06
Lug 2006
ore 15:20

Lavorare a Alicudi

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libro_Barzini.jpg

I pomodori di Alicudi sono piccoli e profumatissimi. La mia amica "Barza", cioè Stefania Aphel Barzini, li mangia spesso. La mia amica Barza sta partendo per Alicudi, torna ai primi di settembre e io la odio e invidio. Certo, c'è internet, certo si porta il lavoro all'isola, ma non prendiamoci in giro, io sto alla Città del gusto dalle 9 alle 24 e lei ad Alicudi "a lavorare".

La mia amica Barza ha scritto questo bellissimo libro l'anno scorso "lavorando ad Alicudi" e poichè sta correggendo le bozze di un nuovo libro che ha scritto per il Gambero Rosso, Così mangiavamo - 50 di storia italiana tra tavola e costume - e che verrà presentato l'11 ottobre, io penso che lavori veramente ad Alicudi. E la invidio molto. 

commenti 8

Ma grazie caro Sbo! Però effettivamente io ad Alicudi (anche) lavoro. Internet e computer devono anche servire a migliorare la qualità della vita! O no? Eppoi i pomodorini di Alicudi sono veramente profumatissimi! E giuro che correggerò le bozze. Un grandissimo abbraccio

06 Lug 2006 | ore 20:02

Io quei pomodorini li ho mangiati una decina d'anni fa. E ancora me ne ricordo il sapore. Tre mesi ad Alicudi? Magari.

07 Lug 2006 | ore 11:00

Stefano, roba da sfruttamento schiavistico nell'Africa più sesto mondo che ci sia: fino a settembre, anche il 15 di agosto tu sarai alla Città del Gusto dalle 9 alle 24. A Genova direbbero che avrai la tua convenienza e, più in generale, rispetto alla tua invidia per la Barza, mi fai venire in mente quello che mi disse un inviato del Giornale quando venni assunto quasi trent'anni fa: "Quando uno ti dirà che sei fortunato perché vai alla partita gratis, rispondigli ricordandogli che il giornalista è come il ginecologo: entrambi lavorano dove gli altri si divertono". Nel 2006 vale ancora...

07 Lug 2006 | ore 13:03

Io "lavoro" a Salina, ma non lavoro. Qualcosina di routine si può fare, ma il vero lavoro che richiede concentrazione e continuità è impossibile: la sfida della natura è troppo forte, il desiderio di controllare e innaffiare i pomodorini troppo intenso, gli odori, i colori, i rumori (il vento) troppo pungenti e vivi ecc. Io dico che "lavoro" a Salina (che scrivo, che studio) ma - giustamente - nessuno mi crede. O è la forza della terra e del mare (e la malvasia, dove la mettiamo?) o sono debole io. Franco Andreucci

09 Lug 2006 | ore 15:49

Io ho sempre sognato di creare una Factory alle porte di Roma, in Maremma, e grazie alle nuove tecnologie lavorare lì. Poi mi è venuta la "geniale" idea della Città del gusto e mi sono sistemato a via Fermi 161, traversa di viale Marconi, dove lavorare vuole dire molto spesso lavorare. A volte, è vero, è un bel lavorare ma in confronto alla Barza a Salina non c'è gara.
Per questo penso che la Factory è un'idea che non tramonta e chissà...

09 Lug 2006 | ore 18:58

Anche io invidio la Signora Stefania!!! :-)
e per invidiarla fino all'ultima pagina porterò il suo libro sulle spiagge della Turchia!!
P.s. Non è che ci manda un container di quei pomodorini??

13 Lug 2006 | ore 11:55

Come si fa? Ora non sono piu' a "lavorare" a Salina, ma a lavorare a Chicago e avrei un disperato (si fa per dire) bisogno della ricetta del Pesce spada alla ghiotta (squisito) che ho fatto in luglio a Salina. Io, infatti, non ho portato con me "A tavola con gli Dei", ed ecco il risultato. Franco Andreucci

29 Ago 2006 | ore 22:41

Ciao Stefania, sono un ragazzo di Roma e vivo 6/8 mesi l'anno a Filicudi con mia moglie.
Sono un grande appassionato di cibo e vino e utilizzo buona parte del tempo libero sull'isola cucinando. Verso il 10 dicembre rientreremo a Roma per le feste per poi tornare a Filicudi a fine Gennaio.
Magari si può organizzare una cenetta da Silvio ad Alicudi oppure da noi a Filicudi per conoscersi.
Ti saluto
Nicola

02 Dic 2006 | ore 08:44

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a cura di Stefano Bonilli


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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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