ore 18:14
Le meglio trattorie...
Sono undici, da nord a sud della penisola, e questa sera cucinano per trecento persone alla Città del gusto.
Hanno ricevuto il premio dei Tre Gamberi nella guida Ristoranti d'Italia 2006.

Boccondivino-Bra

Osteria della Villetta-Palazzolo sull'Oglio
Amerigo a Savigno, La Brinca a Ne, il Caffè La Crepa di Isola Dovarese, Cibus di Ceglie Messapico, la Locanda del Gambero Rosso di Bagno di Romagna, Gostlina Devetak di Savogna d'Isonzo, Nangalarruni di Castelbuono, l'Osteria di San Cesario a San Cesareo e la Ragnatela di Mirano.
C'è una cooperativa, delle gestioni familiari, il locale storico di Slow Food, tutti hanno fatto della qualità e del prezzo le loro bandiere.
Sono i locali che rappresentano la vera anima italiana, da sempre contrapposti ai ristoranti di alta gamma.
Come se una cosa escludesse l'altra.
Ma così va il mondo di questi tempi, molta demagogia e poco ragionamento.
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Serata GRANDIOSA e piatti di grande "livello", livello misurato con la grande bontà delle materie prime.
Eccezionale la lasagna di Amerigo, la polpettina di Nangalarruni e il gelato della Ragnatela. Ottimo tutto il resto. Bravi e, cosa che non guasta mai, molto simpatici e alla mano.
E penso che ogni ristorante in Italia che non fa il ragù come si deve, che serve la pasta scotta, che offre salumi industriali, che fa finta di proporre la nostra grande tradizione, è un offesa a loro e a tutti quelli che fanno questo lavoro con passione e serietà. Oltre a provocare un danno non indifferente alla nostra immagine. Quindi penso che oltre a premiare i bravi bisognerebbe iniziare a punire i furbi.
Qualcuno si è divertito a fare una classifica "combinata" tra i piatti presentati lo scorso anno e quelli di ieri. Nel doppio impegno, il podio secondo molti era appannaggio di Brinca, Caffè La Crepa e Osteria della Villetta. Dal molto buono in su, comunque, tutti i piatti.
Oggi mi è capitato di leggere un articolo di qualche anno fa, che partiva da una dibattito sui prezzi troppo alti, ma poi si spostava su un tema che forse si adatta alla discussione ristoranti tradizionali vs ristoranti di alta gamma: "In Francia è tradizione, anche tra i lavoratori, regalarsi alcune volte all'anno il pranzo nel ristorante importante, bevendo dell'ottimo vino in bottiglia e non in caraffa, vino che là costa molto più che da noi. In Italia il grande pranzo si fa a casa. E c'è un perchè. Oltr'alpe i ristoranti sono nati con la rivoluzione francese, quando i grandi cuochi dei nobili si sono trovati senza lavoro dalla sera alla mattina. Hanno cioè duecento anni di storia. Da noi i primi ristoranti sono nati negli anni sessanta. Manca insomma una tradizione consolidata e ancora oggi molti seguono le mode (...)"
A una prima occhiata, a questo punto, sembra che non cambi mai niente! Facendo un rapido calcolo, probabilmente se ne potrà riparlare intorno al 2160.
p.s. piccola sfida ai gastronomi: da dove ho copiato quel paragrafo? :)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/22/avantipop.shtml
Ho seguito il link postato da Fabio Piccoli.
Qualcuno è riuscito a trovare gli interventi a cui fa riferimento la Rodotà? Il Forum del corriere è organizzato malissimo!
Pensando alle persone che conosco, comunque, è vero che mediamente gli italiani in fatto di cibo sono piuttosto abitudinari, schizzinosi e restii alle novità. Certo che se si continua a dar corda a quelli che ridicolizzano tutto salvo lo spago aglio e olio...mi sa che rimarremo sempre un po' indietro.
sono d'accordo che gli italiani in media siano piuttosto tradizionalisti e restii alle novità e questo dipende dal fatto che la nostra tradizione gastronomica è molto forte e ben radicata, però a poco a poco i gusti si evolvono e anche la cucina creativa mi sembra stia crescendo parecchio
personalmente spero che i due tipi di cucina possano crescere l'uno accanto all'altro, arricchendosi e integrandosi a vicenda; non vedo antagonismo!
tutta questa moda della cucina mi sembra che non sia un fenomeno "deteriore", ma anzi da un lato aiuti nella riscoperta di sapori e prodotti perduti, e dall'altro contribuisca alla crescita delle novità e delle sperimentazioni
spesso comunque mi sembra più difficile trovare una buona trattoria che non un ristorante particolare; non perchè le trattorie soccombono ai ristoranti creativi, ma perchè a volte cedono alla tentazione di trasformarsi in ristoranti medi (in realtà ....mediocri) che non sono caratterizzati in nessun modo e perdono la loro identità
pesonalmente spero in un grande ritorno delle trattorie tradizionali, che affianchi la crescita della cucina creativa; basta solo alla mediocrità!
In effetti, concordo con lo slogan di Caterina!
p.s. così per curiosità; non dico i lettori, ma bonilli si ricorderà di aver scritto, nell'ormai lontano 1987, il paragrafo che ho citato nel commento più sopra? :)