24
Mar 2006
ore 15:38

Il turista non vota

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Forchetta-spaghetti.jpg


Ma nei programmi dei due schieramenti, CdL e Unione, il turismo e più in particolare il turismo eno-gastronomico come sono trattati? Con la stessa precisione e rigore di quando si parla della nazionale di calcio: tutti esperti, tutti CT. Ma nella sostanza? Frasi fatte e fatti pochi. Perchè? Perchè anche questo governo quando ha fatto i tagli di bilancio lo ha fatto in modo miope togliendo risorse al Ministero per i Beni Culturali quando il sistema museale italiano potrebbe portare un incremento enorme alle entrate, ma investendo risorse non tagliandole. E questo spiega perchè la Francia è il primo paese al mondo per flussi turistici e noi siamo scesi dal quarto al quinto posto essendo stati, trent'anni fa, secondi!

annunziata02.jpg

L'Annunziata di Antonello da Messina, Palazzo Abatellis, Palermo

Pensate alla mostra in corso alle Scuderie del Quirinale di Antonello da Messina: tutto esaurito, turisti da tutt'Italia e dall'estero. E pensate le migliaia di dipinti e sculture come queste che ci sono in permanenza nei nostri musei e che attirerebbero, se ben valorizzate, turismo da tutto il mondo. Pensate però che se andate alla Tate di Londra o al MoMa di NYC, tanto per fare illustri esempi, trovate splendidi spazi per mangiare, da noi mediocri bar. Ecco: il turismo è questo nuovo concetto, piacere della mente ma anche piacere del palato, e proprio noi non badiamo al piacere del palato!

Pensate alle Strade del vino che sono a loro modo un museo a cielo aperto. Ma se non funzionano, come i musei, vanno deserte. Il nuovo concetto di turismo presuppone investimenti, offerta chiara e certa e in cambio fiumi di turisti. L'Italia avrebbe tutto per stravincere sul mercato mondiale ma i nostri governanti, di destra e di sinistra ! non ci pensano, basti vedere il peso minimo e relativo budget minimo del Ministero dei Beni Culturali.

Dio mio, che spreco di risorse e intelligenze.  

commenti 12

Basterebbe ricordare la storia del portale Italia.it, costato 45 milioni di euro
e tutt'ora inattivo. Sconfortante davvero.

24 Mar 2006 | ore 19:26

Già che Fiorenzo lo cita: su Peperosso, tempo fa avevo postato alcune cose che avevo trovato in giro per il web riguardo il misterioso Italia.it
Poi per un po' era tutto sparito, ora riappare alla ribalta (si fa per dire).

Se in due anni non riescono manco a mettere su un sito per cui avevano preventivato cifre astronomiche figuriamoci il resto...

24 Mar 2006 | ore 21:15

Detto bene...30 anni fa!!
La preistoria è un era che ritorna,si ritorna di moda mi sembra..
O no??
:-)
S

24 Mar 2006 | ore 23:12

45 milioni di euro...dove sono finiti?....l'Italia se non ci impegniamo tutti finira' nel cesso.....io spero sempre che il cancro che disarticola la nostra societa' guarisca, ma lo so che sono solo un sognatore....

25 Mar 2006 | ore 13:35

Poi accade anche che, quando si trovano amministrazioni e dirigenze illuminate, si facciano concorsi d'architettura per la realizzazione di spazi di qualità per la ristorazione in alcuni importanti musei. http://www.europaconcorsi.com/db/concorsi/concorso.php?id=26173
Peccato che, anche in questo caso, un primo premio non sia stato assegnato, lasciando ancora senza soluzione uno dei tre musei.

25 Mar 2006 | ore 14:04

45 milioni di euro per un portale del turismo italiano! Non so se vi rendete conto di quanto siano fuori da tutto i nostri governanti, a cominciare dal prezzo. Per vostra informazione noi eravamo stati contattati da IBM per partecipare alla gara e una volta aggiudicata una parte della costruzione del sito IBM, a cui garantivamo i contenuti (non modificabili) Gambero Rosso, si è vista costretta a sospendere l'accordo con noi in quanto gli stessi contenuti dovevano essere modificabili a discrezione dei gestori del portale che,immagino, avranno introdotto località, alberghi, ristoranti, agriturismo di amici e amici degli amici. Non si capirebbe altrimenti la richiesta di modificare contenuti selezionati da uno specialista come Gambero Rosso. E comunque 45 milioni di euro richiedono un'inchiesta del prossimo governo perchè se non si è rubato sicuramente si è sperperato denaro pubblico per un portale in ritardo almeno di 6 anni sui tempi del Web.

25 Mar 2006 | ore 17:23

"Secondo la proposta vincitrice, a San Martino, più che un ristorante tradizionale, sarà realizzata una vera e propria accademia culinaria, da 70 posti a sedere, con piatti della tradizione storica napoletana, e collegata ad una galleria gastronomica che proporrà anche la storia della qualità del cibo e della sua tradizione, partendo dai sotterranei e arrivando alla terrazza panoramica. Tra arte e gastronomia saranno riproposte e attuate le ricette dei monaci cistercensi, primi «inquilini» della Certosa. Il progetto, come ha spiegato, Anna Mario Indro, si è occupato della formula gestionale. La cucina dovrà essere «di altissima qualità, a prezzi non bassi ed a menù fisso»." (da http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=15632).

Una discreta noia, direi, altro che amministrazione illuminata. In un modo o nell'altro cadono sempre nella trappola del didascalismo. Speriamo, ma senza fiducia.

Ma il diavolo si nasconde nei dettagli.
Avrete notato che i prezzi devono essere "non bassi". Cioè: selezione della clientela in base al censo, che va benissimo per un operatore commerciale, meno per un museo. E in ogni caso ci saremmo aspettati una formulazione diversa: "prezzi adeguati alla qualità offerta" sarebbe stato molto più elegante, fumoseria per fumoseria. E avrete notato anche che il menù deve essere "fisso". E' solo questione semantica se dico che chiamare "fisso" un menu degustazione denuncia una cultura gastronomica da turismo mangia e fuggi?
Qualche altro fiore qua e là: il progetto del ristorante lo fanno architetti e ingegneri, non chef e ristoratori.
Certo. Sappiamo tutti bene che la differenza tra Pierangelini e Cracco, tra Vissani e Sultano sta nell'arredo e nelle pitture.
Io dico che non c'è speranza.

25 Mar 2006 | ore 17:50

Scusate, il precedente post è mio.
Nicola

25 Mar 2006 | ore 17:51

Caro Nicola, capisco che ti è sfuggita la mia ironia a proposito dell'amministrazione illuminata che non assegna un premio di un concorso bandito per poi procedere magari a qualche incarico diretto con tutte le possibili congetture maliziose che ne possono seguire.
A parte questo, purtroppo, non ho avuto modo di vedere alcuna tavola del progetto per esprimere un mio parere nè mi è stato possibile leggere il bando per capire se si richiedeva ai progettisti di avanzare proposte anche sul tipo di impostazione del ristorante. La cosa certa è, invece, che la giuria era composta esclusivamente da architetti senza che vi fosse un giurato esperto nel campo della ristorazione. Spero che ci sia stata una consulenza al momento di stesura del bando ma temo che la risposta sia negativa.
Sulla questione dell'importanza dell'architettura rispetto a quella dei cuochi non mi trovi d'accordo a partire dal fatto che riduci l'architettura ad un fatto di arredo e di decorazione, cosa che non è affatto. Io credo che l'ambiente abbia un valore importantissimo nella valutazione complessiva di un ristorante, così come la stessa composizione/presentazione del piatto - che pure potrebbe essere intesa come fatto esclusivamente estetico -, o ancora il servizio o persino l'impaginazione del menù. Non so Pierangelini o Sultano, ma di Vissani tutti parlano dell'importanza dell'ambiente e dei lavori di recente eseguiti come un elemento che avrebbe dovuto garantirgli (la cucina già lo faceva) risultati che puntualmente non gli sono arrivati. Di Cracco invece è noto l'aspetto contemporaneo degli ambienti che, dalle foto che ho visto pubblicate su riviste, mi pare dotato di un certo fascino.
Il problema credo che stia tutto nell'atteggiamento del progettista e a tale proposito credo che il secondo classificato per San Martino, cioè il progetto dei bravissimi Corvino + Multari http://www.europaconcorsi.com/db/pubrec/scheda.php?id=1744, sia davvero molto interessante perchè mi pare proprio che assecondi le necessità funzionali di uno spazio per la ristorazione che sia attuale e destinata a essere inserita in un contesto difficile come quello di un museo. La flessibilità degli spazi e la pulizia del segno sono caratteristiche che dovrebbero avere spazi di questo tipo e di questo dovrebbero interessarsi gli architetti, invece che del menù a prezzo fisso o della composizione dei piatti.

25 Mar 2006 | ore 20:27

Oltra alla cifra assurda stanziata per il sito, una cosa che trovo ancora più demoralizzante è che numerosi personaggi di alto livello nel progetto sito ("scegli italia", "Innovazione italia" e tutti gli strani intermediari creati dal ministero) siano rimbalzati nel corso degli anni da un appalto multimilionario all'altro; oltre ad essere in alcuni casi facilmente collegabili a partiti o personaggi politici per precedenti collaborazioni.

Ma copiare dalla Spagna, che ha speso una cifra molto più bassa e ha un sito molto più funzionale e soprattutto ESISTENTE ...era troppo difficile?

25 Mar 2006 | ore 20:53

e' un incommensurabile schifo senza uscita...spero nel cambio radicale della gestione...

25 Mar 2006 | ore 22:12

Caro Salvatore, effettivamente mi era sfuggita l'ironia, scusa.

Sono d'accordo anch'io che l'ambiente sia importantissimo, anzi è ovvio. Ma è folle progettare un ristorante solo dal punto di vista architettonico senza sapere che cosa dovrà accadere fra quelle mura. Anzi, delegando le proposte ristorative al progettista e non a uno chef. Poi vengono fuori le ricette dei monaci cistercensi.

26 Mar 2006 | ore 20:12

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