06
Ott 2005
ore 17:28
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Ho letto una recensione sul Sole24Ore di domenica...
I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...






Questo libro sta scatenando la piu' grossa controversia che abbia mai visto per un libro di "cucina".
Egullet:
http://forums.egullet.org/index.php?showtopic=74149
Mouthfuls:
http://www.mouthfulsfood.com/forums/index.php?showtopic=6710
Chez Pim:
http://chezpim.typepad.com/blogs/2005/09/the_case_of_a_s.html#more
NY Times:
http://www.nytimes.com/2005/10/05/dining/05doug.html
Vero... che siano stupidi è solo un luogo comune...degli stupidi europei...
Gli esperti prevedono uno spostamento della moda gastronomica italiana verso lo stile Bourdain oppure qui è diverso?
Se voi Gamberi avete capito che è il filone che tira...vuol dire che lo sfrutterete anche voi?
Io mi ricordo che poco tempo fa su questo blog avevo letto che i libri allegati ai quotidiani "stanno riempiendo le librerie degli italiani (che non leggono)".
D cui dedurrei che il lettore italiano medio compra il libro se è comodo da reperire (in edicola), quasi gratis (come quelli allegati ai giornali, in offerta promozionale) e senza badare alla qualità dell'offerta (l'ennesima raccolta di ricette tradizionali va più che bene).
Noi europei consideriamo gli americani degli sciocchini a cui vendere la fontana di Trevi, ma da loro funziona chi coglie nel segno, normalmente chi fa dei numeri,da noi invece si tende a parlare di chi fa qualità ossia vende pochi pezzi a prezzi alti ignorando chi fa grandi numeri a prezzi bassi.
Non necessariamente caro coincide con buono e sopratutto si taglia fuori una grande fetta di mercato perchè nelle piramidi di vendita (di tutti i settori) la punta che è si la più alta ma con i numeri minori.
Mi chiedo come mai nessun business-man italiano abbia mai pensato di creare una catena stile Mc Donald vendendo un piatto di pasta o un risotto fatto bene in grandi numeri a piccoli prezzi, sono convinto che avrebbe spopolato.
Anche aziende di caffè come Lavazza Illy o Segafredo potevano lanciare la caffetteria fatta bene in francising, ma forse non ci sono i manager giusti.
Comunque i libri di ricette non tirano più perchè quelle classiche girano da anni un po dappertutto, quelle nuove, originali, innovative prevedono attrezzature e tecniche non raggiungibili dalla signora Maria,e se vuoi fare tiratura devi vendere alla sig. Maria non a tutti i tuoi colleghi e amici.
Bye
Ma si, dai, c'è qualche genio (italiano se non sbaglio) che ha inventato la catena del cono-pizza :-)) (no comment)
Dear cavoletto la pizza e irrecuperabile è stata sventrata in tutti i modi, a Seoul l'ho mangiata su base pasta brisèe....No pensavo piuttosto a qualcosa di veramente fatto bene gestito con prodotti italiani (nel limite del possibile)una struttura snella con due paste secche due fresche e una lasagna che va sempre bene il tutto servito in un contesto giovane con un buon bicchiere di vino facendo spendere meno di 10 euros,penso che sarebbe un gran business che potrebbe essere anche eticamente corretto.
Avessi i piccioli lo metterei su in prima persona.
Bye
Insomma, hai inventato a tavola calda...!?
LOL
a) Non ho nulla contro la tavola calda ma avevo un idea un pò differente.
b)Ho mangiato dei piatti in alcuni ristoranti blasonati che in qualsiasi mensa scolastica sarebbero finiti nell'immondizia, bada ben rovinando materie prime eccellenti con preparazioni cervellotiche giusto per stupire.
c) Fare dei numeri non vuol dire fare porcherie ma interpretare al meglio i desideri della clientela, quest'ultima il più vasta possibile.
Va benissimo l'innovazione ma innovare non vuol dire imitare chi è di moda in questo momento.
Si può essere un grande CHEF con la pasta e fagioli o un imbratta padelle sifonando lingue di canarino zoppo con palpebre di ornitorinco.
Magari con la pasta e fagioli non si prendono stelle...
Ma date un occhiata al mondo del vino dove tutti pensano di vendere il vino da 25 euro in su, oggi le cantine sono piene di invenduto.
Meditate gente meditate
ugo