29
Gen 2006
ore 16:32

La borsa della spesa domenicale

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Vinicio_Capossela.jpgSolito shopping da Feltrinelli. L'ultimo disco di Vinicio Capossela, Ovunque Proteggi, è stra-bello, siamo a livello di Creuza de Ma di De Andrè, musica, parole e sonorità un gradino sopra la "roba rumorosa" che esce.

Compro anche No concept, di Giovanni Allevi, piano che va alla grande. E un libro che quelli della mia generazione sfoglieranno curiosi, Jimi Hendrix, di Sharon Lawrence, amica del genio e biografa. La biografia definitiva?

E poi libri, per tenere sempre in funzione il cervello, come Tutto quello che fa male ti fa bene, Steven Johnson, ovvero perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti. E un titolo molto attuale per tutti noi, La fine del ceto medio e la nascita della società low cost, uno struzzo Einaudi che fa pensare perchè, come scrivono gli autori, il ceto medio sta per uscire di scena, dopo essere stato per oltre due secoli l'elemento fondante della società occidentale.

E poichè a Davos un solone della Goldman ha detto che a noi italiani rimangono solo la cucina e il calcio...buon appetito :) 

commenti 11

E perchè quelli della tua generazione? Le altre generazioni forse non possono essere incuriosite da Jimi Hendrix? :)

29 Gen 2006 | ore 20:52

Sarebbe interessante capire se "La fine del ceto medio e la nascita della società low cost" ha anche una declinazione enogastronomica, non crede?

30 Gen 2006 | ore 10:09

L'ho comprato proprio per questo motivo, perchè sono convinto che si sta andando verso una profonda segmentazione del mondo dei consumi.
Non sarà più una questione di prezzo, cambieranno, temo, proprio i cibi che i vari segmenti potranno/vorranno acquistare. Del resto ormai migliaia di famiglie fanno la spesa cercando il prezzo più basso, indipendentemente dalla qualità.
La qualità sarà sempre più un lusso per la borghesia medio alta con un reddito che la comprende materialmente e quindi culturalmente.

30 Gen 2006 | ore 10:42

E se con la fine del ceto medio cambiasse anche il concetto di qualita'? Non quella celebrata dai media superficiali, ovviamente, ma quella reale. Quanta parte del concetto "qualita'", per esempio, non e' altro che un fatto culturale? Nel sushi giapponese al principio il pesce era quasi marcio, DOPO e' nata la cultura del fresco. E inoltre: la gente bada solo al basso prezzo? Bene, vuol dire che siamo in emergenza "gastronomica". Pero'... l'idea stessa della gastronomia - penso a quella di origine contadina o marinara - non si e' forse sviluppata in base alle emergenze? O no?

PS Il solone di Davos ha sicuramente generalizzato. Pero' noi "golosi" dovremmo sentirci orgogliosi. Discutendo di buona tavola stiamo contribuendo a mantenere la barca Italia a galla.Culturalmente e economicamnte. D'altronde da sempre, almeno nel contesto internazionale, hanno fatto di piu' per l'Italia i poveri spaghetti che non la Divina Commedia.

30 Gen 2006 | ore 11:29

Parlo per me, o come si dice in gergo con la mia tasca, e se questa crisi inarrestabile spingesse un numero ovviamente limitato di ex ceto medio, a diventare predatori di "giacimenti golosi" sconosciuti?
So che l'esperessione non La gradisce, ma passi per questa volta, il discorso di fondo è non terzializzare.

30 Gen 2006 | ore 11:44

anche io da feltrinelli questo finesettimana, ma di sabato. Ho comprato parecchi libri tra cui 3 di cucina, e alla cassa c'era il cd di capossela, ero tentata di prenderlo...forse a questo punto lo compro. Consigli anche quello di Allevi?
Ciao!

30 Gen 2006 | ore 15:51

La società low cost si forma prima di tutto nelle nostre teste dopo che l'abbiamo sperimentata nelle nostre tasche. I viaggi aerei sono illuminanti: perchè devo pagare un biglietto carissimo per avere una parvenza di servizio quando con un servizio spartano e aereoporti più lontani/scomodi posso pagare pochissimo?
Ecco che in questo caso la qualità diventa il biglietto a basso prezzo.
E se passasse lo stesso concetto per il vino? Stiamo parlando di consumi di massa, non delle elite.
E passasse anche per il pane, la pasta, le verdure ecc...in fondo la ridicolizzazione del linguaggio del vino e l'attacco ai prezzi portano a dire che il vino buono è quello che costa poco.
Anche il pane è la baguette dei supermercati, la verdura è quella già lavata e tagliata, la sua qualità a quel punto è il servizio e 4 salti in padella, in fondo, si propone come servizio low cost in un mondo sempre più o low cost o benestante.

30 Gen 2006 | ore 15:58

Qualcosa mi sfugge. Siamo in overdose costante di libri, articoli, programmi TV sull'enogastronomia. Tutti parlano di gastronomia, cucina, vino - me ne accorgo chiacchierando con le persone diversissime che incontro.
Però poi la gente, negli acquisti, va sempre più verso il basso costo e la bassa qualità.
Mi sembra una situazione squilibrata...a voi no?

30 Gen 2006 | ore 21:22

Avverto un singolare senso di ipocrisia del nuovo status quo in questo tentativo di "ridefinire il concetto di qualità", superato solo dall'infinita ipocrisia di chiamarlo "low cost".

A me non pare che sia qualità "low cost". E' "low quality" e basta. Fatta con raziocinio e ben disegnata, ma è solo quella che venti anni fa sarebbe stata definita bassa qualità.

Ci stiamo impoverendo, e si indora la pillola. Sarà incredibile, ma persino la povertà ha i suoi vantaggi: costa poco.

...ma pensa... e io che mi credevo... e invece... che beeeeelloooo... adesso che non mi posso permettere che i mobili dell'IKEA e il cibo di McDonald's, dicono che finalmente comando io, che il potere è dei consumatori... eggià... e io che mi stavo deprimendo perché non potevo più bere il Barolo di Bartolo e non potevo più comprarmi un mobile fatto di legno, e che mi dovevo accontentare dello Shiraz Yellow Tail e dei mobili di trucioli e cartone che mi devo montare da me e che ballano come i vagoni della metropolitana quando sono vuoti...

Il simbolo di questa nuova qualità "low cost"? La valigia di cartone.

30 Gen 2006 | ore 23:30

Ci stiamo impoverendo in tutti i sensi. Non e' un caso che circolano Gamberi Rozzi... (ma puo' uno pubblicare, in Italia, una guida con questo nome truffaldino e passarla liscia?)

30 Gen 2006 | ore 23:39

Già, Gambero Rozzo, vedremo cosa ne dirà il magistrato.

31 Gen 2006 | ore 21:54

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Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


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