22
Set 2005
ore 11:16

Gastronomi di sinistra? E antipatici

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Per l'"homo sinister" il Vangelo è il Gambero Rosso.
E' il titolo della risposta di Paolo Granzotto sul Giornale del 22 settembre a un lettore che chiede se può essere di sinistra uno che veste Dolce & Gabbana e va su una moto di grossa cilindrata, è un suo conoscente, mentre un semplice, altro conoscente, che va in bicicletta e veste alla Tenente Colommbo, vota a destra e vuole Berlusconi.
Sono cambiate le categorie di destra e sinistra, chiede il lettore?
E il tutto si conclude con la domanda: L'appartenenza al circolo del Tavernello può ritenersi di destra o di sinistra?

E' come fornire una palla alta a uno schiacciatore della nazionale italiana di pallavolo.

Granzotto va di fino nella sua risposta, con punte originali tipo "l'homo sinister beve solo vini raccomandati dal Gambero Rosso, quelli che hanno un buon naso e che sentono nell'ordine di: frutti rossi, liquirizia, nespola matura, cuoio bulgaro, graffite, rosa canina, zolfo e viola pansè."
Naturalmente non costano meno di 50 euro e poi c'è la presa per i fondelli sull'uso del bicchiere e via cazzeggiando con luoghi comuni sul mangiare alto e mangiare popolare.

Granzotto è una delle migliori firme della destra!
Pensate come devono essere quelli un po' scarsi...

Nella sua risposta però c'è la citazione di un libro che io consiglio a tutti, di destra e di sinistra.
Perchè siamo antipatici - La sinistra e il complesso dei migliori di Luca Ricolfi, edito da Longanesi.

E' un'analisi intelligente e spietata sui quattro vizi capitali della sinistra, in termine di sigle elettorali, i vizi capitali dell'Unione.

E in un angolino si potrebbero mettere i vizi della "sinistra gastronomica", visto che ci etichettano così a noi e a Slow Food.

Ne cito alcuni:

il prendersi sempre sul serio

la mancanza di autoironia

la divisione per "bande" di giornalisti e esperti

il linguaggio

Cosa aggiungereste?

commenti 37

C'è un film; si chiama "Ferie d'agosto". E' lo spaccato, un po' caricaturale dell'Italia della "discesa in campo" di Berlusconi.Nello scorrere delle immagini vengono rappresentati, in modo stereotipato, ma efficace, il sistema destra e il sistema sinistra, per dirlo alla Gaber.E' bello vedere come sia nel film, sia nell'articolo di Granzotto, o nella canzone di Gaber tutto, nel vivere quotidiano, sia facilmente riconducibile ai due insiemi, distinti e contrapposti, della destra e della sinistra. Sarebbe bello se fosse così. Se ci fossero, anche se non delle vere e proprie ideologie (parola ormai desueta), almeno delle classi di appartenenza entro le quali riconoscersi in base a costumi, consumi e acconciature... Sarebbe bello ma non è. E le uniche rappresentazioni di queste categorie, destra/sinistra sono manifestazioni artistiche di vario genere (letterarie, cinematografiche...)atte a scatenare ilarità e (auto)ironia.E infatti dallo stralcio dell'articolo si capisce la vena "Villaggesca" da pranzo della zia ricca di Fantozziana memoria.Ma se è facile concedersi questo tipo di facile dileggio a mio avviso si può riscontrare, in tutte queste citazioni, un tema comune che è quello dell'incapacità vera di comunicare il pensiero di sinistra. Il Gambero ha innurevoli meriti condivisi anche con Slow Food, ma da tempo ha perso lo spirito originario ed è divenuto sempre più un ricettacolo di quei vizi che lei, direttore, ha tanto bene enumerato. In parte dettati spesso dall'invidia e dall'opportunità della concorrenza, ma troppo spesso riconosciuti anche da semplici spettatori o da pseudoaddetti ai lavori. Nella mia esperienza di Masterino del Gambero ho trovato in diversi personaggi "inseriti" nella struttura la paura della condivisione; la presunzione e la saccenza dei baroni universitari; l'ambiente paludato dei circoli decadenti del migliore Huysmans.Insomma fare le cose per bene non signifa essere, citando di nuovo Virzì: ARIDI ED ELITARI;incapaci di comunicare con l'uomo della porta accanto. Il Gambero sta estraniandosi dalla realtà che lo ha generato per infilarsi diritto nel culto dei massimi sistemi... gastronomici... Fare della CUCINA FILOSOFIA è un suicidio editoriale, con buona pace dei maestri di scuola... Nelle ultime elezioni regionali il Fenomeno Vendola dovrebbe aver insegnato a tutti, politici e non, comunicatori in genere, che per parlare alla gente bisogna stargli vicino e non farla sentire solo una massa informe atta a ossequiosi inchini alla volontà del capo. Se il Gambero è conscio davvero di possedere i difetti che da più parti gli si riconoscono ha due strade, a mio avviso da percorrere: esserne fiero e fregarsene del pubblico fingendo che tutto è giusto così in quanto unico modo possibile;2) aprire un sano e utile confronto con quanti vengono, ogni giorno di più, estromessi perché non giudicati "degni" di presenziare alla tavola del gotha.Per concludere: non sono certo espedienti come il servizio sulle feste dell'unità o il fare i giochi a premi sul blog a rinvigorire la "base" del Gambero. Piccole stuccate sulla facciata non bastano a lenire le crepe nelle fondamenta. E ancora... se si chiama città del Gusto fate che sia gustosa davvero e non un contenitore per serate di solo marketing. Parlate di contenuti: fateli. Gambero Rosso Channel ormai è acquisti dall'estero e le solite 5 faccie che si alternano in format talmente stanchi che non si gira più neanche la seconda: è quasi sempre buona la prima. Autoincensarvi non serve come non serve una città del gusto a Milano. Gli investimenti dovrebbero servire ad oliare meccanismi inceppati e non a sperimentarne di nuovi e non ancora collaudati.
Questo è l'appunto di chi, avendo vissuto e vivendo, la struttura sia da dentro che da fuori ha occhi per vedere il palazzo senza esservi imprigionato all'interno.

22 Set 2005 | ore 14:20

La fretta mi ha impedito di mettere la mia firma. Il presente è per riconoscere la paternità del post sopra indicato come anonimo...Fabio Piccoli

22 Set 2005 | ore 14:28

... l'ipocrisia?? (è giusto che ne conosco parecchi che lavorano 'a destra' e che invece sono di sinistra.... Vabbe', no questo forse vuol solo dire che quello della superiorità non è solo un complesso...:-))
Cmq, altro che vangelo:

22 Set 2005 | ore 15:19

niente... il link dell'immaginetta è questo:
piccol libro Rosso

22 Set 2005 | ore 15:22

Qual è la realtà che ha generato il Gambero Rosso?
Io non l'ho vista.
Quando il GR è nato gli sfottò erano mille volte superiori ad oggi e non c'era neppure la copertura dell'esser di moda.
E comunque il mio intervento non aveva lo scopo di aprire un dibattito ombellicale.
Mi piacerebbe che si guardasse un po' anche in giro.
O in giro non c'è nulla?

22 Set 2005 | ore 17:10

Perché è sempre così severo con i suoi ex allievi?
Le scrivo per anticiparle che sto per inviarle una proposta che mi auguro "non potrà rifiutare".
A presto
Laura

P.S.In merito ai vizi aggiungerei pertanto

-eccesso di severità

22 Set 2005 | ore 18:44

Ma quale severità?
Se si parla di X non si può intervenire su Y.
Non volevo che ci mettessimo a parlare di noi.
Lo facciamo spesso, siamo aperti alle critiche, alle osservazioni, ai consigli ma questa volta vale la pena parlare più in generale.
O no?
Poi partirei dai dati di fatto: abbiamo un forum, abbiamo dei blog, non mi sembra che siamo chiusi e disattenti al pensiero e alle critiche altrui.
Ma ogni tanto si potrebbe alzare lo sguardo e fare una panoramica.
Io vorrei sentire delle opinioni, se poi è necessario parlare di noi e dei nostri limiti, facciamolo.
Abbiamo fatto errori, ne faremo, discutiamone.
Non sarebbe, comunque una novità qui e sul forum.

22 Set 2005 | ore 19:10

Vediamo un po'. Secondo una misteriosa logica quasi universalmente accettata, uno che va in giro in tuta Adidas comprata al centro commerciale più vicino può dichiararsi di sinistra senza che nessuno gli rompa i maroni; uno che va agli outlet e spende la stessa cifra per un paio di pantaloni, una camicia e un maglione Calvin Klein...deve sopportare mezzo mondo che lo stressa con la storia della Gauche Caviar.

Uno di sinistra può andare al lavoro tutti i giorni con una Punto nuova, ma non un Harley Davidson piena di cromo lucente, costata la stessa cifra.

Può andare a mangiar fuori 3 volte alla settimana in pizzeria, "piola", osteria...ma non spendere la stessa cifra per andare una sera in un ristorante strafigo.

Può fare una settimana in pensione a Riccione, ma non due mesi in giro per gli Stati Uniti - anche se spende la stessa cifra.

Può fumarsi tre cannoni al giorno, tutti i giorni - ma non comprare una bottiglia di vino costoso.

Può comprare un camper, ma non una barca a vela - spendendo la metà.

Sono forse cose sensate, queste? Secondo me no.

Quindi perchè è un problema della sinistra, se la destra (e parte della sinistra) non sa vivere bene?

22 Set 2005 | ore 20:30

Mi sembra un po' contradittorio: hai appena detto che basta che colui di sinistra abbia la barca per sembrare di destra. Quindi avrai presupposto che è abbastanza probabile che il legittimo proprietario della barca sia di destra. A questo punto, visto che ha la barca, perché non sa vivere bene?? (ah, ho capito, per cena non fa la grigliata di gamberi rossi bensi di wurstel..)
E daiiii, nemmeno al bar sport 2000, questi luoghi communi.

22 Set 2005 | ore 20:40

...Per l'"homo sinister" il Vangelo è il Gambero Rosso...

...E in un angolino si potrebbero mettere i vizi della "sinistra gastronomica", visto che ci etichettano così a noi e a Slow Food.

...Ne cito alcuni:....cosa aggiungereste?...

Questo copia incolla per sottolineare, direttore, che Lei stesso ha chiesto di parlare del Gambero. Perché è il Gambero ad essere tenuto in gioco e perché del Gambero voleva un giudizio. Non mi accusi di aver voluto fare polemica o di esser andato fuori tema. Se Lei chiede di aggiungere altri temi da mettere nella lista dei vizi capitali che vengono attribuiti alla sinistra gastronomica di cui il Gambero, a sua stessa detta fa parte, perché poi si risente.Personalmente credo di aver fatto una critica finalizzata al dialogo. Non è lo spirito polemico di altri blogger più presenzialisti di me a smuovermi. Chiede un confronto: eccolo. Non basta avere un forum o un blog per dirsi aperti al pensiero altrui. Bisogna anche rifllettere su posizioni diverse dalle proprie e non bollarle come travisamenti del tema centrale. Guardare altrove??... Io da fuori, come consumatore, lo faccio più di quanto forse riesca a fare Lei dall'alto della sua condizione di editore. Io frequento ancora il numero dei più mentre lei frequenta sempre più il numero dei meno. Questo non significa che uno di noi sia meglio dell'altro. Mettersi sullo stesso piano: questo è confrontarsi. Ho parlato con una persona interna alle Sua redazione che dava del tu solo ai giornalisti e pretendeva il Lei dai pubblicisti!!Snoberie da classista che divide il mondo in destra e sinistra; tra chi sa e chi non sa tra chi può parlare e chi no.Ha fatto caso che sono circa dieci persone a postare su questo Blog??Gli altri??Forse si sentono esclusi. Forse sono di sinistra e poveri per poter degustare quello di cui si parla abitualmente; o forse sono di destra e ignoranti per capire quello di cui si scrive abitualmente.Voleva delle opinioni.. questa è una ora aspettiamo quelle degli altri 50 milioni di persone che giornalmente si occupano di cibo...almeno di quel poco che mangiano.
A presto e davvero senza polemica

22 Set 2005 | ore 22:36

No, io ho detto "cosa aggiungereste"?.
Non ho chiesto di parlare di noi.
Ho citato Granzotto e il suo titolo come esempio di banalizzazione.
Era un titolo a tutta pagina nelle lettere del Giornale e il signor Granzotto è uno dei fondatori di quel quotidiano.
Mi sembrava una caduta di stile e intelligenza.
Se invece adesso devo mettermi a discutere sul pettegolezzo dentro al gambero... Bah,
non ci siamo proprio: una discussione che poteva essere interessante diventa un po' miserella.
Pazienza.

22 Set 2005 | ore 23:28

Fabio, io credo che il tema vero siano due: uno, da un lato, una certa tendenza dei media (anche ragionevole, almeno fino ad un certo punto) a dividere il mondo in categorie facilmente riconoscibili e tranquillizzanti. Con articoli tipo "Tex è di sinistra?" oppure "Con le peggiori intenzioni è destra?". Fa parte del gioco, ma la società va verso le differenze e su questo i media di massa sono in ritardo.

Il secondo è che sui temi culturali, a mio parere, non si applicano le categorie semplici su cui fondi il tuo ragionamento. Oggi, fortunatamente abbiamo gli strumenti per descriverci al società in termini più laici e complessi.
Non è questione di prezzo dei vini o di prezzo delle cene. In ogni settore culturale c'è sempre un'avanguardia che fa, e che a volte sbaglia (perchè solo chi non fa non sbaglia).
Ma sbaglia perchè sperimenta e fa ricerca. Solo due anni fa, nel settore più turbolento dei media, quello della tecnologia, era considerato "per pochi" l'uso dei feed RSS. Quei pochi, nel 2002, predicavamo la necessità di certi formati di distribuzione delle informazioni ed eravamo accusati di parlare di cose lontane dalla gente. (E la "gente" è già di suo un concetto populista e vago). Oggi, grazie al lavoro di allora, tutte le piattaforme di web publishing e i maggiori quotidiani nazionali offrono i feed Rss.
E' l'esempio più ingenuo che si possa fare (apparentemente almeno, perchè tra un paio d'anni non sembrerà tanto scemo). Ma si può pensare ai comandi dello stereo al volante, all'airbag, all'ABS che alcuni anni fa erano presenti solo nelle vetture che un ragionamento come il tuo individuerebbe lontane dalle persone che si occupano del cibo che mangiano. E che, pure, grazie alla ricerca di pochi negli ultimi decenni, oggi mangiano meglio e con maggior consapevolezza di quanto non facessero anni prima.
L'innovazione, la consapevolezza, la scoperta culturale nasce sempre come esperienza di pochi, poi -se vale davvero- diventa patrimonio comune.

just my 2 cents

22 Set 2005 | ore 23:36

...undici persone a postare su questo blog.
A proposito del "contenitore vuoto" vorrei sapere in quale parte della struttura lei passa le sue giornate che sono tanto diverse dalle mie. Ha idea di quante persone lavorino oltre il cartone del "vuoto contenitore"? Credo proprio di no. Le do un altro spunto per disquisire su ciò che può essere di destra e di sinistra. Lavorare in nero pensa che sia sufficientemente di destra? Allora le dico che, nel contesto attuale, chi è riuscito a fare impresa, a creare nuovi posti di lavoro, nel rispetto dei diritti di chi lavora, è di sinistra e conserva in pieno la sua matrice di sinistra. Si vada a leggere l'articolo di ieri su Repubblica e i lavoratori con partita IVA.

23 Set 2005 | ore 00:09

Due delle solite accuse alla "sinistra gastronomica" che sento spesso sono quella di creare inutili allarmismi - tipo Slow Fish, tanto per dire la prima cosa che mi viene in mente - o di dare troppo peso a cose irrilevanti "Ma sì, dai, alla fine, i pomodori sono tutti uguali".

E ora riprendo il filo dal commento di Cavoletto che si rivolgeva a me:

Nella maggior parte dei casi, io ho notato che quelli che sparano questi giudizi, non si sono mai chiesti se siano fondati su dei fatti reali e assoluti o solo su chiusura mentale; sull'incapacità di vedere che uno può essere coerente con alcuni principi di fondo e contemporaneamente seguire delle passioni - anche costose.
Il senso comune cataloga alcune cose adeguate alla destra e altre adeguate alla sinistra sulla base di giudizi superficiali - non in base a delle esperienze di vita, accumulate seguendo delle passioni.
Per me, dimostrano di non saper vivere bene perchè io sospetto fortemente che non siano veramente appassionati di nulla se non sono neanche in grado di cogliere la differenza tra uno che compra un barca solo perchè ha un sacco di soldi e "fa status" e uno che la compra perchè ha passato 40 anni a fare i turni in Fiat, ha risparmiato, e vuole godersi il tempo libero vagando per vedere il mondo, incontrare gente, imparare cose diverse (tanto per fare l'esempio di due persone che conosco).

Perchè mai uno di sinistra "fa ridere" se è in grado di notare le sottigliezze quando assapora un vino, è arido ed elitario e lontano dalla gente se parla di gastronomia in un certo modo?
C'è qualcosa di ridicolo e incoerente nel promuovere un consumo più consapevole...maggior rispetto dell'ecosistema...puntare alla "qualità" (spesso prerogativa di piccoli produttori locali e non di Giganti della distribuzione)?
Spiegate, please.

23 Set 2005 | ore 00:54

Credo che la contrapposizione dx sx sia quantomeno anacronistico e possa solo servire in campagna elettorale (anche se da noi la campagna elettorale dura mediamente 5 anni)nell'enogastronomia invece non ha nessun peso, Petrini viaggia a braccetto col ministro Alemanno e non penso che siano della stessa parte.
Si dovrebbe smettere di affrontare gli argomenti di vita quotidiana con lo stesso atteggiamento del bar sport il lunedi mattina:
a Milan Inter e Juve regalano i rigori
a Roma Sampdoria e Fiorentina gli negano quelli sacrosanti.
Non funziona così, io ho un mio orientamento politico e una squadra per cui tifo come penso il 90% degli italiani, ma questo non ottenebra la mia capacità di giudizio sento cose intelligenti a sx come a dx ma sento anche vaccate a dx come a sx.
L'ultima cosa che mi irrita è il pretendere di stabilire il orientamento politico partendo dalle cose che si comprano o si mangiano.
Se uno ama sciare e passeggiare in montagna o raccogliere funghi e visita città d'arte magari non si compra la barca è di dx o di sx?
Per rientrare nel tema credo che intorno al gambero (la concorrenza)passi troppo tempo a cercare il pretesto per attaccare chiunque, mentre dovrebbero dire le loro idee se ne hanno,magari avrebbero più successo!

23 Set 2005 | ore 09:05

vizi della sinistra gastronomica di potere:
prendere mazzette sotto forma di inviti di vario genere.
Non è forse vero?

23 Set 2005 | ore 09:25

Sul sito del Giornale ho appena visto che il sig. Granzotto non è solo fondatore di quotidiani, ma anche di Club del Tavernello.

Ma allora non è la prima volta che si scaglia contro Gamberi, sommelier & C....

23 Set 2005 | ore 14:45

Non capisco perché Piccoli, parlando del maleducato redattore, faccia divergere "giornalisti" da "pubblicisti".
Fino a prova contraria, un pubblicistà è un giornalista.

23 Set 2005 | ore 17:22

Forse intendeva la distinzione tra professionisti e pubblicisti

23 Set 2005 | ore 17:25

Di sinistra o di destra l'importante è che sia gastronomo

24 Set 2005 | ore 10:32

fino a prova contraria, un maleducato, è e rimarrà sempre tale...
Sono stata una collega di Fabio Piccoli durante l'ultima edizione del master in giornalismo eno-gastronomico e mi trovavo proprio con Fabio quando il maleducato redattore fece notare e sottolineò questa distinzione. Oltre alla maleducazione notai, in quel frangente, un eccesso di snobismo nei confronti di chi, come noi, aveva ed ha meno esperienza rispetto a chi pratica questa professione già da tempo.
Servirebbe un pò più di umiltà, a volte, una volontà concreta nello scendere da quella sedia da "Papa" per avvicinarsi alle "giovani" pecorelle smarrite...(ops....questa affermazione, forse, è troppo clericale ;-))...)
ma finchè questo non avverrà, la situazione sarà sempre questa; noi giovani "firme" resteremo in attesa finchè i vecchi gotha del giornalismo, passerranno, prima o poi, il testimone...
e chi vivrà...vedrà...
Francesca Cascella
aspirante gastronoma delusa
Iscritta presso l'ordine dei Giornalisti di Roma, albo Pubblicisti.
p.s. questa è la vera distinzione...

24 Set 2005 | ore 14:03

postilla al commento precedente:
se le redazioni rimarranno sempre quei santuari chiusi dove sarà difficile accedere, sarà altrettanto complicato per un gioranlista PUBBLICISTA che NON esce da una scuola di giornalismo e che non possiede un contratto di praticantato essere ammesso a sostenere l'esame di stato per diventare giornalista PROFESSIONISTA...
e questa, come dice Pupo, non è un'altra storia...
Francesca Cascella

24 Set 2005 | ore 14:11

Cara Francesca, innanzitutto distinguiamo tra il caso specifico (l'arroganza e la maleducazione di quel singolo personaggio) e la situazione generale di accesso alla professione

Da parte dei giovani aspiranti giornalisti trovo sempre la stessa rabbia, giustificatissima, ma sempre rivolta al soggetto sbagliato

Voi credete che il praticantato vi sia negato dai GIORNALISTI, mentre chi ve lo nega, chi non vi assume, chi vi sfrutta, sono gli editori. O per usare un termine fuori moda, i "padroni"

24 Set 2005 | ore 14:46

Francesca mi piacerebbe chiederti un paio di cose e spero che nonostante l'amarezza e un pò di delusione sarai obiettiva nel rispondermi. Sempre che tu lo voglia :-)

Secondo te per una persona che vuole avvicinarsi al mondo del giornalismo enogastronomico può aiutare un Master di giornalismo gastronomico per entrare nel mondo del lavoro? Ovviamente non mi riferisco al corso organizzato dal gambero ma ai Master in generale.

Nello specifico, secondo te sono utili questi Master per la formazione? Insomma, quali sono i Pro ed eventuali Contro?

Ed ora l'ultima domanda che spero riporti in tema la discussione originaria.
Per parlare di cibo è requisito necessario essere di destra o di sinistra?

Grazie,
Mucca

24 Set 2005 | ore 15:10

Facciamo così: visto che Francesca Cascella e Fabio Piccolo hanno avuto un'accoglienza così ostile girando per la redazione del Gambero Rosso, mi vengano a trovare e così possiamo parlare senza la limitatezza delle righe.
Anche lunedì, io sono alla Città del gusto.

24 Set 2005 | ore 19:11

La probabilità che qualunque argomento su questo blog decolli off topic, direi che è intorno all'80%.
Che l'off topic riguardi il Gambero rosso...più o meno pari.

Propongo una nuova sezione in questo blog: il poligono di tiro (al Gambero Rosso).

24 Set 2005 | ore 23:53

non si capisce perchè il destrorso compri la barca necessariamente perchè fa status e il sinistrorso la comperi per viaggiare e conoscere il mondo: e se fosse il contrario?
Il classificare le cose in cose di DX e cose di SX è di una utilità pari allo spazzare l'acqua del mare

26 Set 2005 | ore 06:16

In effetti, non è necessariamente una questione di DX e SX, ma di attitudine di fondo.

Sta di fatto,però, che quelli che ho incontrato io, che avevano comprato una barca, una moto stratosferica, una spider d'epoca, o frequentavano ristoranti d'alto livello ecc.ecc. per "status" erano tendenzialmente di destra; e quelli che avevano comprato per passione e quasi sempre con con grandi sacrifici erano tendenzialmente di sinistra.

Magari è una questione di probabilità statistiche; o una pura coincidenza.

26 Set 2005 | ore 11:41

sostituirei "necessariamente" con "assolutamente"

26 Set 2005 | ore 20:44

Mah, sì. E' che a furia di sentire alcuni luoghi comuni alla fine sembrano quasi sensati. :)
E tutta 'sta storia magari è nata solo perchè a qualche giornalista 20 anni fa stavano antipatici quelli del Manifesto e doveva trovare qulcosa da ridire sul Gambero Rosso...e da allora tutti a diquisire sull'enogastronomia di destra o di sinistra come se fosse una cosa seria! :)

Mi sono tornati in mente i Ramones - gruppo punk rock in realtà non politicizzato - che in Italia era seguito da quelli di destra perchè indossavano un giubbotto di pelle nera (!!?!) e perchè nelle canzoni comparivano alcune parole in tedesco, per cui tutti avevano dedotto che fossero una band nazifascista.
Lo scrivevano i giornali (giornalisti noti, tipo Mario Luzzatto Fegiz), ne erano convinti molti dei presenti ai loro concerti del 1980 che li hanno accolti con saluto romano (i fans di destra) e con lancio di oggetti e mattoni (i contestatori di sinistra) tanto sono dovuti fuggire - esterreffatti.
Un gran casino per una questione inesistente...forse tanto quanto il fatto che il cibo o il vino possano essere di destra o di sinistra.

27 Set 2005 | ore 12:50

Grazie dell'invito direttore, mi spiace non aver potuto incontrarla ieri, ma spero che, compatibilmente con i rispettivi impegni di lavoro, in futuro, ci sia occasione di tornare sull'argomento; che per precisare non è la cattiva accoglienza avuta alla Città da me o da Francesca, ma il tema dibattuto fin dall'inizio: l'incapacità a sinistra e anche nel Gambero di scendere dal piedistallo per comunicare tranquillamente con gli uditori. Sarò ben felice di parlare di questo e non della mia privata esperienza al Master, dove peraltro ho incontrato persone quali Parasecoli, Zaccaria, Fatucci, ed altri, (già da me lodati anche in questa sede) davvero capaci e comunicative; dotate di ironia e probabilmente dai meriti non completamente riconosciuti. La mia non vuole però essere la lista dei buoni e dei cattivi del Gambero, ma la serena esposizione degli errori che, a mio avviso, rendono il Gambero facile preda di attacchi e sberleffi provenienti dall'esterno. Perché parliamoci chiaro, dall’interno le critiche non arrivano mai, sono bisbigli sommessi da zittire al passaggio del maestro; le critiche più importanti, qui e nel forum, arrivano sempre da personaggi esterni alla struttura, ma che in qualche modo l’hanno vissuta, anche dal dentro, e ne conoscono i meccanismi e i difetti. All’interno della macchina tutti sono invece impegnati nell’estrema difesa del proprio orticello, fonte di sudore e imprecazioni, ma comunque in grado di sfamare…
Allora che dire in conclusione…? vogliamo esulare dal pettegolezzo, dal singolo e dal esperienza personale: pronti al dialogo. Si stabilisca dove come e quando: anche il blog mi sembra il luogo appropriato per farlo, non è nato forse per questo? Nella lista dei cattivi non è comparso alcun nome e lungi da me la volontà di attaccare in pubblico il singolo che comunque non coincide con la totalità della struttura. Si vuol parlare del perché tanto spesso il Gambero viene attaccato, dell’ambiente che si respira, dell’aria viziata che tira…? Pronti.
Accolgo il suo invito e mi faccio anche promotore dell’iniziativa “riunione ex masterini” tema centrale: Cosa vi aspettavate cosa avete trovato, cosa aggiungereste… ( mi permetta la citazione).
Della nostra accoglienza in redazione non c’è nulla da dire ed un approfondimento del tema sarebbe tardivo e inopportuno soprattutto rispetto a quanti, pur essendosi trovati nella nostra condizione, ma non avendo alzato tanta polvere nel blog si troverebbero esclusi dall’iniziativa.
Continuo a dire che per quanto mi riguarda il mio non era il libero sfogo di ira verso il Gambero,( non me ne viene niente: non lavoro per la concorrenza e non lavoro per voi!) ma l’avvertimento di un lettore che si trova sempre meno a condividere il pensiero di quanti fino a poco tempo prima erano considerati modelli e punti di riferimento.

27 Set 2005 | ore 15:42

anch'io! anch'io!

rispondo a Mucca (posso?) in quanto compagna di banco di Master di Francesca. Ovviamente la mia risposta non sostituisce la sua.
Io non lo so se i Master sono utili, parlo della mia esperienza: sicuramente c'erano tante aspettative che sono state deluse, ma ci sono state anche tante cose piacevolmente inaspettate. Quello che e' certo e' che so infinitamente piu' cose di quante ne sapevo prima e ho un'idea piu' precisa di quello che dovrebbe (e non deve) essere il mestiere.
Una cosa che non ci ha insegnato e' come si comunica nei blog: e' per questo che lasciamo commenti luuuuunghiiiissiiimi! vero fabio? ;)

poi, riguardo l'articolo. al di la' del dx/sx, noto che si espande questa sorta di rivincita di quelli che snobbano gli snob, ovvero: viva il vino vero del contadino (vedi Grillo di cui gia' si e' parlato) o viva il tavernello (che, sinceramente, contenti loro...).

io, purtroppo o per fortuna, mi sto ancora chiedendo che odore ha il mallo di noce. e quindi per adesso uso il criterio semplicistico "mi piace/non mi piace". idem per il cibo.

sui vizi della sinistra gastronoma, sottoscrivo quelli citati da lei, sottoscrivo l'ipocrisia e se mi viene in mente qualcos'altro, giuro che glielo faccio sapere! :)

27 Set 2005 | ore 16:38

Risposta ad Antonio:
gli editori, sono, prima di tutto, dei giornalisti...quindi non credo di essermi tanto discostata dal gruppo. Ho fatto vita di redazione e ti posso assicurare che non solo "i padroni" ma anche gli "anziani" non sono del tutto aperti ad accogliere le nuove generazioni...gente pronta a tutto pur di accaparrarsi uno straccio di comunicato stampa per scrivere un pezzo.

Risposta per Muccapazza28:
Ho frequentato due master di indirizzo diverso e ti posso assicurare che non ho pagato svariati milioni per trovare un lavoro (magari fosse così semplice...)bensì per formarmi come giornalista e per cercare di avere una formazione più possibile ad ampio raggio. Al termine del primo master mi è stato offerto uno stage di 6 mesi presso una redazione di un trimestrale: ebbene, ancora oggi, a distanza di quasi 4 anni, ringrazio quel gruppo di colleghi che, lavorando con me, mi hanno insegnato e trasmesso che cosa volesse dire "vita di redazione"; insomma, una conseguenza più che logica ad un percorso formativo “pagato” più che profumatamente. Ed ecco quello che mi è mancato alla conclusione del master in giornalismo gastronomico presso il Gambero Rosso: un finale più che logico ad una formazione durata per 6 mesi: insomma, detto in parole povere, dopo aver studiato, scritto, mangiato, bevuto e degustato, mettetemi alla prova, fatemi fare esperienza, ficcatemi per tre mesi dentro una redazione e fatemi vedere come nasce una guida, come un redattore di esperienza scrive una recensione su un vino o su un ristorante, come, quello che io considero/avo (?) il tempio della comunicazione eno-gastronomica ai massimi livelli, informa un pubblico “goloso” e “assetato” di quel tipo di informazione….
E invece…invece la storia è andata diversamente, almeno per me…si intende…non voglio di certo coinvolgere nella mia esperienza colleghi o partecipanti alle edizioni scorse del corso.
Dico solo che avrei voluto frequentare uno stage presso la redazione del mensile o delle guide: ho ripiegato presso la sezione eventi per 3 settimane; alla fine ho abbandonato per un lavoro retribuito ma che di certo non mi soddisfa come quello creativo della scrittura che amo.
Ribadisco…non ho frequentato il master in giornalismo gastronomico per entrare nella redazione del Gambero Rosso…………..credevo, però, che almeno mi venisse offerta l’opportunità di fare un minimo di esperienza ….tutto qui….qualcuno mi ha fatto notare che forse però non avevo la capacità…forse qualcuno aveva già avuto prima di me questa opportunità….e forse qualcun altro l’avrà dopo di me…glielo auguro.
Non posso fare altro che riportare la mia esperienza….perchè è quella che ho vissuto….e la conclusione a cui sono giunta in questi giorni è che al Gambero Rosso ho trascorso un periodo bellissimo e che mi ha arricchito come persona non solo a livello formativo ma anche a livello umano…
Concordo con Fabio Piccoli nel riconoscere che alla Città del Gusto ho avuto la possibilità di incontrare persone stupende come Fabrizio Fatucci, Paolo Zaccaria, Maurizio Santin e Fabio Parasecoli (senza dubbio il migliore insegnante della scorsa edizione).
Per tornare alla tua domanda, cara Mucca, direi di sì….i master sono utili per specializzarsi, per arricchirsi culturalmente e per formarsi ma DEVONO essere seguiti da uno stage, un periodo di prova che ponga lo “studente” nella condizione di fare esperienza e di mettere a frutto ciò che si è accumulato e imparato in sei mesi di studi…
E ora rispondo alla tua domanda: Per parlare di cibo è requisito necessario essere di destra o di sinistra?
Direi che la discussione sorta in merito a questo quesito non tenga conto della soggettività del singolo….
Io, personalmente, credo di no…nel senso che, io, Francesca, non sono di destra, ma adoro mangiare, andare nei bei ristoranti, parlare di cibo, l’abbigliamento di marca, andare in barca o in moto col mio ragazzo ecc.
se poi vogliamo andare dietro agli status symbol del tipo… “quelli di destra vanno solo nei posti fighi…hanno i soldi e sono coperti dalla testa ai piedi da una griffe” mentre quelli di sinistra sono “alternativi”…allora ok….ma di certo trovo che ragionare in base a questo tipo di standard sia eccessivamente riduttivo…


Risposta per il Direttore Stefano Bonilli:

Gentilissimo Direttore,
prima di tutto Le chiedo scusa per il ritardo con il quale Le rispondo.
Mi dispiace veramente tanto che la discussione si sia trasformata in polemica ma trovo che, come dice anche Fabio Piccoli (e non Piccolo ;-)…).., il blog sia, invece, il “luogo” adatto per una discussione democratica e aperta al confronto.
Spero vivamente di poterLa incontrare in futuro e La ringrazio per l’accoglienza che il Gambero Rosso mi ha riservato nei mesi scorsi. Ho trascorso un periodo stupendo nella Vostra struttura e il mio unico rammarico, glielo assicuro, è quello di non aver potuto concludere degnamente (secondo il mio giudizio) il mio percorso di formazione presso di Voi.
Inoltre, io credo che Lei debba essere veramente fiero di aver ospitato nelle Vostre scuole persone come me (perché mi reputo tale), Fabio Piccoli e altri, in grado di esprimere le proprie opinioni e di saperle comunicare anche attraverso il linguaggio della scrittura. Era o no un corso indirizzato ad aspiranti giornalisti? Quindi non se La prenda se il mio intervento o quello del collega possa in qualche modo esserLe sembrato un attacco gratuito; Le assicuro che non era quella la mia intenzione e nemmeno quella di Fabio. Personalmente, l’unico intento che mi aveva spinto nello scrivere quel post, era quello di comunicare un mio disagio, maturato nel corso dei mesi successivi alla conclusione del master e che mi sembrava doveroso esporLe, in nome del ruolo che Lei ricopre nella struttura.
Se il tono del mio intervento è stato travisato, me ne dispiace e Le chiedo pubblicamente scusa.
Infine, quello che mi auguro, in base all’opinione che mi sono fatta riguardo il Gambero Rosso e in base a ciò che sento dire in giro, è che riusciate a comunicare di più, a non escludere, ad avvicinare,a coinvolgere e a non creare un tipo di comunicazione troppo elitaria e ristretta alla cerchia di pochi.

Francesca Cascella

P.S. ogni riferimento contenuto in questo post appartiene all’unica e singola esperienza di Francesca Cascella e non intende coinvolgere nessun altro nella polemica sorta in merito.

27 Set 2005 | ore 17:08

Io penso che su una realtà così complessa come l'INDIVIDUO non si può essere manichei e dividere tutti tra rock e lenti... Se io esprimo idee politiche socialiste non posso indossare un capo firmato? E se io voto Berlusconi devo x forza essere vittima del circuito griffe-reality-verissimi-inni nazionali-carlucci-vespa??? NO!
Non c'è mica scritto nel Manifesto che bisogna andare in giro CENCIOSI...

17 Nov 2005 | ore 18:51

Navigando mi sono imbattuto in questo sito. Leggo che Gumbo Chiken ( forse per giustificare che lui "ce l'ha" ( la Davidson; altre cose, non so)afferma che costa come una Panda.Se me ne procura una, sono disposto a spendere anche qualcopsina di più di una Panda.
Lasci perdere destra e sinistra,possibile che si debba sempre finire in politica anche per un bichiere di vino ? Io il Tavernello lo bevo e non sono nè di destra, nè di sinistra. Bevo anche l'amarone Dal Forno che costa come 100 Tavernello. Forse per questo sono di setra, o di sinistra?

02 Feb 2006 | ore 00:02

Have you seen this before? It's a number guessing game: http://www.amblesideprimary.com/ambleweb/mentalmaths/guessthenumber.html. I guessed 74854, and it got it right! Pretty neat.

16 Feb 2006 | ore 07:31

l'unica cosa positiva di questo master è ritornare al liceo a trent'anni.

20 Feb 2006 | ore 02:34

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