelli interessati non ai passanti che senza sapere per cosa pagano devono sentenziare: è esoso.

28 Lug 2005 | ore 22:17

Sui costi ognuno rimane della sua idea

Ma il senso di motli interventi non era questo. vale a dire una critica all'iniziativa, o al fatto che lei sul suo sito ne faccia la pubblicità. Impossibile non ritenere questo lecito, come del resto è stato scritto

Ma immagino che a molti quello che abbia dato fastidio sia stata la frecciatina del suo primo post. Siccome nessuno interveniva con dei commenti, lei se n'è uscito con questa battutina: "La Baresani attira...il cuoco ammoscia?"

Come dire: ma come, su questa cosa così importante non avete niente da dire?

Da qui la reazione dei lettori, ai quali questo rimporvero non è andato giù. E appunto, le ripeto: cosa c'è da commentare? Anche perché, ripeto, è almeno la decima volta che lei parla dell'argomento. Che tipo di commenti si aspetta?

28 Lug 2005 | ore 23:59

Caro Direttore,
chi scrive è una persona fortemente interessata all’evento “dfm”. E’ un’iniziativa molto qualificata ed è giusto che sia messa in risalto. Mi pare di aver già espresso, con garbo, questo concetto.
Alla sua domanda “...il cuoco ammoscia?” mi sono permesso di osservare, in sintesi, che probabilmente ammosciano quei 165 euro per una cena cui partecipi stando seduto accanto ad altri 499 “commensali”. Non sono agorafobico. Tutt'altro. Però, anche se parliamo di 500 partecipanti fortemente motivati, il contatto con i migliori cuochi italiani rischia di diluirsi.
Lei dice che si tratta di un prezzo calibrato e giusto. Uno potrebbe non esser d’accordo, anche in casa sua. Non per questo, però, si tratta necessariamente di un passante demagogo avvezzo a sentenziare, mentre intona litanie...
Con stima, linus

29 Lug 2005 | ore 11:01

Lo ripeto, la Baresani attizza perchè il gossip (c'è anche nel nostro mondo, non scherziamo)piace e invece qualche cosa da dire sui cuochi le radici della nostra cucina, che so, un pensierino che vada oltre il dibattito se Pierangelini è il primo o il terzo, questo no. E il tutto viene ribadito come cosa normale, vinogaudente me lo ribadisce tranquillamente come se fosse la cosa più ovvia del mondo oltrettutto sbuffando perchè io parlo di queste cose (sempre in modo diverso, ogni volta aggiungendo un elemento. Certo, se uno legge prevenuto...).
E allora provo ad essere un lettore e dico cosa mi piacerebbe il 10, 11 e 12 ottobre, dico le domande che vorrei fare. Questo, lo capisco, è uno sforzo titanico, ma ci provo.
Mi piacerebbe, a proposito di Pierangelini (così prendiamo due piccioni con una fava) che raccontasse la genesi di un piatto, dalla materia prima base ai corollari e della materia prima mi raccontasse la sua esperienza di ricerca, perchè quel tipo di piccione, come sceglie il pesce, il lavoro di ricerca sull'olio e via di questo passo.
Da Cedroni mi piacerebbe sapere la sua evoluzione dopo la folgorazione avvenuta a Roses in cucina con Ferran Adrià, magari scandita per piatti (ed essendo presente a quel viaggio avrò delle domande da fargli).
Mi piacerebbe che Nadia Santini spiegasse come riesce a mantenersi grande rispettando la tradizione e di quali piatti è più intrigata.
Vorrei che Beck raccontasse la particolarità del cucinare in albergo.
Avrei una domanda per Esposito, sarei curioso di dialogare con Vissani e pensando di averlo a disposizione per un'ora, su un palcoscenico, con accanto un girnalista del GR che gli fa domande penserei l'occasione ghiotta.
Insomma, uscendo dalla passività o dall'intervento nel forum, questi tre giorni offrono la possibilità di dialogare, faccia a faccia, che una trentina di cuochi. E negli intervalli di avere coffee breack e pranzo.
E' così normale, così abituale, così banale da meritare l'alzatina di spalle con sbuffo scocciato?
Aggiungo che le persone sono 500 per la cena ma 300 nei due giorni successivi e che i cuochi si alterneranno sul palcoscenico, in due sale e così uno potrà scegliersi chi ascoltare, a chi fare domande e il tutto sarà visibile nel circuito TV della Città del gusto.
Tutta la Città del gusto sarà in modalità WI FI e quindi chi verrà con il suo computer potrà essere cronista in prima persona. Sarà la seconda puntata del Blog si mangia?
E sui prezzi: 135 euro per la cena, tariffa abbonati speciali, lo trovo normale, in linea non caro. E poi se è caro uno non ci viene. Punto. Trovo singolare che non ci venga e però senta il bisogno di intervenire per dire che è caro. Il resto delle tariffe le trovo in linea con i costi e vi invito ad andare a vedere cosa costa tre giorni di convegno tematico alla Bocconi.
Beh, per quello che riguarda il cibo, l'appuntamento di DFM e come e più della Bocconi, non è per tutti, questo lo capisco e infatti ci sono solo 300 posti.
Mentre discutiamo le prenotazioni sono già molte, penso che sarebbe più utile discutere dei contenuti. Tutto qui.

29 Lug 2005 | ore 12:05

io sono stato alla cena giapponese ho pagato 300 euro in due partendo da brescia e chiudendo pure il locale per un giorno...ero curioso e volevo apprendere alcune cose sulla cucina che non conosco affatto...certamente non posso farlo tutti i mesi...pero' per un goloso di apprendere come il sottoscritto un piccolo sacrificio ogni tanto me lo concedo....
la citta' del gusto con i suoi monumentali teatri le multisale e tutto il resto costera' parecchio...ricordiamoci che e' un azienda commerciale .....ed una delle piu' realizzate d'italia.....
bonilli aldila' di personali antipatie che qualcuno possa avere e' un bravo manager, gestire nei meandri della comunicazione globale non e' facile, qui non si tratta di gestire un blog seppur ben fatto, dove puoi sparare al tiro al bersaglio su personaggi piu' o meno noti per il gusto del gossip...qua e' una "baracca" con centinaia di lavoratori da mantenere in perfetto equilibrio ...E' UN AZIENDA!.....chi non ha una attivita' in proprio non lo potra' mai capire...nel giudicare la cdg si dovrebbe partire dal presupposto giusto.....la complessita' di gestione e' enorme.....
detto cio' io ai tre giorni quest'anno ci saro'....e non saro' il solo....
adriano leccaculo...cosi' anticipo qualche malanima....
:-)

30 Lug 2005 | ore 13:09

Bonilli se io avessi 165.00 da spendere che diventano 300 tra cena hotel e treno le faccio una semplice domanda.
che motivazioni dovrebbero spingere un individuo a partecipare alla cena ?
PArlo solo della cena. Lasciamo stare quello che verra' poi ma restiamo alla cena.
Io credo che se devo mangiare 4 portate in mezzo a 500 persone preferisco mangiare in due e spendere 150.00 per un pasto completo da Vissani.

Ad ogni modo come gia' detto lei sta solo preparando il terreno per la sua guida.. siamo ad agosto.. non bisogna abbassare la guardia...
magari la guida e' gia' stata stampata e la tenete nel caveau della bnl.
Suvvia ci faccia risparmiare soldi .. ci dica i primi tre e bona le'...

01 Ago 2005 | ore 00:52

Condivido ciò che scrive il direttore, i prezzi sono assolutamente in linea, il fatto è che non siamo un popolo che riconosce i meriti altrui siamo molto pronti a criticare meno a proporre alternative. Il festival spagnolo è ormai internazionale ma vivacizzato sopratutto da spagnoli.
Sono stato a identità golose l'ho trovato interessante e reputo i soldi ben spesi, palazzo mezzanotte è stato il problema più grande...irraggiungibile, bisognerebbe pensare a una location meno prestigiosa ma più accessibile.
Forse siamo più avezzi alle abbuffate, chiamate gentilmente degustazioni, gratuite dove ci portiamo di solito un cliente o più soventa l'amica/o per passare un pomeriggio diverso.
Senza offesa per nessuno.
Bye

03 Ago 2005 | ore 09:26

under 69?......siamo in linea....:-)

03 Ago 2005 | ore 14:55

...si essendo fuori quota come under 21...
magari sbaglio ma è un siamo in linea minaccioso?
esprimo solo il mio punto di vista che vale tanto quanto gli altri.
Con tanta serenità

03 Ago 2005 | ore 16:23

se hai letto il mio intervento vedrai che non siamo distanti.....

03 Ago 2005 | ore 17:08

X Adriano
Ti avevo erroneamente attribuito il post sotto, sorry,no effettivamente non siamo affatto distanti.
a presto

04 Ago 2005 | ore 08:37

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