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Feb 2007
ore 18:12
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Ho letto una recensione sul Sole24Ore di domenica...
I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...





Mhhh, domanda interessante, se prendiamo in considerazione il mondo della ristorazione, i newsgroup, i blog ed affini sono sicuramente influenti sul successo o sul declino di un locale
Sulla parte degli 'addetti ai lavori' non saprei, non ne vedo di invisibili ....
Solo due articoli fa.....
"E' vero, il "fatto dai lettori" non depone mai bene perchè i lettori evoluti ed esperti sono numerosi ma pochi hanno tempo o voglia per mettersi a scrivere organicamente. E' fatica e richiede una bella disciplina e quindi per la maggior parte di questi potenziali collaboratori la scheda scritta rimane un pio desiderio.
Posted by: bonilli | 14.02.07 15:30"
Suvvia, si decida una buona volta!
;-)
Eh se sono invisibili, non sono così facili da identificare, notare, far tornare in mente.
Nel frattempo però ho trovato uno "chef invisibile" (per tag potrebbe essere in tema) QUI...e che cucina favolosi "sandwich di spigolo" come nessun altro al mondo! :-)))
Non vedo cosa ci sia da decidersi caro T :-)
Bisogna decidersi se gli unici che hanno titolo ed autorevolezza a scrivere di un certo argomento sono gli "addetti ai lavori" o se chiunque ha il potere di influenzare indipendentemente dal fatto che sia, per l'appunto un addetto, ai lavori.
Ribadisco che questa è l'unica differenza sostanziale tra chi scrive il New York Times e chi scrive un blog d'informazione, posto che tutti e due siano leggibili soltanto in rete.
Grazie per il caro, anche se in ritardo di un giorno!
Per esempio il gran capo della San Pellegrino. Per esempio il responsabile delle sponsorizzazioni della Barilla. Per esempio l'uomo delle PR della Michelin e l'elenco potrebbe allungarsi, perchè queste sono le persone che con il loro intervento determinano scelte, comportamenti, scritti, pubblicazioni che il grande pubblico non può intuire. Tutto regolare, tutto chiaro, nulla di equivoco ma Garcia Santos senza alcuni di questi "Influenti Invisibili" non avrebbe mai fatto Los mejores de la gastronomia a San Sebastian.
Gli influenti di cui parla l'articolo del WSJ non mi sembrano proprio dei grandi manager e anzi, il tema verte proprio sulla gente comune che con il proprio impegno riesce ad influenzare le scelte e le opinioni di migliaia di persone.
Avrò letto male io?
Poi se lei vuole trasferire il discorso su altri piani, parliamone pure, ma prima mi attezzo per camminare sul campo minato.....
E' vero, i PR potenti! Come non averci pensato... Sui rapporti "soft" e "hard" fra PR e giornalismo enogastonomico si potrebbero scrivere libri, anche divertenti!
La STATISTICA, la solita a farla da padrona! E frotte di ignari (non pagati, per giunta!) che si prestano a infoltire di dati il campione degli intervistatori: e frotte ancora più nutrite che dovranno "cibarsi" le scelte delle prime, pur non avendo espresso un'opinione. E in America (e altrove, spero) qualche intervistato comincia a capire il business, e scopre che ci può guadagnare qualcosa anche lui. Così gli "influenti invisibili" diventeranno anche affluenti, dovendo tirar fuori qualche quattrino per far pendere la torre di qua o di là (nihil sub sole novum)...
...e la vita l'è bela, l'è bela,
basta avere l'ombrela, l'ombrela
che ti para la testa,
sembra un giorno di festa!
scusate ma ci fingiamo innocenti verginelle?
Ma non si può, una volta tanto, smetterla di parlare di questo Mejores de la gastronomia, manco fosse il Congresso di Vienna?
Purtroppo - o per fortuna, a seconda dei punti di vista - è un po' così: non sarà il congresso di Vienna ma è stato il più importante evento del mondo di cucina creativa.
ma di quale mondo parliamo? Il mondo e' grande direttore... sa quanti cinesi e quanti indiani mangiano e consumano creativamente senza sapere de Los mejores? Chi dei grandi PR lungimiranti e' interessato veramente a loro? I mercati ghiotti stanno da altre parti...
Ammesso che sia come dice lei, Bonilli, deve però spiegare a noi tutti due o tre cose:
1) Lei, come rappersentante del Gambero Rosso, fa parte degli "influenti" o degli "influenzati"?
2) Se fa parte dei primi, quali tecniche adotta per "influenzare"?
3)Se fa parte dei secondi, quali tecniche adotta per resistere?
"Resisto a tutto, fuorchè alle tentazioni."
Oscar Wilde
Sarei sciocco se dicessi che sono tra gli influenzati e non tra gli influenti. Certo, io sono visibile, anche con questo blog, in tv e all'interno delle nostre pubblicazioni. Lo faccio da una trentina d'anni, molto conosciuto nel nostro piccolo mondo, sconosciuto come tutti fuori da cucine e dispense :-)
Non faccia il modesto ;-)
Vogliamo parlare, tra guida vini e guida ristoranti, di che fatturato il suo gruppo riesce ad influenzare? Arriviamo a qualche miliardo di euro?
Non è, come vede, così piccolo il mondo!
... per fortuna, o sfortuna a seconda di come la si vede, sono MILIONI di euro e non miliardi.
Bè, non parlavo certo del fatturato GRH ma del mercato HO.RE.CA nella sua interezza!
Meglio non lasciare dubbi su miliardi e milioni riguardanti GR :-)
Bonilli sciocco se dicesse di essere tra gli influenzati? E quando è a letto con la febbre come la mettiamo? :-)
Di visibile ci sono le schede, di invisibile le grandi strategie di un gruppo come il suo.
Niente di illecito, per carità, ognuno è libero di decidere secondo coscienza, ma visto che ha incominciato lei......
Ci sono e come gli influenti invisibili, invisibili perchè siamo pigri che non glivogliamo vedere utto qui!!!!! saluti a tutti..... appropositoil suo menisco direttore????
Le strategie sono quelle che permettono di mantenere vivo un rapporto col pubblico, ultimo giudice. Non esistono strategie calate dall'alto, se un ristorante non è buono gli puoi dare i massimi voti ma non sfonderà mai, idem per un vino. Come si vede il meccanismo è molto più semplice e, se si vuole, molto più fragile di quello che si pensi.
e' un meccanismo insondabile comunque...le variabili son talmente tante che......
A proposito di influenti invisibili... E l'Eta, invisibile per eccellenza, che caccia Ducasse come come "approfitattore della nazione basca" (Batasuna)? E noi italiani che abbiamo aperto ristoranti in tutto il mondo?