16
Set 2006
ore 17:58

Con gli occhi di una guida

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Ho appena mangiato un grande cacio e pepe e sono contento.

Mi ricordo quando a Bologna si partiva in quattro sulla mia 500 per andare a mangiare le più buone tagliatelle del mondo, salvo poi, la settimana dopo, scoprire il locale che le aveva ancora più buone... era una caccia al tesoro (gastronomica) allegra e spensierata di un gruppo di appassionati.

A me la cucina piace, io so cucinare e lo faccio spesso. I tre che erano con me sulla 500 fanno altri mestieri, un avvocato, un ingegnere e uno che la vita l'ha vissuta. Io ho trasformato il gioco in una professione e oggi "faccio guide"

Il fatto è che non mi diverto più perchè il gioco è diventata una kermesse nevrotica nella quale "le più buone tagliatelle del mondo" non esistono più perchè le parole pesano in modo diverso e un aggettivo vale euro, un voto vale immagine, una preferenza viene giudicata ostile da chi quella preferenza non ce l'ha. E invece è ancora un grande gioco perchè come tutti i giochi veri e fatti bene è una cosa molto seria, metafora di vita, specchio di una società.

Parolone pesanti? Ma no, tutt'altro: il cibo, la tavola, la cucina, le mode e le nevrosi che la circondano sono uno specchio e uno spaccato di quest'Italia ma vorrei che rifletteste sul fatto che non siamo solo noi ad essere circondati dal cibo parlato, scritto, filmato, a New York questo succede e così a Londra, a Parigi e Brcellona e nei salotti romani, milanesi e internazionali dove il petroliere parla del suo nuovo vino e il nobile con i lunghi capelli affascina le signore e contemporaneamente strappa un contratto per allestire una cantina al signore molto ricco e con poco tempo. 

Si, ma questi sono fighetti coi soldi e invece noi vogliamo la gente vera che ha poco tempo e pochi soldi da sprecare.

Già, la gente, quella che affolla alcune delle peggiori tavole di Trastevere e non capisce cosa mangia, quelli che aspettano in fila la pizza per mezz'ora, e non è neppure buona. La gente che odia il ristorante XY perchè fa la nouvelle cuisine, vuoi mettere una bella pasta e fagioli... la gente che vuole la trattoria, l'ha sempre voluta ma su cosa si intenda per trattoria sarebbe molto interessante indagare perchè per alcuni vuol dire tradizione e ricerca della materia prima per altri vuole dire solo "dove si spende poco". E non è perchè c'è molta gente con pochi soldi che uno si debba tarare solo su di loro anche perchè a loro di te non gliene frega nulla.

E allora, sbucando fuori dal tunnel della demagogia si può dire che la ristorazione offre mille scelte e se sei ricco-strano-fragile vai a comprarti i jeans firmati che costano 200 euro - vai a mangiare nel ristorante tutto moda, arredo, sushi, crudo e cuoco con un passato in carcere e clienti da rotocalco - che magari è in guida perchè ha un suo perchè come locale - ma la guida ti racconta anche il ristorante in crescita, quello dell'ex di Beck che lavora bene perchè la proprietà gli ha dato tempo, il locale appena aperto e i classici che tengono botta. E ognuno quando legge ha in testa le sue classifiche, le sue "tagliatelle più buone del mondo" che non sono le tue, e si litiga e si discute e questo è/può essere divertente.

Ma è un gioco, vero che è un gioco? Il gioco serio, fatto secondo le regole e come tutti i giochi con un vincitore ma la volta prossima toccherà a me, vedrai.

Le guide sono questo e se non ti piacciono non le compri e lasci che siano altri a giocare ma non trucchi il ragionamento dicendo che ci sono solo i locali costosi, che i cuochi non sorridono più (è vero, non sorridono più o molto poco ma è colpa delle guide o del ritmo dei tempi?) che "la gente" vuole altre cose. Non si deve mai parlare a nome della gente perchè è un falso, si parla per sè e se si hanno pochi soldi si sceglie come volpe nel bosco, si legge, si ascolta e poi si sceglie il locale e il cuoco che vale il nostro sacrificio economico di un pranzo-cena da voler ricordare e che poi, può succedere, si dimentica.

E' questo che succede in ottobre quando sbucano le guide dal nulla e compaiono sugli scaffali e nei titoli dei giornali. E siccome è un gioco i titoli dicono che Pippo ha perso un punto, Pluto ne ha guadagnati due e Paperino non è più lui e allora si incomincia a discutere sui voti e sul perchè non si tolgono i voti ed è la discussione stessa, i titoli, tutto il trambusto a fornire la risposta.

L'estate è finita, per alcuni l'autunno è mite e per altri freddo e nebbioso eppure abitiamo tutti lo stesso paese, così diverso di borgo in borgo, figurarsi visto con gli occhi di una guida. 

commenti 95

Ma non è che anche i clienti sono cambiati? anche loro per colpa delle guide. Scelgono il ristorante/la serata non per il piacere ma per scoprire il punto debole altrui, il punto di rottura della guida, del cuoco, di entrambi. Quando ordinano non pensano alla bontà del piatto ma alla sua complessità - che vedrai come farà smadonnare Pluto - e se sono in 4 a tavola ognuno pretende di fare un'ordinazione diversa - e no, pago, cari miei, e quindi ordino quello che mi pare e questi cuochi-star mi devono servire quello che voglio- che se lo fai a Parigi ti trovi incenerito dal maitre, ma anche a Londra o New York e anche a me da Robuchon quando era Jamine e da Marco Pier Wite a Londra è successo che - no signore, non più di due ordinazioni diverse a uno stesso tavolo - insomma i clienti-gourmet sono cambiati in peggio e i clienti-aspiranti sono la caricatura dei primi e forse tutto questo è frutto del troppo parlar di cibo?
Ma è come la moda, ognuno vestendosi esprime-denuncia la propria personalità e se hai bisogno di scaricare le frustrazioni al ristorante sei messo male e lo sei anche se imiti un guidaiolo e se poi vuoi farti la tua guida inventati un linguaggio e un comportamento tuo, personale che magari porti un'innovazione che di idee buone ce n'è sempre bisogno.

17 Set 2006 | ore 11:58

Mah, non so bene chi avesse in mente bonilli mentre scriveva tutto questo.
Comunque io della kermesse nevrotica me ne riesco a fregare abbastanza agilmente, e mi diverto ad assaggiare cose qua e là.

Poi...in fondo...ognuno si diverte e/o si annoia come può. I rompicoglioni e i lamentosi ci sono sempre stati in tutti i settori, normale che ci siano anche qui...

17 Set 2006 | ore 15:02

Credo che bonilli volesse prevenire le solite filastrocche sulle guide, i cuochi e giù di lì :-)

17 Set 2006 | ore 15:16

Ahhhh...però, uhmmm...impresa impossibile, temo! :-))

17 Set 2006 | ore 15:41

''Ma non è che anche i clienti sono cambiati? anche loro per colpa delle guide''.
sto preparando la guida di identità golose e mi auguro che i clienti siano cambiati per MERITO delle guide, su tutte quella del Gambero...

17 Set 2006 | ore 15:48

Sono convinto che abbiamo creato dei mostri, cioè quei rompicoglioni che di fronte a un vino sparano sentenze e giudicano e stroncano un produttore da una vita, loro che il vino lo hanno approcciato da poco. E chi si trova ad ascoltare pensa in buona fede che siamo tutti così.
Abbiamo creato dei mostri che vanno al ristorante e fanno la scheda, si presentano come "appassionati" e vogliono godere il fascino "dell'ispettore". Mostri che ora si sono evoluti tecnologicamente perchè adesso hanno anche la digitale e così poi pubblicano sul loro blog la recensione. Certo, ci sono i bravi, i talentuosi, quelli che hanno allargato il terreno dell'informazione-critica anche ai blog, ma per dieci interessanti ce ne sono un'infinità patetici.
E comunque, meglio chiarirsi, i mostri sono una minoranza, ma rumorosa e che sembra la totalità. Molte volte, ormai, io provo disagio per il clima che si crea, da sfilatina di moda viterbese o cuneese, nei ristoranti dove mangio e incontro "un appassionato" che non ha il senso della misura e di cosa è la cucina e chi ci lavora e intervista/pretende di intervistare il cuoco e se quello non viene o non risponde, (buffo eh, ma potrebbe essere stanco) diventa un cattivo cuoco.
E va a finire che si farà come negli Usa dove chi apre un ristorante per prima cosa prende l'ufficio PR e se vuoi parlare col cuoco fai domanda scritta.
E tutto questo lo dico per esperienza, senza provare disagio per i nuovi che entrano in campo, non voglio il monopolio e credo nella concorrenza.
Mi spiace solo quando i fratelli De Rege vengono scambiati per la norma del settore.

17 Set 2006 | ore 17:36

Secondo me però la creazione dei mostri è più causata di internet che delle guide.

Perchè è vero che uno "predisposto geneticamente", ispirato dalle guide può giocare a fare l'ispettore mentre è al ristorante, magari con qualcuno che vuole impressionare.

Ma vuoi mettere che botta di ego poter scrivere e farsi leggere da un vasto pubblico e pure da quelli che contano, a spese zero?

17 Set 2006 | ore 19:06

E' uscita 'na ciofeca di frase, nel mio commento precedente, perchè ho cambiato "colpa" in "causata" all'ultimo momento...forse era meglio lasciare le prima...

17 Set 2006 | ore 19:09

... e quindi Bogart direbbe "E' la Rete, bellezza e tu non puoi farci nulla".

17 Set 2006 | ore 20:45

OT: faccio il giro per segnalare un post che ho scritto, perché interessa molti per chiarire i dubbi.
I blogger e le responsabilità per quanto pubblicano

Ciao
Luca

17 Set 2006 | ore 22:53

Vi leggo spesso ma intervengo poco, anzi mai. Però la riflessione di Bonilli, in particolare quanto scritto nel post del 17.09.06 17:36, tocca da vicino una questione che ho a cuore in modo particolare e sulla quale, qualche mese fa, avevo scritto questo: http://www.porthos.it/Archivio/NL_0607/bloganchio.htm
Buon lavoro

18 Set 2006 | ore 10:01

Ma vuoi mettere che botta di ego poter scrivere e farsi leggere da un vasto pubblico e pure da quelli che contano, a spese zero?

vasto pubblico? magari...
c'è chi si vanta di avere nel suo blog venti visitatori al giorno e, comunque, tutto il cavoletto pesa come metà tiratura giornaliera del corriere e una intera del giornale, poi è chiaro che più si è dei mostri della rete e più è facile scambiare il proprio pollaio con l'universo e credere che i quattro gatti e i tre amici, sempre gli stessi, che cliccano nel nostro blog pesino più dei lettori di mura o di petrini
oloap

18 Set 2006 | ore 10:29

Sì quello che dice Paolo è vero. Però una causa della percezione distorta di cui parli è che il pubblico è relamente potenzialmente immenso. Quando uno si sbatte per pubblicare in vecchio stile una fanzine o una rivista indipendente "per dire la sua", sa quanta gente si può raggiungere in base alle copie che stampa e i canali di distribuzione che ha...100...500...2000?

Con internet, uno può facilmente pensare: oggi mi hanno cliccato solo in 20, però fra un mese potrebbero essere 5000. E comunque fra i 20 ci potrebbe essere "quelli importanti". E poi a volte, se uno è proprio frustrato e sfigato, il solo fatto di avere uno sconosciuto dietro un nickname che ti fa i complimenti potrebbe avere devastanti! Coda di pavone immediata! :-))

p.s. a scanso di equivoci, non mi sto riferendo a nessuno in particolare in questo momento

18 Set 2006 | ore 11:23

"Ho appena mangiato un grande cacio e pepe e sono contento". Dove?

Due parole sul discorso blog-forum etc. Anche a me sembra che si stia sopravvalutando l'importanza dell'enogastronomia ospitata da internet. Non so quali siano i numeri dei blog, ma non credo proprio che siano superiori a quelli del forum del gambero rosso. E quelli, di numeri, sono chiari. Se arriviamo a un centinaio di lettori "unici" per ciascun thread, è già molto. Che poi quei cento lettori possano farsi portatori del "verbo forumistico" è anche possibile ma certo improbabile. Per questo accolgo con sorpresa le voci relative a importanti chef che del forum sarebbero attenti lettori. In fondo noi forumisti siamno solo una minoranza. Qualificata?

L'importanza di forum e blog, per gli appassionati, è senz'altro notevole. Ma da qui a trasformare blogger e forumisti in opinion leader ce ne corre. E di questo c'è chi fatica a rendersi conto.

18 Set 2006 | ore 11:49

Sono stato sempre grande sponsor dello sviluppo di un mondo-blog dedicato al vino e al cibo. Ma mentre per il vino si sono sviluppati dei blog ben squadrati, monotematici, i blog sulla cucina - non la propria o solo la propria - non sono molti e francamente neppure innovativi.
La differenza tra una guida-libro-carta e una recensione in Rete dovrebbe essere molto grande, in Rete dovrei respirare l'immediatezza della visita-cronaca, superiore a quella del quotidiano, non dico del settimanale o del mensile che mi pare persino cosa ovvia.
E' un problema di scrittura, di ritmo, di capacità di cogliere l'essenza del ristorante, la vera cifra stilistica del cuoco e il tutto senza problemi di lunghezza ma con l'idea di far vedere il dove, il chi, con foto, con immagini con disegni, già anche disegni, ma il tutto di qualità e non approssimato perchè la Rete non è una discarica, non è il luogo dove mettere a tacere le proprie frustrazioni.
Se invece lo è, si vede, statene sicuri.

18 Set 2006 | ore 16:33

...scusa ma perchè non la fai tu con il papero giallo?
Hai esperienza, hai un blog, conosci l'arte della comunicazione, insomma potresti dare il buon esempio a tutti invece di borbottare come una vecchia pentola di fagioli....

18 Set 2006 | ore 17:15

... la vecchia pentola di fagioli fa già più guide in veste di editore, il blog Papero Giallo serve per cuocere i fagioli... tu fai il ristoratore... e gli altri fanno dell'altro. Speriamo che Bernardi abbia in serbo qualche sorpresa :)

18 Set 2006 | ore 17:59

Quindi se tu fai cuocere i fagioli ed io faccio la pasta, speriamo che Bernardi porti le cotiche così facciamo una bella pasta e fagioli con le cotiche.
La cavoletta fotografa la nostra ricetta e viaggiatoregourmet l'assaggia e la recensisce.
E' il grande circo mediatico dei food blogger ...

Mucca

18 Set 2006 | ore 19:34

e il vino lo porta tigullio

18 Set 2006 | ore 20:00

...e Ziliani lo recensisce...

18 Set 2006 | ore 20:23

non essendo stato invitato alla mensa sarebbe buona cosa per me tacere... ma la discussione potrebbe rispondere a interessanti questioni e quindi:
(1)
è solo una questione di fittizia "botta di ego" o possiamo parlare anche di grandi solitudini e inespugnabili (nel tuo blog puoi smettere di rispondere alle critiche quando vuoi) deliri di onnipotenza? che qualità può offrire questo equivoco? alcune migrazioni dalla discussione forumistica (tutti sullo stesso livello gerarchico) ai blog (io sentenzio, voi commentate) dovrebbero far riflettere...
(2)
i clienti sono cambiati per colpa/merito delle guide. Ma le guide sono sempre uguali a loro stesse negli intenti e nelle forme? Hanno innescato o subito il meccanismo di imbarbarimento che ha generato i "mostri" che chiamano passione il loro essere "rompicoglioni"?

Non è tutto bianco o tutto nero, ma c'è sempre tempo per aggiustare il tiro, per riprendere il filo. Le guide hanno avuto grandissimi meriti, concordo con Paolo, ma è necessario, da tempo, che chi le fa si riappropri del loro reale motivo d'essere.
Per il resto, tutto il resto, arriverà il tempo della "moria delle vacche"...
Buona pasta fagioli e cotiche!

19 Set 2006 | ore 10:06

Il punto 1 mi interessa non poco: nel forum del Gambero Rosso ci sono persone che intervengono su tutto ma non intervengono mai in questo blog. Nessun problema, figurarsi ma alcune domande si.
a) Non intervengono perchè è il blog del capo.
b) Non intervengono perchè il blog non è, per definizione, democratico.
c) Non intervengono perchè preferiscono cazzeggiare e il blog è troppo serio.
d) Altro.
Per il resto, cioè "il riappropriarsi del reale motivo d'essere delle guide" dedicherò un post specifico sperando che intervengano anche coloro che qui di solito non scrivono - se hanno qualcosa da dire -

19 Set 2006 | ore 15:26

Questa me la servi su di un vassoio d'argento firmato Christofle: "Nel mio blog i ciccini non riluttanti intervengono"
Prova a chiamarli Ciccini pure tu...e insultane qualcuno ognitanto....

Mucca

P.s.
Son 5€ per la consulenza.
Se vuoi iscriverti ad uno dei miei corsi di comunicazione e persuasione sono aperte le iscrizioni.

19 Set 2006 | ore 16:11

Io ho un buon ricordo del forum e di chi ha introdotto "ciccini" e di sicuro non eri tu, magari facciamo un concorso. Sugli insulti, invece, non ho dubbi, sei un campione, forse non il primatista ma vai forte.
Ma esaurita la battuta le quattro ipotesi restano senza risposta. Nulla di grave, solo la conferma che le discussioni risultano sempre difficili quando si tratta di uscire dal generico o dal ripetitivo o quando si tratta di confrontarsi con chi è protagonista - in questo caso non la persona ma il gruppo di lavoro del Gambero Rosso - anche perchè io il blog non lo uso come salotto ma lo uso per lavoro, è proprio uno strumento e lo trovo utile per capire.
E, come tu mi insegni, sul lavoro si fa sul serio, non si scherza.
Comunque facciamo un patto: quando tu all'Osteria n.7 ti comporterai usando lo stesso linguaggio del tuo blog io nel mio blog userò termini da scaricatore e borgataro con i ciccini :)

19 Set 2006 | ore 19:06

Il termine ciccini lo usò per la prima volta un mio ex e caro socio, l'utente Mulligan del quale riserbo un piacevole ricordo soprattutto per gli assist che ci lanciavamo nelle discussioni del forum del gamberorosso. Eravamo stati soprannominati dai militanti della Slow Food con i nomi di Dolce e Gabbana :-)
Erano altri tempi, e in quel periodo mi divertii parecchio ed il forum era uno strumento utile per capire e comprendere molte cose della ristorazione italiana. Chi eravamo, cosa stavamo facendo e dove saremmo andati e fin quando avrò aria nei polmoni ti ricorderò un giorno si e un giorno si che se oggi il livello del forum è di bassissimo ceto è per colpa tua, quindi se dovessi dare una risposta opterei per la soluzione n.C

A proposito, oggi ho conosciuto un tuo compaesano, Giancarlo Roversi, ritiene che il sottoscritto sia un eccellente comunicatore ed oggi non ho neanche aperto bocca, evidentemente faccio progressi.

Per quanto riguarda gli insulti meglio parlarne a bassa voce, gira voce che la mia disdetta a Squisito Blogcafé sia dovuta alla mancanza corposa di un sistema di sicurezza capace di vigilare sulla mucca più pazza di tutto il web.

Mucca

19 Set 2006 | ore 20:25


Mi permetto di entrare nel merito della questione, portando il mio “modesto” contributo, considerato che ultimamente anche su altri “canali” mi sento decisamente sotto osservazione e vengo considerato un “mostro” … per il “servizio” amatoriale reso … ;-)
Solo perché la tecnologia spaventa qualcuno… che evidentemente non la sa gestire od utilizzare, sembra incredibile che con mezzora di tempo la sera , una macchina fotografica digitale e un po’ di voglia… un BLOG sul Web e quattro PR nei posti giusti … si riesca a realizzare un “prodotto” decisamente valido.
Sembra incredibile che i professionisti del settore non siano già online con servizi ad alto valore aggiunto… evidentemente si circondano di “pessimi” consulenti , ma è abbastanza la norma quando NON si vuole spendere soldi e poi obiettivamente Internet per il momento è ancora un gioco… e non ci si fanno soldi VERI.

Mi fa piacere Bonilli che il “gioco” del “girare” ristoranti per LEI sia diventato lavoro… anche per me è stato lo stesso con l’informatica ed il Web e quindi capisco benissimo, quanto sia stimolante in particolare all’inizio. Ma quando poi si devono fare i conti con la cassa… e con altre persone, da motivare, da fare crescere, da “stimolare” quotidianamente per “mantenere” un prodotto di alto livello , dovendo fare i conti con il budget e con persone che neppure lontanamente condividono lo stesso entusiasmo e la stessa motivazione… ecco che allora anche NOI (Boss) NON ci divertiamo più… perché chiaramente facciamo altro (Amministratore Delegato/DG) , e non possiamo fare più quello che ci divertiva…prima… a quel punto il giocattolo rischia di rompersi, perché ai suoi collaboratori interessa il bonifico dello stipendio e basta… non se le cose vanno male o vanno bene...

Concordo altresì con lei Signor Bonilli che il mettere in piazza le proprie “frustrazioni” sul Blog si vede… eccome se si vede…

Io da metà Giugno 2006 racconto in un Diario “personale” oltre che decisamente “amatoriale” per il tempo che ci dedico, il mio “viaggio” alla scoperta della ristorazione che incontro nel mio quotidiano, triangolando le numerose guide… (4 nel mio caso) … ho ricevuto la newsletter prima di un noto “Guidaiolo” che diceva… “sulla Milano-Torino diversi i locali che cambiano gestione… adesso escono le guide e sono già vecchie… “ 30 minuti fa ero al Four Season … (Longo) altra Guida altro Regalo…
Mi sto, diciamo “acculturando” … sul VOSTRO “vecchio” mondo, il futuro è ONLINE ma come sempre chi è leader nell’ offline perde il treno dell’online... è dal 1994 un triste destino… in tutti i settori.

Io nel mio piccolo… sto realizzando da solo il prodotto che non c’era … certamente non ho la coscia lunga della PR rampante che “spoglia” gli Chef e rende i suoi articoli più interessanti… al momento da semplice Cliente sconosciuto… e non da Ispettore / Giornalista / Guidaiolo o professionista… cerco ancora di DIVERTIRMI al ristorante.

Ma credo di aver ben inteso quello che la gente comune vuole farsi raccontare, e con quale linguaggio … ed il ricevere quotidianamente contributi di stima mi ripaga ampiamente.

Forse la gente vuole solo sognare ? Vuole vedere come sono fatti questi piatti “inavvicinabili” vuole vedere , vedere , più che leggere… vedere più che “mangiare” si perché a guardare le foto siamo capaci tutti , a leggere e parallelamente a scrivere diciamo di no… , come a mangiare spendendo oltre 100€ senza capire il perché di tanto “sperpero” .
Ma basta comprendere i propri limiti, in effetti quotidianamente leggo numerosi “vaneggiamenti” di “colleghi” appassionati , che vogliono fare il gioco dei professionisti e scrivono solo per loro stessi e le solite 10 persone... ma “poveri” non se ne rendono conto, sono li da anni forse da 3 da 4 chi da 10 e sono ancora li che scrivono... e si riscrivono … sempre tra di loro … mah … ;-)

Tornando al MIO lettore… quello vero … quello che mi interessa (e non la popolazione di “fanatici” che popola anche questi “lidi” , e quindi 54 milioni di italiani… non i 100.000 di Altissimo Ceto… o i 5.000 “scienziati” del gusto, senatori della forchetta, e cattedratici in genere .. ;-)

Allora il target è lo stesso… per Altissimo Ceto! come per Lucignolo Bella Vita… chi lo guarda ? chi la bella vita la fa ? o chi la vorrebbe fare ? Il bello dei giorni nostri è che “molti” vogliono essere veline e calciatori per i soldi che possono spendersi e per lo “status” che questo determina… e pensare che nelle generazioni precedenti ogni tanto qualcuno diceva… Se divento ricco ! Mangio tutti i giorni al ristorante! … altri tempi…

Poi questo “profeta” del Web Bernardi… quando sono arrivato io a metà giugno 2006 , non ho avuto modo di incrociarlo sulla rete… il sito è tutt’ ora “oscurato” e la cosa per un conoscitore del Web come il sottoscritto, è inquietante, e determina inequivocabilmente che i contenuti erano li solo per fare Business... ma infatti lui era un PROfessionista giusto ? avete forse litigato sulla busta paga ? ;-)

Io continuo il mio viaggio da semplice appassionato… i professionisti siete voi, cercate di dare il buon esempio.

Speriamo che “Mosè” (citazione che rubo a oloap, usata nei miei confronti… sul Blog di mucca ) Bernardi si RI-manifesti a breve e VI indichi la via.

Viceversa sarò costretto IO , ed eventualmente altri “incapaci” che verranno, a ricoprire un “ruolo” con idee brillanti ed iniziative che potranno riscontrare interesse, non necessariamente PER e DA gli addetti ai lavori.

Forse perché nel mio quotidiano sono l’unico che con questi Ristoratori e Chef ci parla degli interi pomeriggi, senza avergli nulla da vendere e senza aver nulla da offrire in cambio ...

Saluti e … dimenticavo … Buon Lavoro.
Claudio Sacco (Viaggiatore Gourmet Alias Altissimo Ceto!)

19 Set 2006 | ore 21:17

E' buffo che un libro-guida ricco di informazioni e che permette a molti di orientarsi, fare scelte e scoperte venga visto come il vecchio e 22 o 32 o 42 o 100 recensioni sul blog siano il nuovo. Io questa contrapposizione non la faccio, seguo la Rete e quello che vi accade, progetto e non dico o anticipo prima di fare.
Noto però un'ingenuità di fondo, il bisogno di andare dai grandi e solo da loro e vedo che siamo ancora lontani anni luce - secondo me - da come potrebbe essere un racconto-in-Rete della ristorazione ma penso che tutto sia utile, anche gli errori altrui, che per me sono oggetto di studio e di esperienza.
La Rete c'è dal 1995, non è che c'era bisogno dell'ultima tecnologia per fare "le belle recensioni" ma io capisco la sua passione e l'apprezzo.
Detto questo mi piacerebbe e anche mi farebbe comodo vedere in giro qualcuno che butta lì idee nuove, linguaggi innovativi, format geniali ma, francamente, lei vede in giro il nuovo che avanza?
Bernardi era una citazione ironica perchè con Peperosso aveva introdotto un linguaggio e uno spirito nuovo. Non so se sia Mosè, so che in giro non vedo dei Meucci, Marconi o Edison e non è questione di professionisti o dilettanti ma di nuovo o vecchio, qualità o routine, linguaggio nuovo o linguaggio vecchio.
Con il massimo del rispetto e della simpatia.

19 Set 2006 | ore 23:16

Gentile Bonilli,
Nel mio intendere “vecchio” considero solo la “latenza” della recensione sul vecchio media cartaceo, per fare un esempio, sabato un ristoratore mi diceva che è aperto da 6 anni e il primo anno è entrato in Michelin … peccato che la descrizione è sempre la stessa da sei anni… (…nuova e giovane gestione…).
In questo contesto i new media rappresentano il NUOVO, per il valore intrinseco rappresentato dall’ update” della base dati. Certo non il Call Center del gusto … a 2,4€ al minuto… di cui ho già avuto modo di parlare… ;-)
Ho letto con interesse la sua considerazione sul giusto format della RECE online e su nuove idee , condivido certamente, ma un conto è dedicare mezzora la sera per mettere online 15 foto e scrivere 15 frasi per completare il proprio diario… con la moglie che richiede attenzioni… e un conto è offrire servizi dinamici e di contenuto ad una community , pensando ad interviste (audio / video / disegni… ) agli Chef e ristoratori, visita (cronaca) alle cantine e alle cucine (backstage) valorizzando anche le “seconde linee” , potendoci lavorare dalla mattina alle 08:00.
Non mancano le idee Signor Bonilli, in Italia siamo tutti dei creativi… sono altre le cose che mancano a mio parere.
Per quanto riguarda i grandi… all’inizio mi sembra inevitabile come in tutti i settori, rivolgere a loro le prime attenzioni anche perché sono molto generosi nel raccontarti e spesso disponibili ad aiutarti… se riscontrano passione ed entusiasmo “incondizionato” , poi consolidato il vertice della piramide piano piano si scende a scoprire il nuovo che “emerge” .

Buona giornata, si va al lavoro…

20 Set 2006 | ore 08:20

La latenza della recensione è proporzionale alla latenza a casa del cliente. Mi spiego: in Italia si va al ristorante, anzi, si va "a mangiare fuori" sempre negli stessi posti. Sono pochi quelli che girano, cercano, rischiano. Le guide devono prendere gli uni e gli altri e i nuovi. Sono libri, è vero, che si stampano e hanno una dose di invecchiamento proporzionale al passare dei mesi ma, chiedo, se esistesse una guida in rete quali sarebbero le sentinelle che segnalano i cambiamenti, e quante dovrebbero essere?
Perchè è chiaro che io dalla guida in rete voglio una foto in tempo reale, via il cuoco e tu me lo dici, cambio di gestion e segno di attenzione sulla scheda. E chi sono, i ristoratori a segnalare? Mi viene da sorridere se penso ogni anno a quelli che ti dicono le ferie sbagliate, che non ti dicono il cambio di telefono e non segnalano chiusure per lavori a chi passa - come cliente - e quindi non fa il terzo grado. Anche in questo caso la migliore tecnologia senza la collaborazione umana risulta un bel giocattolo inutile.
Detto questo, se la Michelin pubblica da sei anni la stessa micro scheda vuol dire che non c'è più andata in quel ristorante. E' la loro furbizia, dietro al mistero... poco. E sembra tantissimo :)

20 Set 2006 | ore 10:41

wow...
che aria frizzina che tira!!
se permettete dico la mia da cliente. e' vero i clienti sono cambiati anche per merito vostro, sono + attenti, sono disposti a spendere a patto di trovare la qualità che grazie a voi hanno un poco imparato a riconoscere. e tutte le forme di consocenza sono gradite (guide blog o latro) purchè si rispetti la buona fede e non sempre è così. poi l'altro lato della medaglia : le stesse giude gli stessi blog hanno creato dei mostri; gente che agita forsennatamente il bicchire se è in enoteca o fà le pulci a tutto quello che è nel piatto se è al risatorante e questo solo perchè fa figo.
io aspetto come tutte le mode passerà e si tonerà come in tempi non sospetti a mangia re " un cacio e pepe meraviglioso"
grazie

20 Set 2006 | ore 11:05

Caro Viaggiatore ''Io nel mio piccolo… sto realizzando da solo il prodotto che non c’era''

credo che una frase così non la pronuncerebbe nemmeno Carlo Petrini per Slow Food o Bonilli per il Gambero, l'ultimo pensi fu Dio riferito al creato (che, comunque, molti ritengono non esistere. Dio, non il mondo)

20 Set 2006 | ore 14:43

Gentile Oloap,

Io parlo per fatti oggettivi, ed in ogni caso non sarebbe la prima volta nella mia vita che mi capita di "inventare" dei prodotti.. probabilmente è il mio "mestiere" .. ma questo è un altro discorso, per fortuna esistono anche tante brave persone , che di “mestiere” raccontano quello che “realizzano” gli altri…

Quando mi sono affacciato al mondo della Ristorazione da “Gourmet” appassionato … con il mio Background Web , prima di “declinare” alle guide cartacee (ovviamente per motivi di BUSINESS non consultabili online) ho cercato sulla rete qualche traccia , qualche indicazione… ho trovato solo il sito del MANGIONE.IT il più decente tra uno sterminato “mausoleo” di siti di recensioni di Ristoranti più o meno chiusi , più o meno aggiornati.
E molte altre centinaia di recensioni “Barocche” in altre “location” Forum Gambero , IDR , e molte di queste … per il sottoscritto ancora oggi decisamente “incomprensibili” di Gourmet Viaggiatori che mi hanno preceduto e che mi precedono, si perché di “scienziati” del gusto è pieno il mondo , tanto più il Web, dove sono tutti troppo avanti .
Ma io mi annoio a leggere 4 pagine di Recensione “pippa” senza foto o con foto che “mortificano” il piatto in sé e non dicono nulla… per poi chiedermi si ok bravo… ma in sostanza , cosa si mangia ? Quanto costa ? , Chi è lo Chef e da dove arriva ? , Ma l’indirizzo ? uno straccio di telefono ? e via discorrendo…

Da Giugno… un giorno si e un giorno anche , vengo “spammato” da gente che apre portali e siti dicendo.. ecco la guida online ai ristoranti di Roma, ecco quella di Milano, di Rimini, della Lombardia , quella di mio nonno e di mia zia.

Quando io “monitorando” da Google le ricerche di parole chiave anche georiferite “percepisco” che aprono un sito destinato a 200 persone al giorno che cercano… ancora troppo poche oggi… per giustificare siti del genere… senza contare i contenuti… praticamente inesistenti o dei copia/incolla dalle guide! Gambero Compreso! Bonilli c’e’ pure qualcuno che le ha ricopiato la guida online… vabbè.

Io sono un semplice Mangione/Fotografo (mi dicono) , e sono convinto che sulla rete (perché ci so guardare bene) in questo momento dei POCHI locali che ho visitato le mie “Recensioni” siano quelle ritenute più utili, aggiornate, COMPLETE ed interessanti, quantomeno oggi lo sono per me e per quei 3 utenti al giorno che capitano evidentemente “accidentalmente” nel mio BLOG e che sempre accidentalmente si complimentano in relazione al “servizio” / “prodotto” che non c’era.

Ma sono qui pronto per essere smentito… oltre che per imparare…

Ad ogni modo io continuo il mio viaggio sereno e tranquillo… con il mio passo, non ho fretta, mi sembra che siete voi ad averne di capire…

Cosa poi…?! me lo spiegherete un giorno …

Saluti, che torno al lavoro... se no chi me li paga i conti… ;-)

20 Set 2006 | ore 15:48

caro Sacco, a parte il piacere della discussione non ho capito che cosa vuole dimostrare.
Lo devo dire che il suo marchio è ancora debole?
Devo dirle che ho un marchio forte facendo la figura del "lei non sa chi sono io"?
Parliamo delle sue foto? Non sono belle. Sono utili? Forse per una porzione di pubblico. Lei sta inventando il nuovo? Se lo sta dicendo da solo e la vedo contento. Sono contento anch'io ma se vuole un mio parere lei è il vecchio che va in Rete, senza offesa.
Io poi non sto a dirle che conta storia, esperienza, relazioni ecc... perchè vedo che lei è autore e imprenditore però, sinceramente mettermi a leggere le lenzuolate delle sue recensioni io lo trovo ininteressante anche perchè mi domando chi sia lei per dire a me (me generico, me lettore ecc...) cosa è buono o meno buono, cosa le è piaciuto e così via.
Magari lei è il più bravo del mondo ma per ora lavora nei ritagli di tempo perchè guadagna altrove.
Se è così convinto della bontà e qualità del suo operare passi a tempo pieno nel settore... o ha paura?

20 Set 2006 | ore 17:09

caspiterina Claudio,
era per dire che è meglio che certe cose siano dette dagli altri (per la serie lodarsi/sbrodolarsi), non un denigrare il suo encomiabile e prezioso lavoro
amen, in futuro mi asterrò
nemmeno avessi dato un voto alla messa del papa

20 Set 2006 | ore 17:17

Gentile Bonilli,
Non devo dimostrare nulla, infatti si fa tutto per il piacere della discussione, ma è stato lei all'inizio di questo post a "stimolare"
il contributo, "lamentando" la "latitanza" di qualche nuovo "mostro"... che intervenisse su questi "schermi ;-)
Comprendo bene il suo posizionamento e lo rispetto, e me ne accorgo quotidianamente quando mi confronto con il cliente medio della ristorazione...
Se gli parlo del mio Blog, di dove metto le recensioni… il nulla … se gli parlo del “Forum” del Gambero Rosso… pur non comprendendo la parola Forum… solo per aver pronunciato Gambero Rosso divento automaticamente uno “scienziato” per lui… incredibile il potere del suo Brand , il mercato dei non addetti ai lavori oggettivamente lo percepisce allo stesso livello di Michelin o addirittura superiore. Certamente i Ristoratori o molti di loro “vivono” SOLO per la famosa stella (in termini di riconoscimento) e poco si interessano … a quel punto dei giudizi di Gambero ed Espresso… mi dicono sempre … il lavoro quello vero lo porta solo la Michelin … ma quale lavoro ? sarà vero ?
Tanto di cappello comunque Bonilli la sua è una posizione chiaramente (sul percepito) dominante del mercato… su chi come dice lei non va al Ristorante… ma esce a “mangiare” .

Tornando a noi… io non sto inventando nulla per il momento, e le mie foto fatte con 2 secondi di posa senza luci e la digitale non sono belle per lei ma non costano niente… quelle belle costerebbero più di quello che la gente è disposta a spendere per vederle… io diciamo che offro un ottimo rapporto qualità / prezzo ;-)
Sull’elemento soggettivo dei miei giudizi , le do pienamente ragione, dare voti e in modo troppo sintetico parlare di temperature , consistenze al palato, gusto… ma che alternative ci sono ? Lasciare solo la foto ? … si! qui in effetti bisogna “inventare” qualcosa di diverso, concordo ;-)
Riguardo il passare a tempo pieno nel SUO settore… oggettivamente rischierei di non divertirmi più per una serie di considerazioni fatte in qualche “post” più in alto… Dipendenti , Costi Fissi … quindi mi “limito” a coltivare la mia passione nel mio “orticello” .

E nel mio quotidiano come giustamente mi fa osservare porto avanti la mia storia, la mia esperienza, aumento le mie relazioni …

Per Oloap,
Non astenerti , lo sai che sei il mio preferito tra tutti i “senatori” della forchetta

Buone cose.

p.s. Se questo è il confronto aperto e schietto che “cercava” bene … se i miei “toni” la disturbano viceversa torno nell’ombra… perché io le porto infinito rispetto per lo spazio che mi sta dando qui sopra.

20 Set 2006 | ore 18:49

Ho trovato interessante e stimolante il nostro scambio di opinioni e, come ho scritto poco sopra, io non dimentico mai che anche in questo momento "sto lavorando" Certo, è la parte del lavoro che mi piace, scambiare opinioni, sentire cosa dice e pensa l'altro. Vediamo cosa succederà nei prossimi mesi...

20 Set 2006 | ore 19:45

cazzarola viaggiatore,
non andare oltre soprattutto non promuovermi senatore a vita che non mi sento ancora una mummia

20 Set 2006 | ore 23:44

ora va meglio....
ricordatevi che state tutti e due dalla stessa parte o no ?????

21 Set 2006 | ore 12:13

Ho già criticato in altri lidi VG. Ovviamente non ho nulla contro di lui(non lo conosco) ma non mi piace il suo approccio al mondo della ristorazione. Sarà perchè il suo modello a quanto ho capito è Lucifero Bella Vita(che se non è tv spazzatura poco ci manca), sarà per questa ricerca spasmodica del difetto,della notizia, dello scoop..Non è che io prenda troppo sul serio me stesso(le cose che ogni tanto scrivo io possono essere anche delle benemerite minchiate) ma prendo molto sul serio chi nelle cucine ci passa tutto il giorno e dedica la sua vita all'accoglienza e alla ristorazione.Credo che perdersi a descrivere fiori o mirtilli non sia il messaggio giusto che debba passare. A tutto c'è un limite: con l'uso della digitale al tavolo abbiamo spostato un pò il confine del "sopportabile", usare registratori,telecamere o quant'altro mi sembrerebbe veramente eccessivo. Temo fortemente che persone come lui renderanno insopportabili ai cuochi anche chi si limita a fare qualche foto e a godersi sul serio la cena senza voler scannerizzare ogni ingrediente.

21 Set 2006 | ore 15:29

E' quello che temo e ho provato a dire. Mi fa piacere che sia un appassionato che lo dice altrimenti può sembrare che è l'editore geloso del suo piccolo spazio. Io dico che va bene che si allarghi l'informazione ma immaginare una sera e cena e vedere dieci tavoli e dieci flash scattati ai piatti mi dà l'idea di un mondo impazzito. E capirei i cuochi che dopo aver vietato i cellulari dicessero no alle foto.

21 Set 2006 | ore 15:56

Caro Direttore,
sottoscrivo in pieno l'ultimo commento di Rob 78.
A tal proposito, per meglio valutare l'approccio di VG alla ristorazione, mi sembra illuminante la recesione dell'Albereta ove lo stesso ha fatto notare, con tanto di dettaglio, una crepa sul muro.
Ogni commento mi sembra superfluo.
Saluti.
Giuseppe Grammauta.

21 Set 2006 | ore 16:58

Takel (si scrive così ?)Bonilli, complimenti, una bellissima discussione. Adesso una domanda.
Per comunicare la ristorazione online secondo lei è più importante fare un buon *prodotto* editoriale o scrivere di cose vere, emozioni, qualcosa che sia magari più difficile da vendere ? 'ché non sempre le due cose vanno a braccetto.

Lo chiedo perché sono perplesso. Da un lato critica il mondo di mostri di cui siamo circondati e a cui - certo - anche le guide ed il caos mediatico hanno contrinbuito, dall'altro invita in CASA l'amico Massimo Bernardi, che stimo moltissimo come professionista ma che in fondo non sembra avere tutta questa sintonia con l'emozione e l'umile rispetto che - a ragione ! - le procura il cacio e pepe ? Non è un po' dire che si odiano i mostri, che è un po' colpa nostra ma poi...non ti curar di loro guarda e passa ?

Ed intendiamoci, onde evitare qualsiasi fraintendimento, ribadisco quanto anch'io, nel mio piccolo, abbia corteggiato il buon vecchio Massimo.

Ma sono cose che si fanno per l'audience, per la comunicazione, per il marketing relazionale, mica per il credo editoriale, che magari trova la sua migliore espressione in un post così, un sabato pomeriggio, di ritorno da un cacio e pepe.

21 Set 2006 | ore 17:53

a questo punto, in compagnia di Filippo, non mi resta che aspettare con ansia il nuovo post che Bonilli ha promesso di dedicare al "riappropiarsi del reale motivo d'essere delle guide". Sinceramente con ansia.

Claudio Sacco, oltre il sussiego, il suo "motivo" sembra averlo espresso e difficilmente diventerà il mio pigmalione. La distanza è tanta per le ragioni esposte da rob78 e tanto altro.

Perchè si fa una guida e perchè si seglie di farla proprio in un determinato modo rimane il punto di partenza per un interessante nuovo dibattito.
Attendo speranzoso.

21 Set 2006 | ore 18:29

Tanti nemici ... tanto onore si dice. Mi fa piacere che "Rob78" e "Legale" notoriamente "contro" le "iniziative" del sottoscritto, si siano fatti vivi... mi fornite a riguardo uno spunto di approfondimento. Il sottoscritto non usa MAI il Flash, e quindi non disturba nessuno, eseguo i miei "servizi" a pranzo (luce naturale) con i locali spesso "semivuoti" come tristemente sapete.

Se poi la "gente" vive con il telefonino e la fotocamera integrata scattando a qualunque cosa si muove sotto i suoi occhi, non ci posso fare nulla ed evidentemente è un problema che non mi riguarda.

Riguardo la "crepa" sul muro di Marchesi .. bisogna essere capaci di vederla.. evidentemente la mia soglia di attenzione al dettaglio è superiore..
e nessuno si era mai seduto da quella "prospettiva" evidentemente.

Dai Santini non ci sono crepe sui muri... ed infatti ci sono anche le tre stelle...

Saluti e "Caci". Per rimanere in tema.

Un ultimissima... la vedo poco aggiornato Bonilli.. oltre al cellulare anche le fotocamere sono già VIETATE in locali di un certo "tenore". Per fare un esempio recente per il sottoscritto, DalPescatore
all'ingresso campeggia un cartello ben evidente.

Io la finirei qui... ;-)

Come dice il "saggio" Bonilli aspettiamo qualche mese... poi ne riparliamo.

21 Set 2006 | ore 18:47

Caro Direttore,
il tono della risposta di VG, e le sue "perle" dispensate a tutti i suoi interlocutori non fanno che confermare il tipo di approccio che questo signore intende usare.Io
sono del parere che di tutto bisogna prendere nota ma poi...basta l'oblio.
Saluti.
Giuseppe Grammauta.

21 Set 2006 | ore 19:36

Questa discussione credo sia bella e utile e non solo per me "che sto lavorando".
Utile perchè aiuta il ragionamento ad andare avanti ovvero fa capire perchè lo sviluppo del settore è fermo. Come molti di voi leggo o sfoglio tutto quello che esce in edicola sulla materia, navigo un paio di ore al giorno perchè ho deciso che è tempo-lavoro e posso quindi permetterlo. In Italia e all'estero non ci sono esempi ecclatanti di guide e le nostre, qui in Italia, parlo di guide vere e non guide-copiate-rubate - guide di carta - non hanno nulla da invidiare a quelle straniere. In Rete invece stiamo tutti studiando-sperimentando e quindi i giochi sono ancora tutti aperti. A parte Sacco, che fa della sicurezza un'arma per farsi strada in società, mi sembra che siamo tutti abbastanza cauti. Io lo sono anche se sto sperimentando e ora, mentre scrivo, potrei dire che ho un database di 2000 ristoranti visitati, di 15.000 vini schedati e giudicati, di 2500 alberghi - detto questo posso fare molte cose ma intanto posso dire di avere già speso un mucchio di soldi e che ci sarà qualcuno che presa la guida vini o ristoranti o alberghi o Roma o l'Almanacco del berebene copierà a man bassa per farci "cose sue" così come c'è chi da sciacallo ha fatto gambero rozzo firmandosi coll'aggettivo ma rubando gambero.
Bene, se c'è chi ruba, chi copia, chi si ispira, chi per coincidenza fa cose uguali alle tue - essendoci anche alcuni che fanno invece cose buone e autentiche - essendo questo lo stato delle cose dove e come si guadagna in Rete immettendo questi dati-gioiello e non essendo la tecnologia il vincolo?
Questa è la vera domanda e per ora non c'è risposta certa, almeno per me gambero vero e non rubato.

21 Set 2006 | ore 20:45

Vedendo la piega che ha preso questa discussione, (oltre a prendere atto che Paolo Marchi è stato catalogato fra le antichità...huh!) direi: il web tutto sommato non è tanto diverso dalla TV. Puoi cliccare a caso con livello di attenzione quasi azzerato e prendere per buona qualunque cosa leggi; oppure riflettere, confrontare, dubitare, approfondire ciò che vedi.
Così come puoi premere i pulsanti del telecomando e sorbirti qualunque cazzata passi gratuitamente sullo schermo oppure fare l'abbonamento alla tv satellitare e poi scegliere le cose di maggiore qualità.

Insomma, dipende un po' da cosa vuole il lettore: passare un po' di tempo intrattenendosi? Informazioni più affidabili possibile?
E che tipo di informazioni cerca?
Vuole leggere punti di vista diversi per compararli?
O cerca verità in pillole per confermare ciò che già pensa?

Insomma i mostri nascono (e non mi riferisco a nessuno in particolare), ma crescono solo se qualcuno li alimenta...

21 Set 2006 | ore 23:58

Forse Bonilli ha ragione. La rete appiattisce un po' tutto e tutti e consente al plebeo di parlare col patrizio, i giochi sono aperti e moltissimi sono coloro che ancora stanno cercando di capire.

Per quanto riguarda la mia giovane esperienza, la risposta alla domanda del direttore è : il traffico. Guadagneranno i siti, blog, portali, giornali online che faranno traffico.

Alcuni ostacoli sul cammino :

1) si potrà guadagnare quando vi sarà un numero sufficiente di aziende disposte ad investire capitali considerevoli e quando gran parte dei budget di comunicazione si saranno spostati dai media tradizionale ad internet.

2) questo consentirà di liberarsi dalla schiavitù della pubblicità low cost offerta dai motori di ricerca come unica via.

3) al contempo, in una rete sempre più vasta e ricca di contenuti, coloro che intenderanno fare informazione a livello professionale dovranno offrire contenuti di qualità sempre più alta ma nel contempo

4) sarà finalmente ipotizzabile un vero e proprio mercato della pubblicità online.

A mio avviso stiamo proprio assistendo ad una lenta transizione dei capitali, dall'offline all'online. Transizione della quale il calo di introiti pubblicitari da parte delle reti televisive sembra essere maggior segnale.

Le microrealtà a mio avviso potranno ambire a risultati economici solo riunendosi in gruppo.

Ma sono convinto, mentre è ampia la schiera di coloro che la ritengono già morta, che la pubblicità online, soprattutto in Italia, abbia ancora da esplodere.

22 Set 2006 | ore 00:18

Beh, chi ritiene la pubblicità online già morta mi sembra che sbagli di grosso. Comunque l'attuale modello vincente è Google, 6 miliardi di dollari di fatturato, quasi tutta pubblicità, e una capitalizzazione di borsa di 144 miliardi di dollari. Credo che Gates abbia perso ma la sua agonia sarà lunghissima e ci danneggerà tutti.

22 Set 2006 | ore 00:23

Google è un modello vincente di esempio per i big players
dell'information tecnology, per i motori di ricerca, per Microsoft
ed Msn che hanno preso tardi il carro e sono ancora lì a mangiarsi le dita.

Non certo per gli editori dacché Google non è un editore (in realtà è molto più furbo, usa i contenuti degli altri per guadagnare).

Sono convinto che per creare un vero mercato della pubblicità online, almeno per settori, occorra - anzi sia indispensabile - fare sistema.

22 Set 2006 | ore 00:57

FERMI TUTTI!
Google guadagna sulla pubblicità?!?!
Temo non abbiate capito nulla del web!
Google faceva mostruosi profitti PRIMA di cominciare a vendere quegli spazietti che trovate ora di lato o sui siti collegati.
Allora il quiz di oggi è:
come ha fatto a guadagnare Google per alcuni anni?
Vediamo chi indovina....

22 Set 2006 | ore 09:10

Non è un caso che il nostro ex-presidente del consiglio, proprietario di media tradizionali e di una tra le più grandi concessionarie pubblicitarie abbia fatto cassa pronto per aggredire chi ha in mano "i cavi" di internet.
Non so se lo lasceranno comprare ma dove risieda il futuro della comunicazione e contestualmente della pubblicità credo che ormai sia chiaro !

22 Set 2006 | ore 10:11

L'ex presidente se ne fotte dei cavi (leggi le ultimissime dichiarazioni) e dei debiti correlati.
Lui gestisce con una sua società, tutte le reti dell'Amministrazione Pubblica italiana: in pratica tutti i dati dello Stato....non so se mi spiego!
Aspetto ancora la risposta all'indovinello "GOOGLE"!

22 Set 2006 | ore 11:16

Dicci Antonio, dicci !

22 Set 2006 | ore 11:36

Non fare lo spiritoso...... :-p

Fino al 1998 i motori di ricerca (Altavista, Lycos, chi se li ricorda?) erano pieni di pubblicità e immagini da fare schifo: ogni volta fare una ricerca con i modem a 56k era uno strazio.
Poi improvvisamente appare lui, Google, con il solo box per la ricerca....e che ricerca! Preciso, affidabile e completo:una pacchia.
In molti però ci chiedevamo: come campano questi? Altavista all'epoca fatturava milioni di dollari e si vedeva, era tutta una pubblicità.
In poco tempo però Google ha fatto piazza pulita degli altri motori e tutto il traffico delle ricerche passò attraverso il nostro beneamato algoritmo.

Già, le ricerche...

Centinaia di milioni di persone che ogni giorno in tutto il mondo cercano sulla rete sesso, auto, telefoni, vino, compagnia, informazioni, affari, barche, orologi, amici, viagra, medicinali, porno, ferrari, alberghi, ristoranti, prestiti, cibo.....
In una parola: DESIDERI!

Questo è il vero business di Google!!

Conoscere i desideri di centinaia di migliaia di utenti della rete (target medio alto) catalogati per area geografica, età, reddito, sesso, e magari anche l'ora in cui ti viene una certa voglia.

Conoscere i desideri e VENDERLI.

A chi? Alle aziende, ovvio.

Il concetto di pubblicità è ribaltato: io azienda non stimolo con messaggi il desiderio di comprare un tale prodotto, perchè sei tu acquirente che mi dici (senza volerlo) cosa desideri.

In più, ma questo è un dubbio mio da verificare, contestualmente a Google esplode lo spamming su internet: per inciso se guardavi le classifiche delle parole più ricercate su internet, corrispondevano a meraviglia con i prodotti proposti dallo spamming.

Che ci fossero loro dietro questo business non ci giurerei, però, un dubbio....

Altro che cacio e pepe!

Cari saluti
Antonio

22 Set 2006 | ore 12:26

Scusa, antonio, ma in base a cosa google sa età reddito e sesso di tutti quelli che fanno una ricerca ???

22 Set 2006 | ore 12:47

Facile:
Se cerco un Breitling secondo te, cosa sono?
Non dimenticare che spesso i nostri computer li "battezziamo con il nostro nome...e non scordarti dei cookie!

22 Set 2006 | ore 12:58

Certo, la raccolta dati e la rivendita alle aziende. Grande business che sicuramente continua a rivestire una fetta importante del fatturato di Google. Ma non definirei "spazietti" quelli che oggi rivestono una delle più grandi fonti di cash flow del colosso di Mountain View.

22 Set 2006 | ore 13:38

antonio: La maggior parte dei computer viene usata da più persone - di sesso e età diverse e ognuno fa le sue ricerche (di solito con lo steso utente e connesione).

La maggior parte delle persone che conosco non sa neanche che si può dare un nome a un computer.

Io non so cosa sia un Breitling. Ho chiesto al mio ragazzo e non lo sa manco lui. Quindi vado a cercare su Google e automaticamente le supposizioni sul sesso delle persone che cercano un certo prodotto casca a pezzi. Inoltre, caso basta dover fare un regalo o cercare una cosa per curiosità...per avere risultati adatti indefferentemente a tutti.

La tua teoria della raccolta dati -così come l'hai descritta - mi pare un colabrodo!
Se avessi un'azienda e mi vendessero dei dati così inaffidabili glieli tirerei dietro, altro che fare i milioni!

22 Set 2006 | ore 17:46

Secondo Nielsen//NetRatings, Google è stato usato per la ricerca 2.9 miliardi di volte nel solo mese di marzo 2006.

Gli spazietti saranno importanti finanziariamente, ma prova a pensare a che potere c'è nel conoscere 2,9 miliardi di "desideri al mese!

Citando un vecchio spot: "la potenza è nulla senza controllo"!

22 Set 2006 | ore 18:00

Mah. Tutta roba segreta quellalì. Roba per la quale Google ha anche rischiato grosso, ha avuto ed ha scontri con il Governo Americano che vorrebbe sapere cosa ci fa con 'sti benedetti dati.

Seriamente, non chiamarli spazietti, è un'insulto a tutti gli editori che - fino ad oggi - hanno regalato il loro lavoro ad AdSense / AdWords.

Io mi sto muovendo per creare un mercato credibile nel nostro settore con un progetto che tuteli gli editori wine & food anziché usurpare quello che fanno per venderlo al doppio o al triplo al miglior offerente.

Se ci fosse un po' più di cooperazione tra editori, si potrebbe evitare di ingrassare Mountain View.

Se invece mi sbaglio e alla fine resteranno solo i colossi. Allora avrà avuto ragione Google e si potrà campare di solo traffico regalando i contenuti. Il sogno nel cassetto di ogni editore se ci pensi, ma sogno resta per i più, credo.

Ciao


Fil

22 Set 2006 | ore 18:46

L'esempio di Google l'ho fatto per dimostrare che ci muoviamo con modalità vecchie su di un mezzo ancora sconosciuto: ci hanno dato le chiavi della Ferrari e noi siamo li che cerchiamo dov'è che si pedala!
Il bello è che se trovi il modo di guadagnare con internet, viste le economie di scala, diventi immediatamente ricco.
E poi ricordati della grande, vera potenza della macchina che stai usando: il tuo computer.
Troppo spesso dimentichiamo che i computer sono nati per immagazzinare ed incrociare dati: se hai mai usato un foglio di calcolo sai cosa significa.
Vuoi un ultimo esempio?
Qualche anno fa la Regione Puglia, da dove scrivo, ha messo in rete tutti gli ospedali: controllando i flussi dei ricoveri ha scoperto che alcuni ospedali funzionavano meno di altri e li ha chiusi. Poca clientela, si chiude l'esercizio! (c.ca 15 in tutta la regione)
Ahhh che bella invenzione la rete!

P.s. per Gumbo: Se la tua azienda si chiamasse Philip Morris Inc. , ne riparleremmo!

22 Set 2006 | ore 19:08

Antonio a me sembra che tu mescoli un po' di tutto! Google ha OVVIAMENTE un sacco di dati utilizzabili in vario modo, ma non quelli che dicevi - a meno che tu non mi sappia spiegare in modo convincente come li estrae.

In ogni caso non sono 2,9 miliardi di desideri. Sono solo 2,9 miliardi di ricerche. Prima ho cercato Breitling perchè non sapevo cos'era. Ora lo so e non lo desidero, come non lo desideravo prima.

Altri sono desideri di persone che cercano quotidianamente Porsche pur sapendo che quasi sicuramente non ne compreranno mai una.

Soprattutto non so quanti di quelli che cercano "Ed Gein" desiderano incontrare persone simili o emulare le sue gesta! ;-)

Il futuro della pubblicità su internet (quasi) sicuramente incrocia Google ma in modi, credo, più articolati e complessi.

22 Set 2006 | ore 22:32

Gumbo, non penserai mica di navigare in anonimo sulla rete?
Ogni volta che visiti un sito lasci molte più tracce di quelle che credi.
Se hai letto la mia risposta a Ronco capirai di cosa parlo.
Ogni volta che fai una ricerca su google, grazie al cookie depositato da loro sul tuo computer, viene registrata e va a far parte del tuo profilo personale.
Moltiplica per quante ricerche fai in un anno e Google, sapendo dove vivi, si è fotto gia una buona idea dell'utente Gumbo.
E' chiaro però che parliamo di economie di scala enormi ma se la Porsche vede ogni giorno centinaia di migliaia di persone che fanno ricerche sul loro marchio, pur non potendo permettersi un'auto costosa, sicuramente metterà in cantiere una linea di pelletteria con il marchio tanto desiderato.
Aggiungi che potrebbe sapere che la richiesta arriva dalla Provincia di Verona anzichè dalle Marche ed hai fatto già metà del lavoro.

Tornando però al tema, internet è stato per il marketing un tradimento!

Ricordo nel '96 i primi esperti che si affannavano a spiegarci che la rete sarebbe stata la terra promessa del one-to-one, dove le aziende avrebbero comunicato direttamente con il cliente, soddisfando in tempo reale desideri e richieste: non è stato così.

Lo spamming ci ha rivelato che, grazie alla capacità di calcolo e di elaborazione dati oramai mostruosa (vedi mio post più su), internet è diventato un luogo in cui le aziende sparano nel mucchio: e sparano missili!

La complessità di cui parli tu costa denaro e tempo.

Mi è arrivato qualche giorno fa un depliant di un'azienda che vende indirizzi e-mail a vagonate, gia su cdrom: in 5 minuti potrei spedire centinaia di migliaia di email con un messaggio qualunque: sotto ci aggiungerei la formuletta classica: questo indirizzo è stato preso da internet; se non volete ricere altri messaggi inviate una email senza oggetto....

Internet non è ancora per i cecchini: è per chi lancia bombe a grappolo.

P.s.: non fare troppe ricerche sui serial killers, qualcuno potrebbe insospettirsi
;-)

23 Set 2006 | ore 12:17

Sono interessanti le considerazioni su Google ma qui si sta ragionando su come una guida-vera può andare in Rete e guadagnare, dal momento che si sono spesi dei soldi per raccogliere le migliaia di dati che contiene e quindi bisogna trovare un modello economico che porti ricavi.
Avevo citato Google perchè penso che se tu clicchi Bologna sull'ipotetica guida on line e scorrono i ristoranti della città, nella colonna accanto ci saranno gli inserzionisti interessati a farsi vedere da chi ha fatto quel clik. E' il massimo di genialità che mi viene in mente ma ero curioso di sentire voi navigatori che di clik ne fate molti.

23 Set 2006 | ore 15:57

...E adesso veniamo alla Guida su Internet.
Caro Direttore, è proprio convinto che sia necessario portare la guida in rete?
La Guida Michelin deve il suo successo in buona parte ai rappresentanti di commercio ed a coloro che comunque girano per lavoro: capito un giorno per affari a Roccacannuccia e s'è fatta ora di pranzo, tiro fuori dal cassettino dell'auto la Rossa e controllo se c'è un posto per mangiare. Non dimentichiamoci che Michelin è un produttore di PNEUMATICI!

Ora, se sono in giro o magari in vacanza con la famiglia, che faccio mi porto appresso il computer?
Son sempre due chili buoni!

Umberto Eco diceva che alla fine se sei nel deserto e vuoi leggere qualcosa, non hai che da aprire un buon libro e metterti a leggere! Prova a trovare una presa elettrica nel deserto.

Banale? Forse, ma è ancora la verità.

Gumbo Chiken, che di computer ne sa qualcosa, alle 17,46 del 22 cm ha chiesto al suo ragazzo cos'era un Breitling (vedi post) e solo verso sera (22,00 c.ca) si è ricordata della Rete e delle sue infinite possibilità.

E poi, anche ammesso di vivere nel migliore dei mondi possibile, quante guide in meno venderebbe?
Il gioco vale la candela?

Per quello che riguarda poi l'aggiornamento continuo ed il contatto con gli utenti, sono convinto che l'immediatezza del rapporto con il lettore, farebbe esplodere il fenomeno che lei deplora: tutti che si sentono Bonilli e Bolasco in giro come dei segugi per ristoranti , pronti a sputtanare il cuoco che ha messo un grano di pepe in più nel piatto!
Se l'immagina?
Todos caballeros!

Personalmente, pur con tutti i difetti di aggiornamento, preferisco i tempi ed il distacco del libro, e se magari chi la scrive diventa anche più prudente nei giudizi, non guasta.

Per concludere e non deprimerla sul futuro della comunicazione un'ideuzza: poniamo che io debba mettermi in viaggio, diciamo una settimana di vacanza o lavoro nell'alto Lazio; mi farebbero comodo una ventina di indizzi fra ristoranti, hotel e botteghe tra cui scegliere e segnalatemi dal Gambero Rosso.
Insomma una guida si, ma personale e, soprattutto, non visibile INTERAMENTE.
Diciamo che una diecina di euro per una "Personal Guide" gliela darei volentieri: provi a moltiplicare per un centinaio di migliaia di utenti, deduca le spese di stampa, ci aggiunga un bel programma gestionale e qualche ragazzo sveglio e veda un pò se le conviene.

Ma il libro, per favore, continui a stamparlo, non fosse altro che per essere presente col marchio del Gambero Rosso in bella vista sugli scaffali di TUTTI i ristoranti d'Italia!

Saluti
Antonio

23 Set 2006 | ore 18:34

Per tornare "in topic"...come insegna Mr. Edward De Bono, conviene separare la fase di raccolta idee dalla verifica di realizzabilità pratica.

Idea numero 1: esistono dati on line discponibili solo a pagamento. Se i dati sono sufficientemente appetibili - una guida affidabile, costantemente aggiornata, accessibile in qualunque momento e luogo tramite internet, farcita di contenuti extra multimediali, indicazioni pratiche su come raggiungere i luoghi...potrebbe anche avere un potenziale pubblico pagante (così come esiste un pubblico che paga per acquistare le guide cartacee).

p.s. antonio, lo sparare nel mucchio è una tecnica superata anche se ancora molto utilzzata per vendere spazzatura varia. Peraltro io ho firewall, antispam, blocco automatico di cookies e di finestre a comparsa rompipalle, uso mac più del pc e mozilla più di explorer; di missili me ne arrivano ben pochi! :-))

23 Set 2006 | ore 19:14

(l'ultimo commento di antonio non c'era quando ho iniziato a scrivere il mio qui sopra off-line, quindi aggiungo):

domanda: cosa significa quel riferimento criptico a me il Breitling alle 17 e la Rete alle 22?!

commento:

Non necessariamente un metodo funziona per tutti, dipende dal target (una cosa che non funziona per la Michelin magari funziona per il Gambero).

Io ho comprato recentemente un Nintendo DS a 80 euro che a breve mi permetterà (oltre a giocare a "Cooking mama"...hah hah!) di avere un browser sempre disponibile su un aggeggio di pochi grammi e pochi centimetri, con connessione wi-fi inclusa.
E non è neanche l'unico metodo possibile per accedere a dati on-line in qualunque momento.

In compenso sul fatto dell'accessibilità a pagamento - anche se in sfumature un po' diverse - vedo che siamo abbastanza concordi! :-)))

23 Set 2006 | ore 19:26

Niente di criptico
Era per far capire che spesso neanche chi è utente della rete si rende conto delle potenzialità che ha
Tu che navighi abitualmente ti sei ricordata di chiedere a Google cos'è un Breitling dopo cinque ore ( e dopo aver prima chiesto info al tuo ragazzo).
A proposito: le batterie di quel coso, il Nintendo lì, sono all'uranio o si scaricano come tutte le altre?
;-)

Saluti tecnologici
Antonio

23 Set 2006 | ore 19:44

La batteria del Nintendo si scarica e si carica come quelle del cellulare, del palmare, del computer portatile e dell'iPod. Dato che parliamo di una guida d'Italia, però, non è un gran problema...la corrente elettrica pare sia piuttosto diffusa. Persino nel tukul (!) in cui ho soggiornato al campeggio di San Vincenzo c'era una presa a cui attaccare il caricabatteria e la connessione wi-fi! :-)))

Comunque io non sono in assoluto contro il cartaceo...mi limito ad analizzare i vantaggi di una "guida elettronica".

E' leggermente OT, ma per chiarire la questione: io ho chiesto del Breitling a lui per capire se era effettivamente un oggetto collegabile a cercatore "maschio" o "femmina"; cosa che si è rivelata subito falsa dato che nessuno dei due sapeva cos'era! Contemporaneamente stavo già digitando nella cara casellina di Google - come ho scritto anche nello stesso post.

23 Set 2006 | ore 21:13

Premessa, non sono d'accordo con Gumbo e con Antonio : il modello del contenuto a pagamento è fallito per chiunque lo abbia provato in rete e, per il momento, continua a fallire.

Funziona il modello del contenuto gratuito con un po' di pubblicità a latere.

Ora, per fare delle stime, sarebbe interessante sapere, direttore, quante pagine viste, nel complesso (tra blog, forum e sito) genera giornalmente o mensilmente tutto il gambero online.

Ora, se mi fornisce questo dato, le posso dare un'idea di quanto potrebbe incassare semplicemente esponendo annunci testuali di Google (che è il ripiego alla pubblicità vera come ho avuto modo di dire più sopra).

Da questo dato si potrebbe ricavare quanto potrebbe guadagnare dalla consultazione della sola guida online.

Ma non mi orienterei sull'accesso alla guida a pagamento (online). Per quella lascerei la guida cartacea.

24 Set 2006 | ore 01:24

Prima di tutto il pagare i contenuti non esclude la presenza della pubbblicità.

Secondo: quello che non funziona mai, che quasi nessuno paga è ciò che puoi avere quasi identico gratuitamente (le informazioni, ad esempio. Però non è detto che SE i contenuti sono abbastanza "speciali" non trovino una fascia di pubblico ben precisa.
Di gente che acquista beni virtuali ce n'è...canzoni, libri...

Terzo: tramite connessioni tutte da inventare con altre attività parallele (agenzie di viaggi, ad esempio) il lettore potrebbe acquistare l'accesso alla guida "senza accorgersene" all'interno di un pacchetto viaggio in Italia. Magari ancor più degli italiani, andrebbe bene per gli stranieri che sono spesso anche più tecnologici.

Poi: se nella pagina della recensione ufficiale, con un solo clic potessi accedere a interviste, immagini, video, tutte le indicazioni pratiche stile mappy e pure a una zona recensioni degli utenti come te (stile forum ben organizzato o stile Zagat)?
E se gli utenti (non solo italiani, magari) che si iscrivono fossero inncentivati con sconti, iniziative, spazi per pubblicare il proprio materiale e motivati a diffondere la cosa...non sarebbe interessante?

24 Set 2006 | ore 10:47

Vedo che la guida a pagamento viene data per perdente da quasi tutti. Non si ragiona però su pillole di informazione, scaricabili a 99 centesimi (vi ricorda qualcosa?), un acquisto di getto che non dovrebbe provocare problemi. Qui i problemi sono altri: o sei iTunes o devi risolvere il problema del pagamento e dei costi delle carte. Oppure ti associ con una piattaforma e le schede le vendi in tabaccheria.
La strada della guida gratis e della pubblicità correlata alle località e ai produttori di cibo, vino, attrezzature, viaggi, alberghi ecc... è una strada altrettanto irta.
Poi ci sono le mini-guide da scaricare e pagare, chessò, Umbria da 2,99 euro e dentro ristoranti, alberghi e cantine e produttori.Poi.. poi... poi...

24 Set 2006 | ore 11:30

.....Poi...poi...poi.
Poi c'è il problema di problemi!
Nascosto, sottinteso, mascherato ma reale: il Gambero Rosso non è una guida, bensì una GUIDA DI MERITO.
Non siete un semplice elenco dei ristoranti o dei vini d'Italia, ma dei MIGLIORI vini.
Voi non vendete una lista, il Vostro prodotto principale è IL VOSTRO GIUDIZIO, la vostra credibilità.
Legare l'autorevolezza di una guida alla raccolta pubblicitaria può essere possibile ma è un campo minato.
I diretti interessati, i ristoratori o le cantine, non li puoi contattare per ovvi motivi di conflitto d'interessi ed il resto degli inserzionisti possibili non sai mai quanto possano essere interessati.

Personalmente conosco solo un paio di esempi di guida a pagamento: Wine Spectator e Robert Parker.

Io, direttore, un pensierino lo farei, tenendo però presente un paio di problemucci da affrontare:
1) In America, compiuti i diciotto anni, ti arrivano a casa venti carte di credito e tu scegli quale usare: attento però che se sgarri esiste il "fallimento personale". In Italia le banche, l'impresa più tutelata di questa repubblica delle banane, vogliono un sacco di garanzie prima di mollarti due lire.
2) Le due guide citate sopra si occupano dei vini di tutto il mondo....

24 Set 2006 | ore 12:37

Il fatto che quasi tutti diano per perdente una cosa non significa necessariamente che sia un sicuro insuccesso.
Purtroppo non ho sottomano l'elenco dei casi eccellenti ma...se penso che un riff di due sfigati di Detroit che conosco è casualmente diventato uno dei pezzi più cantaticchiati del mondo tutto è possibile!! :-)))

Potrebbe solo essere un'idea leggermente in anticipo sui tempi o da strutturare meglio. Anche perchè io fatico a credere che prima o poi la guida on-line non diventi la normalità.

Tra l'altro anche il modello di pubblicità on-line attualmente diffuso è dato per perdente da tempo, perchè solo pochissimi hanno un passaggio di utenti tale da far diventare vantaggioso lo spazio pubblicitario sul loro sito (e io non clicco quasi mai sulle pubblicità).

In ogni caso, se uno pensa alla guida cartacea trasferita su internet, ci credo anch'io che avrebbe pochi acquirenti.
Ma se offri un prodotto che si DISTINGUE per qualità, che offre degli aspetti pratici che fanno rispormiare TEMPO, che ti permettono di avere allo stesso tempo i benefici di una guida "normale", di una ricerca-navigazione per confrontare il parere su cui hai qualche dubbio e pure gli approfondimenti come su una rivista o su un canale setallitare, allora...è un altro prodotto, una cosa nuova.

Io la comprerei anche domani, al posto di quella normale. Ma:
- io sono appassionata dell'argomento
- ho già deciso di comprare questa guida e non altre
-acquisto abitualmente su internet, ho l'account paypal e la carta di credito (potrei anche aggiungere postepay o cose del genere).
- trovo più comoda una guida virtuale accessibile ovunque rispetto a un librone.
Però non è detto che il pubblico medio sia come me...

24 Set 2006 | ore 14:25

Il pubblico medio, anche di queste perti, non è certo come Gumbo. In generale sono lurkatori-sparagnini che non è un insulto ma vorrebbe dire che guardano ma non comprerebbero perchè "hanno deciso" che la Rete è gratis.
Forse si potrebbe cominciare con gli stranieri dal momento che stiamo traducendo in inglese la guida di Roma e la Veltroni-City mi sembra sia una brand che si vende bene.
Quanto alla pubblicità, chiaro che non la si chiede a ristoratori o aziende vinicole ma ai consorzi si e poi a quell'alimentare capace di buttare via 3000 euro per farsi fare il bel depliant da uno studio grafico del paese-città-regione e che non pensa di poter comunicare col mondo anche perchè il loro sito non è aggiornato da 16 mesi.
Comunque mi viene una curiosità: se noi vendiamo noi stessi, cioè il giudizio del Gambero Rosso, perchè non si dovrebbe vendere-comprare qualcosa che conosco per fama ma che non comprerei in edicola (dove non vado mai, vedi gumbo) o libreria ma che trovo nel computer dell'ufficio?

24 Set 2006 | ore 14:37

Mentre gli altri meditano, aggiungo: secondo me c'è confusione riguardo due potenzialità di internet. Una è il libero scambio di opinioni, idee, informazioni e prodotti che uno può voler regalare, far girare, far conoscere gratis. E' importante che tutto questo non venga ostacolato, certo.

Allo stesso tempo, internet è un mezzo per accedere facilmente ed economicamente a un enorme mercato virtuale in cui si può trovare un po' di tutto.
Qui ognuno è libero di vendere ciò che crea/produce come meglio crede e i navigatori sono liberi di acquistare o meno.

Altro problema collegato è che molti hanno difficoltà a staccarsi dall' idea di acquisto tradizionale: pago per possedere un oggetto "solido", materiale, non solo virtuale.

In realtà, se io compro una guida cartacea (di cui magari userò solo una parte perchè non viaggio in tutta Italia, magari quando mi serve non ce l'ho a portata e a fine anno non so che farmene);
una rivista (che leggo in parte, poi stipo sugli scaffali insieme a un sacco di altra roba ma poi non so trovare gli articoli che servono al momento giusto).
Poi, pago l'abbonamento a SKY (di cui magari mi interessano solo pochi canali) e la connessione a internet spendo complessivamente di più che acquistando esclusivamente l'accesso a ciò che mi serve, esclusivamente quello, nel momento preciso in cui mi serve...

24 Set 2006 | ore 22:15

La primavera scorsa ho girato gli Stati Uniti e ho continuato a scrivere il mio blog usando il mio telefono Qtek col quale seguivo anche quello che succedeva in Italia ma che ho usato anche per scegliere i ristoranti a New York e a San Francisco senza avere bisogno di consultare guide cartacee, mi collegavo col sito Zagat o con quello del NYT, c'erano le mappe, i numeri di telefono, i piatti, la carta dei vini, i prezzi ecc... insomma c'era molto di quello di cui parliamo e penso che con la prossima generazione di telefoni-computer si avrà in tasca tutto quello che serve.
Per questo bisogna esserci.

24 Set 2006 | ore 23:24

...E ci risiamo con i modelli!
ZAGAT si fa pagare per leggere i giudizi e sono 25 dollari l'anno!
NYT non paghi, ma recensisce pochissimi ristoranti e poi comunque questo non è il core business del NYT.
Ritorno sull'idea che la cosa migliore è vendere una personal guide, senza mai pubblicare tutto in una volta.
Una parte delle informazioni a poco prezzo.
Come dice Gumbo: solo quello che mi serve, quando mi serve, al giusto prezzo.

25 Set 2006 | ore 09:59

Precisiamo, però: Zagat ristoranti costa 19,95 $ per 365 giorni oppure 3,95 $ per 30 giorni.

E' fondamentale offrire ANCHE l'opzione annuale...se io viaggiassi costantemente in giro per l'Italia (o gli Stati Uniti) non avrei voglia di rinnovare l'abbonamento ogni mese, e se una guida mi costringe a rinnovare ogni mese l'abbonamento mi fa perdere tempo e io ne compro un'altra. Priorità UNO (non solo mia), risparmiare tempo!

Poi perchè denigrare i modelli? Gli italiani fanno un sacco di cazzate spesso proprio perchè non guardano i modelli che funzionano già, ma vogliono fare per forza gli originali senza esserne capaci - vedi sito della Spagna per il turismo e sito dell'Italia (maddove?)!

bonilli dice "per questo bisogna esserci". Appunto! Secondo me, quando il rischio non è troppo alto, è sempre meglio essere i primi. Poi gli altri quando caspiscono, arrivano... ;-)

25 Set 2006 | ore 10:22

Scusate il commento precedente è mio, mi ero persa le "personal info"!

25 Set 2006 | ore 10:23

Non li denigravo, infatti.
Stavo solo considerando pro e contro.
Se mi permetti è da qualche post che propongo modelli per scegliere il meglio da ognuno.
Stiamo tutti valutando pro e contro, esperienze fatte da altri e la possibilità di adattarle alla realtà italiana.
Quello che ancora manca è quel pizzico di genialità, l'idea rivoluzionaria che cambia e risolve tutto.
Non vi preoccupate però, appena mi viene ve la dico!
Prima però passo a depositarla in SIAE
;-)))

25 Set 2006 | ore 10:41

antonio, hai scritto "ci risiamo con i modelli!"...a me è sembrata una battuta con implicito giudizio (moderatamente) negativo.

In attesa dell'idea rivoluzionaria geniale di antonio - che già solo stando in coda alla SIAE impiegherà un bel po' di tempo! :-))) -secondo me conviene cominciare con le possibilità attuali, per rifinire e perfezionare c'è sempre tempo....

25 Set 2006 | ore 11:10

Questo link, direttore, le farà andare il cacio e pepe di traverso!

Noi ci stiamo a scervellare sul futuro delle guide su internet e a nessuno è venuto in mente di andare a vedere i competitor!!

C'è tutto e di più, tutto gratis e con un sacco di servizi aggiuntivi

Guarda tu che lussi si permette certa gente!
;-)

http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/dyn/controller/Ristoranti

25 Set 2006 | ore 13:02

Avevo provato a chiedere a Bonilli una stima relativa al traffico di GR. Bé, con quel dato sarebbe possibile ipotizzare il guadagno minimo del network GR con piani di affiliazione a soluzioni pubblicitarie di base come Google AdSense per dirne uno, cioè, il caso peggiore.

Credendo un poco nel sistema (che ancora va creato nel nostro settore), si potrebbero poi ipotizzare i guadagni possibili con investitori diretti e non filtrati da AdSense.

Viamichelin sta percorrendo un'altra strada. Offre servizi eccellenti online gratuiti e in questo modo consolida ogni giorno il proprio brand (michelin). Poi mi sembra anche di vedere che un utilizzo "interno" del loro network per fare pubblicità a propri prodotti, altra strada (alternatvia alla pubblicià) percorribile anche dal gambero : faccio girare milioni i persone gratis sul mio network online e poi gli propongo di comprare la guida, questo o quell'altro.

Ma la guida a pagamento online no, la prego, ci sarà sempre qualcuno che la offrirà gratis.

Esempio : viamichelin e google map offrono un servizio analogo. Spesso mi rivolgo a viamichelin perché per alcune cose è più precisa. Se domani blindassero tutto a pagamento però, credo mi "accontenterei" di Google Map che non mi segna magari i lavori in corso tra ronco bilaccio e barberino del mugello ma mi da la possibilità di vedere le mappe satellitari...

25 Set 2006 | ore 15:15

Io di mettere tutta la guida a pagamento non ci penso proprio.
E' vero che ci sono tanti competitor ma io vendo il segmento alto e un marchio riconosciuto, non venderò i contenuti ma non è che posso spendere 120.000 euro o giù di lì per farli nuovi e veri ogni anno e poi svendermi come uno che le schede non le fa ma le copia. E anche qui ci vuole unì'idea senza passare per la Siae.
Perchè in questo lunghissimo 3d si sta ragionando veramente ma si scopre anche che uno che ha le mappe non ha i contenuti e viceversa. Toglerei di mezzo la Michelin perchè fa un suo marketing che non è solo librario. Certo, su viamichelin c'è la pubblicità che invece non c'è sulla guida rossa e questo è un male ma anche un bene perchè comunque per un gourmet la michelin è molto spesso sentita come una guida non obiettiva, filo francese in modo scandaloso e amata dai cuochi solo perchè porta fatturato.
Ma, chiedete ai tre gamberi, cioè alle migliori trattorie, cosa vuol dire avere il premio e la scheda di una pagina con foto nella guida del Gambero Rosso, robe da Michelin, quindi...

25 Set 2006 | ore 15:57

Ma Bonilli, me lo dica, a cosa sta pensando, alla soluzione di mezzo, un po' e un po' ? E' la soluzione più trash possibile, con tutto il rispetto e a mio umilissimo parere (per quel che vale).

Lei sa quante guide di carta vende ogni anno (primo dato).

Domani, mettendo una copia esatta della guida online (mantenuta aggiornata ogni anno), potrebbe sapere quanta gente la viene a leggere online, quante volte lo fa in un giorno o in un mese, quanto tempo la guarda, quante pagine sfoglia, insomma, farsi un'idea (secondo dato).

Con i due dati di cui sopra, avrebbe elementi minimi sufficienti per stabilire se le conviene perseguire il business solo offline e promuoverlo con l'online (coprendo le spese con la pubblicità) o se spostarlo completamente online (risparamiando di molto su quei 120 mila annui) e puntare tutto sulla pubblicità online. Ribadisco, sarebbe interessante sapere il traffico globale attuale di GR, per fare una stima di quale copertura minima costi potrebbe avere in un anno, solo da internet.

25 Set 2006 | ore 16:44

Io non sto pensando niente, studio e ascolto.
Per inciso i 120.000 euro sono il conto dei ristoranti e qui viene il bello perchè io, sembrerà incredibile, pago il ristorante e così tutti quelli che fanno le schede e se si visitano duemila e più ristoranti tra spese viaggio e conti si arriva a quella cifra.
Domanda: secondo voi la rete è una discarica? Come pensate si faccia una guida? Per la carta-editoria-guidalibro il problema economico è risolto e bene: vendita copie più pubblicità fanno un bel segno più.
E in rete? le schede si fanno gratis? Certo che no e allora bisogna trovare la quadra e come si vede non è facile.
In libreria mi scontro con un bel mucchio di guide che sono fatte o visitando i ristoranti più noti e non pagando o copiando a man bassa. Ma poi vedete mai una di queste guide nelle classifiche dei libri più venduti pubblicate da Corriere e Repubblica? Appaiono sempre e solo Gambero Rosso, Espresso e Michelin. Vorrà pur dire qualcosa, o no?
In rete non essendoci il vincolo di stampa e distribuzione si può copiare meglio e quindi deve essere il marchio e la qualità a fare la differenza ma probabilmente non basta, ci cuole un plus e di quello stiamo discutendo.

25 Set 2006 | ore 17:04

L'unico caso in cui diviene possibile vendere un contenuto online, è quando questo contenuto è altrimenti irreperibile. Ma non basta purtroppo. Occorre anche che sia eccezionalmente specifico, di dettaglio, non di massa. Questo il mio punto di vista.

Per questo trovo difficile vedere il modello guida online come vendibile.

Chi potrebbero essere i potenziali acquirenti / fruitori ? Acquirenti, certo, i ristoratori che chiaramente desiderano vedere dove e come sono valutati, ma anche fruitori ? Non dimentichiamo che la maggior parte di questi sono incredibilmente arretrati dal punto di vista tecnologico oppure, per motivi di tempo hanno un approccio talmente sporadico e lontano dal mezzo che pare difficile immaginarseli a "fruire" della guida online.
Poi come farebbero a farla vedere ai clienti, mmm, il cartaceo per loro deve rimanere secondo me.

I lettori ? Potreste chiederlo con un'apposita e-mail. Ovvio, non risponderanno tutti ma potrebbe ricavarsene un campione significativo. Buona parte dei forumisti del GR e dei lettori del blog sono convinto acquisterebbero un accesso a pagamento. Già, ma quanti sono ? Quante volte vengono su GR in un mese ? Quante pagine aprono...siamo sempre lì, le statistiche le avete in mano voi per potervi rendere conto.

In definitiva, pare che la soluzione a due binari sia, se non la più soddisfacente, la più sicura. Da un lato potreste continuare a perseguire un business consolidato come quello della guida cartacea. Dall'altro provare ad intraprendere altre strade con l'offerta di contenuti online.

Per questi ultimi il modello è presto fatto : la pubblicità, di un tipo, dell'altro, di un prezzo, di un altro, ma sempre lì si resta.

Dopo tutti questi botta e risposta, in cassaforte può mettere almeno una certezza : indipendentemente dal dato di partenza, l'ingresso di una guida online (così come di un blog network capeggiato da un bravo blogger...) porterà maggior TRAFFICO al Gambero.

E' il momento di pensare seriamente come sfruttarlo dal punto di vista economico.

25 Set 2006 | ore 18:25

Tra un po' vado a mangiare una grande carbonara.
Mi è piaciuto molto il nostro dialogo che si è sviluppato per 90 interventi alla ricerca del Gral economico-gastronomico. Non è facile ma tutto si muove rapidamente e probabilmente alcuni innesti - per esempio pillole televisive e pillole audio - possono trasformare il prodotto guida.
Vedremo.

25 Set 2006 | ore 18:41

Buon appetito!
E fanno 91
Alla faccia nostra che ci siamo persi il cacio e pepe e adesso anche la carbonara!
:-p

25 Set 2006 | ore 19:00

A Roma diluvia, sta arrivando l'autunno, presto cadranno le... guide e allora il dibattito riprenderà fiato anche perchè quest'anno nessuno sa chi ha preso le tre forchette.
Sarà un caso ma è proprio l'anno in cui abbiamo deciso che non avrebbero cucinato i cuochi premiati che, ovviamente, erano avvisati con un paio di mesi di anticipo e quindi...

25 Set 2006 | ore 19:10

Non capisco perchè Filippo Ronco continua a dire che una guida on-line a pagamento non può assolutamente funzionare quando ce n'è già almeno una famosissima che sta lì da anni, quindi evidentemente qualcuno che si abbona c'è.
Qualcuno oltre a me che è disposto a spendere perchè vede la differenza tra i vari prodotti esiste!

Comunque gli ultimi interventi - a parte la questione carbonara e tre forchette - mi sembrano un po' strane, considerando che la guida del Gambero è già on-line da chissà quanto tempo. Forse la vedo solo io?! Non sarà mica un segreto! :-))
Infatti ho dato per scontato che il punto di questo post fosse come sviluppare l'idea in modi nuovi e recuperare anche un po' di spese...

25 Set 2006 | ore 21:58

La cosa buffa è che la guida c'è, come dice gumbo, ma molti non lo sanno così come quelli che guardano il canale Gambero Rosso, un paio di milioni a settimana,e ti dicono "ah, fate anche un mensile...?" oppure quelli che frequentano il forum ma non sanno cosa sia il Gambero Rosso.
Il vero problema sarà quello di unificare i vari mondi con prodotti utili e al passo coi tempi.
In fondo se uno come Murdoch spende 580 milioni per My Space vuol dire che il futuro è del Web.
Va dove ti porta il soldo direbbe la Tamaro :)

25 Set 2006 | ore 22:18

Il 16 ottobre noi scendiamo in campo al Campidoglio: un bel gruppetto di cuochi, alcune grandi novità, punteggi cambiati, guida più agile.
Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso 2007...

05 Ott 2006 | ore 17:44

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