12
Nov 2006
ore 12:13

Non solo d'Alba

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tartufo_bianco.jpg

Basta con questo tartufo di Alba, quello bianco, il Tuber Magnatum Pico, a prezzi stratosferici e che non sai mai se è di Alba o no. Perchè se è un tartufo di Alba chi te lo vende pretende di fartelo pagare il doppio di un altro tartufo che ha lo stesso sapore, la stessa qualità ma meno fama. Per questo motivo si dice che ci sia un travaso di tartufi bianchi provenienti da altre regioni e che portati nelle Langhe duplicano o triplicano magicamente il loro valore. Nelle Langhe miliardarie queste cose si sussurrano ma nessuno le dice a viso aperto. Nelle Marche, che hanno un buonissimo tartufo bianco, queste cose si sussurrano ma nessuno le dice a viso aperto.

C'è anche chi lavora per diffonedere un'informazione corretta e prezzi calmierati organizzando cene a base di tartufo bianco - Non solo d'Alba - che potrebbe essere un buono slogan per calmierare i prezzi e mettere sull'avviso i consumatori: comprate il tartufo solo da negozianti o ristoratori di cui vi fidate perchè di tartufo bianco ce n'è di varie provenienze e prezzi.

 

Il Tuber magnatum Pico si sviluppa in suoli sabbiosi, ricchi di carbonati con pH subalcalino da un minimo di 7,92 ad un massimo di 8,23 e con contenuto di sostanza organica intorno al 3%.

Il Tuber magnatum Pico è legato per associazione ectomicorrizica a varie specie forestali: Quercus pubescens, Quercus cerris, Ostrya carpinifolia Salix caprea, Populus nigra ecc. ed il suo habitat ottimale è il bosco misto di latifoglie con folto sottobosco di arbusti: Cornus sanguinea, Juniperus communis, Rosa canina, Prunus spinosa ecc.

Le zone dove cresce il tartufo bianco sono oltre che a Alba, San Miniato, Acqualagna, Savigno, alcuni comuni dell'Abruzzo. 

commenti 18

Caro Bonilli, il Bianco cresce anche nel mio Oltrepò pavese, dove Carlo Vittadini - che a molti tartufi diede letteralmente il nome, nella sua Monographia Tuberacearum - venne per molti anni a studiarlo.
Fortunatamente lo sappiamo in pochi, anche se ne sono bene a conoscenza i commercianti langaroli: in fondo, c'è solo un centinaio di chilometri di distanza... a proposito di "travasi".
Per saperne di più, fra i testi recenti, in rete si trova un bel libro:
http://www.todaroeditore.com/scheda.php?ID=003MR
Un saluto,
L.A.

12 Nov 2006 | ore 19:36

Che sia nelle langhe, nel Pavese o nel Molise...finalmente una cosa che possiamo dire quasi solo italiana? Comunque é vero ch nel mondo é passata l'idea che il tartufo bianco é di Alba...e per una volta che riusciamo a farci buona pubblicitá non mi pare il caso di tirare fuori assurdi localismi. I francesi sono riusciti a far credere che i fomaggi siano francesi, gli spagnoli che le arance siano cosa iberica, per una volta ci siamo riusciti a autoassegnare una primogenitura, e in questo caso mi pare anche con ragione...

12 Nov 2006 | ore 20:10

Beh, non li definirei assurdi localismi visto che si tratta di pagare un tartufo bianco di Alba il doppio di quanto vale quello proveniente dalle altre zone. E parliamo di centinaia di euro l'etto.

12 Nov 2006 | ore 20:19

stavolta Gigio ti devo dare ragione: nel dubbio che la situazione della fiat non sia quella rosea annunciata in questi giorni e siccome è assodato che le Ferrari sono le migliori macchine al mondo e sono pure italiane, da domani tutte le auto prodotte in italia si chiamano ferrari e qui sta la genialata: costeranno tutte come una testarossa, anche le dune.
o forse qualcosa non torna?
il punto che è se pago acqualagna ad acqualagna come acqualagna mi costa un tot, se quello stesso tartufo nella notte ha miracolosamente viaggiato come la madonna di loreto, l'indomani al mercato di alba mi costerebbe tre volte tanto
per me questa è una truffa, altro che fare gli interessi dell'italia.
oloap

13 Nov 2006 | ore 00:10

Io faccio uso del tartufo della zona bolognese.
Quest'annata è un pò difficile, mentre le ultime due erano state buonissime, in particolare la 2004, per il tartufo di questa zona.
Se ripenso ai tartufi mangiati in tanti anni ho 3 ricordi indelebili; il podio di bronzo lo riservo ad un tartufo di 120 grammi, annata 2004, zona savigno, di quercia, maturità incredibile, che durò per 15 giorni, superlativo.
Argento a quello che mangiammo in quella cena superlativa di fine 2005 da Antonello Colonna (te lo ricordi Stefano ?), che ci parlò di provenienza albese da un noto, per lui, mercante di tartufi locali di alta qualità.
Ma il primato ce l'ha ancora un tubero che presi da un enotecaro-cercatore che avevo conosciuto perché quell'anno lavoravo a Torino, annata 1997, non ottima come si disse per il vino ma tartufi super, di salice, una "piattina" di 77 grammi; messo in un barattolo ermetico, avvolto in una pellicola antiurto, dentro una scatola di polistirolo, dentro un altro involucro, messo in frigo quando tornai a casa a Roma, giuro che l'odore si sentiva a 40 metri. Una cosa così non mi è più capitata, anche come dolcezza in bocca.
Insomma, sono d'accordo sull'assunto, direi che per pagare tot bisogna vedere di che tubero stiamo parlando (mi verrebbe da citare il motto romanesco di mia nonna "capate si capite si nun capite nun capate"), ho riscontrato una qualità media molto buona nei tartufi del bolognese, che compero in buona quantità dal 3 anni ormai, ma pur sempre ho 2 tartufi di alba (e non dubito della loro provenienza) al primo e secondo posto in classifica, questo lo devo dire; pagarli il doppio per "default" è una cosa per me assurda, si capisce.

13 Nov 2006 | ore 11:40

"per me questa è una truffa, altro che fare gli interessi dell'italia."

si potrebbe definire "la truffa dei truffes" :-)

A parte i giochi di parole, come ci possiamo cautelare nei confronti della gastronomia sotto casa o del ristorante locale che propone la serata dedicata al tartufo bianco ? sì, va bene la fiducia ma anche il portafoglio...

13 Nov 2006 | ore 12:32

Mi è capitato di seguire un servizio su di una tv privata abruzzese in cui si parlava del consorzio Tuber che unisce coltivatori abruzzesi. Il "presidente" del consorzio parlava proprio di questo mercato che vede tartufi abruzzesi rivenduti a prezzi molto più alti come prodotti di Alba. Ma chi controlla l'orgine e la bontà dei tartufi di Alba?

13 Nov 2006 | ore 12:57

E beccatevi sto Gualtiero (la stampa di oggi, intervista)...da quando le guide hanno ricominciato a prenderlo in considerazione non si ferma piú. Scusate per la digressione ma se per caso é sfuggito a qualcuno, mi sembrano delle botte imperdibili: «Leggo la qualità in un piatto: qui a Parma ho mangiato delle costolette di agnello ottime, ben rosolate e perfette di cottura, sapori netti, puliti. Questi è cucina. Tutto il resto, sono seghe mentali». E ancora: La materia prima conta ancora?
«Certo, ma va ascoltata e non impreziosita. Un piatto per me è sempre un progetto, voglio darle forma a un pensiero. Non capisco chi fa le prove, per realizzare un piatto: se hai la musica dentro, fallo. Ho visto un cuoco che ha creato un suo laboratorio, secondo la scuola di Ferran Adrià: mah... Contro Ferran non ho niente, sia chiaro, ma nel mio ristorante io sono il musicista che compone, e basta». A gual´tié fermate...che sanza Spagna e Franza nun se magna

13 Nov 2006 | ore 13:25

Salve sig. Bonilli,
mi chiamo Sandra Palombo e sono molisana.
La mia famiglia ed io da anni operiamo nel settore del tartufo e abbiamo quindi un'azienda che trasforma e commercializza
tartufi sia bianchi che neri.Siamo proprio noi che
risentiamo del processo di fagocitazione da parte di regioni quali il Piemonte o l' Umbria che rispetto a noi vantano una tradizione ed una storia piu' antiche ma non per questo di maggiore importanza o valore.Il Molise è tra le regioni italiane che produce la maggiore quantita' di tartufi bianchi e neri ,di qualita' eccellente perche' il nostro habitat naturale è pressocche' incontaminato.Stiamo cercando con forza di urlare a gran voce che il nostro è un tartufo eccellente e che per un circa 60% viene venduto ad Alba.
Grazie e buon lavoro.

13 Nov 2006 | ore 13:34

Qualcuno mi spiega dovo sono i tartufi ad Alba? Ci vado spesso per lavoro ma ormai vedo solo vigneti,vigneti e vigneti (anche nei siti piu'infelici sigh...ma questa e' un'altra storia).
Le TRIFULE ad Alba non ci sono e siamo stufi di essere "truffati"...
Tatixs

13 Nov 2006 | ore 14:33

Be' sapevo che sarremo arrivati all'esagerazione opposta, come sempre il disfattismo italiano. Il sillogismo é facile e noi italiani siamo abituati: il tartufo é di Alba, non c'è solo tartufo ad Alba, il tartufo di Alba non esiste e se esiste fa schifo...lo abbiamo fatto con il prosciutto di Parma, il parmigiano e adesso ci mancava il tartufo. Persino in Spagna lo chiamano il jamón degli italiani, il che é tutto dire. Forse ha ragione Prodi: Questo é un paese impazzito. Un salutone a tutti...questo foro offre sempre spunti interessanti...

13 Nov 2006 | ore 14:48

se è vero che ad acqualagna si produce il 75% di tartufo bianco
vendendosene meno del 20%.
il resto che strada prende?
una leggenda metropolitana narra che nottetempo si vedessero circolare
in zona molte auto targate CN,questo many many years ago

13 Nov 2006 | ore 17:22

Sinceramente non so dare un contributo in termini investigativi di dove finisca il tartufo trovato in ciascuna zona.

Volevo però, perché è domanda udita centinaia e centinaia di volte, per scopo informativo, dire sulla conservazione del tartufo.
Barattolo ermetico, sia vetro o tupperware non cambia, tovagliolo di carta, avvolgendo bene i tartufi, avendo cura di cambiarlo quotidianamente se intendete tenerlo per più giorni, e se volete un buon consiglio mettere nello stesso contenitore 2 o 3 uova, che attraverso il guscio poroso prenderanno l'aroma (farete voi la prova quando li aprirete per usarli). In questo modo, se il tartufo è inizialmente sano, si conserve bene anche per 10 giorni.

13 Nov 2006 | ore 21:21

mammamia, che meraviglia!!
Quante belle ricette ci stanno...

15 Nov 2006 | ore 15:18

Un tartufo di Alba( forse sarebbe piu corretto dire delle langhe e non solo visto che si possono raccogliere tartufi dalle colline del torinese a sud del po, fino al oltrepo pavese a est fino ai primi contrafforti dele alpi marittime a sud sulle colline del roero ad ovest)se e vero nemmeno se sei raffreddato a bestia non te ne accorgi, ovvio poi che ci sono dei commercianti che ne approfittano anzi vi diro di piu in tutti i balcani si raccolgono tartufi quindi magari prima o poi scopriremo le macchine targate Alba ad Acqualagna e le targate Acqualagna a Lubiana.
Comunque come sempre conoscere per decidere!!
Sul prezzo vorrei fare una considerazione:
Incensiamo regolarmente chi produce il gusto di un alimento pregiato con roba di poco prezzo per poi vendercela nel piatto al doppio del valore della materia prima pregiata,e non siamo disposti a spendere per un buon tartufo ma va la "na bela trifola a fa sempe piasi"come dice il mio amico astigiano

19 Nov 2006 | ore 06:16

Scambio un mio quadro - che si puo' scegliere nel sito http://www.pbase.com/antorug - della grandezza massima di 70x50cm. - senza cornice - con pranzo a base di tartufo d'Alba - (almeno tre portate) da offrirmi presso un buon ristoratore piemontese da concordarsi. In occasione del pranzo avverra' la consegna del quadro.Per ulteriori informazioni scrivere antorug@libero.it
http://cerco-regalo-scambio.tutte.annunci.studenti.it/mostra_annuncio/90325/Scambio%20tartufi%20per%20un%20mio%20quadro

25 Nov 2006 | ore 14:57

con il tartufo non c'entra un gran chè,anzi,però visto che sono affezionato alla gola del furlo e dintorni ,vi invito a dagli un'occhiatina.Ciao a Tutti,Fortunato Bologna
www.diariodiunesattore.blogspot.com

13 Giu 2007 | ore 11:17

Possiedo un terreno in cui si trovano tartufi, poichè non ho un cane, cerco un tartufaio con cui dividere il raccolto. La zona è al confine tra lazio e abruzzo nei pressi dell'A24. Scrivere a davx5000@yahoo.com

03 Gen 2008 | ore 10:53

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