25
Gen 2007
ore 20:41

Gourmet January 2007: il miglior cuoco italiano

< >

Fa piacere leggere l'articolo dedicato a Fulvio Pierangelini nel numero di gennaio di Gourmet, la più diffusa - un milione di copie -  e importante rivista gastronomica del mondo. Le foto sono di Lorenzo Pesce.

commenti 95

come mai gigio non ha ancora detto la sua dalla spagna??
e gumbo che ricordi ha della cena , una delle due della sua vita in un ristorante di grido??
Purtroppo io ci andrei a nche volentieri ma lui non prende le prenotazioni quindi uno porta si suoi soldi da un' altra parte...
limpido effervescente recoaro..

26 Gen 2007 | ore 02:17

ufff valerio che palle... mi devi fare un disegno del tuo fastidio dentro perche da solo non riesco ad immaginarlo. Torno a ripetere che mi sei sembrato molto più simpatico e meno noiso di quello che sei negli ultimi tempi.
Dove troviamo gourmet?? A roma me lo ricordo a messaggerie musicali??? a Milano???

26 Gen 2007 | ore 02:50

Malpensa/Linate Librerie internazionali non manca mai nulla...

Ciauz.
VG.

26 Gen 2007 | ore 07:14

Avevo evitato di pronunciarmi per non innescare il battibecco con voice (ma si è autoinnescato lo stesso) e perchè ho già informato il mondo che quello è il mio ristorante preferito. Modestamente il mio gusto sopraffino intuisce subito dove sta il meglio... :-)))
Comunque non era una cena, ma un pranzo. Anzi due. E insuperati.

Di edicole internazionali a Milano ce ne sono di sicuro anche in centro (anche in stazione, mi pare, cosa che io troverei più comoda dell'aeroporto).
Solo che il bonilli...ahi ahi...ci informa così in ritardo, negli Stati Uniti è già uscito il numero di febbraio...

26 Gen 2007 | ore 09:59

Gourmet, almeno a Roma, è uscito ieri mattina. Sempre le pubblicazioni Usa escono con una ventina di giorni di ritardo.

26 Gen 2007 | ore 10:59

Per chi compra via intenet, invece il numero di gennaio è già un vecchiume! :-)
p.s. ma la frase sul ritardo era una battuta, eh!

26 Gen 2007 | ore 11:04

caro nicola
il voice che tu hai conosciuto e' quello che scrive anche su queste pagine.
In realta' voice e' uno e basta.
Non sempre quello che scrivo lo scrivo da incazzato. Quando vieni a bologna andiamno a cena alla bottega. Ciao voice

26 Gen 2007 | ore 11:18

caro sig Bonilli,
mi rivolgo a Lei non in forma confidenziale ma con tono asettico e formale che piu' formale di cosi' non si puo'.
Ho una domanda da porle.
Lei sul sul Forum suo e di admin ha piu' volte detto che le veniva a noia leggere sempre le rece sui soliti noti e sprobava noi utenti a cercare la novita' che nessuno ancora conosceva.
Bene . Ma allora secondo lei fa notizia leggere un giornale Usa che dedica un articolo al numero uno( che io non condivido perche' secondo me il numero uno e' Vissani)in Italia??
Cordialmente.
Voice

26 Gen 2007 | ore 11:24

Lasciando da parte polemiche più o meno sensate su prenotazioni non accettate o comportamenti non sempre irreprensibili, fa davvero molto piacere che una rivista internazionale così diffusa parli di un cuoco italiano e in particolare di Pierangelini. Congratulazioni!

26 Gen 2007 | ore 11:55

indirizzi a Milano:
libreria Mondadori via Marghera, Messaggerie Musicali corso vittorio emanuele, Mondadori sempre vittorio emanuele e anche un giornalaio/libreria ben fornito in via Manzoni.

26 Gen 2007 | ore 12:06

e no caro rob 78
non lascio stare.
Se Egle chiama, e per chi la conosce sa quanto e' gentile nei suoi modi, e chiede di prenotare e dall'altra parte alla domanda se c'e' posto per una certa data ci viene risposto un secco No e si ritenta con la sera prima e si riceve un altro secco no, mi spiace ma non ci si comporta cosi'.
Di solito un ristoratore se non ha posto ti chiede un telefono per chiamarti nel caso ci sia una disdetta. In quel caso dopo due no secchi Egle ci rimase molto male visto che deu anni prima ci aveva trovato perfino l'albergo Pierangelini.
Se poi queste cose che io racconto danno fastidio quello e' un altro discorso ma chi sta leggendo queste mie righe sa che non sto mentendo.
A me fa piacere che si attribuisca tanto onore al sig Fulvio Pierangelini ma che dia modo a tutti di assaggiare la sua cucina.
E se facessi prenotare il tavolo attraverso le pagine gialle all'892424??

26 Gen 2007 | ore 12:19

Anche a me è capitato di non trovare posto (il livello di secchezza del no non me lo ricordo). Del resto è un locale piccolo. Semplicemente, ho ritelefonato. DOpo la seconda volta che componi un numero ti viene per caso un crampo irreversibile, voice?

26 Gen 2007 | ore 12:33

premesso che io ho anche un lavoro .. in quel frangente avevo liberi due gg essendo di riposo e la mia dolce meta' chiese per due date in un'unica telefonata. niente crampi e niente paresi improvvise alle mani.
Solo un paio di no secchi e allora presi e me ne andai a Torino al salone del gusto.E con la fiera che iniziava dopo due gg trovai una camera al Meridien Lingotto.
Sfortunato in un senso fortunato nell'altro.
Ma tornando alla rivista dove si trova a Bologna??

26 Gen 2007 | ore 12:54

Valerio, tu puoi avere tutte le ragioni del mondo e te lo dice uno che probabilmente se chiamasse al Gambero per prenotare non sarebbe proprio il benvenuto(almeno queste sono le voci di corridoio che mi arrivano!).La cosa mi dispiace perchè avrei molto piacere di riprovare la sua cucina ma Pierangelini ha scelto di selezionare la sua clientela e noi ne dobbiamo prendere atto.
Detto questo però non si può non essere contenti per lui e per la cucina italiana se un grande giornale gli dedica tanto spazio:è qualcosa che fa bene a tutto il movimento. Pierangelini è un grande cuoco e va bene anche così.

26 Gen 2007 | ore 12:54

molti credono che io ce l'abbia con pierangelini.
Saro' sincero e dico che per me il numero uno e' Vissani ma cio' non toglie che nelle mie due sole visite purtroppo ho sempre avuto modo di fare una grande cena e un grande pranzo.
Non lo discuto come chef e non mi interessano i discorsi che si fanno su una sua presunta selezione telefonica della clientela.
Balle.
Ho solo raccontato la mia esperienza e molto probabilmente ci riprovero' ad andare da lui magari passando per andare al Pellicano a Porto Ercole.

26 Gen 2007 | ore 13:01

il purtroppo si riferisce alle mie due sole visite che avrei voluto fossero piu' numerose

26 Gen 2007 | ore 13:35

Ciao
per essere grandi si deve esserlo in tutto, non ultimi i rapporti personali e cortesia.
Comunque grande lustro e onore all'Italia e alla cucina italiana che ha creato un grande chef.
Ciao Luciano

26 Gen 2007 | ore 14:08

come dico sempre io ..
non conta solo quello che ti arriva nel piatto ma anche il buon giorno e l'arrivederci.E allora dopo identita' golose perche' non organizzare anche un bel congresso sul bon ton??

26 Gen 2007 | ore 14:12

ma un blog come questo non potrebbe ogni tanto "creare" informazione? dico invece di rimasticare quella creata da altri e perderci sopra ore di discussioni inutili? Peraltro fatte sempre dalle stesse persone (o quasi)?

26 Gen 2007 | ore 15:09

cosa dovremmo dire??
Il giornale c'e' l'ha solo Bonilli..Pierangelini lo conosciamo tutti..che cosa dobbiamo inventarci?
Su creiamo informazione.. sono appena stato da Boni.. la tagliatella era un po' scotta..ma il dolce bologna da urlo...

26 Gen 2007 | ore 15:45

cosa è il dolce bologna?

26 Gen 2007 | ore 16:07

non andiamo ot. e' un dolce che fano alla trattoria boni che mi manda fuori di testa.

26 Gen 2007 | ore 16:12

Io non ho avuto nessun problema di prenotazione (nè di altro genere) al Gambero. Ho trascorso una magnifica serata mangiando divinamente. Complimenti al Grande Fulvio.

Ad Majora

26 Gen 2007 | ore 18:24

Non devi "inventarti" nulla voce di Bologna... A me farebbe piacere che ogni tanto Gourmet (1 milione di copie) potesse commentare qualche informazione apparsa sul blog di Bonilli. Che e' di Bonilli ma anche dei suoi lettori / interattori... Il giornale e´suo, d'accordo, ma noi nel suo blog entriamo e relativamente senza censure. Io suggerivo di fare un uso diverso dello spazio e del tempo...

26 Gen 2007 | ore 18:26

Ciao a tutti,
io provo da due anni a chiamare al gambero, e sinceramente mi sono sentita dire sempre " siamo pieni stasera" ho sempre pensato di essere sfortunata.....mai che non prendesse appuntamenti o che volesse selezionarsi la clientela.Poi ch i sarebbe sta clientela che sceglie lui?colleghi forse?

26 Gen 2007 | ore 19:16

Caro Voice:
leggo solo ora la sua provocazione. Non ho scritto prima perché stavo facendo lezione all'universitá sugli effetti dei mezzi di massa: teoria della catarsi, simulazione, abituamento, De Fleur, Hovland e i suoi studi sulla propaganda bellica Usa...cose che credo lei, tanto impegnato a mangiare non abbia mai potuto studiare...scherzi a parte essendo sociologo di professione, con seconda laurea in pol. internazionale, dottorato in comunicazione culturale e due master non ritengo di essere un professionista come lei della ristorazione e, purtroppo, come ho giá detto in precedenza, le universitá spagnole non pagano cosí bene e non mi posso permettere vite alla Berlusconi (detto per inciso é un tipo di vita che non fa per me, ma forse neanche per tanti bolognesi che amano i sani piaceri della vita e alle elezioni sono tra i pochi che mi danno soddisfazione). Per me la cucina é una passione, amo leggere di cucina (libri, riviste, ho una piccola biblioteca niente male), sempre con umiltá conscio che c'è chi, come Lei, ne sa molto di piú del sottoscritto. É vero scrivo molto, ma siete anche il mio unico contatto con l'Italia, amo lo stile del blog, anche se c'è qualcuno (chi sará) che vorrebbe trasformarlo in un ring. Piuttosto Lei su Pierangelini che pensa???? Se non c'è stato a mangiare qualche libro lo avrá letto...e l'incontro con paolo Parisi alla cittá del gusto, credo sia giá avvenuto, com'á andato? Suvvia Caro voice mi dica pure che sbaglio sui temi culinari o che non é d'accordo con le mie critiche antispagnole peró non inneschi polemiche personali che agli altri interessano ancor meno delle nostre recensioni :) Un abbraccio (alla fine i contestatori a me piacciono...credo che lei stia interpretando un ruolo alla Goffman, anche se i toni sono ben piú urlati di quelli che piacevano al grande studioso delle conversazioni quotidiane...

26 Gen 2007 | ore 21:13

Congratulazione a Pierangelini,Giusy io penso che sia sempre pieno anche perchè lui non gradisce i ristoraqtori.... anche se per me quello è una sera Cavolata.
Saluti a tutti.

26 Gen 2007 | ore 21:40

caro gigio, le rispondo in breve. Io ho 38 anni e tre anni fa a 35 quindi ho subito un intervento al cuore e sono stato ricoverato in ospedale 24 gg subendo un black out( e grazie a Dio a Bologna al sant'orsola i generatori funzionano)e un terremoto con epicentro tra bologna e firenze ma a loiano qualche calcinaccio e' caduto e a bologna la mia stanza ha tremato.
Detto cio' ho deciso da allora di godermi la vita perche' se un banale controllo medico prima di fare attivita' fisica non avesse portato alla luce la mia malattia a quest'ora non sarei qui a fare il maleducato del villaggio.
Mi godo la vita quando e come posso e mi piace molto mangiare anche se il mio cardiologo vorrebbe che io mangiassi meno .
Amo la bella vita e amo godermi la vita perche' al mondo non puoi mai sapere che cosa ti puo' succedere.
Lo so ho una visione forse pessimistica ma comunque non volevo impietosire nessuno.Dopo un black out nazionale e un terremoto con tre scismi di scossa dove ho visto la camera ballare mi ritengo immortale..
Pierangelini e' un grande e mi ha fatto godere con i suoi ravioli ai frutti di mare e mi auguro di tornarci presto.
at salut

27 Gen 2007 | ore 00:18

Lui si chiede perchè è diventato insopportabile: prendiamo questo post, dover leggere una serie di interventi sull'essere o meno accettato da Pierangelini, quando il tema era un riconoscimento giornalistico di un mensile americano importante mi sembra il tipico caso di fuori-tema e di ostinazione nel ripetere sempre le stesse cose.
Per favore voice leggi e taci se non hai nulla da dire e non polemizzare anche in questo caso perchè se non ti piace questo cortile basta che vai in un altro.
Grazie.

27 Gen 2007 | ore 11:02

Ma qualcuno la foto in questo post la vede? Io no!

Tornando a Gourmet io, nell'attesa di reperirne una copia, sarei curiosa di sapere: in passato è stato dedicato un articolone ad altri cuochi italiani? Nel caso, a chi?

Ma sui blog di cinema, quando qualcuno ha riportato la notizia che un film italiano era primo in classifica negli Stati Uniti avranno dibattuto sul fatto che Muccino offra o meno il caffè alle comparse oppure avranno riflettuto sul fatto che ogni tanto un italiano fa cose apprezzate anche oltre le Alpi?

27 Gen 2007 | ore 11:40

bonilli io diro' anche sempre le stesse cose ma anche tu caro mio ti accanisci contro di me in modo ostinato quando altri hanno detto che hanno telefonato e non stati ricevuti sa sua eminenza Fulvio.
Allora per favore se io devo passare sempre per lo stronzo del villaggio mi spiace ma non ci sto.
Ho detto che mi ha fatto godere con un suo piatto e che lo rietngo un grande e tu continui a dire che io sono il polemico.
Oh ma che ti hao fatto??
Se hai dei problemi con me vieni a Bologna e parliamone faccia a faccia.E ci chiariamo una volta per tutte.
E basta con sta storia del polemico che sei diventato noioso Bonilli.
Manco mi conosci di persona.

27 Gen 2007 | ore 11:42

bonilli io diro' anche sempre le stesse cose ma anche tu caro mio ti accanisci contro di me in modo ostinato quando altri hanno detto che hanno telefonato e non sono stati ricevuti da sua eminenza Fulvio.
Allora per favore se io devo passare sempre per lo stronzo del villaggio mi spiace ma non ci sto.
Ho detto che mi ha fatto godere con un suo piatto e che lo ritengo un grande e tu continui a dire che io sono il polemico.
Oh ma che ti ho fatto??
Se hai dei problemi con me vieni a Bologna e parliamone faccia a faccia.E ci chiariamo una volta per tutte.
E basta con sta storia del polemico che sei diventato noioso Bonilli.
Manco mi conosci di persona.

27 Gen 2007 | ore 11:49

Scusa, voice, ma chiunque legga i tuoi commenti in giro per il web da più di un mese o due, credo abbia avuto modo di vedere che la prenotazione da Pierangelini è una vera ossessione.

Tra l'altro, a quanto pare, io ho telefonato più volte di te per ottenere un tavolo, la prima volta; ma non ci ho costruito sopra una storia di persecuzioni, nè ho piantato su sto casino.
Se a me una cosa interessa davvero, io sono disposta a metterci un po' di pazienza. Altri forse no.
E chi vuole andare a mangiare da Adrià che dovrebbe dire?

27 Gen 2007 | ore 11:57

a parte il fatto che io non ho affatto promosso una campagna contro pierangelini e ho anche smentito con un balle la voce che vorrebbe far credere che lui al telefono faccia una selezione della clientela.
Io ho solo telefonato una volta e lui con due no secchi mi ha detto che non aveva posto.Io ho semplicemente detto che in altri casi altri ristoratori si sono comportati diversamente.
Una volta e parlo del 2005 mi chiamo' a casa la Santini per dirmi che un tavolo si era liberato e che quindi per noi c'era posto.
Pierangelini invece con un no secco chiuse la partita senza chiedermi un cell per un eventuale disdetta.
Resta un grande chef che io ho provato due volte e che purtroppo mio malgrado non riesco a riprovare.
Stop.
Per il resto nessun accanimento e nessuna altra forma di presa di posizone nei confronti di nessuno.
Io ho solo portato una mia testimonianza riferita all'ottobre 2006.
spero di essere stato chiaro

27 Gen 2007 | ore 12:11

Va bè lasciamo perdere il passato che è meglio.
Io so solo che per me mangiare lì è stato veramente sconvolgente (in senso positivo, ovvio). Ed è stato lo stesso per il mio fidanzato che era pure un po' scettico sul fatto di andare in un ristorante di "categoria superiore" rispetto a quelli che frequentiamo normalmente. Il fatto che abbia telefonato tre volte per poterci andare è una cosa di importanza pressochè nulla; direi che sarebbe valsa la pena di telefonare anche 50 o 100 volte se fosse stato necessario per fare quest'esperienza strabiliante, altroche tutte 'ste paranoie sul mi telefona lui, mi chiede o non mi chiede il numero, ci sarà la selezione telepatica o no...uff!!!

27 Gen 2007 | ore 12:37

se vuoi lasciare perdere il passato non c raccontare sempre una delle due tue UNICHE esperienze in un grande ristorante.
Che noia ...altro che Pierangelini.

27 Gen 2007 | ore 12:47

Se qui si parla di Pierangelini mica è colpa mia! :-)))

Per me le esperienze gastronomiche peraltro hanno la stessa dignità e possono essere ugualmente goduriose in un "grande" ristorante famoso (ma ne ho provati solo tre), in una trattoria più o meno conosciuta (di queste ne ho provate molte di più), a casa (mia o di altri), in qualunque parte del mondo.
Sta di fatto che al momento fra tutte, quella che mi ha lasciato più il segno è stata al Gambero Rosso, ed è per questo che non riesco a tacere quando se ne parla!

27 Gen 2007 | ore 13:29

Propongo una cena da Zampagna, viste le buone recensioni passate, o un panino con la mortadella mangiato sui gradoni di San Petronio, per mettere tutti d'accordo...che ne dite???? Voice c'é una cosa che3 io Le invidio: Bologna...potersi svegliare tutte le mattine nella cittá piú porticata del mondo, ammirare l'oratorio di Santa Cecilia e tutto il ben di Dio che offre la bella cittá. Tema Pierangelini: peró perché nel sondaggio sulla cucina italiana che avete fatto qualche mese fa dietro Marchesi s'era il vuoto e Pierangelini nessuno sapeva chi fosse...io credo che, lasciando stare gli assurdi sulle discriminazioni, l'idea che per riservare bisogna telefonare mesi e mesi prima stia un po' anche nell'idea dell'esperienza unica e irripetibile...a questi livelli anche questi dettagli contano, e che credete che il buon Pierangelini non abbia mai letto un testo di marketing o di immagine corporativa...se Pierangelini e Adriá fossero alla mano o a portata di prenotazione e di prezzo come Davide Oldani perderebbero quell'aura di mistero e inavvicinabilitá che accompagna un grande chef...in questo Vissani, che é molto meno intelligente da questo punto di vista, ha scelto una strada totalmente differente :)

27 Gen 2007 | ore 15:12

io non parlerei di intelligenza ..starei molto attento con l'uso delle parole.
E non credo nemmeeno che si arrivi ad una beatificazione diventando elitari e accettando prenotazioni a random in base a non si sa quali e strani meccanismi.
Io preferisco chi mi risponde alle mail e chi mi richiama o chi mi lascia aperta una strada.
Se lui ha scelto l'ermetismo pace.. lui non E' la cucian , E' uno chef bravo che ha dalla sua un ristorante dove fa entrare chi vuole lui.
Apra un club privato allora.

27 Gen 2007 | ore 15:41

Gigio, la cosa che hai detto mi trova profondamente dissenziente. Inavvicinabilità? Mistero? Ma chi se ne frega.

27 Gen 2007 | ore 16:41

Mi unisco al dissenso. Ovviamente non intendo negare che tra gli stratagemmi del marketing ci sia anche questo; ma da quel poco che ho letto e sperimentato mi pare proprio che in questi due casi specifici non sia una cosa studiata a tavolino per creare un alone di mistero. Credo che sia causato dalle scelte che hanno fatto e che fanno seguendo il proprio modo di vivere l'essere cuoco, la propria idea di qualità e creatività. Decisamente diversi, ma accomunati da un effetto collaterale a volte simile...

27 Gen 2007 | ore 18:40

io non ho studiato marketing. Domani non lavorando ,ho mandato una email ai Santini per sapere se domani sera avevano posto.
Dopo un'ora mi ha tel Antonio santini in persona.
Io questo non lo chiamo marketing ma gran classe.
Domani sera sono pieni ma se si libera un tavolo CHIAMANO LORO...
At salut

27 Gen 2007 | ore 19:24

Se un marziano intenzionato ad aprire un ristorante in Italia sta leggendo questo post, il suo locale includerà: una piccola cucina, una sala discretamente ampia e soprattutto un enorme call center sul retro.

27 Gen 2007 | ore 20:48

Sia chiaro che sono considerazioni senza prove...peró normalmente quando si crea grande attesa per un evento, i posti non sono sufficienti a coprire le richieste i pochi fortunati si sentono ancor piú fortunati...dire "sono stato da Adriá" é diventata una medaglia da esibire...e suvvia, non ditemi che il buon Adriá non cerca proprio questo lavorando solo 5 mesi l'anno e con 2 giorni di chiusura nel mezzo...se uno ha bisogno di staccare lo fa per 2 mesi non piú di metá dell'anno...detto questo io ho mangiato al catering degli adriá non a roses e non da Pierangelini...di entrambi ho letto libri. Se trovare posto da entrambi é piú difficile che trovare un tartufo ad Alba, per lo meno dal punto di vista culturale (mi direte: devono cucinare non scrivere di Plotino) c'è un abisso, e su questo non mi potete smentire. Uno incominció la sua carriera professionale facendo il ricercatore, dopo la laurea in Scienze Politiche con massimi voti, l'altro inizió facendo la nobilissima professione del lavapiatti Pierangelini miglior cuoco italiano e certamente cuoco piú colto del mondo:)

28 Gen 2007 | ore 00:35

se un marziano legge questo post si fa una sola domanda: come mai piu' di una persona asserisce che Pierangelini non prende le prenotazioni??
E se decidesse di aprire un ristorante non servirebbe un call center ma una semplice agenda . un telefono e una piccola postazione internet.
stop

28 Gen 2007 | ore 02:19

Se un marziano venisse sulla Terra, pensa che se non va a mangiare da Pierangelini è un cretino.

28 Gen 2007 | ore 09:49

Un marziano prima di atterrare dà un'occhiata dall'alto. E vede che il ristorante di Pierangelini è piccolissimo, quindi - se è mediamente intelligente - telefona con un po' d'anticipo.

Comunque ora questo thread fa sembrare che per andare da Pierangelini sia sempre necessario chiamare un anno prima...invece non è così. E' solo che a volte capita di non trovare subito posto. Ma questo succede anche in un sacco di altri locali!

Sinceramente io non ho certezze riguardo le motivazioni di Adrià o di chiunque altro ma ce ne possono essere decine: uno magari lavora a molti altri progetti contemporaneamente, oppure per continuare a mantenere l'entusiasmo e la creatività sa che deve limitare le giornate in cucina, oppure che dà il meglio se in un piccolo locale per poche persone (anche i musicisti fanno così...). Oppure godersi qualche altro passatempo, ogni tanto, la famiglia, e non solo sempre vivere in cucina (faccio esempi a caso eh).

Comunque con tutto il rispetto per la cultura di Pierangelini (che non dipende solo dalla laurea), io non valuto mai le persone per i pezzi di carta che hanno collezionato, perchè spesso non significano niente...

28 Gen 2007 | ore 11:11

Ah Bonilli.....pensare che nel post sulla qualità (poco frequentato) l'accusano di essere banale!

Ha notato come il discorso si trovi a ruotare sempre intorno allo stesso tema?

LA QUALITA' E' PER POCHI?

Temo per lei che dietro questa domanda si nasconda il senso di vent'anni di lavoro e degli altri 100 che l'attendono!

Io la risposta l'avrei quasi.
Prima però vado a ripassarmi un librettino fondamentale:
W. Benjamin
"L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica"

Pensi che è stato scritto nel 1936, ma già allora c'era scritto che Adrià era un genio e Pierangelini forse un "fallito".

P.s.: se Duchamp non mette i baffi alla tua Gioconda, non sei Leonardo!

28 Gen 2007 | ore 13:03

AntonioT, due cose non mi sono chiare:

1. nel post sulla qualità, chi dice che è un argomento banale? (io vedo solo gente che afferma il contrario)

2. che collegamento trovi tra i concetti espressi da Benjamin e i due cuochi? Non colgo il nesso.
Ma soprattutto, quale dei due è "amico" del Führer?

p.s. ...omunque io ho fatto più fatica a trovar posto all'Osteria Antiche Sere a Torino che da Pierangelini! Come la mettiamo con l'élite?

28 Gen 2007 | ore 15:29

Adrià come Andy Warhol?
Pierangelini un po' Mingus?
E Marchesi-Carracci?
Si potrebbe continuare all'infinito per andare dove non è chiaro... :-)

28 Gen 2007 | ore 17:29

@ Gumbo
Il President nel suo post, anche se in modo leggermente sgrammaticato.

Il nesso? Prova a fare un parallelo fra un artista delle arti figurative ed un artista dei fornelli....

Chi ha parlato di Fuhrer?

28 Gen 2007 | ore 17:33

Adrià=Warhol
Centro al primo colpo, Bonilli!

Oggi l'artista deve essere riproducibile:
chi fa arte figurativa usa le moderne tecniche di stampa e chi fa musica incide su cd: l'arte oggi è fruibile ed accessibile.

L'artista deve incidere profondamente nel suo tempo, deve lasciare una traccia: l'artista cambia il modo di vivere, di sentire, di percepire dei suoi contemporanei e di coloro che verranno dopo di loro.

L'artista oltre ad avere discepoli ed allievi, ha epigoni, imitatori, manieristi e qualcuno che alla fine mette i baffi alla sua opera.

Sembra o no il ritratto di Adrià?
e vi sembra il ritratto di Pierangelini?

Non esiste l'arte per pochi.

28 Gen 2007 | ore 18:01

... ma la cucina per pochi SI!

28 Gen 2007 | ore 18:03

Sicuro Direttore?
E perchè Adrià sta cercando la collaborazione delle industrie per rendere riproducibili i suoi capolavori?
E lei è così convinto che la passatina di ceci passerà alla storia?
La cucina per pochi esiste ma, come dicono a Roma, non sposta nulla.

E' la scommessa del futuro, Direttore: la qualità per tutti!

28 Gen 2007 | ore 18:47

Giuro che oggi mentre scrivevo un commento stavo casualmente ascoltando un disco di Mingus!!! :-)

Non sono minimamente d'accordo con AntonioT. Prima di tutto l'arte per me non "deve" mai; "può" sempre.

Poi negli anni '30 magari avrei anche potuto vedere le cose in modo simile a Benjamin, ma ORA non vedo validi motivi per cui l'arte riproducibile sia necessariamente migliore di quella non riproducibile.
Un sacco di arte riproducibile è pura, inutile spazzatura.
Una grande esecuzione o performance dal vivo, con la sua magia sciamanica, anima e "aura" è difficilmente superabile da una copia.

L'altra sera ho sentito alla radio una frase di Ken Loach che diceva più o meno: "Negli anni '60 credevo che il cinema potesse cambiare il mondo ora non più". Magari è troppo pessimista, ma sta di fatto che la maggior parte dell'arte diffusa è intrattenimento e non lascia nessun tipo di segno nelle masse. Che in realtà non sono poi così tanto interessate all'arte. L'arte per pochi esiste, come la cucina, soprattutto perchè a molti non frega nulla di tutto ciò!

28 Gen 2007 | ore 19:01

Probabilmente il fatto di non considerare "arte" qualsiasi cosa sia stata definita tale dopo il 1850 inficia il mio giudizio.

28 Gen 2007 | ore 19:14

certo che passare da Gourmet che parla di Pierangelini a parlare di Ken Loach c'e' ne vuole di fantasia..
ma qualcuno di voi si siede a tavola con il sorriso ogni tanto??

at salut

28 Gen 2007 | ore 19:16

Se passare alla storia equivale a essere una struttura copiata a destra e sinistra, sospetto che sia già nella storia!
Se si intende trovare da qualche parte un piatto esattamente identico a quello che puoi assaporare a San Vincenzo dubito che sia possibile.
Sulle dodici battute del blues nessuno ha messo il sigillo, ma sono entrate nella storia da sole; e il fatto che ogni versione sia un po' diversa dall'altra per me è una qualità dell'arte...

28 Gen 2007 | ore 19:34

Che cavolo di idea hai dell'arte, Gumbo?

Mozart scriveva per il popolo che affollava i teatri e durante gli spettacoli mangiava , ruttava e se capitava faceva anche sesso.
Salieri scriveva per i fighetti dell'epoca ed è morto con il fegato roso dall'invidia perchè non se lo filava nessuno: è diventato famoso grazie ad un film!

Un concerto dei Beatles con 100.000 spettatori è arte: il concerto del musicista polidodecacofonico conosciuto da 4 gatti, invece no.

Ma dove l'avete raccattata questa storia dell'arte per pochi eletti?

....Cacchio, e se fossi capitato in circolo di fighetti radical chic?
;-)
Aiuto!

28 Gen 2007 | ore 19:34

Io credo che c'è arte dove c'e vitalità. Siamo ormai fuori tema riguardo al post iniziale e mi sentivo di dire la mia. Possiamo parlare all'infinito sull'arte senza metterci daccordo e avendo ognuno ragione. Credo anche che sia riduttivo prendere ad esempio i film per i confronti storici tra musicisti ( Salieri oltre che apprezzato compositore del suo tempo fu anche l'insegnante di Beethoven, Liszt e Schubert).
P.S. Gumbo cosa ascoltavi di Mingus? Io vado pazzo per Pithecanthropus Erectus.

28 Gen 2007 | ore 21:47

AntonioT,
Il concerto è un evento, e secondo me non è realmente riproducibile al 100%.
Il musicista dodecafonico è arte (di un certo tipo) i Beatles pure, di un altro tipo.

L'"arte diffusa" oggi è soprattutto industria e commercio; è MTV, è la grande major, le classifiche, i milioni di copie vendute...per carità, può anche essere divertente, non la voglio certo abolire; ma non mi pare esattamente ciò che aveva in mente Benjamin!

E comunque (gusti personali) io trovo più interessante e sincera quella degli sfigati semisconosciuti che magari fanno un altro lavoro per sopravvivere e poter esprimere ciò che vogliono senza compromessi con nessun venditore. Come i vecchi bluesmen analfabeti che suonavano davanti a casa, i liceali degli anni '60 del midwest che si stampavano il disco da soli in 300 copie, il compositore cervellotico che si registra i pezzi in cantina, lo sconvolto a cui la Warner offre un contratto ma quel giorno non ha voglia di mandare un demo e gli salta tutto...
Insamma, roba da fottutissimi fighetti radical chic!! :-)))

@vinsax: "Tht Black Saint and the Sinner Lady". "Pithecantropus" lo so praticamente a memoria tanto l'ho ascoltato!

28 Gen 2007 | ore 23:34

magari avere 100.000 posti anche da Pierangelini e non solo per vedere i Beatles.. magari ci scapperebbe un si ogni tanto quando uno chiama per prenotare..

29 Gen 2007 | ore 00:35

Io Gumbo, al contrario, preferisco il bluesman la cui arte è talmente sublime che le major fanno a gara per metterlo sotto contratto!
A te piace il Modigliani che si suicida, a me Warhol che fa i soldi.
E comunque su questo tema ci siamo già "appiccicati" qualche mese fa ed ognuno è rimasto sulle sue posizioni.

Il punto veramente importante è questo:
Mingus (io sarei più per Coltrane) ha cambiato il modo stesso di fare musica e non ci sarebbe riuscito solo con i concertini nei localetti fumosi di Harlem. Ha dovuto incidere dischi, andare in televisione ed utilizzare tutti i mezzi tecnologici. Si fosse fermato nella cantina, tu oggi eri lì che ascoltavi solo Gigi d'Alessio! :-)

Un ultimo paragone:
In Italia l'utimo che ha veramente contato qualcosa nel panorama gastronomico è stato Marchesi.
Prima di lui i fagiani arrivavano a tavola ancora con le piume e dopo di lui è cambiato il concetto stesso di ristorazione.
Negli anni 80 si creò attorno a lui un vero fenomeno mediatico che lui seppe sfruttare al meglio pubblicando anche diversi libri: oggi la "nouvelle" è derisa da chi vuole fare lo snob, ma l'epoca del fagiano con le piume è tramontata ed il suo stile ha cambiato anche le abitudini della famosa "casalinga di Voghera".
Veniamo al presente: chi, secondo te cambierà il concetto stesso di cucinare negli anni a venire, Adrià o Pierangelini?
La mia impressione è che se Adrià riesce, con l'aiuto della tecnologia e delle industrie, a rendere replicabili le sue ricette da chiunque o comunque ad imporre uno stile riconoscibile, molte cose italiane cominceranno a "finire".

Mentre noi qui litighiamo se Pierangelini risponde o no al telefono.

la fine dei fighetti, insomma.

29 Gen 2007 | ore 10:06

Le informazioni non girano solo tramite la TV. Io mi fido di più della circolazione di informazioni un po' underground, tra appassionati. I primi jazzisti a Torino come hanno credi abbiano conosciuto quella musica? I primi "beat" italiani Kinks e Jimi Hendrix (mi hanno detto) li hanno sentiti la prima volta su Radio Caroline (pirata) mica alla RAI. Spesso il genio è in anticipo sui tempi e diventa influente, famoso, completamente compreso e apprezzato dalle masse a distanza di anni o decenni.
Quindi chi può dire se nella storia sarà più influente in assoluto Adrià o Pierangelini? io non lo so.

Tutto sommato a me al momento interessa di più chi ha il potere di cambiare e rivoluzionare il MIO concetto di "mangiare" ed è stato il secondo. Per una volta che ho la fortuna di capitare nell'epoca giusta per godermi una cosa - indipendemente dal fatto che abbia o meno una continuazione nel futuro - mi devo pure fare 'sti problemi?!! :-))

29 Gen 2007 | ore 10:43

vorrei ricordarvi che stiamo parlando di cucina e non di musica.
Visto che Gumba ha fatto la spiritosa on il marziano e il call centre le faccio una domanda.
La sua macchian ha dei problemi. Lei chiama il meccanico e chiede un appuntamento. E si sente rispondere che sono pieni.
Lei propone una data alternativa..mi spiace siamo pieni.
Al terzo tentativo .. siamo sempre pieni.
Voglio vedere se vai a piedi o cambi meccanico.
Uguale con Pierangelini.
Se lui mi dice tre volte no.. ci metto poco a cambiare ristorante.
A me pare un cattivo marketing di se stessi poi uno fa quelo che vuole.
At salut

29 Gen 2007 | ore 11:39

Parliamo di cucina e arte e non di auto. Ma quando chiamo il meccanico pochi giorni prima delle sue ferie (cosa che sfortunatamente mi capita spesso), come hai fatto tu con il Gambero Rosso lui mi dice sempre: "mi dispiace siamo pieni", senza alternative.
A volte aspetto che torni e poi richiamo. A volte decido che un altro meccanico quel giorno può andar bene lo stesso, chiamo un altro, e non ci penso più. E vvvai da un altro meccanico, no?!

29 Gen 2007 | ore 11:55

Il merito di Pierangelini(e penso sia per questo che sta ricevendo forti consensi internazionali) è quello di portare avanti una cucina fortemente italiana,semplice ma allo stesso tempo molto caratterizzata e per questo difficilmente riproducibile(anche dagli stessi suoi assistenti). Pierangelini non inventa una tecnica, Pierangelini cucina e apporta al singolo piatto una componente fondamentale:la sua sensibiltà. Lo stesso probabilmente non si può dire di Adrià proprio per il diverso concetto di cucina. Adrià tiene chiuso molti mesi anche per inventare i piatti per l'anno dopo, non è solo un cuoco. Cenare a Roses è una esperienza unica, Adrià è sempre presente ma nel suo ristorante è più un "organizzatore" che un cuoco. Ecco che la sua cucina risulta maggiormente riproducibile, anche se spesso con risultati discutibili. In Italia a mio parere solo uno è riuscito a fare suoi molti tratti di Adrià ma sapendo utilizzarli nel contesto in cui vive e impartendogli grande personalità: Massimo Bottura.

29 Gen 2007 | ore 11:59

certo che vado da un altro meccanico. Mica sono fesso.
Credo che ci siano tante altre realta' italiane che vadano provate. L'unico dove mangerei anche tutti i gg e' Vissani.E a lui grazie a Dio quando chiami trovi sempre un si.E non un mi richiami o no grazie.

29 Gen 2007 | ore 12:43

Giudicare Salieri solo da Amadeus è un po' troppo. Comunque, a costo di risultare impopolare, accostare Mozart ai Beatles dicendo che sono sfaccettatura diverse della medesima cosa mi fa ribrezzo. No, grazie a Dio Mozart e i Beatles non sono la stessa cosa.

29 Gen 2007 | ore 13:35

non avevo bisogno della conferma per sapere che pierangelini e' troppo bravo....oltre che gentile e premuroso
ho la rivista me ne ha regalato alcune copie il mio amico tom keller una decina di giorni fa in california fra poco festeggio la mia centesima cena dal grandissimo fulvio..come sono fortunata ad averlo incontrato...

29 Gen 2007 | ore 15:49

Mi associo a tommaso Farina: Andy Warhol e la sua zuppa Campbell valgono un'unghia di un piede del David o del Mosé...e Mozart é la musica, e il genio per antonomasia...il resto sono rumori, a volte senza feedback...devo riconoscere che la Spagna alterna nella sua storia periodi lugubri e di grandissimo fervore intellettuale....nel Novecento ha avuto Picasso e Dalí, ma anche Franco e il golpe del 23-F, la generazione del '27 e José Antonio e la falange...oggi in questa specie di alternarsi di tappe dorate e grigie, é in auge e quindi ecco Adriá-Picasso (anche Picasso ha fatto quadri geniali, peró pur di guadagnare ha prodotto anche quadri discutibili)...piú che Warhol, Adriá é il Picasso (quello rivoluzionario dell'epoca cubista) dei fornelli...e l'Italia che ha esportato nel mondo tutto, dal Rinascimento alla pizza, oggi attende in retroguardia..fino a quando una rivista americana, como il Principe con Cenerentola, scopre l'esistenza di un cuoco scontroso e maleducato con chi gli telefona e lo trasforma....in una meravigliosa passatina di ceci :) La domanda é: ma davvero bisogna aspettare l'incoronazione made in Usa per accorgeci di Pierangelini???? giulpini nutro una sanissima invidia per lei: davvero sono cente cene o é un'iperbole, oppure Fulvio e Fulvietto sono suo marito e suo figlio????? Salutoni a tutti e complimenti per l'alto livello della discussione (davvero lo dico senza ironie...trovo il foro molto interessante!!!!)

29 Gen 2007 | ore 16:10

gigio
come detto non mi serviva il riconoscimento di una pur prestigiosa rivista usa dalla prima volta che ho avuto il privilegio di sedermi ai tavoli del gambero rosso ho capito di aver di fronte un personaggio unico per maestria ed umanita' anche se sono serenamente affezionata a fulvio ed emanuela non siamo parenti anche se entrambi fanno con mia grande gioia parte della mia vita

29 Gen 2007 | ore 17:22

provate a dire a pieramgelini che volete passare tre gg di ferie a san vincenzo e che volete passare da lui 3 gg a cena.
Vedete cosa vi risponde.

29 Gen 2007 | ore 17:41

Rassegnati Voice.....gli stai antipatico
;-))

29 Gen 2007 | ore 18:30

Gigio, ma cosa c'entra Franco?

29 Gen 2007 | ore 18:41

non e' questione di rassegnarsi . A me sta piu' antipatico chi lo difende sempre e comunque a prescindere da tutto.

29 Gen 2007 | ore 20:01

Ti dispiace chiudere la questione delle tue telefonate? Sono stufo!

29 Gen 2007 | ore 20:14

Oggi ho fatto il giro delle edicole internazionali che conoscevo a Torino e nessuno aveva mai sentito nominare la rivista (solo uno ha detto "forse l'abbiamo ma non so se questo numero deve ancora arrivare o è già finito"!?). Per compensare la delusione ho comprato un CD di Aldo Romano e un triplo di Tom Waits in edizione limitata. Lo sapevo che era meglio fare un paio di clic su Ebay!! E dire che stasera volevo proprio fare un commento in tema... :-)

29 Gen 2007 | ore 21:29

che palle!
sempre i soliti discorsi.....
cambio cortile...
e se dicessi che pierangelini mi ha accettato subito'
ricominciate i bla bla bla?.... pierangelini forse ha un sesto senso a capire i rompicoglioni...

29 Gen 2007 | ore 23:56

caro Bonilli
tu apri un 3ad su un giornale che nessuno qui ha letto che parla di Pierangelini.
Dopo venti messaggi due iniziano a parlare di musica andando fuori tema e tu hai il coraggio di dire che io ti stufo??
Complimenti per la coerenza.
Sei un grande uomo Bonilli.

30 Gen 2007 | ore 00:07

e' vero
sono uno che rompe i coglioni anziche leccarli al potente.
Saro' sempre contro chi fa lo zerbino e chi dice le cose per convenienza.
Grazie a Dio Bonilli mi ha fatto bannare dal forum cosi' non potendo piu' scriverci mi viene pure a noia leggere le cazzate dei soliti noti che fanno i tuttologi come Gumbo o altri che parlano di tutto tranne dhe di ristoranti.
Invece qui su papero giallo visto che non sono bannato intervengo.E dico quello che penso. Se tu Bonilli hai un blog devi anche accettare i rompi coglioni e non solo chi ti lecca i piedi.

saluti e buona notte.

30 Gen 2007 | ore 00:13

Quelli che non passano tutto il tempo a pensare al telefono hanno più tempo e risorse mentali per riflettere sulla cucina come arte e quindi opportunamente fare (per divertimento) paralleli con altre arti.

Domande del mattino:

- Nella storia del rock è più importante Elvis che ha divulgato "That's alright mama" oppure Arthur Crudup (e molti altri come lui) che hanno scritto il pezzo e hanno influenzato dall'oscurità il famoso cantante?

- per chi è cresciuto mangiando cibi quotidiani preconfezionati senza sapore e poi gelati blu, panna spray e bustine di polvere rosa che sembra detersivo ma invece è dolce e scoppietta...è più "strano" e "nuovo" Adrià o Pierangelini?

30 Gen 2007 | ore 10:21

"per chi è cresciuto mangiando cibi quotidiani preconfezionati senza sapore e poi gelati blu, panna spray e bustine di polvere rosa che sembra detersivo ma invece è dolce e scoppietta...è più "strano" e "nuovo" Adrià o Pierangelini?"

Gumbo fidati, se associ Adrià a queste cose ti sei fatta una idea sbagliata del personaggio. La sua cucina non è solo spettacolo o cose strane. Un piatto che ho mangiato da lui lo scorso anno è ancora ben impresso nella memoria e rimane una delle cose più buone e intense mai mangiate:una composizione di alghe ed erbe aromatiche con al centro un'anguria cui aveva dato nome "EL MAR" e proprio il mare era il protagonista assoluto.

30 Gen 2007 | ore 10:38

Ti rispondo con il solito paragone musicale cosi qualcuno si incavola!

Sia chiaro che non voglio buttare a mare Pierangelini e che le mie sono "impressioni": chi tra i due resterà nella storia "lo scopriremo solo vivendo".

Ora Elvis:
Prima di lui il rock'n'roll non esisteva e dopo di lui sono venuti i Beatles ed i Rolling Stones.
Contemporaneamente, senza farsi influenzare più di tanto, Burt Bacharach (che amo molto), componeva canzoni nel solco della "tradizione leggera"

A me Pierangelini ricorda tanto Bacharach: un eccezionale interprete della cucina tradizionale Italiana, ma, come diceva qualcuno, la rivoluzione non è un pranzo di gala.

Ho risposto bene?

P.s.: Direttore, se diamo fastidio lo dica pure, che leviamo il disturbo e ci buttiamo su una chat! :-)

P.P.s.: A me leccare Bonilli fa un pò senso. E a te Gumbo?

30 Gen 2007 | ore 10:51

ROb78, nella mie considerazioni non c'era un giudizio negativo nei confronti di Adrià; io sarei curiosissima di assaggiare ciò che cucina, che ho solo visto in foto (prima o poi dovrò mettermi in lista d'attesa).
Però a me sembra comunque il proseguimento di un filone di ricerca vicino a quello industriale-scientifico, ma applicato all'alta cucina - quindi con altre finalità e altri aspetti più artistici. O no?

AntonioT: Ma che domande faiiii!!!?!!!

E poi....coooooosa?Elvis+Beatles+Rolling Stones=storia del rock?!
Se non stai scherzando, sappi che quando ti incontro ti meno!!!
;-)

Aggiungerei alla dose anche Pierangelini=Bacharach, non fosse che è stato "nobilitato" dai White Stripes (a loro volta nati grazie agli oscuri influenzatori Gories che però conosciamo in pochi).

30 Gen 2007 | ore 11:20

Io trovo noiosissimo parlare delle telefonate di prenotazione che con Pierangelini sono state come quelle di prenotazione in qualunque altro locale - a parte una in cui due o tre frasi di chiacchiere sarebbero piuttosto divertenti da raccontare ma solo a persone sane di mente...e non dopo 50 commenti su questo argomento tutto sommato marginale!

p.s. si vede che non compri cd; l'edizione limitata è esattamente l'opposto dell'edizione scontata...

30 Gen 2007 | ore 12:24

"Però a me sembra comunque il proseguimento di un filone di ricerca vicino a quello industriale-scientifico, ma applicato all'alta cucina - quindi con altre finalità e altri aspetti più artistici"

Su questo invece sono d'accordo,avevo inteso male prima! :)

30 Gen 2007 | ore 12:29

COMPLIMENYTI a pierangelini, non nuovo a riconoscimenti simili ....l'anno scorso in Spagna a la mejor gastronomia


balrog

30 Gen 2007 | ore 13:01

@Rob78, ah bene! :-)

Tanto per fare un parallelo...l'altra sera ho visto dei filmati di concerti rock anni '70 con allestimenti teatrali, effetti speciali, laser, costumi di scena stranissimi, palchi giganti e mega impianti! Provavo a mettermi nei panni di chi aveva visto fino a quel momento cose tipo...i Beatles su un palchetto di legno misero, 2 amplificatorini che ora non si usano manco più in birreria, la voce che nessuno riesce a sentire; o i jazzisti che suanono in acustico in uno scantinato umido e fumoso. Insomma crea un certo stupore.
Io gli effetti speciali, gli effetti multimediali nel rock, li dò per scontati perchè c'erano già quando ho iniziato ad ascoltare musica. Quindi noto la spettacolarità, mi faccio coincolgere, mi posso anche divertire e stupire.

Ma guarda caso quelli che mi hanno colpita di più sono quelli che riescono a trasmettere qualcosa si speciale facendo cose apparentemente normali, con strumenti apparentemente normali, in luoghi apparentemente normali.
E mi pare che con la cucina mi capiti un po' la stessa cosa...

p.s. @balrog: a quanto pare il webdelirio non cambia molto nel tempo, ma si può riuscire a non arrabbiarsi... ;-)

30 Gen 2007 | ore 13:08

Tommaso c'entra eccome Franco con Adriá? Credi che se Franco fosse ancora vivo la Spagna avrebbe prodotto Adriá? E se non ci fosse stato Franco e la reazione contro i lugubri anni della dittatura ci sarebbe stato Adriá, la legge sui matrimoni gay ecc. ecc. La classe dirigente spagnola attuale, Adriá incluso, aveva 20 anni quando il buon Francisco se ne andó all'altro mondo e la voglia di ribellarsi e di far conoscere un'altra Spagna al mondo partí in una notte tragicomica, il 23 febbraio del 1981...lí nacque la Spagna rivoluzionaria di oggi. I giovani da noi sono conservatori, qui progressisti prché sono la prima generazione nata in libertá...l'Italia per avere un Adriá, se mai lo avrá, dovrá aspettare altre condizioni politico-sociali, perché Adriá e la rivoluzione sono l'iceberg di un movimento molto piú radicato e di massa di quello che si possa pensare...ma forse l'Italia, a parte la parentesi futurista, le sue rivoluzioni le ha fatte sempre ispirandosi ai valori del classicismo...e quindi la nostra rivoluzione é Pierangelini. Adesso mi massacrerete, peró non dimenticate mai di contestualizzare le cose...non é che Ferrán un giono si é svegliato e ha detto: da oggi voglio cercare strade nuove e mi metto a fare esperimenti :)

30 Gen 2007 | ore 13:11

COMPLIMENTI a Fulvio per l'ennesimo grande riconoscimento , non nuovo cmq ad altri consimili....vedasi Spagna l'annno passato

balrog

30 Gen 2007 | ore 13:14

.....che noia...

Ad Majora

30 Gen 2007 | ore 17:37

OGNUNO GODA DI QUELLO CHE PUO'

30 Gen 2007 | ore 18:13

Ciao
dopo tutti questi commenti, io che volevo chiamarlo non per andare a mangiare ma per proporli il mio vino ho avuto dei dubbi. Una grande sfida, ma ripensandoci sarebbe interessante solo poterli parlare.
Se lo faccio vi farò sapere.
Ciao Luciano

31 Gen 2007 | ore 11:40

E' assurdo che si parli così tanto di 'ste telefonate che non sono poi così strane come si vuol far apparire. Il peggio che ti può capitare è che ti faccia qualche domanda per capire cosa proponi. ;-)
Ma gli altri ristoranti no?
Tra l'altro per me è stato sempre molto divertente parlare con loro, li trovo molto simpatici.

Io non riesco a programmarmi con grande anticipo le "uscite", quindi chiamo sempre i ristoranti pochi giorni prima della data che vorrei: all'Osteria Antiche Sere di Torino ho trovato posto una volta su 7 telefonate. Al Gambero Rosso 2 su 4 telefonate. Al Cubico di Torino zero su 3.
Però non è una colpa loro se quel giorno che voglio io non hanno posto!!!

Insomma le informazioni che girano sul web spesso non sono attendibili (nel bene e nel male)...conviene sempre provare di persona.

31 Gen 2007 | ore 12:19

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Pasta_sarde_1.jpg Pasta con le sarde

Eccola qui la pasta con le sarde, una di quelle ricette che tutti conoscono e nessuno...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed