07
Apr 2006
ore 12:03

Giornali, giornalisti, la Rete e la Tv

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munch_scream.jpgL'urlo di Edward Munch

Il mestiere del giornalista è bello e mitizzato. Per esempio il mestiere del giornalista eno-gastronomico è strano: nel mondo specifico nel quale opera o con il quale si rapporta il giornalista è, spesso, una star, al di fuori di questo mondo, tranne eccezioni, è uno sconosciuto. I giornalisti politici si considerano le star del settore - vicinanza al potere -  e quelli del Corriere della sera e di Repubblica gli eletti tra gli iloti. I giornalisti della Tv che vanno in video, invece, perdono facilmente la testa e l'identità. Molti giovani sognano il mestiere del giornalista ma ne hanno una visione mitizzata che non corrisponde alla realtà.

"E un giorno nacquero i blog, e tutto fu diverso, e l'uomo della strada scoprì che poteva dire ed essere ascoltato..."

Con la nascita e lo sviluppo dei blog il mestiere del giornalista è cambiato: in Italia non se ne sono accorti in molti perchè il Web è ancora "un mistero" ma negli Usa la rivoluzione è stata totale. E così, per parlare di argomenti a noi vicini, il NYT ha aperto i blog dei ristoranti e dei vini a firma dei due titolari Frank Bruni e Eric Asimov.  

Rapidamente tutto si modificherà - tutto diventerà vecchio in brevissimo tempo - e la credibilità di un blog sarà sempre più data dalla qualità dei suoi link e non solo dalla quantità e i giornali - parliamo del nostro mondo - dovranno tenere conto non tanto dei pettegolezzi in rete ma delle segnalazioni, dei movimenti e delle tendenze sia nella ristorazione che nel mondo del vino. 

E' la Rete, bellezza, e tu non ci puoi fare niente... 

commenti 8

appunto, è la Rete. sono un'entusiata del mezzo e dei profondi cambiamenti culturali che inevitabilmente porta con sè. Le acque cominciano a muoversi anche da noi.

ps: stupisco che nessuno intervenga a questo tuo post, che riflette sull'aspetto forse più importante del nostro essere blogger.

un saluto

08 Apr 2006 | ore 12:13

essere blogger?....
ci siamo mutati?....
i penso ci siano pro e contro in questo mondo dei blogger...
vengono purtroppo iper velocizzati anche aspetti interpersonali che andrebbero gestiti piu' lentamente...vedasi gli ultimi "incidenti" non tanto diplomatici avvenuti su vari blog....
si e' perso per strada il motivo per cui sono stati creati....

08 Apr 2006 | ore 13:38

Non è certamente la prima volta che lo dici, ma anche io sono convinto di quanto tu affermi. Lo trovo un argomento centrale, davvero.

08 Apr 2006 | ore 13:55

Per forza c'è difficoltà ad intervenire, bisogna ragionare, dire cose non banali, avere una posizione. Molto spesso invece un blog viene trasformato un un luogo di sfogo, anche nobile e intelligente, ma di sfogo. E questo post pone invece problemi di fondo sui quali varrebbe la pena soffermarsi.
Un'altra cosa che trovo "affascinante" è vedere che quasi mai, o comunque raramente, i cuochi e ristoratori intervengono. Eppure leggono, navigano e poichè il traffico di questo blog è aumentato enormemente anche dal punto di vista statistico ci devono per forza essere molti cuochi e ristoratori che si affacciano. Eppure non intervengono. Veramente non hanno nulla da dire? Mah? Comunque va bene così...è la Rete bellezza.

08 Apr 2006 | ore 14:13

Il problema è come iniziare una corsa al rialzo, piuttosto che al ribasso.
Ci sono sia delle componenti prettamente sociologiche, visibili, a mi giudizio, non solo nella vita virtuale, dove comunque prendono una coloritura specifica, ma anche nella vita reale (e parlo del livello di conflittualità frammisto a quello di menefreghismo) e pure delle componenti culturali.
La rete non viene vista come uno strumento a supporto ma come un ricettacolo di varie robe, infarcite dalle antipatie e dai rancori di un settore, e qui passiamo nello specifico, che è comunque piuttosto ristretto, come audience intendo; gli attori in gioco hanno tutti un interesse, molte volte non dichiarato, di esser contro qualcosa.
Sui cuochi penso che ci sia una sopravvalutazione dell'effetto che questo canale possa dare, in questa fase ancora così caotica, e quindi è come se avessero un timore di esporsi, non captando che alla fine comunque si tratta di un teatrino tra pochi, e soliti, noti.
Per il ciclo "virtuoso" in genere, concordo; "basterebbe" avere delle idee non di terzo ripasso, o comunque espanderle con del valore proprio, e prendere una posizione, senza isterie varie o fondamentalismi, di bottega o no che siano.

08 Apr 2006 | ore 15:10

Mi "appoggio"ad arma, che nei suoi post e commenti è sempre molto pacata..:-)

L'altra sera a torino sono stata a vedere beppe grillo..
Quello che il direttore dice in qs post è esattamente quello che grillo ha detto alla platea giovedì sera..
la rete è il nostro futuro!!E la carta stampata è destinata a morire.
Una serena notte a tutti i lettori

09 Apr 2006 | ore 01:32

No, non credo proprio che la carta stampata sia destinata a morire. E' destinata a cambiare anzi, deve cambiare se non vuole deperire. Ma morire no. E poi la carta stampata nel senso dei giornali, dei settimanali e dei mensili? Perchè se ci mettiamo dentro anche i libri è certo che la carta stampata non morirà mai perchè il piacere della lettura travalica i secoli e le tecnologie, è il carburante del nostro cervello, e non solo.

09 Apr 2006 | ore 14:13

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