30
Ago 2006
ore 17:53
ore 17:53
Giornalista & Cuoco

Una volta si sognava di fare il giornalista. Oggi ci sono molti giovani laureati che sognano di fare i cuochi. Una volta i giornalisti importanti erano personaggi famosi, oggi i cuochi vengono riconosciuti per strada. Oggi il giornalista è un impiegato che crede di essere un intellettuale. Il cuoco moderno è un artigiano colto che i giornalisti hanno trasformato in maitre a pensée.
Stefano Bonilli
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Non potevo esimermi dall'intervenire, visto che io ho sognato di fare sia il giornalista che il cuoco.
A me sembra che la chiave della celebrità sia data dall'apparire o meno in tv. Prendiamo i giornalisti: conosciamo benissimo l'esperto di calcio mercato del processo del lunedì, ma quanti hanno mai letto una pagina di Mura o di Clerici? Ci è più familiare il volto di Giorgino o la prosa di Stella?
Stessa cosa per i cuochi. Quali sono quelli che vengono fermati per strada? Vissani, va bene. Ma poi stiamo pur certi che la gente conosce benissimo il Renatone della prova del cuoco ma non sa chi sia Pierangelini.
Certo che la categoria dei giornalisti ultimamente ha ricevuto dei bei colpi, dalle intercettazioni di calciopoli (ma perchè nessuno parla mai delle telefonate tra dirigenti e giornalisti?) a Farina agente segreto.
I cuochi invece si godono il loro quarto d'ora di celebrità, rischiando - come capita con i calciatori più famosi - di essere davvero considerati dei maitre a pensée
Sono uno studente universitario in procinto di scrivere la mia tesi un ultimo sforzo prima di affrontare il mondo lavorativo che non mi e' nuovo.La mia tesi sara' sul GamberoRosso .Sono ideciso se fare il cuoco o il giornalista e solo nel primo campo ho esperienza di stagioni dure e sacrificanti ma penso ad una cosa che se facessi il giornalista cercherei un lavoro,invece,se mi affermassi come cuoco cercherei il successo ma non un seccesso fatto di visibilita',immagine e propaganda,sarebbe un successo intimo e personale prima di tutto basato sull'onesta' e la ricerca,basato sui rapporti interpersonali che si creano tra cliente e ristoratore,In centro a Roma o nelle valli sperse della valtellina poco importanza ha purche' attenta e onesta sia la cucina.E' verissimo quello che dice Bonilli ma i tempi cambiano anche un laureato di oggi e' diverso da un laureato di qualche generazione fa.Prima ci si iscriveva all'unversita' per affermare una professine oggi ci si iscrive per valutare meglio quale sia il proprio scopo di vita.La cultura e' sempre piu' alla ricerca di se stessa,colma gli spazzi vuoti e le incertezze della globalizzazione.
E' vero, la realtà virtuale filtrata dalla televisione, da ciò che passa in televisione e da ciò che dice la televisione, è diventata "LA REALTA'".
In questo quadro i giornalisti che fanno la televisione "esistono" e gli altri non si sa bene cosa siano.
Idem per i cuochi e, fatte le debite proporzioni, anche il passare sugli schermi di Gambero Rosso Channel è un modo di esistere contrapposto a chi in televisione non appare mai.
Quindi la Tv determina il cambiamento dei giudizi e dei valori anche da parte del pubblico più evoluto. Quanto al grande pubblico, la realtà è quella che vede sul teleschermo e che poi scimmiotta nella vita di tutti i giorni.
Pensate alla gente davanti alla telecamera e a un microfono, sembra che abbiano sempre fatto gli opinionisti ma se fate caso a come parlano, nella maggior parte dei casi si esprimono in un italiano che è la somma di una telecronaca di calcio, l'arrivo di una corsa ciclistica e il telegiornale.
Io ho fatto entrambe le professioni (non da amatore). Sarei contento che i giornalisti enogastronomici fossero stati cuochi e i cuochi celebrita´abbiano fatto una scuola di giornalismo o comunicazioni. Suona troppo maoista? (Mao mandava gli intellettuali a lavorare nei campi periodicamente)
Sarebbe stato meglio vista la consecutio!!!...da amatore
La consecutio e´corretta. Il congiuntivo passato si riferisce ai cuochi e il presente ai giornalisti. Rivedi le regole di sintassi e tira fuori il tuo nome, caro anonimo .
a Bonilli
Sto scrivendo la tesi sulla storia del Gambero Rosso channel ed e' molto appagante perche' in universita' c'e' una nuova attenzione per la cucina in genere e tutte le forme d'arte che si possono fondere.Si va dal cinema al "teatro cucinante"e via discorrendo.La mia tesi e' seguita dal prof.Favari che ha cattedra a Bologna in teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo e dalla dott.ssa veronica Innocenti che si occupa di semiotica dei media.In tutta franchezza le dico che il materiale bibbliografico e' praticamente inesistente e questa potrebbe essere l'occasine per scrivere una buona base partendo dai dati che solo l'archivio del Gambero Rosso Channel possiede.Una sua visione e la sua esperienza sarebbe fondamentale per questa opportunita' che l'universita' mi affida. Quindi le chiedo,sapendo che non e' il luogo adatta,e me ne scuso, se accetta un intervista.So dei suoi mille impegni e quindi se decidera' sono a sua disposizione.Se non potesse l'accesso ai dati sara' piu' che sufficente.
Grazie per il suo impegno televisivo
Mi firmo con una piccola provocazione che vuole essere solo pura autoironia
il cuoco invisibile :-)
A proposito di tesi e interesse per la gastronomia.. Proprio a Bologna ho duùiscusso la mia tesi in Sociologia dei processi culturali su "Il campo culturale della cucina: un'analisi della risatorazione nelle Marche". E scrivo questo post da un corso Ifts in provincia di Ascoli Piuceno su ristorazione, turismo e rpodotti tipici.
Eppur si muove..