ore 14:33
Il marchettaro
Quindi Paolini Davide sarebbe per alcuni un marchettaro? Perchè ha scritto sul Sole24Ore che Gold made Dolce & Gabbana non fa poi così schifo, anzi è proprio un bel locale di stile internazionale, non come aveva scritto la Baresani sullo stesso Sole24Ore? I due sarti l'avevano presa male la recensione della Baresani definita ad Invasioni Barbariche "una stronza" e avevano deciso di togliere, per rappresaglia, la pubblicità al quotidiano confindustriale. Oggi Camillo Langone dice sul Foglio in seconda pagina nella sua rubrica Preghiera che lui si sarebbe comportato come Paolini, cribio, e avrebbe scritto che il ristorante era buono anche fosse stato vero il contrario, in ballo ci sono dei posti di lavoro.
Ma come si mangia realmente da Gold, mi sono chiesto? E poichè Pierangelini c'è stato gli ho girato la domanda: non è male come si è scritto - mi ha risposto - un locale moderno, assolutamente ben organizzato, con piatti buoni.
Quindi, dopo questo giudizio senza equivoci, Paolini non è più un marchettaro ma un bravo giornalista gastronomico che ristabilisce la verità, la Baresani è un'estremista che ha si distrutto un piatto ma non basta questo per fare a pezzi un menù intero e quindi se tutto fosse stato chiarito prima ci saremmo potuti risparmiare l' epistola di Camillo Langone, cattolico di mondo... sempre allupato.
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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e' giusto scrivere recensioni false per salvare posti di lavoro??
Chi ha ragione, allora? Paolini o Baresani? Ai posteri l'ardua sentenza.
Di certo c'è uno che ha torto: Langone.
Bonilli ma come fai a sapere che Camillo Langone è sempre allupato? Ha provato a spedirti un pacchetto in confezione anonima?
Allora alla fine avevano ragione Dolce e Gabbana, la Baresani è una stronza.
Io c'ero arrivato prima di tutti: http://blog.gamberorosso.it/bonilli/archives/2006/06/instronzire.html
a Pierangelini e' piaciuto quindi mi sentirei di affermare che ha ragione Paolini.
Io di un cuoco bravo mi fido quando si tratta di ricavarne un giudizio complessivo e in questo caso Gold ne esce promosso su tutta la linea.
A parte Langone, che è l'unico che di sicuro ha sbagliato, non è detto che tra Paolini e la Baresani uno debba avere necessariamente sbagliato. A nessuno è mai capitata una serata assolutamente disastrosa in un ristorante solitamente buono?
Poi è ovvio che anche conoscendo i personaggi (e il loro equilibrio nello scrivere) tra la Baresani e Paolini (e Pierangelini) io mi fiderei di più del giudizio degli ultimi due
La Baresani ci ha comunque abituato più vlte a giudizi sopra le righe, scritti più per far parlare di sè che per dare un servizio ai lettori
Ma succede che un cuoco sparli di un collega? E soprattutto uno del calibro di Pierangelini, che oltretutto ha sempre dimostrato grande correttezza...
Non conosco il settore, quindi chiedo...
"Paolini non è più un marchettaro ma un bravo giornalista gastronomico che ristabilisce la verità"
Ma Paolini ristabilisce sempre la verità sui ristoranti maltrattati dalla Baresani dopo appena due mesi? Non è che lo fa solo quando il ristoratore si chiama Dolce e Gabbana e toglie la pubblicità dal giornale? Perché se la risposta fosse sì, Paolini sarebbe un marchettaro anche se avesse ragione lui e torto la Baresani (com'è probabile).
Ma Gold è buono o no? Questo è il quesito e quindi se più d'uno dice che è un buon ristorante la recensione è giusta, la Bresani ha fatto di una cotoletta un ristorante e dei se e dei ma per cui è uscita la recensione non mi frega nulla.
O qualcuno di voi ha informazioni certe da esibire?
Giacomo Gallina, l'opening chef di Gold, non sara' un cuoco celebrita', o un volatore, ma e' uno dei piu' seri chef e bravi che ho conosciuto (e con i piedi per terra). Senza contare che ha formato e mandato in giro per il mondo decine di cuochi di valore. Toglietegli Il Sole alla Baresani e diventera' una come tante...
guardando il sito mi viene un sospetto:
sara' carissimo o e' un ristorante alla portata ti tutti??
@Marco
Ci fai o ci sei?
;-)
Però Pierangelini ha detto che lui i suoi piatti non li mangia mai. Non so se c'è da fidarsi, magari in realtà ha dei gusti pessimi!! :-)))
(non vi agitate troppo, è una battuta)
Il mio pregiudizio su Gold riguarda piuttosto la popolazione di (per me) antipatici trendissimi milanesi che temo lo frequentino...o no?
Caspita Mucca, c'è andata anche la tua amica Paris. Dovresti fare un salto e darci il tuo parere...
Avevo scritto una recensione sul Gold, locale orribilmente alla moda. Paradossalmente si mangia bene. Lo dico perché Giacomo Gallina è un ottimo opening chef, ha formato intere generazioni di cuochi, è uno chef bravo con una bella concezione internazionale perché ha molto lavorato all'estero. Al Gold si mangia bene. Lo chef pasticcere è Stefano Deiuri altro che molto ha lavorato all'estero. Benissimo i dolci. A scanso di equivoci io D&G non li sopporto. E il locale è per il mio senso estetico davvero brutto. Poi c'è un ottimo servizio e i vini sono cari. Troppo. Ripeto io ho mangiato bene al ristorante. Sul bistrot non mi pronuncio e sfido chiunque a dare un'ottima qualità su quantità di 300 coperti quotidiani. Capita che sfugga qualcosa (vedi la storia della cotoletta). E mi fiderei del giudizio di Pierangelini
Porca vacca lo sapevo che non dovevo fidarmi di quella riluttante di Camilla Baresani.
Ieri che ero a Milano ho optato (e imposto agli altri, per la gioia della Pia) di andare a prendere l’aperitivo al Bulgari Hotel & Resort.
Un ambiente strafico per gente strafica, peccato che a Bologna non ci siano posti del genere con gente che finalmente non ha paura di ostentare il proprio lusso e ricchezza….
Cmq in via Montenapoleone ho fatto la punta ad una giacca primaverile di Prada in tessuto super tecnologico quindi, si torna presto a Milano ma prima del luccicante Gold sono curioso di conoscere la cucina di Berton del Trussardi alla Scala.
Certo che il gamberorosso potrebbe dedicare uno speciale sul mensile allo style food che imperversa a Milano, magari in regalo potrebbero abbinare il glitter firmato Byonce. Un numero cult che andrebbe a ruba.
Mucca
Ieri mentre cercavo informazioni sul Gold un noto gastronomo mi ha detto che la pasticceria è veramente valida.
Credo che il locale, per colpa di Camilla Baresani, sia partito con il piede sbagliato, se potevano pagare lo scotto dovuto al fatto che due stilisti approdassero al mondo della ristorazione non penso che si meritassero da subito quella recensione, un minimo di rodaggio penso che sia doveroso concederlo.
Mucca
ma davvero si vedrebbe tutto questo can can (anche ammesso che il ristorante in questione fosse davvero pessimo) se i proprietari non fossero stati Dolce & Gabbana?... Se volete vi segnalo tutte le sole che mi sono preso grazie alla guida del gambero... qualcuno mi risarcisce la spesa? :-D
anche a Bologna c'e' gente che ostenta la propria ricchezza spendendo per un aperitivo al calice anche 15 euro.
Per cio' che concerne Bulgari hotel una camera prenotata per la sera prima di san valentino costa 660.00 euro piu' del Crillon di Parigi per lo stesso periodo.
Io non invidio Milano specie dopo quello che c'e' oggi in prima pagina sul corriere dela sera.
E parliamo sempre e solo di Catania..
Al Bulgari le consumazioni partono da 15 euro in su.
E così mentre a Bologna c'è gente (d'impostazione provinciale) che ostenta la propria ricchezza spendendo anche 15 euro, al Bulgari una clientela d'impostazione internazionale spende e spande senza badare a spese...
Mucca
quindi uno piu' spende e piu' e' figo??
Ho capito.
Ha proprio ragione Paris Hilton.. meglio cambiare aria.
Colpisce, scorrendo i vostri commenti, incluso quello di Bonilli, che nessuno abbia letto i due articoli, il mio e quello di Paolini. Altrimenti vi sareste accorti che: entrambi diciamo che il locale è bello, che i bagni sono spettacolari, che il personale è gentile, che i prezzi del bistrot sono moderati, che il ricarico sui vini è eccessivo. Paolini aggiunge informazioni sui propri gusti sartoriali, sugli orari di apertura del locale e sul “concept” innovativo, dice di aver conosciuto Gallina a Parigi anni fa, parla del suo curriculum e cita le materie prime di cui Gallina si serve – non si capisce dalla sintassi se al Gold oppure altrove -, elenca alcuni piatti (due) del menu definendoli “proposte sorprendenti”. Tace su come sono eseguiti. Li avrà assaggiati? Quanto a me, come ho detto tante volte, non sono un critico gastronomico. Sono una scrittrice-gourmet con discreta esperienza e perdurante passione, che ha scelto di raccontare i ristoranti come spaccato della società, prendendo quindi in considerazione l’insieme del “mondo ristorante” e non solo il versante gastronomico. La sera che io, in veste di signora nessuno, ho mangiato al Gold (a proposito, mi piacerebbe sapere se Pierangelini ci ha mangiato in veste di Pierangelini, quindi con riguardi e attenzioni che al cliente comune non sono certo riservate), mi è stata servita pasta scotta, con un eccesso d’aglio che ha pesato sui nostri stomaci fino all’indomani. E la cotoletta, non più grande di un taccuino Moleskine e senza osso, era nerastra e bruciacchiata sui bordi (burro non chiarificato?), stranamente dolciastra, e completamente rovinata dalla dadolata di pomodorini inzuppati d’olio scaricati sopra la panatura. Quella dei pomodori “ammoscianti” è una deprecabile moda nata negli anni della Milano da bere, in pizzerie tipo L’altro Calafuria, e continuata poi nei locali di second’ordine e nei bar. Accanto alla cotoletta, c’erano delle patate novelle al forno che definirei “svenute”. Molli e disfatte. Dopo il mio articolo è cambiato qualcosa: la cotoletta servita al Gold è diventata la “orecchio d’elefante” con osso. Però, date le sue dimensioni, nel piatto non c’è più spazio e viene servita “a montarozzo”, appoggiata sulle patate, e con sopra la scarica di pomodori conditi. Voi non l’avreste raccontato?
io si.
Ma in un posto come Gold credo non ci metterei mai piede anche se i bagni sono spettacolari credo che la ristorazione stia da un'altra parte.
I due articoli sono linkati direttamente nel post di bonilli qui sopra, immagino che qualcuno li abbia letti (o quantomeno lui).
Ah comunque se la questione è la cotoletta mi fido assolutamente di Pierangelini! :-)))
p.s. So che non dovrei buttare benzina sul fuoco...ma dato che voice mi prende in giro pesantemente da mesi perchè non mi posso permettere di spendere quanto lui in ristoranti e hotel di lusso potrebbe avere il buon gusto di evitare certi coomenti...
per gumbo
butti poca benzina
e' sciopero dei benzinai..
at salut
Una maggiore propensione alla spesa da parte della clientela favorisce la nascita di un certo tipo di locale. Locali che paradossalmente in una città come Bologna mancano così come mancano tante altre cose per una città tra le più care d'Italia.
Ma in questo 3d non si parla di Bologna e del Bulagri ma del Gold, Paolini, Camilla & Camillo....tutto il resto è fuffa.
Mucca
Miss Baresani quando ha visitato il Gold il ristorante da quanto tempo era aperto?
Avendo messo i due link ai rispettivi articoli della Baresani e di Paolini sarebbe surreale se non li avessi letti. Quindi non capisco l'appunto di Camilla, io mi sono limitato a raccontare una storia stimolato da monsignor Camillo Langone.
@Voice
Avevi salutato, addio per sempre ecc... e invece sono bastate poche ore e sei di nuovo qui. Io non ce l'ho con te ma riprendi le tue polemiche del cavolo e ti cancello vita natural durante da tutto il mondo gambero.
ok. Due settimane fa sono stata al Gold e a livello culinario non è stata una grande esperienza. Premesso che mi piace quel genere di posto, un po' casinaro, gente un po' mondana etc etc, e quindi gli arredi eccessivi di Dolce e Gabbana possono andare bene, devo dire che ho mangiato male, ho trovato un menu banale e per di più un servizio indelicato. Fanno più turni, e parlo del ristorante non del bistrot, e quindi una volta chiesto il caffè ti chiedono di accomodarti ai divani per sorseggiare superalcolici perchè hanno bisogno il tavolo. Perdipiù costicchia abbastanza, quindi... Va bene perchè forse non sono andata con la certezza di fare una super cena però se si deve parlare di qualità....
Scusate, mi pare che la signora Baresani abbia fatto la messa in piega anche a posti dei quali in questi e in altri luoghi si parla benissimo e non a torto. E per quel che ne so nessuno ha messo la sua foto segnaletica alle pareti dei retrobottega dell'office del ristorante con scritto. Se si presenta prendetela a calci nel sedere. Che poi i signori di e gi siano due personaggi anche quello è un dato di fatto. Però cercherei di giocare questa partita esattamente a centro campo. Di sicuro Paolini è un grande professionista, come lo è Giacomo Gallina.
In un paio di ristoranti dove ho lavorato all'estero, negli spogliatoi c'erano le foto dei giornalisti gastronomici e delle gastropenne di grido. Per ogni foto una piccola spiegazione su chi fossero e dove lavorassero. Poi si sa che certe Giornaliste punk-chic addiritttura si travestivano. In ogni caso se la Gourmet Baresani passava al Ristorante Gianni e Pinotto e diceva che la cotoletta era bruciacchiata ai lati, al massimo a Gianni scappava di dire "sti cazzi" a Pinotto un commento forse più variopinto chissà. Me li vedo in un contesto tipo "the big night" Gianni e Pinotto a discutere sui perchè del cibo. Ma a Di e Gi che non sono ristoratori ma che di sicuro si sanno vendere fa meglio dire "stronza". E il locale si riempie. Anche se pieno lo era già.
Teorema di Talete, Dialogo sui due massimi sistemi...
No direi semplicemente Businness is Businness
e se il "come si mangia" al Gold passasse per un attimo in secondo piano? Cos'è, perchè si chiamano D&G, perchè portano il made in Italy nel mondo, o per chissà quale altro motivo, in Italia ci si può permettere di andare in tv a dare pubblicamente della stronza ad una giornalista che ha fatto solo il suo lavoro? discorsi gastronomici a parte, penso sia aberrante l'arroganza dimostrata dagli stilisti in questione, segno forse che certe lobby proprio non vanno toccate.... Almeno questo sarà senz'altro ciò che pensa chi ha detto di fare una recensione positiva anche se si mangia male! Mai sentito parlare di libertà di espressione, e di libertà di stampa? A me, se le cose non son cambiate, risulta che questi fossero dei diritti....
beh certo la nostra tv non è famosa per non essere bella trash, quindi cip e ciop diventano dei must e di e gi quelli che sono
Se qui vogliamo entrare nel merito delle cose dette da D&G dalla Bignardi va aggiunto che i due hanno anche pesantemente criticato il Presidente della Repubblica, hanno usato l'arma del ricatto pubblicitario contro il Sole e hanno dato l'idea di essere due che si sentono fuori dalle regole, tra l'altro, a scorno dell'ultimo Berlusconi-macho - da vergogna - due omosessuali dichiarati e di destra a proposito del suo "tutti i gay stanno dall'altra parte, a sinistra" :-)
Appena aperto c'ero stata. Ne ho scritto. Male. Il posto è brutto. Volumetrie sbagliate, tutto oro (finto), finto-arabo, bei materiali buttati a caso. Rumore pazzesco. Ho scritto il tutto a ottobre.
Poi ci sono stata a mangiare. Ripeto: io ho mangiato bene. Sì conosco il cuoco. Sì è mio amico. NO: non sono stata trattata in modo particolare perché il ristorante era strapieno. Magari Paolini sì. Come pure Pierangelini.
Sì ho letto gli articoli B&P(non quello di Langoni, ma poi anche quello). Il problemone vero perdonatemi è che a fronte dell'articolo della Baresani, D&G hanno tolto euris 300.000 al Sole24. Se volete possiamo aprire su questo il dibattito. (il direttore era qui che voleva arrivare: marchette?). A casa mia sono un pacco di soldi. E magari su questo Langoni potrebbe avere delle ragioni. Baresani potrebbe dire anche lei la sua. Avendone letto l'articolo a tratti mi ha anche divertito. Poi la vendetta D&G non mi è apparsa divertente per niente. E da sempre quando si è di destra (questa tipologia almeno)delle regole chissenefrega...I cessi comunque sono strepitosi. E quando si tocca il magikomondomoda apriti cielo. S'è mai sentita una giornalista che abbia stroncato una sfilata di D&G? Chiedo
Paolo Massobrio mi fa la morale: non dovevo scrivere questo post che dà un colpo al cerchio e uno alla botte. I veri reprobi sono il duo Dolce & Gabbana e pubblicare una critica favorevole come quella di Paolini equivale a una calata di braghe.
Insomma, a nessuno frega nulla di Gold, qui la guerra è molto più grande.
Non sono ancora andato da Gold: in agenda ho altri locali che, prima di quello, maggiormente interessa provare. Un giorno o l'altro ci farò un giretto. Ma non può essere che, stimolato o no dalla scritto di Camilla, il Gold sia realmente migliorato nel corso del tempo, dopo quel "rodaggio" di cui parla muccapazza?
Nicola, non si picchiano le signore, tantomeno con calci nel sedere.
Tommmaso Farina: proprio ieri sera Gordon Ramsey in una delle puntate sulle stelle della cucina sul gambero parlava del momento in cui una noto giornalista dopo aver parlato male di un suo locale si presenta con Joan Collins e lui li caccia a parolaccie. Di Gordon ovvio ne basta uno. Di di e gi due sono abbastanza. Però penso che la nostra personale lista interiore di persone che si manderebbero volentieri a quel paese ce l'abbiamo e la teniamo li nel limbo dei nostri desideri nascosti.
Poi 300.000 euro di pubblicità non sono bruscolini. Ma la storia è sempre la stessa. Supercuochi che vendono zuppe in scatola di marche innominabili, risoranti che vendono h20 di aziende iperinnominabili (anche il mio). E via dicendo... convenienza, lucro, pensare ai propri interessi, chiamatela un po come volete. Elio e le storie tese parlava in una canzone della terra dei cachi.... eccoci qua...
Messaggio pubblico per la signora Camilla Baresani:
Giacomo Gallina si scusa profondamente del fatto che lei abbia mangiato male. Non sapendo come contattarla e non avendo materialmente il tempo di scriverle mi affida il compito di mandarle tale messaggio: lo chiami al ristorante Gold (n.02-7577771). Giacomo Gallina desidera porgerle le sue scuse per il fatto di averla fatta mangiare male. Sarebbe bello se lei lo chiamasse. (Sa io appartengo all'ala buonista del movimento).
Mi piacerebbe a questo punto sapere se Nicola ha anche la mia, di foto segnaletica... :-)
No ma quella di Vizzari è nel office : ). Perchè la prossima volta gli faccio le famse pennette basilico e menta che il suo ispettore avrebbe mangiato all'ape piera lo scorso anno. : )
Vizzari fisicamente e somaticamente non mi assomiglia per nulla...
cmq è davvero assurdo sto blog, continuate a parlarvi sopra... buona prosecuzione
In effetti, dall'esterno l'impressione può essere quella di un certo straniamento...
Ehm, Direttore, in questo caso, parlare di calata di braghe...come dire, fa molto figurato....
Posso provare a portare il mio contributo in topic, per quella che è stata la mia esperienza al GOLD...
Premetto che ad accoglierci troveremo Giacomo Gallina (Classe 54) Executive Chef del Gold,
che ci accompagnerà in un tour interessante del Bistrot ,
sala Ristorante al piano superiore aperta solo la sera, bar, cucine,
e si dimostrerà disponibile nel fornirci ogni informazione a riguardo.
Ci ha subito ben disposto quando alla mia domanda di rito...
cosa ne pensa dell'articolo della signora Baresani,
candidamente risponde "aveva ragione abbiamo sbagliato e me ne dispiace".
Anche grazie a feedback spesso duri ma ben analitici in effetti si impara molto di più ad "aggiustare" qualche piatto ,
e risolvere qualche problematica .
A completare la squadra, il talentuoso Pasticcere Stefano Deiuri e il Direttore di sala Saverio Cognetti,
a "governare" un gruppo nutrito di giovani convinti (forse anche troppo) e motivati.
Menù (in italiano e in inglese (+) )
Per l' unica cucina tra Bistrot e Ristorante , due carte per una cinquantina di piatti...
davvero un grande impegno sotto tutti i punti di vista considerato che sin dall'apertura il Ristorante/Bistrot
"muove" tra pranzo e cena 280/300 coperti.
Mi ha fatto una grande impressione Giacomo Gallina, davvero una persona umile, brillante, generosa.
Uno Chef che non ama il palcoscenico... e che ha passato 20 anni tra le cucine di America e Asia.
Ci spiega quanto sia vantaggioso muovere 300 coperti al giorno in una logica di approvvigionamento
delle migliori materie prime, considerato che per fare un esempio se lui gestisce 7 tonni a settimana,
e ne riscontra uno non ad un coerente livello qualitativo lo rimanda al fornitore che lo cambia,
viceversa il piccolo ristorante che "muove" un tonno a settimana , spesso se lo deve tenere... a prescindere...
L'ingresso davvero troppo "sfarzoso" incute un certo imbarazzo di fondo, a meno che non si sia abituati ad un tenore da Sceicco Arabo, in un certo senso ti fa sentire fuori posto... e come inizio non è proprio il massimo...
I ragazzi di sala troppo "convinti" , spesso sbrigativi, ritmo e velocità a scapito di rapporto e interazione con il cliente, ma anche questo da valutarsi in una logica della grande quantità di lavoro.
Il Coperto 7€ ... ?!?!? acc...
Conclusioni;
300 coperti al giorno , possibilità di scelta su due carte, 50 piatti in totale.
Numeri importanti che consentono l'utilizzo di ottime materie prime di qualità,
ma non consentono piatti dall'assemblaggio complicato e una cucina d'autore "spinta" cerebrale,
in grado di portare forti emozioni al Gourmet appassionato.
E' un modello ed un offerta di Ristorazione che non deve essere paragonata ai locali di ricerca da 35 coperti a servizio...
come viceversa qualcuno vuole fare intendere.
E' un locale dove potete trovare delle ottime materie prime in piatti classici,
assemblati con orpelli semplici e considerato che tra brigata di sala e cucina ci sono tanti "giovanissimi"
qualche errore e qualche impaccio sono da mettere in conto... , certamente il rapporto qualità/prezzo non aiuta,
ma se siete alla ricerca di un Ristorante per un dopo teatro , come alternativa alla solita Pizza Milanese Notturna...
questa è sicuramente un ottima alternativa oltre che forse l'unica disponibile ad un certo livello.
Per le Foto dei piatti i Menù in versione integrale e qualche commento in più sotto trovate il Link alla Recensione sul Blog.
http://viaggiatoregourmet.blogspot.com/2007/02/ristorante-gold-dolce-gabbana-milano.html
Un caro saluto.
VG.
Apprezzo molto il commento di Gallina, che dimostra di essere molto più profondo dei suoi datori di lavoro. "Aveva ragione abbiamo sbagliato e me ne dispiace": una frase così vuol dire aver colto lo spirito d'una critica, ossia l'invito a crescere. Invece qui da noi c'è la moda di prenderla sul personale. In conclusione, una stretta di mano virtuale a Gallina da parte mia, con i complimenti per aver superato, a detta di alcuni, gli errori fatti quella volta. Comunque, aspetto di andarci io quanto prima: ma in questo caso, il mio orologio D&G dovrò togliermelo o potrò lasciarlo al polso? :-)
Per quanto riguarda " marchettaro " e i giochini con le scuole di giornalismo dei vari Facci , la parola ai miei legali. Mi preme invece offrire i fatti ai soli che hanno visto la mia buona fede.
E' un falso che abbia scritto una recensione , solo dopo l'intervista di DG il 22 dicembre. E per giunta richiesta. Tra l'altro l'articolo è stato ridotto di circa 10 righe in punti importanti.
Il 12 dicembre alle ore 18.30 su Radio 24 ho recensito negli stessi termini positivi Gold ( sul sito di Radio 24 gli interventi sono riascoltabili ). Non solo il 23 dicembre e il 30 dicembre nella mia trasmissione il Gastronauta ( ore 11 ) ho presentato lo chef Gallina e il suo locale sempre in termini positivi , così pure il 30 il sommelier ( trasmissioni riascoltabili sul sito ). Guarda caso ambedue registrate prima del 22 dicembre perchè facenti parte del blocco natalizio.Giornale o radio i miei giudizi sono gli stessi !.Capita a chi non dispone di un editor !.
Il 3 gennaio, dopo aver cenato ancora diverse volte al Gold, dopo essermi confrontato con palati di grande livello ( tra cui uno chef, ma non è Pierangelini, incrociato al Gold ), dunque non dilettanti allo sbaraglio, ho inviato una e mail al direttore del Sole 24 ore, chiedendo di poter scrivere un articolo in contrasto con quello uscito sul Sole.L'email al direttore era necessaria, dovuta al casino che ne era derivato.
Ho spiegato a De Bortoli di aver maturato la convinzione di scrivere la recensione , dopo appunto diversi test da Gold, sia al bistro, sia al ristorante ( e su questo molti fanno confusione: dove si è mangiato a 20 euro o a 60 ? I menu sono diversi...) . Il testo non era altro che ciò che avevo sostenuto in radio. Sempre nell'email ho aggiunto che rivendicavo la libertà di critica rispetto agli altri interventi sul giornale. In caso contrario avrei potuto pensare anche di interrompere la nostra lunga collaborazione.
Davide Paolini
Mi fa piacere che Paolini, uno dei professionisti del settore da più lungo tempo su piazza, abbia fatto sentire qui la sua voce. Il mio post partiva proprio dalla stima e dalla conoscenza che ho di lui e quindi dalla impossibilità di leggere rozzamente come "riparatorio" il suo intervento sul Sole del 28/1. Camilla Baresani ha mangiato una pessima milanese, il cuoco Gallina ha detto che questo può accadere, Paolini ha fatto una recensione equilibrata del ristorante.
I volgari sono stati D&G ma credo che questa sia la tracotanza dei soldi e di un settore che pensa di poter comprare tutto.
L'aspetto negativo è questo atteggiamento di fondo che molti hanno e che traduce ogni scelta o scritto in una compromissione perchè, si sa, chi fa questo mestiere...
E invece anche qui ci sono quelli che fanno bene il loro mestiere, e sono molti, e gli altri e per capire chi sono gli uni e gli altri basta saper leggere gli articoli ma anche le storie delle persone, perchè un giornalista credibile non è un fungo che spunta dopo una notte di pioggia :-).
Francamente trovo un tantino eccessivo rivolgersi a uno studio legale per un post del genere.
Magari il titolo del 3d poteva sembrare brusco tuttavia credo che per come si siano evoluti i fatti (la stroncatura della Baresani, la rappresaglia di Dolce & Gabbana e poi una sua recensione positiva) qualche dubbio al pubblico poteva venire, tant’è vero che i dubbi sono venuti perfino a Striscia la notizia che ha consegnato un paio di tapiri.
Credo che se la sua recensione avesse avuto un preambolo inerente a quanto già affermato in radio il 12 dicembre nessuno avrebbe avuto alcun dubbio sulla sua libertà di pensiero ma non si può pretendere che tutti ascoltino la radio, leggano i quotidiani o i blog. Il suo stesso direttore avrebbe potuto zittire Staffelli facendogli ascoltare quanto mandato in onda in radio eppure non mi sembra che sia stato altrettanto brillante.
Insomma, la situazione del Gold è sembrata a tutti un pò ingarbugliata, quello che a me è più dispiaciuto di tutta questa situazione è che sia la critica gastronomica in generale ad uscirne nel peggiore dei modi……soprattutto agli occhi del consumatore finale che legge le avventure gastronomiche che voi giornalisti raccontate, sarebbe bastato un minimo di accorgimento in più da parte di tutti ed oggi non staremmo qui a discutere su lei, la baresani e dolce & gabbana, perché di tutta questa situazione del gold non mi è sembrato che fregasse a qualcuno…..
Per quanto mi riguarda, per solidarietà, ho deciso di firmare un Dico con uno dei due Dolce & Gabbana (almeno avrò i vestiti a gratis) perché concordo sul giudizio che hanno dato sulla Baresani: “E’ una stronza”
Mucca