28
Dic 2006
ore 19:08

Il Daino bianco e Lafite

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Vediamo un po'... negli ultimi tre giorni ho bevuto il Cros Parantoux '82 di Jayer di cui ho già scritto e poi Cheval Blanc '82 e Lafite '79 e Haut Brion '85 e Magnum di Breg di Gravner e Magnum di Giacosa e Valentini '91 e una serie di Champagne di cui è meglio non parlare per non aggravare la posizione. Scopro, leggendo il forum, che bere queste bottiglie è da fighetto ricco e che sono bottiglie che generano antipatia.

Ora, le bottiglie costano molto - non c'è dubbio - e si tratta solo di farle "convergere" nello stesso momento sulla stessa tavola e berle con persone amiche e simpatiche. Per farle convergere bisogna prima acquistarle, e bene, alle aste ovvero da pusher come zo-ze e avere amici che fanno lo stesso e poi ve le portano per condividerle. E' un appuntamento annuale. E anche il racconto è di gioia condivisa e non da marchese del Grillo - io so' io e voi n'un siete nessuno... - , tanto per capirsi.

Certo, se vi raccontavo che avevamo bevuto una bottiglia di vino biodinamico nomato Daino bianco 2004 dell'azienda agricola Castellina di Empoli e pagata 12 euro, che ci è piaciuto da matti, ero politicamente corretto.

Ma a me questo"politicamente corretto" sa tanto di farisaico e non mi piace...

commenti 32

Con un Giulio Ferrari riserva del fondatore '97 aveva per "soli" 52 euro aveva una bottiglia di bollicina fra le migliori del mondo...
io stasera mi bevo con la mia dolce metá, a tutto pasto (ma si sfatiamo il mito) un Cava Juvé e Camps Cinta Púrpura Gran Reserva...se é una tantum, leggi occasione speciale, si puó fare...se diventa un'abitudine come fa mio suocero aprire a diario bottiglie da 70 euro be' allora la cosa mi sembra preoccupante, oltre che da fighetti miliardari...peró nel suo caso il piacere si mescola al lavoro e quindi la perdoniamo :)

28 Dic 2006 | ore 20:53

Credo che queste bottiglie non generino antipatia ma invidia, eppure si tratta di vini che hanno molto da insegnare e chi ha la fortuna di poterle degustare dovrebbe essere più libero di esporre la propria esperienza senza essere coinvolto in futili polemiche.

28 Dic 2006 | ore 23:54

Penso che non sia rilevante essere politicamente corretti, l'importante è essere soddisfatti. Ovviamente ognuno ha le proprie possibilità, c'è chi beve per 70 euro la bottiglia e chi per 10. Chi beve per 200 eurola bottigli e chiper 20. Il fine ultimo dev'esser necessariamente star bene.

Penso anche che non sia rilevante bere necessariamente per 70 euro la bottiglia per stare bene e questo per due motivi. Primo: la compagnia e la condivisione del vino a tavola contano molto. Chiaro che il meglio del meglio è un ottimo vino con gli amici/persone più care. Secondo: molti vini buoni costano molto, molti altri costano molto meno. Bisogna scovarli.

Infine penso che bottgilie di quel tipo generino più invidia che antipatia. A me non importa il perchè ed il per come si stappino in tre giorni tali bottiglie. Però il fatto che abbia dovuto fornire una spiegazione mi fa venir il dubbio che lostappatore si senta effettivamente fighetto.
Gravner non è un vino da bere tutti i giorni (tantomeno gli altri citati). L'ultima (ed unica, per me) volta che s'è stappato (con gli amici, appunto) una magnum del signor G. la si è finita col sorriso dei bimbi ai quali hanno dato le caramelle preferite.
Ci siam detti "Ancora..."
"Finita!"
Amen.
Saluti

29 Dic 2006 | ore 10:43

Tranquillo Diretur
Il primo pensiero è "se non le beve lui certe cose che è il diretur del Gambero, chi le deve bere?"

Personalmente sarò felice di aprire a Capodanno due bottiglie di Vetrere, il rosato con il classico spaghetto ai frutti di mare e per il rosso ci inventeremo qualcosa con gli amici.

Come vede ognuno "soffre" come può!
;-)

P.s.: Se lei invece "s'offre" possiamo fare cambio: due delle mie contro due delle sue!

29 Dic 2006 | ore 11:02

Questo post lo si potrebbe definire un test. Le grandi bottiglie stanno al vino come i libri d'arte o le prime edizioni, belle e costose e che hanno amatori trasversali. Se sempre bisogna scusarsi dei vini che costano molto perchè... c'è chi vive con 1800 euro al mese, c'è chi non mangia, c'è chi giudica certe spese immorali ecc... nulla sarebbe cambiato dal 1986, anno di nascita del Gambero Rosso, quando di questo dovevo discutere anche con persone intelligenti che però giudicavano cultura o hobby l'avere un piano a coda in casa, collezzionare icone russe, avere l'abbonamento allo stadio, andare in palestra, spendere i soldi per un nuovo mulinello per la canna da pesca mentre giudicavano "immorale" acquistare Lafite, che tra l'altro costava molto meno di oggi in proporzione.
E' un paese catto-comunista quanto a cultura e tante volte vengono i brividi...

29 Dic 2006 | ore 11:05

e' quello che dico sempre io..uno i suoi soldi li spende come vuole senza poi doversi sentire accusato di essere un eno gastro sborone.
I miei 1000 euro da pinchiorri potrebbero fare gridare allo scandalo ma alla fine credo che si sia gente che spende 20 volte la mia cifra per bere bottiglie molto piu' costose e Pinchiorri per questo non ha limiti alla fantasia dell'avventore che vuole regalarsi un emozione con un grande vino.
Ma io ho anche mangiato bene e anche molto da Pinchiorri e questo per me e' l'importante.
Ma i soldi per favore che ognuno li spenda come vuole per piacere.

29 Dic 2006 | ore 11:14

Ok, paese catto-comunista e quant'altro...ma io, se mi posso permettere, nella sua posizione, non mi sarei sentito di dare nessuna spiegazione sul come/perchè del Lafite e delle altre bottiglie.
Aggiungo anche che se ci mettiamo anche a giudicare (non commentare...) il prezzo del Lafite, attività inutile quanto fine a se stessa, apriamo il campo ad una serie di argomenti ben più rilevanti quanto infiniti che non son certo coerenti con la cultura del cibo e del vino. Se giudico chi acquista il tal vino alla tal cifra come fighetto-spendaccione-"sborone", esulo da un dibattito serio, ed è meglio che mi metta a discutere di guerre e leggi finanziarie, temi ben più rilevanti e altrettanto fuori luogo in questo contesto.
Sono tra quelli che vive con meno di 1800 euri al mese ma piuttosto che bere una roba che non mi piace non bevo. Quando bevo o scelgo un ristorante, lo faccio con la mia testa ed il mio personale budget. Non m'importa di sapere il perchè dietro alle scelte enograstronomiche degli altri, Pinchiorri, Gambero Rosso, Fadiga, D'O, Sassicaia o Tignanello che siano. Piuttosto m'interessa un giudizio critico, una seria recensione ed un commento sulla cantina, sul vino, sul ristorante o sul caffè servito al ristorante (quasi sempre di qualità bassissima, anzi di qualità "infame").
Saluti

29 Dic 2006 | ore 12:47

Un vino d'annata è un'esperienza non un'oggetto da quantificare in base al denaro che vale.

29 Dic 2006 | ore 18:10

Partecipiamo al test… ;-)

Accidenti direttore la QUOTO in toto in relazione alla sua apertura, e non mi capitava da tempo… (sorrisi) Lei come il sottoscritto compra quelle bottiglie con i suoi soldi e non è un “fighetto arricchito” o figlio di papà e parvenue, che “sperpera” soldi “trovati” senza fatica… come è legittimo pertanto lei spende i suoi soldi come meglio crede senza per questo doversi scusare o sentirsi in colpa. Recentemente ci mettiamo insieme in 5 in 10 e con 100,200 euro a testa stiamo “stappando” e ci stiamo facendo una “cultura” … già perché …

E’ altrettanto vero che i grandi vini come certi grandi ristoranti, chef o tipologie di cucina, sono indicati a chi dispone di una sufficiente cultura specifica per apprezzarli appieno viceversa si rischiano probabili grandi delusioni, e solo attraverso un percorso di crescita graduale che si potrà apprezzare ed in particolare distinguere l’eccellenza enogastronomica, per poi proseguire in un lungo e fantastico viaggio di approfondimento alla ricerca costante del miglior compromesso qualità/prezzo, perché a nessuno di noi piace “buttare” i soldi.

Viceversa se parliamo di Autovetture per fare un esempio... Qualità, Unicità, e Performance sono oggettivamente comparabili da CHIUNQUE ed è qui a mio parere che sta TUTTA la questione. Di AUTO di bassa e altissima qualità tutti ne capiscono… giustificando il costo… non altrettanto quando parliamo di Vino di Cibo, di Olio e potrei proseguire...

Per il gentile Mettiu;
Pensare ad un vino per tutti i giorni… va riposizionando il concetto in modo errato, per parallelismo ad una grande CANTINA è come cercare di far capire a chi nel suo garage dispone ad esempio di Autovetture dalla QUALITA’ ed unicità indiscutibile… ovvero di un Aston Martin, di una Ferrari e una Maserati … che ha bisogno anche di un auto per uscire tutti i giorni ? Si come NO… ;-) probabilmente prenderà una BMW SW serie 5 da tenere ferma come ”muletto” … ;-)

Ma venendo al tema dell’ INVIDIA, dell’antipatia, dello “sborone” , rilassiamoci tutti quanti… (sorrisi)

Non dimentichiamo infatti che il signore in Aston Martin sulla tangenziale Milanese alle ore 08:00 di un giorno feriale, evidentemente con grande perplessità guarderà chi gli passa sopra la testa con un bel elicottero Agusta A 109 Power. E “rosicando” invidia… manderà a quel paese lo “sborone” volante… (sorrisi)

Concludendo per Mettiu;
Posso garantirti che recentemente nelle mie visite nei Ristoranti c’è molta attenzione per la componente Caffè come chicca conclusiva, ed alcuni locali propongono addirittura una carta dedicata… dimostrando grande attenzione riguardo il tema. Nel Canale Ristoratori sul Forum del GR a cui ti rimando se ne è parlato anche recentemente.

Signori siamo a fine 2006 con l’occasione, personali auspici per un sorprendente 2007 ricco di soddisfazioni personali oltre che professionali a tutti voi!

VG.

29 Dic 2006 | ore 19:05

Caro Bonilli, secondo me ci sono cose che sono oggettivamente immorali o anti-etiche. Punto. Poi, sono perfettamente d'accordo ed anzi sostengo la completa libertà di ciascuno di fottersene completamente dell'etica e della moralità all'occorrenza. Oddio, io spesso e volentieri mi freno ma credo in tutta onestà, sia piu' una questione di possibilità che di opportunità.

29 Dic 2006 | ore 19:12

Caro Ronco, ho capito bene? Lafite non è etico ma poi, in fondo, se uno vuole sbattersene...
Se questo è il pensiero non sono d'accordo perchè io ho scritto felice (e un po' ingenuo) dell'esperienza fatta con alcuni cari amici in occasione del santo stefano che, chiamandomi io stefano, è diventata da oltre venti anni una festa-pretesto per mangiare i migliori tortellini dell'anno. E così scatta la ricerca del cappone per il brodo, delle mostarde per il bollito completo e dei vini, naturalmente. E da una ventina d'anni è presente a questo appuntamento Cernilli, portatore di grandi bottiglie-acquistate e io metto le mie e quest'anno avevo come asso nella manica lo Cheval Blanc 1982 che era la fine del mondo e quindi ho condiviso questo piacere raccontandolo e cercando di rompere l'accerchiamento moralista perchè una grande bottiglia è una importante esperienza, come un concerto con il tuo Abbado di turno e in stato di grazia, come essere presenti all'esecuzione di Koln Concert, fatto per cui avrei pagato tanto e che mi sarebbe rimasto tra i ricordi-veri, come, appunto, un immenso vino del 1982 e vari altri di contorno

29 Dic 2006 | ore 19:55

Comprare un brillante scavato dai bambini in Sud Africa non è etico ed è immorale.

Comprare il vino più caro del mondo fatto da un vigneron francese con le uve raccolte da gente pagata il giusto è morale ed è giusto.

Vorrei che ad ogni contadino venissero pagati centinaia di euro per ogni bottiglia che fa.

Spenda pure Bonilli, ed ogni volta che lo fa, si ricordi della fame patita dai miei nonni contadini.

P.s.: il cerchio non si chiude se lei di mestiere fa il killer.
;-)

29 Dic 2006 | ore 20:34

caro antonio t allora dovremmo anche reputarci immorali se paghiamo una macchina 30.000 euro fregandocene degli operai in catena di montaggio che pigliano 1200 euro al mese e magari hanno 20.000 colleghi in cassa integrazione.
Se guardiamo all'immoralita'allora dovremmo smettere di andare al ristorante dove si spendono 2/300 euro per un pranzo.Dovremmo destinare altro che 8 per mille alla chiesa e fare tutti volontariato.
Non crdo che bere un vino del 1982 sia immorale cosi' non credo che mnagiare tartufo o caviale sia immorale.
Mi fa piu' senso vedere uno che ammazza un'altro per una corsa di taxi o quello che si vuole dare fuoco in tv per il figlio che sta in australia.

29 Dic 2006 | ore 22:39

Sta prendendo la piega immaginabile: moralità e immoralità, demagogia e realismo, laicismo e apostolato stanco e tutto perchè ci sono merci che esistono ma non possono essere nominate, ci sono consumi che si fanno ma non si dicono.
Le miniere di diamanti hanno poco a che fare con la ricca St. Emilion, con i vigneron della Gironda, la moralità riguarda Previti e chi l'ha votato (botta demagogico-moralistica) e non un consumo edonistico normale in una società sviluppata come quella italiana.
Quanto costa un week end in montagna? Che differenza c'è tra questa spesa, normale, che non richiama i piccoli bimbi neri che nelle miniere scavano diamanti, e una bottiglia di Cheval Blanc 1982?
Ancora scriviamo di queste cose magari usando un computer che costa 1970 euro, appena ricevuto in regalo per Natale?
E via di questo passo, un po' delusi perchè già nel 1986, alla nascita del Gambero Rosso, dovevo discutere di queste cose deprimenti.

30 Dic 2006 | ore 00:12

ToH! Due weekend fa una chiacchierata sulle barche a vela ha preso la stessa piega. Lo sguardo distratto di una persona che non conosce un argomento spesso inquadra ogni oggetto costoso e non necessario alla sopravvivenza..vino, cena, moto, barca, disco raro...come "da fighetto ricco e antipatico". Se si ferma all'apparenza, si disinteressa del contesto, del "come" e del "perchè" non coglie la differenza tra chi si atteggia (fighetto antipatico che se la tira e magari è pure incompetente) e chi invece condivide con altri una passione, si diverte.
Non è difficile, basta far caso a una manciata di dettagli, qualche domanda e il falsone si scopre. Però bisogna aver voglia di non essere superficiali e moralisti pallosi...

30 Dic 2006 | ore 02:03

Caro Bonilli. Mi spiego meglio. Lafite è etico o no ? Non volevo metterla su questo piano ed affrontare un discorso più in generale ma visto che me lo chiede, le rispondo : no. Poi, tutti liberissimi di berlo, io compreso. L'etica - credo su questo possa essere d'accordo con me - esiste indipendentemente dal fatto che venga rispettata. In questo senso a mio avviso va intesa in senso oggettivo, perché è un concetto assoluto.

Non importa il tipo di oggetto o servizio che sia di volta in volta l'involontario protagonista del confronto dialettico : la questione è che l'etica è unica e, in quanto tale, non può certo avere confini geografici. Non posso quindi condividere il suo esempio di consumo edonistico della vacanza in montagna, per esempio, quando me lo circoscrive alla società italiana (il che, paradossalmente, avrebbe senso se condividessi la sua impostazione). L'etica secondo me è una, condivisa o non condivisa ma a livello planetario direi, non nazionale. Altrimenti cosa avremmo, l'etica statale ?

Vorrei fosse chiaro comunque che io come lei, se ne ho la possibilità, godo con grandissimo piacere di un consumo edonistico anche ad altissimo livello, di un vino, di una fuoriserie, ecc.. Tutti noi, ogni giorno, abbiamo comportamenti oggettivamente non etici ma è anche vero che alcuni di questi comportamenti sono quasi "imposti" dalla società. La soglia può essere oltrepassata a vari livelli e quello che credo è che ognuno abbia il suo perché ciascuno di noi è umano. Nulla di male quindi, a bersi un Lafite, trasgredire l'etica è umano e immagino faccia parte del piacere che normalmente è connaturato in questo genere di consumi, non solo quello gustativo nel suo caso quindi, ma anche tutto quello indotto da quello che rappresenta quel prodotto.

Perdoni la lunghezza, non lo faccio più :-)

30 Dic 2006 | ore 12:02

Dunque l'etica non ha confini geografici o temporali. Ciò che viene sentito come 'etico' è uguale nelle varie parti del mondo ed è lo stesso anche tra l'Italia del '200 e quella di oggi.
Magari. Invece come certamente Filippo sa bene perfino sulle questioni fondamentali di vita e di morte - e figuriamoci sul Lafite - non esiste consenso universale. E l'etica di cui parla Filippo non può neanche essere trascendente: se proviene da un dio non solo non è -ovviamente - condivisa, ma forse che anche l'etica dettata dal nostro dio sia oggi esattamente la stessa di quella che lo stesso dio dettava qualche secolo (o qualche anno) fa?
E se consenso universale non c'è, come può Filippo o uno di noi etichettare come etica o non etica qualsiasi cosa *se non iscrivendola in un dato sistema culturale*? Probabilmente si tratta solo della personalissima etica di Filippo, che è ovviamente più che rispettabile. Se così fosse si spiegherebbe anche la libertà che Filippo lascia di "fottersene dell'etica e della moralità, all'occorrenza", libertà che viceversa sarebbe difficile da introdurre in un qualsiasi discorso su un'etica priva di confini geografici e storici.

30 Dic 2006 | ore 12:35

L'etica sarà pure unica valida però io a questo punto non so e non ho capito perchè Lafite non è etico. Se Filippo Ronco potesse cortesemente spiegare il suo punto di vista...

30 Dic 2006 | ore 12:37

Ciao Gumbo, forse non lo hai capito perché non condividi il concetto di un'etica comune, unica ed assoluta e, intendiamoci, non sei certo tenuta a farlo. Io con etica intendo un concetto oggettivo, non per forza condiviso dalle genti. Quello che Nicola scambia per etica è forse la morale. Il mio punto di vista, in definitiva, è che etica e morale siano due cose diverse. La prima prodromica, assoluta, immanente, rispetto alla seconda che ne sarebbe invece l'applicazione pratica influenzata, in quanto tale, dal tipo di epoca, di società o di individuo cui venga riferita.

Uno zoccolo duro di valori universali la prima, la trasposizione nella vita reale e concreta di questi valori la seconda. Potremmo quindi ben dire che un Lafite non è etico ma "può" ben essere morale. Dove morale è la morale comune, in quel tempo, in quella società.

Non vorrei quindi passare per il bacchettone di turno o tenere una lezione di cui non sono professore.

30 Dic 2006 | ore 13:15

@ Nicola
La "libertà di fottersene" rappresenta il libero arbitrio che, per fortuna, resta a tutti noi. Immagina che noia un mondo dove il precetto etico fosse invalicabile. :-)

30 Dic 2006 | ore 13:20

Scusa Filippo, ma questo concetto 'oggettivo' come si sostanzia? in caso di non condivisione universale chi o che cosa dirime? Decidi tu (e allora è la tua etica personale)?

E comunque. Se stiamo parlando di uno "zoccolo duro di valori universali", non ti pare che al massimo ci possa star dentro la vita e la morte? vuoi metterci anche il sesso e la riproduzione? passi pure (ma non sono d'accordo). Ma posso sapere a che valore universale, anzi a che "zoccolo duro di valori universali" corrisponde una bevuta negata di Lafite? Non ti pare di sminuire il concetto di etica a metterci dentro il Lafite?

Riguardo alla libertà di fottersene il concetto di noia non c'entra niente. Il precetto etico *è* invalicabile, e tanto è vero che quando la vita ti porta a valicarlo il trasgressore stesso vive una lacerazione. Tu non uccidi non perché l'omicidio è punito dalla legge, ma perché non vivresti più bene con te stesso dopo: per forza, questo sì appartiene allo zoccolo duro che dicevi e non è superabile con il concetto del libero arbitrio.

30 Dic 2006 | ore 13:35

Comunque non é che essere catto-comunisti sia un reato...Franco Rodano braccio destro di Berlinguer e ideatore dell'abbraccio storico fra le due grandi chiese politiche del Dopoguerraéra un uomo politicamente integerrimo. Secondo la cultura catto-comunista, il dossettismo ecc. sono fra le poche ereditá politiche positive del nostro paese...io credo che molte volte nei vini conti l'etichetta, il fatto di poter dire (non mi sto riferendo a lei, che lavora nel campo ed é logico che si faccia mandare certi cibi e certi vini...) ho bevuto il Sassicaia dell'85, il Romano dal Forno, lo Chateaux X....perché per es. non dirottare sun un Amarone Corsera Masi invece del Romano dal forno che costa uno zero in meno ed é buonissimo...ognuno é libero di comportarsi come vuole peró certo c'è chi all'accusa di catto-comunismo (categoria alla quale mi ascrivo) potrebbe ribattere che esistono anche i radical-chic, gente che ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra, come il sig. Scalfari...preferisco di gran lunga un catto-comunista che una fighetta berluschina. Comunque non ce l'avevo con lei, nel caso suo di lavoro si tratta...e domani con cosa brinda???? :):)

30 Dic 2006 | ore 13:55

"Etica
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

«Il primo passo nell'evoluzione dell'etica è un senso di solidarietà con altri esseri umani»
(Albert Schweitzer, Premio Nobel per la pace 1952)

L'etica (il termine deriva dal greco έθος, ossia "condotta", "carattere", “consuetudine”) è quella branca della filosofia che studia i fondamenti di ciò che viene vissuto come buono, giusto o moralmente corretto, in contrapposizione a ciò che è male, o è sbagliato. Si può anche definire l'etica come la ricerca di una gestione adeguata della libertà.

Spesso viene anche detta filosofia morale. In altre parole, essa ha come oggetto i valori morali che determinano il comportamento dell'uomo."
Forse un pochino forte l'utilizzo del termine etico in questo discorso non trovate ? E come mai nel forum del GR flotte di amatori del vino raccontano di memorabili bottiglie e tutti si compiaciono, chiedono, si confrontano mentre se lo fa il Bonilli con il Cernilli diventa una questione etica ?
Uno spunto di riflessione e ritorno nell'ombra, in compagnia dei miei vizi edonistici. Saluti

30 Dic 2006 | ore 14:02

@ Nicola
Secondo me lo zoccolo duro è formato dal bene e dal male, non tanto dalla vita e dalla morte. Ma a prescindere da questo, non so dirti quali altri siano i valori. Penso, anzi ricordo, che su questi temi fior di filosofi hanno dedicato parte della loro vita. Insomma, argomenti che vanno senz'altro ben oltre la mia portata. Non ho una risposta alla tua domanda quindi ma sento che quello che ti ho scritto ha un senso, almeno, lo ha per me.

@ Alberto
Caro Alberto, sono d'accordissimo con te ma era abbastanza prevedibile che il post di Bonilli aprisse a questo tipo di commenti. Ribadisco un ultima volta però che se in qualche modo da quanto ho scritto è passato che io denigri Bonilli per quella bottiglia, bé è esattamente il contrario di quello che intendevo fare. Riportando il discorso su un piano più terreno e pratico, voglio semplicemente dire che esistono dei principi ma che questi vengono regolarmente trasgrediti perché è umano che succeda. Bersi una bottiglia da qualche centinaio di euro mentre c'è gente che non ha acqua per bere o i soldi per arrivare a fine mese per me non è etico (leggi, non è giusto a livello assoluto) ma non lo contesto ed anzi lo farei anch'io senza troppi sensi di colpa.

Diverso il discorso dei vini da "fighetti" - in effetti questo e solo questo in topic con questo post - con cui sono molto più d'accordo con Bonilli.

30 Dic 2006 | ore 14:43

Filippo,
quello che ancora non comprendo è perchè bere un vino non è etico.
Cosa non è etico esattamente di bere quel vino?
E' una trasgressione a quale regola?
Con quale valore universale si scontra?
Chi lo produce è forse uno schiavista o qualcosa del genere? Non mi pare. E se davvero non è questo il problema...qual è?
Che è troppo caro?
Troppo caro rispetto a cosa?
Chi decide qual è il confine tra un "giusta" spesa e una "sbagliata"?
E' etico comprare una macchina nuova Euro4 ma è sbagliato tenersi un'auto catorcio e spendere la stessa cifra guadagnata onestamente in cibo e vino?
In che modo non bere quel vino migliora la vita di chi non ha acqua da bere o i soldi per arrivare a fine mese?
Se quei soldi li spendo per i fatti miei o li tengo in banca cosa cambia nel mondo?
A meno che io non doni tutto ciò che guadagno per la costruzione di nuovi pozzi in Burkina Faso a me pare che non cambi proprio nulla.
O non era questo il punto? Davvero non capisco.

30 Dic 2006 | ore 20:38

Ammetterete che mescolare etica e Lafite è singolare.
Che fatica sarebbe vivere in questo modo perchè, è chiaro, non può essere una questione di quantità - 1600/2000 euro o quello che sia per una bottiglia da 750cc - ma di rapporto tra questa quantità e l'insieme dei valori medi dei consumi di un individuo, per cui 500 gr di pasta a 15 euro sono da considerarsi un consumo eticamente sbagliato e un paio di scarpe da 800 euro, che sicuramente dureranno dieci anni e più, sono un'offesa all'etica.
L'etica cattolica e l'etica protestante usano pesi e misure molto diverse e così Fazio, etica cattolica, non si dimette se non quando è allo stremo, svergognando il nome e l'immagine dell'Italia mentre il presidente della Bundesbank si dimette immediatamente per una notte in albergo "scroccata" alla banca, cioè 2000 euro.
E però i maggiori consumatori del mondo di grandi bottiglie sono proprio nei paesi di cultura protestante e spendono con piacere i loro soldi - anche per una sola, grande, unica, bottiglia - perchè il profitto non è una colpa ma il barometro di un valore della persona che, tra l'altro, può fare beneficienza detraendo parte dei soldi dalle tasse, mentre nell'Italia a metà strada tra il Vaticano e la Tunisia, il profitto si fa ma non si dice, non pagare le tasse è da furbi e non eticamente sconcio e il profitto è comunque il segno di una colpa, almeno agli occhi di una parte dei partiti della coalizione Prodi.
Guarda un po' dove si finisce se si ragiona attorno a una bottiglia di Lafite.

31 Dic 2006 | ore 00:19

@ Gumbo
Se vogliamo metterla sul materiale mettiamola. Certo, il problema - in senso assoluto - secondo me è il prezzo. Potrebbe essere un gioco divertente : per ogni tipo di oggetto valutare in base al senso comune, ciò che sia valutabile come etico o meno. Ognuno potrebbe dire la sua e poi ci ritroveremmo punto e capo. Ognuno fa un po' quel che crede, nonostante dentro di se forse sappia che quel determinato acquisto rappresenta oggettivamente un lusso. Il lusso è male e la povertà è bene ? Non so. L'accontentarsi del buono senza eccedere è una virtù ? Ci perdiamo in un ginepraio. La domanda lecita è : perché evitabile ? Per chi e, soprattutto, in virtù di cosa, di grazia ? Torniamo al senso etico e alla morale comune. E' un gatto che si morde la coda. Ma io non ho le risposte alle tue domande, non so quale sia la scala dei valori, semplicemente penso che esista. Credo che ognuno di noi abbia la libertà di condurre la propria vita e le proprie spese nel modo che ritiene più opportuno, non ci piove. Avrei impostato da principio il discorso sull'etica mia personale ma non posso farlo perché credo che l'etica sia una ed universale. Forse sarebbe più semplice spostare tutto sulla morale comune oppure, meglio ancora, fregarsene completamente e trangugiare il Lafite guidando la Ferrari, che si vive una volta sola.

31 Dic 2006 | ore 01:15

Direttore:
l'etica protestante é tutto meno che pro-consumi...tant'é che nell'Etica protestante e lo spirito del capitalismo Max Weber ci ha spiegato che il capitalismo é nato laddove non si poteva consumare per questioni religiose e valeva la logica dell'accumulo di capitali, peraltro segno di predestinazione divina...a me gli 800 euro per le scarpe mi sembrano immorali cosí come la bottiglia da 1500 euro, o D'Alema che si fa la barca, alla Gionni Dorelli...essere di sinistra e cattolici non vuol dire mettere la croce sulla quercia una volta ogni quattro anni taornare da messa la domenica e brindare a tavola con un vino da 1500 euro vedendo tramite il filtro della tv le immagini agghiaccianti, barbariche e neofasciste di Saddam al cappio...ripeto che se uno peró di lavoro fa la critica di vini é normale che certi vini li debba pure assaggiare...Fazio, Previti, Berlusconi ecc. sono piú colpevoli di Carluccio o dei padrini siciliani d'antan nel dare un'immagine stereotipa dell'Italia che poi noi che viviamo all'estero dobbiamo deglutire in silenzio nella nostra quotidiana e nient'affatto lussuosa esistenza. Buona notte e ormai quasi buon anno (vengo dalla festa in plaza mayor dove chissá perché si celebra anche il 30 con cava e scampanate...sará perché non hanno lenticchie buone come quelle di Castelluccio o di Santo Stefano di Sessanio :)

31 Dic 2006 | ore 02:26

L'etica protestante sarà pure contro i consumi ma negli Usa, in Germania, in Svizzera, in Belgio si stappano grandi bottiglie.
Cattiva lettura di Max Weber? Non credo, credo piuttosto che l'etica vada applicata allo stile di vita pubblico e privato e, avendo i soldi, contempli anche il Lafite.
Da trent'anni io mi trovo a discutere di queste cose e sempre avendo di fronte gente che, consciamente o meno, applica un giudizio morale ai comportamenti più semplici, diretti, chiari quali sono quelli dei consumi voluttuari.
Ma saranno poi voluttuari o non, invece, culturali e accessibili a pochi, come un'edizione d'arte o, per volare più bassi, anche i Meridiani che con i loro 55 euro di costo e la bellissima carta e stampa sono platealmente per pochi in un paese che non legge e se pecca tanto poi si confessa.
Ha da venì' Lutero...!

31 Dic 2006 | ore 14:09

Che palle, gente. Bevete quel che vi pare e non state a menarla tanto.
A Natale ho confezionato un "pacco" per un amico fighetto: bottiglia vuota di Dom Perignon, riempita di Castellino bianco addizionato del 10% di San Pellegrino. Versato con la scusa di una provenienza incerta, "forse sfiatato"... e l'amico si è commosso fino alle lacrime.
Aspettiamo la Befana, per dirgli della bufala.
Mentre mi sono stappato un Amarone Castagna '64, ereditato. Forse moscio anche lui, ma vuoi mettere la soddisfazione.
Prosit.

31 Dic 2006 | ore 15:08

mi sembra una grande panzana ma anche il segno che è ora di chiudere questa discussione.
Buon Anno

31 Dic 2006 | ore 15:40

Mi scusi se La correggo, ma il Belgio non è un paese protestante. Credo si sia confuso con i nostri vicini a nord (Olanda). E' l'eredità dei borgognesi che ci rende così goderecci :-)

23 Apr 2010 | ore 16:52

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Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

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