ore 19:00
Largo ai giovani?
Nomi nuovi, volti nuovi, indirizzi nuovi.
E' la richiesta del momento ed è anche una moda, secondo me.
E ognuno che scrive in redazione o nel forum ha il suo candidato e ti dice che il giovane sarà il futuro della ristorazione italiana.
E allora eccovi qui dei nomi:

Jorg Trafoijer e il ristorante Kuppelrain di Castelbello Ciardes
in Val Venosta.
Grande cucina creativa e una signora cantina.

Adriano Baldassarre e il nuovissimo Tordo Matto di Zagarolo: fa tutto da solo,
spesa, pane, pasticceria e ovviamente cucina.
Ce la farà?
Per ora ha debuttato nella nostra guida con un 80/100, un voto veramente alto
Senza fotografia ma non per questo meno bravo Michele Biagiola, Enoteca Le Case di Macerata, cantina stupefacente e il
giovane, Michele, che in cucina sta facendo meraviglie.
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Bravo, facciamo un po' di nomi, così Muccapazza si placa un po':-))
Un appunto al vostro fotografo: ma non poteva convincere Adriano Baldassarre a sorridere un po' mentre gli faceva la foto? Sembra quasi che lo stiano torturando:-)
Mi permetto di dissentire su questa sua frase: “E' la richiesta del momento ed è anche
una moda, secondo me”.
Io non ritengo che si tratti di una moda, preferisco pensare che il pubblico possa semplicemente avere il piacere di mangiare in tavole promettenti, che se gestite con cognizione di causa possono diventare la futura colonna vertebrale di una solida ristorazione italiana.
Io non credo che i gourmet si siano stancati di Pierangelini & Co. Ma è anche vero che il pubblico non si potrà nutrire per altri 25 anni di sola passatina di ceci e quindi ben vengano novi nomi capaci di portare una ventata di novità al solito panorama stilato dal gambero rosso e dall’espresso.
Con novità non si intende il ristorante recensito per primi in assoluto di cui chi fa le guide va fiero di aver scoperto per primo. Ma si tratta di un concetto più ampio che prevede i percorsi di maturazione e crescita di chef più o meno giovani. Le faccio due esempi, il primo riguarda Fabrizia Meroi del Laite è già una chef conosciuta e premiata dalla guida del gambero rosso ma non è una cuoca che ancora si sente nominare come Cedroni, Pierangelini, Santini e Perbellini tanto per citare gli ini eppure la sua è una cucina che sicuramente farà molta strada nel futuro, quindi se convincente, perché non proporla?
L’altro esempio di indirizzi nuovi è sicuramente Antonio Ietto della Trattoria Ezelino a Mondovi (CN) glielo segnalai su questo blog come nome nuovo della ristorazione italiana a maggio o giugno scorso e con sorpresa vedo che fa un ingresso nella guida dell’espresso 2006 con 14,5. Ietto non è un ragazzo giovane ha 40 anni o forse più e con sua moglie ha fatto una scelta precisa di ristorazione nonostante sia stato il secondo di Ezio Santin e a seguire ha maturato importanti esperienze all’estero. Non dovrebbe esser preso in considerazione perché non è un Santini, Pierangelini o Perbellini e via discorrendo con gli ini?
Personalmente mi diverte di più imbattermi in un locale nuovo o poco conosciuto facendomi sorprendere ma certe volte anche deludere o “incazzare” piuttosto di sapere in anticipo secondo uno schema categorico e metodologico quello che mi attenderà a tavola.
Dimenticavo, io non vedo tutta questa smania nei diversi forum di candidature di chef che saranno i futuri grandi chef di domani ma mi piacerebbe leggerli, dove li trovo?
Un'altra cosa, ma non era lei che si lamentava categoricamente nel forum del GR perché i riluttanti parlavano sempre dei soliti ini?
P.s. Antonio questi nomi già circolano da un po’ nell’ambiente, per placare la mia fame, anzi no, la mia è più una voglia di buono, mi ci vuole qualche altro Ferrero Rocher :-)
Mucca
Cominciamo a chiedere commenti nuovi e intelligenti quando escono le guide.
Già questo cambiamento renderebbe il panorama più divertente, meno ripetitivo e stanco.
Cara Mucca, 25 anni di Pierangelini non sono 25 anni di passatina con i ceci, questa va bene come battuta ma lui è lì perchè non ogni anno ma ogni mese si reinventa.
Quindi, giornalisticamente parlando non fa notizia, figurarsi che novità, Pierangelini al vertice o raggiunto da Vissani.
Questo per la stampa, per i giornalisti, per il capo redattore che dice "che palle, sempre i soliti cuochi" e non capisce un tubo della materia.
Ma per un appassionato dovrebbe essere diverso.
E veniamo ai nuovi: addirittura dire che nell'ambiente è cosa nota il Baldassarre del Tordo Matto è fare un'altra battuta.
Quale ambiente?
Chi lo conosce "nell'ambiente"?
Quando parlo di un ristoratore il termine conoscere significa "chi ha provato la sua cucina?".
Ora essendo aperto da pochissimo tempo il Tordo matto non è che facciamo come con le figurine, ce l'ho, ce l'ho me manca...
Qui, nel blog, nel forum e dintorni che abbiano mangiato al Tordo Matto sono proprio in pochi.
E chi se ne frega su chi l'ha scoperto...cose ridicole che non interessano a nessuno.
Il problema è il ricambio e quindi i nomi nuovi che cerchiamo per la guida sono di gente che abbia uno spessore e non di giovani che hanno capito il trucco dell'informazione e riescono a far parlare di loro.
Ma una guida è anche la fotografia dell'esistente (diciamo che ci prova) e quindi non bisogna essere geni per pensare che Pinchiorri sta in cima e ci starà anche il prossimo anno, se tutto scorre normalmente.
Il fatto è che non si vedono Vissani, Pierangelini e Pinchiorri all'orizzonte e le tre citazioni non sono casuali perchè rispecchiano tre storie e tre tipologie.
Per concludere, va bene discutere, vanno bene i nomi nuovi ma la guida ha una sua funzione: dice che i 1600 che ha scelto sono la foto (molto parziale) della nostra cucina, che poi Perbellini sia pranzo dell'anno e contemporaneamente pranzo
non riuscito per un illustre forumista, questo fa parte del gioco.
E consideriamo "gioco" anche il "pagano?", "non pagano", e la più frequente "le guide sono tutte puttane" che ricorda tanto un altro nobile slogan.
Bonilli credo che fosse abbastanza chiaro il mio tono scherzoso sulla passatina di ceci e su tutti gli altri ini. Mi consenta solo di fare una piccola precisazione. Pierangelini non solo è stato in grado di reinventarsi in cucina per 25 anni ma ha anticipato i tempi anche fuori dalle mura del Gambero Rosso prima di qualsiasi altro chef. Non sono convintissimo se sia stato il primo perchè 25 anni fa ero ancora un bebè, ma può tranquillamente smentirmi conoscendo la sua anzianità in campo gastronomico.
Anche riguardo al Tordo Matto scherzavo. Non credo proprio che sia conosciuto sul campo nazionale ma a pensarci bene neanche sul campo romano. Però quello che mi preme esprimere è che piuttosto di limitarsi a definire una moda del momento le nomination di giovani chef, la guarderei in un ottica di necessità, prima di tutto di mercato, un pò come sta avvenedo in Francia con la pubblicazione del Carnet de ruote. Magari sarebbe utile discutere se i grandi chef di oggi siano stati capace di trasmettere il loro sapere al fine di preservare anche con le nuove leve la grande ristorazione italiana, ovviamente fatta di tutti gli ini di cui sopra. Non so te ma io guardandomi intorno ho una strana sensazione........anche alla luce dei cambiamenti che sta vivendo la Francia.
A te la palla se ritieni oppurtono discuterne,
Mucca
Quelle vecchie volpi di Omnivore stanno facendo un grande lavoro.
Se c'è una sciocchezza che si può dire in questo momento sulla cucina francese è che stia ferma, seconda sciocchezza che è costosa e terza o forse prima che è una cucina pesante.
Detto questo noi abbiamo in cantiere grandi cose riguardanti i giovani perchè chi ha un ristorante ha bisogno di essere conosciuto ma deve anche sapersi gestire e questa è la parte più difficile.
Pensiamo al D'O che con la sua lista d'attesa crea ormai antipatia.
Oldani è una vecchia volpe e non un giovane ma Baldassarre, dal punto di vista mediatico, è molto sopra le righe, molto carico.
Oggi è bravo, domani?
Si monterà la testa? Sbarellerà come alcuni ex noti?
Segnalare i giovani è un problema, una responsabilità, un'ingiustizia.
Faccio un articolo, un flash Tv su "lui" e perchè non anche l'"altro"?
Quante volte ho invitato a segnalare ma, cara Mucca, credo che tu sia sempre stato il solo a fare vere e intelligenti segnalazioni.
Dice Conte "...si sbagliava da professionisti".
Due cose:
A) ho già avuto modo di dire che trovo un po' ingenerosa l'implicito rimprovero rivolto a chi non è in grado di fare segnalazioni di nuovi nomi. Per chi come voi è del settore, segue i movimenti degli chef e dei loro allievi, è abbonato alle riviste specializzate (non intendo come il Gambero, ma come Madia e Bargiornale) è "leggermente" più semplice sapere chi, quando e dove apre un nuovo locale, e andarlo a provare in anteprima.
Il cliente normale, invece, viene a conoscenza delle nuove aperture solo quando gli addetti ai lavori glielo segnalano come valido su riviste, siti o canali tv satellitari. E quindi solo a questo punto può andarli a provare
B) non sempre le segnalazioni dei nuovi super talenti si rivelano azzeccate. Mi sovviene che Muccapazza tempo fa segnalò (senza esserci mai stato) come migliore apertura romana, come astro nascente e di sicuro avvenire, l'Officina dei Sapori di via Flaminia. Ebbene, quel locale si è rivelato, alla prova dei fatti, medio, se non in qualche caso mediocre.
Evidentemente non basta essere allievi di grandi chef per essere a propria volta grandi chef, o più semplicemente per essere grandi ristoratori
Comunque, pur non essendo certo lo chef un nome nuovo, tra tutti i ristoranti provati quest'anno, quello che mi ha più entusiasmato è il Piazza Duomo di Alba, di Enrico Crippa
Il ristorante ha aperto da pochissimo, e nel mio giro di conoscenze quasi nessuno lo conosce. Quindi propagandandolo credo anche io di fare opera meritoria, pur non potendomi attribuire primogeniture sulla scoperta (cosa che sembra ossessionare altri)
Il mio ruolo di cliente appassionato è proprio quello del passaparola, la scoperta assoluta la lascio agli addetti ai lavori
...e la giovane del futuro?
tutti maschietti? :)
Per Bonilli,
Non credo che la guida di Omnivore abbia voluto testimoniare la stanchezza della grande cucina parigina a scapito della ventata di novità proposta agli angoli estremi della Francia. Ne credo che abbia voluto rimarcare i prezzi dei grandi ristoranti.
Semmai hanno posto l’attenzione ad una nuova richiesta voluta dal mercato, da parte di un pubblico desideroso di una serie di valide segnalazioni anche a prezzi “vantaggiosi”. E questo credo che possa accadere prima o poi anche in Italia.
Andrea Petrini mi ha detto che sarà a Dire Fare Mangiare e sono certo che avrete modo di discuterne più approfonditamente….quindi non ci resta che attendere un “report” su questi schermi, grazie.
Concordo che i giovani debbano avere l’opportunità di essere conosciuti al grande pubblico ma il problema, come sottolinea, non è tanto lo scoprire o il rendere noto uno chef, quanto la continuità del presunto cavallo vincente di sapersi gestire al meglio per trarre maggior vantaggio da quel briciolo di popolarità ottenuta. Per uno chef il rischio di bruciarsi è o di restar fulminato per un trafiletto è perennemente dietro l’angolo.
Personalmente considero Oldani piuttosto che una volpe un “Paraculo” mentre Adriano Baldassare credo che possa diventare il nuovo simbolo a cui tanti giovani possono trarre ispirazione per mettersi in proprio, seguendo il modello di gestione di un ristorante interamente costruito attorno alle proprie dimensioni e capacità, prendendo spunto dal “carico” Adriano.
A fronte del suo intervento sorge una domanda: Cosa prevede il cantiere costruito al gambero rosso per i giovani chef? Non può lanciare la polpetta e poi ritirare la mano, non ci lasci con il fiato sospeso come nelle telenovelas di cui sono un grande appassionato….
Per Antonio.
Se non sbaglio sono stato a L’Officina dei sapori due anni fa, comunque ricordo perfettamente che al tavolo non molto distante dal mio c’era Giancarlo Perrotta, credo che la scheda del 2005 l’abbia compilata lui.
Non segnalai nel forum l’Officina dei Sapori come astro nascente e di sicuro avvenire perché ricordo di non avergli dedicato un Post-it, ma ritenni opportuno segnalarlo nelle Olimpiadi dei Riluttanti come migliore e promettente apertura per il mercato romano. In guida 2005 è esordito con 75 punti, con una cucina ed una cantina che poteva avere ulteriori margini di crescita, insomma il discorso mi sembra diverso. E comunque a conti fatti totalizzai il miglior punteggio nelle Olimpiadi de Riluttanti, era carina come idea, no?
Anche nel Gastronomo ho voluto segnalare per il momento il wine bar C.bo della Sala Borsa ed è mia intenzione segnalare anche il ristorante Cru che fa sempre parte della stessa gestione. Ho già mangiato diverse volte li e sebbene lo chef non lo definirei per il momento un astro nascente della ristorazione italiana non posso negare le sue ipotetiche potenzialità, per il momento mi preme semplicemente capire quale sia lo stile di cucina a lui più adatto per esprimersi meglio.
P.s.
Non sono abbonato ne a La Madia e tanto meno a Bargiornale comunque le ho viste e forse la Madia me la inviano pure gratis assieme a Fuoricasa e al Mio Vino ma son sicero, non mi piacciono preferisco altre letture.
Mucca
Va bene larga ai giovani,ma fate attenzione non si diventa chef di cucina a 25 anni e tanto menom bravi,con solo 6/7 anni di esperienza alle spalle,e con una scuola dove non si insegna nulla.Andiamoci piano la cucina è una cosa seria,e l'arte è arte,la cucina è ARTE.