29
Nov 2006
ore 19:06

In pellegrinaggio a Clermont-Ferrand

< >

Come ogni anno siamo - io per primo, che vado addirittura a Porta a Porta -  lì a discutere sulle e delle stelle.

Ma è perchè la Rossa è la guida più venduta, è la risposta più frequente. Io credo che non sia solo questo ma che c'entri un nostro provincialismo, la voglia di essere apprezzati dai cugini-maestri, la rabbia nel vedere ristoranti francesi caricaturali che hanno le tre stelle al merito, uno per tutti Bocuse, da più di quaranta anni premiato, una gloria di Francia e come tale che non può essere degradato. Qualcuno c'è stato a mangiare? Voi pensate che Pierangelini, Vissani o Iaccarino, che le tre stelle le ha perse, siano peggiori? Andateci da Bocuse e capirete lo spirito della Michelin: grande in patria, sprezzante all'estero.

E noi che andiamo in pellegrinaggio a Clermont-Ferrand...! 

commenti 25

Una domanda, ma se la guida del gamberorosso uscisse per ultima, quindi dopo la guida Michelin, pensi che Vespa organizzerebbe una serata per assegnare in diretta le tre forchette?

29 Nov 2006 | ore 20:23

Perfettamente d'accordo con Lei.

Allora metta per primo la firma sulla petizione e non vada più a Porta a porta a meno che Vespa non organizzi una serata anche per la più importante guida ITALIANA.

E i francesi si fottano una volta per tutte!!

Forza Bonilli, un pò di orgoglio!

29 Nov 2006 | ore 20:44

Questa volta sono in disaccordo o meglio, mi spiego: i nazionalisti veri oggi non sono i francesi. Ho letto migliaia di interviste a cuochi francesi che parlano bene di noi, incominciando per il dio fatto cuoco che non cucina da 15 anni...sempre ha parole di elogio per la cucina italiana, incluso quando viene intervistato in Francia e Spagna...che la rossa essendo francese parteggi un po' per la Francia mi sembra quasi naturale...cosa farebbe una guida italiana con diffusione planetaria...peró gli stereotipi duri a morire parlano di un Italia mafiosa e spaghettara e di una Francia nazionalista...mentre il Paradiso intoccabile ha un toro per simbolo. Tantissimo francesi apprezzano la cucina italiana, incominciando per Depardieu che non ha esitato a confessare il suo amore per la cucina italiana. E comunque anche Ferrán ha detto a piú riprese: "tutto quello che so lo devo a loro"...un po' di gratudine per tutti i giovani cuochi italiani che si sono formati alla corte francese, iniziando per Alajmo. Se uno dice si fottano i francesi nessuno insorge, se uno tocca gli spagnoli che sono molto piú nazionalisti e sprezzanti nei nostri confronti, apriti cielo....

30 Nov 2006 | ore 02:07

Anche un altro giochino sarebbe interessante. Andare ad esempio da Rostang a Parigi, 2 stelle Michelin, e trovarlo si in cucina ma con piatti che ha fatto e pensato Escoffier ! 2 Stelle del genere sono inparagonabili con Pierangelini, Vissani e Iaccarino.
Concordo direttore.

30 Nov 2006 | ore 09:27

Non credo proprio che Vespa farebbe una trasmissione dedicata al Gambero Rosso perchè subirebbe mille pressioni mentre con la Michelin ha fatto proprio un accordo: il comunicato della Michelin viene divulgato alle 19 della sera della registrazione. Se si parlasse solo di guide e voti la trasmissione avrebbe ascolti bassi e quindi ogni volta vengono messi dentro politici, cuochi e bambini. Il bambino fa audience e quindi i discorsi, i ragionamenti si perdono nell'aria...

30 Nov 2006 | ore 09:43

.....e provare a cambiare nome alla guida tipo.....chessò....Forza Gambero....Gambero Nazionale?
Oppure un bell'accordo con la Pirelli, così tanto per far schiattare la Michelin....?
CI SONO!
DIrettore si dimetta ed al suo posto metta la Santadechè: vedrà che la diretta non gliela toglie nessuno!!!

;-)

30 Nov 2006 | ore 09:56

Io penso che la domanda sul successo della Michelin andrebbe girata ai ristoratori (visto che è una guida di ristoranti). Per loro una forchetta, un cappello o altro equivalgono ad una stella? No? E perchè? Perchè il giudizio della rossa incide maggiormente sul loro fatturato? E' vero? E perchè? E' solo per l'incremento del mercato estero (non conosco i dati delle vendite italiane delle guide)?
Io penso che siamo un paese abbastanza provinciale ed esterofilo in moltissimi campi, ma ritengo che proprio nella cucina (come nella moda) non lo siamo affatto (o comunque in misura ridotta) anzi...in questi settori è tutto il resto del mondo che viene da noi o comunque tenta in qualche modo di imitarci.
E' semplicemente un marchio ormai consolidato nel mercato delle guide. Al Gambero non resta che lavorare sodo impegnandosi per migliore sempre la qualità (che per me coincide con il livello di attendibilità a partire dalle trattorie e dai ristoranti di "tutti i giorni").
Per il resto, ritengo che Bonilli faccia benissimo a continuare ad andare da Vespa ed in televisione in genere, o vogliamo fare come colui che per fare un dispetto alla moglie si è evirò?

Ad Majora

30 Nov 2006 | ore 09:59

E se la vera castrazione fosse andarci da Vespa?
Siete proprio sicuri che la presenza in televisione sia necessaria a tutti i costi?
Vogliamo parlare di un Beppe Grillo o di Mina, popolarissimi e GRADITISSIMi secondo tutti gli indici?
Chi ci guadagna in un contesto sballato come quello di Vespa?
Siamo di nuovo ai nani ed alle ballerine.....O non ve ne siete accorti?

30 Nov 2006 | ore 10:24

Bonilli,
NON SIA SEMPRE così iconoclasta con i bambini. Si ricordi che a loro piacciono gliatelle di Nonna Pina...

Saluti
Laura
p.s. Ma la conduttrice gravida è un piccolo passo verso una nuova fase?

30 Nov 2006 | ore 10:28

È vero: la Michelin è grande in Francia e sprezzante all’estero. E fa benissimo, visto che non ha concorrenti internazionali. Chi - per mezzi finanziari - avrebbe potuto esserlo, come per esempio la Pirelli di un ventennio fa, si è limitato a fare un’inutile e imbarazzante guida nazionale basata non su uno staff che provava i ristoranti ma sulla scopiazzatura della Michelin dell’anno prima.
Quanto alle nostre uniche due guide nazionali degne di menzione, oltre a essere inesistenti all’estero, sono spesso sprezzanti in Italia (il contrario della Michelin, quindi). Se infatti la Michelin santifica Bocuse, a cui lascerà le tre stelle a vita, Gambero ed Espresso si sono spesso divertite a bistrattare Marchesi, che per la cucina italiana è stato più importante di quanto lo sia stato Bocuse per quella francese. Il Gambero ha riammesso solo quest’anno Marchesi nell’olimpo dei migliori chef, dopo un lungo oblio, mentre l’Espresso durante la precedente gestione lo ha addirittura umiliato con un 13,5/20, riducendolo a secondo ristorante del comune di Erbusco.
Morale: c’è chi sa valorizzare l’immagine della sua gastronomia e chi lo sa fare un po’ meno. Ma tra eccessivo sciovinismo nazionalista e provincialismo schizofrenico sarebbe utile trovare una terza via.

30 Nov 2006 | ore 10:38

Si potrebbe anche dire, caro Barbaresi, che Marchesi il lungo oblio se l'era meritato e che quest'anno dopo numerose visite abbiamo trovato il Marchesi-Albereta migliorato.
Del resto il Marchesi-cuoco-personaggio si era arrabbiato con me per le critiche all'Osteria dell'Orso di Roma e guarda caso, la Michelin gli ha tolto una stella e lui ha cambiato (prima) il cuoco... noi, se Marchesi va male, lo registriamo, i francesi se Bocuse fa ridere lo difendono.
Chi è più inaffidabile? Chi sbaglia? Chi è sciovinista?

30 Nov 2006 | ore 11:14

Caro AntonioT, si, ritengo proprio che la presenza di Bonilli e, quindi, del Gambero alla puntata dedicata da Vespa alle guide sia nel bene e nel male assolutamente necessaria!

Ma io vorrei chiedere: secondo voi, da cosa si misura una guida da come tratta o classifica i ristoranti al Top (due o tre stelle, forchette ecc. ecc.) o dal fatto che assicura che tutti i ristoranti inseriti anche le più modeste trattorie meritino una citazione? Insomma, secondo voi gli acquirenti delle guide perchè le comprano? A mio sommesso avviso i veri appassionati che sono poi quelli che frequentano i ristoranti al Top, fra internet, blog, e quant'altro non hanno neanche bisogno di acquistare una guida cartacea (che poi lo facciano lo stesso per diletto, come me bene!). Ma il rappresentante, colui che è spesso in giro o comunque l'acquirente medio delle guide - ne conosco un pò personalmente - cerca semplicemente uno strumento che gli assicuri, in vacanza ad esempio di non prendere fregature in giro. Insomma penso sia più grave per il grande pubblico prendere una fregatura in un posto senza troppe pretese incautamente segnalato, piuttosto che aggiungere o togliere la terza forchetta a questo o quel grande cuoco. Forse sono stato lungo ma volevo sottolineare che secondo me una guida ha in qualche modo una "mission" che non può e non deve ridursi solo al "Top" e che grandissima attenzione (cosa che, secondo me, non sempre accade) va riservata al restante 95% della ristorazione italiana.

ad Majora

30 Nov 2006 | ore 11:23

Ca va sans dire, Monsieur le Directeur!

30 Nov 2006 | ore 11:24

Può anche darsi che Marchesi il lungo oblio se lo sia meritato (ma anche i 13,5/20 dell'Espresso? suvvia...): non entro nel merito, anche perché non è questo punto.
I punto è che i francesi (e non mi riferisco solo alle guide, il discorso si potrebbe ampliare) le loro istituzioni gastronomiche le salvaguardano, noi un po' meno. E poi, per favore, non esageriamo: Bocuse non fa ridere. Fa una cucina sorpassata, ingessata, pesante, ferma da 30 anni, lontana dai gusti di oggi e magari proprio per questo non varrà più le tre stelle. Nel suo genere, però, resta perfetta (ed è supervisionata da 4 MOF, Meilleurs Ouvrieurs de France). Almeno a me, tre anni fa, ha fatto questa impressione. Certo, è più un museo che un ristorante. E i francesi i musei li rispettano.

30 Nov 2006 | ore 11:45

Spezzerei però una lancia a favore dei cugini. Se è vero che la differenza tra tre e due stelle è una sfumatura non dimentichiamoci che noi ne abbiamo, di due stelle, più del doppio della Spagna e più del triplo della Germania. Credo che questo sia un giusto riconoscimento della nostra cucina tantopiù che, a quanto pare, le due stelle non le assegna solo un ispettore italiano!

30 Nov 2006 | ore 13:55

Bocuse è museale, giustissimo, e nel suo genere imperdibile. Ma se la Rossa avesse un po' di sangue italiano (e non dei meri esecutori) anche Marchesi e Santin non avrebbero mai dovuto perdere le tre stelle e non perchè sono museali ma perchè sono stati due dei ristoranti fondanti del rinascimento italiano in cucina.
Pensando che da 100 anni esistesse la guida Pirelli invece che la Michelin (è un gioco) i due ristoranti e anche Don Alfonso e sicuramente il San Domenico avrebbero la terza stella per via della storia e della tradizione.
Come si vede tutto questo ragionare non porta a nulla se non a riconfermare che una guida francese edita anche in Italia dà voti un pochino discutibili, per non dire peggio, ad alcuni buonissimi ristoranti italiani.
Fine delle trasmissioni e fine dell'ennesimo spot gratuito a questa guida a mio giudizio sovra stimata.
Ma qui il discorso si fa circolare e riporta al punto di partenza.

30 Nov 2006 | ore 14:55

caro direttore o voi frequentatori del blog avrei un quesito differente ma che vorrei soddisfare....sapreste dirmi che fine ha fatto l'ex chef del ristorantepoverodiavolo di torriana o di suoi progetti futuri? vi ringrazio anticipatamente complimenti per i blog

30 Nov 2006 | ore 16:36

oh scusate cmq le notizie su riccardo agostini grazie ancora.

30 Nov 2006 | ore 16:45

Sempre meglio del vespone in pellegrinaggio a Istanbul....ma l'avete visto dentro nella fantastica moschea blu sussurrando: "Eccolo ha le labbra socchiuse, si nota che sta riflettendo...che emozione"...ma cosa é disposto a fare l'uomo di riferimento di arnaldo Forlani pur di apparire...il Vespa dell'altra sera sembrava un moscerino a confronto del imam di oggi...ha ragione tombolini...boicottiamolo questa Vespaccia

01 Dic 2006 | ore 00:20

beh, piu' presto la guida del Gambero inizia a valutare anche i ristoranti francesi di Francia (e non solo quelli), meglio e'.

01 Dic 2006 | ore 00:50

Mi piacerebbe fare una guida francese solo per vederne le reazioni, ma al massimo si possono recensire alcune decine di locali interessanti e non tristellati :(

01 Dic 2006 | ore 16:18

perchè i tristellati non si possono recensire?

02 Dic 2006 | ore 00:50

Perchè in tal caso ci vorrebbe un nuovo budget, ben più consistente, dal momento che i tre stelle francesi sono più cari di un 30% del più caro italiano e il vino al ristorante francese costa molto di più che in Italia.

02 Dic 2006 | ore 10:38

Non è proprio così, direttore. I tre stelle parigini (che sono quelli più cari) consentono tutti, a pranzo, di essere visitati con menu più che completi sotto i 100 euro (e capisco che per valutarli sia necessario anche provare qualcosa alla carta, ma il costo medio comunque si abbassa).
Fuori parigi, Veyrat escluso, i tristellati costano in media più degli italiani ma non così tanto (direi un 20% e non del più caro, Pinchiorri, che costa più di Roellinger).

Ma perchè il gambero non fa una bella guida di 150-200 locali di grande cucina di tutta europa, con la sua filosofia di analisi e valutazione dietro e conschede più ampie (tipo quelle per i triforchettati)? Cioè un Carnet de Route meno modaiolo (quelli di Omnivore sono bravissimi ma un po' troppo ansiosi di stupire) e davvero europeo?

02 Dic 2006 | ore 13:08

Ci stiamo pensando da tempo anche perchè in Francia abbiamo il bravissimo Andrea Petrini, la Spagna è terra super battuta e il nord europa non c'è ignoto.
Magari lo facciamo così poi vediamo chi ci viene dietro :)

02 Dic 2006 | ore 16:14

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