ore 17:51
La caduta del Taillevent di Parigi
Come la prende un signore, titolare di un ristorante che ha avuto le tre stelle Michelin per più di 30 anni, che è sempre stato uno dei migliori indirizzi di Parigi, quando le tre stelle gliele tolgono? Jean Claude Vrinat è il proprietario di Taillevent e a Figarò Madame dichiara "dico che Michelin ha mancato di etica, che è stata poco signorile. Questo non toglie che abbiamo ricevuto un bel calcio nel sedere, per cui saremo costretti a metterci in questione. Diciamo che abbiamo perso l’aiutino che costituivano per noi le tre stelle Michelin.
(la risposta completa la leggete qui sotto)
D : Le sembra giustificata questa decisione ?
R: Ho saputo della notizia un mese fa, leggendo Le Figaro. Non me l’aspettavo affatto. Come ogni anno, a ottobre, eravamo andati a una riunione della Michelin, per farci comunicare le loro osservazioni. Siamo stati ricevuti, non dal direttore, il signor Naret, comme succede per tutti i tri-stellati, ma dal signor Mespledes, il quale fa parte, da due anni, dei responsabili della guida. Quest’ultimo però ci ha visitato soltanto una volta, l’anno scorso. E, stranamente, durante l’incontro dello scorso ottobre, ha dichiarato, con una certa arroganza, di non aver ritrovato la cucina che aveva assaggiato otto anni prima. Ero talmente sconvolto che non ho nemmeno reagito. Per quanto riguarda invece il signor Naret, non ha mai visitato il nostro ristorante da quando ha preso funzione. Inoltre ho anche notato che nessuna lettera accompagnava il nostro fascicolo. Mentre, con i direttori precedenti, questi incontri erano preparati con minuzia, basati su lettere e argomentazioni precise. Qui invece, nulla. Il signor Mespledes non ricordava nemmeno cosa aveva mangiato da noi… Ecco perché dico che il Michelin ha mancato di etica, che è stato poco signorile. Questo non toglie che abbiamo ricevuto un bel calcio nel sedere, per cui saremo costretti a metterci in questione. Diciamo che abbiamo perso l’aiutino che costituivano per noi le tre stelle Michelin.






Ma del fatto che il ristoratore va in riunione con la Michelin, ne vogliamo parlare?
Scusami Tommaso ma questi mica organizzeranno riunioni ufficiali allo solo scopo di chiedere delle mazzette, non credi? Penso piuttosto che un feedback costruito e argomentato da parte delle guide possa essere molto utile a chi è sottoposto a giudizio (un po' come le riunioni di genitori a scuola dopo la distribuzione delle pagelle :-), anche perché incontrarsi vuol dire dialogare, avviare discorsi più ampli di quanto non lo permetterebbero le singole schede pubblicate. Discorsi che forse riguardano, per la loro presunta puntigliosità, solo i diretti interessati. Almeno così la vedo. Ma poi io sono un'ottimista... :-)
Resta che, a parte poi che non capisco come faccia Vrinat a dire che mespledes non ci abbia mangiato, da lui, otto anni fa (?), l'intera faccenda, senza entrare nel merito, fa un po' venire la sensazione che la michelin abbia sparato sulla croce rossa.
Parliamone, è una prassi normale che prevede l'incontro del ristoratore che ha ricevuto la batosta, con la direzione della guida per ricevere dei chiarimenti. Non credo che ci sia nulla di anormale come non ci vedrei nulla di anormale se un domani un 3 forchette del gambero telefonasse al direttore per chiedere un appuntamento riguardante il voto o la critica ricevuta.
Per quanto riguarda il Taillevant: probabilmente io sarò poco obbiettivo perchè ho lavorato in quel ristorante e conosco bene il Sig Vrinat, anche per amicizie famigliari, in ogni caso....si è vero hanno sparato sulla "croix rouge" prima del ristorante in questione, in Francia, c'è sicuramente una buona fila di locali ai quali andrebbe tolta il problema è che Sig. Vrinat non è mai stato "politicamente michelin"
Hai centrato il problema, Maurizio. non è il Taillevent il simbolo del blasone francese da ridimensionare. La lista dei nomi potrebbe essere lunga: in ordine alfabetico Blanc, Bocuse...
A proposito: quest'anno è persin tornata la terza stella a Lameloise. Il nuovo che avanza.
Scusate, voi che siete più informati, mi sapreste dire se in Francia è aperto un qualche dibattito intorno all'autorevolezza della Michelin?
In Italia, mi sembra, nonostante sia sempre attesissima, le si "rinfacciano" sempre le stesse critiche e, forse, sempre con più forza di anno in anno: di effettuare poche visite, di avere pochi ispettori, di privileggiare aspetti della ristorazione ormai non troppo al passo con i tempi...
Insomma la Michelin è e rimane ancora la guida di riferimento, nel mondo. Ma per quanto tempo ancora? Se anche nel paese che le ha dato i natali iniziano, come mi sembra di aver capito, ad insinuarsi dubbi sulla sua autorevolezza, sul suo modo di operare e soprattutto sul suo non saper stare al passo con i tempi.
Grazie
Premetto che il mio ragionamento non è pro o contro nessuno. Volevo solo riflettere su questo continuo ed imperterrito attacco alla Michelin. A vostro parere non si trovano scheletri negli armadi in ogni guida, gostronomica e non ? Lunghe conversazioni, qualche mese fa, a ribadire che una guida deve guidare, che non può essere perfetta ed ora ? ci rimangiamo tutto quanto ? Per la Michelin questa regola non vale ?
Io penso che per la michelin come per le altre guide i fattori di giudizio importanti sono altri, l'autorevolezza si misura su altri aspetti, non sulla stroncatura di un mezzo-cadavere (perchè è di questo che stiamo parlando) avvenuta forse anche in ritardo.
Conoscendo il cinismo dei gommuti non sono sorpreso della stella cadente al Taillvent, che comunque è il ristorante più apprezzato dai parigini. Vrinat aveva rischiato parecchio qualche anno fa per la dipartita di Legendre e altri verso Le Cinq. Le Figaro che ho letto durante lo scorso Bocuse d'Or parlava di 120 coperti al Tailvent e dei camionisti che si fermano all'Auberge de l'Ill in Alsazia( motivo per andarci ,)se non ricordo male.
Guardando altre guide come Gaul Millau e Bottin Gourmand, questi locali non raggiungono mediamente le 3 stelle. Vi dirò di più Piege non è stato trois etoilè ma grazie alla promozione dell' anno scorso sul Bottin e quest'anno Gault Millau è già fra i Best, mentre Alleno, promosso al Meurice, no!
Segue www.bongusto.org
1)
Auberge de l’Eridan (F)
2)
Schwarzwalstube (D)
3)
Dieter Muller (D) Waldhotel Sonora (D)
4)
Louis XV (MC) Les Pres d’Eugenie (F)
5)
Oud Sluis (NL)
6)
Hof van Cleve (B) De Librije (NL)
7)
Gordon Ramsay (UK) L’Arpege (F) Philippe Rochat (CH)
Heinz Winkler (D) Troisgros (F) Guy Savoy (F)
Pierre Gagnaire (F) Maison de Bricourt (F)
Vendome (D) (new) Akelare ^^^ (E) Martin Berasategui (E)
Can Fabes (E) Sant Pau (E)
8)
Pont de Brent (E) Pergola (I) El Bulli (E) Arzak (E)
9)
Paul Bocuse (F) Manoir aux Quatre Saisons (UK) Ledoyen (F)
10)
Pinchiorri ^ (I)
11)
La Cote Saint Jacques (F) Scloss Berg (D) Le Calandre ^ (I)
Ambroisie (F) Pre Catelan ^^ (F) Der Karmeliet (B)
Waterside Inn (UK) L’Arnsbourg (F)
12)
Dal Pescatore (I)
13)
Bareiss (D) Clos st. Denis (B) (new) Les Ambassadeurs ^^ (F)
14)
Vissani (I) Fat Duck (UK)
15)
Le Relais Cote d’Or (F) (new) Pic ^^ (F) Bastide Saint Antoine (F)
Tantris (D) Gambero Rosso
Ciao Alberto,
personalmente ritengo che una guida debba, appunto, "guidare" il concumatore verso alcuni locali che ha opportunamente selezionato secondo precisi criteri che ritiene essere validi. Questo fa sì che non tutte le guide segnalino gli stessi locali così come fa emergere disparità di giudizio. Queto per me è un bene, ci mancherebbe altro. Però credo che, a meno di non trovarsi al cospetto di una guida particolare, debba potersi ritrovareun filo conduttore di base che nasce dall'osservazione della realtà e dalla capacità di saper interpretare le dinamiche presenti e soprattutto future del settore.
Una guida che si "arrocca2 su posizioni ancestrali e non condivisibili dalla maggior parte della comunità (non è il caso della michelin) credo che lasci il tempo che trova.
Che ne pensate?