06
Nov 2005
ore 18:53

Classifiche dei libri piu' venduti

< >

RistorantiGR2006.jpg


Corriere della sera: 6° posto, categoria Varia.
In classifica da tre settimane
La Stampa-TuttoLibri: 5° posto, categoria Varia

BerebeneGR2006.jpg


La Stampa-TuttoLibri: 6° posto, categoria Varia

PS
Altre guide non sono in classifica.

commenti 34

la mia e' fallata
ha notizie di altre copie fallate in giro direttore??

06 Nov 2005 | ore 19:23

Per curiosità...anche gli anni scorsi era così oppure è cambiato qualcosa?
Le altre guide non sono entrate in classifica quest'anno, o ne sono già uscite?

06 Nov 2005 | ore 21:16

Tutti gli anni dopo la presentazione delle tre forchette, la cena dei cuochi premiati e gli articoli e servizi televisivi che raccontano il tutto la guida dei ristoranti del Gambero Rosso va in testa alle classifiche e batte regolarmente la guida dell'Espresso.
Quanto alla copia fallata, basta andare nella libreria dove la si è acquistata e farsela cambiare. I librai la scalano dalle copie ricevute, non c'è problema.

06 Nov 2005 | ore 22:16

Delizioso ego...
Massimo

07 Nov 2005 | ore 18:01

Deliziosa classifica...chi c'è gode, chi non c'è e fa una guida, rosica.

07 Nov 2005 | ore 19:38

Non sempre essere i più acquistati significa essere i migliori...anche se può succedere

08 Nov 2005 | ore 11:18

quante copie vende in media ogni anno la guida ristoranti?

08 Nov 2005 | ore 11:20

Intanto bisogna riuscire ad essere nella classifica dei libri più venduti, e questo a noi accade da vari anni, poi si può discutere della qualità.
Io me ne guardo bene, e infatti non l'ho scritto, dal dire che primo in classifica significa essere il migliore.
Però preferisco discutere essendo primo (come è accaduto la scorsa settimana sul Corriere della sera) piuttosto che essere lodato e vendere poco.
Già, perchè l'attività editoriale presuppone anche la vendita e la vendita è anche un indice del successo o meno di un libro.
Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso vende tra le 55.000 e le 65.000 copie ogni anno tra libreria, edicola, vendite dirette e vendite speciali.
Nelle classifiche entrano oltre al Gambero Rosso, la guida dell'Espresso, ovviamente la Michelin, che è la più venduta, e la Guida delle osterie.
Di altre guide in questi anni non ho mai visto traccia nelle classifiche.
Vorrà dire qualcosa?

08 Nov 2005 | ore 12:59

e la guida del touring?

08 Nov 2005 | ore 14:33

E' vero che nel 2005 la guida dell'Espresso ha venduto quasi 90.000 copie?
Esiste un sito in cui si possono vedere le classifiche con relativi dati di vendita?

Grazie,
Mucca

08 Nov 2005 | ore 15:17

Io non posso e non voglio parlare degli altri, io sto riferendo le classifiche pubblicate dai tre più importanti quotidiani nazionali, Corriere della sera, Repubblica e Stampa.
In queste classifiche c'era e c'è da tre settimane la guida del Gambero Rosso dei ristoranti, c'era e non c'è più la guida dell'espresso.
La guida del touring non c'è mai stata quest'anno e che mi ricordi neppure negli scorsi anni.
Le classifiche sono redatte dalla Demoskopea monitorando 120 librerie a rotazione per quel che riguarda TuttoLibri della Stampa e in modi similari per gli altri due quotidiani.

08 Nov 2005 | ore 15:34

come si fa per lavorare alle guide?

08 Nov 2005 | ore 15:44

Non volevo inopportunamente parlare e porre l'attenzione sulla guida dell'espresso a scapito di quella del gambero rosso.
E' solo che io credo sempre a tutto quello che mi dicono....ed ero molto curioso di conoscere la verità su quell'importante traguardo di vendite.

Tornando cmq in topic secondo me Bonilli ha fatto bene a parlare del successo di vendita del gambero, certo se l'avessero fatto altri blogger non si sarebbe caduti nel sospetto dell'autocelebrazione del proprio ego personale ma da capostipite dell'egoipertrofico credo che questo post ci stasse dentro gli ultimi argomenti trattati sul papero giallo.

Semmai se non vado fuori ot vorrei chiedere a Bonilli se magari potesse fare un apposito topic inerente al successo di vendite delle guide contrapponendolo al rischio web (forum-NG-blog). Anche se a quanto pare il proliferare di informazioni gastronomiche in rete non ha scalfito per nulla il fascino della carta stampata.

P.s.
Per quanto riguarda la mancanza di tante altre guide nella classifica delle maggiori vendite sicuramente un motivo c'è e credo che lo conoscano un pò tutti.

Scusate per la prolissità e per l'ot.

Mucca

08 Nov 2005 | ore 15:51

la guida del gambero li visita tutti i ristoranti che sono pubblicati?

08 Nov 2005 | ore 15:55

Fra esperti di enogastronomia è uso comune accusarsi vicendevolmente di autocelebrazione ogni volta che qualcuno parla delle cose che fa e organizza oppure è di moda solo nei confronti di Bonilli e il Gambero Rosso? (che so magari per un senso di competizione...)

08 Nov 2005 | ore 18:08

Io comunque autocelebro con grande felicità e invito chi può, cioè chi c'è in classifica, ad autocelebrarsi.
Dopo un anno di lavoro è il minimo.

Escludo di rispondere alle seguenti domande:

visitate tutti i ristoranti che sono pubblicati

visitate anonimamente

pagate il conto

Non rispondo perchè negli ultimi cinque anni di queste e altre cose si è discusso lungamente.
Chi arriva adesso ed è curioso vada a cercarsi il riassunto delle puntate precedenti.

08 Nov 2005 | ore 18:19

Molto carino. Grande considerazione per gli ultimi arrivati. Questo è l'esempio chiarificatore di quanto detto in altri post. La sinistra gastronomica è antipatica e non sa comunicare. Si autocelebra e dall'alto dei propri successi e del proprio vastissimo sapere giudica gli altri poveri spettatori troppo ignoranti per partecipare al discorso. Costa troppa fatica rispondere a chi fa delle domande? Dialogo up come dicono i geni del marketing!
Ritrovare un po' di umiltà non guasterebbe e renderebbe più simpatici. Un leader della sinistra pur colto, pur preparato, pur politicamente accorto ha perso in passato l'elezioni perché giudicato antipatico, imparare dagli errori no eh! Continuo ad aspettare il cambiamento.

08 Nov 2005 | ore 23:02

Penso, Fabio, che Bonilli non ti abbia risposto perchè quelle sono domande retoriche nonchè leggermente provocatorie...

ma come vuoi che ti risponda il Direttore di una guida di ristoranti quando gli si chiede:

1)visitate tutti i ristoranti che sono pubblicati?

2)visitate anonimamente?

3)pagate il conto?

suvvia...

08 Nov 2005 | ore 23:23

Sempre la solita storia, e la verità è sempre quella: Michelin, Gambero e Espresso lavorano certo visitando,
chi più chi meno,
pagando,
ascoltando,
captando voci che riferiscono altre voci ...

Forse che il blog dei ristoranti sul gambero non serva anche a questo scopo?

08 Nov 2005 | ore 23:43

Per diversi anni ho comprato i dischi quasi esclusivamente da un tizio che scriveva addirittura cose tipo: "il mio catalogo è il migliore del mondo", "la musica che non c'è sul mio catalogo fa schifo", "solo la mia etichetta ha i gruppi più fighi" (cosa che peraltro era piuttoto vera).
A qualcuno stava simpatico, altri lo odiavano. Lui non è mai cambiato di una virgola, non ha mai sviolinato a destra e a sinistra per attirare gente. Se ai clienti andava bene il suo stile, ok; se non andava bene, che se ne andassero da un'altra parte!

I post su questo blog non arrivano mai a tanto...comunque questo stile lo trovo molto simpatico; proprio perchè sono tranchant, e perchè a quanto pare fanno sempre incazzare un po' di gente. Non so se sia vantaggioso per il GR...ma almeno io mi diverto! :-D

09 Nov 2005 | ore 00:10

Ah quelle domande riguardo gli ispettori io le ho fatte direttamente ai ristoratori (quando sono capitate le circostanze: non troppa gente nel locale, proprietari socievoli ecc). Perchè anche voi non chiedete a loro?

09 Nov 2005 | ore 00:14

quanti giornalisti di repubblica stampa e corriera della sera sono entrati gratis o con accredito alla cena del 10 ottobre??

09 Nov 2005 | ore 00:22

Direttore forse mi ha frainteso e senza violino la parte dopo i puntini del mio post vi riguardava.
Ugo

09 Nov 2005 | ore 08:59

Io come vengono fatte le guide lo so, ma non dò per scontato che lo sappia tutto il mondo. Se qualcuno chiede, continuo a pensare che sia giusto rispondere. Se poi qualcuno chiede in maniera provocatoria penso che non basta solo rispondere, ma bisogna farlo anche in modo intelligente. "Chi arriva adesso ed è curioso vada a cercarsi il riassunto delle puntate precedenti". non è una risposta da considerarsi tale, tanto più che in archivio parecchi post danno fatal error e non sono più presenti.I più curiosi che fonti dovrebbero trattare?
Per gumbo: hai ragione quando postano 2 o 3 nomi i post crescono per numero, ma non significa che ci sia molto da divertirsi. Personalmente io non mi incavolo, ma mi rattristo. Mi rattristo a pensare che ci si possa divertire facendo polemica e mi rattristo anche a pensare che l'unica via alternativa è "andarsene da un'altra parte". Per conto mio continuerò a scrivere il mio parere ogni qualvolta lo riterrò opportuno, convinto che le critiche servono più dei complimenti a migliorare un prodotto. Se poi il padrone di casa vorrà censurarmi ne avrà il diritto e la possibilità perché ognuno nel proprio recinto agisce secondo coscienza.
Un saluto a tutti dal grillo parlante... sempre citando Pinocchio

09 Nov 2005 | ore 09:16

Una volta l'anno in modo massiccio, il resto dell'anno ogni tanto sbucano fuori domande spesso maliziose sul pagare il conto, visitare o non visitare i ristoranti, anonimi o no ecc...
Legittimo farle, altrettanto legittimo non rispondere.
Cosa significa chiedere, essendo anonimi, anonimi nota bene, "ma li visitate tutti i ristoranti?"
Lo chiedo a voi?
E' un nuovo arrivato così ingenuo o sono legittimato a pensare che possa essere qualche cosa d'altro?
Altra domanda: conoscete altri direttori di guide che accettano questo dialogo?
Io no.
Allora mi viene in mente che si potrebbe sfruttare in modo più intelligente questa occasione, parlando di problemi più attuali.
Che cosa importa su quanti sono i giornalisti che sono entrati gratis alla cena del 10 ottobre?
Si potrebbe dire che essendo un'iniziativa privata non si vede perchè si debba rendere conto, rendere conto poi di cosa?
C'è qualcuno che domanda quanti giornalisti entrano gratis al concerto di Abbado? O quanti giornalisti entrano gratis a Monza?
Insomma, quello che voglio dire è che qui, caro fabio piccoli, non c'entrano un bel nulla destra o sinistra perchè il Gambero Rosso è una Spa, ha dei comportamenti da azienda, non fa le scelte su base politica e come la penso o voto io sono fatti miei.
O no?
Non è un po' stonato fare un appunto di questo tipo?
E poi qui, dove mi limitavo (contento, molto contento, non c'è dubbio) a riferire i dati delle vendite delle guide che, come i dati degli incassi di un film, sono cose che danno soddisfazione a un produttore/editore.
Se volete parliamo pure ma permettetemi di non rispondere a domandine ingenue e molto utili e soprattutto nuove del tipo "i conti li pagate?" perchè lo trovo assurdo, un po' come se chiedeste a Paolo Marchi, tanto per fare un esempio, ma tu paghi il biglietto per vedere la partta Juventus-Inter e poi scrivere l'articolo?
Ha qualche influenza il paganento?
Comunque chi va per la guida non paga perchè alla fine della fiera pago io gambero...

09 Nov 2005 | ore 09:49

Tanto per tornare a parlare di guide.
Dopo aver letto le classifiche, una cosa che sarei molto curiosa di sapere è perchè il pubblico decide di comprare una guida piuttosto che un'altra. A parte quelli che comprano 2,3, tutte le guide sul mercato, disquisisce e confronta...chissà qual è la molla che scatta nelle persone "normali" (eh eh!) quando si trovano di fronte alla distesa di guide sullo scaffale della libreria...

Qualcuno ha voglia di raccontare? (io posso anche dire come ho fatto se interessa a qualcuno)

Per amonymous: non so voi, ma io mi aspetto che una guida seria visiti i ristoranti che giudica. In linea di massima do per scontato che ciò accada; ma per quella percentuale di dubbio che mi resta, l'ultima persona a cui mi sembra sensato fare la domanda è...l'editore della guida stessa!
Tu sei in grado di distinguere se uno ti risponde "certo, li visitiamo" perchè lo fa veramente o perchè vuole fare bella figura anche se è falso?
O forse ti aspetti che dica "No, noi non andiamo mai nei ristoranti; mettiamo i giudizi in base a quello che leggiamo sul web, e i commenti li inventiamo"!!

09 Nov 2005 | ore 10:58

Andiamo con ordine senza confondere i diversi spunti.
L'argomento guide credo sia interessante da approfondire. A prescindere che qualcuno voglia provocare o meno si può cogliere l'occasione data per dissipare eventuali dubbi e controbbattere a possibili insinuazioni. Ammesso che interessi farlo e che si abbiamo gli strumenti per farlo. Fidandomi della professionalità dell'editore in questione crederei alla sua risposta e quindi continuo a credere che la domanda sia stata rivolta alla persona giusta; in grado di parlare rispondendo delle tesi sostenute e non per sentito dire. E' ovvio che chi ha un'idea in merito potrà poi credere alla risposta in toto, ad una sua parte o per nulla. Sta di fatto che un responsabile disposto a rispondere è un responsabile fa il proprio mestiere e difende il proprio prodotto riconoscendogli pregi e difetti. Sempre in merito alle guide un aneddoto carino: lavorando nel settore del vino una persona mi ha confessato di essere "un maroniano"!!! Al che io gli ho risposto di essere un agnostico. Non sapevo ancora che le guide fossero divenute fattore di fede come la religione o il calcio . Molte guide vengono comprate per essere usate, spesso e dai più in base al prezzo e all'affidabilità, ma a furia di prenderle troppo sul serio hanno creato dei veri e propri gruppi di appartenenza. In questo caso vengono acquistate da addetti ai lavori che si divertono a riconoscere firme e falle ad ogni rigo. Detto questo credo sia giusto sottolineare come le guide Gambero, risto e vini, siano un ottimo prodotto editoriale. A mio avviso i più sensati in assoluto.
Altro punto è che uno spazio come questo ,concesso dal Direttore al dialogo sia una grande cosa. Non ho difficoltà a riconoscerlo. Quello che critico è il modo con il quale viene gestito lo strumento. Certo è il suo modo Direttore, sono d'accordo...ognuno fa quello che vuole e come vuole. Liberissimo. Ma visto che la comunicazione è fatta di scambio una volta messa in piedi sia disposto ad accettare complimenti come consigli. Cerchi non il consenso, ma almeno lo scambio dei punti di vista. Avere un pulpito da cui pontificare e poi abbandonare la sala una volta lasciato il messaggio non porta ad avere un feedback, un ritorno dell'investimento comunicativo fatto.
Io non ho condannato un orientamento politico e non ne ho suggerito un altro;mi sono solo riallacciato ad un post passato in cui avevo dibattutto lo stesso tema e che era intitolato "gastronomi di sinisra e antipatici". L'ho ripreso e le ho fatto notare che la sua risposta calzava a pennello. Non mi interessa se lei abbia una fede politica e non mi interessa se il Gambero sia vicino a una parte o all'altra. Se lei avesse risposto all'ingenuo o all'insinuante, anonimo, come piaccia, con la seconda risposta che poi ha dato, io non avrei scritto nulla. Ne prima ne dopo. Ma dire "chi lo sa bene e se no ciccia", è uno svicolare dalla discussione. E' una non comunicazione. Alle critiche si risponde faremo meglio. Alle insinuazioni si rende pan per focaccia.
Scusatemi per la lunghezza del post, ma quando c'è comunicazione capita che in un testo si debbano affrontare più tematiche. Spero di averlo fatto e di essermi fatto capire. Ribadisco ancora che non scrivo per far alterare il Direttore, ne perché mi piace rompere. Cerco di dare un senso allo strumento di dibattito, che la storia insegna è fatto di ordine del giorno, favorevoli e contrari. Speriamo continui ad essere così.

09 Nov 2005 | ore 16:38

Neanche a dirlo... sono diventato annymous anche io... Sorry.
Quanto sopra ha il copyright di Fabio Piccoli

09 Nov 2005 | ore 16:39

Noi andiamo in tutti i ristoranti che recensiamo.

Noi andiamo nei ristoranti in modo anonimo.

Noi paghiamo sempre il conto e a riprova abbiamo un bel po' di ricevute anche perchè fiscalmente dobbiamo giustificare l'ingente spesa.

Essere recensiti dalla guida non comporta pagamento da parte dei ristoratori.

Questo blog non è stato aperto per essere incensati ma si pensava che fossero per primi i partecipanti di più antica data a rispondere a domande poste già un milione di volte.

Se dico che siamo in classifica tra i libri più venduti dico un fatto non un'opinione. Si può discutere del fatto, non dire che vendere molto non sempre è indice di qualità, lo so io per primo, è ovvio, è deprimente per l'intelligenza di un individuo dover spiegare e rispiegare queste cose.
Io non esco dalla sala quando uno mi critica, esco dalla sala metaforicamente quando chi critica si nasconde, un po' come se avesse il passamontagna. Quando si fanno critiche forti, non critiche normali, bisogna assumersene la responsabilità.
Un esempio?
Lo scorso anno nel forum un anonimo ha detto che un ristoratore gli ha detto che tutte le guide si fanno pagare.
Questa è critica?
E' discussione?
No, questo è un danno che io non posso passare sotto silenzio e infatti quel signore è sparito, almeno con quella IP e se tornasse sarebbe rintracciabile...ma poi, uno spazio per la discussione deve diventare uno spazio per l'insinuazione?
E la discussione non potrebbe essere sulle tendenze della ristorazione, sui ristoranti e ristoratori che più hanno colpito nel 2005 e magari spiegando perchè? ecc..ecc...e invece ancora, di nuovo, come sempre la domanda se noi paghiamo, se noi ci andiamo, se ci facciamo conoscere?
Ma anche se uno è nuovo la domanda rimane sciocca perchè fatta a me, come giustamente fatto notare da alcuni, e perchè inutile.
E comunque sono qui come nel 2000, cioè cinque anni fa, a rispondere a domandine interessanti alle quali, come si è visto, ho risposto all'inizio di questo lungo post.
E sulle quali mi sembra del tutto inutile ritornare.

09 Nov 2005 | ore 18:54

Direttore,
credo che il problema non sia quante volte visitate o quanto pagate, ma con quale criterio giudicate.
Nel caso della maggior parte dei ristoranti ritengo che il punteggio scaturisca dal giudizio di una persona, ma ciò vale anche per i ristoranti top?
Come agite in quel caso?
Grazie comunque per l'attenzione, anche nel caso non ritenesse la mia domanda sufficientemente interessante e/o opportuna.

09 Nov 2005 | ore 19:16

La domanda, tutte le domande (o quasi :)direi) sono interessanti.
Noi per motivi pratici (costi e tempi ma soprattutto costi) andiamo una volta nei ristoranti.
Ci sono poi una serie di locali, piccoli e grandi non importa, che per rilevanza e interesse visitiamo più volte. In molti casi accade che certi ristoranti o trattorie sono monitorati tutto l'anno perchè visitati da collaboratori di cui ci fidiamo e che sono a quelle tavole non inviati da noi.
Ci sono poi i locali di vertice o che diventeranno di vertice che vengono visitati più volte. Noi andiamo alle Calandre ma molti dei nostri collaboratori ci vanno comunque per i fatti loro e pagando loro. E' un esempio ma vale per quasi tutti i noti. Ecco allora che dei 22 tre forchette di quest'anno ci sono le visite obbligate e le visite che comunque ci procurano una relazione.
Nessuno dei top è sotto le 8/10 visite equamente divise nei modi che vi dicevo.
Come si decidono i voti?
Una guida non è una struttura democratica e quindi in ultima analisi decidono i curatori ma se i curatori sono intelligenti prestano molta attenzione ai consigli e ai giudizi dei collaboratori.

09 Nov 2005 | ore 19:38

Direttore condivido molto quello che lei dice anche quando non dice io dico sempre che a domanda idiota risposta idiota.
Quando avevo la mia gastronomia la domanda più idiota era: ma e fresco? siccome non è molto producente dare dell'idiota al cliente avevo coniato la risposta:certo signora di frigo!!!
Ora io paragono il curatore di una guida all'arbitro di calcio nel senso che decide in base a quello che vede o percepisce e quando assegna un rigore (dal più limpido al più discutibile)chi lo subisce protesta.
Parafrasando un noto romanista le forchette logorano chi non le ha.
Certo che dando per scontata la buona fede poi i curatori e gli arbitri sono uomini quindi sbagliano.
Chi è il migliore?Quello che sbaglia meno mi pare ovvio.
Credo invece che andrebbe ridotto il numero delle guide e dei giornalisti enogastronomici sono francamente troppi, e abbassano notevolmente la media.
Ho letto che un parlamentare vuole un aiuto per le oltre 400 testate specializzate del settore,sono assolutamente contrario.
Chi è bravo vende e si mantiene chi e scarso si aggiusti faccia altro

10 Nov 2005 | ore 10:29

Se vi può interessare: per ora ho avuto occasione di porre a pochi ristoratori (nessuno dei TOP) la mia domanda su come avvengono le visite degli emissari del GR; per il valore statistico che può avere, posso comunque dire che tutti hanno descritto più o meno la stessa scena: sono stati visitati una volta all'anno, da una persona (diversa ogni volta) che non si è "fatta risconoscere" a inizio pasto, ma solo dopo aver pagato il conto. Alla fine, alcuni hanno detto che l'"emissario" ha rivolto loro alcune domande sul ristorante, la cucina e cose che poi tornano evidentemente utili nelle descrizioni.

10 Nov 2005 | ore 11:48

visita il seguente sito per scoprire la classifica dei libri più venduti nel mese di maggio 2009:
http://www.nbmodena.org/2009/05/29/i-libri-piu-venduti/

29 Mag 2009 | ore 11:41

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