29
Ago 2005
ore 18:28
ore 18:28
I Nuovi Maestri
Che bello, un gruppo di appassionati del vino usa come metro di misura negativo Feudi e Planeta.
Aggettivazione forte, sicurezza e sicumera.
La guida dei vini del Gambero Rosso darà tre bicchieri a Feudi e Planeta.
Ma, lo si sa e lor l'han detto: la guida la comprano i non esperti.
E gli esperti che fanno?
Ci guidano, commerciano e danno voti blu.
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Forse a dimostrazione che le valutazioni sul vino sono soggettive e non oggettive?
Mi sembra una soggettività aggressiva che per darsi ragione deve squalificare le scelte dell'avversario, perchè a leggerli, di avversario si tratta e non di un degustatore che arriva ad altre determinazioni, un avversario incapace quando va bene, corrotto quando il gioco si fa duro e scappa detto quello che si pensa veramente.
voglio segnalare, prima di entrare nel merito, un thread che ho aperto, ma rimuggino da divero tempo, su ToD:
http://www.theatreofdreams.net/ubb/ultimatebb.php?ubb=get_topic;f=5;t=003383
veniamo alla questione di "merito"
cerco di essere iper-sintetico:
victor ha recentissimamente usato una espressione molto forte dicendo che i vini "di Feudi e Planeta fanno cagare" (scusate ma è la citazione);
per esser chiari, io devo dire che condivido l'essenza di questa espressione aggressiva; non mi piacciono affatto questi vini
ora, come hai detto in altri topic, inizia il corto-circuito del linguaggio e cominciamo a non capirci più, o peggio, a diventare "avversari"; questo è pressoché automatico in assenza di quegli elementi di considerazione reciproca, umana, intellettuale, professionale, mettici quel che vuoi, che invece noi stiamo costruendo
quindi il "nostro linguaggio" (faccio mio quello di victor) è senz'altro non adatto a quello di una redazione, ed evidentemente non cogliamo molto di cosa significa fare una Guida
però se siamo, faccio per dire, in 50 o 100, sempre piccoli numeri si capisce, e sperando di non esser ritenuti "strumento fazioso" o "avversario", che interpretazione daresti di questa opinione allargata, almeno nella sostanza ?
Fossero anche 10 e non 100 io non ne faccio una questione di numeri e prendo atto che ci sono delle persone molto competenti e molto appassionate che danno un giudizio negativo su determinati vini.
Altro è irridere e più in generale sbertucciare costantemente la diversa valutazione, il compiacersi l'un l'altro delle scoperte fiche in contrapposizione alla piattezza, quando va bene, e all'obbrobrio, nella norma, delle scelte enologiche altrui.
Figurarsi, lo sfottersi va bene, il non essere d'accordo anche ma io qui ci vedo un astio (in molti interventi), una mancanza di considerazione e una superbia che mi fanno girare le scatole.
Se a questo aggiungiamo che molti di questi soloni - ho detto molti, attenzione, non ho detto tutti - fanno commercio puro e ogni intervento e funzionale e all'interno della logica commerciale (legittima, figurarsi, ma un po' diversa dalla mia che faccio l'editore e commercio in libri, anche di vino, non in bottiglie), si capisce che il solco diventa crepaccio e la diversità diventa avversità.
E poichè sempre di vino stiamo parlando il tutto mi sembra surreale e lo rimarco nel mio piccolo blog e, guarda caso, se scrivo queste cose il report dei visitatori si impenna.
Forse tocco un nervo scoperto?
Forse verso sale su una ferita?
Forse indico che il re è nudo? Dico cioè che molti enosboroni sono come i vecchi di Lotta continua, cioè i più bravi, fichi e rivoluzionari, salvo poi migrare in molti con Craxi e Martelli.
PS
Non sempre le mosche hanno ragione, la cacca è sempre e solo cacca.
Mi trovo d'accordo con quanto esprimi, Stefano, In particolare, l'ultimo capoverso, graffiante alquanto, ma che reputo molto azzeccato, e probabile ad avverarsi, in una prospettiva futura.
Devo dire che, vivendo il mondo del vino da tanti anni, con una (cit.) "passione-professionale" crescente, mi ero stancato di questo andazzo già 5-6 anni orsono, eppure siamo sempre lì, possibilmente con una atmosfera più pesante, anche in molti dei forum, di cui pure assistiamo, in alcuni casi più eclatanti, attoniti, alle incredibile involuzioni, fatte di confronti della serie "ce l'ho - mi manca", o di RECE, che spesso diventano figurine del proprio io, da difendere, persino nelle virgole, fino al duello rusticano.
A me tutto ciò sembra "surrealmente" provinciale.
Sono un appassionato di limitata competenza - almeno rispetto ai molti guru dell'enologia che frequentano il forum - uno di quelli che comperano la Guida cercando di trarre qualche spunto, che ama visitare qualche cantina quando ne ha la possibilità, aprire qualche buona bottiglia senza arrivare a fare un mutuo, fare qualche degustazione alla cieca con amici (prendendo magari qualche cantonata di cui non me ne vergogno...).
Tutto questo per dire che forse ne so qualcosa di più dell'uomo della strada, ma non ho interazioni strutturate con operatori del settore, né frequento circoli esoterici di degustatori di altissimo profilo.
Nonostante questo ho già incrociato più volte affermazioni negative su Feudi e Planeta (in particolare sul primo), che rappresentano indubbie storie di successo sotto il profilo del business. Il denominatore comune di queste affermazioni era prevalentemente legato a una presunta "innaturalità" del vino, l'affermazione più tipica era : "sono vini costruiti in cantina"
Non amo particolarmente (con qualche eccezione) questi produttori per l'eccessiva ricerca di un gusto internazionale, che poi è proprio uno degli elementi alla base del loro successo, ma non ho - come ho già detto - la competenza per sostenere ho confutare le affermazioni precedenti.
Resta solo una considerazione: il fatto che i termini di paragone (corretti o scorretti) indicati dal Direttore tendano ormai a superare una cerchia molto ristretta di "adepti" è solo un meccanismo perverso di diffusione di informazioni false o un elemento da approfondire in ottica investigativa, verificando le affermazioni dei critici e confrontandosi in campo aperto?
Sul "vino costruito in cantina" mi viene in mente quello che ho letto in un gustoso libretto che parla di Procida e Ischia " Ricette in mezzo al mare". ... il contadino faceva il vino per sé e poi altre tre qualità: dolce per i signori, leggero per la messa e "comme va" ... per i fessi.
Caro Bonilli,
ti cito "Se a questo aggiungiamo che molti di questi soloni - ho detto molti, attenzione, non ho detto tutti - fanno commercio puro e ogni intervento e funzionale e all'interno della logica commerciale (legittima, figurarsi, ma un po' diversa dalla mia che faccio l'editore e commercio in libri, anche di vino, non in bottiglie), si capisce che il solco diventa crepaccio e la diversità diventa avversità"
Questa è un'insinuazione davvero bassa: accetto l'indignazione per il turpiloquio e faccio un passo indietro, tu però abbi il coraggio di fare nomi e cognomi.
Io ammetto il cattivo gusto nel giudizio volgare , facendo assolutamente salvo il diritto ad essere volgari e il dovere di risponderne, tu però evita di generalizzare: non conosco Victor, ma mi sono pronto a scommettere sulla sua buona fede, nessuno di noi due campa con il vino.
Vorrei che ti rendessi conto di quanto è sottile il confine fra lo sberleffo e la volgarità, la dialettica e la polemica; insomma, nè tu nè Zo_Ze sieta buonisti, ma sottolineate un clima di scontro che non vi piace: bene, vorreste dirmi qual'è la vostra idea di forum?
P.S. Per quanto riguarda i produttori di cui sopra, ti ho scritto in privato le ragioni puntuali e particolari per cui i vini che ho assaggiato non mi piacciono, lungi da me considerarli a priori la radice del male.
Ognuno è libero di dire ciò che vuole su un vino ma io che ci lavoro non sono mai andato a dire che un vino e una merda o simile perchè ho un profondo rispetto x tutti.Se un vino non mi convince non lo acquisto e non lo vendo anche avesse tutti i bicchieri grappoli stelle e centesimi di questo mondo.
Ciò premesso vorrei chiedere al direttore come mai tanta discrepanza tra le varie guide, voglio dire un conto se i giudizi sono di persone comuni e si sa non tutti i gusti sono al limone, ma quando a parlare sono gli esperti che scrivono guide non si può avere tanta differenza altrimenti anche le guide sono giudizi soggettivi.
Poi vorrei fare un appello oltre che a parlare di vino sarebbe ora di ricominciare a berlo perchè il sistema vive una profonda crisi dove le problematiche di vendita sono diffuse.
Forse sarebbe il momento di creare un ente dedicato allo sviluppo del commercio in stile SOPEXA per aiutare queste aziende che non riescono a trovare una linea unitaria di marketing, che dice direttore potrebbe essere utile?
cin cin a tutti