19
Ott 2006
ore 18:01

Cuochi o camerieri?

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cuochi_campidoglio.jpg

Le "giacche bianche" in Campidoglio

E' la foto delle cuoche e dei cuochi premiati con le Tre Forchette del Gambero Rosso.

E' il gruppo di testa di un movimento importante, quello della cucina italiana di qualità, che ha a che fare col PIL (Prodotto Interno Lordo), con la possibile rinascita del nostro turismo, vedi buoni propositi di Rutelli, con l'immagine del made in Italy e con tanti altri segmenti importanti della nostra economia e società.

Per tutto questo uno direbbe che queste donne e questi uomini sono coccolati dai ministeri economici, dalle regioni, dalle aziende di punta del made in Italy. E invece per molti ministri, direttori generali di ministero, politici ignoranti formato Iene, loro 23 e il mondo che rappresentano sono degli sconosciuti in giacca bianca, forse dei camerieri..? no, è vero, dei ristoratori come tanti di cui non conoscono i nomi... ah... si c'è quello antipatico che è sempre in Tv, come si chiama... Vissani... mi dicono carissimo... quello che fa nouvelle cuisine ma io, sa, preferisco la trattoria...

Coraggio, non scoraggiamoci, si dice che si parla tanto di cucina... almeno in Campidoglio ci hanno fatto entrare, anche se Veltroni non si è presentato.

commenti 12

vorrei dirti che mi sento cameriere....con bretelle ma cameriere...elemento indispensabile quanto un cuoco....
oggi bonilli deve avere un cerchio alla testa....

19 Ott 2006 | ore 22:23

Forse non hai capito cosa volevo dire: il grande pubblico considera chi ha una giacca bianca indifferentemente cameriere o cuoco e questo non è bello per gli uni e per gli altri.
Il cameriere (mestiere più antico del mondo) è non-considerato, il cuoco - tralasciamo i soliti venti - è uno che sta davanti ai fornelli e mescola il sugo. Gli uni e gli altri sono figure di sfondo nel grande teatro quotidiano un po' nevrotico, senza importanza e identità.

20 Ott 2006 | ore 10:17

Da certi politici mi aspetterei che intanto sappiano cos'è la consob e che il darfur non si trova da mc donald. Altro che conoscere i nostri magnifici 23!

Al di là degli slogan (perchè mi auguro che quelli che ho citato siano casi isolati), il discorso lo abbiamo già affrontato altre volte. L'enogastronomia potrebbe essere uno degli elementi cardine del nostro turismo. Ma poi quali sono le iniziative concrete in questo senso?
Si parla tanto di cucina, mai come oggi. Ma non sarà proprio questo il male? Non sarà che quando un fenomeno non è culturale ma solamente modaiolo - quello che sta accadendo negli ultimi anni alla cucina - sono più i danni che i benefici?

20 Ott 2006 | ore 10:25

Per esempio la Bonino, che ha la supervisione politica dell'Ice, potrebbe organizzare un tour di alcuni cuochi nelle principali capitali. Ovviamente non stiamo parlando dei vecchi banchetti con assessori e potenti in trasferta ma di manifestazioni nuove, moderne, fatte per stimolare la voglia di Italia e della sua cucina. Manifestazioni che lasciano traccia e si capisce bene che se si va a New York si lascia traccia se ci si muove ai massimi livelli della comunicazione. I francesi lo fanno, si muovono in gruppo, ognuno copre un settore, gli spagnoli cominciano a farlo, perchè noi non dovremmo usare i nostri migliori cuochi come ambasciatori del made in Italy?

20 Ott 2006 | ore 11:45

Ma se nessuno fa niente nemmeno per i cuochi italiani che sono gia' all'estero... Quale base migliore? Ma loro non sono ammanigliati forse. Fanno solo fatturato per le imprese italiane... Speriamo che al campidoglio la prossima volta ci si possa portare anche loro...

20 Ott 2006 | ore 18:53

Uno dei motivi per cui i cuochi restano delle giacche bianche indistinte agli occhi del grande pubblico è la loro vocazione a marciare divisi sparlando gli uni degli altri. Proprio nel momento nel quale si leggono le reazioni alle valutazioni della guida del Gambero Rosso e a quella dell'Espresso le palate di sterco che si tirano sotto traccia sono impressionanti e se ufficialmente si leggono reazioni nervose ma contenute, ufficiosamente XY che ha avuto il tuo stesso voto viene distrutto come brucia padelle, ladro, truffatore perchè vende il surgelato per il fresco e YZ viene sepolto dicendo che gli ispettori non si sono accorti che è un incapace e per di più cocainomane.
Già, perchè ci sono alcuni risto dove la polverina gira, i clienti che sniffano sono noti ma anche parte dei soldi della società hanno a che fare con il "borotalco". E queste cose le sanno in molti a Roma, a Milano, a Bari come a Bologna, così come il numero di coperti enorme e la dichiarazione dei redditi ridicola del ristoratore WZ.
Un po' come Putin che si congratula per le 10 donne violentate (il microfono era rimasto aperto!) molti ristoratori si dicono ammirati per l'abilità e furbizia dell'evasore.
O tutti i ristoratori fanno dieci coperti e non arrivano alla fine del mese?

20 Ott 2006 | ore 21:03

Concordo con vinocchio,speriamo che dall'Italia si arrivi a condiderare meglio il potenziale enorme di noi cuochi italiani all'estero gia' ambasciatori del made in Italy!!!
Si puo' fare molto se si e' uniti su questo argomento....

20 Ott 2006 | ore 21:04

gli spagnoli cominciano a farlo... a rieccoci. In effetti 10 cuochi iberici hanno fatto un bel viaggetto in EE UU e i mezzi di comunicazione giú con i peana: ' é l'ulteriore dimostrazione che la cucina spagnola é la migliore'. E noi: a farci del male, a piangere su noi stessi, a esportare i prodotti di serie B (la mozzarella santa lucia e la pasta barilla ci sono dappertutto...la bufala di pestum e le rustichelle di abruzzo o la pasta latini in nessun luogo), a esaltare gli altri, a dire che in Italia l'olio non c'è piú, ad accettare che gli spagnoli pensino che l'italia sia il paese della pasta e della pizza e niente piú...magari avessimo un quarto della presunzione e del patriotismo gastronomico iberico (e lo dice uno che non é per niente patriota e ha idee vagamente di sinistra). I governi avranno anche le loro colpe ma é la mentalitá della gente che deve piano piano cambiare in Italia (o almeno, vivendo all'estero, la vedo cosí)
Scusi per l'insistenza direttore, ma siete la mia valvola di sfogo. Ah, che paura ho preso quando ho letto quello della mc donalds che voleva comprare il gambero...abbiamo appena perso viaggi e sapori (diventato scandalosamente pubblicitario), restate solo voi...non mollate!!!

20 Ott 2006 | ore 23:01

Si, se ci riusciamo l'anno prossimo portiamo i cuochi italiani all'estero a Roma e prima raccontiamo le loro storie come abbiamo fatto negli anni scorsi con il nostro Scarpato.

20 Ott 2006 | ore 23:13

E io che pensavo che Kitchen Confidential mostrasse solo l'aspetto newyorkese della vita da chef. Che ingenuo!

21 Ott 2006 | ore 12:33

quello che piu' mi e' piaciuta e' l'incisivita' di bonilli sulle palate di sterco e quant'altro!
purtroppo e' la pura verita'!
piu' nessuno si accontenta...piu' si ha piu' si vorrebbe....
triste realta' da eterni insoddisfatti...
che la coca circoli dappertutto anche questo altro aspetto devastante....
rendiamoci conto di che bell'ambiente sta diventando la gastronomia italiana.....
il valligiano

21 Ott 2006 | ore 14:04

strano...mi aspettavo attacchi con incisivi fuori dalle labbra...mi viene ora non il dubbio , ma la certezza che sia cosi'....auguri a tutti!

26 Ott 2006 | ore 02:21

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