24
Ott 2006
ore 00:51

Storie di cuochi, chi chiude e chi no

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mensile_GR_ott2006.jpgAvevamo fatto questa copertina dedicata a 20 giovani cuochi, alcuni già affermati, altri meno. Era il settembre del 2004. Due anni dopo ecco la notizia: uno di loro ha chiuso improvvisamente il suo ristorante, Ninan a Carrara. E' Marco Garfagnini e la sua storia (si è trasferito a Ginevra), con un'intervista telefonica fatta la settimana scorsa da Stefano Polacchi, la trovate nel blog Dire Fare Mangiare.

Dal settembre del 2004 le storie di alcuni dei venti cuochi sono cambiate: Riccardo Agostini non è più al Povero Diavolo; Nicola Cavallaro da Ama è passato all'Ape Piera e poi ne è diventato titolare chiamando il ristorante col suo nome; Paola Budel non lavora più al Principe di Savoia e se ne sono perse le tracce; invece Bottura e la sua Francescana sono ulteriormente saliti in tutte le classifiche e così Niko Romito del Reale e Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa...

Due anni dopo la strana brigata s'avanza, ma con più fatica. 

commenti 10

e Barbaglini, Crippa, Chiaramonte, LoPriore, Pezzotti. Tutti in evoluzione spinta (chi più e chi meno) e tutti talentuosi. Ma, condivido, con qualche curva di troppo lungo il percorso. Dovendo fare i conti con un mercato non facile.

24 Ott 2006 | ore 12:50

Ovviamente non ho citato tutti e venti i cuochi che, per fortuna, nella maggior parte tengono botta e anzi crescono.

24 Ott 2006 | ore 13:02

be' cavallaro e' cresciuto di una ventina di chili.....:-O)

24 Ott 2006 | ore 13:44

E io che mostravo con orgoglio quella copertina ai miei amici spagnoli (mentre ho nascosto in un cassetto con chiave quella della 'cucina spagnola ha giá vinto'...se la vede la mia ibericissima moglie mi rispedisce in Italia...) Mi sembra strano soprattutto per ció che riguarda paula budel...l'unica donna di quell'elenco che io ricordi. Non aveva dato lezioni magistrali alla cittá del gusto sulle puntarelle di cinta senese?? E ne avete addirittura perso le tracce.
Gigio

24 Ott 2006 | ore 23:01

Paola Budel vuole aprire un suo ristorante, il tam tam dice questo da vari mesi, altre informazioni la davano temporaneamente dalle parti delle cucine di Biasetto in quel di Padova ma per una cuoca unico indirizzo conosciuto è quello del suo ristorante, e per ora non risulta alcun indirizzo.
Quanto alla cucina spagnola che ha già vinto era un interrogativo con risposta negativa.
Resta il fatto che gli spagnoli hanno una grande opinione della loro cucina ma fuori dalla Catalogna e dai Paesi Baschi la loro cucina è notevolmente indietro.
In compenso in dieci anni sono riusciti a creare il mito del prosciutto che sotto la dizione onnicomprensiva di "pata negra" ha messo insieme il buono e il mediocre facendone tutto un solo mito.

24 Ott 2006 | ore 23:15

salvi solo il joselito?

24 Ott 2006 | ore 23:29

No, molti di più, anche perchè di Joselito 5 jotas ce n'è pochissimo, poi ce ne sono un'altra serie di prosciutti interessanti ma non tutti i prosciutti spagnoli sono superlativi come il passa parola dei gastronomi da strapazzo fa credere.

25 Ott 2006 | ore 00:22

Ciao a tutti. Per quanto riguarda Riccardo Agostini sta seguendo da vicino la ristrutturazione del suo nuovo ristorante "Il Piastrino" a Pennabilli! Io che lo conosco bene e da vicino vi posso assicurare che è "carico come una molla" e voglioso più che mai di tornare al suo posto, davanti ai fornelli, finalmente libero di esprimere a pieno il suo potenziale. Non so se si possa parlare di tendenza ma mi sembra di capire che sia evidente la voglia in questi giovani chef di mettersi in gioco in prima persona e la trovo molto apprezzabile. Fare magari qualche sacrificio (spesso ben più di "qualche") per essere loro stessi a gestire la propria abilità sono sicuro che darà ottimi frutti! E per Riccardo ne sono più che sicuro!

26 Ott 2006 | ore 12:31

Ciao a tutti. Per quanto riguarda Riccardo Agostini sta seguendo da vicino la ristrutturazione del suo nuovo ristorante "Il Piastrino" a Pennabilli! Io che lo conosco bene e da vicino vi posso assicurare che è "carico come una molla" e voglioso più che mai di tornare al suo posto, davanti ai fornelli, finalmente libero di esprimere a pieno il suo potenziale. Non so se si possa parlare di tendenza ma mi sembra di capire che sia evidente la voglia in questi giovani chef di mettersi in gioco in prima persona e la trovo molto apprezzabile. Fare magari qualche sacrificio (spesso ben più di "qualche") per essere loro stessi a gestire la propria abilità sono sicuro che darà ottimi frutti! E per Riccardo ne sono più che sicuro!

26 Ott 2006 | ore 12:34

E' in corso un (auspicabile) inversione di tendenza?
Fino a pochi mesi/anni fa i nostri giovani talentuosi cuochi sembravano volersi accasare presso prestigiose maison Peck,Trussardi Coppola ecc.. o in lussuosi hotel. Speriamo...

09 Nov 2006 | ore 15:14

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