08
Ott 2005
ore 17:40

Fuori piove...

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Berebene2005.gif

E' la copertina della penultima edizione dell'Almanacco del Berebene.
La prima edizione è uscita nel novembre del 1991.
Nei prossimi giorni uscirà l'ultima edizione, l'Almanacco 2006: fino ad oggi 15 edizioni.
In questa pubblicazione si parla dei vini fino a 8 euro e dal 1991 il Gambero Rosso dedica un'attenzione specifica a questi vini, ai vini di tutti i giorni, alla fascia abbordabile per prezzo e qualità.
Poi c'è la guida Vini d'Italia dove si dedica attenzione alla fascia media, medio alta e alta della produzione vinicola italiana.
Divisione di target, di mercato, di prodotti editoriali.
Questo, a chi è addetto ai lavori, è cosa nota e sbirciata.
Eppure c'è un noto giornalista del settore, uno che ha vinto, per intendersi, il 1° premio giornalistico Distillerie Tenute Collesi, (lo cito dal suo curriculum che lui pubblica orgogliosamente), che dice "che palle la guide, sempre gli stessi vini premiati e tutti costosi".
Ormai queste pubblicazioni hanno fatto il loro tempo.
Eppure anche lui pubblica guide quindi è un editore-concorrente, anche lui scrive di vino, anche lui...
Controcanto da quello che si firma francotiratore e disquisisce su un dolcetto, troppo costoso, e quindi premiato per i gonzi e anche lui è sulla posizione vini-costosi-che non compra nessuno-guide che hanno fatto il loro tempo.
Si trova molto d'accordo Aristide, sito-blog sociale di attenzione alle tematiche del vino e del cibo.
Molti altri si potrebbero citare e tutti devono dire che delle guide dei vini non se ne può più, ma in alcuni casi suona tanto come la volpe e l'uva.
A me, che da tanti anni pubblico guide, questi discorsi non giungono nuovi e devo dire che non capisco la critica in sè, perchè questi sono i vini che prendono i punteggi più alti in degustazioni coperte, non capisco la critica sull'inutilità (schematizzo il concetto) fatta da uno che pubblica a sua volta libri (utili?).
Non capisco il discorso sul prezzo quando c'è una pubblicazione apposita, che tra l'altro vende un mucchio di copie, rivolta ai consumatori quotidiani o quasi con vini da 5/6 euro premiati e quindi suggeriti.
E non posso certo pensare alla malafede.

commenti 16

Caro Bonilli,
mi spiace che traduci una piccola critica agli elenchi delel guide con la malafede, che vedi concorrenti anzichè colleghi. Forse questo deriva da una tua posizione culturale di derivazione egemonica, e tutto ciò che esiste intorno reca disturbo. Per me non è così. ciò che c'è intorno accresce tutti. Ho sempre scritto, fra l'altro, che consulto e mi confronto volentieri, tra le guide, con quella di Slow Food e Gambero rosso, quindi non è una demonizzazione sul tuo lavoro,a nzi...
Però dammi atto che l'ampio elenco di superpremiati dalle guide dei vini, con un riconoscimento ormai identificabile in un fedele pool di aziende, ha meno appeal che in passato e che i consumatori appassionati aumentino i confronti, essendoci davvero tantissime novità. Detto questo non penso affatto sia un inutile lavoro, anzi, è una base da cui partire per un confronto. E chi arriva primo tiene testa.
Sui premi che uno riceve, cosa vuoi, dopo che tu hai ottenuto il Premiolino tutto il resto è certamente spazzatura; mentre sulla guida ai vino sotto gli otto euro, hai ragione, dimenticavo che avevate già inventato tutto... E che gli spazi sono coperti. Bisogna anche stare allineati ? Su dai ?

09 Ott 2005 | ore 09:57

Caro Massobrio, mi spiace che uno sfottò sia preso così male (alludo al premio della distilleria...), comunque ti consiglio amichevolmente di riscrivere il curriculum e te lo dico senza volontà egemonica.
E poichè vedo che un cavallo di battaglia tuo e di molti altri riguarda il prezzo del vino ti ricordavo che noi ce n'eravamo accorti già nel 1991.
Anche qui, non c'è da essere nervosi, è un dato oggettivo, c'era e c'è l'Almanacco del Berebene, e se uno se lo dimentica io glielo ricordo.
Così quando scrive le sue critiche, giuste, legittime ecc...non può usare l'argomento che i vini sono costosi come se agli autori della guida la cosa non interessasse.
E per concludere, è vero che molti nomi tra quelli dei premiati sono uguali, anno dopo anno, ma questa è la foto, cantina più cantina meno, della nostra produzione di qualità che, come tu sai bene, è solo una piccola parte del mare di vino che produciamo.
In bocca al lupo da editore a editore.

09 Ott 2005 | ore 17:03

Caro Stefano,
crepi il lupo ! Adesso ti riconosco, senza spocchia. Sul curriculum, ti ringrazio del consiglio, ma prima della forma metto innanzi il rispetto per quelle persone, enti, realtà, piccole o grandi che siano, che hanno avuto un pensiero di stima. Li cito per rispetto, tutto qua, mi sembra una cosa giusta.
Sulla lista dei vini, no, ci sarebbe da aprire un lungo capitolo, ma forse questa non è la sede. Però ti faccio una proposta, fuori dagli schemi e credo anche coraggiosa: leggimi domani sul Tempo di Roma, in seconda pagina. E in bocca al lupo per la presentazione di oggi.

10 Ott 2005 | ore 08:31

Dopo avere incrociato le spade i due contendenti si fecero il saluto, come usa tra cavalieri...

10 Ott 2005 | ore 11:23

Caro Bonilli, resto della mia idea, proporre come vino “dal migliore rapporto prezzo-qualità e quindi più conveniente” un Dolcetto di Dogliani 2004, il cui prezzo finale di vendita indicato, è di circa 11,50 euro, mi sembra assurdo.
Quando vuole posso consigliare, a lei e agli esperti della Guida, Dolcetto di Dogliani altrettanto buoni di quello che voi premiate (a settembre ne ho assaggiati circa una cinquantina, di annate 2003 e 2004) ma che costano, sia in cantina, che su scaffale, decisamente meno. Undici euro e mezzo non è un prezzo che denota particolare convenienza: lo capirei se si trattasse di un Barbaresco o di un Langhe Nebbiolo. Per un Dolcetto di Dogliani no.
Cordialità
Franco Ziliani

11 Ott 2005 | ore 12:36

Mi scuso per l'intromissione ma non sarebbe il caso di guardare anche un po fuori dal ns orticello?Farsi la guerra fra editori italiani e controproducente oggi bisognerebbe guardare al mondo europeo ed extraeuropeo, basta col conservare le posizioni acquisite da anni che sono più che legittime, ma credo si debba sempre andare avanti alcune prese di posizione sono stantie, intanto cala il turismo stiamo tenendo nell'export non facciamo il ben che minimo sforzo nel marketing che ahime tutti confondono col commercio.
Se la cantina pippo fa una degustazione al ristorante topolino di San Paolo è commercio se la regione ... presenta le sue doc in India è marketing, ma deve essere un'azione organica non sporadica, deve essere supportata da esperti non servire a mandare qualche sotto-sotto-sotto a visitare Bonbay.
saluti

11 Ott 2005 | ore 15:17

Caro Bonilli,
non mi sembra che Aristide non abbia avanzato alcuni plausibili argomenti critici. Questi potranno forse non essere molto articolati, ma si sa che i weblogs vengono letti se non sono troppo "verbosi". Quindi, invece che reagire in modo piccato in stile "come osano", sarebbe stato molto più interessante leggere le sue contro-osservazioni .
A presto rileggerla.
DD

12 Ott 2005 | ore 21:14

Io non sono piccato (dio che sensibilità hanno coloro che criticano) e quello che penso è scritto poche righe sopra, basta fare la fatica di leggere.
A presto rileggerla in modo più argomentato e anche verboso, se si vuole.

13 Ott 2005 | ore 00:50

No caro Bonilli, lei non ha replicato alle principali osservazioni critiche di Aristide - che non riguardano le piccole beghe di bottega fra giornalisti/editori concorrenti - ma sollevano, credo, alcune questioni rilevanti per tutti gli appassionati del settore.

(...) Aggiungeremo una sola ultima considerazione: le guide sono compilate con metodologie diverse e criteri di selezione raramente paragonabili. Ciò che stupisce è l'elevata difformità della qualità all'interno dei vini segnalati come "eccellenti", questione ancora più drammatica quando si affronta la classifica in termini di rapporto qualità/prezzo. Altri criteri concorrono evidentemente a formare queste classifiche, e la mancanza di omogeneità qualitativa nelle selezioni proposte sta lentamente minando la credibilità del "sistema" delle guide.

Se solo lei avesse fatto la fatica di leggere mi avrebbe risparmiato l'onere di essere verboso (con materiale altrui).
DD

13 Ott 2005 | ore 09:36

Una volta degustatore dilettante, un'altra anonimo, ma sempre la stessa persona che non firma.
Strano, no?

13 Ott 2005 | ore 12:20

Non tanto. Mi sono dimenticato di compilare i campi sopra il post.
Ah, la fretta!
Sorry,
DD

PS: spero non si debba iniziare un'inutile diatriba sull'etichetta "internettiana". Lei sa perfettamente che essere "Google stealth" è perfettamente legittimo.

13 Ott 2005 | ore 13:08

Tirato in ballo qui - ringrazio Stefano Bonilli per lo spazio e l'attenzione - Aristide puntualizza:
- le critiche alle guide vogliono essere assolutamente costruttive e assai serene;
- perchè? Perchè Aristide non è un professionista del settore vino, nè un giornalista professionista, nè ha interessi diretti nel settore. Le osservazioni fatte sul blog e qui riportate da DD non sono mosse da ostilità preconcetta o critica faziosa o litigiosità corporativa;
- Aristide è un appassionato oltre che consumatore di vino, avido lettore di guide a suo tempo e ancora oggi, che crede nella capacità delle guide di "educare" alla conoscenza del vino fornendo strumenti critici ai propri lettori;
- Aristide è un blog fatto da Giampiero Nadali il quale, per capirci qualcosa in più, ha deciso di prendere mouse, tastiera e macchina fotografica e di apprendere qualcosa sul vino documentando in sostanza il proprio viaggio;
- Aristide chiede solo più attenzione ai compilatori delle guide. Il vostro meritato successo non deve farvi perdere di vista che i veri interlocutori sono i consumatori finali (noi, non i vostri concorrenti o colleghi), che nel tempo diventano - grazie anche al vostro lavoro - sempre più preparati e "critici", e quindi sempre più liberi di giudicare non tanto le vostre singole scelte (questo o quel vino), ma la validità complessiva di una metodologia di critica enologica o di indirizzo generale della guida.
Tutto qua.
Nè guelfo nè ghibellino.
Con simpatia.

Giampiero alias Aristide

13 Ott 2005 | ore 17:10

Caro Aristide, grazie dell'intervento, grazie del tono e della pacatezza.
Io ho solo fatto notare che fin dal 1991 noi dedichiamo un'intera pubblicazione, l'Almanacco del Berebene, ai vini di basso costo.
L'argomento del costo era tirato in ballo in modo critico a proposito della guida Vini d'Italia 2006.
Essendo un lettore di Aristide ho detto che su molte cose il blog si trovava d'accordo con il francotiratore.
Io no.
Tutto qui.
Buon lavoro

13 Ott 2005 | ore 17:56

Ah! ora capisco. Si trattava solo del fatto che Aristide si trova spesso d'accordo con il Francotiratore!
DD

PS: per cortesia Bonilli, non chieda pacatezza quando è lei ad innescare reazioni "a tono".

13 Ott 2005 | ore 19:24

Io non ho capito perchè uno deve essere così petulante e così anonimo.
Non lo capisco e non capisco che cosa vuole.
Ho scritto una risposta chiara e lei legge un'altra cosa. Cos'è, il supporter non richiesto del cortese Aristide?
Di cosa stiamo discutendo?
E vuole avere l'ultima parolina?
Questi sono i misteri psicanalitici del Net.
Comunque, per quello che mi riguarda il discorso è chiuso, non amo tirarla troppo in lungo con chi polemizza nell'ombra.

13 Ott 2005 | ore 23:48

Le polemiche strumentali non giovano a nessuno ! Come in tutte le categorie anche tra i giornalisti ed esperti di settore entrano in gioco l'invidia, l'arroganza, la saccenza ecc.
Ognuno è convinto di essere il migliore degustatore, il miglior scrittore di vini ecc. ma non è cosi'. Spogliamoci del nostro ego ed impariamo ad ascoltare gli altri, confrontiamoci e discutiamo serenamente come fossimo seduti intorno ad un tavolo di una vecchia osteria a bere una buona bottiglia ! E' molto difficile degustare il vino o l'olio di oliva o il caffè, entrano in ballo molte componenti soggettive, di umore, di stato di salute ecc.
Una cosa la posso attestare personalmente : nei concorsi enologici ai quali partecipo, con grande soddisfazione personale e morale soprattutto, le bottiglie presentate sono rigorosamente anonimizzate ed allora viene fuori quello che maggiormente si avvicina alla verità : la migliore qualità percepita dalla commissione degustatrice. Credo che anche per le guide si operi in questo modo : anonimizzazione dei campioni da testare e dare la possibilità a tutti i produttori che lo chiedano di essere sottoposti a giudizio qualitativo.
Buon anno a tutti voi e che vi porti tanta pace, salute, serenità ed un mare di soddisfazioni personali, che molto spesso si ritrovano nelle piccole cose anche le meno visibili, basta avere la sensibilità di percepirle.
Con affetto
Roberto Gatti
sito : www.winetaste.it
email : contact@winetaste.it

30 Dic 2005 | ore 11:21

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