30
Gen 2006
ore 23:13

Tutti al mare

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113 dei 116 sindaci della Provincia di Bolzano hanno sottoscritto un appello all'Austria perchè nella nuova Costituzione sia inserito  "un riferimento alla funzione dell'Austria, quale potenza tutrice dell'autonomia dell'Alto Adige". E qui uno si arrabbia, pensa ai miliardi di euro che l'Italia paga a Bolzano, pensa a tutte le garanzie che la "minoranza" tedesca ha grazie agli accordi del 1992.

Pensa anche che da trent'anni va in vacanza in provincia di Bolzano, in Val Badia, pensa a tutti i vini dell'Alto Adige che ha bevuto in questi anni e pensa: e se d'ora in poi in vacanza andassi altrove? E se smettessi di bere vini dell'Alto Adige? E se lo dicessi anche agli amici? Così, tanto per vedere la faccia dei 113 signori che hanno nostalgia dell'Austria, che da noi non si sentono tutelati.

E anche perchè non si è sentita una voce di dissenso alzarsi dai molti che campano di turismo italiano, che vendono prodotti alimentari agli italiani, che si dicono amici.

commenti 74

Avendo origini altoatesine devo spezzare una lancia a favore dei numerosi cittadini non separatisti che si danno un gran da fare e che apprezzo per le doti organizzative e l'efficienza che non sempre trovo altrove.

Allo stesso tempo è vero che ho parenti con cui non ho dialogo perchè non solo parlano a malapena l'italiano, ma hanno idee che sforano nel delirio separatista e di estrema destra con cui decisamente io non ho nulla a che fare; eppure loro, come gli altri, si avvantaggiano dei benefici concessi dallo Stato italiano.
Questo mi lascia quantomeno perplessa.

Poi però mi ricordo le assurdità e gli sprechi quotidiani che ho visto lavorando (come azienda esterna) negli uffici pubblici; e il fatto che io e i miei colleghi rischiamo il posto -così da un giorno all'altro- per colpa delle rivalità, il caos e lo sfascio generale....e allora penso che quasi quasi vorrei la cittadinanza di qualche altro paese del mondo.

31 Gen 2006 | ore 00:56

Non capisco se il discorso dei sindaci voglia essere preventivo "se tra 50 anni l'Italia metterà in discussione la nostra autonomia, allora l'Austria sarà la nostra garante" oppure sia rivolto al presente (ma in questo caso non ne capisco le ragioni).

31 Gen 2006 | ore 09:36

Caro Bonilli (innanzitutto complimenti per il restyling del tuo blog), concordo in pieno con quanto scrivi in merito alla vicenda dei 113 Sindaci dell'Alto Adige e soprattutto all'atteggiamento dei molti che in Alto Adige vivono e prosperano grazie ai turisti e ai clienti italiani.
Sul mio blog, ieri, ho inserito una riflessione, che ha suscitato reazioni sdegnate da alcuni produttori di vino cui l'ho segnalata.
cordialità
Il link diretto, per leggerla, é:
http://blog.virgilio.it/weblog.php?idPostZoom=P43dde1ce11c7f

31 Gen 2006 | ore 11:14

Rientro da un viaggio di lavoro e noto che ci sono una serie di commenti interessanti ma nessuno di persone conosciute che abitano in Alto Adige. Che il clima sia simile a quello di alcune zone della Sicilia? Chi parla si isola e perde i privilegi?

31 Gen 2006 | ore 21:58

Buongiorno,
mi stupisco di una reazione piena di minacce e malinformazione di fronte ad una questione politica nel rispetto di noi produttori. Non voglio entrare in polemica, ma mi permetto di lanciarvi alcune domande e di fare alcune precisioni. Noi ci mettiamo di tutto per presentarvi i migliori vini che riusciamo a produrre e ci auguriamo anche che vengono consumati per la loro qualitá e non per motivi politici. Spero anche che venite da noi in ferie per rilassarvi dallo stress quotidiano, per ammirare il paesaggio e per incontrare gente simpatica. Le vostre minacce di smettere di bere vini dell'Alto Adige, di non fare piú le ferie da noi e di dirlo anche agli amici mi sembra poco giustificata e fondata forse sulla scarsa conoscenza del nostro paese e della nostra storia. Il riferimento alla funzione dell'Austria, quale potenza tutrice dell'autonomia dell'Alto Adige ha sempre fatta parte della costituzione dell´Austria e non si tratta di un iniziativa nuova. Inoltre (almeno nella mia cantina) gli Italiani sono (e saranno) sempre stati benvenuti, come lo sono i Tedeschi, gli Americani e tutti ai quali fa piacere visitare la cantina ed apprezzare i miei vini. E sa perché? Perché mi occupo a produrre vino e non di fare politica. Capisco che i fatti sono stati gonfiati e trasmessi non sempre obbietivamente dalle medie, ma la invito di informarsi meglio sulla nostra storia e sulla vicenda in questione prima di difondere degli articoli come quello sopra. Spero che anche in futuro lei sia in grado di degustare obbietivamente i nostri vini e di trovare piacere bevendo un bicchiere del nostro vino senza inquadrarlo in una classe politica e senza polemizare. Mando a tutti lettori un simpatico saluto dal Sudtirolo.

01 Feb 2006 | ore 00:38

"produttore sudtirolese" non è una firma, è un messaggio anonimo a conferma del clima aperto che si respira in Alto Adige su queste questioni. La mala informazione nostra è così inesistente che di fronte a questa iniziativa dei sindaci alto atesini c'è stata una dichiarazione ufficiale del Governo Italiano che manifestava stupore. Comunque, lo ripeto, mandare un messaggio anonimo come questo è la conferma di come vanno le cose in Alto Adige quando da spensierati turisti ci ricordiamo di essere cittadini italiani.

01 Feb 2006 | ore 10:41

bravo Bonilli, questo "coraggioso" produttore altoatesino, ha inviato questa mail anche a me. Naturalmente senza firmarsi. Ma sono svariati, invece, gli amici, in Alto Adige, che mi hanno scritto criticando (moderatamente) l'iniziativa dei 113 Sindaci.
E qualche produttore (importante) ha telefonato, forse preoccupato che quella del "boicottaggio" dei loro vini fosse più che una semplice...provocazione fatta per stimolare il dibattito e spingere le persone di buona volontà a dire la loro...

01 Feb 2006 | ore 10:51

Voglio aggiungere che in molte persone in Alto Adige lo spirito di dialogo ed il buon senso esistono, per fortuna. Voglio riportare un passo significativo di una bella mail inviatami da una persona di 30 anni, che rispetto all'iniziativa dei 113 Sindaci esprime questo pensiero:
"Ma sia i fatti storici che la mia provenienza da una famiglia considerata "tradizionale" non mi inducono a tollerare che si continui a gettare olio sul fuoco, un fuoco che dovrebbe spegnersi con il passare del tempo, con l'arrivo di nuove generazioni più aperte allo scenario europeo, meno miopi e "regionalisti". Ci sarebbero tanti altri focolai dove investire meglio il combustibile, ovvero le nostre energie. Questioni urgenti per il nostro futuro sociale che economico...
Spero che tanti giovani della mia età la pensino così e che abbiano il coraggio di uscire da confini mentali e geografici. Questo, carissimo Franco, per dimostrare che in Alto Adige un'apertura mentale esiste (e penso di parlare per tanti miei amici) e che c'è anche chi apprezza la vita "di lusso" che possiamo vivere SOLO grazie alle due culture che si incontrano in questo
pezzo di terra meraviglioso".
Sarà grazie a persone del genere che nonostante l'atteggiamento di chiusura dei Sindaci altoatesini, l'Alto Adige avrà un futuro. Fatto di dialogo e di pacifica convivenza, e senza bisogno di assurde "tutele" da parte di Stati stranieri, tra le diverse comunità linguistiche e culturali. Pensando a queste persone levo idealmente il calice: prosit !

01 Feb 2006 | ore 11:13

Non mi piace assumere posizioni drastiche quando non sono perfettamente a conoscenza delle motivazioni che spingono 113 sindaci, immagino come espressione di una parte del popolo sudtirolese, a fare una richiesta che ai nostri occhi appare inevitabilmente bizzarra se non offensiva.
Sarebbe molto opportuno che il "produttore sudtirolese" ci spiegasse ("a noi che abbiamo una scarsa conoscenza dell'Alto Adige e della sua storia") quali sono le motivazioni che hanno spinto una parte della popolazione e la quasi totalità dei sindaci a fare una simile richiesta all'Austria.
Così, pour parler...

01 Feb 2006 | ore 14:17

La tutela delle minoranze così com'è intesa e applicata a quelle popolazioni mi ha sempre fatto molto incazzare.
Non ho mai compreso cosa centrasse con la tutela delle minoranze, ad esempio, il fatto che i dipendenti della provincia di Bolzano debbano avere molti più privilegi e benifit e stipendi di gran lunga migliori dei dipendenti della provincia... chessò, di Catanzaro... per dirne una a caso!
Non ho mai tollerato queste così dette regioni a statuto speciale. Perchè mai speciali? Sono figli della gallina bianca?

01 Feb 2006 | ore 21:07

semplicemente i soldi che vanno in sudtirolo vengono impiegati molto piu' proficuamente che in sicilia(altra regione autonoma) cio' non toglie che fra le popolazioni italiane siano i meno solari e simpatici(andato in clinica a merano per degli esami particolari ho chiesto in italiano e gentilmente dov'era l'ospedale di merano, sentendo parlare in italiano 3 su 4 giravano i tacchi all'ultimo con il mio tetesco macheronico(tipo toto' a milano) ho chiesto della kranken hause ed ho ricevuto indicazioni a gesti....e si che non ho la faccia da terrorista....questa "italia" conquistata con 600000 morti nella grande guerra mi puzza un poco....

02 Feb 2006 | ore 00:57

...se ci odiate cosí tanto.
Perché non ci avete mai lasciato fare l´autodeterminazione? Perché non avete mai concesso il nostro desiderio di tornare in Austria?
Strano.

02 Feb 2006 | ore 08:24

Amo l'Alto Adige con tutto il cuore. Ho fatto le vacanze in Val di Marebbe per 15 anni di fila. Ho imparato a sciare in Val Badia. Ho sempre apprezzato la cortesia e la riservatezza del popolo alto atesino o sud tirolese.
Non mi ha mai dato fastidio il fatto che rispondessero in Tedesco a domande poste in italiano, in caso gli parlo inglese. Anche perchè ho gli stessi problemi di comprensione se uno mi parla in napoletano od in siciliano.
Ho vissuto in due città, Venezia e Trieste, la cui storia è profondamente segnata da scambi culturali e commerciali con i popoli di lingua tedesca.
Da figlio delle mie terre, mi sento accomunato molto di più ad un austriaco che ad un sardo.
Allo stesso tempo mi considero italiano al 100%. Dipende cosa consideriamo Italia.
L'Italia per me sono gli slavi che vivono nel carso triestino, i ladini del Friuli, I tedeschi dell'Alto Adige, il freddo d'inverno, il salento, Capri, Taormina, la Cappella Sistina. E visto che siamo in un blog enogastronomico, considero Italia, sì l'olio il pomodoro e il basilico, ma anche il burro, il kren, i gnocchi de susini e il goulash.
Vivendo ormai da tre anni a Roma, noto con rabbia che il mio immaginario di cosa dovrebbe essere Italia non fa parte di un codice comune, e, questi giorni precedenti alle olimpiadi invernali, stanno rafforzando questa mia rabbia.
Sembra quasi che chiamandosi invernali, l'Italia non possa sentirle sue, come se fossero un qualcosa che appartiene ad una piccola minoranza di pazzi che vivono a -20 e che hanno bisogno del riscaldamento per 6 mesi all'anno.
Non mi piace.

Trovo assolutamente normale, che un popolo di lingua tedesca, si faccia proteggere politicamente da uno stato di lingua tedesca, non per chiedere l'annessione all'Austria, ma per salvaguardarsi il futuro. Diciamo che non servirebbe in un paese normale, ma in un paese che ha avuto Mussolini e Berlusconi nello stesso secolo, anch'io non mi sentirei troppo tranquillo.

Quindi:
Andrò in settimana bianca in Alto Adige
Continuerò a comprare vino sudtirolese
E tiferò la squadra italiana alle olimpiadi come non ho mai fatto per quella composta da 11 (scegliete voi l'insulto) che inseguono un pallone da calcio.

02 Feb 2006 | ore 10:29

Caro Bonilli, con le nostre "provocazioni" e l'invito, paradossale, a boicottare i vini dell'Alto Adige e a non recarci più da turisti in provincia di Bolzano, abbiamo sollevato un bel pandemonio.
Quanto abbiamo proposto é stato oggetto di un articolo pubblicato oggi suo quotidiano di lingua tedesc Die neue Südtiroler Tageszeitung, a firma di Christoph Franceschini. Ed il sottoscritto ha ricevuto telefonate e richieste di ulteriori chiarimenti e commento dall'Ansa di Bolzano, da un altro giornale bolzanino e da una radio, credo regionale, sempre di Bolzano, che mi ha intervistato.
Ed i produttori hanno dovuto, obtorto collo, prendere le distanze dall'iniziativa dei Sindaci e dire di capire (anche se quanto abbiamo scritto ha dato loro fastidio, eccome), anche se di non condividere (e ti pareva) la nostra presa di posizione...
Che dici, potremo tornare in Süd Tirol, o dovremo salirci scortati ?
Franco Ziliani

02 Feb 2006 | ore 16:33

E' per me un vero piacere poter dire che tra i tre sindaci che non hanno firmato c'è il sindaco di Corvara in Val Badia. Soddisfazione piccola, ma soddisfazione. Quello che mi stupisce è il dover constatare che in Alto Adige, cioè in Sud Tirolo, c'è un clima omertoso facilitato dalla legge provinciale che impone la scelta di appartenenza come obbligatoria. Ricordo per inciso la coraggiosa battaglia contro questa legge combattuta da Alex Langer di cui riporto un brano significativo : "Come si può allora comprendere che le forze di governo a livello provinciale e nazionale vogliano riutilizzare il censimento generale 1991 per una schedatura etnica nomintativa di tutti i residenti in Alto Adige? Come è potuto succedere che - dopo tanti segni distensivi - si rimuove la brutta lezione del censimento etnico del 1981, limitandosi a piccoli miglioramenti, senza rinunciare però all'obiettivo di fondo? Come è possibile che un'altra volta si vogliano obbligare tutte le persone residenti in provincia di Bolzano - compresi, questa volta, gli adolescenti tra i 14 ed i 18 anni - a firmare una propria dichiarazione nominativa di appartenenza o di aggregazione ad uno dei tre gruppi linguistici riconosciuti (e senza alcuna garanzia di limitare l'uso di tale certificato ai soli scopi previsti nell'art.89 dello statuto)?"

Parole che suonano profetiche: si tende a dividere e non a unire e così la minoranza di lingua tedesca diventa maggioranza totalizzante quando si confronta con la minoranza ladina.
E di divisione in divisione si arriva a questo inopportuno appello all'Austria.

02 Feb 2006 | ore 20:01

Purtroppo temo, caro Bonilli, che tu abbia ragione. Avrei preferito che più voci, stimolate dal tuo intervento e da quello di Franco, si fossero levate non per dimostrarsi offese o per dirci che non conosciamo la gente altoatesina, ma per farci partecipi delle questioni che, secondo loro, giustificherebbero un simile appello.

03 Feb 2006 | ore 07:59

"...se ci odiate cosí tanto.
Perché non ci avete mai lasciato fare l´autodeterminazione? Perché non avete mai concesso il nostro desiderio di tornare in Austria?
Strano."
E' perché in realtà vi amiamo e sappiamo che se foste tornati a far parte dell'Austria non avreste tutti i privilegi e vantaggi che avete, i privilegi e i vantaggi dell'Ortung altoatesino ma dell'Ordnung italiano. Vergognatevi! Le vostre lamentele - che non finiscono mai - sembrano quelle dei figli di papà che non sono contenti di avere la Porsche e piagnucolano per avere la Ferrari. Per fortuna a Vienna vi trattano per quello che siete: dei rumorosi bimbi viziati che hanno trasformato "la tutela dell'identità" in una professione.
Tschuss.

03 Feb 2006 | ore 08:45

"Trovo assolutamente normale, che un popolo di lingua tedesca, si faccia proteggere politicamente da uno stato di lingua tedesca, non per chiedere l'annessione all'Austria, ma per salvaguardarsi il futuro. Diciamo che non servirebbe in un paese normale, ma in un paese che ha avuto Mussolini e Berlusconi nello stesso secolo, anch'io non mi sentirei troppo tranquillo."
Idiozia per idiozie: evidentemente il suo futuro sarebbe meglio tutelato da un paese che ha dato i natali e che si è fatto felicemente annettere da Adolf Hitler (lei dimentica, fra l'altro, che fu proprio l'austro-baffetto a "cedere" la tutela degli altoatesini al nostro dittatore). Lei non sa quello che dice e non ha la benché minima idea di chi possegga le leve del potere sociale e politico in Alto Adige (nonostante i suoi lunghi soggiorni vacanzieri). Prima di scrivere stupidaggini, si informi bene e ci rifletta sopra due volte.
Aufwiedersehen.

03 Feb 2006 | ore 09:17

"Avrei preferito che più voci, stimolate dal tuo intervento e da quello di Franco, si fossero levate non per dimostrarsi offese o per dirci che non conosciamo la gente altoatesina, ma per farci partecipi delle questioni che, secondo loro, giustificherebbero un simile appello."
La verità è che di "ragioni" non ce ne sono più da anni (un tempo sì, c'erano eccome). Ciò che rimane sono - nella migliore delle ipotesi - tics e riflessi condizionati, nella peggiore, espressioni di una retriva ideologia nazionalistica, becero "Sangue e Terra" di donnette con le crocchie e i Sarner di lana cotta (ma con il Baume e Mercier al polso acquistato con i soldi dei contribuenti italiani). E ben venga chi, una volta tanto, ha il coraggio di descrivere le cose come stanno e di protestare dicendo che di questo "piagnisteo" sud-tritolese (no, non è un refuso), no ne possiamo più. Che tacciano e continuino a far soldi (e buon vino).

03 Feb 2006 | ore 09:31

Bene. Caro "Publius", non si può dire che non sei stato chiaro.
Saluti

03 Feb 2006 | ore 09:58

"Bene. Caro "Publius", non si può dire che non sei stato chiaro."
E non ho ancora finito. Devo spendere anche qualche parola per i miei "conterranei" di lingua italiana. Sì, perché i tics e il becerume non stanno solo da una parte. Smettetela di pensare che "qui semo in 'talia e non volemo imparar el tedesco". No, *non* siamo in Italia, siamo in Alto Adige-Suedtirol e il tedesco lo dovete (dobbiamo) imparare, piaccia o non piaccia, altrimenti ve lo "faranno imparare" o molti di voi andranno via (peraltro, speranza di settori delal classe politica tedesca e questo va anche detto). Mi riferisco alla cultura non esclusivamente alla lingua. Smettiamola di essere tanto sensibili se l'Ospedale di Merano non è "indentificabile" se non chiamandolo Krankenhaus, semplicemente impariamo a rivolgerci ai tedeschi in tedesco esattamente come i tedeschi sono stati costretti per decenni (e anche oggi) a rivolgersi a noi in italiano. E' solo un esempio, ma a queste cose loro ci tengono e hanno perfettamente ragione.
Haben Sie verstanden?

03 Feb 2006 | ore 10:32

Cito Judasric: "Non ho mai compreso cosa centrasse con la tutela delle minoranze, ad esempio, il fatto che i dipendenti della provincia di Bolzano debbano avere molti più privilegi e benifit e stipendi di gran lunga migliori dei dipendenti della provincia... chessò, di Catanzaro... per dirne una a caso!"

mi potresti elencare i privilegi, benefit e a quanto ammontano gli stipendi dei dipendenti della Provincia di Bolzano?
Grazie

03 Feb 2006 | ore 11:00

"mi potresti elencare i privilegi, benefit e a quanto ammontano gli stipendi dei dipendenti della Provincia di Bolzano?"
Potresti chiedere informazioni all'ufficio stampa della Provincia, sono tenuti a risponderti. Dopo devi fare una comparazione con i livelli retributivi medi delle altre Province/Regioni italiane a statuto speciale e quelle a statuto ordinario.
In ogni caso, un numero significativo di norme a tutela della minoranza tedesca in AA/ST (minoranza rispetto al resto d'Italia, ma netta maggioranza nella Provincia) sono finalizzate a "stabilizzare" il legame della popolazione di lingua tedesca con il luogo, ovvero sono norme che incentivano la stanzialità e non la mobilità. Si tratta di norme che da un punto di vista formale hanno caratteristiche di tipo universalistico ma che in realtà celano (e neppure tanto bene) una finalità di natura politico/sociale del tutto "localistica" e particolaristica. E' noto il detto "Juristen boese Christen" ...

03 Feb 2006 | ore 11:34

Io non ho mai avuto problemi con chi sceglie di restare anonimo su Internet; mettiamola cosi', uno ha pure il diritto di tirare il sasso nello stagno, e nascondere la faccia. Semmai, come al solito, se cio' che l'anonimo dice ha un senso, se e' condivisibile, questo da solo dovrebbe (potrebbe) compensare il fatto di essere anonimi. Tuttavia, in questa serie di scambi d'opinione, mi dispiace vedere che coloro i quali sono, almeno apparentemente, a favore del punto di vista dei sindaci altoatesini si guardano bene dal firmarsi col loro nome. E' un vero peccato, perche' questo si somma al fatto che i loro argomenti sono un po' deboli. Aggiungo che, dato il contesto, mi piacerebbe sapere quanti di costoro sono, poniamo, produttori di vino. Detto da uno che adora l'Alto Adige ed ha una notevole simpatia per la germanitudine in generale.

03 Feb 2006 | ore 11:37

Ci sarebbe moltissimo da scrivere ma purtroppo non ne ho il tempo. Avrei però una domanda da fare al direttore: perché prendersela con i vignaioli sudtirolesi per una cosa già da anni risaputa (il riferimento alla costituzione austriaca) e ora "tirata fuori" per motivi elettorali?

P.S. io sono un dipendente della Provincia di Bolzano e non mi pare che 1300 euro al mese dopo 11 anni di servizio sia una paga stratosferica, informatevi sulla paga di un qualsiasi usciere al Parlamento e poi ne riparliamo!

03 Feb 2006 | ore 12:24

Sono un'Italiana di Bolzano, un'Italiana che vive ogni giorno "il non essere sud-tirolese". E’ vero, il mercato economico altoatesino è viziato dai contributi a pioggia elargiti dalla provincia. Una terra dove il denaro pubblico (per pubblico intendo denaro elargito dallo Stato Italiano)scorre a fiumi. Non si sbaglia chi dice che gli stipendi sono più alti che in altre città italiane, prendete ad esempio un insegnante e fate il paragone. Ma l'orrido, è vedere ogni giorno le persone sputare nel piatto in cui mangiano e da cui attingono.
Una terra che agli occhi dei tanti turisti italiani (che, non dimentichiamo, portano soldi, e sono disposti e felici di “riempire” ristoranti, a differenza di tanti turisti austriaci o tedeschi che arrivano con panini e bibite al sacco) appare pulita e ordinata, benestante (e chi non lo sarebbe con i miliardi di euro che arrivano da Roma...??) e sorridente (sorrisi tirati, ma pur sempre sorrisi), bellissima per le sue vette, le sue vallate ed i suoi cieli azzurri. Ma non dimentichiamo che l’Alto Adige non è solo questo.
L’alto Adige è una terra in cui i diversi gruppi linguistici residenti sono costretti da un ordinamento politico aberrante, noto qui, ma sicuramente non nel resto d’Italia, come “Pacchetto” a vivere rigorosamente separati. Una terra in cui i bambini, sin dall’asilo vengono separati da un muro, su base etnico-linguistica.
Un terra in cui tutti i cittadini vengono schedati su base etnica, un’appartenenza che poi influirà pesantemente sulle loro condizioni di vita. Infatti tutte le risorse, quali posti di lavoro pubblici ed equiparati, abitazioni agevolate, sovvenzioni e finanziamenti, vengono distribuite non in base al reale stato di bisogno dei cittadini, bensì in base all’appartenenza al gruppo linguistico.
Una terra in cui nessun cittadino italiano o europeo può aspirare, pur avendone i titoli, ad un impiego pubblico, sia perchè non registrato nella gabbia etnica di appartenenza, sia perchè sprovvisto di un documento obbligatorio noto come “Attestato di bilinguismo”. Una terra in cui al cittadino che non abbia acquisito la residenza da oltre quattro anni, è negato il diritto di voto. Tutte queste considerazioni e molte altre più approfondite si potrebbero fare, per invitare tutti gli Italiani e non, a vivere la realtà locale al di fuori di facili conformismi, con la consapevolezza che alle luci si affiancano sempre le ombre, che per noi Italiani, nella nostra Terra, stanno diventando sempre più insopportabili.
Che si tengano il loro vino, il loro speck, i loro formaggi e le loro vallate. Vediamo cosa sanno fare senza l’apporto degli Italiani. Mamma Provincia potrà ancora provvedere a tutte le “esigenze” di ogni sud-tirolese???? Per quanto mi riguarda, avendo per motivi di lavoro, molti contatti con ristoratori e consumatori di varie regioni d’Italia, da questo momento li indirizzerò a cantine trentine (terra di noti spumanti e ancor più noti vini) Non che prima non lo facessi, ma ora più che mai. Monica d/V

03 Feb 2006 | ore 13:33

Monica, con rispetto dissento da quello che dici, soprattutto trovo esagerata la reazione emotiva, che giudico l'"immagine allo specchio" dell'atteggiamento mentale alla base della richiesta di "tutela" (se ci penso mi vien da ridere) dei Sindaci altoatesini. Ci sono ambienti di lingua tedesca che gongolano nel leggere sfoghi come il tuo perché questi locali "ethnic cleansers" ritengono che l'esasperazione sia l'anticamera dell'emigrazione. Quanto al diritto di voto amministrativo e al "patentino" non trovo che si tratti di norme vessatorie. Il patentino è sacrosanto, sarà duro imparare il tedesco ma forse l'italiano è una lingua facile? Per il voto amministrativo, quattro anni sono troppi? Forse, due basterebbero, forse ... però è anche vero che le migrazioni elettorali non sono una invenzione tedesca.
Quanto alla separazione etnica concordo che alcuni dei suoi aspetti sono "aberranti", un vero e proprio sistema di sviluppo separato, probabilmente in contrasto con la Costituzione e con il diritto internazionale.

03 Feb 2006 | ore 14:28

Publius, non sottovalutare e ridurre ad un semplice sfogo il mio commento. La migrazione volontaria, o forse per meglio dire "l'epurazione bianca" che si sta perpetuando in Alto Adige, non è una fantasia, ma una realtà, basta guardare le cifre.Purtroppo lo Stato italiano continua a chiudere gli occhi. Il patentino non è una norma vessatoria? Trovami un altro Stato europeo che te lo imponga. Non dimenticare Publius che siamo in Italia e che la meritocrazia non dovrebbe essere sopraffatta da norme che per me sono anticostituzionali.E non dimenticare che anche i sud-tirolesi di più ampie vedute ed economicamente "emancipati" stanno lasciando l'Alto Adige. Migrazioni elettorali? Forse, e dico forse, 50 anni fa. Se mai il Presidente della Repubblica (tanto per fare un esempio eclatante) dovesse decidere, una volta andato in pensione, di trasferirsi in Alto Adige, beh, il voto, nella sua Terra, gli verrebbe negato per quattro anni. Anacronistica la cosa, mi dispiace dissentire dal tuo pensiero. Cmq, tanto per farti un'idea, dai un'occhiata al bilancio della provincia autonoma di Bolzano e forse scoprirai dove raccoglie i voti la forza politica locale. I bambini capricciosi sarà meglio che si diano una regolata. I tempi delle vacche grasse stanno per finire, si spera, anche per loro.
Chiedo scusa a Stefano Bonilli, per l'abuso che sto facendo di questo blog. Ma è una delle poche vere persone che forse ha a cuore l'Italia, nella sua interezza e per questo motivo ho approfittato dello spazio che gentilmente mi ha lasciato.
A prescindere da tutto quanto scritto, sarebbe il caso che chi non si identifica con coloro che hanno firmato la petizione, prendesse le distanze e non solo per paura di perdere i privilegi di cui sta godendo.... Ma, checchè tu ne dica, c'è molta paura nel prendere le distanze da certe "regole di vita".

03 Feb 2006 | ore 14:55

Monica,
continuo a dissentire, non tanto riguardo la lettera quanto sullo spirito. Gli italiani migrano perché, lo ripeto fino alla noia, non hanno ancora capito che in AA/ST non siamo in Italia, non è come vivere a Milano o a Roma, gli italiani si devono "mentalmente" adattare ad una realtà diversa. Chi lo ha compreso vive benissimo. Quanto al "patentino" ti sbagli. Per esempio, in Svizzera, non puoi accedere ad alcun lavoro pubblico se non c'é prova che tu conosca almeno un'altra delle lingue ufficiali della Confederazione. Giusto un esempio non così trascurabile credo.

03 Feb 2006 | ore 15:08

Monica, io qui sto benissimo, ho amici sia italiani che tedeschi. Mio figlio frequenterà sia la scuola italiana che tedesca. Dove sono le barriere a cui ti riferisci? Sono nella mente di chi come te continua a considerarsi ITALIANA, ma qui la situazione è assai differente dal resto d'Italia, io mi sento sudtirolese, non italiano, ma SUDTIROLESE, o altoatesino se preferisci.
Per quanto riguarda la dichiarazione etnica sono d'accordo con te, ma se non ci fosse la proporzionale quanti sarebbero gli italiani che riescono ad ottenere un impiego pubblico?
E poi non è vero che viviamo grazie ai contributi dello Stato, il Sudtirolo potrebbe benissimo sopravvivere da solo, il 90% delle tasse che paghiamo rimane qui e il 10% lo incassa lo Stato.
Infine trovo assurdo il tuo invito a boicottare i prodotti sudtirolesi, cosa pensi di risolvere?

03 Feb 2006 | ore 15:27

Monica e Publius, vi ringrazio perché, a me che non sono altoatesino ma desidero capire prima di dare inutili giudizi, la vostra testimonianza mi è di grande aiuto.
Mi dispiace, ma non poteva essere altrimenti, verificare che i problemi etnici sono sempre molto, molto potenti, questo perché le discriminanti partono quasi sempre dall'alto.
Ho sentito il desiderio di aprire il dibattito anche su lavblog, ma è talmente fresco che non lo conosce ancora quasi nessuno.
Sappiate che comunque è aperto ai vostri pensieri.
Saluti

03 Feb 2006 | ore 15:35

Mea culpa e mia ignoranza. Riconosco l'errore e mi informerò in merito,perchè, dalle mie ricerche, questo piccolo particolare non trascurabile, non era emerso.Non sapevo che in Svizzera per lavorare ci fosse necessità di possedere il "patentino di bilinguismo" come in Alto Adige(e non parlo di semplici "prove" come tu le definisci. Qui non basta dimostrare di sapere il tedesco. Serve obbligatoriamente il patentino. E tra le altre cose, giusto per tua informazione, se mi viene imposto di parlare tedesco, desidero che mi si risponda e ci si rapporti in tedesco e non in un incomprensibile dialetto sudtirolese....)
In ogni caso non è mia intenzione scontrarmi con te. Vorrei solo che tutti, ma proprio tutti, prendessero atto che l'Alto Adige, che tu lo ammetta o no, è una Terra privilegiata sotto tutti i punti di vista. E che la petizione rivolta all'Austria di fare da ancora da potenza tutrice è a dir poco una cosa ridicola e fuori luogo se non addirittura un'interferenza negli affari interni dello Stato Italiano.

03 Feb 2006 | ore 15:39

Monica,
mi fai pena. Semplicemente pena. Anche il piú stupido capisce, che il benessere in Südtirol vale per tutti. Non solo per i tedeschi o per i contadini. Ma se vuoi continuare a sparare le tue cazzate mi farai pena anche per il resto della tua permanenza "obbligatoria?" in questa miseria.

03 Feb 2006 | ore 15:43

"Vorrei solo che tutti, ma proprio tutti, prendessero atto che l'Alto Adige, che tu lo ammetta o no, è una Terra privilegiata sotto tutti i punti di vista. E che la petizione rivolta all'Austria di fare da ancora da potenza tutrice è a dir poco una cosa ridicola e fuori luogo..."
Siamo d'accordo.

03 Feb 2006 | ore 15:55

Già pena.... Lo so che non è d'uso solo fra i Sudtirolesi attingere dove si può. So perfettamente che la morale,l'etica e l'amor proprio non piovono dal cielo neanche per gli italiani... il tuo linguaggio rende bene l'idea.

03 Feb 2006 | ore 15:56

"Qui non basta dimostrare di sapere il tedesco. Serve obbligatoriamente il patentino."
Per la verità, anche i nostri concittadini di lingua tedesca devono possedere il patentino, cioé superare un esame che attesta la loro conoscenza dell'italiano. E sono la maggioranza! Sant'Iddio, ma quando capirete che il tedesco bisogna impararlo e bene! Se non altro per ragioni di "buona creanza" solo buona educazione se non siete interessati ad una ricca cultura come quella tedesca.

"E tra le altre cose, giusto per tua informazione, se mi viene imposto di parlare tedesco, desidero che mi si risponda e ci si rapporti in tedesco e non in un incomprensibile dialetto sudtirolese....)"
Lascia stare Monica, per carità, ti attiri le reazioni verbali, giustamente dure, di molti.
Mi spiace che ci siano miei concittadini che ragionano ancora in questi termini. Mi spiace veramente.

03 Feb 2006 | ore 16:05

Lieber Herr Stefano Bonilli.
Wenn Sie den Süd-Tiroler Wein mögen, dann werden Sie ihn auch morgen noch trinken, schätzen und objektiv bewerten. Wenn Sie hingegen Ihren eigenen Bekanntheitsgrad missbrauchen und weiterhin Politik machen wollen, dann machen Sie einfach so weiter. Sie werden die Stimmung in unserem Land weiter anheizen und damit das Nebeneinander der deutschen und der italienischen Volksgruppe in Südtirol weiter verschlimmern. Zum Nachteil für alle.
Übrigens: Das die österreichische Minderheit in Italien nichts Gutes von Italien und einigen Italienern zu erwarten hat beweist Ihre Reaktion vorzüglich.

03 Feb 2006 | ore 16:17

Secondo me é uguale se venite da noi in Südtirol in vacanza. Chi ha voglia di bere un buon vino, vedere un bel panorama, godersi delle manifestazioni culturali con costumi di ogni tipo, ecc. puó venire! Ho parlato con molta gente che vengono da noi in vacanza. Tra l'altro ischitani, napoletani, siciliani, ecc. Tutti erano fieri di avere la possibilitá di conoscere meglio la nostra cultura, la nostra lingua madre e la gente del posto, venendo da noi in vacanza. Molti ci hanno accolti con un grande applauso dalle manifestazioni. La nostra domanda era perché? La risposta:

"É incredibile e bello vedere come voi siete fieri della vostra cultura, la lingua,... e la mantenete con orgoglio. Per questo vengo, io e la mia famiglia, volentieri in Sudtirolo in vacanza."

Saluti Tirolesi

03 Feb 2006 | ore 16:26

Non è certo mia intenzione. Lascio stare Publius, hai ragione. Non importa a nessuno di queste piccole faccenduole da lavandaie di paese. L'Alto Adige, in fondo, non è poi così importante. Alla fin fine è molto meglio parlare d'altro in un blog come questo.

03 Feb 2006 | ore 16:30

di 300.000 hanno firmato 113, direi che è pochino.
I firmatari sono dei fessi, l'iniziativa è stata degli Schützen, famigerati per un nazionalismo molto fanatico. Destra, ma anche estrema destra (basta dare un'occhiata al forum).


Però voi non siete di meglio.
L'appello di boicottaggio però un po' ricorda il "Kauft nich bei Juden" (non comprate da Ebrei). Fa schifo, anzi, SKIFO.

03 Feb 2006 | ore 16:53

"Übrigens: Das die österreichische Minderheit in Italien nichts Gutes von Italien und einigen Italienern zu erwarten hat beweist Ihre Reaktion vorzüglich."
QED.
Die Ruckseite des Spiegels.
Questo invece favorisce i buoni rapporti fra i due gruppi linguistici, vero Herr Suedtiroler?

03 Feb 2006 | ore 16:54

publius,

é tipico dell'oltranzismo sudtirolese.
dite sempre "noi"
dite sempre "Selbstbestimmungsrecht".
Ma cavolo, questo diritte vale solo per i tedeschi. E i ladni?? e gli italiani?
L'Alto Adige é una terra trilingua, non terra tedesca, come i fanaticissimi nazionalisti tedeschi vanno ripentendo dicendo bugia dopo bugia.

E dunque non c'è altra possibilità che la convivenza. Io ne sono lieto, altri no. E se dunque la convivenza è l'unica via (perché certo non farete una pulizia etnica? ) lo status quo non va toccato.

fate skifo anche voi. SKIFO.

03 Feb 2006 | ore 16:57

Monica ti ho risposto, ma confesso di non intendermene molto di economia.
Ciao

03 Feb 2006 | ore 17:02

"Übrigens: Das die österreichische Minderheit in Italien nichts Gutes von Italien und einigen Italienern zu erwarten hat beweist Ihre Reaktion vorzüglich."
QED.
Die Ruckseite des Spiegels.
Questo invece favorisce i buoni rapporti fra i due gruppi linguistici, vero Herr Suedtiroler?
Scusate, messaggio inviato da me.
Quanto alla politicizzazione di questo weblog, solo Bonilli può rispondere.

03 Feb 2006 | ore 17:19

Attenzione Stefano Bonilli, le provocazioni in questa Terra possono essere effettuate in una sola ed un'unica direzione e non a doppio senso. 113 SINDACI possono tranquillamente firmare una petizione provocatoria, ma se poi sopraggiungono provocazioni in senso contrario, apriti cielo!! Da chi correranno questa volta gli altoatesini per farsi "proteggere" dal lupo cattivo???

03 Feb 2006 | ore 17:30

Insomma, a me sembra che alla fine tutto il mondo è paese. Quello che emerge sempre è che dietro un'apparente quanto fragile equilibrio si celano le solite intolleranze. Gli estremismi producono odio e incomprensioni, alimentano i lati peggiori dell'uomo.
Se non si impara a superare questo è difficile qualsiasi convivenza, anche in un condominio.

03 Feb 2006 | ore 17:40

Un grazie ed un grosso apprezzamento per questa campagna che publicizza in tutta Italia una iniziativa che offende tutti noi ITALIANI DELL'ALTO ADIGE.
Per chi non lo sapesse lo Stato Italiano versa alle casse della Provincia ben 10.000 Miliardi delle vecchie lire ed il Presidente della provincia ha detto "Se mi toccano anche una sola virgola dello Statuto di Autonomia" io VADO CON L' AUSTRIA.
Chi legge questo commento e' invitato a visitare il nostro BLOG http://spaces.msn.com/mimisbz/
Grazie per l'attenzione.
MIMIS Bolzano

03 Feb 2006 | ore 17:44

114 su 116 sindaci! Non 113 sindaci su 300.000 abitanti. I sindaci parlano in nome per tutti gli abitanti. Fatevi il calcolo allora.

"Ma cavolo, questo diritte vale solo per i tedeschi. E i ladni?? e gli italiani?"

Momento, i ladini sono della stessa cultura e parlano anche il tedesco. Info: Tedeschi e ladini, stanno insieme...

03 Feb 2006 | ore 19:33

Venie a visitare il nostro blog e sosterrete la causa dei cittadini di lingua ITALIANA contro lo strapotere di un partito che ci vuole condurre sotto la LORO PATRIA AUSTRIACA.

03 Feb 2006 | ore 19:48

Diamo perfettamente ragione ad Anonymous perche' i Sindaci hanno firmato NON come semplici cittadini ma con TANTO DI TIMBRO DEL COMUNE E DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
NON COMPERATE PRODOTTI ALTOATESINI ED ANDATE IN VACANZA IN ALTRI POSTI!!!!

03 Feb 2006 | ore 19:51

sbagliato, i Ladini non sono della stessa cultura dei Tedeschi. Un'affermazione tale la può fare soltanto un ignorante scemo scemo e anche nazistoide. Che tedeschi e ladini siano una sola cultura è una bugia dei nazionalisti-nazisti.
Perché in tedesco si dice Haus e in ladino ciasa. Perché sono la stessa cultura? idiota.

Il ladino è una lingua neolatina e non una lingua germanica.

Da scemo è ciò che dici, che i ladini "parlano anche il tedesco". Ma voi parlate anche l'italiano.

Devo dare ragione a Monica: loro possono provocare fin che vogliono, ma guai se da parte italiana dicono mezza frase! Per loro tutti gli italiani sono "fascisti", anche chi vota Verdi e Comunisti, Rifondazione ecc. Sono fascisti - fascisti tedeschi. Basta vedere il forum degli Schützen - un estremismo molto più aspro di quello del MSI (per non parlare di AN).


i sindaci non hanno avuto il consenso dei consigli comunali (non li hanno nemmeno chiesto), dunque non parlano per tutti, ma solo per se! Strana idea di "democrazia", che palesa la petizione: si vede che la petizione ha bisogno di scalcare la popolazione.

03 Feb 2006 | ore 19:51

" come i tedeschi sono stati costretti per decenni (e anche oggi) a rivolgersi a noi in italiano."


un'altra bugia - provata.

03 Feb 2006 | ore 19:53

Non ci capisco piú niente.
Caro direttore Bonilli, spiegami per favore alcune cose.
Cos´é "kauft nicht bei Juden", chi l´ha detto e come si paragone alla tua idea di boicottagio?
Penso che sia l´ora di un intervento del direttore Bonilli, perché se non s´é ancora accorto, le sue pagine vengono abusate dai nationalisti sia italiani che tedeschi. Per un abbonato mensile "di sinistra", (come per altro si pensava anche del Gambero) questo modo di fare politica non é gradito.
Quindi, caro direttore attendo cortesemente una risposta alla mia domanda d´entrata ed un tuo commento sull´andamento del blog. Forse mi puó rispondere anche il sig. Ziliani.Grazie!!!

03 Feb 2006 | ore 20:39

Abito dall'età di quattro anni in Alto Adige figlio di genitori italiani nati a Bressanone e Bolzano.Mi meraviglia molto e provo un senso di vero schifo, da italiano di madre lingua italiana, nel vedere quanto hanno scritto il signor Bonilli e il Signor Ziliani.Invitano gli amici e le persone a non salire in Alto Adige a non comprare i prodotti (ho pubblicato l'articolo apparso oggi sull'Alto Adige su polemiche e opinioni perchè il blog non lo frequento)dell' Alto Adige.Parlate di Alto Adige senza conoscerlo senza sapere le dinamiche che lo attraversano, senza conoscere la storia.
Siete caduti miseramente in quella che era una provocazione rispondendo secondo me nel peggior modo possibile.Ecco è con comportamenti come il vostro che il gruppo linguistico tedesco della provincia di Bolzano non si sente tutelato e non posso che dargli pienamente ragione.
Io ho amici di madrelingua italiana e tedesca, i rapporti sia con gli uni che con gli altri sono ottimi, e vi invito da italiano che abita in Alto Adige ad evitare di surriscaldare gli animi inutilmente.Ne facciamo veramente e volentieri a meno.
Mi metto anche nei panni di un produttore di vino che legge queste cose.Nei loro panni sicuramente non avrei più rispetto di persone che fanno del ricatto la loro arma di dialogo.

Spero di notare da critici enologici più parlare di vino e molto meno di politica.

Grazie Massimiliano NICLI

comportamento non farà altro che rendere ancora più difficile

03 Feb 2006 | ore 22:58

prima di criticare i sindaci, informatevi sulla recente storia del sudtirolo. e non prestate i fianchi a speculazioni fasciste

03 Feb 2006 | ore 23:03

Sono una sudtirolese- anzi altoatesina "doc" di lingua tedesca, nata e cresciuta in questa terra, sposata con un italiano e condivido pienamente l'appello del Sig. Ziliani -
io e la mia famiglia da quando è uscito il marchio unico sudtirol non compriamo più i prodotti che portano il marchio monolingue e a tutti i nostri amici e parenti al di fuori di questa ricca provincia - ricca con i soldi di tutti i cittadini italiani, sono anni che consigliamo vivamente di fare le ferie al mare invece di spendere i loro soldi quì. Condivido pienamente quanto esposto da monica,

03 Feb 2006 | ore 23:27

i sindaci si sono fatti strumentalizzare dagli estremisti tedeschi.

04 Feb 2006 | ore 00:35

"Perché sono la stessa cultura? idiota."

Prima cosa: cerchiamo di mantenere un linguaggio con stile. Con queste frasi si vede che di educazione ne hai avuto poca.

Seconda cosa: io sono ladino

04 Feb 2006 | ore 04:54

Massimiliano Nicli: Ti ringrazio per it tuo testo e affermazione come figlio di genitori italiani e abitanti in Sudtirolo.

04 Feb 2006 | ore 05:00

SIG. BONILLI!
Se ne sta accorgendo che il suo (anzi quello di un membro, il Gambero, fin´ora considerato serio) sito sta diventando un diffondersi di odio e di bucie. Le persone che scrivono sono poi sempre le stesse con nomi diversi,per diffondere meglio il loro odio e le loro idiologie estremiste. Le assicuro che tra le persone intelligenti e serie di madrelingua ita + ted che abitano in Südtirol tutti hanno capito che si sta bene qui. Anche gli italiani che vivono qui stanno molto bene ed approfittano dell´economia, quindi un cittadino che vuole vivere e contribuire alla vita fra le due culture non scriverebbe mai le stronzate sopre, che ripeto servono solo per diffondere odio e le loro stupide idee estremistiche. Anche i trentini (due volte i sudtirolesi per popolazione) ed i siciliani godono degli stessi diritti e vantaggi che godiamo noi sudtirolesi e pure non ho mai sentito nessuna critica. Tanto per fare capire come funziona il sistema ed invito tutti i lettori qui presenti a NON CREDERE LE CAZZATE QUI ESPOSTI, perché nessuno sta male, almeno che non sia cosí estremista da voler fare il martire.
Quindi il mio apello urgente al direttore BONILLI. S M E T T E T L A, poer favur.

04 Feb 2006 | ore 08:28

Leggete sui giornali di oggi se la firnma era una crertinata o e' una cosa seria.
Dopo settimane di polemiche
furibonde, il commissario
del governo presenta il
conto ai sindaci. L'ordine e' arrivato da Roma, direttamente dal ministro degli interni Pisanu.
Pisanu e' stato chiaro:
«Voglio sapere se in questa
iniziativa si ravvisano gli
estremi di un attacco all'integrita' dello Stato italiano».

04 Feb 2006 | ore 09:08

punto primo:
tedesco e ladino non sono la stessa cosa. è una bugia, è idizia, è propaganda nazionalistica tedesca.

Non lamentarti, piuttosto non si cerchi di attribuire una lingua neolatina alla cultura tedesca.

Dici di essere ladino. Ma che tipo di ladino - uno di quelli come quei due cretini che scrivono sempre sul forum degli schützen, che vorrebbero essere più tedeschi dei tedeschi e invece sono soltanto ridicoli. Perché essere ladino e voler essere tedesco è semplicemente un disturbo psichico. È la ideologia degli estremisti tedesci che i Ladini siano di cultura tedesco (Kulturdeusche). Purtroppo anche tra noi Ladini ce ne sono tre-quattro di questi estremisti.

E infine: tu anonymus, non parlare di stile ed educazione. Sei come l'ubriaco che parla del bere con misura.

04 Feb 2006 | ore 09:35

Bene, prendo atto che Massimiliano Nicli, non solo invita Bonilli ed il sottoscritto a vergognarsi, ma afferma, senza vergognarsi a sua volta, che" la distanza tra i due ceppi esiste perchè ci sono sempre degli stronzi che non hanno meglio da fare che buttare benzina sul fuoco, e non azionano il cervellino..." e poi “provo un senso di vero schifo, da italiano di madre lingua italiana, nel vedere quanto hanno scritto il signor Bonilli e il Signor Ziliani”.
Max, ti facevo una persona intelligente e corretta, vedo che anche tu, superando in estremismo personaggi altoatesini di lingua tedesca che mi hanno scritto dicendo che quanto Bonilli ed io abbiamo "provocatoriamente" sostenuto denota odio per l'Alto Adige per gli altoatesini, preferisci ricorrere all'insulto. Ad ognuno il suo stile, complimenti...
Sono stupito, e deluso, da quanto scrivi, ovvero che io sarei "caduto miseramente in una provocazione secondo me comportandoti molto peggio dei 113 sindaci". Trovo assurdo che tu sostenga che Bonilli ed io "con queste affermazioni non avete altro che creato nuovi attriti tra comunità italiana e tedesca". La tua reazione é molto simile a quella, che si commenta da sola, di chi, pur conoscendomi da 15 anni, mi ha scritto che quanto ho sostenuto dimostra il mio "odio" per l'Alto Adige e per gli altoatesini. Un'incapacità di ragionare e di andare oltre il vostro naso che mi lascia sgomento. Sono orgoglioso di aver contribuito, insieme a Bonilli (pensa te, ci voleva l'amato Alto Adige per creare una sorta di strana alleanza trasversale e bypartisan tra il direttore del Gambero rosso e me...) a portare fuori dai confini regionali questa discussione, con una provocazione, che tale resta. Anche se, sinceramente, comincio a non aver più tanto voglia di tornare in Sud Tirol. E poi, come giornalista, ho scritto per vent'anni di vini altoatesini e ne ho bevuti tanti. Molto più interessante scrivere di vini piemontesi, una terra dove non mi sono mai sentito a disagio, come mi capita sempre più spesso, purtroppo, in provincia di Bolzano. Se poi arrivano delusioni e assurde accuse, ingenerose e volgari, da persone come te che all'epoca di WineReport non facevi altro che elogiarmi... Che dire ? Auf wiedersehen ! A te sicuramente, e, molto probabilmente, anche all'amatissimo (che tale resta) Sud Tirol.
In fondo se vogliamo fare vacanze di montagna, nello stesso ambiente, oltre ad andare in Valle d'Aosta (dove almeno parlano francese e sono ben più cortesi) possiamo valicare il confine e fare le vacanze nel Tirolo austriaco. Dove, mi dicono, gli italiani, come ospiti-clienti, sono trattati bene e accolti con simpatia. E dove, almeno, sappiamo ufficialmente di essere in terra straniera, non come in Alto Adige, dove talvolta ti fanno sentire straniero ed estraneo pur essendo in quello che, almeno formalmente, é territorio italiano...

04 Feb 2006 | ore 10:12

Massimiliano Nicli: Ti ringrazio per it tuo testo e affermazione come figlio di genitori italiani e abitanti in Sudtirolo.


Caro Anonymus io non ho scritto proprio così... Ho scritto di madrelingua italiana. Perchè i cittadini di madre lingua ladina o tedesca cosa sono italiani o qualcos'altro?
Quest'anno alle Olimpiadi gareggiano per l'Italia o per la Svizzera o l'Austria?

Dolasilla come ti capisco...
Per molti avvicinare la cultura ladina alla tedesca è molto più semplice...e non c'è bisogno di distinzioni.
Se avessero letto le discussioni tra il Presidente della Provincia di Bolzano e qualcuno che (penso) tu conosci molto bene, non parlerebbero sicuramente così.
avvicinare la cultura tedesca alla ladina è un'operazione molto stupida.
Capisco che da ladino questo ti da molto fastidio

04 Feb 2006 | ore 10:24

E se chiudessimo questa discussione? Tanto non ci sono ne vinti ne vincitori, si è visto solo che il nervo è ancora scoperto, che la ferita non è del tutto cicatrizzata, che l'argomento è uno di quelli tabù. Ma io ai tabù non credo, men che meno alle strumentalizzazioni politiche, delle quali me ne frego. Ho scritto come lettore del Corriere e vacanziere di lunga da in Sud Tirolo (va bene così?) e dopo pochi giorni Severgnini ha scritto un fondo sul Corriere della sera a proposito delle 113 firme...che poi farne 113 di firme suona male, sembra tanto una chiamata della polizia, in questo caso la polizia austriaca :)) - è un sorriso! -

04 Feb 2006 | ore 11:13

Scusa Franco intelligente e corretta è una persona che la pensa sempre come la pensi tu se no è il nemico?
Una persona corretta e di stile è una persona che minaccia e ricatta i produttori di vino altoatesino i ristoratori e gli albergatori?
Ma quale estremismo? Io sono italiano di madre lingua italiana e ho solo detto in tono molto colorito quello che penso.
Mi sono ancora trattenuto credimi...

Cito:
Un'incapacità di ragionare e di andare oltre il vostro naso che mi lascia sgomento.

Secondo te minacciando e ricattando riesci a ragionare con le persone?Vostro naso di chi? Di produttori che per il 99% per cento sono di madrelingua tedesca mentre io sono di madre lingua italiana?

Cito:
Sono orgoglioso di aver contribuito, insieme a Bonilli (pensa te, ci voleva l'amato Alto Adige per creare una sorta di strana alleanza trasversale e bypartisan tra il direttore del Gambero rosso e me...) a portare fuori dai confini regionali questa discussione, con una provocazione, che tale resta.

Penso che questo vi fa veramente onore.Probabilmente non avevate nulla di meglio su cui incontrarvi...

Io non l'ho vista una provocazione ma un ricatto, e io sono un italiano di madrelingua italiana che lavora da impiegato statale senza aver ricevuto alcun sussidio o mutuo dalla Provincia.Quindi di tante agevolazioni IO non ho beneficiato.

Cito:
Anche se, sinceramente, comincio a non aver più tanto voglia di tornare in Sud Tirol. E poi, come giornalista, ho scritto per vent'anni di vini altoatesini e ne ho bevuti tanti. Molto più interessante scrivere di vini piemontesi, una terra dove non mi sono mai sentito a disagio, come mi capita sempre più spesso, purtroppo, in provincia di Bolzano. Se poi arrivano delusioni e assurde accuse, ingenerose e volgari, da persone come te che all'epoca di WineReport non facevi altro che elogiarmi... Che dire ?

Ecco ritorniamo al discorso di prima Franco. Quando c'è stato da difenderti non mi sono mai tirato indietro,(lo dici anche tu)ma come si può difendere un critico enogastronomico che dichiara quelle cose.
Volevo chiederti qualcuno ti ha obbligato a scrivere dei vini altoatesini?
Ne hai scritto perchè ti piacevano oppure per qualcos'altro? Cosa ti aspettavi dai produttori di vino altoatesini?Che dopo le tue affermazioni ti stendessero il tapettino rosso?

Cito:
Auf wiedersehen ! A te sicuramente, e, molto probabilmente, anche all'amatissimo (che tale resta) Sud Tirol.

Mi meraviglia che tu non ti sia sforzato di capire come mai da ITALIANO di MADRELINGUA ITALIANA e non tedesca mi sia rivolto in questo modo. Pensaci...Ancora a fare le storie sul nome se Sud Tirol o Alto Adige...
Forse se abitassi in Alto Adige e non ci venissi solo in ferie e non fossi così estremista la penseresti probabilmente come me.
Se vivessi ogni giorno a contatto con le persone di madre lingua tedesca non ti faresti tanti problemi.


Cito:
In fondo se vogliamo fare vacanze di montagna, nello stesso ambiente, oltre ad andare in Valle d'Aosta (dove almeno parlano francese e sono ben più cortesi) possiamo valicare il confine e fare le vacanze nel Tirolo austriaco. Dove, mi dicono, gli italiani, come ospiti-clienti, sono trattati bene e accolti con simpatia. E dove, almeno, sappiamo ufficialmente di essere in terra straniera, non come in Alto Adige, dove talvolta ti fanno sentire straniero ed estraneo pur essendo in quello che, almeno formalmente, é territorio italiano...


Vedi quì sotto le righe sembra che tu continui a minacciare o ad istigare le persone a non venire in Alto Adige.E nuovamente mi verrebbe voglia d'insultarti.

04 Feb 2006 | ore 11:37

Sarebbe molto più elegante invece di chiudere il tread scusarsi con i produttori albergatori e ristoratori altoatesini.
Questo da critici enogastronomici vi farebbe veramente onore.

Lasci coperto il nervo ed io da ITALIANO che abita in Alto Adige gliene sarò grato.
Grazie

04 Feb 2006 | ore 11:47

@Massimiliano Nicli.

Non stupirti Massimiliano dell'atteggiamento di Ziliani. E' fatto così. Oggi di da del lei, poi del tu, poi di nuovo del lei, a seconda di cosa dici e di come gli vai o non vai a genio. A volte fa persino sorridere. Oggi ti elogia perché parli bene di lui o condividi il suo pensiero, domani ti ricopre di fango se osi contraddirlo. Ma mettiti nei suoi panni. Orfano della "sua" creatura (WR), deve in qualche modo attirare l'attenzione sulla sua finestrella online. Non pensarci, è proprio così di carattere e con la vecchiaia non credo possa migliorare.

04 Feb 2006 | ore 12:17

non si dovrebbe prestare attenzione ad un carneade che si ostina ad occuparsi di vino (e puntualmente a parlare a vanvera) pur chiamandosi come un vino in cartone con lo schiocco, ma non si può non replicare a chi titola il permament link del suo post becero nazionalismo (e così Bonilli, notoriamente persona di sinistra, viene arruolato nelle file di AN) e afferma che Bonilli ed io siamo intervenuti "per attirare un po' d'attenzione su di sé".
Quando il carneade sarà riuscito a rappresentare un decimo, che dico, un centesimo, di quello che nel giornalismo enogastronomico italiano Bolilli, e ovviamente in misura minore, il sottoscritto rappresentano, parli, altrimenti taccia.
Perché accusare, come lui h fatto, un sito Internet comeWineNews di essere colmo di pubblicità, quando lui la pubblicità, sul suo sito la cerca (ma ne trova ben poca), porta a conclusioni malinconiche, a pensare ad esempio alla favoletta della volpe e dell'uva e ai suoi reiterati tentativi di farsi notare, di dire che esiste e che dice quello che "pensa" su un sito Internet che su un blog...

04 Feb 2006 | ore 12:42

Di Bonilli nel mio post non si parla affatto, fai più attenzione quando riporti - male - pensieri altrui.

04 Feb 2006 | ore 13:18

Non ho avuto né tempo, né voglia di leggere tutti i commenti, ne ho letti alcuni e sono allibito. La disinformazione è totale, nessuno «sà», tutti reagiscono emotivamente.

1. Per effetto del trattato Gruber-Degasperi, che sancisce lo status di autonomia del Sudtirolo, l'Austria è – e sarà sempre – potenza tutrice della nostra terra. Il trattato, è bene ricordarlo, è stato firmato dall'Italia. Ora, la petizione dei sindaci si fa interprete della stragande maggioranza dei sudtirolesi, che vogliono che l'Austria continui a prendere sul serio la funzione derivatale nientemeno che dal diritto internazionale. Tale petizione dunque non ha niente di provocatorio né sovversivo.

2. Lo statuto di autonomia non può essere anticostituzionale, perché esso stesso di «rango costituzionale». Esso stesso è, dunque, costituzione.

3. Si è detto che i Sudtirolesi non possono essere amici degli italiani e sottoscrivere una petizione allo stesso tempo. Mi domando invece: L'amicizia è svendita della propria anima ed identità, oppure l'amicizia è sincerità? Penso che chiunque faccia vacanze in Sudtirolo sappia e veda che non siamo «italiani»... rendersene conto ora è alquanto miope.

4. Si dice spesso che l'Italia sovvenziona, che scorrono fiumi di danaro, che i dipendenti pubblici sono sovrappagati. I 9/10 degli introiti fiscali rimangono in Sudtirolo, mentre 1/10 va a Roma. Questo in base ad un calcolo preciso che copre largamente le spese statali in provincia. Non bisogna dimenticare che in base all'autonomia è il «Land», l'amministrazione autonoma, a pagare e gestire la stragrande maggioranza dei servizi che altrove offrono lo stato o le regioni. Semplicemente, i soldi vengono spesi sempre male, ma molto, molto meglio che in altre parti d'Italia. I dipendenti pubblici poi, rispetto all'alto costo della vita, sono pure sottopagati.

Bene, auguro buon divertimento a tutti gli aderenti al boicottaggio. Ma sappiano che la reazione sudtirolese mai e poi mai sarà quella auspicata. Per noi l'amicizia vera è fatta di franchezza e di sincerità. Un saluto tirolese.

04 Feb 2006 | ore 13:36

Congratulazione al sig. pérvasion che divulga le sue falsita' anche in questo Blog.
Dimentica ovviamente TUTTE le altre spese dello STATO che non sono a carico dell'amministrazione provinciale perche' per fortuna su quelle non ha la competenza.
TURISRI NON VENITE A SPENDERE I SOLDI IN ALTO AFDIGE PER ESSERE TRATTATI A PESCI IN FACCIA.

04 Feb 2006 | ore 14:11

IL Sig. Pèrvasion si é dimenticato di indicare tutte le altre spese , dove lo stato elargisce ancora finanziamenti : crolla un pezzo di montagna in Badia, soldi in + ( vedi la protezione civile-Bertolaso )
gli insegnanti ?? le forze di polizia ?? terremoto- soldi a valanghe - ??? inondazione, ??? partecipazioni alle spese ministeriali ???
e tutto questo dovrebbe essere pagato con 1/10 degli introiti fiscali prov.li ???? in più essendo italiano devo aspettare 4 anni di residenza per avere diritto al voto, leggermi le comuncazioni del mio comune di residenza esclusivamente in lingua tedesca, mandare i miei figli a scuola di ling. tedesca, in quanto quelle di lingua ital. in certi paesi non esistono ( per fortuna sono
lo stesso diventati quadrilingui). La bandiera italiana ci si dimentica molto volentieri di esporrla nelle ricorrenze.
In quanto alle spese si costruisce gli ospedali con marmo pregiato ma si manda via un luminario della medicina ( prof. Scienza ) in quanto non bilingue, guarda caso era un neurologo, che deve parlare in ted. ed ital. mentre opera.!!! e per finire i miei figli che sono italiani, per trovare un posto di lavoro si sono dovuti dichiarare di lingua tedesca !!! alla faccia dell' isola felice !!!

04 Feb 2006 | ore 17:09

Non conosco Massimiliano Nicli ma non vedo perchè dovrei chiedere scusa agli albergatori e ai produttori. Scusa di che?
Io credo che molti di coloro che sono intervenuti non abbiano letto il 3d (rileggerselo fa capire come molti interventi siano partiti da altri interventi e non dall'assunto iniziale) e dal momento che l'ho scritto io, lo chiudo anche io.

04 Feb 2006 | ore 18:06

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