30
Gen 2007
ore 17:38

Stanchi della Spagna?

< >

Serpeggiava, qui a Identità Golose, una certa insofferenza nei confronti dei cuochi spagnoli e forse questo sarà il leit motif dei prossimi mesi. E poi si incominciava a ragionare sulla formula stessa dei congressi di cuochi e lo stesso Adrià diceva che forse il meccanismo si era usurato prima del previsto e non si riferiva certo a Identità Golose, quest'anno particolarmente ben organizzato e di successo, ma alla formula congressi in sé che vede San Sebastian come il congresso primigenio.

commenti 26

Salve,
volevo farLe notare un mprecisione riscontrata nell'inchiesta "Basta dire extravergine?" della rivitsa Gambero Rosso!
Come faccio a contattarLa e dire ciò che penso?
Grazie e distinti saluti
(forse sono stao troppo formale per un blog...ma la sua autorevolezza mi impedisce di essere più sciolto...forse ci sono riuscito)
Giuseppe Lombardi

31 Gen 2007 | ore 00:38

non ho mai partecipato ad un congresso gastronomico ma visto che qui tutti parlano di tutto diro' pure io la mia.
Credo fermamente che ad un cuoco interessi solo una cosa: riempire la sala tutti i giorni.
Credo che nemmeno le guide e i loro premi interessino piu' di tanto.
Personalmente piu' che un congresso mi piacerebbe mangiare dentro la cucina di uno chef mentre cucina per altre 80 persone fuori in sala e per me ovviamente in cucina.
Spero che qualche grande ci arrivi prima o poi.
E non mi interessa nemmeno seguire tutti i discorsi sulla cucina e il suo futuro e cosa vuole trasmettere un cuoco con un suo piatto.
Quando mi siedo da Vissani non mi chiedo perche' ci ha messo 20 cose nel piatto ma penso solo a gustarmi quello che sto mangiando e a godere di cio'.
Che lo chef torni in cucina..i congressi lasciamoli ai medici.
at salut

31 Gen 2007 | ore 01:48

Come inizio di discussione non c'è male: una richiesta di contatto diretto - già avvenuta - e la tassa di questo blog, uno che non avendo nulla da fare deve intervenire anche quando non sa di cosa parla :-)

31 Gen 2007 | ore 09:28

Comunque qualche grande ci ha già pensato a mettere il tavolo in cucina:chiama Cracco e chiedigli il tavolo dell'imperatore(o qualcosa del genere).
Tornando in tema, quello che a me sembra abbia veramente stufato è la copiatura della cucina spagnola non la cucina spagnola in sè. Trovare in sempre più menu di ristoranti italiani delle schiume o del fumo che esce da barattoli o contenitori vari è irritante. Sfido però chiunque a sedersi alla tavola di Joan Roca e non alzarsi con un sorriso a pieni denti. La cucina spagnola ha ancora moltissimo da dire e regalare.

31 Gen 2007 | ore 10:42

Perdonate l'ignoranza, ma la "cucina spagnola" è a base di schiume o di fumo che esce da barattoli e contenitori vari? Da quando?
Forse stiamo parlando delle creazioni di qualche "cuoco spagnolo" (come giustamente sottolineava Bonilli parlando di insofferenza nei confronti degli stessi) perchè la "cucina spagnola" penso sia altro.

Ad Majora

31 Gen 2007 | ore 11:58

Centro caro Gagliardi...l'alta cucina spagnola e la cucina spagnola di tradizione sono due mondi del tutto separati, al contrario di ció che succede in Italia. Non c'è cuoco stellato che qui proponga piatti tipici iberici, magari rielaborati, se si esclude il maialino iberico...io sono stufo della cucina spagnola tradizionale, per la sua pesantezza...peró é una cucina che piú che con barattoli e schiume, é a base di maiale, maiale, maiale...e ancora maiale :) E sono stufo anche di certi commenti di García Santos, Capel e altri...peró questa é una cosa che ho giá detto mille volte, come ben sapete...in piú, a volte, sono anche stufo delle donne spagnole, peró questa é un'altrra storia...salutoni a tutti :)

31 Gen 2007 | ore 12:25

Precisazione corretta, ovviamente mi riferivo all'alta cucina spagnola.

31 Gen 2007 | ore 12:31

Il mio intervento sul suo blog lo chiamerei "COINCIDENZE"
Leggevo oggi il numero di gennaio ed ho riscontrato una frase che per me è un'"imprecisione". Mi sono detto...oggi vado sul blog del papero giallo e chiedo un parere al Direttore. Entro e vedo che un altro lettore ha trovato un' altra "imprecisione". Mi chiedo se è il caso di dirlo sul blog o no ma, non avendo contatti diretti, penso sia l'unico modo.
Non capisco come mai il Direttore risponda in maniera stizzita a Giovanni Lombardi che con educazione e senza alcuna presunzione ha introdotto un argomento di dicussione. Personalmente avrei voluto descrivere quella che per me, da semplice appassionato e lettore, sembrava un'imprecisione. Leggendo la sua opinione, sicuramente più autorevole del sottoscritto, avrei così aumentato le mie conoscenze e appagato la mia curiosità! A questo punto chiedo a lei un consiglio!
Cosa faccio utilizzo il suo blog per porre un quesito (magari stupido) oppure lascio perdere?
La ringrazio e senza nessuna polemica la saluto
Raffaele

31 Gen 2007 | ore 12:37

Ma in che senso la formula congressi si è usurata secondo Adrià?

p.s. Raffaele, c'è la "e" non la "è" tra le due frasi nella battuta di bonilli...heh heh

31 Gen 2007 | ore 12:54

ridi, ridi che metà tassa tocca anche a te!
(il tizio è ancora lì seduto che aspetta)
;-)

31 Gen 2007 | ore 13:00

Lungi da me l'idea di fare correzioni!!!
Era una precisazione su di un contenuto!
Raffaele

31 Gen 2007 | ore 14:15

Scusate, ma forse si può essere stufi delle schiume spume fumi e quindi di un certo tipo di "confezione" estrema etc etc, ma la cucina spagnola, anche quella tradizionale tanto di cappello...e non è solo maiale...forse quello che stanca sono certi atteggiamenti e certi prezzi...tornerei più volentieri sul territorio...insomma un po' più volare basso ;-)

31 Gen 2007 | ore 15:00

Personalmente vedo la cucina spagnola come pura interpretazione:chiamamoli artisti non cuochi visto che loro intento è stupire con la provocazione e non essere compiacenti o ruffiani.
Sta di fatto che è più facile che uno spagnolo nutra meglio il fisico in italia che non viceversa.
Quanto al male dei ristoratori italiani è la scarsa ricerca della tecnica di cottura e dell'interpretazione del nostro patrimonio che è prerogativa solo di alcuni grandi chef.

31 Gen 2007 | ore 15:07

... stizzita?

31 Gen 2007 | ore 15:21

Ho appena appreso che essere artista significa "stupire con la provocazione".
Comunque, dell'approfondimento delle tecniche di cottura faccio volentieri a meno. Le cotture tradizionali sono piaciute per secoli e piaceranno ancora, mentre tra vent'anni i sifoni e gli azoti liquidi saranno curiosità archiviate dalla storia.

31 Gen 2007 | ore 15:33

se ti riferisci a me dicendo che non so di cosa parlo ti sbagli caro bonilli.
Sono stato da Berasategui e da quique da costa a mangiare quindi so di cosa si sta parlando.
Per i congressi come ha detto marchi e come hai detto tu hanno un linguaggio per addetti ai lavori quindi non per me ma quindi non ne prlare in un blog generalista dove c''e gente che fa altri lavori.
Pero' la spagna la conosco abbastanza.
Se poi tu devi sempre andare contro fai pure.
Secondo me ti cede prima a te il menisco che a me...

31 Gen 2007 | ore 15:34

Ma una volta riesci a star zitto? Non è un blog generalista, è un blog con nome e cognome e io discuto con gli appassionati, non faccio scherma per vedere chi ce l'ha più lungo come fai tu su tutto facendoti ridere dietro dal mondo. Sui congressi non hai nulla da dire? Taci invece di dire banalità e che tu sia andato qui o là non ha importanza, con me perderesti sempre per età e per ristoranti visitati e allora taci ogni tanto, non ce l'ho con te ti invito solo a scrivere quando hai di che dire e non è questo il caso.

31 Gen 2007 | ore 16:06

Caro Michele non é solo maiale, é sempre maiale, che é diverso...il pezzo di chorizo non manca mai te lo assicuro (l'altro giorno ho provato le trippe alla madrilena e persino lí, non ci potevo credere...) in questo senso sono stufo della Spagna...e certamente é piú facile che uno esca col colesterolo fuori controllo vivendo in Spagna che vivendo in qualsiasi altro paese europeo...che dopo il chorizo sia buonissimo nessuno lo mette in dubbio. Mi sbaglieró, ma io credo que questa ondata pro-Spagna stia piano piano venendo meno, come tutte le mode...un giorno tutti i salutisti e buongustai ammetteranno che gli eccessi spagnoli, gli opposti estremismi iberici (rappresentati dalle spume da un lato e dal chorizo grasoliento dall'altro) mal si conciliano con una vita morigerata :) Così come troppi congressi, troppe partite in tv, troppa violenza, troppo chorizo...il troppo finisce con l'assuefare

31 Gen 2007 | ore 16:44

sapesse quanto rido io di lei direttore e poi non sono cosi' pazzo da mettermi in competizione con uno come lei.
Il fatto di citare le mie esperienze si ricollega al suo titolo che se non erro parla di spagna.
Sul piu' lungo o meno guardi ho un'eta' che mi permette tranquillamente di pensare che serve piu' una gramde tecnica che solo una buona materia prima....
la saluto cordialmente caro direttore.

31 Gen 2007 | ore 18:14

io credo che l'ondata prospagna sia dovuta più ad una buona attività di marketting legata alla fantasia culinaria di grandi cuochi. La Spagna è un paese magnifico che è stato per anni svilito e sottopressione, da qualche tempo a questa parte è esploso. Benissimo, tra tanto fumo resterà certamente del buon arrosto goloso. Chorizo a parte, in dieci anni di Spagna ho trovato ricette magnifiche e se un po' di sifone è servito per allargare le vedute e far scoprire le identità golose di quel Paese ben venga anche il sifone...mi sa che il chorizo sta alla Spagna come gli spaghetti stanno all'italia...almeno nell'immaginario turistico ;-)

31 Gen 2007 | ore 18:16

@Gigio

Forse le spume sono la reazione inconscia ad anni di chorizo

Forse da noi le rivoluzioni in cucina sono rare perchè abbiamo più equilibrio nell'alimentazione

Forse

P.s.: per Tommaso Farina
Le cotture che andavano bene per secoli sono già cambiate venti anni fa con la nouvelle. Anche le stagioni non sono più le stesse.

31 Gen 2007 | ore 18:20

Caro direttore,

le volevo chiedere quale fosse l'origine dell'insofferenza di cui parla (se fosse da parte dei cuochi italiani o generale) e se pensa che i baschi possano continuare ad organizzare i loro bei congressi anche senza il placet dell'ormai imprenditore Adrià.

Grazie
Un appassionato gourmet

31 Gen 2007 | ore 18:56

E le mezze stagioni? Loro non ci sono nemmeno più...

Ma poi, chi ha detto che ci debbano essere sempre "rivoluzioni", anche in cucina? Di quelli che giocano a fare i rivoluzionari è pieno il mondo, siamo sicuri di volerli pure a tavola oltre che in fabbrica, nelle università e in Parlamento?

31 Gen 2007 | ore 21:27

Facendo le dovute proiezione nel tempo, possiamo paragonare l'exploit spagnolo di questi anni alla rivoluzione (non me ne voglia il Farina) di Marchesi in Italia? Insomma dal chorizo alla spuma come dallo stracotto al raviolo aperto?

01 Feb 2007 | ore 15:32

ammetto che a identità golose, dove sono stata solo il primo giorno, un po' di insofferenza per gli spagnoli mi è venuta.....

più che altro un po' di noia, pur avendo provato vari ristoranti spagnoli in passato e in genere con soddisfazione

tutti ai piedi di Adrià (anche se un po’ meno dell’anno scorso); mah.... mi ha dato un po' fastidio, dopo il delizioso e sobrio intervento di Cracco e prima dei giochi di Bottura, della serietà di Lopriore e degli altri nostri che ci hanno ricordato quanto la nostra cucina sia varia e quante cose diverse fanno gli uni dagli altri

provocatoriamente ho chiesto ad Adrià se un giorno, da lui, potevo assaggiare la paella...
mi ha guardato un po' tipo pazza, dicendomi che la paella la fa solo a casa;

ma perché? sembrava che si vergognasse…..
credo che un bravo chef non possa non cucinare straordinariamente anche i piatti della tradizione

certo la spagna si confronta con una tradizione gastronomica infinitamente inferiore alla nostra e ciò dà più libertà, meno schemi, ma quanta soddisfazione dà assaggiare il sugo al pomodoro di Pierangelini o piatti della nostra tradizione interpretati in modo stupendo dai nostri chef?

abbiamo detto, a volte, che la cucina italiana manca di un vero leader, che ciascuno è troppo individualista e che non esiste una scuola italiana…..

forse è proprio in questo che sta la nostra forza; nel rielaborare una tradizione che non ha pari cercando vie (e tecniche) originali, uniche, indipendenti

dopo un paio di anni con prove di spagnoli, mi sento di dire che noi siamo bravi, bravissimi…

a me è venuta una gran voglia di tornare a casa.....

01 Feb 2007 | ore 20:30

Vivo in Spagna (Madrid) da 6 anni, e anche se dapprima mi esaltai con tutto questo cibo gustoso e grasso, ora mi sono stufato anch'io. Mi irrita a non finire il classico commento iberico, "aqui tenemos una comida muy variada". Varia? Ma quale.... E poi sembra che cucinano ad occhi chiusi, dove aggiungere di più è sempre meglio. NOn conoscono la parola "semplicità".

In qualsiasi ristorante-bar della penisola si trovano sempre le stesse cose, in combinazioni diverse: maionese, maiale e derivati, peperoni, uova, o acciughe. Da San Sebastián (la supposta capitale gastronomica) a Malaga, entri in un bar ed eccoli lì gli ingredienti di sempre: uova, maiale, maionese, acciughe. Qualche pomodoro anemico ce la fa pure ad entrare. La cosa più schifosa che ho visto recentemente è stato proprio a Donostia (S. Sebastian): una mega-tortilla (onnipresente) tagliata a metà e farcita di surimi e maionese, poi sopra c'avevano messo delle fette di prosciutto. Manco gli inglesi s'inventano simili porcherie.

Le verdure non sanno cucinarle, si appropriano di concetti culinari nostri e poi li trattano come se fossero loro... non so se mi fanno più pena per la loro premura e affanno di dimostrare al mondo qualcosa, o se veramente sono come i francesi (l'altra grande verità), egocentrici e chiusi.

Le vere cucine mediterranee sono comunque sempre quella italica e quella ellenica, c'è poco da fare. Altro che Ferra Adria, le nostre ricette (voglio dire della Magna Grecia, del resto d'Italia, e della Grecia propriamente detta) soprattutto quelle della cucina povera, sono a prova di bomba, il tempo non le cambierà mai. Mi rallegro che in Italia non ci sia ancora molta influenza sciocca della Spagna e della Francia, con quei piatti che solo a guardarli fanno antipatia. Non faccio campanilismo, sono aperto di mente e ci sono al massimo massimo 10 cose tipiche spagnole che sono buonissime (gazpacho, jamón nella giusta misura, un a tortilla buona e non troppo fritta, cochinillo asado per esempio). Ma poi basta, sfondano nel ridicolo, quasi il perverso. O meglio, come rovinare un buon prodotto. Per esempio, una buona spigola al forno farcita di...jamón! Ma Dio santo, basta con il maiale!!! A loro non sembra abbastanza il semplice pesce, o un semplice pomodoro. No, devono sempre ammazzare tutti i sapori, con il maledetto maiale! Vi giuro che per reazione diventerò mussulmano o ebreo, per non vedere più 'sto porco ubiquo...

La cucina spagnola affascina in un primo momento, perchè ci mettono tante di quelle cose (la semplicità non esiste, perchè a loro risulta noioso; sono edonisti sconsolati gli spagnoli!), ma durante la fase digestiva, la vera pesantezza ed insalubrità della cucina spagnola si fanno sentire. Sono i tedeschi del sud: sempre birra e maiale. E molta, molta maionese. Altro che americani! Io ormai cucino solo piatti della mia Sicilia e delle nostre parti, come fosse per reazione. Che antipatia mi fanno, veramente. Allo stesso livello dei francesi. Quando si conoscono quelle rare persone sincere in Spagna, è veramente un sollievo e mi rassicura sapere che in questo mondo ci siano tanti tipi di persone.

Un saluto e non vi lasciate ingannare dall'apparenza luccicante della "cucina" spagnola.
Difendete la maniera italica e mediterranea (ripeto, gli spagnoli non li considero neanche mediterranei!!!) di cucinare, che poi si vede il risultato.
Alessandro

03 Mag 2009 | ore 00:55

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Pasta_sarde_1.jpg Pasta con le sarde

Eccola qui la pasta con le sarde, una di quelle ricette che tutti conoscono e nessuno...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed