30
Set 2005
ore 12:18

Il primo libro su Pierangelini

< >

Sono contento, ce l'abbiamo fatta.

Fulvio_Pierangelini1.gifIl libro su Fulvio Pierangelini è stampato e nei prossimi giorni sarà in libreria.
Sono contento perchè è un libro che racconta una storia,
non è un libro di ricette, è in bianco e nero, è un libro vecchio stile
sia per la carta che per l'impaginazione.
E' stata dura perchè Fulvio non ha fatto fino ad oggi
nessun libro di ricette
e non ha mai voluto essere rappresentato dagli altri.
Lui è un grande cuoco, una persona timida, completamente dedicata al proprio lavoro.
Ha raggiunto il massimo della maturità e da alcuni anni i suoi piatti sono un condensato
di immediatezza, apparente semplicità e genialità.
I grandi di Francia, da Veyrat a
Passard a Troisgros,
i migliori cuochi inglesi, gli spagnoli lo considerano uno di loro,
un punto di riferimento internazionale.
Raffaella Prandi è andata a San Vincenzo,
ha accompagnato Emanuela e Fulvio a Firenze,
ha cenato a casa della mamma di Fulvio
a Roma, ha parlato con gli amici e con chi lo conosce bene da anni
e poi ha incominciato a scrivere.
E il libro è un racconto bello, affascinante, scritto bene.
Si, è vero, sono l'editore, ma in questo caso sono l'amico che vede
raccontata una storia che ha vissuto da amico
fin dall'apertura del Gambero Rosso di San Vincenzo, 25 anni fa.

commenti 18

Ah??! Bravi!! Mi stavo proprio chiedendo dove fossero finiti i cuochi italiani nel panorama editoriale oltre biblioteca culinaria :-))

30 Set 2005 | ore 17:38

Un libro "vecchio stile" su Pierangelini? Mi fiondo subito in libreria (appena esce)! :)

A questo punto, una domanda ci vuole: l'apertura del ristorante Gambero Rosso risale a 25 anni fa; Bonilli dice che è "una storia che ha vissuto da amico". Uhmmm....ma c'è qualche relazione tra il nome del ristorante e quello del supplemento -poi rivista- che porta lo stesso nome? (magari lo sanno già tutti, ma io no).

Tra l'altro - è un filino fuori tema, ma si è visto di peggio!-, dopo il precedente "concorso"...ops...indovinello...su questo blog mi sono rimaste un po' di curiosità.
Sono andata a vedere in biblioteca il primo numero del Gambero Rosso, e ho trovato sul Manifesto della settimana precedente la presentazione del nuovo supplemento. E ancora più indietro, un articolo di Bonilli che si chiamava già "Il Gambero Rosso" (e parlava di un locale di Roma che si chiamava in tutt'altro modo che ora non ricordo...un certo Luciano?). Era il titolo di una rubrica?

(sì lo ammetto, sono una maniaca dei micro-dettagli...che ci posso fa'?!)

30 Set 2005 | ore 21:09

Grande Pierangelini. Timido, introverso. Uomo di animo gentile e buono ed innamorato della propria geniale passione : La cucina.
Come tutti i grandi artisti nutre un'amore viscerale per le proprie creature. Amore che va rispettato ed ammirato. Grazie per le emozioni che ci regala ad ogni incontro.

30 Set 2005 | ore 21:35

Inimitabile, intramontabile, inarrivabile...

30 Set 2005 | ore 23:25

Luciano Guerra, il proprietario di Cesaretto, un locale fondamentale nella storia di Roma, nella storia personale di molti, me compreso.
Questo era l'articolo del manifesto di cui parla gumbo chiken.

01 Ott 2005 | ore 11:24

Però nel titolo c'era scritto anche "Il Gambero Rosso" . Era il titolo di una rubrica - prima che di un supplemento? E l'ispirazione a scegliere quel nome c'entra con il ristorante di San Vincenzo oppure no?

(e ora smetto perchè non vorrei toglierei i riflettori a Pierangelini, legittima star di questo thread...).

P.s. To', ho visto che per gli iscritti al Girone dei Golosi e abbonati vari c'è l'acquisto superscontato di questo libro. Non andrò in libreria, allora...

01 Ott 2005 | ore 11:54

Secondo me c'entra Collodi. L'osteria del "Gambero Rosso" è il luogo dove Pinocchio ecc... ecc...ecc...

01 Ott 2005 | ore 22:10

Ops! Vinsax...sei molto più perspicace di me (o almeno hai molta più memoria sui libri letti!) :)

Resta la curiosità sul fatto che esistesse una rubrica sul Manifesto prima del supplemento o no.
(giuro non posto più commenti su questo argomento un po' OT)

01 Ott 2005 | ore 22:57

Il Gambero Rosso è uscito il 16 dicembre 1986 come supplemento del manifesto ma il progetto, ovviamente, era in fieri da vari mesi e così la rubrica pre-supplemento aveva volutamente il nome Gambero Rosso. Lo spunto per il nome è Pinocchio ma anche le vicende politiche di quel periodo hanno influito: la sinistra arretrava alle elezioni e quindi...
Nome del supplemento e il supplemento stesso sono farina del mio sacco, nel manifesto e fuori tutti mi guardavano un po' come un matto: un giornalista economico che lascia il settore per scrivere di tagliatelle!
Per la cronaca il primo numero del Gambero Rosso in abbinata col manifesto registrò un + 30% di vendite...
è stato solo allora che il supplemento è diventato "una bella idea" e non un numero unico.
Il Gambero Rosso di San Vincenzo, nel frattempo, aveva già avuto successo e Fulvio Pierangelini era già un cuoco di rilievo nazionale.
Erano 18 anni fa...

02 Ott 2005 | ore 18:37

Gumbo, è solo memoria. Però,quello che non mi ricordavo è il menù di quella cena di Pinocchio con il Gatto e la Volpe.
Ho fatto una breve ricerca su internet(non avendo il libro a disposizione)e al XIII cap. di Pinocchio ho trovato: "Il povero Gatto ...trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana...e si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio. La Volpe... lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno di pollastre e galletti di primo canto... e per tornagusto un cibreino di pernici ,starne, conigli, ranocchi, lucertole,e uva paradisa.Pinocchio mangiò uno spicchio di noce e un cantuccino di pane.In un altro capitolo del libro (XXVIII)Pinocchio rischia di essere fritto in padella con naselli, ragnotti(?), muggini,sogliole e acciughe. Collodi si era informato bene sulla cucina (a parte le lucertole che sono una chiara invenzione letteraria). La lepre dolce-forte e il cibreo li troviamo anche nell'Artusi ma qualche anno dopo l'uscita del libro di Collodi.

03 Ott 2005 | ore 11:01

Grande Pierangelini? Boh!
Verso la metà del mese di marzo di quest'anno telefono al ristorante "Gambero Rosso" di S. Vincenzo per prenotare un tavolo per 4 persone per il 2° venerdì di maggio. Mi risponde un signore (probabilmente il titolare) che mi rifiuta la prenotazione dicendo che "forse" non c'era posto. Lo prego di considerare allora uno qualsiasi dei venerdì di maggio ma lo sento molto dubbioso e dopo aver voluto sapere se ero un cliente ("certo, sono un NUOVO cliente", ho risposto io), mi invitava ad inviare un fax che tuttavia, dopo un mese, non ha ricevuto risposta.
Che Pierangelini sia un "caratteriale" lo sapevamo, ma se uno è grande lo deve essere sempre!

12 Apr 2006 | ore 23:16

Confermo quanto sopra 4 giorni che chiamo per una prenotazione e non ottengo nessuna risposta al telefono e addirittura ricevo la risposta: "connessione non consentita", il + delle volte il telefona suona vuoto a tutte le ore.
Grande si, ma anche un grande cafone. Non si è mai visto un trattamento del genere verso una possibile clientela. Vedo un grande declino all'orizzonte, qualcuno ha perso la bussola.

19 Ago 2006 | ore 17:29

Se voi aveste un ristorante di successo, con una clientela affezionata che spende molti soldi, abituale quindi, sicuramente dareste precedenza a queste persone, che nel corso del tempo sono diventate delle amicizie più che semplici clienti. Non disperate, avrete anche voi la vostra serata al Gambero Rosso, prima o poi... Voi fareste lo stesso, no forse voi no, non avreste problemi di prenotazione.

07 Set 2006 | ore 17:03

Angelo, non hai afferrato il concetto: qui non si tratta di problemi di prenotazione ma di EDUCAZIONE!

27 Ott 2006 | ore 00:16

fulvio è semplicemente grandioso.
ancora mi assilla la sua ostrica con mortadella.
con il sifone, si potrebbe pensare solo ad una replica di sensazioni miste alla tipica spettacolarizzazione che ne deriverebbe.
dubito però si riesca a raggiungere lo stesso equilibrio di concretezza e di pulizia al contempo

09 Nov 2006 | ore 16:42

Signori manteniamo i piedi per terra stiamo parlando di cibo, riserverei gli aggettivi di genio,grandioso etc.etc. ad altri, che so' magari a chi ha inventato la pennicellina.
E comunque se io telefono per prenotare una cena (pagando quello che pagano gli"affezionati clienti"), mi aspetto almeno l'educazione di una risposta in caso contrario stiamo parlando forse di un grande cuoco ma di una

21 Feb 2007 | ore 08:42

Cercasi grande cuoco per cucina italiana, in Belgio . per info 0032475789484 Ristorante Alberobello P Laquintana

19 Ott 2007 | ore 23:17

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