22
Nov 2006
ore 13:20

In pellegrinaggio a San Sebastian

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Mentre una nutrita squadra del Gambero Rosso e del canale televisivo RaiSat Gambero Rosso Channel è a San Sebastian, la manifestazione ideata e diretta da Garcia Santos, la qual cosa può far apparire contraddittorio il discorso che segue, scrivo le mie perplessità su questa manifestazione, sul taglio che sta prendendo e, soprattutto, sull'atteggiamento dei cuochi italiani che vanno ormai a San Sebastian come in pellegrinaggio. 

commenti 19

Stefano,
sono appena uscita dalla "ponencia" di massimo bottura. nessun pellegrinaggio. anzi, applausi a valanga. il tempo della sudditanza e' finito (se mai c'e' stato).
garantito da una frequentatrice disincantata.
besos y quesos
L

22 Nov 2006 | ore 14:44

ti passo dalla platea di San Sebastian un commento di Alfredo Russo (Dolce Stil Nuovo): "per anni ci hanno detto di andare a imparare il francese e l'inglese, adesso ci dite che i pellegrinaggi non vanno bene, se non venivamo eravamo dei provinciali, se ci veniamo siamo dei pellegrini...che dobbiamo fare? ditecelo! io trovo che gli italiani stiano facendo qui le cose migliori, facciamo le nostre cose e le stiamo facendo vedere agli altri."

22 Nov 2006 | ore 19:22

Se l'atteggiamento non è quello da pellegrini io sono contento.
Quello che ho scritto parte dalla constatazione che non ho mai visto in questi trent'anni nei quali mi sono occupato di cibo e vino arrivare in pellegrinaggio in Italia i francesi o gli spagnoli o gli americani, ho sempre visto gli italiani andare in modo scomposto - da pellegrini, appunto, cioè come coloro che si muovono per fede - prima in Francia (nouvelle cuisine), poi, negli Usa e dintorni (cucina fusion) e da ultimo in Spagna dal signor Santos che dice che San Sebastian è rivoluzionaria.
I cuochi italiani fanno gruppo, io sono contento.
I cuochi italiani hanno successo, sono ancora più contento.
Ma per favore non dite che in questi anni San Sebastian non è stata una specie di pellegrinaggio.
Se quest'anno i pellegrini sono diventati cuochi ci guadagniamo tutti.

22 Nov 2006 | ore 19:38

Ma il primo viaggio da Ferran Adrià non lo avete organizzato voi del Gambero, beccandovi anche aspre critiche? O forse mi sbaglio?

22 Nov 2006 | ore 22:50

Infatti, noi abbiamo organizzato quattro giorni da Ferran Adrià per seguire dei corsi di cucina, gli ultimi fatti al Bulli e della spedizione hanno fatto parte tra gli altri Cedroni (che lì ha cambiato la sua visione del mondo), Uliassi, Agata Parisella e altri. Era un viaggio di scoperta, per conoscere il nuovo, confrontarsi. Era il marzo del 1988.
La scoperta è un po' diversa dal pellegrinaggio, da chi è andato due o tre anni dopo al Bulli e ha fatto ahhh...

22 Nov 2006 | ore 23:03

Direttore, stia attento...se la sente (ola)Pablo Marquez la etichetta come nazionalista...apriti cielo: qualcuno si permette di dire qualcosa su la Mecca San Sebastian o sui geniali semi di girasole dei panini iberia. Vediamo se i pellegrini tornano a casa con spirito e mente illuminati, come si conviene da chi torna da un pellegrinaggio...pardon dal Paradiso, che se no ci accusano di essere nazionalisti

22 Nov 2006 | ore 23:08

Diciamo che i cuochi d'Oltralpe o gli spagnoli non sentono l'esigenza di venire da noi perchè si ritengono superiori... Però i servizi sul Gambero rivista fatti con l'incontro tra due cuochi, uno italiano e uno no, dimostrano spesso lo stupore e la sorpresa dello "straniero" nello scoprire i sapori, i profumi e le professionalità esistenti in Italia. Allora, non sarà che manca un evento strutturato da anni che permette questi incontri e che Identità Golose e Dire, fare mangiare siano ancora manifestazioni giovani per riuscire a creare un interese più forte all'estero?

23 Nov 2006 | ore 00:27

Ciao volevo chiederle un giudizio sulla cucina spagnola. Leggevo dei grandi cuochi che sono diventati delle vere star e che presentano le proprie creazioni come fossero stilisti che annunciano le nuove collezioni. In tutto questo non vedo niente di tremendo, anzi andrebbero imitati per come "comunicano" il mondo della gastronomia! Il mio dubbio è su come realizzano questi prodotti. Leggevo dell'uso di sostanze chimiche che aiutano nel modellare e creare i piatti. Non so se è giusto chiamarla una cucina molecolare/chimica ma la mia domanda è...non sono le stesse tecniche usate dai grandi gruppi industriali per fare cibi belli di aspetto e uguali tra di loro? Non è un processo di migrazione verso la gastronomia industriale? Capisco che per una sfilata di nuove creazioni l'estetica è importante ma non è il caso di preferire piatti meno belli, tecnicamente non perfetti ma più "sinceri"?
Saluti Raffaele

23 Nov 2006 | ore 10:35

Che sia un pellegrinaggio è certo. Un po' ridicolo, come tutti i pellegrinaggi, ma abbastanza inevitabile. E poi fa contenti tutti: chi ci va ottiene molta visibilità, chi lo organizza si fa un po' di soldini.
Personalmente ho trovato grande Aduriz, che durante la kermesse - se non ha cambiato idea - ha tenuto chiuso il suo ristorante. E' ovvio che l'ha fatto per i suoi recenti dissapori con Garcia Santos, però ha avuto fegato lo stesso.

23 Nov 2006 | ore 10:43

Confronto e dibattito non è detto che siamo la stessa cosa. Io trovo che lo spunto di riflessione del direttore sia importante.Ricollegandomi agli spunti del direttore non concordo affatto con Gigio e gli rammento che qui in italia abbiamo una bellissima manifestazione che non ha nulla da invidiare a quella di Santos. Mi riferisco ad Identità Golose. Facciamo crescere questa, quanto merita, e forse avremo un pochino meno compessi.
Un altro piccolo sassolino che levo volentieri : è scandaloso ciò che è successo a Petrini. Io solo per quello non sarei andato a San Sebastian. Punto a capo.

23 Nov 2006 | ore 15:56

Che è successo a Petrini?

23 Nov 2006 | ore 16:14

E' successo che Santos se l'è presa perchè Petrini ha pubblicato la notizia che Arzak e Aduriz erano in polemica con lui. Sai toccare dio è peccato :-)))

23 Nov 2006 | ore 16:37

Tanto per capire, quando parli di dio ti riferisci a Petrini o Santos? Sì perchè la lotta diventa dura tra i due..

23 Nov 2006 | ore 19:56

Mi riferivo a Santos. A me Petrini non mi pare così spocchioso come vuoi far intuire.

23 Nov 2006 | ore 22:23

Petrini è Andrea e vive a Lione ed è corrispondente del Gambero Rosso. Non c'entra nulla con Bra, slow food e dintorni...

23 Nov 2006 | ore 23:31

Curioso perché io non solo ho scritto quello che ha scritto Andrea Petrini sullo stesso giornale ma ho anche titolato con quella notizia. Ed ero invitato persino ad una importante tavola rotonda qui a san Sebastian.

24 Nov 2006 | ore 09:21

a malincuore non ho letto tutti i numeri del gambero degli ultimi anni, a malincuore perche' trovandomi all'estero non e' sempre facile reperilo, ma una domanda: parlando di San Sebastian, cucina creativa ed identita' italiana ( piu' sentita all'estero naturalmente che a casa nostra) mi domando se sia mai stata fatta una retrospettiva sul lavoro di Angelo Paracucchi grandissimo cuoco, tecnico e creativo che ha portato la nostra bandiera fino a Parigi in anni di assoluta prepotenza francofona. Paracucchi e' scomparso due anni fa ed il suo lavoro sopravvive grazie all'impegno del suo allievo Alberico Penati. In anni di balzi avanguardistici di grande spessore mi piacerebbe trovare un passo alla memoria per non cadere in un paradosso Marinnetiano: facciamo una cultura nuova bruciando le biblioteche.
La storia come fondamento dell'identita'in evoluzione

24 Nov 2006 | ore 20:41

Mi spiace deludervi, come al solito uso una polemica per stuzzicare tutti un pò.
Vera star si diventa solo all'estero, una star all'estero porta risultati ai suoi investitori (milioni di euro, dollari o sterline) da noi una "star" fattura 500.000 al massimo per mancanza di clientela disposta a spendere. Secondo me i miei colleghi, più che in pellegrinaggio, stanno solo cercando qualche investitore straniero, una visibilità maggiore. E per finire, a parte qualche errore di valutazione, nessuno straniero si sogna di venire in Italia per investire. Gli dovremmo forse insegnare l'uso di una grande melanzana o di un fantastico pomodoro? Verranno, come sempre, in incognito, in vacanza a mangiarseli tranquilli in riva al mare. Ma su via cosa offriamo noi? 35 coperti di media algiorno alla media di 60 euro? E allora via con le invenzioni della pasta all'uovo senza farina!! Ma il caviale ce lo sognamo nei nostri ristoranti, come anche il miliardario che spende oltre 1000 euro al suo tavolo. Rilassatevi gente, continuate ad andare in pellegrinaggio, in ogni caso viaggiare fa bene e fa rilassare.

27 Nov 2006 | ore 14:26

Salve,
ho letto con molto interesse i vostri commenti sulla cucina di San Sebastian. Sapreste indicarmi alcuni dei ristoranti ceh ritenete tra i migliori della città ( conosco Arkaz e Arbelaitz) ma vorrei allargare la mia ricerca

Grazie mille

27 Set 2007 | ore 10:16

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