ore 17:12
Avete idee per il 2006?

Abbiamo mangiato e bevuto, breve pausa e poi i brindisi del 31 dicembre. Finisce il 2005, anno difficile e ne inizia un altro probabilmente decisivo, politicamente ed economicamente. Stiamo andando indietro, perdiamo posizioni, è uno smottamento lento, apparentemente siamo sempre l'Italia sesta -no settima!- economia industriale...
ma perdiamo terreno proprio là dove eravamo forti, la moda, il design, la produzione di mobili e tutte le lavorazioni ad alto impiego di manodopera. Si delocalizza! E poi gli scandali finaziari...
Ma la cucina no, quella non si può delocalizzare e allora bisogna riuscire ad affermare cuochi e prodotti autentici anche fuori dai nostri confini. Esportare la qualità e autenticità dell'artigianato alimentare italiano.
Ce la faremo? Cosa fare? Cosa sarebbe utile? Chi andrebbe coinvolto? Noi/voi possiamo fare qualche cosa...?
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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E' un test che ogni volta si dimostra infallibile: scrivere delle domande che presuppongano ragionamento e uscita dal guscio del mono-blogger.
Risultato certo: zero interventi.
Come verifica si mette un post che parli, che so, della pasta, magari, e subito si hanno degli interventi.
Conclusione: chi legge questo blog non vuole che si esca dal seminato.
Qual è l'area del seminato?
Include vino & pappa, polemiche blande e comprenderebbe anche concorsi più o meno intelligenti. E' esclusa la politica, la morale e altre cose imbarazzanti di questo tipo.
Io sarei per raccoglierla, la tua provocazione; uso il condizionale perché mi sento non in grado di rispondere alle tue domande compiutamente, come vorrei.
Ci provo lo stesso ed inizio dall'ultima.
Io mi sento proprio un artigiano, molto "sui generis", ma un artigiano, in definitiva faccio una specie di "cuoco-sommelier prêt-à-porter" e non riesco a far altro o poco di più, che andare in un luogo e mettere in piedi una roba che io chiamo "architettura enogastronomica", cioè in buona sostanza portare dei vini interessanti, raccontarne la loro storia, come io li veda e li percepisca, e preparare dei piatti in abbinamento.
Io credo moltissimo nella nostra storia gastronomica, la sento molto radicata, praticamente ovunque, e trasversalmente.
Sto cominciando, in effetti, a portare questo servizio anche all'estero, ma certamente è un discorso molto specifico, "su misura".
Forse tu dal tuo punto di vista, certamente più ampio e diversificato del mio, hai qualche idea in più di me ma a me oltre che metter in piedi un ambiente virtuale di incontro (quindi trans-nazionale) e fare ciò che cerco di fare al meglio, fisicamente intendo, per ora non mi sovviene molto, probabilmente fare un pò di pubblicità mirata man mano che cresciamo.
Io rimango convinto che un sano uso di appropriati strumenti virtuali aiuterebbe, aiuta, sempre, ma in Italia la parola "investimento" e "programmazione" sono parole usate sempre e solo in forma dichiarativa, teorica, e nessuno degli amministratori, come si dimostra dai fatti, ci crede sul serio.
La mancanza di "visione" è uno dei nostri mali endemici; la creatività e la progettualità, in genere ben presente nei nostri cervelli, son destinati alla sopravvivenza nel nostro ambiente-jungla, dove la poca certezza delle regole ed una storia di grande provincialismo economico, rafforzato da scelte assurde e dal saccheggio della cosa pubblica, ci han portato dove siamo.
Le uniche iniziative che posson andare, storicamente, son quelle poche imprese individuali che fan storia a sé, ed evidentemente non influenzano il "sistema".
D'altrondi i francesi hanno la "grandeur", i tedeschi le regole che funzionano, gli inglesi la cultura del capitale, e noi ....noi ci "arrangiamo"; la nostra è una storia, politica, sociale, trasversale direi, di regionalismi e provincialismi, di campanilismi e puro individualismo spicciolo, e comunque sempre una visione ristretta, locale, di brevissimo termine. Non c'è un ideale nazionale di crescita, di miglioramento (sto pensando alla Spagna, dove evidentemente ciò sta aiutando), e mi sembra non ci sia mai stato, nei nostri animi. Laddove ci sono i cervelli mancano i fondi e si destinano in cattedrali industriali nel deserto, si annulla il valore potenziale (e pressoché unico) di portare un miglioramento tecnologico nei campi (anche quelli tali, cioè le colture) dove abbiamo una eccellenza che potrebbe portare sviluppo.
Ripartire (lo dicevi in altro argomento che ora non rammento) dal cercare di lavorare insieme, altro "vaste programme", sarebbe già molto; io intanto "faccio" e mentre "faccio" provo a comunicar qualcosa e a incrementare il network, a condivedere e sviluppare una base di conoscenza.
Si, è vero, fare delle cose insieme è difficile.
Insieme come blogger.
Insieme come editori.
Insieme come Regioni.
Insieme come Governo e Opposizione.
Insieme...ma allora è consociativismo? No, solo situazione grave e problemi che non possono che essere affrontati INSIEME.
Vedere alla voce Germania per capire cosa significa.
Questo mi sembra un argomento più adatto a chi lavora nel settore più che a gente qualunque come me. (O sbaglio?)
Forse, però, chi avrebbe più da dire, non vuole rivelare in propri progetti pubblicamente...
... ha ragione gisella, ma nel senso che chi avrebbe qualcosa da dire o da fare è difficile che lo faccia per la gloria o per il paese...la marca italia è da sempre una scusa per business politici/personali.
una cosa che si può fare come bloggers e come "editori"è dare spazio a chi ha cose da dire e dare voce a progetti anche arditi. molti mi chiedono a cosa servono queste nostre elucubrazioni internettiane...ebbene sono convinta che servano soprattutto a comunicare, ad aprire un nuovo spazio di dialogo, anche e soprattutto su questi temi.
Bonilli ogni tanto fa riferimento a un ipotetico "noi" - che mi sembra non riguardi solo il giro ristretto del Gambero. Ma esiste forse un "noi" in questo ambiente?
A me sembrano più tanti "io"...
"una formula matematica per ottenere il vino migliore" ( da Repubblica.it del 29/12/05 ).
un idea per il 2006?
io la sto gia' attuando da un anno....
aggregazione e non disgregazione...finche' si pensa al proprio orto e non si guarda le nuvole presagi di tempesta...non si arrivera' a nulla....
con questo ho gettato una pulce nell'orecchio a chi invece di creare un consorzio(chiamiamolo cosi') osteggia perfino il collega piu' vicino...
uno spunto interessantissimo l'ha messo Dettori (produttore di vino) sul forum del gr....
e creare finalmente a livello anche solo a livello interregionale degli "agglomerati enogastronomici" fra operatori del settore?
Gisella ha colto nel segno: io parlo di "noi" perchè intendo proprio noi, coloro che partecipano a questo blog, quelli che intervengono nel forum del GR, quelli che hanno dei loro blog di cibo e vino, ma non solo. Tutti questi "io" penso siano dei NOI, delle avanguardie di un qualche cosa che segnerà il futuro prossimo. Un uso nuovo del Web cambierà i modi della comunicazione, cambierà l'editoria, cambierà il tempo libero e non è fantasia, basta aspettare pochi mesi.
Ma, appunto, essendo già nel Web ed essendo protagonisti di uno scambio di idee ininterrotto io penso che NOI potremmo fare delle cose e penso anche che varrebbe la pena di spendersi con delle idee, dei suggerimenti, senza timori ma con la certezza di essere parte di un dibattito più vasto.
Se dicessi a ognuno di voi "guarda che le cose che dici le leggono 3000/4000 persone" ogni volta, questo farebbe capire meglio di ogni altro discorso la potenza del Web e il fatto che i link, la circolazione delle idee, i costi bassissimi di questo tipo di comunicazione stanno cambiando il mondo.
E allora cambiamolo...:))
A questo punto, una citazione da "No direction home", il documentario di Martin Scorsese su Bob Dylan:
E dopo 30 pinte di Guinness, Liam Clancy disse: "Bob, ricorda...niente paura, niente invidia, niente meschinità".
Per un migliore 2006: meno post-yuppies e più Clancy!!! :))
Nel forum, su proposta di Dettori,
è partita una raccolta di fondi per dar vita a una società fatta dal basso che promuova il made in Italy alimentare. In due giorni hanno aderito in 70...penso sia un segnale sulla vera voglia di costruire che hanno gli italiani e penso anche che sia una risposta alle nefandezze di questi giorni (Fazio, BPI, Unipol) contro le quali ci sentiamo inermi.
Ogni tanto mi chiedo perchè ci sono così pochi interventi da queste parti. Così per curiosità.
Qualcuno probabilmente è in ferie.
Qualcuno è diffidente verso le prodigiose potenzialità del web.
Qualcuno non ha dimestichezza con questi strumenti/mezzi.
Qualcuno non ha voglia di scrivere su questi argomenti.
Qualcuno non ha voglia di pensare.
Qualcuno è troppo competitivo per apprezzare questo genere di cose.
Qualcuno è preoccupato che ci siano 3000/4000 persone che leggono queste pagine.
Qualcuno teme che qualcun altro rubi le sue idee.
Qualcuno forse sta ancora andando sul vecchio blog paperogiallo. :-))
Qualcuno preferisce il forum. Oppure altri blog.
Già, chissà cosa rappresenta questo blog per chi lavora nel campo enogastronomico. L'altro giorno pensavo che, in fondo, quando il mio interesse per questo campo era quasi nullo e non avevo neanche la tv satellitare, comunque sapevo (anche se in modo vago) che esistevano alcune "entità": la guida Michelin, Slow Food e il Gambero Rosso. Basta. E anche adesso che mi interesso di più, non mi pare di vedere molto altro di comparabile per notorietà, dimensioni, numero e varietà di attività proposte. Come guide, ho scoperto che quella dell'Espresso è più o meno nella stessa categoria/livello. E poi? Boh! Tanti molto più piccoli. O sbaglio?
Di conseguenza, mi chiedo se per chi lavora o frequenta il settore da molto tempo non veda questo blog come io, nella musica rock-pop, considero il sito di MTV, dwl New Musical Express, delle "major" labels: non tanto un posto dove chiacchierare in libertà fra appassionati, ma una specie di "spazio istituzionale", un po' distante, che magari mette anche un po' in soggezione. Lettori nell'ombra...Negate? Confermate? Vi avvalete della facoltà di non rispondere? :-))
mi avvalgo talvolta della facolta' di rispondere....
vedo nella mia ignoranza totale di web e tecnicamente col computer sono come un bimbo di 4 anni,che molte persone anche di mia conoscenza a cui ho dato modo di accedere al settore enogastronomico si sentono spiazzate,hanno paura di non essere all'altezza per partecipare alle discussioni...ma la cosa buffa e' che pure dei colleghi che hanno attivita' nel settore non si raccapezzano nelle varie discussioni, dovrebbero perdere troppo tempo(come d'altronde metto io) per seguire i vari dibattiti e discussioni....
I blog crescono lentamente e la loro importanza non si misura dal numero di visitatori ma dalla qualità dei link. Questo blog è un po' anomalo perchè è l'unico, che io sappia, gestito con nome e cognome da un tizio che è editore e direttore, in questo caso del Gambero Rosso. In seguito a questa variabile si registrano i seguenti casi: ci sono gli appassionati che intervengono, spesso mandano messaggi privati, a volte animano in modo debordante un 3d che attira interesse; ci sono gli antipatizzanti (che, chiaramente, non hanno capito il Web) che non interverrebbero mai nel "blog di bonilli"; ci sono i curiosi-lettori, che sono ormai, visto il programma di gestione, una bella schiera, che leggono ma non intervengono; ci sono quelli che non sanno muoversi in un blog, come l'ultimo intervento dimostra, e che sono dei principianti-informatici.
Stiamo pensando a loro ma anche a quelli più appassionati e organizzeremo "Il Blog si mangia 2?" nei primissimi mesi dell'anno. Sarà una grande manifestazione gastronomico-informatica che prenderà tutta la Città del gusto.
Io, comunque, facendo il blog ho imparato moltissimo dai vari interventi, a cominciare da quelli critici, e comincio a capirne alcune regole che, badate bene, spesso non sono scritte da nessuna parte perchè il mondo blog evolve rapidamente di mese in mese.