23
Gen 2007
ore 18:22

Fast food Bocuse

< >

C'è scritto sul Figaro, l'ha ripreso Repubblica: Bocuse entra nel mondo dei fast food.

Ottimo. 

 

Bocuse rischia ma sicuramente farà dei buonissimi panini, delle buone zuppe e terrà i prezzi molto bassi. E' fuorviante farsi abbagliare dalle parole fast e food perchè sono state demonizzate ma non è detto che qualunque mangiare veloce debba essere cattivo. Lo è e fa anche male alla salute il mangiare di McDonald's, non lo sarà sicuramente quello di un grande cuoco che risponde a una domanda dei nostri tempi: spendere poco, mangiare in modo qualitativamente decente e in breve tempo, che non vuol dire velocemente ma potrebbe voler dire consumando un menù leggero e non il pasto completo che ormai non fa quasi nessuno.

commenti 37

facciamo il libro di bocuse e i suoi panini?

23 Gen 2007 | ore 19:12

Ma perche le pizzerie a taglio non sono dei fast food, Pizzarium di Bonci non e fast food?
E se Mc Donald non fosse fast food ma solo bad food?

23 Gen 2007 | ore 19:39

Non c'era già un libro di knam sui panini??
A parigi c'è una cosa simile (solo che non è una catena), si chiama boulangépicier (pane di kayser e ricette di Ducasse), appunto propone panini (poi volendo uno ci compra pure il pane e qualche alimentare), è veloce e di qualità, forse giusto un filo snob :-)

23 Gen 2007 | ore 19:45

Carissima Nerina,
perche' non fare un libro sui PANINI GOLOSI che per mesi ci hanno aumentato a dismisura la salivazione solo guardandoli sul VOSTRO CANALE SATELLITARE..
Con tutto rispettto per uno DEI GRANDI MAESTRI DELLA CUCINA CLASSICA...
CARI SALUTI AL DIRETTORE..

23 Gen 2007 | ore 19:47

Il Fast Good adrianesco non è un esperimento cattivo (a me non è dispiaciuto), quindi perché no? se il risultato sono ingredienti freschi e controllati e l'ambiente è amichevole e "user friendly", benvenuto!
Purché, appunto, non "se la tiri" come il Boulangépicier (buono e ci torno, ma ha ragione Cavoletto: questo è snob un filo di troppo, anzi, trattandosi di pane, un filone di troppo...)

23 Gen 2007 | ore 20:42

Per mangiare dei buoni panini non ho bisogno di luoghi che hanno la consulenza (ovvero la foto nella pubblicitá e qualche assegno a doppio zero in cambio) di Bocuse o di Adriá...peró c'é qualche esperto che ci crede pure e che arriva a definire geniali combinazioni che se li fa il salumiere sotto casa nessuno se li fila...mi ricorda quegli esperti che scambiarono per Modigliani delle teste trovate vicino a un fiume ed opera di un impostore qualche decennio fa...suvvia ognuno a fare il suo mestiere: i cuochi tristellati i panini li lascino a noi mortali :)

23 Gen 2007 | ore 23:33

Come al solito, non vedo perchè privarsi di un'opzione in più. Il paninaccio alla buona non si estinguerà, sono solo due cose diverse. Se Bocuse ha voglia di proporre panini inusuali io li assaggio volentieri; se il salumiere sotto casa facesse dei panini fantastici assaggerei pure quelli. Ma. tra l'altro, non li fa.

24 Gen 2007 | ore 09:19

Caro alessandro che libro vorresti?

solo con le ricette dei panini apparso sul canale o magari anche indirizzi dove mangiare buoni panini in giro per l'italia?

anche ad altri piace l'idea del libro sui panini?

se siete in tanti magari ...

ci sono altri libri in giro sul tema oltre quello citato da sigrid?

tra l'altro quello di Knam parla dei panini che si mangiano gli chef mentre lavorano.

io ho trovato solo titoli sul pane e le tipologie.

voi?

24 Gen 2007 | ore 09:26

Quello di Knam sui panini dà proprio ricette sulla farcitura e sulla presentazione dei panini. E soprattutto istruisce sulla scelta dei pani.
Visto il livello del soggetto, dà idee pratiche e consigli, ma usa anche ingredienti nobili (e introvabili, e costosi...). Qualche volta si può fare, si può cercare qualcosa di particolare...

Purtroppo non parla di panificazione, ma se ne occupa in un'altra opera specifica. In compenso dà le ricette per le creme e le salse di accompagnamento e di farcitura. Non è un brutto libro...

24 Gen 2007 | ore 10:48

Le Nord e Le Sud a Lione non sono già (da dieci e più anni)fast food di Bocuse?

24 Gen 2007 | ore 11:18

Perchè no! E perchè non anche il Gambero. Le guide le ha fatte su ristoranti, gelaterie, pizzerie, bar alberghi perchè non focalizzare anche il mondo del buono&veloce (lo dico per una sporca volta all'italiana privilegiando il buono rispetto al veloce). Forse fra gli spizzico, paninerie, paninoteche, vinerie, fast food ci sarà spazio per un "modus", che non sia per forza una catena, di fare ristorazione veloce di qualità. Sicuramente nel vasto panorama italiano ci sono tentativi di offrire qualità senza scimmiottare ristoranti con squallidi precotti (tavole calde) e senza sposare la meccanicità alla Mc et similia con proposte costruite con ingredienti discutibili, fin troppo riposati all'interno di vetrine. Forse una ricerca partendo da quelle realtà, che sicuramente già esistono e che offrono, già ora il buono&veloce potrebbe fornirci qualche piacevole scoperta senza nulla togliere a quegli stellati che provano a percorrere con replicabilità quella strada. Cominciare a far proliferare il concetto che anche una gressia, un filone, una micchetta se fresche e di qualità possono fare la differenza, che non tutti gli insaccati sono uguali che esistono preparazioni (e per quanto riguarda la mia regione, il Piemonte, penso anche alla grande quantità dei tipici antipasti che possono essere pre-preparati, guadagnandoci su sapori ed amalgama, pensandoli per una offerta snella e veloce) che ben si prestano a vesti nuove ed intriganti a “packaging” idonei per consumo all’inpiedi, a bancone, a tavolino. La mia idea del cibo è e rimane quella di un rapporto paritetico fra tempo necessario e tempo disponibile, fra il rispetto dovuto alla mia biologia e il tempo che serve ad un buon piatto per esprimersi per cui cerco di dedicare sia al tempo sia alla qualità la massima attenzione possibile e per ciò mi considero fortunato ma non è sempre così per cui ben vengano novità e proposte con l’ispirazione della qualità salvo che non cadano poi nel solito trucco dell’espediente per incantare le carte e far soldi. Già mi rammarico perchè vedo (e leggo) che nel mondo della ristorazione tradizionale là dove all’estero troviamo progetti di architettura, design e cucina, ricerca e scommessa sul futuro, qui da noi si perseveri con improbabili ristrutturazioni per creare fasulli agriturismi si aprano penose trattorie che spacciano tradizione pensando che bastino tovaglie a quadri. In sintesi penso che al di là di ogni legittima opinione non sia tanto importante il cosa ma il come lo si fa che nasce dll’intuizione, dal progetto e dall’onestà intellettuale che ne stanno a monte.
Cari saluti
Pier

24 Gen 2007 | ore 11:51

Scusate mi è partita una p al posto del nome corretto

24 Gen 2007 | ore 11:53

Bell' idea e bel coraggio da parte del grande maestro francese Bocuse. Un mondo difficile soprattutto nell' era dei McDonald's, cosa che io odio tantissimo. Anche a me piace l' idea di assaggiare degli ottimi panini curati in tutto e per tutto, a partire dalle materie prime alle salse e all aspetto. Spero per lui che attacchi l' iniziativa.
Saluti a tutti.

24 Gen 2007 | ore 11:55

Ma non ci aveva già pensato Ferran Adrà qualche anno fa?

http://www.fast-good.com/en/home.htm

24 Gen 2007 | ore 12:18

io ho questo nerina
http://www.amazon.co.uk/Burgers-Paul-Gayler/dp/1903221242.
Il vostro programma sui panini mi piaceva molto. Non lo fate più?

24 Gen 2007 | ore 12:40

Cara Nerina,
secondo me' sarebbe carino partire raccontando dettagliatamente i "piccoli capolavari" che avete mandato in onda sul Canale...e poi chi lo sa'...se effetivamente la curiosita' e alta,magari pensare di fare addirittura un Tascabile o una Guida sul tema...Se ci riflettiamo un'attimo,quanti di noi mangiano quotidianamente PANINI soprattutto nelle pause pranzo..??..
A Voi la decisione finale..

24 Gen 2007 | ore 12:52

.... a dire il vero non e' il primo
mi pare che Adria ha fatto piu o meno lo stesso
in collaborazione con una catena di Hotel spagnola la NH Hotels, il progetto si chiama Fast Good, o giu di li

24 Gen 2007 | ore 15:13

Qualche anno fa la rivista di SlowFood pubblicò un bellissimo articolo sul "cibo di strada" contrapposto al fast food.
In Italia quasi ogni paese ha il suo "spuntino veloce", segue un rapido elenco:
Farinata in Liguria e Piemonte
Lampredotto in Toscana
La pizza al taglio a Roma
La pizza in piedi di Napoli
Pane con la milza a Palermo

In Puglia (che conosco meglio)
La focaccia
La focaccia ripiena di cipolle
I taralli
I pescetti all'agro con lo zafferano nel salento
La polenta fatta a quadrotti e fritta per strada a Bari - "Le scagliozze"

Perchè non fare una guida, o anche "soltanto" un libro su tutti questi "cibi di strada"?
Mi pare rappresentino bene il primo gradino della ristorazione, sono prodotti tipici e oltretutto sono parte della storia di un paese.

Ed è un modo per uscire dalla logica un tantino "British" del "sandwich", no?

24 Gen 2007 | ore 17:20

Suggerimento accolto, vedremo quali e quanti sono i cibi di strada, anzi, ci apro un post :-)

24 Gen 2007 | ore 17:58

Anto', che non l'avessero fatta, la guida sul cibo di strada, perché l'aveva già fatto qualcun altro?

24 Gen 2007 | ore 18:15

Quando si dice il destino!!

Guarda un pò chi si rivede
;-)

Beh, Bonilli, cosa aspetta a dare il Bon-a-tirer?

(Grande Cavoletto)

24 Gen 2007 | ore 18:35

certo cavoletto che segnalare l'autore del gambero rozzo a bonilli come esempio guidaiolo fa pensare...

24 Gen 2007 | ore 21:20

Mi potrebbe tornare utile un libro sui panini...indirizzi, ricette d'autore, storia e curiosità...io leggo tutto. E li mangio anche: quasi tutti i giorni a pranzo, spesso nei weekend, in viaggio e nelle vacanze estive. Io divoro un sacco di panini! :-)

Libri? Sui panini in senso stretto, alle bancarelle qualche anno fa ho trovato "L'indispensabile libro dei Panini", Mungai/Mutti, Mondadori - ho letto volentieri la prima parte ma non l'ho usato molto per le "ricette", a dire il vero.

Cibo di strada e tradizione in Italia: "Gli antichi sapori dei mangiari di strada" di C. Valli, Cierre edizioni.

Curiosità sul mangiare in viaggio (e altro) negli Stati Uniti: "Gas food and lodging", John Baeder

24 Gen 2007 | ore 21:40

Il panino é un prodotto made in Italy, i cicchetti hanno 2 secoli piú delle tapas, i folpari di Padova saranno rimasti in pochi ma sono sempre buoni, e i trippai fiorentini (da Nerbone ci siete passati o no????), e i venditori di piazze a otto nel napoletano...e gli arancini di Sicilia, e le pizzatole lucane (fantastiche....), e le mozzarelle in carrozza che si mangiano ai naneti a Treviso, e i paninetti dei Fratellini di Firenze???? Il cibo da strada in Italia é molto piú usato che in Spagna (in Francia invece ci sono croquet monsieur, baguette con poulet ecc.) e da noi un Pierangelini che fa i panini non avrebbe senso...sarebbe l'idea del genio che si vende al mercato, come se De Gregori andasse a Sanremo, o si vedesse la pubblicitá della BMW in Piazza della Signoria....

24 Gen 2007 | ore 23:42

Carissimi
chi ha mostrato il culo...
un giorno fara fortuna vendendo mutande.
e l'assassino onnipotente vorrebbe resuscitare le sue vittime.
riflessione mia;meglio fare bene una cosa e che farne troppe in modo mediocre
ciao a quasi tutti MEX

25 Gen 2007 | ore 07:50

Sul cibo da strada a Firenze sono stati scritti libri(Troppa trippa)ed ho creato sia per Slow Food che per l'Espresso il percorso dei trippai. Attenzione però cheil rischio scomparsa di questi luoghi ed altro. I puri, quelli che servono solo frattaglie sono pochi, in molti cominciano a servire panini con salse confezionata, hot dog ed altre amenità. Esiste già um festival del cibo da strada a Cesena,ma credo che l'argomento possa essere portato di nuovo ad un'attenzione generale perchè è inutile pensare di demonizzare il panino quando lo mangiamo tutti. L'importante è che sia un prodotto di qualità

25 Gen 2007 | ore 09:24

marchi: fa solo pensare a chi ci vuol pensare male, ovviamente non lo citavo affatto in quanto 'esempio' ma piuttoato per attirare l'attenzione sul fatto che alla genialata ci aveva già pensato un'altro. E non un'altro qualsiasi.
gigio: i 'croque-monsieur' cmq non si mangiano per strada e la baguette semmai sarebbe piuttosto al prosciutto cotto :-)

25 Gen 2007 | ore 09:32

Volendo a Cesena c'è da prendere appunti...http://www.piadinaonline.com/piadinaonline/cibo_strada2002.htm

Food Street mi pare fuori luogo...Mangiare su due piedi suonerebbe meglio...magari la "guida" potrebbe anche essere disponibile via web per cellulari....si sa mai che uno in viaggio...

Dal lampredotto alla meusa...e si scoprì che il kebab batte macdonald....

25 Gen 2007 | ore 10:11

Volendo a Cesena c'è da prendere appunti...http://www.piadinaonline.com/piadinaonline/cibo_strada2002.htm

Food Street mi pare fuori luogo...Mangiare su due piedi suonerebbe meglio...magari la "guida" potrebbe anche essere disponibile via web per cellulari....si sa mai che uno in viaggio...

Dal lampredotto alla meusa...e si scoprì che il kebab batte macdonald....

25 Gen 2007 | ore 10:15

Volendo a Cesena c'è da prendere appunti...http://www.piadinaonline.com/piadinaonline/cibo_strada2002.htm

Food Street mi pare fuori luogo...Mangiare su due piedi suonerebbe meglio...magari la "guida" potrebbe anche essere disponibile via web per cellulari....si sa mai che uno in viaggio...

Dal lampredotto alla meusa...e si scoprì che il kebab batte macdonald....

25 Gen 2007 | ore 10:19

Però "Food Street" sarebbe la Via del Cibo...idea che si potrebbe sempre utilizzare!

"Street Food" invece evidentemente è di moda; l'ho visto persino ieri nell'insegna di una pizzeria al taglio...

25 Gen 2007 | ore 11:22

perchè usare termini anglofoni non lo capisco?
In ogni caso quello che passa tra le mani del mitico "Cambi" passa con grande velocità dalla scrivania al cestino.

25 Gen 2007 | ore 12:06

A tal proposito, dissento. La guida Street Food è fatta bene, mette abbastanza carne al fuoco. Sono viceversa d'accordo sull'anglofonia.

I miei due cents sul cibo di strada: per la Sicilia, sfincione e panelle (tutti gustabili all'Antica Focacceria San Francesco di Palermo: nel 1997 erano un capolavoro, al pari del pane ca' meusa. Spero che non sia cambiato in peggio). Per la Calabria, il morzeddu.

Ciò che non ho mai assaggiato sono le stigghiole siciliane. Le fanno ancora?

25 Gen 2007 | ore 14:17

....... saluti a tutti

25 Gen 2007 | ore 15:10

giusta osservazione nick, però tu non hai chiamato il tuo blog storie di cucina...

25 Gen 2007 | ore 16:20

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