20
Gen 2007
ore 16:07

Io fichetto del gusto e Oscar Farinetti

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L'avrà poi detto? Forse si, forse a Panorama il signor Oscar Farinetti, (quello della Unieuro, ve la ricordate? con Tonino Guerra che faceva la pubblicità), il suo credo lo deve aver esposto veramente così a pag 142 dell'ultimo numero "Mi interessano i cibi di alta qualità, oggi appannaggio solo del 10 per cento della popolazione, che può permettersi di andare a mangiare stellato o di fare i fichetti del gusto", credo che lo abbia detto perchè la foto che ci offre Panorama parla di uno sorridente ma tosto, che si è fatto da sè, ha alcune centinaia di milioni di euro, è amico da sempre di Petrini, vendeva frigoriferi e televisori e poi ha piazzato la sua Unieuro-frigoriferi agli inglesi della  Dixon perchè - avevo esaurito la vena creativa -.
Adesso pensa di fare i soldi con Eataly.it che aprirà nei prossimi giorni a Torino, là dove c'erano gli stabilimenti della Carpano, accanto al Lingotto. Grande metratura, 10.000 mq, grande investimento per "alti cibi a prezzi sostenibili", che è lo slogan dell'impresa, ristoranti, scuole, il tutto con la benedizione e l'appoggio pratico di Slow Food.
A lui importano i soldi, dai televisori ai presidi, purchè sian soldi. 

Per saperne di più

Il blog di Tombolini.

commenti 145

Non vedo cosa ci sia di male nell'iniziativa di Eataly. Si allarghera' un pochino la fascia dei consumatori che comprano materie prime di qualita'. Senza togliere mercato a nessuno, ma ampliandolo.

Forse l'unico rischio, a lungo termine, potrebbe essere quello di rovinare la produzione dei presidii. Se Farinetti vuole 1000 caciotte da uno che normalmente ne produce 100, il rischio che l'artigiano lavori meno bene per soddisfare la richiesta obiettivamente c'e'.

Ma questo rischio c'e' sempre stato e sempre ci sara'. Quando una produzione si svaluta e si inflaziona (vedi Brunello) c'e' sempre qualcuno che stoicamente resiste a portare avanti la qualita'.

E pure se - ma non credo proprio - Slow Food dovesse perdere l'anima, ci sara' fra dieci anni una "Rifondazione Slow" a ricominciare da capo.

Io in genere sono pessimista, ma stavolta, forse contagiato dall'immagione di Tonino Guerra, penso in positivo.

Nico

22 Gen 2007 | ore 10:32

Sull'unico articolo che avevo letto io un po' di tempo fa sulla Stampa o su Specchio non c'era nessuna vena polemica nei confronti dei "fichetti del gusto" e il taglio era completamente diverso.
Magari la Stampa era di parte.
Magari in quel caso si è spiegato meglio.
O magari Panorama ha sintetizzato a modo suo un concetto.
O magari la pensa veramente così.
O forse...chissà; sta di fatto che appena succede qualcosa di grande nel mondo della gastronomia si scatenano le fazioni e tutto ciò a me pare in contrasto con le idee espresse nel post subito prima di questo...

22 Gen 2007 | ore 10:36

credo non sia l'unico che fa quello che fa per i soldi...santi in commercio non c'e' n'e'.....
chi e' senza peccato scagli la prima toma......

22 Gen 2007 | ore 11:03

Gumbo, un po' di sana rivalita' e' naturale e giusto che ci sia. E' possibile che Panorama abbia aggiunto del colore alle parole di Farinetti a beneficio dei suoi lettori "nazional-popolari".
La sostanza - secondo me - e' che "c'e' trippa per tutti".
Slow e Gambero alleate tirano fuori la piu' autorevole guida dei vini italiana. Perche' polemizzare sul cibo?

Nico

22 Gen 2007 | ore 11:12

Suggerisco di leggere bene il post tomboliniano e pure i commenti. Eatitaly sara' pure una gran cosa, ma contraddice la missione storica di Slow Food. Con tutto il bene che posso volere a SF, ricordo ancora adesso gli scazzi passati quando volli attivare una condotta tematica sul vino (io ed alcuni amici) ma mi dissero di no da Bra, in quanto ero un commerciante quindi, di default, un farabutto. Non rinnovare la tessera SF fu facile, allora.
Tra i commenti sul post di Tombolini, m'ha gelato quello di Gianni Raspulla la' dove scrive si rende necessario vendere SF a Farinetti. E dico cosi' in quanto questo, mi pare, sta accadendo: SF e' stata ceduta.
Oggi si riparla della qualita' per le masse; curioso ossimoro. Non capisco come si faccia a promettere la luna in modo cosi' evidente: se un produttore mette sul mercato cinquemila bottiglie di un certo vino, questo prodotto sara' fisiologicamente destinato a pochi; non e' snobismo e neppure fare i fichetti, di tratta solo di prendere atto di queste dinamiche, tra l'altro legate a meccanismi del tutto naturali. Adesso lorsignori proporranno qualita' per le masse a prezzi, sa va sans dire, sostenibili. Che posso dire? Auguri, vedremo.

22 Gen 2007 | ore 11:23

Semplicemente non e' vero che SF e' stata ceduta.
La precisazione di Piero Sardo sul blog di Tombolini mi sembra esauriente in materia.
Se poi tra due anni SF si sara' sp...ta, se i prodotti dei presidii cominceranno a fare schifo, ne trarremo le opportune conseguenze.
Per adesso mi sembrano tutte illazioni maligne e probabilmente infondate.

Nico

22 Gen 2007 | ore 11:35

Sono circa 10 anni che mi faccio la seguente domanda: perchè SlowFood non apre degli store in Italia ed all'estero con il proprio marchio a garanzia dei prodotti venduti?
In fondo non sarebbe che la naturale continuazione di Terra Madre: dopo che hai promosso le piccole produzioni di qualità, aiuta i produttori a venderle, no?

Quanto all'esiguità di certe produzioni, basterebbe uscire dalla logica degli Ipermercati che devono per forza avere tutto in tutti i supermercati.
La formaggetta del Piemonte potrebbe essere in vendita in Puglia e viceversa oppure il tutto a rotazione.

Io sarei il primo cliente di un negozio SlowFood.

E poi, caro Bonilli, non crederà mica che migliaia di produttori dell'agroalimentare producano tonnellate di cibo ed ettolitri di vino ogni giorno solo per hobby o per giustificare la vita del suo o degli altri giornali?

Vendere, vendere e poi ancora vendere!

E poi se ad occuparsene c'è un tizio con attitudini manageriali, ben venga: sarà la volta buona che la bella addormentata nel bosco si sveglia.

Meglio che una persona sveglia si metta a vendere salami e vino piuttosto che l'ennesimo telefonino!

Fichetti forse no, ma questo mi pare sempre di più un mondo di verginelle!

22 Gen 2007 | ore 11:59

di fondo, demagogia a gogo'?

22 Gen 2007 | ore 12:01

No, Liloni, è senso pratico.
Demagogico è far fare 10.000 km ad un produttore delle Ande fino a Torino per mostrare al mondo gli ovetti azzurri che produce e poi rimandarlo a casa senza neanche un ovetto venduto!

22 Gen 2007 | ore 12:16

Io da "cliente comune", al momento non colgo dove sta il problema (se c'è).
Apprezzo che per una volta invece di radere al suolo un edificio storico di Torino per fare appartamenti anonimi (vedi Venchi Unica, ad esempio) l'abbiano salvato e lo utilizzino per qualcosa di interessante.
Per me poi è comodissimo perchè esco dal lavoro, vado a piedi sul ponte "olimpico" (almeno che serva a qualcosa!), e potrei trovare facilmente prodotti interessanti.

L'unica cosa che mi darebbe fastidio è che venisse presentato come contrapposizione a un'ipotetica cucina spettacolare da fighetti ricchi, perchè ho già il mio da fare con la chiusura mentale e i pregiudizi di un sacco di persone che conosco, e sarebbe meglio se evitassero di rafforzare in loro questo concetto stupido (il sig. Farinetti, il giornalista di Panorama o chiunque sia...).

22 Gen 2007 | ore 12:35

Ne sentii parlare l'anno passato da un famoso ristoratore piemontese probabilmente interessato alla cosa (allora non ci furono nomi ma soltanto concetti e progetti che ben si sovrappongono a questi di cui sopra): qualità a prezzi sostenibili. Non mi fu ben chiaro allora, nè lo è oggi, di come un progetto che intreccia qualità e quantità sia felicemente percorribile o rimanga, come si è detto, sterile ossimoro. In tempi non sospetti scrissi che SL, se pur paladino di una qualità assoluta, possibile e sostenibile, conteneva nel suo DNA i geni di una latente e serpeggiante corsa alla massificazione che, attraverso la divulgazione di pur sanissimi e fondamentali concetti, fagocitava se stessa diventando promotrice di una richiesta potenzialmente non più compatibile con canoni qualitativi. Il triedro quantità - qualità - prezzo contiene al suo interno posizioni difficilmente compatibili il che non vuol dire che la qualità deve essere SOLO per pochi o che il gourmand deve continuare a resistere nella sua torre d'avorio senza guardare a queste evoluzioni. Nell'affrontare il tema gelati mi imbattei nella realtà Grom; ebbi l'occasione di parlare a lungo con uno dei soci e capire l'entità e la tipologia di una scommessa che aveva nella replicazione di una qualità costante l'asse portante del concetto produttivo. Scabin stesso, nella sua ricerca a cavallo fra creatività e replicabilità della stessa, introduce concetti nuovi rispetto alle variabili continue dettate dall'artigianato culinario affrontando un aspetto di industrializzazione ad altissimo livello. Ciò comporta che anche la scelta e l'uso della materia prima (oltre che il processo creativo ed industriale) deve risultare funzionale e coerente con il progetto di base. Certamente l’impresa parrebbe possibile se rimane all’interno di una filiera che affronta numeri in fin dei conti piccoli ma la teoria delle mille piuttosto che cento caciotte è indicativa di un fenomeno che nel suo continuo ingrandirsi (l’impresa non può fermarsi, se non cresce fatalmente perde per il fatto che qualcun altro crescerà) cova il rischio di ritornare fare i conti con quello che è l’antitesi della sua mission. Io non so quali siano gli sviluppi, so però che la soluzione sta nelle ricerca del punto di equilibrio, concetto portante di ogni aspetto del respiro del pianeta, dalla foresta amazzonica al cambio del clima: forzare e cedere al ricatto dell’utile potrebbe essere fatale anche per il mondo dell’enogastronomia di qualità.

22 Gen 2007 | ore 12:39

1) Eataly in sé e per sé non mi sembra affatto male.
2) Del discorso "etico" su Slow Food mi importa poco. E' un'associazione di cui non ho mai avuto la tessera che rispetto, che ammiro per il buono che ha fatto: se rinnega se stessa per logiche di soldi sono affari suoi, non sono uno che ama rivoltare frittate anche se il discorso di Antonio Tombolini è assolutamente condivisibile.
3) Non credo che Eataly voglia imporre produzioni industriali ai presidi.
4) Non credo che Slow Food finirà per scomparire.
5) Ho visto il sito web di Eataly, e anche i produttori coinvolti. Dubito fortemente che Eataly farà richieste di stampo industriale a Giolito o all'Antica Ardenga di Massimo Pezzani.
Ho comunque intenzione di comprare prossimamente qualche strolghino e magari un Culatello via web, così da mettere a partito la mia Berkel nuova.

22 Gen 2007 | ore 14:07

E' obbligatoria una precisazione: non credo che parlare di un progetto che è ai nastri di partenza voglia dire osteggiarlo ma, avendo letto una frase tra virgolette di Farinetti, ho messo in evidenza qual è la contrapposizione culturale esistente da tempo e che è da ipocriti ignorare e linkato - a modo mio, che a casa non funziona la funzione link- la discussione innescata da Tombolini, che c'è ed è legittima.
Detto questo io non ho criticato il fine di lucro, perchè farmi dire sciocchezze che non ho detto, ho detto però che, secondo me, per Farinetti un frigo vale uno strolghino. Meglio di niente ma questo è. Quanto ai "fichetti" questo modo di pensare ed esprimersi fa il paio con i "brucia padelle televisivi" detto a proposito dei cuochi che vanno in video, frase usata in senso lato e senza specificazioni, da Petrini e da Aldo Grasso, critico televisivo che dà a noi gamberi dei marchettari.
Le parole hanno un peso, io ci lavoro e in questo caso indicano una contrapposizione culturale profonda che io, dirigendo un canale televisivo, sento ben presente e giudico demagogica e sbagliata.
Eataly è un'operazione squisitamente commerciale, per far soldi e questo è giusto, legittimo, doveroso ecc... non vorrei vedermela spacciata come il modo nuovo, diverso, nobile, alto di vendere cibo e vino. E' una catena di supermercati, ristoranti e simili di concezione moderna.
Il resto sono palle.

22 Gen 2007 | ore 14:31

Spero di non essere io, in qualunque modo, ad aver detto qualcosa di offensivo. Volevo solo dire come la pensavo, senza contrastare quanto da te espresso.

22 Gen 2007 | ore 15:29

Vuoi vedere che tra i Fichetti, i marchettari e i bruciapadelle televisivi nascera' finalmente Robin Food!

22 Gen 2007 | ore 17:40

Giusto Direttore, centrato! Non vedo nobiltà nella proposta commerciale in questione, ma semmai un nuovo interessante sito dove far fare shopping a noi fighetti (magari alla ricerca, qui a Bologna, dell'introvabile Robiola della Val Belbo e simili).
Se si vuol fare un discorso di qualità a prezzi bassi, secondo me, bisogna trovare qlcn disposto a rimetterci (o quantomeno disposto a guadagnare meno)... Chi, Oscar?

22 Gen 2007 | ore 18:48

Sono d'accordo con Tomblini, anni che mi chiedevo come mai non nascessero dei negozi Slow Food (e che ne avrei voluto vedere qualcuno) in giro per l'italia.

Il grande magazzino con prodotti di qualità, che è un concetto diverso, tipo Grande épicerie di Parigi, se fatto bene, ha un suo spazio e una sua logica (e non crediate che anche in Francia non si facciano critiche al fatto che i commessi non capiscono granché di quel che vendono, ma la formula funziona). Il cliente competente troverà con piacere il prodotto di qualità a un prezzo interessante (legato alle ottimizzazioni della logistica), quello meno competente magari sarà attratto dalla grande superficie ( a cui si è abituato) e dalla presenza di prodotti che, grazie a un buon rapporto qualità/prezzo (penso ai vini) siano non troppo lontani dal suo budget abituale.

Dopodiché, io e gli altri "fighetti" continueremo ad andare 2 volte su 3 da Limata o Roscioli o dalla Tradizione...;)

22 Gen 2007 | ore 20:56

Bella questa discussione.Io avevo chiesto al grandissimo Direttore Stefano Bonilli di aprire un Blog sui macellai,macellerie italiane e sulle carni ( in generale). Sinceramente non vedo la necessità di un negozio del genere. Ho ricevuto ieri il volantino dell' apertura.
Continua

22 Gen 2007 | ore 21:27

Continuazione ...Si possono trovare molti prodotti di qualità anche senza andarsi a rovinare in posti del genere. In tempi di vacche magre e soprattutto a Torino di questi tempi era l' ultima attività che avrei aperto. La gente adesso cerca la qualità a un prezzo accessibile , ma non dico stacciato,e vi posso assicurare che questo si puo trovare. Io parlo di carne.... ci sono razze nazionali e internazionali, buone come la Piemontese, "il fassone" che sono più accessibili a tutti, che si possono trovare anche se con difficoltà in qualche negozio, supermercato e Discount. Per quanto riguarda i salumi e verdura secondo me anche in questo campo si possono trovare dei prodotti nazionali molto buoni e ad un prezzo accettabile. Anche per quello che riguarda la panetteria ci sono dei forni fantastici!!!Le uniche cose che trovo buone ( dico il mio parere) e sono la vasta scelta di molte varietà di Birra,vino, olio e i corsi e le serate che si effettueranno a Eataly.
Inoltre chi di voi è d' accordo con questo progetto mi sa che non ha a che fare con la gente comune perché, tale progetto a Torino non lo vedo molto bene..... mi posso sbagliare anche io. Comunque non mancherà una mia visita ad Eataly, non di sicuramente le prime settimane il vero spirito di un negozio del genere si vede con il passare del tempo soprattutto se non attacca.... . Penso che potrei scrivere pagine su questo discorso .
Signori vi saluto.
Aspetto ansioso i vostri commenti.

22 Gen 2007 | ore 21:29

Oltre tutto aggiungo che trovare persone competenti da mettere dietro un bancone è difficilissimo....

22 Gen 2007 | ore 21:33

Direttore perché Voi non fate qualche iniziativa del genere a Bologna? É la sua cittá, contatti non mancano, e anche la clientela nella cittá grassa non mancherebbe..e poi da Tamburini o alla Baita si trova qualcosa, nelle macellerie del quadrilatero qualche bistecca romagnola o chianina ma manca per es. in via dell'Indipendenza un grande negozio con 200 presidi a portata di cesto...a proposito ma vi siete accorti che é parecchio che non nasce nessun nuovo presidio italiano? Slow food Italia sta lasciando sempre piú spazio a Slow food tout-court, o é solo una impressione mia, sbagliata?????...Detto questo prima di criticare tanto, vediamo un po' come funziona no...che ci possa essere una eterogenesi dei fini (per salvare prodotti e merci rare si finisce con l'arricchire imprenditori poco scrupolosi) non importa se poi gli obiettivi di salvare i prodotti in via di estinzione vengono raggiunti davvero (promuovere la cultura del cibo e permettere a tutti di avvicinarsi a prodotti di elite a prezzi ragionevoli)...e poi é sempre vero che quantitá e qualitá sono cosí antinomici????...e se la qualitá richiamasse altra qualitá...gli spagnoli con il prosciutto in questo campo hanno qualcosa da insegnarci

22 Gen 2007 | ore 22:57

Scusa Roberto, ma uno mica mangia solo carne!?
E non necessariamente si ha tempo o voglia di passare le giornate in giro per il Piemonte a cercare delle cose diverse da quelle che si trovano nei "supermercati normali". A me non dispiace affatto avere un "supermercato atipico" comodissimo da raggiungere.
I prezzi finchè non apre non li posso vedere.
Ovvio (per me) che faccia parte del marketing quello di presentarsi come "alta qualità per tutti!". Un buon venditore studia il modo giusto per convicere il suo target ad acquistare il proprio prodotto; evidentemente io non rientravo nel target di Unieuro perchè la pubblicità dell'ottimismo la trovavo veramente irritante, fastidiosa e cretina. Ma il tizio mica è fesso, secondo me sa che c'è un pubblico potenzialmente interessato altrimenti non si sarebbe lanciato in questo progetto; e in effetti devo dire che non passa un giorno in cui non sento qualcuno che parli di come vorrebbe alimentarsi in modo più sano, di qualità a prezzo abbordabile e facilmente reperibile. Toh! Proprio quello che promette Eataly...

22 Gen 2007 | ore 23:19

Dire che i cibi di alta qualità sono appannaggio del 10% della popolazione è inesatto oltre che offensivo nei confronti di chi produce. Ovviamente per molti venditori i prodotti di alta qualità sono esclusivamente quelli presenti nel proprio assortimento ma in tal caso sarebbe doveroso esprimersi diversamente.
Per il resto Eataly è una bella operazione commerciale che darà sicuramente ottimi frutti. Anche lo slogan "alti cibi a prezzi sostenibili" mi sembra ben scelto anche se tutto da capire e da verificare.

22 Gen 2007 | ore 23:31

...e un approfondimento circa Farinetti/Petrini/ Banca del vino/ e..."vignaiuoli"(come avrebbe detto Gino...)...presi in giro?...

23 Gen 2007 | ore 01:18

Esperya ha cacciato Tombolini, s'è fatta scippare da Centergross e ora sopravvive inutile. Magari Eatitaly caccia Petrini e fa la stessa fine. Chi ci ha già fatto la spesa?

23 Gen 2007 | ore 03:30

Gumbo, inanzi ho approfondito il settore della carne perchè è il mio settore. Per quanto riguarda i prezzi e la qualità bisogna aspettare molto tempo dall' apertura perchè solo così si vedrà di che pasta è fatta Eataly. Tutti all' inizio hanno prezzi buoni, ottima merce ma mantenerla è quasi difficile.
La sua clientela potranno essere famiglie benestanti anche perchè ripeto con i tempi che corrono a Torino.....
Rispondo a Bluto che Eataly aprirà il 30 Gennaio e sarò molto curioso di andare a guardare.
Signori aspettiamo l' apertura.....

23 Gen 2007 | ore 11:25

Scusate un chiarimento mantenere i prezzi e la qualità se non dovesse attaccare....

23 Gen 2007 | ore 11:26

some al solito si parla a vanvera. mah..

23 Gen 2007 | ore 11:28

Roberto, io sono a Torino quindi so benissimo che aria tira.
Però se io seguo il filo del tuo discorso mi pare che finisca per dar ragione a Farinetti quando afferma che il cibo di qualità è solo per pochi; e su questo io non sono d'accordo.

p.s. "uomo" potrebbe esporre un'opinione non a vanvera?

23 Gen 2007 | ore 12:58

Gumbo concordo con te e non con Farinetti, fidati; poi non mi posso esporre più di tanto con i commenti perchè prima devo andare a vedere Eataly e solo allora potrò veramente dire cosa ne penso efidati che il 30 sarò li. Gumbo se solo avessi la possibilità mi piacerebbe farti vedere delle foto e sentire il tuo parere.
Comunque anche a me piacerebbe sentire un' opinione non a vanvera da uomo !!!!

23 Gen 2007 | ore 19:21

1)Non sono Tombolini.

2) Esperya era troppo avanti per i tempi di inizio internet.

3) se proprio una perplessità la devo avere è sulla scelta di un solo grande punto vendita piuttosto che botteghe diffuse sul territorio, ma me lo spiego in parte con il fatto che la gente ormai preferisce un tipo di approccio "esperienzale" quando fa acquisti, sul tipo degli ipermercati.

4) Il punto più importante!
NON ESISTONO CIBI DI LUSSO O PER POCHI.
Spiego l'apparente (solo apparente) sciocchezza:
Se andiamo a vedere qualche grafico dagli anni del boom economico ad oggi ci accorgeremo che, a fronte di redditi in costante crescita, la spesa pro-capite per il cibo è andata via via abbassandosi.
Se negli anni '60, fatto 100 un reddito familiare, si spendevano 40 per il cibo, oggi sugli stessi 100 se ne spendono 10 per alimentarsi.
I 30 di scarto vanno via in telefonini, macchine, vacanze computer e tutto ciò che è diventato STATUS (non dimenticate questa parolina magica).
Può essere, e ripeto può essere, che il tentativo di Farinetti sia di spostare l'attenzione e far diventare STATUS la spesa per il cibo di qualità.

Se domani con gli amici sfoggeremo la Robiola della Val di Belbo anzichè l'ultimo telefonino di moda (che oramai te li regalano) il Farinetti avrà vinto la sua scommessa.

E' un discorso troppo da fighetti, dite?
Forse sì, ma "Gutta cavat lapidem"....

23 Gen 2007 | ore 20:33

Antonio...... io sono uno di quelli che vuole fare una cosa del genere come dici tu .... lui pensa a fare i soldi...... io penso a dei progetti per far riscoprire dei lavori ormai persi ..... ma senza degli attacchi non posso fare piu di tanto ciao

23 Gen 2007 | ore 20:38

Roberto,
Se pensi che io faccia parte degli agganci utili caschi male però se ti interessa, io ti dico volentieri la mia opinione sulle foto -ma che foto? Del fassone? :-)

p.s. non metterò la mia mail in chiaro su un blog; quindi ti sacrifichi tu al dio spamming oppure mi scrivi tramite il forum del GR (ad esempio)...

23 Gen 2007 | ore 22:05

gumbo potrebbe rompere meno le palle a vanvera??

23 Gen 2007 | ore 22:53

ah, allora uomo è il solito voice in incognito...

23 Gen 2007 | ore 23:28

se e' lui...valerio... allora ha problemi circolatori.....
credo che le grandi associazioni stiano perdendo i colpi....

24 Gen 2007 | ore 00:41

mmm...io a Eataly ci lavoro!!

24 Gen 2007 | ore 02:09

Tu fraintedi troppo gumbo...... I miei progetti cerco di realizzarli da solo e con un ottima società senza persone che conosco nei blog, poi ti avrei fatto vedere delle foto di magnifici prodotti, per farti capire che non serve andare dentro a Eataly per torvare prodotti di prima qualità; forse hai capito male perchè a me non interessava neanche la tua e-mail.
Vale che ruolo hai a Eataly???

24 Gen 2007 | ore 11:45

Non so tu mi dici che vuoi mostrarmi delle foto e sentire il mio parere...se non ci conosciamo e non possiamo comunicare se non tramite questo blog...mi sembra un po' difficile. Boh!
La mia battuta sugli agganci si agganciava alla tua frase sugli "attacchi", era solo una battuta ma coem si sa via internet è facile fraintendere le intenzioni di una frase...

(per tutti gli altri: scusate la divagazione)

24 Gen 2007 | ore 12:09

Egr. Sig. Bonilli, mi spiace, non la conosco personalmente. Non credo che Lei mi conosca di persona nè può conoscere il progetto Eataly, che è rappresentato da un luogo che deve ancora aprire le porte. Eppure mi giudica, dicendo che per me " un frigo vale uno strolghino" e giudica anche pesantemente il progetto: " supermercato più ristoranti, il resto sono palle." Io non mi sento neanche di giudicare il suo giudizio che probabilmente è figlio di altre situazioni che non riguardano il sottoscritto nel progetto visto che Lei ignora entrambi.
La prego soltanto, se vuole, di sospendere il giudizio in attesa di conoscermi e di vedere personalmente Eataly. Le abbiamo spedito l'invito per l'inaugurazione e spero proprio che Lei lo accolga, venendo a Torino.
Se non potrà quel giorno, La prego di considerare il mio invito aperto ed esteso a qualsiasi altro momento. La mia nei suoi confronti è una stima indiretta ( non la conosco personalmente e magari mi potrà succedere di cambiare idea ) dovuta alla sua fama e per ciò che Lei è riuscito a combinare nel mondo dei cibi di buona qualità. Quindi è naturale che terrò in buona considerazione il suo giudizio ma solo dopo che Lei avrà visto di persona Eataly e mi avrà conosciuto, se vuole, ..." il resto sono palle" , come dice Lei, che anche se non è in buon italiano, rende bene l'idea.

Oscar Farinetti

24 Gen 2007 | ore 12:27

Mi occupo di quello che bonilli chiama "sono tutte palle"...la didattica

24 Gen 2007 | ore 12:33

Occhio ragazzi, che è così che cominciano i grandi amori!

:-))

24 Gen 2007 | ore 13:12

Didattica, ristoranti, megastore sono nella norma e quindi non differiscono da cio' che c'e' in giro. Sono palle tutti i discorsi che tendano ad accreditare Eataly come un progetto diverso, e' solo un progetto grande che richiede tanti soldi e dovra' incassare tanti soldi, non una onlus, per capirsi.

24 Gen 2007 | ore 15:47

Sto scrivendo dal cellulare mentre attendo la visita al menisco e non avevo letto Farinetti e quindi il mio ultimo intervento risulta squilibrato e non cortese.Non ci conosciamo e io accetto di buon grado il suo invito. Il mio intervento e' contro le santificazioni preventive e l'articolo di Panorama mi sembrava un buon esempio, e quindi nulla a priori nei confronti di Farinetti, figurarsi e poi anche io sono ottimista :)

24 Gen 2007 | ore 16:07

Flaiano scrisse che tanti grandi amori nascono quando la prima volta uno pensa dell'altro "ma chi è quello sciocchino?"

24 Gen 2007 | ore 16:44

Per amor di precisione, Oloap:

"I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza? "

AntonioT
(no Tombolini, no)

24 Gen 2007 | ore 17:00

Ah ah ah ah ah ..... Aspettiamo ansiosi l' apertura di Eataly ........
Saluti a tutti e auguri al direttore per il suo menisco.

24 Gen 2007 | ore 17:13

grazie, andavo a memoria (e sciocchino era lì a mo' di sinonimo...)

24 Gen 2007 | ore 21:25

Ocio, Oloap
nella tua frase c'è un "maschile" di troppo!
;-))

24 Gen 2007 | ore 21:31

flaiano, io invece penso che valga nei due sensi; anche quando una lei vede un lui...

24 Gen 2007 | ore 22:49

Ho capito!
Ma se tu scrivi "...unO pensa dell'altrO....sciocchino" stai parlando di due omosessuali!!

E così vale nei TRE sensi!
;-)

24 Gen 2007 | ore 23:05

vabbè, la prossima volta scriverò stronzo e così siamo tutti contenti

25 Gen 2007 | ore 10:14

E se la visita a Eataly andrà bene, tra un po' tornerà la pubblicità dell'ottimismo: protagonista Bonilli con i tortellini invece di Tonino Guerra col cellulare! :-)))

25 Gen 2007 | ore 10:50

Un piccolo contributo da consulente... Ho parlato con un paio di produttori di grande nome e piccole quantità.. (artigiani veri) che hanno ricevuto la proposta commerciale per vedere inseriti i loro prodotti in Eaitaly.

- La proposta ricevuta era.. prima fornitura esempio 100 pezzi + omaggio 40% ... alias mi dai 140 prodotti ne pago 100. - Successivi ordini 35% di sconto a prescindere da eventuali margini di contribuzione...
- Costo (affitto spazio) per metro lineare esposizione... + fondo co-marketing
- Patto democrazia del prezzo...
in sintesi se io produttore vendo il mio prodotto esempio normalmente a 25 €(prezzo listino consigliato al pubblico) da Eaitaly si vende a 22€ ... perchè morale il consumatore deve trovare da Eaitaly il "miglior" prezzo, da contratto esclusivo ovviamente... Detto questo (alcune sono classiche regole da GDO / GDS) i due produttori hanno fatto un passo indietro e si sono detti, perchè mai dovrei "regalare" la mia "piccola" produzione, continuo a vendermela direttamente / attraverso i miei canali senza mortificare il mio margine, del resto noi non abbiamo bisogno di fare cassa... Un modello che al limite funziona sull'invenduto.. o solo INIZIALMENTE per produttori poco noti ... ma che una volta noti... Ognuno di voi può tirare le sue conclusioni.

Un caro saluto.
VG.

25 Gen 2007 | ore 11:07

Insomma, hanno inventato il supermercato. Ogni giorno che passa questa storia e' un po' piu' divertente; grazie per l'info, Claudio.

25 Gen 2007 | ore 11:45

La preziosa testimonianza di Claudio VG chiarisce tutto, come sempre per arrivare a prezzi più bassi il sacrificio lo si chiede al produttore.
Alla riduzione del prezzo un produttore può arrivarci esclusivamente abbassando la qualità delle materie prime utilizzate e di conseguenza del prodotto finito.

25 Gen 2007 | ore 13:38

Da potenziale cliente voglio sperare che il produttore che decide di aderire al progetto abbia valutato se si può permettere di guadagnare un po' meno, pur mantenendo lo stesso livello di qualità.
Allo stesso tempo c'è anche da dire che, se tuto va bene, ottiene in cambio un rete di distribuzione che raggiungerà persone che non avrebbero neanche saputo della sua esistenza, o non avrebbero avuto voglia di andare in giro per l'Italia o per negozietti a cercare il suo prodotto.

Comunque, io sabato o al massimo lunedì vado a vedere com'è e poi trarrò qualche conclusione più realistica.

25 Gen 2007 | ore 14:16

Bell' idea ma io da produttore non accetterei mai simili proposte anche perchè a lungo andare andrei solo a perdere; poi lasciatemi dire che se le cose stanno così i prezzi saranno perforza contenutivi.
Saluti a tutti

25 Gen 2007 | ore 15:04

Salve a tutti, credo che su Eataly si siano dette un mare di fregnaccie, soprattutto sul progetto e poi quella più grande detta da Claudio Sacco sui metodi di contratto di Eataly. Assolutamente non sono quelli e lo posso dire in quanto produttore che ha aderito al progetto Eataly . Si parlo non da neutrale , ma da diretto interessato. Credo anche che di neutrali su questo blog non ve ne siano. Sulla qualità non si discute è ad altissimo livello. Vorrei continuare a descrivervi Eataly, ma ormai manca poco all'apertura è sarebbe meglio che tutti voi veniste a Torino per vedere di persona cosa la volontà delle persone possa riuscire a fare. Le parole scritte e dette senza conoscienza sono solo frutto di invidia. La presunzione e la madre di tutti gli sbagli.
Saluti Roby

25 Gen 2007 | ore 17:56

In tutta la questione diventa facile capire come gli elementi commerciali sono esattamente uguali a quelli che regolano da grande distribuzione. Saranno poi i produttori dei Presidi che sceglieranno se far parte o no di questo meccanismo che li porterà a dover assicurare determinate forniture e a lavorare con prezzi molto contenuti. La Gdo radizionale(Copp, Esselunga, Sidis, ecc.)aveva già riunciato a prendere molti dei prodotti dei Presidi poichè non conformi alle loro esigenze. La domanda è:come mai nel caso di Eataly si riesce a superare questi problemi? Come faranno i piccoli produttori ad aumentare le quantità rimanendo ad un alto livello di qualità? Sul fatto che SLow Food faccia questa operazione non è in discussione la liceità dell'operazione quanto l'approvazione di quanto deciso da parte dei soci. Su questo credo sarà loro diritto esprimersi al riguardo

25 Gen 2007 | ore 18:15

Chiarto che se le cose stannno come dice Roby il mio post relativo alla correlazione con la GDO perde di significato:-)))

25 Gen 2007 | ore 18:19

Roby, ma noi siamo qua apposta, per approfondire la conoscienza. Gli sproloqui non aiutano gran che, tuttavia.

25 Gen 2007 | ore 18:33

E ti pareva...

Signor Roby,
Io non sono un produttore e quindi non sono di parte.. semmai sono uno che compra e consuma tanto.. ;-) ma ho letto il contratto proposto, e i documenti parlano chiaro considerato che sono il mio mestiere, magari lei opera in un altro settore merceologico.. a me sembra che il suo intervento sia chiramente solo uno SPOT fine a se stesso, se le cose stanno diversamente lo scriva siamo qui apposta per ascoltarla...
O sono segreti commerciali ?

mah...

VG.

25 Gen 2007 | ore 18:51

Anche tu, VG, mi sembri molto preparato sull'argomento. Ma non starai preparando una piattaforma di vendita di prodotti d'eccellenza on-line?

26 Gen 2007 | ore 09:23

Ma ..... Secondo me ha ragione Claudio Sacco anche perchè delle mie conoscenze hanno reccontato la stessa cosa; e come lui concordo nel dire che roby abbia fatto questo intervento per farsi una pubblicità.
Saluti a tutti

26 Gen 2007 | ore 21:16

L'invidia, dice Roby e sbaglia proprio strada perchè in questo caso si tratta di ragionare su un'operazione che vede le Coop impegnate con un mucchio di soldi insieme con Farinetti, un progetto molto grosso che andremo a vedere, studiare, misurare e una partnership di slow food molto importante da tutti i punti di vista e che riconosce al signor Farinetti un ruolo centrale in questo snodo che, volenti o nolenti, userà il marchio slow food per una grande operazione commerciale quale è Eataly.
Non la chiamerei invidia ma informazione più chiara di quella che fin qui è stata data.

27 Gen 2007 | ore 11:18

Attento Roby perchè la qualità si discute sempre, eccome se si discute ed a dire se sarà sempre (importante ribadire sempre) di altissimo livello saranno i consumatori e alcuni dei più esigenti scrivono proprio su queste pagine.
E' del tutto normale che ci sia interesse nei confronti di un'iniziativa che avrà pesanti influenze sulla distribuzione di prodotti alimentari, è pertanto ridicolo e inopportuno accusare di invidia e di scrivere fregnacce chi ha semplicemente partecipato a questa interessante discussione.

27 Gen 2007 | ore 19:42

Mi sa che prendiamo tutto quello che rappresente slow food alla lettera come sengale di qualità ma ...... saranno così perfetti ????

27 Gen 2007 | ore 20:18

@Carlo Zaccaria
Ce ne vedo veramente poco di interesse in questi 68 post e in quelli, altrettanto numerosi, del blog Tomboliniano. Vedo solo una sfilata di personaggi, usciti da SF per i più svariati motivi, che ha un godimento quasi morboso nel rimestare nel torbido e cercare dietrologie. In rete preferisco, di gran lunga, leggere Massobrio su "ClubPapillon" o Sandra di "Un tocco di zenzero". Loro, almeno, a Eataly ci sono stati veramente. Per quello che concerne la natura del rapporto SF/Eataly (che, francamente, mi pare secondario rispetto alla portata dell'operazione) ritengo più che esauriente la risposta di Sebastiano Sardo o il comunicato stampa di Roberto Burdese sul sito di SF.
Ma, ripeto, non mi pare proprio quello il punto focale.
Mi pare molto più costruttivo domandarsi se il metodo distributivo di Eataly è veramente innovativo, e se la paculiarità e la qualità dei prodotti e la convenienza dell'offerta potrà rilanciare un comparto che ha assolutamente bisogno di migliorare e adeguarsi ai tempi. La risposta a questi quesiti richiederà, naturalmente, settimane se non mesi.

28 Gen 2007 | ore 10:02

@James P. Sullivan
Provo pacatamente ad esporre dei concetti forti, polemici, inusuali, ovvero noti, stranoti e già demoliti.
Avverto nel mondo slow food e nel suo gruppo dirigente l’incapacità a far fronte alle critiche in modo tradizionale e dialettico. Spesso scatta la sindrome da chiesa o da partito: ci sono gli ex, i fuorisciti, gli altri e quando parlano e criticano si dice che lo fanno solo per rancore, invidia e altri sentimenti simili.
Non ci si confronta mai nel merito e allora entriamo nel merito: un signore miliardario, Farinetti, slow food e le Coop si trovano insieme e danno vita a un grosso progetto commerciale - e non si può che definire grosso un progetto che prevede 20 milioni di euro di investimento per ognuno dei centri commerciali previsti in Italia ma anche all’estero – progetto che, lecitamente e anzi obbligatoriamente, avrà come obiettivo il profitto.
Guardando al passato io sono intervenuto e ho scritto che vorrei evitare la santificazione di questo bel progetto.
Cosa è la santificazione e a quale passato faccio riferimento?
Parlo del Salone del gusto, un grande mercato dove si vendono prodotti alimentari spesso a prezzi più alti che nei negozi. Il Salone del gusto è stata una grande operazione di immagine, culturale ma anche un’operazione commerciale che si identifica e comprende proprio osservando i grandi stand centrali, la Lavazza, che serve Adrià ed è un’immagine forte del salone, il Parmigiano Reggiano, che fa conferenze sul formaggio mattina, pomeriggio e sera con la presenza di tutto il gruppo dirigente slow e il nuovo totem del salone, l’acqua minerale di Farinetti, la Lurisia, che è diventata punto di incontro della nomenclatura gastronomica con quella politica.
Ormai il Salone del gusto stava perdendo l’aura culturale e allora c’è stato l’intelligente innesto di Terra Madre – che io non capisco, ma è limite personale – ma che costa circa sette milioni di euro di denaro pubblico ed è anche una passerella per i politici, che sono poi quelli che danno i finanziamenti. E su questo il mondo tace o al massimo dice – meglio a loro che sprecati – e trovo questa un pensiero di retroguardia.
Io, faccio questo esempio per meglio capirsi, sono trasecolato quando Bertinotti ha definito Petrini uno sciamano. Ducasse mi ha chiesto spiegazioni e io gli ho detto che in Italia ancora esiste il culto della personalità, la platea è scoppiata in un’ovazione alla frase di Bertinotti quindi io ho capito che sono fuori linea, fuori dal coro, sono fuori e mi sento fuori perché vedo comportamenti e sento accenti che mi provocano disagio.
Invidia?
Io sono stupito che nessuno faccia osservazioni elementari ma tutti, di destra o sinistra, applaudano senza mai un ma: molte sono le cose buone, ma francamente ce ne sono altre che sono criticabili.
Ma torniamo in argomento: nasce una catena di supermercati con ristoranti e corsi di cucina, va benissimo, applauso, ma vorrei evitare che diventassero le Feltrinelli del food perché se quelli della Feltrinelli comprano e vendono ormai i libri come fossero scatole di pelati e agli editori chiedono uno sconto maggiorato sui libri, e ancora permane l’immagine della catena alternativa e democratica, non vorrei che Eataly facesse lo stesso sui pelati, presentati come strumenti di cultura, e quindi apparisse il Buon Mercato, giusto, diverso e culturale.
C’è un’ideologia slow che non condivido e che tende a rappresentare la realtà in modo univoco distorcendo – penso in buona fede – la realtà
In questo caso una catena di supermercati è una catena di supermercati è una catena di supermercati e l’investimento deve rientrare e procurare utili e se si facesse passare questa idea si darebbe un vero contributo alla modernizzazione di un’Italia terra di santi, poeti, navigatori e sciamani.
Questo è il mio pensiero chiaro, diretto e senza trucchi cultural ideologici.

28 Gen 2007 | ore 12:17

Sono d' accordo con lei direttore..... mi piacerebbe incontrarla un giorno penso che io e lei abbiamo le stesse idee .... inoltre vorrei aggiungere un'altro commento su eately; da quanto ho letto sulla stampa di sabato 27 Gennaio n° 26, che tratta l' inaugurazione di eataly citano alcuni prezzi che, " alla faccia" che dovevano essere contenutivi per i prodotti che trattavano (cioè senz altro di altissima qualità), pensate se erano cari !!!!!
Inoltre non condivido le idee di Roby perchè dovremmo essere invidiosi di quel supermercato e di quel "tale" che lo ha aperto????a me sembra più un fastidio alle opinioni di altre persone.
inoltre io se fossi nel direttore, non andrei neanche ad itervistarlo il Sig. Farinetti poichè le farebbe solo pubblicità.
Stiamo avanzando ora mai verso l' era dei supermercati ma..... perchè non tornare alle tradizioni ...... andare a comprere dal fruttivendolo, pescivendolo o dal macellaio. gli ostacoli sono molti ma io credo che se la gente ci crede ci si possa riuscire a tornare come un pò di anni fa.
Penso inoltre che le persone d'oggi che sono tanto intelligenti e informate siano allo stesso modo capaci di scegliere i odotti culinari buoni....
comunque a me non pare 'così perchè, la cucina di casa sta diventando sembre di più " modernizzata" prodotti in scatola, buste di pasta già pronte nei congelatori..... non è che tutta questo moderno ci faccia male????
Saluto tutti e un saluto particolare al nostro che lapensiamo allo stesso modo ( così sembra )

28 Gen 2007 | ore 17:16

@Bonilli

Quoto in TOTO il suo intervento, saggio, da chi la città del gusto e alcune brillanti idee oggi se le vede scopiazzate in parte anche in malo modo da chi è andato ad imparare il mestiere da lui…

@JPS
Caro il mio Boss Slow Food Torino, avete per caso il monopolio per le consulenze in questo settore ?
Poi NON ti interessare troppo in relazione ai miei programmi o progetti, in ogni caso si riferiscono ad un target di consumatori che NON può riguardarti.

@ALL
L’iniziativa di EATALY , può essere un modo per “muovere” interesse sul tema Industriale / Artigianale e INIZIARE a far distinguere al consumatore QUALUNQUE
la differenza tra il prodotto industriale che trova in GDO da quello che trova in una GDS come EATALY …

Ma per i pochi appassionati che conoscono la strada delle piccole produzioni e dei piccoli artigiani , non cambia nulla, se non vedere l’amico “artigiano” tirato in un palese tranello, nell’intento di ingolosirlo, ma per fortuna non tutti gli artigiani stanno cadendo nel tranello... perché NON a tutti gli artigiani interessano SOLO visibilità / VOLUMI e soldi…

E considerato che prima vi ho “postato” il modello commerciale per gli artigiani del gusto…

Anche su questo tema un piccolo contributo per “capirci” sul tema inteso da EATALY quantità / qualità per far comprendere in CONCRETO chi poi lo sforzo lo deve fare sul serio...

Avrete notato che sono in programma una serie di CENE con numerosi Chef affermati presso EATALY .

Bene lo Chef viene contattato, e in prima battuta deve chiaramente partecipare come investimento di promozione, perché viene inserito nella pubblicità di un intera pagina sul quotidiano LA Stampa , poi di qua e poi di là… bla bla bla…

100€ il costo di una cena, io Chef vengo con mie persone e materie prime (porto le mie certamente, perché le conosco e non posso permettermi di “toppare” perché poi mi manca qualcosa) , almeno mi date 20€ per coperto…? OK, 80€ rimangono a EATALY …

Morale con 20 euro mettendo prodotti e manodopera il bravo Chef deve predisporre la cena per una aspettativa da 100€ però in cambio ottiene visibilità, e gli viene chiesto di fare da Docente per qualche corso di cucina… “godendo” anche di un rimborso spese.

Quella citata è stata la “trattativa” di uno degli Chef che conosco, ma non hanno un format identico, diciamo che sono particolarmente creativi nella gestione di questi accordi… qualche altro Chef ha aderito a condizioni diverse… qualcun altro non ha aderito per niente …

Chiaramente lo Chef mette la sua faccia e farà in modo di non scontentare questi suoi nuovi potenziali clienti… e come nel caso precedentemente illustrato farà LUI il VERO sacrificio in termini di lavoro e di Budget di spesa oltre all’approvvigionamento delle materie prime, inevitabilmente spinto dal raggiungere un EQUO compromesso...

Ed in tutto questo… EATALY Margini / Volumi / Business… Business… solo Business… ma quale alti cibi per tutti ? Ma quale democrazia del gusto ? Ma per favore.

Promozione , visibilità , Pubblicità … cambi merce… lavoro in cambio di visibilità.

Ma è normale NO ? O vogliamo continuare a prenderci in giro, le regole sono sempre le stesse e sono decisamente chiare quando si parla di Business ed interessi.

Se volete “provare” la VERA cucina di questi Chef a mio parere le 100€ portatele direttamente a loro… e andate a trovarli al ristorante che è meglio per loro ed è molto meglio per VOI…

VG.

28 Gen 2007 | ore 18:32

@Bonilli
Leggo un lungo intervento articolato del quale apprezzo schiettezza e chiarezza ma, che a mio vedere, ha lo stesso limite di tutto il topic. Quello di focalizzare tutta la discussione sul coinvolgimento di SF nell'operazione e non sulla validità o sui contenuti concreti della stessa. Per carità, discutere è lecito e piacevole, ma avrei preferito leggere pareri da chi "dentro" Eataly ci è stato. Viceversa tocca leggere interventi scomposti (quello di VG appena scritto ne è un classico esempio) che trasudano voglia di giudicare a priori, sulla base di antipatie o interessi di bottega.

@VG
Non comprendo la tua agitazione e i tuoi avvertimenti arroganti da mafiosetto, a meno che tu non abbia veramente qualcosa da nascondere. Mi spiace però deluderti: non mi occupo di consulenze, nè ho "target di consumatori". Probabilmente sei andato un po' in confusione.
Sono, peraltro, ammirato dalle informazioni che riesci ad ottenere. Se le cifre che ci proponi con tanta precisione sono realistiche (e chi può dubitarne?), che cosa avrà indotto 55 chef ad aderire? C'è una sana vena di follia in tutti, probabilmente.

28 Gen 2007 | ore 20:40

@JPS
Le informazioni si ottengono direttamente dai professionisti, prova a parlare almeno con UNO dei 55 e raccontaci del suo agreement, viceversa continua pure a parlare del nulla...

Da Palazzo Mezzanotte...

Buona Notte.

VG.

28 Gen 2007 | ore 23:02

@VG
Premessa. Se anche decidessi di chiedere a uno dei 55 chef di esplicitarmi i termini del suo agreement, mi guarderei bene dal raccontarlo in pubblico.
Sono atti privati tra soggetti consenzienti.

A me sembrava interessante parlare di fatti, non di pettegolezzi.

Tu, invece, senza aver visto nulla, hai già etichettato semplicisticamente (e poco correttamente) l'operazione Eataly come un "tranello" e, di conseguenza, posso immaginare la tua opinione per chi vi ha aderito.

Quando poi leggo ***"Ma per i pochi appassionati che conoscono la strada delle piccole produzioni e dei piccoli artigiani , non cambia nulla"*** mi convinco che il tuo "altissimo ceto" non sia solo un banale motteggio ma il vero archetipo della fichetteria del gusto.

Contento tu.
Buonanotte. Davvero.

28 Gen 2007 | ore 23:53

Lasciando da parte i massimi sistemi e scendendo alle cose pratiche...
Bè già oggi un effetto strano, il nuovo progetto l'ha avuto: i miei, che odiano cucinare, guardano con sospetto le stranezze che compro io nei negozietti, usano persino il trito per soffritto surgelato oggi sono andati a vedere Eataly. Addirittura prima di me!
Non hanno acquistato nulla perchè c'era troppo casino ma sono già decisi a tornare. Se compreranno qualcosa loro, ogni tanto, vuol dire che Eataly ha un potere miracoloso (e/o ha scelto uan strategia di marketing azzeccata).

29 Gen 2007 | ore 00:44

E' bello il modo di confrontarsi di JPS: dice che il mio lungo e articolato intervento, con precisissime osservazioni, è inutile se non vado a Torino, e con questo mi liquida. A me che ci sia slow interessa perchè vuol dire che ha messo il peso del marchio sul mercato, contrariamente alle smentite. I miei sono stati a vedere e mi hanno parlato di 130.000 euro di incasso nella seconda giornata, di folla strabocchevole ecc....
E allora? Non so, proseguisse così, come Eataly potrebbe garantire forniture continue dei piccoli artigiani, mi fa comunque piacere - bisogna dirlo - e prossimamente andrò anche io a vedere e ringrazio JPS per la conferma: quelli di slow non sono usi a discutere nel merito, hanno una fede e una militanza, beati loro.

29 Gen 2007 | ore 08:01

@Bonilli
Sei poco cortese (e dialetticamente non impeccabile) a mettermi in bocca cose che non ho scritto e non penso. Non è mio modo di essere il "liquidare" l'interlocutore, mentre, per contro, penso di essere nel mio pieno diritto ad asserire che ritengo i commenti poco inerenti al tema. Se a te, invece, sta a cuore discettare di TM, di santificazioni o dei commenti di Bertinotti è legittimo ma, mi spiace contraddirti, non è quello "il merito" su cui "non si è usi a discutere".
Non commento la tua chiosa malignetta. "Fede e militanza" lasciamola a Scientology o ai cattivi cospiratori di Dan Brown. Qui c'entrano come il cavolo (verza di Montalto Dora!) a merenda.

Comunque, se la questione SF/Eataly è un tassello così imprescindibile, ti rimando al comunicato di Roberto Burdese che mi pare assolutamente opportuno ed esaustivo.
http://tinyurl.com/3yojwy

L'unico punto non polemico del tuo post è il quesito sulla consonanza tra quantità e continuità di qualità e fornitura. E' una sfida interessante ma, come scrivevo più sopra, ci vorranno mesi per vedere se Eataly sarà in grado di sciogliere il nodo in maniera soddisfacente.
Staremo a vedere.

29 Gen 2007 | ore 10:22

Domanda? Chi produce alta qualità che interesse può avere nel vederla venduta (oppure svenduta) a prezzi più bassi e più competitivi?
Secondo me nessuno, anzi, ritengo sia controproducente. Non sarebbe più giusto seguire l'esempio di chi produce alta qualità e la colloca interamente sul mercato al giusto prezzo. L'esempio da seguire è quello di Chateau Petrus o delle bottiglie di vino doc perennemente in saldo all'ipermercato?

29 Gen 2007 | ore 12:07

'questo modo di pensare ed esprimersi fa il paio con i "brucia padelle televisivi" detto a proposito dei cuochi che vanno in video, frase usata in senso lato e senza specificazioni, da Petrini e da Aldo Grasso, critico televisivo che dà a noi gamberi dei marchettari.'
Uhm, gratta gratta forse è questo che fa agitare tanto...

'ho messo in evidenza qual è la contrapposizione culturale esistente da tempo e che è da ipocriti ignorare e linkato'
'ho detto però che, secondo me, per Farinetti un frigo vale uno strolghino. Meglio di niente ma questo è.'
Uhm, quindi l'ex proprietario di ipermercati tratta tutto alla stregua di frigoriferi, invece il DIrettore inserito in una holding con filiai a newyork fa discorsi culturali...
Non è che, oltre alla tendenza alla santificazione, bisogna stare attenti anche alla autosantificazione? Mi sembra che alla fine siamo tutti un po' suscettibili...'

'i due produttori hanno fatto un passo indietro e si sono detti, perchè mai dovrei "regalare" la mia "piccola" produzione, continuo a vendermela direttamente / attraverso i miei canali senza mortificare il mio margine'
Uhm, tradotto, perché non posso continuare a spillare soldi a quelli che ne hanno?

In un'economia capitalistica gli strogoli *sono* come i frigoriferi, non c'è discorso culturale che tenga.
Invece di noiosi richiami a 'tornare a fare come una volta' si potrebbe tentare, da una parte, di trovare modi efficaci di ridurre la differenza tra prezzo alla produzione e prezzo finale di vendita, dall'altra di iniziare un discorso su quanto il prezzo di un prodotto rispechi il suo vero valore (o mglio la differenza di prezzo rispecchi la differenza di valore).
Il resto è, come diceva Danko, 'capitalismo'.

30 Gen 2007 | ore 10:47

Mi sembra di aver capito che per Fabio vendere un prodotto di alta qualità al giusto prezzo evitando di mortificare il proprio margine significa spillare i soldi a quelli che ne hanno.
la trovo una considerazione di cattivo gusto oltre che poco rispettosa del lavoro di molti produttori.

30 Gen 2007 | ore 14:32

La vena di follia è una caratteristica dominante di molti chef ma penso, in questo caso, che se 55 chef di un certo livello abbiano accettato di partecipare al progetto di eataly
1) o sono tutti kamikaze del gusto e quindi destinati al macello di massa..
2) o qualcosa in quello che VG dice non mi torna???
Domanda:Ma perchè VG non ci porti una dichiarazione con nome e cognome di uno di questi chef con cui dici di aver discusso ( a me sinceramente pare più una confidenza spiattellata in rete)se era veramente destinata a pubblicazione??
Altrimenti rischi di fare la fine di eva2000gourmet delgusto.
Cordialmente
Jane Food

30 Gen 2007 | ore 15:42

Anche io più o meno so la stessa cosa che ha detto VG rigurdante gli chef partecipanti.... secondo me partecipano per farsi solo pubblicità ..... se così stanno le cose .
Inoltre sono convinto che un piccolo produttore ( se ha anche un pò di animo imprenditoriale) non accetterebbe mai di perderci ....è la legge del commercio almeno che uno abbia una società a scopo non lucrativo, e nel frattempo grandi somme di denaro da spendere " in beneficenza ", siccome non mi pare che questo sia un discorso non adatto alla nostra discussione, nessuno ci vorrà perdere. Per averei prezzi bassi su una determinata qualità di merce O qualcuno ci perde o non tornano i conti.......
Spero sabato pomeriggio di ritornare in tempo a torino per una visita "a questo posto".
Ah!! un'altra cosa è normalissimo che i primi giorni le attività facciano di più ..... bisogna vedere se le mantengono quei risultati, il molte più delle volte questo è difficile..... ne ho viste tante aperture di negozi che facevano paura dalla gente che c'era tranpoco parcheggiavano le macchine a milano per arrivare a torino, e poi??? E poi, si sono rivelati delle fosse oceaniche......
ah, inoltre "intendersi" di grandi ristoranti non vuol dire intendersi anche di supermercati o cose del genere tanto sono sicuro che voi vi affidate solo alle firme e non al prodotto..... firma = qualità ma è uguale ad ignoranza "a volte".

ahahahah
Saluti a tutti

30 Gen 2007 | ore 17:24

Ieri sera sono passata a Eataly. E' giusto che gli enogastromi professionisti discutano e analizzino pure...io leggerò volentieri. Ma io e i miei amici che alla fine siamo (moderati) appassionati possiamo solo dire: bè questo posto è bellissimo!
Appena entrata ho incontrato un jazzista torinese che conosco che aveva appena mangiato alla "zona carne" e ha detto: "se non abitassi dall'altra parte della città, avrei risolto: mangerei qui a pranzo e a cena".
E non è soltanto una questione di qualità e prezzi; è che è un ambiente in cui i curiosi come noi si sentono a proprio agio. Possiamo assaggiare, vagare liberamente, scoprire prodotti che non conosciamo o trovare qualcosa che magari avremmo voluto provare ma non sapevamo dove andarlo a prendere, sederci a mangiare un piatto, poi sfogliare qualche libro in biblioteca, provare ogni giorno un vino diverso e le birre pure!
Le poche volte che sono entrata in negozi "da gourmet" io non so cosa chiedere, mi trovo in mezzo a tutte queste signore impellicciate e tizi con aria da professionisti di alto livello...e io non vedo l'ora di uscire. Un po' come quesi posti come da Baratti&Milano, e i ristoranti che sembrano delle residenze sabaude; e le enoteche con gli espertoni che si scambiano commenti criptici o quelle sorte ultimamente per moda in cui quelli dietro al bancone non capiscono una fava di vino!
Insomma per me il piacere di mangiare è collegato a una serie di sensazioni collaterali che non posso cancellare.
E ci sono molti che hanno ancora più barriere psicologiche di me verso il cibo e il vino di qualità; questo potrebbe essere un buon modo per traghettarli in modo indolore nel mondo dell'enogastronomia. E se funziona io posso solo essere contenta.

31 Gen 2007 | ore 10:00

...ah dimenticavo: quello che ho detto vale meno se non smettono di fare battutine sugli spadellatori e i fighetti, perchè altrimenti la frattura rimane; solo in un punto leggermente diverso.
Che poi non ha neanche senso perchè le cose che organizza Slow Food a Torino (fuori da Eataly, sto pensando ora) sono molto varie e non riflettono assolutamente una filosofia ghettizzante come quelle "battutine"...

31 Gen 2007 | ore 13:06

'vendere un prodotto di alta qualità al giusto prezzo'
Questo è uno dei temi fondamentali ma si preferisce parlare d'altro, mi sembra.

Al di là del cattivo gusto, la determinazione del valore di un prodotto (con buona pace delgi economisti :) e una riflessione sul livello dei prezzi di ciò che ruota intorno 'al gusto' mi sembrano temi ineludibili ma poco (o niente) affrontati.

A leggere certi interventi, alla domanda 'il prezzo di un prodotto (non solo in termini di soldi, anche tempo per trovarlo, distanza, ecc.) rispecchia il suo vero valore?' alcuni rispondono
-no, torniamo ai bei tempi andati dei salumieri (o del pane sbiancato con l'allume di rocca, come nell'800)
-sì, l'alta qualità deve costare, chi non può pagare si attacca.

A me personalmente, la prima risposta sa di muffa, la seconda fa mettere mano alla pistola.
Forse la gastronomia è uno di qui paradigmi della vita e della società.
Ed attualmente, con buona pace dei liberali, la qualità è come la libertà, ce l'ha chi se la può permettere.

31 Gen 2007 | ore 15:37

Leggo il piacere di gumbo e dei suoi amici dopo la visita. Ho in programma di andare a Torino proprio per visitare Eataly e parlare dell'operazione in sè ascoltando anche le idee di Farinetti ergo ne riparliamo tra un po' di giorni.

31 Gen 2007 | ore 16:28

Sabato Sono stato in visita ad Eataly. Per essere un dopo-apertura di appena una settimana e per altri aspetti questo mi si è presentato per molti fatti deludenti e per pochi anche una cosa carina.
Mi aspettavo molta più gente, e con carrelli più pieni.
Partiamo dall' entrata con un cartello di poco gusto e ripetuto per tutto il punto vendita, " chi ruba e un ladro", ma dai, meno male che c e l' hanno scritto !!!!
Passiamo al fatto che io mi aspettavo una cosa che io andavo mi compravo la mia fettina e me la facevo cuocere, invece ce il solito ristorante .... tanto vale.Piatto degustazione di prosciuttocrudo 8€,vado in un supermercato e ne copro 3 etti. Alle 14,30 di sabato pomeriggio avevano un banco gastronomia da schifo con pochi piatti e quelli che c' erano non mi facevano saltare dallaloro bellezza; banco carni pessimo delle porchette bruttissime, non ho visto salsiccia di maiale ma solo quella di bovino a 12,90 meno male che non dovevano essere cari. I polli che non mi attiravano più di tanto. Bella la parte del pesce. Banco frutta e verdura rifornito il minimo indispensabile prezzi quasi accettabili. Bella l' idea della centina con i prosciutti, del museo nella parte superiore dello stabile e bella tutta la struttura.
Penso veramente che quello sia un posto da "fighetti", comunque la stessa qualità dei loro prodotti principali( verdure, frutta, carni e pesce) la riesco a trovare senza andare lì. Per persone che vedono eataly come un ottimo posto dove andare a fare la spesa mi sa tanto che sono persone che non sanno scegliere "qualità-prezzo".
Al direttore vorrei consigliare una cosa: una bella " visita a sorpesa" . Senza annunciare il suo arrivo seno sarebbe troppo semplice.
Saluti a tutti

04 Feb 2007 | ore 19:15

Certo che è sempre strano quanto possono essere diversi i punti di vista...osservando la stessa cosa!
Noi siamo passati di nuovo sabato e abbiamo pensato "ma qui c'è sempre un casino di gente che si riempie carrelli di roba!!!" Pane e vino sfuso temporaneamente esauriti; il gelataio che prepara coni a tutte le ore; molti scaffali vuoti che venivano rimpinguati, bancone dei salumi sempre con la coda; signore che si portavano vie pacchettoni di orate fresche e gamberi di Sanremo, trangugiano crema di gianduia Gobino al bar, ragazzini che comprano la birra non pastorizzata, coppie un po' alternative che assaggiano vini e scelgono prodotti dei presidi, gente di zona che scambia commenti sul profumo "di certe culatelle!", madamine che chiedono al marito se il vino "custa d'pi" o no. Per mangiare ai ristorantini (che per Torino ha prezzi onesti e di q/p molto più alta di dove mi tocca mangiare in pausa pranzo) c'è sempre da avventarsi come avvoltoi sui pochi posti disponibili.
Che siano ancora un po' incasinati è vero, e anche che ci siano ancora un aspetti organizzativi da tarare e migliorare. Il banco gastronomia pare un po'triste anche a me, ma la carne che ho visto proviene da un consorzio di cui avevo letto che è uno dei più selettivi del Piemonte.
I prezzi li stiamo un po' confrontando con prezzi altrove...per ora sembrano piuttosto proporzionati; ovvio che mediamente spendi di più che all'ipermercato ma (salvo alcune eccezioni) non sono le stesse cose.
Comunque proseguiremo i confronti...portafoglio+palato+tipo di prodotto e vedremo.
In ogni caso se anche bonilli fa una visita a sorpresa quasi certamente ci trova il sig.Farinetti che vaga, spiega, sposta carrelli...un tipo attivissimo chiunque è andato a Eataly l'ha incrociato!

04 Feb 2007 | ore 23:11

Ah comunque, mentre proseguiamo i test q/p...nel frattempo una cosa di cui senz'altro siamo entusiasti (oltre all'ambiente simpatico) è...il pane. A Torino normalmente fa schifo e trovarne di decente è difficilissimo. Ce ne siamo portati 3 kg, appena uscito dal forno!!

04 Feb 2007 | ore 23:34

Accidenti Gumbo... ci siamo mancati per poco Sabato.. ;-)
Dietro invito del numero uno di Slow Food Torino (JPS), mi sono recato da fedele del gusto nella mecca di Farinetti e nel mio stile ho raccontato la mia esperienza da consumatore... che trovate sul mio Blog QUI.


http://viaggiatoregourmet.blogspot.com/2007/02/eataly-torino-alti-cibi-by-oscar.html

Sempre che a qualcuno la dovuta cronaca fotografica possa interessare.

VG.

05 Feb 2007 | ore 20:42

bhe scusami; in teoria mi aspettavo un sabato pomeriggio molto più pieno, parliamo di una settimana dopo l' apertura. Secondo me, lei si affida solo ai march, io da intenditore dico apertamente che quel banco era pessimo; c' ersno polli quasi sul giallino, ripeto porchette poco invitanti, teste di agnello che aloro parevano cosce ( per il prezzo errato), e la salsiccia di maiale, chi l' ha vista?? c' erano 2 preparati o gourmet. I prezzi .....
Oltre tutto dopo una settimana l' organizzazione deve essere già stabilità per un punto vendita del genere.
Mi piacerebbe tenere una rubrica nel gambero rosso dove trattare discussioni sui punti vendita di alimentari in genere.
mi piaciono questi scambi di opinioni.
Saluti a tutti

05 Feb 2007 | ore 21:11

Mah noi facevamo fatica a passare tra i carrelli e ieri il mio collega non è riuscito a entrare perchè facevano accedere a gruppi...vedi un po' tu!
Cosa significa "c'erano 2 preparati o gourmet"?
I "marchi"? Io per adesso cerco di valutare in base alle cose di cui ho sentito parlare...altro non posso fare.
Sui prezzi però perchè non fai degli esempi concreti, non significa nulla (per me). Noi per ora abbiamo confrontato un po' prodotti diversi, e non sembravano malaccio - considerando anche la convenienza di trovare tutto in un solo posto...però per ora è un'analisi poco approfondita.
Sulla convenienza economica dei ristorantini invece non abbiamo dubbi già da ora - restano da inquadrare un po' di cose a livello organizzativo però...vedremo nei prossimi giorni.

05 Feb 2007 | ore 21:35

A me non pareva così, mi sa non abbiamo le stesse idee.
Dicesi preparati preparazioni a base di carne ad es. rolatine, spiedini, ecc.
Molto deludente comunque il banco della carne.
Inoltre, non ti basare su quello che dicono ma sulla qualità.saluti

09 Feb 2007 | ore 14:53

Scusate se m’intrometto , sono di Torino e lavoro a pochi centinaia di metri da Eataly e in questi primi 15 giorni di apertura posso dire che ci sono stato quasi tutti i giorni ,soprattutto nella pausa pranzo .Sicuramente avrete capito che mi sono trovato bene. Al contrario di Roberto , che da quanto ho capito è un esperto di carne, non ho nulla da rimproverare al banco-carne – forse è un po’ piccolo rispetto ad altri- ma la qualità non si discute , non so se Roberto conosci la Granda e il suo disciplinare , non credo , altrimenti non la paragoneresti a quella in vendita in certi discount., con questo non insinuo che non ci siano altre buone carni “in giro”. Però non puoi dirmi che una “battuta al coltello” della Granda è simile al fassone. Comunque la salsiccia di suino l’ho sempre trovata , anche ieri domenica 11 febbraio.
Scusa Roberto se insisto (nulla di personale ,ovviamente ,manco ti conosco) ma onestamente non ho ben capito se la tua era una battuta o meno , quando dici , riguardo ai ristorantini :” mi aspettavo una cosa che io andavo mi compravo la mia fettina e me la facevo cuocere” : magari avresti voluto portarti da casa pure il barbecue ?Ma dai per favore non scherzare.
Per quanto riguarda il prezzo dei vari ristorantini ,ormai li ho provati tutti già varie volte e devo dire che i prezzi sono onesti in rapporto alla qualità. Preferisco spendere 8 euro per un piatto (abbondante)di “Parma contro S.Daniele” che spenderne 4-5 in certi self-service poco lontani ,dove ti viene servito il “crudo da lavoro” e se sei esperto del settore sai cosa significa “da lavoro”. Qualcuno ha scritto che per mangiare c’è sempre ressa e poi ha aspettato anche un’ora per essere servito , forse sarò un fortunato ma devo dire che al massimo ho atteso 15 minuti , certo trovare il posto è diverso , ma quando ci sono centinaia di persone che vogliono sedersi è ovvio che c’è la coda , non c’è nulla da fare, i posti sono quelli , specialmente di sabato e domenica sera, forse potrebbero organizzarsi meglio ,anche se devo dire che negli ultimi giorni il tutto è migliorato.
Altra piatto che ho trovato molto buono è la banale pizza Margherita che a 5 euro non credo sia cara, certo la si può trovare anche a meno , ma la farina è la stessa ? Solitamente sopra ci fanno una “asfaltata “ di formaggio che il più delle volte non si sa cosa è .Poi i gusti sono personali quindi può piacere o no ma la qualità della materia prima non la metterei in discussione.
Onestamente ho già fatto la spesa parecchie volte e devo dire che non mi sento e non sono un “fighetto” , semplicemente ho scelto Eataly perché trovo in unico spazio prodotti che altrimenti troverei sparsi in più punti vendita (birra Baladin , formaggio di Occelli o Giolito, salumi di Pezzani ecc) e i prezzi li trovo proporzionali alla qualità. Se poi decido di mangiare un piatto di pasta Barilla ,vado in un normale supermercato e la compro ,non ci sono problemi. In ultimo ,non capisco cosa serva una visita a sorpresa del direttore , mah!
Forse qualcuno può pensare che voglia fare “l’avvocato difensore” di Eataly , lungi da me tal cosa; ho espresso semplicemente il mio parere da cliente e consumatore prendendo lo spunto dalle critiche ,legittime , di Roberto, tutto il resto “sono palle” come ha già scritto qualcuno.

Saluti , Carlin

12 Feb 2007 | ore 14:22

Abbiate pazienza , ma fino ad ora ho letto parecchie inesattezze (a parer mio) sul problema Qualità-Quantità , grande distribuzione ecc. sia su questo blog che su quello di Tombolini.
Cercherò di essere breve ,sono un piccolo produttore della provincia di Cuneo , fino ad una decina di anni fa producevo es. 70 (faccio numeri a caso) , con il passare degli anni e qualche apparizione al Salone del Gusto (ebbene si) sono riuscito a far conoscere ed apprezzare il mio prodotto non solo in Piemonte ,ora la mia produzione è arrivata a 100 e qui si ferma perché andare oltre vorrebbe dire meno qualità ,su questo non ci sono discussioni. Se ora i miei prodotti li distribuisco in 10 (sempre a caso) piccoli punti vendita e ad ognuno vendo 10 pz., con il mio ingresso in Eataly , NON CAMBIA ASSOLUTAMENTE NULLA in fatto di produzione, rimane e rimarrà 100.Cambierà la distribuzione , mi pare banale, perché onestamente mi sento molto più “sputtanato” a vedere un mio prodotto venduto , magari in qualche piccolo famoso negozio di Milano , a 16 ,quando da me è stato comprato a 10 ,che non vederlo venduto a Eataly a 12 o 13 : il mio margine non cambia. Ripeto , cambierà il modo di distribuire , probabilmente ad alcuni negozi (specialmente quelli a cui alludevo prima) invece di dare 10 darò soltanto più 8.E quando il prodotto è finito , rimarranno gli scaffali vuoti .Punto. Forse non lo sapete ma esiste anche una possibilità di alternanza di piccoli produttori inoltre è certo che quando apriranno altri centri Eataly es. Milano, Genova ecc. NON troverete il mio prodotto ma altri di produttori locali. Forse gestire il limite vuol dire proprio questo o sbaglio? Ovviamente i disonesti esistono ovunque ma sarà il mercato ad escluderli , su questo non ci piove, perché il consumatore ,oggi ,è molto informato e sa scegliere , non c’è slogans che tenga.
Spero di non aver fatto troppa confusione con i numeri , ma la realtà è questa.
Ciao a tutti
D’OC

14 Feb 2007 | ore 08:40

Bene bene..... mi fa piacere Carlin, e da una parte anche se non ti conosco mi stai simpatico .... non so il perchè!!!!
Conosco la Granda .... e ti posso dire che la carne che ho visto io, non era niente di particolare (e non lo dico solo io ma anche altri macellai, che sotto lineo non hanno loro negozi). Inoltre ti posso assicurare che la carne che parlo io e molto più bella e presentabile di quest' ultima che ho visto io sabato 3 febbraio ad Eataly, senz' nombra di dubbio; qui il proprietario va nell' allevamento sceglie la bestia la macella la carica sul suo mezzo di trasporto e la porta nel suo negozio,meglio di così. Poi la battuta al coltello la trovi basta chiedere al macellaio di fartela certo che avrà un costo maggiore che la cane trita a macchina .
poi se il marchio fa la qualità quello è un altro paio di maniche, perchè se domani vi portano una fettina di filetto ma è dura come una pietra ma a il marchio allora quella magicamente diventa tenera come il burro, ma per favore!!!!
La salsiccia io l ho vista solo di vitello ed eravamo in due a non averla vista ..... poi magari l' hanno aggiunta.
Per quanto riguarda il ristorante non mi sembra nulla di nuovo " è un ristorante normalissimo". Poi lacoda ce ora, dobbiamo andarea vedere tra un anno o due. E poi perchè no la mia idea??? mi compro la fettina la vedo tagliare ( perciò la vedo cruda) mi scelgo il taglio che preferisco e poi me la faccio cucocere da loro ( pagando un prezzo per la cottura e il condimento). Per quanto riguarda un piatto di prosciutti io ne trovo anche di Parma a basso prezzo e sottolineo di Parma. L' altro mese a 1590 euro!!! ti saluto carlin

14 Feb 2007 | ore 21:48

Caro Roberto ,
ho letto il tuo post , e non sono assolutamente d’accordo con te riguardo alla carne della Granda e tanto meno sul prosciutto crudo ( a 15,90 euro al Kg ?) , per i ristorantini o per la cottura in “diretta” della fettina lascio stare, ognuno , giustamente la pensa a proprio modo.
Di “estetica” non me ne intendo molto , quindi onestamente non so se la carne non era ben presentata ,ma sulla qualità non ho dubbi . Credo di aver capito che non hai mai assaggiato tale carne (ripeto : non voglio assolutamente denigrare altre carni) ed esprimi i tuoi giudizi senza una conoscenza reale della materia prima. Insisto su questa cosa , semplicemente perché mi occupo di controlli agroalimentari e ti assicuro che ne ho viste ,come si dice ,tanto per restare in tema ,di cotte e di crude. Il macellaio che con il suo camioncino va nella cascina dell’allevatore , si sceglie la bestia ,la macella e la vende nel proprio negozio , secondo te è sinonimo di qualità ? Non è assolutamente detto. Chi mi garantisce l’alimentazione dell’animale , che ben tu saprai è la base di partenza per un buon prodotto finale. Per conoscenza diretta posso dirti che molti allevatori –anche della prov. di Torino- alimentano i loro animali con insilati ,foraggi ecc. e questo non è proprio il massimo :lo sai che esiste anche un controllo del DNA per gli animali della Granda? Quindi non è il marchio che fa la qualità . Esempio stupido : la Nutella è buonissima ma cosa c’è dentro?
Per il Parma a 15,90 al kg , sarei curioso di sapere in quale supermercato si trova –se mi dici qualcosa- in ogni caso tutto è possibile ,anche se sola dicitura Parma non significa molto .Il Parma , se non ricordo male deve essere stagionato minimo 10 mesi per i pezzi da 7-9 kg e minimo 12 mesi per quelli oltre 9 kg , quindi capirai che un 10 mesi non ha nulla da vedere con un 24 mesi , poi se gli viene additivato il salnitro (legale) avrà pure un bel colore rosso ma io onestamente lo preferisco senza e lo preferisco marchiato con la corona ,perché esistono anche dei Parma non marchiati. Come vedi non è molto corretto fare di tutta l’erba un fascio e credo ,anzi sono sicurissimo che le fettine di Eataly non hanno nulla a che vedere con quello che dicevi tu. Ripeto dire Parma non significa nulla , è come dire Fiat , esiste la Panda ma anche la Croma e non sono proprio la stessa cosa.
Scusami ,ma il tuo intervento mi pareva un po’ troppo semplicistico e banale sul fatto della materia prima ,per questo mi sono permesso di risponderti , l’esperienza mi ha insegnato molte cose.
Ti saluto , ciao
Magari ci vediamo al banco della carne con il barbecue.
Carlin

15 Feb 2007 | ore 10:51

O mi fa piscere la tua risposta.
In ogni caso negli allevamenti vengono fatti dei controlli e questi possono sfuggire nel piccolo come nel grande, giusto???? perciò se questo grande marchio vuole fare il furbo, lo fà.
Per quanto riguarda il Parma , quest' ultimo quando ha il marchio e sicuro poichè questo viene stampato solo nel consorzio di Parma; anche se il piccolo produttore lo produce oscia prima di essere posta sul mercato deve essere mandata a parma e marchiata, se non idonea il marchio o non viene messo o viene cancellato.Inoltre lo sai perchè ti fa effetto tale prezzo, perchè i commercianti in giro, se ne approffitano!!!
Penso che per motivi di pubblicità non possa citare il nome del discount o del supermercato,e ne della sociètà che gestisce il banco macelleria-gastronomia. Posso solo dirti che conosco i proprietari e gestiscono un ingrosso carni più hanno delle macellerie in gestione di cui alcuni sono situate in supermercati e altri in discount; il padrone e ne sono sicuro, va lui direttamente negli allevamenti e si sceglie il bestiame, lo fà mecellare e lo porta nei suoi banchi(e hai suoi clienti); scelta del maiale e del pollame solo dai migliori grossisti. La carne, ottima, e dire poco!!! la gastronomia e salumeria ben rifornita. Appena riuscirò andrò ad assagiare la carne direttamente li ad eataly ma dall' aspetto non mi diceva niente!!!!
Mi vado a mangiare la mia bella costata .

15 Feb 2007 | ore 21:02

a scusa ciao carlin, mi piace disutere con te

15 Feb 2007 | ore 21:03

Che dire delle costate vendute a 23.80(eu.kg) sino a 2 settimane fa e passate (sbato)a 32.00!!!????
Specchietto per le allodole o per gli scemi???

20 Feb 2007 | ore 08:14

Dimenticavo,che dire dell'olio Roi (il cru) venduto a 16 euro la bottiglietta(quella miniiiiiii ;-))) )?
Provate a curiosare nel sito della Roi...Se abiatssi nelle vicinanze lo pagherei 3 euro meno,mi spiegate il senso allora??? :-((((

20 Feb 2007 | ore 08:22

Emanuela , cosa significa "se abitassi nelle vicinanze" forse a Badalucco , in Liguria , ma è chiaro che se vai direttamente nella sede ,forse un po' di sconto esiste ma lascia perdere internet per favore (12 euro di spese di spedizione).Prova però a cercare lo stesso olio in altri negozi e verdai quanto lo vendono.

20 Feb 2007 | ore 09:11

Manuela prego :-))))
Gianni nn mi pare di aver letto 12 euro cmq controllerò.
Prova a dirmi della carne però...!
Per il resto,comperato ancor di più,ci tornerò altrochè se ci tornerò,la pasta di Gragnano a 2,90 al kg la trovo fantastica!!!
Nn così i pomodori pelati San Gennaro,nn hanno fatto la grazia secondo me,parere personale-assolutamente fantastica la pizza ma cambierei apunto i pelati,olio comperato pugliese fantastico,anche nel prezzo ;-)))
Pesce per un attimo ho creduto nn ci fosse...:-)))
Nessun odore,meraviglioso...i gamberi rossi a 120 euro...ma anche questi nn credo costino meno(se li trovi)altrove,orate di orbetello a 13,60(ma so per certo che cmq il prezzo del pesce varia secondo mercato)meravigliose,così lo spada eccelso anche nel prezzo 35 euro.Trovo Gobino eccessivo,ma lo è anche nel suo locale...Pane,provate l'otto,indovinate da cosa deriva il suo nome ...:-)))
Ho trovato dei pomodorini pennuli o penduli??? :-)
Strepitosi,era tantissimo tempo che nn mi capitava di sentire un gusto così...di pomodoro insomma :-)
Carne, comperato uno stinco che nn aveva la forma di stinco(???)Nel senso che,avete presente gli stinchi se si vendono di norma in tutti negozi supermercati ecc..ecc...Ecco sembrano fatti con lo stampo,la forma è quella,bè
consiglio,provate a guardare quelli della granda e poi comperateli e cucinateli,nn cè storia sono un'altra cosa...meravigliosi.
La tagliata,la carne al coltello la testina freschissima e da urlo,le costate(tasto dolente per il costo)degne della miglior fiorentina che vende a Panzano il Checco...negozio vendita attrezzature da cucina,molto bello e nn caro,ma cè ancora moooolto da migliorare.
Culatello di Zibello a 95 euro,ma vi giuro che è una sinfonia,così il grana.
Per la verdura,secondo me cè ancora molto che si potrebbe fare;-)
Come vedi Gianni ho comperato molto e ancora molto(nn ho scritto altre cose).
In tutta sincerità,nn è certamente il posto dove poter andare a far la spesa per una "famiglia comune"ma se la tal famiglia ogni tanto si vuol far del bene,gambe in spalla e vvvviaaaaa!!!
Per il pesce,nn ci saranno altri fornitori ora mai il pesce è solo Eataly e a ragion veduta credetemi!!!
Gianni...mi sai dare un risposta sulla carne?

20 Feb 2007 | ore 11:58

@ Manuela
Vedo, vedo che hai fatto una bella spesa , per quanto riguarda la carne credo , quasi sicuramente ,ci sia stato un "errore di sbaglio" -come si dice - sulle etichette , non penso che tu l'abbia comperata a quel prezzo, tantè che sul sito viene venduta a 26,50 al Kg ,confezionata fresca sottovuoto.
gianni

20 Feb 2007 | ore 12:37

Caro Gianni,la mia spesa è in verità "oltre"quelle poche cose descritte,perciò mi crederai se, ho,prima visto il prezzo,e poi acquistato la carne a 23,80,mi crederai se ti dico che sbato scorso era a 32,00 e che a tale prezzo lo acquistata.
Compero carne eccelsa a Ceres (Valli di Lanzo)e ti dirò la compero a prezzi superiori,ecco perchè nn posso aver visto male ne tanto male aver letto,ho sgranato bene gli occhi...:-)
Ci crederai adesso?
Cmq sia ho solo cercato di capire tutto qui.
Trovo fantastico aver comperato un sale di cervia a 1 euro(gr.300) la sola confezione ne costerebbe sicuramente di più!!!
Nn cosi per il sale di Guerande 4,25 (gr.125)ma tant'è a Mentone lo pagai(lo stesso)2 anni fa 5,80 e poi parliamo di Francia ;-)))
Parliamo delle farine del Molino Marino???(prezzi più che ottimi)
No, nn stresso più dai,la giusta conclusione dovrebbe essere,io ci vedo bene,nn sono vecchia e rimbambita,almeno nn tanto da nn sapere che cosa ho acquistato;-)))diciamo che per quanto riguarda qualità,conoscenza ecc.ecc...penso di capirne abbastanza;-)))
Diciamo che,per prodotti di qualità di sicuro mi rivolgerei a eataly(e lo farò)ma dire che tutti i prodotti di nicchia li venduti costano meno che in altri posti è davvero un pò troppo,diciamo che cè "abbastanza"da togliersi le voglie senza per questo rimanere in manica di camicia???
Io formerei un pò di più il personale...
Da ridere,"ristorantino verdure"...in menu una zuppa di legumi,richiesta di mia mamma,la stessa...
La ragazza adetta alle comande,passa un piatto di una zuppa di boraggine,mia mamma fa notare che "nn è zuppa di legumi"la ragazza "signora si fidi"vede come è bella verde(!!!???)
Mi madre fa notare che sulla lavagna cè scritto,zuppa di boraggine,la ragazza continua...ad un certo punto si rivolge al(responsabile???)è vero che è zuppa di legumi???
No è zuppa di boarggine...;-))))
negozio di articoli per la cuina,vorrei delle sach a poche usa e getta!
Scusi???
Sono quelle spcie di tasche in cui ci si infila un beccuccio per decorare o riempire,ha presente?
Ahhhhh si, ma per ora abbiamo solo queste,sono di plastica cmq si posso buttare dopo l'uso...;-))))
Gianni,dove sei?
Nel senso,sei un commerciante di eataly?
Se si, dimmi dove così la prossima volta passo e giuro che metterò gli occhiali!!!
Siaoooooo
Manu

20 Feb 2007 | ore 16:05

Per favore...... le costate a 23,80,ma chi le compra è un vero bambascione........ ripeto P E R F A V O R E, solo perchè la compratea eataly !!!!
ciaoooo

20 Feb 2007 | ore 21:01

cmq grande manuela

20 Feb 2007 | ore 21:03

President,per un momento ho pensato che il bambascione fosse il rivenditore in verità :-)))
Cmq sia io ho accattato,peggio per chi ha venduto quel giorno ;-))).
Cmq President, ora mai barano tutti(letto l'articolo del direttore? :-) )
Chi per vanità, chi per soldi,chi per voglia di protagonismo.
Penso solo che Eataly, dovrebbe un attimino tirare i remi in barca leggere ciò che i consumatori scrivono in rete(cè molto) e magari fare ammenda su un pò di cosine(vedi il personale???)
Poi tutto sarà possibile,anche la carne a 23,80 ;-)
Diversamente la vedo dura,troppa concorrenza oggi e la gente dopo un pò delle novità(??) si stanca,se poi si tiene conto che il prodotto di base è stato venduto con dicitura "vi stupiremo con effetti speciali"ma poi in realtà sulla dicitura compare "a'cattevillo"(scusate nn so il napoletano ;-) )
Bè la vedo ancora più dura,insomma penso che oggi sia più difficile far credere alla gente che, basta una "confezione" bella per fare un "prodotto" decente.
Naaa nn oggi,nn più almeno.
Io cmq President come ho detto, ci tornerò,almeno sino a quando nn mi chiameranno "signora bambasciona senta...";-)))
Solo allora avrò capito di aver preso una grossa "sola"...:-)))
Per ora...VIVA LA PASTA DI GRAGNANO a 2,90 :-)))

P.S Per la cronaca,all'interno del cinema UGC (Moncalieri)
C'è un ristorante(pomodoro rosso)che vende la stessa pasta di Gragnano a 2,50 (1/2)come i pomodori ecc.ecc.. Chi è il più bambascione???
ahahahahah

Un caro saluto President!

Manu

21 Feb 2007 | ore 07:26

@ Gianni

Dimenticavo,lo sai che oggi la carta di credito l'accettano anche i discount???
;-)))

Manu

21 Feb 2007 | ore 08:11

@ Manuela

No non lavoro ad Eataly, vado spesso a mangiare all'ora di pranzo.
by by
Gianni

21 Feb 2007 | ore 08:39

Fiuuuuuu,che spavento!
Pensavo fossi un commerciante,io,gia pronta con carrellino alla mano sventolando fazzoletto bianco e cenere(nn bastasse il fazzoletto ;-))Mi trovo invece a dire...Meno male è solo un "fighetto"...Fiuuuuu davvero Gianni,nn avrei saputo come supportare certi argomenti :-)))
Perchè?
Ma perchè io sono un pò pro e un pò contro( e un pò ci faccio ;-) )
Prova ad immaginare..."Si Gianni,hai ragione"
"No Gianni,nn è così" davvero una conversazione di spessore...Quanto una chianina??? ;-)))
Ripeto continuerò a correre con il mio carrellino per Eataly(se vedi una che corre sono io...:-))) )ma continuerò a pensare che ci sono i pro e i contro anche li,come del resto è di norma in tutto nn credi?
Cmq sia ho inquinato troppo sto me ne vado e ringarzio!

P.S Un sorrisino Gianni su!!!! ;-))))

Prova a pensarmi così...Gianni, Gianni...carrelino alla mano, fazzolettino che sventola,tacchi che mi fanno, Giacomo Giacomo,io fossi in te...Mi scompiscerei!!!


Vvvvvvviaaaaa vado altrimenti le prendo...!!!!
Manu

21 Feb 2007 | ore 11:09

Roberto,
vedi , abbiamo due visioni diverse sulla qualità , non conosco la GD dove tu hai visto i prezzi del prosciutto , tutto è possibile , ma ti ricordo che un Parma di 12 mesi non ha nulla a che vedere con uno di 24 e poi scusami dici di non voler fare pubblicità del supermercato (oltretutto sarebbe positiva ,stando a quel che hai scritto o no?) e poi invece la fai ,eccome la fai , però negativamente su Eataly – a me non importa assolutamente nulla – però non mi sembra molto corretto.
Sulla qualità della carne , ti ripeto che nella maggior parte dei casi non c’è nessun controllo sull’alimentazione dell’animale , ( e poi gl’insilati non sono vietati) - QUESTO TE LO GARANTISCO - quindi preferisco un allevamento regolato da un rigido disciplinare ; se poi sostieni che “tutti possono fare i furbi” ( la Granda), allora chiudiamo qui il discorso e buonanotte:
tutti lo possono fare ,in qualsiasi campo , ma alla fine sono i consumatori che premiano un certo tipo di prodotto .E non credo che ,in questo caso , quelli della “La Granda” vogliano fare i furbi , non credo proprio che dopo dieci anni di vita di questo consorzio vogliano sputtanarsi adesso.(e nemmeno prima).
Quindi vedi , rimango con le mie idee ,perché come giustamente ha già scritto qualcuno , NON è la bella confezione a fare la qualità ma ,aggiungo io, nemmeno il “gusto buono” , la Nutella ne è l’esempio classico ma ci sono mille altri casi : esistono dei tocchetti di formaggio simili al Grana Padano (quelli nelle buste di plastica) che sono “buoni” ma prova a metterli venti minuti nel forno di casa e poi vedi cosa ti ritrovi.

21 Feb 2007 | ore 11:56

Inanzittuto, eataly parte già dal nome della discussione e perciò io non ho fatto pubblicità, il commento e negativo perchè è la verità dei fatti, poi se voi vi volete convincere che non è così perchè ci andata tutti i santi giorni a mangiare o fare la spesa, cavoli vostri, di sicuro saranno contenti i proprietari e sono felice per loro, perchè e proprio vero le persone bisogna dissanguarle e poi solo così sono veramente felici. in secondo luogo io sono convinto che voi tutti vi facciate un pò prendere per il c.... da ste persone, meno male che non tutti sono così. alla signorina manuela che risponde così al quel certo president, mi scusi trova la roba a meno e va a comprare quella che costa di più???? o a soldi da butttare via oppure me lo dica lei......
President come mai quel name???? non sarà mica un infiltrato??? ah ah ah
Ciao president, Carlin, manu

22 Feb 2007 | ore 13:55

@ Roberto
io non mi sono mai fatto dissanguare ,tanto meno da "ste persone" , posso solo constatare come ti ho già detto che abbiamo due visioni diverse della Qualità ,smentiscimi quei piccoli esempi dell'ultimo mio post e poi qualcosa sarà..
Saluti
P.S. Comunque sarei curioso di provare quel prosciutto

22 Feb 2007 | ore 16:02

Ehiiiii Roberto,(signorino???)
Vola basso,e leggi meglio...io ho detto che la carne l'ho trovata a 23,80 al "primo giro"!!!
Nn penso di essere una povera sprovveduta,altrimenti sarei andata comperare la pasta da Pomodoro Rosso ;-))))
Nn mi piace farmi "solare",la qualità la esigo e la pretendo VISTO CHE LA PAGO!!!
So bene (credimi)quanto una BUONA carne deve costare per fregiarsi di tale dicitura,perciò mi sentirei più fregata se qualcuno mi facesse pagare una fiorentina,un parma stg. 24 mesi,uno zibello,lo strolghino ecc..ecc. a...10 euro al kg???(ipotesi di prezzo eh)Robi,sei mai stato a far visita a qualche piccolo produttore???
Sei mai stato a Zibello?
Prova ad andare e vedrai che alcune tue certezze un pochino cederanno,la qualità costa Robi,fatica lavoro e alle volte neanche ripaga.
Sai,nessuno pensa oggi che alcuni dei prodotti cosi detti di "nicchia"( e tanto di moda oggi)una volta erano cibi per "poveri"!
Che si sono persi nel corso degli anni proprio perchè chi li produceva era stufo di dover sputare sangue per far qualcosa che nessuno voleva!
Poi sono arrivati quelli che forse se ne intendono un pò più di me e di te ed hanno pensato:ma perchè nn coltiviamo lo zolfino?
ma perchè nn allevare e far conoscere ancora la chianina(razza antichissima che si fregia del marchio 5R) E i fagioli di Lamon?(su qui però esprimo un,hanno esagerato,troppi fagioli in giro che si fregiano di tale marchio,Lamon è un paese molto piccolo...scusate il divagare ;-))) )
e suini di razza mora???...(sono solo esempi)Bene si, facciamolo si saranno detti,ma questa volta riconosciamo a questi " poveracci"la fatica che faranno per coltivare, allevare, seguire, certificare,ma sopratutto far conoscere a chi oggi più nn sa,che al mondo ci sono queste meraviglie!
Ora tutto questo per dire che,si, ti credo quando dici che i prodotti che elenchi sono buoni,ma per contro nn puoi dire che noi siamo scemi o fighetti, solo perchè paghiamo per un prodotto di qualità,nn che il tuo nn lo sia eh,ma di sicuro nn avrà alle spalle una storia di fatica, ricerca ecc..per far si che tale resti,ne convieni?
Ti faccio un esempio,sabato ho comperato in un discount uno strolghino a 2,50(pezzatura da 250 gr.)e una vaschetta di culatello(nn di Zibello) a 4,50(100 gr.)
Buono per carità,ma nulla a che vedere con quelli acquistati a Eataly,allora perchè devo comperare un culattello a 45 euro il kg, quando ne trovo uno per lo stesso prezzo(nn zibello)ma di qualità sicuramente superiore(eataly)che ne certifica l'origine? Dove sta la fregatura adesso???
Anche in questo caso mi sono fatta fregare,se si da chi?
E poi Robi scusa,leggi bene io nn ho detto che è tutto oro,ci mancherebbe e di dubbi ne ho cmq tanti su Eataly,volevo solo rimarcare il fatto che se voglio qualcosa di particolare, con qualità,prezzo(nn su tutto ok)bè so dove trovarlo.
E credimi se ti dico che nn mi piacciono le fregature.
Poi ari-leggi ci tornerei di corsa se trovassi ancora le costate a 23.80,però passami questa e sorridi,in quel caso li ho fregati io, nn credi?
Sopratutto se come dice il "caro Gianni" trattasi di "errore di sabaglio"..;-)))!
Robi ,nn pensare per un attimo "ai proprietari"e pensa a chi porta i suoi prodotti a vendere, a cosa cè dietro, ripeto,fatica lavoro e anche perdite a volte,credimi!
Prova a chiedere anche al tuo amico macellaio,che di sicuro avrà buona carne,quanta fatica deve fare,per mantenere i tali livelli,di sicuro un pò meno, di chi ha un piccolo allevamento che deve curare, seguire, portare a maccellare,cercando di tenere le spese di gestione al minimo per avere cmq un prodotto eccellente, con il prezzo giusto:e sai, per far questo di sicuro si spaccherà la schiena forse un pò di più del tuo amico,ne convieni??
Cosi,tutto senza polemica,ok?
E poi,mi dici come posso contattarti per avere l'indirizzo del tuo amico,così darai anche a me la possibilità di assaggiare una carne buona!!!!
Un caro saluto
Manu

@ Nn so chi è President ;-)))

22 Feb 2007 | ore 17:35

Carissimo ROby, ti do perfettamente ragione per motivi di fretta ora non ti posso scrivere di più ma sta sera avrò il modo di aggiungere qualche cosa di più.
Cmq the president diviene perchè sono proprietario di una grossa azienda nota.
saluti

23 Feb 2007 | ore 15:31

Ehhh no scusa President!!!
Così nn vale, sei di parte!!!
;-))))

Però posso leggerti anch'io???

P.S Chi sa mai ci guadagni una costata....:-)))

Manu

23 Feb 2007 | ore 18:17

si che puoi leggere manu, ma concordo su molte cose con roby. roby ho un idea siccome la prossima settimana ritorno a Torino, perchè ora sono a Washington, per lavoro; ci possiamo trovare da qualche parte e andare in sieme dal tuo amico così potrò dare un giudizio e dire il mio parere anche ad altri.

Fammi sapere io sicuramente Lunedì sera dovrei essere già di ritorno.
Saluti a tutti

28 Feb 2007 | ore 17:33

Per Carlin
ho fatto la prova con un famoso formaggio (in busta) , l'ho messo in forno ....mamma mia che schifezza, hai ragione. ciao
Altri esperimenti??
Laura

01 Mar 2007 | ore 11:45

@ President...Io nn ho scritto che sono contro Roby e nemmeno che sono in toto pro Eataly,ho ribadito solo che in tutto cè il pro e il contro...
Ho chiesto anch'io a Roby di farmi sapere di più sul suo amico,mi piace mangiare e servire cose buone,se poi vendute anche a buon prezzo...!
Un caro saluto President e felice rientro...Manu

P.S Però la fiorentina a me no eh??? :-)))


@ Laura se quella busta recasse il marchio che penso...ho lavorato per quel caseificio...lasciamo perdere la dicitura...Parmiggiano di cui tempo fa voleva forgiarsi,ma lascierei perdere anche la dicitura,formaggio!!!
;-)))

02 Mar 2007 | ore 11:38

@ Laura e Manuela
vedo che ti sei data da fare con gli esperimenti.Manu, non so a quale marca ti riferisci (e giustamente è meglio tacere , almeno in questo luogo)ma ti garantisco che non è l'unica , però è buono o no?
Stessa cosa vale per i prosciutti , specialmente quelli cotti , ma mi fermo qui , non voglio stressare nessuno.
Carlin

02 Mar 2007 | ore 13:17

@ Carlin,no mai far nomi ci mancherebbe,poi l'era dell'inquisizione è finita no(almeno...;-))) )?
Buono...si come una gomma sciolta e sono parca..:-)))
Prosciutti,io mangio solo quello cotto,lo so è pecca mia, ma che ci vuoi fare?
Però così facendo,mi sono fatta uanconoscenza personale abbastanza buona...:-))) e...condivido!
Besos
Manu

02 Mar 2007 | ore 16:45

O carissimi del Blog president può andar bene mercoledì mattina alle 8,30 alla zona la barca????

mi faccia sapere saluti a tutti roby

03 Mar 2007 | ore 14:58

Roberto va benissimo, io ho una Classe S nera nuovo modello. Ci conto!!!!
Almeno spero di sbrigare i miei affari il più presto possibile..... anche perchè detto fra noi qui la cucina non è come dai noi in italia ma, devo andare a provare quel locale che è su questo blog.
Carlin la prosima settimana ti dirò chi è meglio fra i 2 .....

Ciao

03 Mar 2007 | ore 16:29

Scusate, ma qui si fa un gran parlare di cibi di qualità prodotti in Italia, ma avete scorso l'elenco di tutti i produttori, saranno si e no una ventina, poi leggo un articolo uscito sul Sole 24 ore di un paio di settimane fa e scopro che il sig. Farinetti ha acquistato diverse piccole aziende di altissimo livello come il pastificio di Gragnano, una dozzina di salumifici e aziende agricole oltre che partecipazioni in altre aziende, se notate l'asortimento delle varie categorie merceologiche (a aparte i vini) comprende sempre una o due aziende, e dov'è la scelta e la convenienza per il cliente, ma non sarà che invece che sottoforma di megastore di enogastronomia voglia semplicemente cercare di creare un mercato per tutte quelle aziende che altrimenti sarebbero semi sconosciute? I negozi di alta gastronomia sono i Peck a Milano e i Castroni o Franchi a Roma, altro che storie.

05 Mar 2007 | ore 00:59

@ Alfonso
Scusa Alfonso , ma ci sei già stato da Peck o da Franchi a Roma (e non parlo di un giro sui loro siti)?
Probabilmente no , altrimenti non faresti certi paragoni , prova a comprare qualche loro prodotto es. la cioccolata (le stesse marche le trovi da Eataly) e vedrai che ci "sentirai il gusto" ma potrei fartene mille di questi esempi.
Inoltre parli di aziende semisconosciute , forse lo saranno per chi è abituato alla GD ma non mi pare proprio che la maggior parte dei produttori di Eataly sia sconosciuto ,non voglio fare nomi ma pensa all'esempio di prima del cioccolato.Forse i piccoli produttori sconosciuti ci sono anche , ma sono quelli dei presidi Slow Food e questi non li trovi nei negozi che hai citato.
saluti
Franco

05 Mar 2007 | ore 08:58

Qunato la vendono la pasta di Gragnano da Peck?
Ma...dove la acquistano loro?...a Rimini per caso?
Quanti distrubutori,noti e non vendono la pasta a Gragnano?
...
Manu

05 Mar 2007 | ore 09:09

@ Manu
Peck non vende pasta di Gragnano.
carlin

05 Mar 2007 | ore 16:22

@ Carlin,oh bene così adesso si capirà che nn sono per i posti troppo "fighi " o no???(Qualità,qualità,qualità)
Grazie Carlin,ma tu sei della famiglia Petrini...? ;-)))

05 Mar 2007 | ore 18:18

@
Manu
Di Petrini ho solo il nome ,ma conosco molto bene l'ambiente e ne codivido la filosofia anche se ho letto su questo ed altri blog parecchie puttanate sulla consulenza , onlus , "estire il limite"ecc ecc
Carlin

06 Mar 2007 | ore 08:17

@ Carlin,condivido e appoggio,ma oggi se nn scrivi puttanate diventi impopolare,se "sai" devi far finta di nn capire na mazza,così facendo una lisciata ogni tanto la raccogli...
Io leggo di tutto e di più, a volte faccio "scivolare"a volte "raccolgo" ma in parecchie occasioni,sono gli altri a nn cogliere ;-)))
Califano Docet ...;-)))
Manu

06 Mar 2007 | ore 09:51

@ Manuela
Hai ragione e allora avanti con una Super di Teo che così scivola tutto , o quasi.
Carlin

06 Mar 2007 | ore 10:21

Signori divinooooo !!!
appena avrò più tempo scriverò altro
saluti a tutti

07 Mar 2007 | ore 12:02

@
President
Facci sapere davvero,deve essere una cosa che ha davvero del...divino,visto che l'appuntamento...nn era per stamattina alle 8 30???
Besos Manu

P.S Dai President...dicci dicci...

07 Mar 2007 | ore 13:27

Ragazzi vi riesco a scrivere di fretta perchè non ho tempo di fare nulla..... Vi dico che sono rimasto contento, bravissima persona, inoltre o acquistato da loro dei prodotti che sono belli e buoni. Dalla carne di vitellone ai prosciutti e formaggi, con una scelta di quest' utimi molto vasta. Notevoli i preparati, da sbizzarirsi . in sintesi tutto di ottima qualità con grande scelta.
Roby ha ragione quando dice certe cose!!!!
Dirò alla mia signora che cucina per me di andare a fare la spesa lì più spesso....
Saluti a tutti

07 Mar 2007 | ore 15:24

@ president
Mi dici qualcosa in più sui formaggi ?
Carlin

07 Mar 2007 | ore 16:22

@ President
Vengo io a cucinarti se vuoi,ma vorresti dare anche a noi la possibilità di provare?

Eddai Roby, fatti avanti ,dopo tanto parlare...
Io in tanto mi bevo un bel bianco fresco e mi ascolto...Mario Biondi! ;-)))
Dai President, nn farti pregare ccidenti!

Manu

P.S Mai detto che Roby,scrivesse...bugie!

07 Mar 2007 | ore 19:03

President,la signora ha cucinato?

09 Mar 2007 | ore 14:10

Carlin,ma tu aspetti ancora? :-)))

Io ascolto Califano...;-)))
Manu

16 Mar 2007 | ore 10:54

No,io non aspetto nessuno o meglio aspetto una Nora , qui al Baladin , a Piozzo.
Carlin

16 Mar 2007 | ore 14:51

Bravo,si fa così ;-)))

P.S E poi Nora,è proprio un bel nome...

Manu!

16 Mar 2007 | ore 15:05

Ciao a tutti ..... sì l' ho già magiata digerita ...... dire 9 1/2 alla carne e un bel 9 ai formaggi, salumi. Formaggi classici e soprattutto una selezione Valdostana . Ottima la ricotta vaccina; ottimo il famoso prosciutto di Parma anche se non mi è dispiaciuto il nostrano.
Vi saluto tutti

16 Mar 2007 | ore 20:23

Vabbè va, andiamo oltre...!

Manu

17 Mar 2007 | ore 13:39

Ma qual'è il "famoso prosciutto di Parma"?Nome , cognome, invecchiamento e prezzo.Forza presidente spara.
Forza spara.
Carlin

17 Mar 2007 | ore 14:57

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