28
Mar 2006
ore 19:40

Censurato il Papero Giallo

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Romano Levi, produttore di grappa, ha chiesto al Tribunale di Alba di obbligarmi a togliere una critica alla sua grappa apparsa sul mio blog Papero Giallo il 26/11/2005. Per evitare ulteriori problemi ho tolto subito, e senza intimazioni del Tribunale, il testo in questione.

Qui espongo a chi legge una serie di considerazioni:

A) preferisco auto censurarmi perché Romano Levi ha fatto un ricorso d?urgenza ex art. 700 C.P.C. che verrà discusso davanti al Tribunale di Alba il 6 aprile prossimo.

B) L?uso della magistratura contro la critica di un giornalista professionista mi sembra un fatto grave.

C) L?uso della censura contro un blog mi sembra altrettanto grave.

D) Come giornalista rimango colpito da questa reazione che denota una mentalità gravemente censoria.

 Tribunale d'Alba
RICORSO EX ART. 700 C.P.C. 

PREMESSO CHE

1)Il ricorrente è titolare della Distilleria Levi Serafino, dedita alla produzione e commercializzazione della grappa meglio nota nel settore come Grappa Levi; 

....

è apparso un articolo dal titolo "Contenuto o contenitore?" nel cui testo si legge testualmente: 

OMISSIS

Trattasi di affermazioni del tutto false, che ledono gravemente non solo la reputazione del prodotto e l'immagine della distilleria che lo confeziona e commercializza, ma anche l'onore e il decoro del conchiudente quale persona fisica, che, da anni, dedica tutte le sue risorse, anche fisiche, alla crescita di un distillato che, a buon diritto, ha ottenuto i massimi riconoscimenti di un folto pubblico di intenditori e consumatori. 

(...) Tutto ciò premesso, il conchiudente, ai sensi dell'art. 700 c.p.c.

CHIEDE

che l'ILL.mo Tribunale adito,

reiectis contrariis, voglia

in via principale, stante l'estrema urgenza di provvedere ...l'immediata interruzione della pubblicazione dell'articolo oggetto di causa e delle relative note di commento, nonchè la cancellazione dalla memoria storica di internet della relativa menzione, onde impedirne il reperimento per il tramite di altri motori di ricerca.... 

commenti 121

E' una cosa veramente seccante.
Divieto di critica grappe, questa poi...
Poteva inventarsi qualcosaltro il grappista.
Io t 'avrei bucato le gomme della macchina, ad esempio... risparmiando sul Leguleio (absit iniuria verbis...s'intende)
Oppure ti friggevo il Gambero.
Scherzacci a parte mi pare una cosa veramente grossa, speriamo non diventi un precendente.
Solidarizzo con te, direttore...

28 Mar 2006 | ore 20:40

Io (tra gli altri) commentai il post; successivamente ricevetti una (buffa) telefonata di insulti durante la quale ho ribadito il mio diritto di affermare quanto commentato in quel post (e data l'aria che tira, evitero' di ribadire il concetto.. perlomeno in questo blog). Che altro dire, affrontero' serenamente le conseguenze derivanti dall'avere un'opinione sulla grappa di Levi; e ho detto "Grappa di Levi", mica Cina, Berlusconi e bambini bolliti. Quando ci si vede de visu, vi diro' in un orecchio che penso di Levi; e' tutto molto affascinante, si ritorna alla carboneria.

28 Mar 2006 | ore 20:45

cazzo!.....
romanoo!
scordati che io metta le tue graspe nella mia trattoria....
:-(
MA cos'e'? demenza senile?
signor LEVI ma dico!...argomenti il perche' di questa decisione....
che ne so' dica che il signor Bonilli e' un ignorante perche' non capisce una mazza di grappe....
ma da qui a citarlo in giudizio....
adriano liloni

28 Mar 2006 | ore 20:48

incredibile...ma in quale paese viviamo se non ci è permesso, nei nostri blogs,di fare delle critiche? ma cosa c'era di così terribile da richiedere l'intervento del tribunale? se hai bisogno di una mano o di un sostegno a contrastare questa brutta vicenda io sono pronto.

28 Mar 2006 | ore 21:16

Resto turbata da ciò. E parecchio. Insorgerà una qualche direttiva a regolamentarci? ANCHE noi provetti blogger?!!??
Ingenua io che credevo di aver intravisto (attraverso il Blog), e con una certa rassicurante nitidezza, il profilo della bramata libertà d'espressione...

28 Mar 2006 | ore 22:00

Libertà d'espressione??
Qui si torna altro che alla carboneria..:-(
Prima o poi,appena si renderanno conto che sui blog si può scrivere "liberamente"
( o quasi) la censura arriverà, e come se arriverà!!Il caso Levi sarà il primo di una lunga serie??
Mi auguro di no, cari amici..
E poi sapete che vi dico?
Basta non comprarli certi prodotti!!
Bravo Adriano!!
Ci censurerà anche il passaparola, il signore in questione??
Direttore..siamo tutti con lei..se vuole compagnia il 6 Aprile...
:-)

29 Mar 2006 | ore 00:16

1. E' questo un altro export malefico degli USA? "La societa' litigante". Qui nella cosiddetta "terra dei liberi" troppo spesso si deve stare zitti e render muta la verita'.

2. Meglio di litigare, capiterebbe mai a Levi di fare migliore grappa?

3. La blogosfera e' l'ultima frontiera della libera espressione. E durera' per quanto tempo?

Vicenda vergognosa.

Sympathetically and in anger.

29 Mar 2006 | ore 00:55

Uhm. Indipendentemente dalle pretese del tizio (del resto di gente isterica ce n'è un sacco), mi sembra impossibile che possano dargli ragione. Dopodomani al lavoro chiederò l'opinione di qualche giudice (già che tanto li incontro, fra una chiacchiera e l'altra...).

29 Mar 2006 | ore 01:16

solidarizzo e mi indigno con VOI
Forse il signor Levi è il primo caso di influenza aviaria in Italia.... oppure carissimo direttore ha colto nel segno
COMPLIMENTI

29 Mar 2006 | ore 02:52

Il comportamento del Sig. Levi mi “perplime” e non poco, così come trovo assolutamente fuori luogo affidarsi ad un tribunale, quasi a voler dimostrare che la legge conosca la qualità della sua grappa.
Il pensiero che all’epoca espose Bonilli è una realtà che nell’ambiente della ristorazione si conosceva da tempo. Tra gli addetti al settore al Sig. Levi fanno tanto di cappello alle etichette della sua grappa, molto meno al contenuto.
Tra l’altro non ricordo il post incriminato come diffamatorio, son proprio curioso di sapere come andrà a finire, Bonilli ci tenga informati…….

Mucca

29 Mar 2006 | ore 03:18

secondo aveva finito i sassi... Sig. Levi ma se ci prendessimo tutti sul serio come fa lei che triste mondo andremo a rischiare di vivere.

29 Mar 2006 | ore 04:07

... sono perplesso ma mi piacerebbe leggere il testo ( me lo mandi in messenger?) . Per quel che riguarda la censura alla critica , assolutamente indignato . Lo dice uno che non censurerebbe neppure Ziliani ...

29 Mar 2006 | ore 07:24

Bonilli, non ricordo cosa tu abbia scritto a proposito del grappaiol'angelico (sulla qualità delle cui grappe, personaggio a parte, ho sempre avuto seri dubbi: non ne ho mai scritto, pur avendolo visitato un paio di volte, per curiosità), ma di fronte ad un comportamento del genere non posso che esprimere, a prescindere, la mia solidarietà.
Come scrivi l’uso della magistratura contro la critica di un giornalista professionista mi sembra un fatto grave e ancora più grave (non siamo mica in Cina) l’uso della censura contro un blog.
Rivendichiamo il libero esercizio di critica (che non é diffamazione) e la piena libertà di esprimere, senza il timore di essere portati davanti ad un tribunale, le nostre opinioni !
Auguri per l'udienza del 6 aprile e tienici informati sugli sviluppi di questa triste, preoccupante vicenda

29 Mar 2006 | ore 07:59

solidarizzo anch'io con Lei caro direttore,è impressionante la deriva che stà prendendo il viver civile nel nostro paese.

29 Mar 2006 | ore 09:27

Piergiovanni, la sua affermazione mi fa nascere una, credo legittima, domanda: é colpa di Berlusconi anche l'azione legale intentata da Romano Levi contro Bonilli ?
Concordo sulla deriva pericolosissima che sta prendendo il vivere civile in Italia, ma i responsabili sono molteplici, di ogni colore e orientamento politico, mi consenta...

29 Mar 2006 | ore 09:40

Brutta storia. Pure peggio se il blogger non fosse, incidentalmente, il direttore del Gambero Rosso (tanto che Levi rischia un rumorosissimo autogol).

E pure occasione esemplare per alzare la voce: giù le mani dai blog.

Tra di noi ce n'è uno capace di disegnare "bottoni"? Roba semplice, eh, senza svolazzi grafici. Certo, la bocca cucita fa sempre effetto.

Il bottone dovrebbe incorniciare uno slogan efficace, tipo: "A BOCCA CHIUSA NON SI BEVE". Campagna contro la censura dei blog. O qualcosa di simile, insomma. E se cliccato, rimandare a questo post di Bonilli.

Poi il fabbricatore di bottoni dovrebbe dettagliare il codice da copiare per sistemare il bottone nei nostri blog. A-hem... nostri? (Dimentico sempre di esserne sfornito, al momento)

Da ultimo: il prossimo 6 Aprile, tutti a bocca chiusa. Un solo post a "reti unificate", nel cui testo ognuno di noi argomenta le ragioni della protesta.

Si può fare? Chi è il grafico/a che si candida?

PS: Per prevenire. Avrei pensato tutto ciò se non fossi "in trattative" con il Gambero? SI, senza se e senza ma.

29 Mar 2006 | ore 09:48

Il tizio in questione si deve essere reso conto della schifezza prodotta, per cui ... " purché se ne parli "...

29 Mar 2006 | ore 09:54

Libertà d'espressione sui blog? Ma fatemi il piacere!
La libertà d'espressione rimane tale fino a che non c'è qualcuno (se potente meglio) che si "offende". Le querele fioccano con una facilità impressionante, che aumenta in modo esponenziale in base alla notorietà del querelato.

29 Mar 2006 | ore 10:12

Ho letto il post e c'è nulla di diffamatorio, ma comprendo bene la paura che si può provare in casi del genere. Io però spero tu ne abbia tenuto una copia (se no, sai dove trovarla, vero?) e, quando il tribunale avrà appurato il nulla, tu parta con una controquerela per danni morali.

29 Mar 2006 | ore 10:16

Ricordo male o parecchi anni fa il gambero vinse una causa contro un ristorante che lo aveva querelato perchè non gradiva una recensione?

Al di là di questo, e della scontata solidarietà, mi domando se levi si renda conto di che razza di autogol ha commesso? Quanti avevano letto quel post di bonilli? E quanti se ne ricordano oggi il contenuto? E invece lui ha pensato bene di tirar fuori dal dimenticatoio questa vicenda. E da ora in poi tanta gente quando vedrà sullo scaffale una sua grappa, penserà subito alla censura. E si regolerà di conseguenza.

29 Mar 2006 | ore 10:33

siamo letti da molte piu' persone di quel che pensiamo...quella la certezza....la mia perplessita' e' sul fatto o meno che uno scritto su un blog possa essere impugnato a livello legale....
:-O) faccio la prima prova?

29 Mar 2006 | ore 10:44

d'accordo su tutto tranne che sull'appunto relativo all'uso della magistratura "contro un giornalista professionista". l'uso della magistratura per conculcare la libertà di opinione è grave e basta, indipendetemente da chi ne sia il bersaglio. in ogni caso vincerai la causa, ci mencherebbe altro! in bocca al lupo.

29 Mar 2006 | ore 11:07

Triste la terra dove si mettono i bavagli a chi esprime un'opinione. Caro Bonilli, questa, solo per dirti la mia solidarietà, perchè trovo una vergogna, che si usi la magistratura per colpire la critica di un giornalista. Possiamo avere idee diverse, ma mi batterò fino alla morte perchè tu possa esprimere liberamente le tue idee diceva Moliere. Altro che ricorsi d'urgenza!! marco gatti

29 Mar 2006 | ore 11:11

Stefano, puoi dormire tranquillo: hai avuto il sostegno di Gatti, pronto a battersi "sino alla morte" per consentirti di esprimere liberamente le tue idee...
Sembra di sentire l'inno italiano: "siam pronti alla morte, l'Italia (pardon, Bonilli) chiamò"...
Scherzi a parte, un aiutino da parte di una "forza politica" come quella di cui notoriamente Marco Gatti fa parte, non é cosa da poco...

29 Mar 2006 | ore 11:35

Signore e signori, perché tutti quanti non pubblichiamo un post sulla grappa in questione esprimendo il legittimo non soddisfacimento del nostro palato? Nulla di offensivo ovviamente, ma sì incisivo da impregnare pagine e pagine di Google a futura memoria.

29 Mar 2006 | ore 12:27

Non serve che tutti si esprima il proprio dissenso in un post. E' sufficiente pubblicare, tutti, il ricorso. :-)

29 Mar 2006 | ore 12:52

Chiudere la discussione sul forum se permette è stata una mossa equivalente alla censura che ingiustamente sta subendo da parte di Levi.
Il problema è stato a mio giudizio ben compreso e tra i forumisti era nato un dibattito sull'uso improprio o meno del paragone con l'alcol metilico che a mio giudizio è molto forte , forse troppo.
Se ci spiega cosa non è stato compreso farebbe cosa gradita a coloro che avevano trovato interessante la discussione.
Grazie.

29 Mar 2006 | ore 12:53

completamente d'accordo con Alex

29 Mar 2006 | ore 13:10

completamente d'accordo con Alex

29 Mar 2006 | ore 13:10

Copio il mio intervento sul forum del GR che il direttore chiudendo la discussione ha censurato:

E' in risposta a Ziliani che invocava da parte di Levi solo una richiesta di rettifica.

"La rettifica si chiede per un giudizio pesante "quella grappa è di infima qualità e non merita il successo che riscuote" ma quando si fanno insinuazioni (non provate) di frode alimentare con rischio della salute per il consumatore, la parola non può che passare , giustamente, ad avvocati ed aule di tribunale.
Quello che mi stupisce è che il direttore sempre così attento che non gli si schiacci la coda, meni fendenti ad altri senza pensare alle conseguenze e poi abbia il coraggio di venire qui a pignucolare.
Ormai il caimano ha fatto scuola...

Ciao.Schigi"

29 Mar 2006 | ore 13:13

La discussione stava diventando colpevolista-innocentista e questo non era l'obiettivo. Preferivo si discutesse sulla libertà di critica e i suoi confini ma se leggo che chi di querela ferisce (schigi) capisco che se vuole discutere deve venire qui! Se si deve fare la discussione la si fa qui, terreno di bonilli e non del gambero rosso, mentre la contro parte vuole coinvolgere proprio il gambero più che bonilli.

29 Mar 2006 | ore 13:13

Pazzesco. Assolutamente pazzesco!

29 Mar 2006 | ore 13:23

Inevitabilmente secondo me si è portati a prendere una posizione in merito e non penso che la discussione vertesse esclusivamente sulla sua colpevolezza o innocenza.
Si stava discutendo criticamente dell'accaduto , portando alla luce anche nozioni tecniche come ha fatto Armando - Aramis.
Censurare lei o il Gambero per dal mio punto di vista è la stessa cosa perchè la censura in sè è sempre un intervento estremamente forte , troppo in questo caso.
Se poi vuole limitare il discorso nell'ambito del blog perchè ha timore che la magistratura (e Levi) stiano puntando al "bersaglio grosso" (o rosso) è liberissimo di farlo.
Di sicuro se ci sarà voglia e spunti per farlo , di là si continuerà a discutere a meno che l'admin non chiuda tutti gli argomenti in proposito.

29 Mar 2006 | ore 13:24

Censuro così tanto che l'intervento è là e anche qui.
Come si vede il termine censura a uno come schigi non deve essere chiaro.

29 Mar 2006 | ore 13:25

Insomma direttore scrivere "bere un sorso della grappa
di Romano Levi vuol dire
bere un sorso di alcol metilico" non è esattamente esercitare il sacrosanto diritto di critica.
Andiamo direttamente nel penale.
Provi a scrivere che Gaja mette lo zucchero nei vini (che è anche meglio di quello che ha scritto delle grappe di Levi, perchè lo zucchero fa solo ingrassare e non uccide)vedrà che servizietto le appronta l'Angelo nazionale.

29 Mar 2006 | ore 13:26

che la grappa sia buona o meno, c'entra poco. un conto è manifestare un'opinione. un'altro conto è accusare un'azienda di adulterazione di prodotto alimentare. o il sig. Bonilli prova la sua accusa, che ha risvolti penali per il sig. Levi, o il sig. Levi ha tutto il diritto di querelare il sig. Bonilli.

(solo i miei due centesimi, che valgono assai poco, e che mi attireranno tutte le ire del mondo)

29 Mar 2006 | ore 13:47

Il fatto è che non si dovrebbe andare avanti a colpi di querele, censure ecc.
Nessuno dovrebbe mai fare accuse se non ha la possibilità di dimostrarle. Questo con la libertà di espressione non c'entra.
Di porcherie nel mondo dell'alimentazione se ne fanno a centinaia ogni giorno, ma finché non vengono provate non si può dichiararle ai quattro venti.
Diverso è un giudizio di gusto sull'alimento esaminato.
Anche se io sento che il vino x è taroccato non posso dichiararlo a meno che non ho le analisi che lo dimostrano. In quel caso, però, non ne faccio un articolo ma mi rivolgo all'ispettorato repressione frodi.

29 Mar 2006 | ore 14:02

Di grappa non mi intendo un tubo e tanto non mi piace, ma tutto ciò è folle.
Dai che m'offro per realizzare il 'bottone' :-)
(più che starseene zitti il 6 aprile direi che facciamo prima a promettere tutti solennemente di parlare malissimo della grappa di Romano Levi, e farlo senza manco averla assaggiata prima, tié...)

29 Mar 2006 | ore 14:19

Schigi, scusami, ma non hai mai usato la terminologia "metilico" per dire di un distillato malfatto? Per la grappa, specificamente. Io si. Non sta a significare "addizionata di alcol metilico", ma semplicemente "mal fatta". A te non risulta?

29 Mar 2006 | ore 14:35

in linea con il pensiero di Schigi, diritto di cronaca e di infromazione a tutto campo ma pesando sempre quello che si dice stando attenti a non sconfinare in termini o illazioni che possono portare reali danni all'immagine dell'azienda criticata.

dire che la Grappa di Levi non è buona, ha tot. difetti, ecc. ecc. è corretto......dire che berla è come bere alcol metilico è una cosa oggettivamente lesiva specie dopo i trascorsi storici ben noti ai più.

sbagliato inoltre chiudere la discussione sul forum....se si vuole discutere bisogna anche accettare le critiche

29 Mar 2006 | ore 14:40

Caro Sig. Bonilli,
un commento penso sia doveroso al suo post...

1) Per iniziare, scrivere:
"bere un sorso della grappa
di Romano Levi vuol dire
bere un sorso di alcol metilico" equivale, e mi metto nei panni di un "eventuale innocente" (non "innocente" e basta) R. Levi penso possa essere una frase difficilmente difendibile anche nelle giuste sedi, a meno di non dimostrare, dati alla mano, che l'affermazione corrisponde a verità....
2) se la sua affermazione è vera, penso che la cosa migliore, prima di scrivere su di un blog, sia denunciare il fatto ai NAS, eventualmente mettendo "in guardia" il consumatore in modo più velato...
3)Critico la sua "autocensura" (sicuramente consigliata da un legale) in quanto clamorosa "marcia in dietro" ed "ammissione di colpevolezza".
4)Condivido pienamente quanto da Lei detto ai punti B) e C) ma solo ove la censura sia "intimidatoria" e non rivolta a tutelare un legittimo diritto altrui (tutti hanno diritti, non solo i giornalisti...)
5)come giornalista, penso sia sacrosanto rimanere "colpiti", il diritto di cronaca deve necessariamente confrontarsi "quotidianamente" con il giusto riconoscimento dei diritti altrui, ma ritengo che dire la verità SIA SEMPRE LECITO, basta dimostrarlo.
A questo punto la saluto,
penso che dimostrerà appieno di AVER RAGIONE a tutto campo e la invito vivamente a ripubblicare il post.

29 Mar 2006 | ore 14:55

Fiorenzo, addizionato o "naturale" l'alcool metilico non muta i suoi effetti:calo della vista fino a cecità o addirittura morte.
Non è un difettuccio, non è come dire sento uno spunto acetico...
Comunque credo di aver specificato chiaramente il mio pensiero.
Sono anche sicuro che il Direttore non volesse dire che le grappe di Levi mettono a repentaglio la salute o che Levi è un delinquente.
Forse ha usato una terminologia errata, bastava scusarsi con l'interessato ed evitare tutta questa pubblicità ulteriore.

29 Mar 2006 | ore 15:03

era sufficiente sostituire il termine metilico con mefitico oppure piu' tecnicamente sentore di feccia(vecchia tecnica lo sfregare i palmi dopo averli bagnati con grappa, il metilico non si sente al naso, ma la cattiva distillazione con sentori putridi si')

29 Mar 2006 | ore 15:11

Bonilli, Bonilli......
Ma cosa mi combina????
Nei primi commenti ha avuto solo plausi e incoraggiamenti. Poi sono arrivati alcuni commenti che reputo straordinariamente "chiarificatori". Effettivamente critica e diffamazione sono due aspetti molto distinti tra loro. Mi meraviglio di lei. Questa volta è stato molto ingenuo. Sono sicuro che non intendeva dire che le grappe di Levi mettono a repentaglio la salute (come diceva Schigi), ma un attento giornalista della sua fama doveva pensarci su prima di scrivere. Mi dispiace ma credo che la spunterà Levi (e di ciò mi rammarico).

Affettuosamente

Un suo ex contestatore ma pur sempre suo vecchio estimatore

29 Mar 2006 | ore 15:30

grazie direttore, ho aggiunto la grappa di levi al mio elenco di prodotti che boicotto e che si apre con la esso (da quando la exxon valdez inquinò l'alaska)

29 Mar 2006 | ore 15:45

Non aspiro a dare lezioni di giornalismo, come qualcuno qui sopra, tantomeno di giustizia. Anche se capisco quanto l'occasione sia propizia per regolare conti in sospeso.

A stabilre chi ha ragione penserà il tribunale di Alba.

Quello che contesto è il preventivo ricorso alla magistratura per dirimere situazioni del genere. Che emana sempre un ripugnante tanfo di censura.

Sicuri non ci fossero altri modi?

PS: Forza Sigrid, vai col bottone.

29 Mar 2006 | ore 16:05

Di là nel forum c'è un bel gruppo di giustizialisti che gode per la citazione in tribunale del sottoscritto. Naturalmente gridano anche alla censura e uno o due sono venuti a gridare anche qui, e si può leggere lì (nel forum) e qui il loro pensiero. E si può leggere il pensiero di tutti in un nuovo 3d pieno di acredine, moralismo e lezioni di comportamento e, naturalmente, grida alte di CENSURA.
Sembra surreale, no?
Si legge tutto questo e la domanda è: apriamo un dibattito sul pensiero alto dei "censurati" che tranquillamente dicono, dicono e dicono... e questo è, ovviamente, molto più importante secondo loro di una denuncia, la prima, nota bene, a un blog che parla di prodotti e nel caso specifico un blog e un autore che ha dato un giudizio pesante ma, secondo me, legittimo?
Risposta: te la sei cercata, i tribunali sono lì per questo, sei giornalista? e allora pedala, comunque Levi ha ragione e torniamo a parlare dell'invereconda censura fatta nel forum...

29 Mar 2006 | ore 16:27

Mi scusi Dr. Bonilli, ma non potrebbe semplicemente scrivere qui sul blog, anzichè accusare di giustizialismo, che la grappa di Levi secondo lei rimane comunque imbevibile ma ha esagerato scrivendo alcool metilico? non mi sembra che cascherebbe il mondo se lei ammettesse di aver scritto una cosa troppo forte della quale si è accorto solo dopo. anzi sarebbe una bella dimostrazione di stile. con stima
Gremul

29 Mar 2006 | ore 16:55

io di là sul forum vedo reazioni moderate e ragionamenti concreti.....

forse siamo solo più obbiettivi di Lei nel valutare visto che guardiamo dal di fuori della faccenda.

penso comunque che il nostro parere le dovrebbe anche interessare visto che è il parere di una seria di lettori/consumatori che pesa sia i prodotti sul mercato che chi li critica....insomma mi sembra che unanimemente si sia ribadito il diritto di critica ma anche il rispetto di alcuni canoni nell'impiego della terminologia, dare dei giustizialisti solo perchè CIVILMENTE esprimiamo una idea diversa (e articolata) dalla sua non è una cosa carina.

forse sarebbe meglio dire: ragazzi....mi sono fatto prendere la mano nell'usare alcune espressioni che però a mio avvisio rendevano l'idea, è stata una uscita poco felice ma può capitare.....finita li e tutti capirebbero senza difficoltà

29 Mar 2006 | ore 17:14

Eccellente Signor Gremul, io posso scrivere quello che voglio, ciò non ferma l'art. 700 del C.P.C e la mia comparsa il 6 aprile prossimo davanti al Tribunale di Alba. Nel forum, e sono lì e possono essere riletti, ci sono una serie di interventi che dicono che è giusto che io finisca in tribunale. Io non accuso di giustizialismo, questo è giustizialismo. Sangiorgi denunciato? Aveva detto in Tv che ci vendiamo le schede della guida: un po' diverso, no? Se invece si giudica questa la stessa cosa allora parlerei di giustizialismo e imbecillità. Nel forum e qui c'è scritto anche che è stata esercitata censura ed è scritto fino alla noia, e anche questo può essere riletto.
E qui non capisco più: c'è uno spazio, la gente scrive quello che vuole e questa è censura? Il 3d è stato interrotto perchè è meglio (vedi alla voce avvocati) che la discussione si svolga tutta qui, almeno quella provocata da un mio intervento. L'altra discussione è in corso e nessuno la sta bloccando.
E ha come argomento la censura!!!
Non è pazzia?

29 Mar 2006 | ore 17:19

visto la mole di commenti non entro nel merito anche se ti farà piacere che io ipovedente li ho letti x farmi una idea. Ma una cosa: ma Internet sanno come funziona? Come farebbe uno a levare la memoria storica del tuo post dai motori o dal tam tam generato?
e meno male che si URLA col caps look ANCORA!
Credo possa bastare: io a 50 anni con tutti i miei problemi figuarati se non sto attento a non far passare queste cose
ciao

29 Mar 2006 | ore 18:17

Leggo solo adesso, ma tutto ciò mi sembra una follia. Bonilli ha evidentemente usato una metafora, magari piuttosto forte, magari non molto riuscita, ma sempre metafora.
A me pare chiaro che intendesse che bere quella grappa è come bere alcool metilico ... ossia, quella grappa è imbevibile.
Mica ha scritto "contiene alcool metilico"!
Per quel che conta, ha la mia solidarietà.

29 Mar 2006 | ore 19:39

coda di paglia?

29 Mar 2006 | ore 19:47

Anonimo, eh? :-((

29 Mar 2006 | ore 20:00

Ma certo pumpkin siamo tutti d'accordo nel sostenere che metilico era utilizzato come metafora, ci mancherebbe altro!!! Il punto è che sarebbe stato meglio e più sensato, dicendo sempre le stesse cose, utilizzare un'altra espressione meno infelice, meno equivoca e soprattutto meno utilizzabile da qualche avvocato!! Tutto qui.

29 Mar 2006 | ore 20:24

Ma che è? Non mi collego per un giorno e guarda che casino!?!

29 Mar 2006 | ore 21:30

Per gremul:
Mah, non mi sembra tanto che tutti fossero d'accordo ... c'è chi ha parlato di necessità di provare le affermazioni o di bisogno di andare dai NAS ...
Credo che Bonilli volesse impostare il discorso sull'atteggiamento censorio piuttosto che sulla liceità della sua affermazione, ma non mi sembra che poi sia andata così.

Per Bonilli:
Scusi, dice a me?
Mi chiamo Luca Trentini.

29 Mar 2006 | ore 21:37

certo pumpkin però converrai con me che non puoi impostare il discorso sull'atteggiamento censorio e poi chiudere il thread!! piuttosto poteva intervenire e fare capire come voleva impostare l'argomento. non si può intervenire solo con il messaggio d'apertura, poi lasciare parlare un po' e infine reinterveninre per chiudere!! o sbaglio? non mi sembra di dire un'eresia affermando questo.

29 Mar 2006 | ore 21:53

arrivare ai ferri corti alle minacce agli insulti...per carita' di dio(sono ateo per giunta) che tristezza!....

29 Mar 2006 | ore 22:10

no, gremul, non sbagli affatto. io mi riferivo solo ai discorsi sul blog.
sul forum ha proprio sbagliato a chiudere il 3d ...

29 Mar 2006 | ore 22:35

It's shocking that the courts in a European country would hand down a judgment against a writer who expressed a negative opinion about anything, whether grappa, or a novel or play or an idea or theory. This precedent marks a chilling effect on freedom of expression and the notion that such expression is essential in the free play of a democratic society.

29 Mar 2006 | ore 22:45

dear Koeppel, are you sure we live in a democratic society?i'm on leaving by this dirty world......

29 Mar 2006 | ore 23:12

Il 6 di aprile mi auguro che i giudici saranno in grado di distinguere il Papero Giallo gestito da un blogger dal Gamberorosso gestito dal direttore Bonilli.
Dico questo perché in questa discussione molte persone non hanno distinto il giornalista dal blogger che è in Bonilli.
I giornalisti hanno un linguaggio moderato definito in gergo anche paraculo, i blogger invece hanno un linguaggio fresco e diretto, questa è una delle caratteristiche più interessanti che differenzia il pianeta della blog sfera dal mondo del giornalismo.
Se poi per legge si aggiunge che:
“Questo blog non rappresenta una testata giornalistica perché aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001” il cerchio direi che si chiude perfettamente.

Censurare un blogger (anche se di grido) trovo che sia di pessimo gusto. Ancora oggi ricordo uno dei più belli post pubblicati nella food sfera dal titolo che non lasciava nulla all’immaginazione: “Un posto di Merda”, si trattava della recensione di un ristorante. Ricordo che in quel 3d intervenne anche il gestore del ristorante in questione ma non si è giunti ad una situazione del genere.

Io credo che se al posto di Bonilli ci fosse stato Caio, Tizio o Sempronio a Levi non sarebbe passato manco per la testa l’idea di rivolgersi ai suoi legali.
Sono molto curioso di sapere come andrà a finire questa storia, da parte mia per il 6 aprile massima disponibilità.
L’ideale sarebbe quello di testimoniare il proprio dissenso con striscioni fuori dal tribunale. Magari
prima ci facciamo un giro di grappe di Levi, così siam tutti belli ciucchi….

Mucca

30 Mar 2006 | ore 00:56

:-O) pietro scusa ma era il mio stesso pensiero...gimmifaiv...ogni tanto si puo'....

30 Mar 2006 | ore 01:16

Muccapazza, ti sbagli.
Dire "“Questo blog non rappresenta una testata giornalistica perché aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001” è un paravento di cartavelina.
Se Bonilli (giornalista, editore e quant'altro) scrive qualcosa su un blog, e' esattamente come se la scrivesse sulla rivista in edicola.
Luk

30 Mar 2006 | ore 07:47

Luk da quello che scrivi sembra che il problema sia Bonilli. Mi stai per caso dicendo che se al posto di Bonilli (giornalista, editore e quant’altro) ci fossi stato io che non sono ne un giornalista e un editore non mi sarei ritrovato nella stessa posizione?
Credo che inizi a sfuggirmi qualcosa….
Il mondo della Blog sfera è pieno di post scritti con metafore “pesanti” eppure questa è la prima volta che un blogger viene censurato.
Personalmente ho sempre distinto il Bonilli Blogger dal Bonilli Editore perché oggettivamente sono due cose diverse che non a caso si pongono in maniera separata nei differenti campi.
I giudici prima di condannare il post di Bonilli dovranno imparare molto sul linguaggio dei blogger e sui meccanismi che regolano la blog sfera.
Levi può anche non capire una mazza di blog e quant’altro ma i giudici non possono essere così approssimativi regolandosi esclusivamente sulla forma dello scritto senza considerare luogo, modalità e linguaggio di interazione in internet.
I Blog non possono essere equiparati a delle riviste neanche se il blogger in questione è un giornalista o un editore….per questo sono curioso di conoscere quale sarà la posizione che prenderanno giudici.
Quanto a Levi se proprio ci teneva al parere di Bonilli-Gamberorosso che evidentemente non distingue dal Bonilli-Blogger gli sarebbe bastato inviare una e-mail di chiarimenti e spiegazioni direttamente al sottoscritto piuttosto che rivolgersi alla magistratura, invece penso che Levi si sia comportato in maniera pesante ma ci sarebbe stato da aspettarselo considerando la scarsa morbidezza delle sue grappe.

Mucca

30 Mar 2006 | ore 08:46

Per Mucca:
Premesso che non essendoci probabilmente legislazione in merito esprimo una mia opinione.
1-Il Blog non è un posto dove uno può sparale a ruota libera. Al limite per questa attività ci sono i news group o i Forum. Constato che i Blog sono di fatto percepiti come vere e proprie pubblicazioni.
2-L'autorevolezza di chi scrive fa indubbiamente peso sul suo scrivere. Se Bonilli esprime un giudizio su una grappa NON è come se lo facessi io.

Luk

30 Mar 2006 | ore 09:39

Trovo in questa sede parte delle risposte che chiedevo e perciò posto parte di quanto ho scritto/richiesto "di la":

Per la precisione: solidarietà a chiunque venga impedito di esprimere la propria opinione.

E' una storia spiacevole, ma spiacevole è anche la percezione di come sia stata affrontata sul Gambero

30 Mar 2006 | ore 09:57

credo che il problema stia solamente nella forma.
Spiego: è evidente che le intenzioni di Bonilli erano quelle di dare un giudizio (lecito)negativo sulla grappa in questione, purtroppo è scappata un'espressione (alcol metilico) che, come ricorda più sopra Davidef, richiama trascorsi veramente disastrosi e tragici.
Se in più ci mettiamo degli avvoltoi (nessun riferimento a Schigi, che apprezzo per la schiettezza e l'esposizione dei suoi pensieri) che hanno avvistato un'occasione ghiotta per cercare di far soldi, perchè credo che alla fine della querela ci sarà una richiesta in denaro (immagino anche molto) il gioco è fatto.

Per inciso: la grappa di Levi la trovo sopravvalutata, bevuta più volte anche con gente esperta mi ha dato sempre la sensazione che testa e coda non vengano tagliate, ma è solo una mia idea, anzi sarebbe utile se qualcuno che lavora con il buon Levi mi rassicurasse in senso contrario.

30 Mar 2006 | ore 10:10

Mi sembra tutto eccessivo, il mio piccolo contributo sarà quello di parlarne al mio oste di fiducia e vedere di evitare le grappe citate (anzi che ti hanno citato).
saluti

30 Mar 2006 | ore 10:50

... la cosa che più mi dispiace? Che esistono personaggi storici , magari anche con carattere particolare , ma sempre dotati di spirito schietto e diretto ( i vecchi Bartolo Mascarello , papà Massolino , il povero Giovanni Conterno , il fratello Aldo , i Rinaldi , i Bruno Giacosa , lo stesso Levi) che di fronte a un j'accuse così formulato in termini di aggressività verbale avrebbero preso il telefono in mano ( non il cellulare , troppo complicato) e avrebbero chiarito , magari a male parole ,con il diretto interessato . Gente di altri tempi , di altro stampo ; soggetti dai quali la tecnologia e l'elettronica viene quasi bandita come aspetto esterno all'uomo e spersonalizzante . Immagino Levi , tipico esempio di "homo arcaicus" linkare di qui e di là sulla rete quale provetto navigatore e soffermarsi su un blog all'interno di un sito dove ci si deve , tra l'altro , obbligatoriamente registrare ... mah , senz'altro qualcuno che ne ha strumentalizzato non solo il significato ma anche la buona fede , del noto produttore . Le parole di Bonilli sono un chiaro esempio di travalicamento del deontologico senso del limite della libertà di critica ; però la cosa non mi quadra in tutto e per tutto ... certo , chiudere "in faccia" ai forumisti il thread di cui se ne parlava costringendo ad aprirne un altro ha provocato perplessità in più d'uno , ma qui e ovunque mi arrogo il sacrosanto diritto di discutere nel bene e nel male di qualcosa che in fin dei conti è un prodotto di consumo , che io sia un critico o un semplice appassionato ... se cazzata dico , me ne assumo tutte le responsabilità del caso .

30 Mar 2006 | ore 11:01

concordo in pieno con la prima parte dell'analisi di Vinogodi / Marco. I grandi vecchi del Barolo non avrebbero adito a vie legali per una cosa del genere e avrebbero chiesto direttamente a Bonilli un chiarimento. Nel caso di Romano Levi, come ieri ho scritto, c'é stato sicuramente l'intervento di una terza persona, frequentatrice della Rete, che ha, nel migliore dei casi, mal consigliato il grappaiol'angelico...
Sarebbe interessante conoscerne l'identità...

30 Mar 2006 | ore 11:46

"Denuncia della distilleria Romano Levi a Stefano Bonilli che nel suo blog mesi fa aveva criticato la qualità della grappa. Così Bonilli, per evitare ulteriori grane, ha ritirato dal suo blog la critica al prodotto, aggiungendo tuttavia una critica al comportamento del produttore di grappa che avrebbe usato la via giudiziaria per mettere il bavaglio alla libera informazione."

MA CI RENDIAMO CONTO????
Non sarebbe il caso che qualche un pò meno pavido giornalista ci mettesse il naso nella querela di 500 mila euro fatta a NettaridiBacco per una satira sui paradossi delle guide??? Bonilli è il vero attore di questo sconcio ispirato ai metodi delle multinazionali anonime per zittire i giornalisti che in una forma o l'altra denunciano misfatti più o meno gravi.
Ma quale credibilità può avere un individuo che fa causa ad una associazione culturale non assistita e non imbavagliata e poi accusa un produttore di "voler mettere il bavaglio all'informazione"? E' scandaloso e grottesco e ringrazio quei miei colleghi (assai pochi) per la solidarietà concreta dimostrata nella vicenda GR Holding contro NettaridiBacco.

30 Mar 2006 | ore 12:38

Magrini, uno che scrive: i tre bicchieri si vendono, lo sanno tutti. Questa è la satira dell'associazione culturale.

30 Mar 2006 | ore 12:53

direttore a parte tutto mi sentirei di consigliarle anche se con il discorso c'entra poco con la discussione. Perche non fa in modo che i commenti vengano divisi anche solo da un carattere con un colore diverso alla firma. quando il discorso si fa lungo così diventa difficile stargli dietro. forse con i commenti separati anche da una linea ci si capirebbe di piu.

30 Mar 2006 | ore 14:40

Trasmetto il suggerimento alla nostra grafica.

30 Mar 2006 | ore 15:12

Ma se tutti ritirassero tutte le denunce non sarebbe per tutti meglio?
Va beh che non c'è nulla da fare però...

31 Mar 2006 | ore 18:13

Caro direttore, vorrei scriverti una email se non ti dispiace.

31 Mar 2006 | ore 19:58

My opinion: il direttore ha "toppato", è chiaro. (E' anche abbastanza chiaro che non lo ammetterà mai).

E' legittimo diritto del produttore ricorrere alle vie legali se ritiene che ciò che ha scritto il Sig. Bonilli sia falso e lesivo della propria reputazione; e naturalmente è un diritto del Sig. Bonilli difendersi nel modo che riterrà opportuno.

Comunque vada, "libertà di espressione/critica" non significa "libertà di diffamazione". Anche su un blog, certo. Cerchiamo di imparare questo principio fondamentale che s'insegna in qualsiasi scuola di giornalismo, prima di gridare alla censura (a sproposito). Non lo dico certo al Sig. Bonilli, che queste cose le conosce benissimo. Lo dico a voi, amici blogger, che commentate scandalizzati.

02 Apr 2006 | ore 01:39

giacomo?....scusa hai in parte ragione...se ti presentassi...
adriano liloni

02 Apr 2006 | ore 02:03

Effettivamente l'articolo era un po' pesante. MA la censura sortisce l'effetto contrario. Soprattutto con questo nuovo articolo, tra le righe del quale troviamo tra l'altro parte del post incriminato. Quindi, possiamo dire che Papero Giallo non ha detto "la grappa non mi piace" ha detto che berla significa bere alcol etilico, e che questo non sia un vero e proprio "parere". Fatto sta che la censura non ha risolto la cosa, anzi ne ha fatto una gran pubblicità e un calo delle vendite della suddetta grappa non sarà di certo attribuibile al post di un blogger-giornalista, quanto della censura stessa.

02 Apr 2006 | ore 13:06

....già, Giacomo, perchè non ti presenti? Sei così perentorio, la tua è una posizione legittima un tantino indebolita dalla mancanza di una firma.
O no?

02 Apr 2006 | ore 15:47

"...già, Giacomo, perchè non ti presenti? Sei così perentorio, la tua è una posizione legittima un tantino indebolita dalla mancanza di una firma."

Ma perché tutta questa ricorrente richiesta di "identificazione"? Come se nome e cognome fossero così importanti per valutare la validità o meno degli argomenti (argomenti e non insulti, questi ultimi, infatti, si "valutano" sa soli). Ho difficoltà, caro Bonilli, a comprendere le ragioni per cui l'opinione del discussant "Giacomo" sia "indebolita" per mancanza della sua firma.

02 Apr 2006 | ore 16:21

Tra persone perbene quando si applaude lo si può fare anonimamente, il dissenso richiederebbe l'identità, che non è l'identificazione. Per buon gusto, solo per questo. Se poi uno non ce l'ha, non succede nulla. Ma almeno farlo notare è lecito. O no?

02 Apr 2006 | ore 17:21

Caro Bonilli,
non le posso negare il diritto di avere le proprie preferenze - per quanto eccentriche - in materia di netiquette, soprattutto se si tratta di casa propria.
Ciò nonostante, continuo a non comprendere che cosa c'entri il "buon gusto" con la forza o la debolezza di un argomento.

02 Apr 2006 | ore 18:23

E' domenica, si sta un po' in compagnia, si chiacchiera e così le rispondo che secondo me quando si interviene, e su una vicenda così delicata, lasciando traccia dello scritto - che non viene toccato, ovviamente - ma non mettendo la firma si autorizza chi legge a pensare che l'intervento sia pilotato, tanto per fare un esempio. Poi, io almeno faccio sempre così, se si interviene su un argomento caldo e delicato - in fondo sempre di una convocazione in un tribunale si tratta - e si ha un'opinione precisa il firmare dà più forza agli argomenti. Perchè altrimenti non si capisce un aspetto della vicenda: in tutta questa discussione si equipara il blog alla stampa e si dice che il ricorso al giudice è legittimo ma non si applica/non si ritiene di applicare un'altra regola della stampa che non dà spazio alle lettere anonime. E quella di cui parliamo è una lettera/intervento anonimo e quindi addirittura da cancellare, come moltissimi blog fanno, non permettendo di scrivere a chi non si identifica. Mi sembrano regole così elementari che trovo umiliante doverle spiegare a lei, che vedo così attento su alcune cose ma disattento o incline a far pesare poco l'anonimato abituale in rete. Se andiamo in tribunale - perchè qui e là (la stampa) è uguale, vogliamo abituarci anche a firmare?

02 Apr 2006 | ore 19:14

Comprendo perfettamente la delicatezza dell'argomento, direttore, e non discuto: liberissimo di cancellare il mio post (non griderò per questo alla censura), e/o di fare in modo che sul suo blog si possa commentare solo previo inserimento di un indirizzo e-mail valido se non gradisce che si possa anonimamente esprimere la propria opinione.

02 Apr 2006 | ore 23:24

forse io sono abituato male...litigo in rete..sono un riottoso..ma rispondo solo a chi mi da referenze....se devo incazzarmi voglio sapere chi ho di fronte ..sono abituato cosi' un po' street's boy....altrimenti ciao come se non t'avessi letto...ps bonilli si difende da solo io parlo per me....

03 Apr 2006 | ore 03:17

Caro Bonilli,
la ringrazio per aver chiarito la sua posizione (e la prego, non trovi "umililante" questo esercizio). La netiquette ammette l'anonimato e se Paperogiallo ha un'opinione diversa al riguardo è libero di introdurre un sistema di "filtro" degli interventi, come osserva "Giacomo". Nel caso specifico dell'intervento di quest'ultimo (totalmente privo di rilevanza giuridica rispetto alla vicenda Levi/Bonilli), ho l'impressione che, più che altro, lei si sia irritato per il dissenso e non per l'anonimato.
La saluto assicurandole che, pur anonimi, i miei commenti non sono "pilotati".

03 Apr 2006 | ore 09:03

Perchè scrivere anonimamente? Perchè usa così in Rete? Neppure questo è vero tali e tanti sono i blog dove ci si deve registrare. Irritato per il dissenso di un anonimo Giacomo? E gli altri numerosi interventi contro? Sono lì, come per altro quello del Giacomo che non è Giacomo. Ma non vi sembra ridicola questa puntigliosa discussione? Non sarebbe molto più semplice leggere e tacere o scrivere e firmare? Ma perchè io mi firmo sempre e comunque in tutti i blog nei quali intervengo? Perchè trovo normale, se prendo la parola, presentarmi. Che genialata è firmarsi publius o giacomo ed essere luigi e francesco? Comunque è l'ultima volta che intervengo sulla materia notando che il parallelismo con la stampa, nel caso della firma anonima non è stato preso in considerazione. Strano, no? Visto che io vado al tribunale di Alba perchè un blog è come un giornale. Cercate delle lettere anonime su repubblica o il corriere e poi ne riparliamo.

03 Apr 2006 | ore 11:46

"Perchè scrivere anonimamente?" o usando uno pseudonimo ... anche solo per difendersi dai tics mentali di chi privilegia il "chi" al "che cosa", come tradiscono la sua preoccupazione e i suoi sospetti nei confronti dei commenti "pilotati". Mi rendo conto della sua irritazione per la situazione venutasi a creare in conseguenza del ricorso di Levi (su cui non sono in grado di esprimere alcuna opinione), ma la prego di non perdere di vista la pluralità delle ragioni altrui nell'adottare una prassi comune nell'universo Internet (i. a. la ragione per cui in numerosi weblogs ci si deve registrare è perché, principalmente, si vuole evitare lo spamming e non per rendere obbligatoria l'identificazione e meno ancora per ragioni di "buon gusto").
Infine, per quanto riguarda il parallelismo con la stampa, in tutta franchezza, mi sembra irrilevante rispetto alla mia obiezione iniziale che riguardava solo ed esclusivamente la richiesta di identificazione da parte dei discussants.

PS: Ma un tempo i giornali non pubblicavano anche le lettere "firmate"?

03 Apr 2006 | ore 12:31

1. mi chiamo Giacomo, fino a prova contraria. :)

2. non ho "piloti".

3. non bevo grappa.

4. che non sono Publius o altri anonimi commentatori, lo può verificare facilmente dal mio indirizzo IP.

5. non avrei problema alcuno a firmarmi per esteso o inserire il mio indirizzo e-mail, senonché solitamente preferisco limitare allo stretto indispensabile i dati personali che dissemino in Rete, soprattutto in mancanza di uno straccio di privacy policy o informativa sul trattamento.

6. "non vi sembra ridicola questa puntigliosa discussione?" sinceramente, un po' sì.

7. "Non sarebbe molto più semplice leggere e tacere o scrivere e firmare?" Sarebbe ancora più semplice introdurre l'obbligo di registrazione per commentare sul suo blog, se l'anonimato la disturba. IMHO.

03 Apr 2006 | ore 12:54

Come le è già stato detto, caro sig. Bonilli, un conto è la libertà di esprimere, dissentire, criticare pesantemente. Libertà che secondo me sono fondamentali. Un altro conto è invece scrivere che c'è dentro alcool metilico. E' un'accusa grave, diffamatoria. Ammenoché sia vero, ovviamente.

Allora, se non ha prove della presenza di alcool metilico, farebbe bene secondo me a fare un passo indietro, piuttosto che recitare la parte della vittima.

Risponda a questo mio post e a quanti qui dentro le hanno fatto le mie stesse osservazioni. Temo che non lo farà, ma la prego, mi sorprenda.

Saluti,
Marco Lazzaroni

ps. come vede io mi sono firmato...

03 Apr 2006 | ore 16:28

In effetti non scrive letteralmente che c'è dentro alcool metilico, ma che "bere un sorso della grappa
di Romano Levi vuol dire
bere un sorso di alcol metilico".
Io lo ritengo ugualmente grave, e se ci avesse pensato meglio non lo avrebbe scritto comunque.
In ogni caso, le si appella come ho poi letto, all'interpretazione non letterale della sua frase: beh, io le dico che è una bella arrampicata sugli specchi.

03 Apr 2006 | ore 16:39

Che bello vedero uno che si sbraccia a dire che hai sbagliato... e poi vedere che subito dopo deve dire che "in effetti non scrive letteralmente che c'è dentro alcol metilico...".
Arrampicata sugli specchi? Con le ventose si può. Lei, invece, sarebbe contento di una bella condannina esemplare? Ha visto che non è cosa da Nas, che è un modo di dire forte, per esprimere il non apprezzamento nei confronti di una grappa sempre incensata, lodata, sopravvalutata. Si chiama critica quella che io ho esercitato e non diffamazione. Lei ha letto molti interventi critici su questa grappa? Io nessuno.
Comunque ha visto che le ho risposto. In cosa consisteva la sua sfida con firma?

03 Apr 2006 | ore 19:53

Ho l'onestà intellettuale di ammettere i miei errori. E poi non mi sbraccio: ho solo osservato che la sua espressione sull'alcool metilico le può procurar guai legali. E' ovvio che non pensa quello che scrive quando scrive "che bere un sorso della grappa di Romano Levi vuol dire bere un sorso di alcol metilico".
Però questo è quello cheha scritto.

Lei dice che si tratta di critica e non di diffamazione: è un suo punto di vista che non condivido, e non mi pare nemmeno di essere il solo. Secondo me ha travalicato una linea sottile. Secondo me quelle sono cose che si possono dire tra amici, sorseggiando questa grappa, e chissà, magari avrei convenuto con lei sulla scarsa qualità. E avrei compreso i riferimenti all'alcool metilico per quelli che erano.

Ciò che si scrive sul blog, invece, non resta solo tra amici. E le parole hanno una semantica precisa. Ripeto, secondo me se ci avesse pensato meglio avrebbe criticato in maniera ugualmente pesante la grappa (e ci mancherebbe!), ma non si sarebbe sbilanciato con l'alcol metilico e non si sarebbe andato a impelagare con l'interpretazione letterale.


No che non voglio una condanna esemplare nei suoi confronti: la libertà di espressione è già fin troppo calpestata. Però di questa libertà non si deve nemmeno abusare, e su questo principio generale penso che sia d'accordo anche lei.

Per quanto riguarda la questione in sé, non mi posso esprimere: pur essendo un estimatore delle grappe, non ho un senso del gusto molto raffinato; diciamo che saprei distinguere una grappa dozzinale da una di buona qualità, ma niente di più.

La ringrazio comunque per la risposta, e comprendo che questa cosa con il sig.Levi le dia parecchia noia e un po' mi dispiace. Del resto, il produttore si è decisamente tirato la zappa sui piedi, perché ha involontariamente aumentato la risonanza della sua critica.


ps. La 'sfida' della firma era collegata ai post precedenti in cui mi era parso che lei eludesse le domande contestando l'autore per il suo anonimato. Ma ora lei mi ha risposto.

04 Apr 2006 | ore 00:39

Mi permetto di approfittare un'ultima volta dell'ospitalità che il direttore mi (e ci) concede sul suo blog, e lo dico --sia chiaro-- senza alcuna ironia, per uscire definitivamente dalla polemica "anonimato in Rete sì/no/dipende", e chiarire meglio il mio pensiero su un paio di aspetti a mio avviso importanti emersi finora da questo dibattitto un po' concitato.

Personalmente sono convinto che l'intenzione della critica in oggetto non fosse quella di insinuare, né tantomeno diffamare (sorpresi?). Non posso però fare a meno di notare che una parte rilevante di lettori (come testimoniato dai commenti su questo blog e nel forum) abbiano dato, perlomeno di primo acchito, un'interpretazione in chiave letterale, e non metaforica-iperbolica, della frase incriminata. Ecco, è esattamente in questa loro ambiguità (io credo involontaria) che risiede a mio avviso l'estrema infelicità delle parole scelte dal Sig. Bonilli per suggellare con "un modo di dire forte" una stroncatura ovviamente legittima, e probabilmente (ci fidiamo tutti ciecamente, credo, del suo naso e delle sue papille) sacrosanta. E le parole, come Bonilli ben sa, sono importanti. Detto questo, non entro oltre nel merito, limitandomi ad auspicare vivamente che la questione si possa concludere presto nel migliore dei modi, cioè con un chiarimento e una stretta di mano.

Il secondo aspetto interessante emerso da questa vicenda, e dalla discussione che ne è seguita, è la questione se (e in che misura) un blogger possa essere ritenuto responsabile per ciò che scrive sul suo blog e, più in generale, se da questo punto di vista un blog possa essere considerato alla stregua di un mezzo di comunicazione di massa. Ora, che il blogging sia "la nuova forma del giornalismo" lo si dà ormai per acquisito anche in Italia, ma non è questo in discussione, né d'altra parte voglio addentrarmi in sottili distinguo giuridici del tipo "un blog è una testata/non è una testata/dipende" (non sono avvocato né giornalista, sebbene per trascorsi universitari qualche nozione di diritto dell'informazione e storia del giornalismo ce l'abbia). In discussione è, invece, se postando su un blog si possa essere "più liberi" rispetto a quanto lo si possa essere scrivendo per la carta stampata. E non è una questione banale. :)

Quella che segue è, in sintesi, la mia personale opinione in merito, opinione che non pretende certo di essere conclusiva (anzi, ci terrei moltissimo ad avere quelle degli altri partecipanti alla discussione, Bonilli in primis). A mio avviso, sono due i fattori principali dai quali non si può prescindere quando si tratta di giudicare il peso specifico di un blog nella cosiddetta "costruzione sociale della realtà": il primo fattore è il "reach", il bacino d'utenza del blog; il secondo è l'autorevolezza del blog/blogger così come è percepita dai suoi lettori. Quest'ultima, nel caso di Papero Giallo/Bonilli, penso sia fuori discussione. Per quanto riguarda la diffusione, non dispongo ovviamente di dati certi, ma sono pronto a scommettere che il numero di visitatori unici mensili di questo blog sia di alcuni ordini di grandezza superiore al numero di copie vendute dell'ultimo numero del "Gambero Rosso", o di qualsiasi altro periodico specializzato in Italia. E scommetto anche che si tratta in buona parte di "returning visitors", come li chiamiamo in gergo noi addetti ai lavori: lettori affezionati, che giorno per giorno vanno sul Papero come sfoglierebbero le rubriche del Gambero, a leggersi pensieri, recensioni e "borse della spesa" (chi partecipa attivamente, commentando, di solito non è che una piccola frazione degli utenti totali di un blog come questo). Perciò penso che il Sig. Bonilli dovrebbe essere ben conscio del fatto che postare sul Papero non è proprio come scrivere sul Gambero, ma quasi. Anzi, di più. :)

04 Apr 2006 | ore 02:18

Si può discutere sul merito dell’affermazione, ossia sul suo carattere offensivo o diffamatorio.
Dire che un sauvignon sa di pipì di gatto e cosa ben diversa dall’affermare che contiene pipì di gatto.
Ma la discussione sul metodo, ossia sulla censurabilità di quanto viene scritto nei blog ed in questo in particolare, mi pare inconsistente.
Agitare lo spauracchio della censura, pure, anche se scontato in casi come questo, mi sembra fuori luogo.
Il diritto di critica, in qualunque forma si esprima, non può violare le leggi, e se Pinco fa falsamente intendere che nel prodotto di Pallino vi sono sostanze vietate e pericolose, ne subirà le giuste conseguenze, che abbia scritto in un blog, o anche solo parlato ad alta voce all’uditorio di tre o quattro amici al bar.
E queste conseguenze possono essere anche più gravi di un ricorso come quello che ha dato il via a questa discussione.
Se Bonilli avesse semplicemente chiarito il suo pensiero su questa famosa grappa, depurandolo da descrittori infelici, avrebbe parato il colpo giudiziario, senza tradire le aspettative dei suoi lettori, che confidano in un giudizio franco ed indipendente.
Un umile consiglio, quindi, per il Direttore: si difenda, come si dice in questi casi, “nelle sedi competenti”, dove ha validi argomenti da spendere, ma usi più prudenza per il futuro, e non conti sull’inviolabilità dei blog.

04 Apr 2006 | ore 12:41

Direi proprio che la discussione è diventata interessante e di respiro. Ci sono posizioni diverse ma ciò non toglie che ci sia anche un reciproco riconoscimento. Questo molto spesso il dialogo del blog non lo permette e sia chi risponde che chi scrive sembrano molto più aggressivi di quel che non siano. Detto questo, io preferisco un dialogo guardandosi negli occhi (la famosa identità) e non capisco perchè un così civile argomentare si debba "nascondere" dietro un anonimo nickname.

04 Apr 2006 | ore 13:01

Belle parole Bonilli che sventolano proprio dalla bocca giusta:
Nel forum Admin (la famosa identità) ha cancellato dei post non volgari ne offensivi che avevo scritto.
Ma chi autorizza quell'idiota a cancellare solo me quando il vostro forum è pieno di insulti, cazzate ecc..ecc...?

Che il 6 aprile tu possa esser condannato a 10 di navigazione in rete senza l'Adsl!!!!

Ci vuole coerenza in quello che si fa....

Mucca

04 Apr 2006 | ore 18:44

E' noto che in tutti i siti l'administrator si firma con nome e cognome e mette anche la foto ed è noto che mucca è sempre educato, non insulta, non provoca ed è disposto ad essere criticato.
Per questo trovo motivata la sua osservazione garbata che leggete qui sopra.

05 Apr 2006 | ore 11:36

E' vero molte volte ho insultato e non mi sono comportato bene ma adesso mi sto curando con una massiccia dose di psicofarmaci.
Questa volta giuro di non averne commesse nessuna delle mie solite. Di Admin me ne occupo da solo...

In bocca al lupo per domani,

Mucca

05 Apr 2006 | ore 13:15

Apple releases “Identity Camp”. Now pressing “I” on booting your Mac you can freely join Paperogiallo’s discussions anonymously or using a nickname. Apple “does what its clients want”, Mr. Schiller – Head of Apple Worldwide Marketing - told the press after the release of Identity Camp public beta.
Apple’s shares skyrocketed to $200 this morning. Financial analysts are now telling their clients that the new target price would likely reach $250.
From an undisclosed place in Piedmont, Mr. Stefano Bonilli, staunch defender of the now suddently old-fashioned way of “Mac-boot-making” (and not cook-making), told some of his readers that he is not surprised by Apple's move, his preference for “beyond-any-reasonalble-doubt-identity-weblog-discussions” notwithstanding. “This this will not shake my faith in the superiority of One Infinite Loop’s technology” Mr. Bonilli informally told some of his friends and admirers gathered in the piedmontese undisclosed place. “We have to understand that technology is moving forward faster than ever. We must adapt or shut down our weblogs”.
:-)

06 Apr 2006 | ore 16:02

ah..............i'm sure that my operator is Mac...eh eh ....
ZUT!!!
..............................

07 Apr 2006 | ore 02:31

Notizie?

07 Apr 2006 | ore 11:24

Tutto rinviato a martedì...e fino ad allora preferisco tacere.

07 Apr 2006 | ore 11:53

Non so se può essere utile, in ogni caso mi pare doveroso segnalarle:

L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI CRITICA E’ LECITO ANCHE QUANDO PRODUCE UNA LESIONE DELLA REPUTAZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI – Purché si tratti di materia socialmente rilevante (Cassazione Sezione Terza Civile n. 747 del 24 gennaio 2000, Pres. Grossi, Rel. Di Nanni).
http://www.legge-e-giustizia.it/2000%20INF%20COM/00infocom.htm

Coi migliori auguri, ;)
Giacomo

10 Apr 2006 | ore 11:43

Come è andata?

12 Apr 2006 | ore 09:58

diretùr...alùra?
sei venuto ad Alba?

cuuuuuriooooooooosaaaaaaaa ;-)

13 Apr 2006 | ore 23:08

Cari Signori che scrivete cosi belle parole a favore del rubicondo dott. Bonilli facendovi garanti della democrazia e della libertà di stampa.....e pure a lei egregio curatore del Papero giallo....ma cosa mi combina...?
In questi ultimi due mesi mi sono divertito moltissimo a vedere i commenti nel fantastico mondo del web su Levi, su Bonilli, sulla libertà di dire quello che si vuole....
BASTA! NON CI STO, e visto che per i più, tutti possiamo dire un quel cazzo che vogliamo, in fede io vi dico questo:
"Cari lettori, Bonilli non è certo Antonella Clerici, insomma, lui lavora al Grande Gambero Rosso, che fra riviste, radio, televisione e internet, raggiunge parecchie persone e come si suol dire FA TENDENZA. Questo cosa sta a significare....? Molto semplice.... Parecchie persone fanno propri i principi di questi onesti giornalisti senza sapere un emerito nulla (e su questo niente da ridire)ne di grappa ne tanto meno di Levi.
La colpa non è certo della massa informe di sprovveduti che si "bevono" tutto quello che gli propina il gambero rosso.....La colpa, perchè cari lettorucci miei, qui è di COLPA che si tratta, e proprio del Bonilli e di quelle persone che pur "SAPENDO" (e con questo mi riferisco a collaboratori e lecca-culo del mondo del San G. Rosso, i peggiori, perchè loro lo sanno che Bonilli ha detto un GRAN CAZZATA)hanno taciuto, anzi qualcuno ha avuto persino la faccia tosta di eprimere solidarità giornalistica al povero e sventurato direttore...
Ora mi rivolgo a quelli che di grappa ne sanno poco e a quelli che credono di saperne...
Signori miei io lavoro nel campo della gastronomia da 15 anni e ho fatto analizzare migliaia di campioni di grappa italiana,compresa quella di Romano Levi e sorpresa sorpresuccia, che cosa mi succede se rielaboro tutte queste misurazioni scientifiche?
INCREDIBILE....LA GRAPPA DI LEVI E' QUELLA CHE IN ASSOLUTO, FRA TUTTE LE GRAPPE ITALIANE IN COMMERCIO ANALIZZATE,HA UN CONTENNUTO DI ALCOL METILICO INFERIORE!

SVEGLIA POPOLO DI INTERNET, SVEGLIA ENO-GIORNALISTI, SVEGLIA OPINIONISTI IMPROVVISATI!

vI STANNO PRENDENDO TUTTI PER IL CULO!

Mr. Bonilli lo sa quello che ha scritto, lo sa molto bene "...bere un sorso di grappa levi è come bere un sorso di metilico..." .....
Ma bonilluccio mio, questa è una gran cazzata, forse dovresti mettere sul tuo Blog le analisi delle grappe che il tuo bel Gambero Rosso promuove in tutte le direzioni, allora si che sarebbero risate grasse!
I casi sono 2: 1) Bonilli era sotto l'effetto di qualche droga allucinogena
2) Bonilli era sotto l'effetto di qualche vinaccio che pubblicizza
...si, perchè, cari lettori, il Bonilli lo sa che la sua affermazione non ha ne capo ne coda, il Bonilli lo sa che tacciare il prodotto in quel modo equivale a screditarlo e quel che peggio, ad equiparalo ad un veleno mortale....
Quindi, signori miei, la libertà di stampa e di pensiero è una cosa, l'IDIOZIA è tutta un'altra....
Le conclusioni siete capaci da soli di trarle....?
Grazie per il vostro tempo
Dott. B. Scott

02 Mag 2006 | ore 11:46

Naturalmente anonimo!
E lo psicopatico si firma Dott. B. Scott ma non sa di avere lasciato la traccia...:-)

02 Mag 2006 | ore 19:34

Caro Sig. Bonilli, mi permetta: ma se e' cosi' convinto di essere dalla parte della ragione, come mi par di capire dal tono delle sue repliche a vari commenti (se mi sbaglio mi perdoni, la prego), per quale motivo ha ritirato l'articolo dal blog?
E' dato sapere come si e' poi espresso il tribunale di Alba?

15 Mag 2006 | ore 17:34

Basta leggere la cronaca pubblicata in questo blog il 14 aprile. Il blog è stato ritirato perchè l'oggetto del contendere era proprio il blog e non ripeto quello che si può andare a leggere con un semplice clic.

15 Mag 2006 | ore 18:04

Mi perdoni, ma proprio perche' l'oggetto del contendere era il blog (dice bene, "il blog": non solo cio' che nel blog ha scritto, ma il fatto stesso di scriverlo su un blog), la sua decisione di censurarsi, qualora ritenesse di aver ragione, la trovo incomprensibile. All'inizio di questa pagina, al primo posto fra le considerazioni che lei sottopone ai lettori, posso leggere: "preferisco autocensurarmi perche' R. L. ha fatto un ricorso d'urgenza ex art.700 CPC eccetera". In pratica mi pare che il primo motivo per cui lei si autocensura e' perche' hanno fatto la voce grossa. A quanti in futuro avessero intenzione di _censurare_ (e non solamente di tutelare la propria dignita') mediante la minaccia legale, lei dimostra che la tecnica funzionerebbe. O sono troppo semplicistico?

17 Mag 2006 | ore 17:39

Dire troppo semplicistico è dire poco :-)

17 Mag 2006 | ore 18:55

Sig. Bonilli, grazie della sua risposta. Leggo ora di una certa querela che la Gambero Rosso Holding Spa avrebbe sporto nell'ottobre 2004 contro il sig. Guelfo Magrini per un suo articolo critico (satirico o meno) apparso su Nettaridibacco nel settembre di quello stesso anno. Da quanto sono riuscito a leggere sembrerebbe che nella trasmissione RAI Report di M. Gabanelli di qualche giorno successiva all'articolo di Magrini, vi sarebbero stati contenuti analoghi a quelli dell'articolo incriminato. Non mi e' dato sapere se anche la Sig.ra Gabanelli e' stata raggiunta da analoga querela.
Sembrerebbe un caso di quella che lei chiama censura.
Ha un commento da fare a riguardo?
Grazie.

19 Mag 2006 | ore 13:50

Non mi sembra critica o satira dire "è noto che i tre bicchieri si vendono". Se uno lo dice viene davanti al magistrato con le prove: si chiama diffamazione a mezzo stampa.

19 Mag 2006 | ore 17:29

Sig Bonilli, mi permetto (se me lo permette lei) l'ultimo intervento su questa storia, anzi su queste storie. Avra' notato che ho scritto "(satirico o meno)", a intendere che quanto dico prescinde dalla pertinenza delle querele. Posso aggiungere che ritengo le querele pertinenti in entrambi i casi, anche se in entrambi i casi forse non opportune in massimo grado, o non condotte con grande senso dell'opportunita'. Io sapevo che per tutelare il proprio buon nome e onore, si chiede(va) la condanna al risarcimento di lire una. Facciamo pure euro uno. Questo se si vuole, come mi pare volesse lei, intendere la querela e la discussione davanti al giudice un'occasione per provare accuse o per riabilitare reputazioni; e non come un modo per speculare (come si potrebbe pensare quando il querelato e' "molto piu' grosso" del querelante), ovvero per mettere in ginocchio un piccolo (come nel caso opposto).
Ma voglio essere ancora piu' franco. Dal momento che ho risollevato questa faccenda e lei non mi ha ancora mandato a quel paese, glielo devo;-) : ho trovato scompostissimo il profilo del sig Magrini in quella vicenda. Gia' questo non mi sentirei di dire del sig Sangiorgi, che mi risulta fu raggiunto da analoga querela e da richiesta di risarcimento di mezzo milione di euro da parte della GRH. Devo aggiungere che ho trovato (sia pure con le debite notevoli differenze) piuttosto scomposto anche lei nella recente vicenda che la vede convenuto, sig Bonilli. Inizialmente sentivo semplicemente come al di sopra delle righe il suo gridare alla censura per la querela del sig Levi. Ora, e dopo aver letto l'argomentazione con la quale nella precedente polemica si quantificava il danno in 500mila euro ("la qualita' del soggetto leso", cioe' la statura mediatica del GR), mi scusi ma trovo imbarazzante il solo sentirle parlare di censura a proposito dell'ultimo episodio. Lo dico senza acredine della quale non avrei peraltro alcun motivo. Concludo col dire che secondo me in entrambe le occasioni e' stato giustamente stigmatizzato (allora da Aramis, oggi da Mantellini) questo piu' o meno esplicito alludere da parte del querelato a una sorta di status speciale per i "giornalisti professionisti".
Con questo la smetto di rimestare in queste storie, per voi sicuramente piu' spiacevoli che per me, entrambe a mio modesto avviso da dimenticare. Mi scuso anzi per l'insistenza dei miei rilievi, motivata dalla crescente perplessita' con cui sono venuto mettendo insieme i contorni, a sua volta giustificata dal mio essere uno sporadico orecchiante digiuno di molte cose.
Faccio sinceri auguri a tutti quanti di recuperare (e di far recuperare alle cose) una dimensione un po' piu' equilibrata prima possibile. Me ne torno al mio semilurkaggio e grazie per lo spazio.

22 Mag 2006 | ore 13:54

Egregio Cintolesi,
le rispondo dopo un semestre di riflessione sugli accadimenti da lei descritti con grande maestria nel suo post del 22 maggio 2005; quella putacaso è la data del mio compleanno e il suo l’ho considerato un vero regalo. Vorrei replicare alla sua definizione di “profilo scompostissimo” riferito alla mia reazione diciamo “mediatica” alla citazione del Gambero, dalla quale citazione Daniele Cernilli si è in qualche modo sganciato, attribuendone la responsabilità ad una società anononima, mentre il sig. Bonilli, nostro gentile ospite, se l’attribuisce in pieno, spacciando (e mi scusi i termini scomposti) bugie alla sua platea; cito testualmente i post del 30 Marzob e 19 maggio;
Magrini, uno che scrive: i tre bicchieri si vendono, lo sanno tutti. Questa è la satira dell'associazione culturale Posted by: bonilli30.03.06 12:53
Non mi sembra critica o satira dire "è noto che i tre bicchieri si vendono". Se uno lo dice viene davanti al magistrato con le prove: si chiama diffamazione a mezzo stampa.Posted by: bonilli | 19.05.06 17:29
Per inciso, io non ho mai scritto, nel pezzo di satira che ha tanto infastidito Bonilli, che “è noto che i tre bicchieri si vendono” (e questa secondo me è l’interpretazione vera della satira da parte del sig. Bonilli). Ho scritto ben altro e tutto assolutamente privo di intenti diffamatori. Tanto che se il nostro ospite ce lo permette, più avanti le pubblico il testo integrale di quel pezzetto satirico, ultimo di una lunga serie di feroci satire pubblicate sul mio sito fin dal 2000, così che possa verificarne le differenze sostanziali rispetto alle bugie sottoscritte in questa pagina. Ritornando al profilo scompostissimo, lei potrà capire che sono rimasto piuttosto indignato da quello che considero un tentativo d’intimidazione che il mio senso morale purtroppo non riesce ad accettare bene per motivi di estrazione culturale. Ebbene non ho fatto altro che decidere di esternare consapevolmente la mia indignazione, rispondendo con altri interventi critici e satirici che lei probabilmente non ha letto e che forse avrebbero cambiato il suo giudizio se lo avesse fatto. Mi sono detto, ad intimidazione rispondo come si meritano gli intimidatori. Tutto qui, se non che lo stile “scomposto” è da sempre lo stile dell’associazione culturale NettaridiBacco, in ogni iniziativa o esperienza condotta dal 1996, anno della sua nascita. E proprio questo stile ha permesso al mondo del vino Italiano di raccogliere tutta una serie di vincenti sfide d’immagine lanciate in silenzio e umiltà dall’associazione stessa. E’ una semplice scelta culturale, in totale rispondenza al dettato statutario. La tolleranza è molto utile al progresso, Lei me lo insegna. Cordiali saluti Guelfo Magrini
TREBBICCHIERI (ovvero: Il Passo del Gambero o del tapiro?)
Il vostro vino,pur essendo schietto, vero e vivo, non riesce ad ottenere i trebbicchieri? Inviare campioni pregiati e franchi non risulta utile nella maggior parte dei casi? Leggete di vini decisamente anonimi che hanno surclassato i vostri? Non vi spiegate perché nei concorsi internazionali vincono sempre gli stessi, quelli dalle produzioni sicuramente evitate dai veri intenditori?
Forse avete sbagliato metodo. Fate come hanno fatto i BIG della nostrana produzione enologica: PAGATE. Ma se non disponete all'istante di svariati milioni è meglio che seguiate una strada più lunga: il portafoglio nudo e crudo è infatti l'ultimo passo di un iter che va seguito scrupolosamente; primo passo: dotatevi di un enologo che è bravino nel suo mestiere ma più bravo a stringere rapporti di amicizia con Cernilli, Maroni o altri consimili; fategli fare un vino senza memoria storica, dal chiaro gusto bordolese (internazionale), utilizzando vitigni di moda; leccate in maniera disgustosa tutti gli improbabili "degustatori" o "giornalisti" che si presentino sotto etichetta "Gambero". Partecipate alle degustazioni carissime e regolarmente flop che vi propongono finti giornalisti o pacchiane PR sempre con etichetta "Gambero"; infine fate lavorare gli amici dei curatori delle guide: nominateli PR dell'azienda, direttori dei Consorzi, consulenti di marketing, inviati speciali in Cina o alle Maldive. Insomma un budget medio di 40mila euro all'anno che non vi farà vendere il vino ma che vi gratificherà per il fatto di essere l'ultimo dei 12milioni di vinificatori ad aver conquistato l'ambito traguardo.

14 Nov 2006 | ore 18:07

voi a parlare di Levi Romano ????????
non sapete propio cosa fare
Lui è un artista .... voi avvoltoi ... lui è un inventore .... voi fate solo quello che vi comandano .....
e poi vorrei propio sapere che tipo di locale a quel signore che scrive .... io non mettero mai una sua bottiglia esposta ????? ma allora quale è il senso della tua trattoria se non esporre grappe o liquori e o servire piatti tipici e artigianali ???????? ai un mecdonald ?????

03 Mag 2008 | ore 12:00

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