ore 15:48
Uffah, sempre le stesse facce...

A leggere articoli, blog e forum c'è come una scontentezza per il ripetersi degli stessi nomi ai vertici delle guide.
Mi chiedo: ma questi signori che vedete in foto li levereste?
E chi sarebbero i nuovi, altrettanto bravi, con i quali sostituirlii?
Ripenso alle classifiche di serie A: se non è Juve è Milan intervallato dalla Roma (l'Inter aspetta da 17 anni!).
Le classifiche di Formula 1: se non è Schumacher è Alonso o Raikonen.
Vogliamo parlare della Moto GP?
Rossi, Capirossi, Gibernau e Biagi.
Ma perchè quando escono le guide dei ristoranti ogni anno dovrebbe esserci una rivoluzione?
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Perchè lei parla di competizioni in cui chi oggettivamente è più forte vince,ma se invece guarda ai settori dove c'è il giudizio mi piace non mi piace vedrà che c'è molto più movimento.
Nella musica nel cinema non vincono sempre gli stessi.Magari sbaglio...
Saluti
Magari quelli che sono ritratti nella foto non li toglierei, però li affiancherei da una leva di nuovi ed emergenti chef, il confronto sarebbe sicuramente più divertente e stimolante soprattutto per un pubblico incuriosito e stanco della solita minestra.
In quella foto ci avrei visto bene Riccardo Camanini chef di Villa Fiordaliso a Gardone Riviera. E’ l’unico Marchesi boys di cui tanti palati si sono sbadatamente dimenticati. Ora può anche non fidarsi del mio riluttante palato ma provi a parlarne a Dire Fare Mangiare con Andrea Petrini o R.G. Santos…
Mucca
Beh, per la musica non direi proprio che girano molti nomi, ieri sera sono stato a sentire Abbado, un nome nuovo, teatro esaurito e ovazioni. Al piano Marta Argheric e lunedì Pollini, entrambi nomi nuovi, come è noto.
Come Rossi, Schumaker, Spielberg, Stephen King ecc...
Insomma, la notorietà e "l'ovvio" prevale su tutto.
Beh, comunque non è così in tutti gli sport. In equitazione per esempio girano ovviamente un bel po' di nomi mitici ancora in attività, ma comunque un rinnovo del vertice c'è ogni 4-6 anni, perché nessuno rimane indefinitamente al top. L'ovvio, la punta dell'iceberg, va bene per il grande pubblico, poi, quando si comincia ad aprezzare si scende nei dettagli, nella classifica e si scoprono cose magari non perfette, magari più particolare, che incantano di più. Ed è proprio questo, il bello, o no?
Giusto un paio di giorni fa ho sfogliato Musica Jazz e ci ho trovato gli stessi nomi di circa 4 anni fa (quando lo compravo un po' più spesso).
Nel pop c'è ricambio, perchè i personaggi sono...usa e getta!
Riguardo i grandi nomi ai vertici delle guide gastronomiche non mi posso lamentare perchè non ho ancora fatto in tempo ad annoiarmi di vederli...
Qualche giorno fa girava un post sui mali della critica gastronomia di sx o di dx.
Qui sopra c'è uno spaccato emblematico di questo male:
se uno non va a vedere un concerto di Abbado non è perchè non gli piace ma perchè è grezzo perchè ascolta e canticchia Cremonini o i Negroamaro.
Quando Rutelli commentava la sconfitta alle ultime elezioni non era lui che non aveva ben comunicato ma gli italiani che non avevano capito.
Se poi vogliamo parlare di Valentino Rossi che dire e sceso da una moto vincente (Honda) per salire sulla moto perdente (Yamaha) con nessun cambio di risultati continua a vincere.
Il simpatico Biaggi ha fatto il percorso inverso anche lui con risultati costanti perde sempre, ma mai per colpa sua.
La parola d'ordine è AUTOCRITICA!!!
ugo