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Feb 2007
ore 16:12
ore 16:12
Tra 5 anni sarà ancora in edicola il Gambero Rosso?
Nei giorni scorsi Arthur Sulzberger Jr ha rilasciato un'intervista fondamentale sul futuro dei grandi quotidiani. Importante perchè è il presidente della New York Times Company e perchè dice di non sapere se tra cinque anni il quotidiano ci sarà ancora ma che è indifferente perchè comunque il sito nytimes.com è, tra le news, il più visto nel mondo. Zambardino, su Repubblica, fa le pulci a questa intervista e Granieri commenta il commento. Vi fornisco questa documentazione perchè funzionale al ragionamento-quesito che dice: se questo è il futuro a breve di un grande quotidiano è ipotizzabile che tra cinque anni Gambero Rosso e guida Ristoranti d'Italia diventino telematiche e l'edizione cartacea sparisca o si ridimensioni molto? Se n'è già parlato ma mai c'erano stati interventi così espliciti e autorevoli sul cambiamento di scenario della carta stampata e dei protagonisti, i lettori. Del resto sono molti gli editori che stanno puntando sul web, nuove tecnologie e velocità della Rete e queste scelte spingono verso profondi cambiamenti e nel nostro caso portano a ripensare la fattura stessa dello strumento-guida, sia essa dei ristoranti, dei vini o degli alberghi.
Stefano Bonilli
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Io spero di averlo ancora in forma cartacea.
Mah! Non riesco proprio a immaginare i miei futuri piaceri senza il profumo che emana la carta appena impregnata di inchiostro e privato del fruscio delle pagine sfogliate all'ombra in riva al mare, sul terrazzo d'estate e vicino al camino d'inverno. Come non riesco a pensare al cosciotto di pollo compresso in pillola. Stesse notizie, stesse calorie? E il piacere? Costa? Diamine! Abbasso il futuro.
E' interessante che il direttore riprenda l'intervista di Sulzberger. Paradossalmente il Gambero Rosso storico, quello dei test di Mi Manda Lubrano, con i contenuti riflessivi per i golosi curiosi sul serio degli anni Novanta, l'intuizione anglosassone delle guide, etc era un poco il NYT dell'enogastronomia italiana. Il posto dove trovare insomma un informazione "curata", pensata e autorevole. Quindi sulla base del passato, se c'e' una rivista (con radio, TV e altri servizi rivoluzionari - le prenotazioni ai ristoranti per esempio) che in teoria potrebbe passare alla rete, e a pagamento, e' proprio il GR. Certo non so se questa e' ancora oggi l'immagine percepita del Gambero e la linea editoriale di questi anni. Sicuramente pochi pagherebbero per leggere gli interventi ai blog (gia' gli editoriali del direttore sono un'altra cosa... Come pure i sondaggi etc etc. D'altronde Sulzberger ha chiaramente indicato che quello dei blog non e'il punto di attrazione nemmeno per i lettori del Times on line. Magari il futuro e' un Gambero Rosso, quotidiano on line...
Penso che Arthur Sulzberger Jr abbia fatto i suoi conti. Il NYT è un quotidiano e come tale sta risentendo già oggi nelle vendite dell'abitudine delle persone di leggersi le news online e non comprando un quotidiano che sembra subito vecchio.
Su un mensile o su una guida penso che valga un discorso un pò diverso. Sicuramente queste (e non vedo perchè il GR debba essere diverso) dovranno molto presto affiancare una versione elettronica che sia slegata dal discorso mese/anno per diventare "quotidiana", ma di una versione cartacea, comoda, da portare ovunque, penso rimarrà l'esigenza, anche tra 5 anni.
Da questo punto di vista, in Italia i quotidiani sono inattaccabili. Si leggono così poco che difficilmente internet riesce davvero ad intaccarli.
Francamente, io tutta questa frenesia di informarmi esclusivamente via internet non la sento ancora.
Vero ciò che dice max. Diversa è la strada di un quotidiano rispetto ad un mensile. Viene da chiedersi se in futuro sarà forte la necessità di avere "dalily news" sull'enogastronomia. Forse sì se continueremo a seguire il modello americano di consuemare i pasti fuori casa sempre più spesso. Dubito comunque che una Guida e duna rivista patinata possano scomparire
il profumo d'inchiostro....il fruscio della carta....il pollo in pillole....tutti lì a preoccuparsi di come cambierà il "supporto".
E di come cambierà il "modo" di fare informazione non gli frega niente a nessuno?
Sulzberger da bravo figlio di buona donna sta già mettendo le mani avanti:
"Noi siamo i 'curatori' delle notizie:
la gente non clicca sul New York Times per leggere i blog. Cerca piuttosto notizie attendibili che siano state verificate"
E che nessuno si azzardi a smentirlo!
Ecco Direttore una bella domanda: valgono di più le parole stampate su carta o quelle scritte su di un blog?
P.s.: non faccia il furbetto: sto parlando delle stesse parole su due media diversi.
;-)
Questo tanto per capire di chi stiamo parlando:
http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2146&topic=56
Questo per farvi due risate:
http://www.repubblica.it/online/esteri/iraqattaccoventinove/armi/armi.html
Bè AntonioT, a me pare ovvio ASPETTARSI da un giornale (quale il NYTimes comunque è), da giornalisti seri che verifichino le notizie che riportano. Certo che questo non sempre accade; ma vuoi forse dirmi che cliccando su blog a caso in giro per il web non hai un'altissima probabilità di imbatterti in un sacco di cazzate clarmorose?!
Io non avrei grandi difficoltà a passare a un mondo dell'informazione senza carta, soprattutto per le guide e i quotidiani. Soprattutto se tra cinque anni si sarà assestata una versione dell'iPhone o di qualche aggeggio simile a prezzo decente, che permetta una consultazione comoda attualmente impossibile per me.
Le uniche cose che mi piacciono su carta e mi dispiacerebbe perdere sono:
1. le riviste con articoloni lunghi da leggere e molte belle foto, che sono oggetti piacevoli da sfogliare e conservare (anche se certo la possibilità di usare i motori di ricerca per ritrovare le cose nei vecchi numeri sarebbe comodo).
2. "il Tirreno" che, con le sue numerosissime notizie irrilevanti, è la mia lettura (inutile) preferita da spiaggia, d'estate!!! :-)))
Scusate...si è perso "serio" dopo giornale all'inizio del mio commento precedente; devo fare la precisazione se no sembra che io affermi che il NYTimes è un giornale...ah bella scoperta!
vado un attimo ot:
chi di voi guarda ancora le pagine gialle di carta o le pagine bianche o chi si compra l'orario dei treni di carta??
Ormai gira tutto su pc e credo che 5 anni siano anche troppi.
Le citta' saranno tutte wi-fi e chiunque potra avere il suo pc portaile a 500 euro per consultare l'ultima edizione di repubblica o del giornale.
Sulle guide dei ristoranti credo che chi avra' l'occhio lungo sapra' organizzarsi e trovare il modo per mettere on line la guida.
Ti rivolto la frittata: quante volte ti imbatti in cazzate clamorose leggendo il giornale?
Torniamo al buon McLuhan: il mezzo è il messaggio?
Sulzberger sa che dovrà finire in rete, ma ha una paura fottuta dell'arena: perduto il "fogliettone" sa che perderà il 50% della sua credibiltà.
E' la rete bellezza!
Vexatae quaestiones i rapporti tra informazione - potere- danaro. Ora grido abbasso il futuro: pieno diritto. Ma mi adeguerò . Allora mettiamola anche così: da curatore della memoria pongo un'altra quaestio. Se ora voglio rileggere un numero de "La Gola" o sfogliare le quattro pagine del primo inserto del Gambero nel Manifesto state sicuri che le trovo. E grazie alla rete opac sbn on line dovrei sapere dove siano. In qualche sito ci sono pure i tentativi di versione su net di documenti e libri. Gillian Riley mi ha adesso spedito la versione digitale del Libro de arte coquinaria del Mestro Martino del 1465. Bellissima ve la consiglio.Bene. Se cerco le cose pregevoli che stavano in Cibaria la rivista on line di Esperia. Dove sono? Sparite, dimenticate. Le regole allora. E chi le fa le regole? I papiri di Ercolano sono ancora lì. Viva il futuro . Attenti però.
Quante cazzate leggendo il giornale? Anzi diciamo "un quotidiano" o "una rivista" se no sembra che ce l'abbia con Paolo Marchi! :-)))
Prima di tutto dipende da QUALI quotidiani o riviste, dipende dall'argomento, dipende da chi scrive. Certo che apprezzo l'informazione indipendente e libera... ma questo non significa che sia necessariamente più affidabile.
Più che altro mi sembra importante riflettere sulla questione lanciata da Tommaso Esposito: in questo momento il rischio che ciò che è stato pubblicato solo on line sparisca per sempre è moooooolto alto!
p.s. Ma quel timore di Sulzberger dove l'hai visto? Ovvio che debba soppesare quanti lettori affezionati alla carta perderebbe e tutti i pro e contro di una svolta del genere ma non mi sembra che sia preoccupato di perdere credibilità.
Non credo che il futuro immediato sia solo l'editoria in rete...libri e giornali resteranno in circolazione ancora per un bel po', insieme alle nuove realtá virtuali...tema Mc Luhan credo che il mezzo tecnologico che domina un'epoca abbia un'importanza fondamentale, incluso possa determinare la temperatura di un 'epoca, vedi televisione anni '60, mezzo freddo, epoca fredda, successo di leader calcolatori e freddi come Kennedy ecc. peró non credo come pensava quel pazzo di Mc Luhan nel determinismo tecnologico...il papiro non ha determinato la nascita dell'Impero romano, la stampa non ha causato direttamente la proprietá privata e il nazionalismo, cosi Internet riveste oggi un gran ruolo, peró non é la causa unica ed esclusiva di tutto...io poi vedo un fascino ancestrale nell'idea di svegliarsi e come prime attivitá bersi una tazza di caffé e un paio di giornali da sfolgiare. Resteranno valide per un bel po' le frasi di Hegel: "il giornale (o meglio il periodico come mi suggerisce saggiamente Gumbo) é la preghiera quotidiana e mattutina dell'uomo moderno".
Un salutone...
Uh Gigio, hai dato del pazzo a McLuhan. Una buona percentuale dell'universo dei blogger probabilmente ti si ritorcerà contro...
Se sapesse quanta gente ben piú autorevole di me ha dato dello stravagante, inconnesso, privo di stile, rigore e scientificitá, pressapochismo ecc. a Mc Luhan...io penso che la tecnologia abbia un ruolo importante ma non sia il motore unico ed esclusivo di quello che occorre, o per lo meno mi illudo che sia cosí, peró forse sbaglio. E non credo, personalmente, che fra 5 anni i periodici cartacei saranno tutti spariti, cosí come non tutti mangiamo cibo in polvere e capsule, non tutti vestiamo con tute da astronauti ecc. cioé come diceva Luhmann la societá é piú complessa di quello che possiamo pensare...) Che il blog mi si ritorca contro, fa nulla, dopo il precedente email sono vaccinato a tutto :) Insomma direttore non mi tolga il piacere di sfogliare una volta al mese l'amato gambero dell'amatissimo color rosso :):)
Perchè no?
Io sarei favorevole.
Un mensile on-line, con continui aggiornamenti, accessibile tramite un account a pagamento che consenta anche di stamparsene una versione cartacea da leggere sul divano di casa, in spiaggia, alla metro. Un po' quello che accade, in piccolo, con Repubblica Ultimo Minuto se qualcuno di voi lo conosce.
L'account poi diventerebbe un fondamentale strumento di Marketing per l'editore, ma non scopriamo di certo l'acqua calda.
L'editore ridurrebbe i suoi costi, credo, e potrebbe investire maggiori risorse umane ed economiche per l'arricchimento dei contenuti.
Inoltre, si avrebbero sempre notizie aggiornate e non fotografie statiche della realtà a volte leggermente anacronistiche.
La guida dei ristoranti potrebbe essere aggiornata mensilmente, man mano che giungono nuove segnalazioni, così come la guida dei vini non vedrebbe più un'edizione annuale ma bensì un'edizione continua, alla Parker per intenderci, in grado di cogliere e valutare i vini all'effettivo momento di immissione sul mercato.
Le nuove tecnologie già consentono tutto ciò e credo che tra 5/10 anni sarà impossibile non poter disporre di informazioni aggiornate e reperibili in qualsiasi momento, su un pc, su un palmare, un blackbarry, un ipod o su chissà quale diavoleria...
Insomma, io sono favorevole.
Poi magari manteniamo un bollettino trimestrale cartaceo, magari che racconta eventi particolari o monografie sui nostri amati ristoratori o vignanioli... ;-)
A dire il vero, io non conosco nessuno che indossi abitualmente tute da astronauta. Al massimo qualcuno che si nutre con cibo in polvere e pillole soprattutto a scopo dimagrante (spero che questo non diventi la norma neanche in futuro).
Però che i mezzi di comunicazione influenzino pesantemente la società non mi sembra un'idea tanto stravagante.
Nè che l'informazione via web sostituisca in futuro gran parte dell'informazione su carta. Però 'sto fatto della distruzione degli archivi mi preoccupa; pensando a quant'è facile far spaire tutti i dati da un server...chi potrebbe avere la responsabilità di salvare i dati? E dato che non si può salvare tutto, quali dati sono veramente importanti? Come si fa a giudicare?
Per Gumbo chyicken: risparmia i soldi che spendi per comprare giornali irrivelanti e ocntinua a scrivere amenità qui che è meglio... Visto che la tua capacità di comprendere l'informazione, specie quella locale, è minima.
Eh!?...se proprio devo litigare con qualcuno, almeno siate un po' meno anonimi e spiegatevi meglio così magari qualcosa in più lo capisco pure io (sto parlando con quello/a che si firma gumbo gumbo).
credo che non si arrivera' mai alla guida solo on line.
Come faranno gli eno gastro sboroni poi ad entrare in un ristorante senza guida in mano come se avessero una laurea in gastro scienza dell'alimentazione??
Ci mancherebbe altro che si sia senza.
Buongiorno Bonilli, piacere. Mi permetta, forse non è stato colto appieno il senso del mio post. Sulzberger dice "I don't care". Ed è questa la visione importante
Il tema non è se tra 5 anni il Gambero sarà ancora di carta o no. Il tema è che tra 5 anni il Gambero sarà SICURAMENTE digitale
Quindi la domanda è: quale sarà la tua strategia partendo da quel presupposto? La carta potrebbe anche essere un up-selling di un servizio, per es., o un regalo agli abbonati, o... who knows
Nel frattempo, però, ti cambia anche la filiera di produzione dei contenuti. Es italiano http://duespaghi.it, c'è un sito americano che lavora su scala più grande
Il che mi fa porre un'altra domanda: ora il grandissimo valore del Gambero sta (anche) nell'assoluta qualità delle sue recensioni, impareggiabili
Però come si confronterà, tra qualche tempo, con una guida le cui preferenze vengono da migliaia di segnalazioni degli utenti? "The wisdom of the crowds" ha una potenzialità da non sottovalutare...
Qui negli UK una guida basata sulla 'wisdom of the crowds' esiste gia':
http://www.london-eating.co.uk/
E' interamente composta da recensioni di utenti (a parte una rece iniziale 'dela casa'). Io la consulto per Londra, ma il livello medio dei commenti, soprattutto sui ristoranti italiani, non mi sembra molto alto (anzi, lo sconcerto nel leggerla e' stato uno dei motivi che mi hanno spinto per disperazione a fare un blog).
Quindi direi che questa presunta saggezza delle masse non va data per scontata in tutti gli ambienti e in tutte le circostanze. Io credo ancora molto nella saggezza degli individui, purche' ben selezionati!
L'ho detto una ventina di post fa:
Sulzberger sa che senza la "carta" dovrà confrontarsi con l'affollato mondo di internet, un mondo orizzontale e molto più democratico dell'edicola.
Una volta in rete gli sarà più difficile sparare cazzate del tipo "l'Iraq ha le armi di distruzione di massa" e dovrà verificare sul serio le notizie se non vuole confondersi con la massa di blogger oggi in rete.
Mettiamola così: il mezzo, nel nostro caso la carta, ti abbuona un buon 40% della tua autorevolezza: tolto il "mezzo" restano solo le tue parole e l'unico modo per distinguerti dalla massa è fornire notizie vere, esatte e verificate.
Dovrà smettere, in pratica di fare da tappetino al potere.
E' la rete, bellezza!
D'Ottavi pone un tema attualissimo per chi fa guide come la nostra casa editrice. Passare da una guida fatta dall'alto, anche se avvalendosi di oltre un centinaio di collaboratori, a una guida fatta con i lettori. L'impresa non è facile perchè da noi la voglia di truccare le carte è sempre grande e potrebbe manifestarsi anche in questi nuovi progetti. Non è un caso se da noi la Zagat non ha attecchito, perchè i voti falsi e quindi l'intervento di una redazione centrale rende il lavoro molto più complesso che a New York.
A me l'idea di una guida fatta interamente dal "basso" non piace semplicemente perchè non conosco che fa le recensioni e, in sintesi, non mi fido.
Diverso il discorso, invece, di una guida dove a seguito di una recensione professionale seguono i commenti degli appassionati. Ciò che più o meno, per determinati locali, accade sul forum.
Rimane però a mio avviso fortemente centrale il problema dell'aggiornamento e della necessità impellente, nel medio periodo, di passare all'on line.
Chi fa della conoscenza parte integrante del proprio business non può rimanere indifferente all'incedere incalzante delle nuove tecnologie perchè non potrebbe sopravvivere nel futuro.
L'informazione perde ogni importanza quando non arriva precisa e soprattutto tempestiva.
In questo senso, secondo me, va interpretata la "sparata" del NY Times che oggi sembra quasi una provocazione ma che domani sarà la realtà e chi non sarà in grado di adeguarsi in tempi brevi sarà destinato all'oblio.
Poi magari di anni ne serviranno 10 o 15 ma il concetto non cambia.
Credo, infine, che il Direttore che è sempre stato attento all'evoluzione della società e delle nuove tecnologie non rimarrà con le mani in mano di fronte alla "rivoluzione tecnologica"! ;-)
Fuoritema sui blog:
Caro direttore,
verrai a votarmi sul sito di Adinolfi?
Come vedi faccio campagna elettorale. In puro stile lobbistico.
Direttore scusi l'intromissione:
si legga l'ultima recensione di Rafael García Santos sulle clandre...0,25 punti in piú rispetto all'anno scorso, lodi sperticate, definizione come miglior cuoco italiano e tra i grandissimi del mondo...in effetti dopo Blumenthal, Ferrán e insieme a Quique Dacosta...quando gli spagnoli si comportano onestamente bisognerá pur dirlo...Maxi ha 0,75 punti in piú di Vissani e 0,25 di Pierangelini che voi considerate ancora i migliori Salutoni a tutti e scusate il cambio di tema:)
Le "guide fatte dai lettori" che ho provato a leggere in giro per internet mi sono sembrate francamente desolanti, ma non per colpa loro: per colpa dei "lettori" che le scrivono.
E' vero, il "fatto dai lettori" non depone mai bene perchè i lettori evoluti ed esperti sono numerosi ma pochi hanno tempo o voglia per mettersi a scrivere organicamente. E' fatica e richiede una bella disciplina e quindi per la maggior parte di questi potenziali collaboratori la scheda scritta rimane un pio desiderio.
Direttore, a quando allora le versioni multimediali della guida del Gambero? Ricordo ancora con piacere l'edizione 2000 della GR Roma in duplice veste (cartacea e CD-ROM)! Ho trovato molto funzionale anche l'edizione per palmare della Michelin... insomma, personalmente, sono molto propenso all'utilizzo delle versioni elettroniche delle guide, nonostante non riesca ancora a rinunciare alle versioni cartacee. E credo che come me, l'italiano medio non sia assolutamente pronto ad un balzo come quello prospettato dal NYT per il loro futuro.
P.S. Una provocazione: che ne direbbe di una versione OnDemand (magari con abbonamento annuale) della vostra guida, consultabile via telefonino?