25
Ott 2005
ore 18:36

Psicosi

< >

Chissà cosa pensa un pollo italiano?

pollo1.jpg


Quello che pensa la gente è facile immaginarlo.

fobia.jpg

commenti 20

Mmm, non so... Vede, direttore, stranamente, all'estero (esco di due settimane di tg francesi, belghi, ollandesi e inglesi), non si vedono branchi di ministri ingozzare fettine di pollo come scemi (scusate, ma c'era bisogno di dare l'esempio in modo così stupido? e perché? per non far crollare il business di Amadori??), e si invita a un po' di prudenza. Che non è ovviamente psichosi ma piuttosto semplice buon senso. Così com'è buon senso pensare che in questo periodo magari possiamo anche far a meno di mangiare pollo & co ché, in fondo, non è mica come privarsi di un bene di primissima necessità...

25 Ott 2005 | ore 18:58

E perchè?
Forse il pollo fa male?
E' una sciocchezza e non c'entra Amadori o Aia, c'entra il buon senso.
Il pollo arrosto non ha nessuna relazione che il virus.
La vera speculazione la si sta facendo sui vaccini.
La follia è parlare di pandemia e centinaia di migliaia di morti come fosse un'ipotesi possibile e a breve.

25 Ott 2005 | ore 19:07

In effetti la psicosi in italia è alimentata più dalla stampa che non da una vera conoscenza del fenomeno.L'influenza ha fatto meno morti nel mondo che il piatto della doccia in italia. Si rischia di più a scivolare lavandosi che a mangiare un pollo arrostito.Eppure eccoci a parlare di pandemia e di milioni di morti. Va bene prevenire meglio che curare, ma perché questa gente tanto premurosa non si preoccupa che la metà del mondo muore di fame o di AIDS? Forse che servano nuove risorse alle aziende farmaceutiche, nuovi alibi ai ministri dell'ultim'ora etc...?QUesta settimana ho acquistato un pollo e un'anatra e al momento godo di ottima salute. Vado a fare gli scongiuri...

25 Ott 2005 | ore 20:05

(In quanto chicken, devo pur dire qualcosa sull'argomento!)
Oggi ho sentito che hanno vietato l'allevamento di polli all'aperto. Questo significa che possiamo mangiare solo quelli provenienti da batteria-lager?

Poi ho letto che a causa della psicosi anti-pollo "nella sola Italia si parla di un danno di 150 milioni di euro al mese. 80 mila posti di lavoro sarebbero a rischio."

TUTTO questo, per la speculazione sui vaccini? E' un business così grande? LE case farmaceutiche sono cosi potenti?
O c'è qualcos'altro che mi sfugge?

26 Ott 2005 | ore 00:37

Veramente, non me la sento di fare da difensore a chi si fa prendere dal panico, ma poi io vengo dal paese della diossina e della peste suina, insomma, ne ho visto altre ;-) Inoltre, in questo momento, ciò che veramente m'insospettisce non è tanto il rischio di mangiare un animale infetto (che non c'è, okay), che quello dovuto al calo dello smercio. E poi veramente trovo assurda questa cosa di dover rassicurare a tutti i costi. Del resto trovo curioso che parlate di esagerazione nei media italiani mentre, per quanto mi riguarda, è soltanto qui che abbia sentito ripetere all'infinito che non c'è nessunissima ragione di smettere di mangiare volatili. Altrove i tg si aprono sui casi sospetti del giorno e invitano, comunque sempre calmamente, a non mangiare uova cruda per esempio... Del resto mi sono avvicinata 3 giorni fa a un branco di oche selvatiche per fotografarle, se non mi sentite più saprete perché ;-)

26 Ott 2005 | ore 00:43

stiam parlando di polli...pensa al potere delle case farmaceutiche che non hanno ancora approntato nulla per l'emergenza aids in africa....altroche' sono una silentissima potenza economica....
:-(

26 Ott 2005 | ore 00:44

stiam parlando di polli...pensa al potere delle case farmaceutiche che non hanno ancora approntato nulla per l'emergenza aids in africa....altroche' sono una silentissima potenza economica....
:-(

26 Ott 2005 | ore 00:44

Per chi ha voglia di approfondire la questione, consiglio la lettura:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=815

26 Ott 2005 | ore 09:51

comunque la psicosi c'è e come e chi può ne approfitta per seminare il terrore e vendere copie...guardate Newsweek di questa settimana...

http://www.msnbc.msn.com/id/9787849/site/newsweek/

due paroline incoraggianti che offre la rivista?
ecco qui:...global health officials are nervously watching their borders and preparing for the worst

grazie mille...

26 Ott 2005 | ore 10:39

Riassumendo:
- alcune case farmaceutiche vendono milioni di vaccini che altrimenti non intereserebbero a nessuno
- aumenta la popolarità di alcuni politici, che fanno un po' di scena sulla salvaguardia della salute della popolazione
- si bloccano le importazioni da alcuni paesi
- si vietano gli allevamenti all'aperto
- si distrae la gente da altri problemi ed eventuali fonti di malcontento generale
- con il flagello del secolo in copertina si vendono più giornali e si fa più audience
- si fanno crollare le vendite di alcuni prodotti alimentari
- si cominciano a vendere prodotti stravaganti come le mascherine anti-pandemia consigliate dalla Comunità Europea a "soli" 95 Euro per 15 pezzi!

Non riuscirò mai a capire dove inizia un interesse occulto e dove finisce l'altro...!

26 Ott 2005 | ore 11:14

a piu' largo raggio la guerra in iraq che ha fatto riempire le tasche ai falchetti produttori di armi amici di bush.....

26 Ott 2005 | ore 11:18

a piu' largo raggio la guerra in iraq che ha fatto riempire le tasche ai falchetti produttori di armi amici di bush.....

26 Ott 2005 | ore 11:19

a piu' largo raggio la guerra in iraq che ha fatto riempire le tasche ai falchetti produttori di armi amici di bush.....

26 Ott 2005 | ore 11:19

Che una parte della stampa, in Italia come all'estero, usi il virus H5N1 per creare "la notizia" (il,panico é a mio parere il risultato secondario), non deve stupire. Come non deve stupire che le industrie farmaceutiche, anzi una sola, la Roche, speculino sui farmaci antivirali (molto piú che sui vaccini che esistono solo in quantità minime e la cui vera efficacia é in discussione). Nessuna delle due notizie é una novità. Dall'altro lato, non vedo perché chiedere un po' di cautela sia sbagliato, certo usando il buon senso e senza creare panico.

Mi sembra peró che non sia chiaro il vero problema. Il virus H5N1 é pericoloso -70% di mortalità é davvero molto- ma sembra poco infettivo, tant'é vero che la maggior parte delle persone colpite sono coloro che con gli animali infetti ci lavoravano ogni giorno. Quello che spaventa gli epidemologi é altro. Se questo virus si ricombinasse con il virus dell'influenza umana, cosa possibile, il rischio di un'influenza come quella Spagnola del 1918 sarebbe davvero alto. Questa possibile ricombinazione non é certa, e se avvenisse potrebbe anche succedere tra qualche anno, anche se va notato che i virus si modificano molto piú velocemente di altri agenti infettivi. Dovremmo per questo prendere il rischio sotto gamba o aspettare fino a quando il rischio diventa realtà? Non credo.

Va notato che i modelli di espansione di una tale possibile epidemia (modelli che vengono studiati di routine per molte delle possibili epidemie), sviluppati da gruppi indipendenti in diversi paesi, sono forse persino piú seri e preoccupanti di quello che arriva sulla stampa non-specializzata. Questi modelli non vengono sviluppati per creare panico ma per progettare una startegia efficace per combattere il rischio, strategia che fino a questo momento nin é stato possibile sviluppare con efficacia a causa di 1) mancanza di un vaccino efficace in quantità utili ad una vaccinazione di massa; 2) lite tra gruppi farmaceutici rigardo i brevetti necessari per produrre una quantità utile di farmaci antivirali intempo utile. Inoltre é poco proponibile parlare di intreccio di interesse tra industrie e scienza in questo caso. Alcune delle pubblicazioni che stanno dando grande rilievo al problema (per esempio new scientist) sono molto critiche dell'attegiamento dei giganti farmaceutici, e nonostante questo non sminuiscono il rischio a cui ci potremmo trovare di fronte.

No Panic, come avrebbe detto il compianto Douglas Adams, ma per favore, non facciamo finta di nulla.

26 Ott 2005 | ore 11:33

L'ultimo commento mi sembra molto istruttivo. Solo a questo punto viene volgia di collegarlo con quello di Bonilli.
Quale sarebbe la giusta e corretta misura per contenere la proeoccupazione?
Quale comportamento alimentare adottare con i polli e le uova?
Io sono una fobica. E' sufficente una possibilità su un milione per impedirmi di fare una cosa. Per dirla tutta non vado più in metropolitana a Roma da giugno, il pollo non fa parte della mia dieta settimanale e quindi non mangiarne non è stato un sacrificio. Ma è una stupidagine lo so e del resto non potrei fare a meno delle uova.

26 Ott 2005 | ore 12:50

Per Alberto:

Tu scrivi "mancanza di un vaccino efficace in quantità utili ad una vaccinazione di massa"

e allora io ti chiedo: "Ma le trenta milioni di dosi già prenotate dal governo italiano delle quali sento parlare tutti i giorni cosa sono"?

26 Ott 2005 | ore 12:54

Non sottovalutiamo il problema ma non bisogna nemmeno esagerare! Sui giornali su questo argomento si sono lette una serie di nefandezze da far rizzare i capelli! E non tutti i lettori sono esperti di microbiologia o medicina per rendersene conto. Risultato: il "popolo" non mangia più il pollo. All'incirca quello che era successo nel fantomatico periodo mucca pazza.
Ammesso per assurdo che il virus si possa trasmettere per via alimentare(e su questo nutro profondo dubbi), vorrei sapere chi ama mangiare il pollo crudo! Sì, perchè è sufficiente cuocere bene la carne per uccidere il virus..Perchè non scrivono questo sui giornali?!
E se i ministri si fanno fotografare a mangiare pollo non ci lamentiamo, almeno danno un segnale alla gente. Queste fobie creano grossi danni agli allevatori e a tutti quelli coinvolti nel settore.
Vi dirò di più: se c'è un momento buono per mangiare carne di pollo è proprio questa! Costa di meno ed è più controllata del solito.

26 Ott 2005 | ore 15:12

Pino, prenotate non vuol dire che siano li. Secondo le stime che ho letto, per produrre una quantità di vaccino sufficente a coprire le attuali richieste ci vorrebbe fino a metà del 2007. I problemi sono due: 1) per produrre un vaccino efficace bisogna utilizzare una determinata dose di virus attenuato o proteine virali. Questa dose é al momento talmente alta che con le scorte di proteine virali disponibili al momento si possono produrre massimo 900 milioni di dosi di vaccino, utili a vaccinare 450 milioni di persone. Se pensamo che solo in Cina ci sono oltre un miliardo di abitanti é facile vedere che non basta. Per questo diversi gruppi di ricerca stanno cercando di produrre un vaccino funzionate che richieda minori dosi di proteine virali, ma ci vuole tempo. 2) Se le case farmaceutiche volessero si potrebbe aumentare la produzione, purtroppo stanno perdendo tempo litigando sui brevetti, esattamente come per i farmaci antivirali.

26 Ott 2005 | ore 15:30

Cavolo è come facciamo se il "popolo" non mangia più i polli?

Io me lo immagino così il popolo post-aviario
"ce piacciono i legumi, la soia e le verdure perché so senza spine e nun so come er baccalà".

Un saluto a tutti

26 Ott 2005 | ore 15:57

I polli sono allevati in condizioni pessime.Spesso le carni dei volatili morti sono stati pasto per altri animali.
Il virus h5n1 è in circolazione dagli anni '90, infatti nei paesi asiatici nel giro di 15 anni ci sono state molte vittime. Ora la bugna è scoppiata in tutto il mondo. Le ns carni non sono sicure affatto, basta che un pulcino passi le ns frontiere per venire etichettato come prodotto italiano, pertanto chi ha una corretta informazione sa benissimo che le affermazioni dei ns ministri italiani, circa la sicurezza dei polli sono infondate.Inoltre lo sterco del pollame ( in gergo "pollina") da sempre viene usato per alimentare i pesci di allevamento e gli animali a carne rossa. La pollina opportunamente miscelata a mangimi secchi è il principale alimentoi di vitelli, maiali e pesci. Se portate la carne di un pollo nei laboratori NAS o ASL e chiedete le analisi di laboratorio
per verificare la composizione della carne, avrete sicuramente delle sorprese. Il 15% della carne di pollo è costituita da medicinali di basso costo, a volte scaduti, tipo antibiotici e ormoni. Il pollo uccide, non mangiatelo e non datelo ai bambini. Rifiutate le mense scolastiche e i pasti negli ospedali. Questi ultimi sono i primi luoghi, dove vengono smaltiti i cibi spazzatura.

25 Feb 2006 | ore 20:37

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